Attorno alle ore 17.00 di domenica 10 maggio il corpo vigili del fuoco volontari Riva del Garda riceveva dalla sala operativa di Trento, a sua volta allertata dalla sala operativa di Brescia, una richiesta d’intervento in territorio lombardo per un’autovettura uscita fuori strada con una persona coinvolta nei pressi di Baita Segala nel comune di Limone sul Garda.

Dalla caserma di Riva del Garda partivano subito, vista la zona montuosa segnalata, tre mezzi fuoristrada con sei vigili dotati di attrezzature di forza elettriche e altri strumenti di sicurezza (borse SAF e paranco tirfort).

Visto l’intervento fuori provincia, con un tempo di percorrenza rivelatosi di 30 minuti per raggiungere il target, le squadre intervenute decidevano di percorrere la strada più veloce dalla Val di Ledro lungo il percorso Prè, Leano, passo Nota, Baita Segala.

 

In contemporanea da Trento si alzava il volo l’elicottero con personale SAF del corpo permanente, oltre ad un mezzo che da Trento raggiungeva in seguito via terra il luogo dell’intervento unitamente alle squadre del corpo nazionale provenienti da Salò e Tremosine, e ai Carabinieri della stazione di Limone sul Garda.
Giunti sul posto si constatava la situazione descritta nella chiamata di allertamento con l’autovettura caduta in un dirupo e purtroppo il conducente, unica persona a bordo, risultava deceduta.
I vigili del fuoco di Riva del Garda provvedevano a recuperare la salma sbalzata fuori dall’abitacolo e al successivo recupero dell’autovettura, oltre alla predisposizione della zona di atterraggio per gli elicotteri intervenuti.

Cordiali saluti.
Ufficio stampa VVF Riva del Garda (TN)

 

 

 

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Bozza DL Rilancio

Il Presidente Berlusconi ha riunito in videoconferenza venti sindaci di Forza Italia.  Si è parlato dell’andamento dei contagi da Virus e della situazione economica dei Comuni.

I sindaci hanno espresso forti preoccupazioni perché i Comuni hanno incassato solo anticipi di bilancio gravati da interessi passivi.

I sindaci e le loro amministrazioni sono in prima linea nel sostegno alle fasce più deboli della popolazione ma lamentano di non aver ricevuto dal governo alcun finanziamento al riguardo. Fanno inoltre presente che oltre alla chiusura di molte attività, dal commercio al settore turistico, alla ristorazione e ai bar, sono venuti meno tutta una serie di tributi fondamentali per le amministrazioni comunali.

I sindaci chiedono l’istituzione di un Fondo dedicato ai piccoli Comuni e un piano per colmare il divario digitale tra Nord e Sud, tra le città e i piccoli centri. Chiedono inoltre la sospensione del codice degli appalti per poter dare il via ai cantieri per le opere pubbliche, lavori che possono fungere da volano per far ripartire l’economia. Ritengono infatti di dover approfittare di questi mesi per finanziare la messa a norma e in sicurezza degli edifici pubblici a partire dalle scuole.

I sindaci infine dichiarano di sostenere il protocollo tra farmacie e ANCI per la distribuzione di mascherine e farmaci a domicilio.

Alcuni sindaci hanno espresso forte preoccupazione per la possibilità che si scateni una crisi sociale da parte di cittadini senza lavoro che non hanno ricevuto alcun contributo dallo Stato e si trovano in condizioni di estrema povertà.

Alcuni sindaci evidentemente considerati dai cittadini come rappresentanti della classe politica nella loro città, hanno ricevuto male parole e insulti rivolti al governo e a tutti i politici al potere.

Fase 2. CGIL CISL UIL: Il giudizio sulla manovra della giunta resta negativo.

Dichiarazioni dei segretari generali di CGIL CISL UIL del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi, Walter alotti

La manovra della Giunta Fugatti approvata dal Consiglio provinciale resta timida, squilibrata e poco efficace perché mobilita risorse insufficienti per la ripresa economica e per i lavoratori più colpiti dalla crisi, le famiglie e le donne che lavorano, non investe sulla sanità territoriale centrale per il riavvio delle attività economiche, distribuisce alle imprese contributi poco selettivi e che, oltre ad essere inefficaci, rischiano di non tutelare l’occupazione, non garantisce stanziamenti adeguati a valorizzare il lavoro pubblico, a partire da quello degli operatori sanitari impegnati contro Covid-19, anzi elimina pure quelli esistenti che servivano a coprire l’indennità di vacanza contrattuale di cui godono tutti i lavoratori pubblici in Italia.

Per questi motivi il nostro giudizio resta ancora oggi negativo pur avendo apprezzato alcune modifiche adottate in commissione e in consiglio provinciale.
Tra queste c’è sicuramente il pacchetto di 17 milioni di euro stanziati per sostenere i lavoratori colpiti dalla crisi economica e le loro famiglie attraverso Agenzia del lavoro e l’Assegno unico provinciale.

Sugli interventi per il lavoro e per le famiglie chiediamo quindi che si apra immediatamente un confronto con le nostre organizzazioni sindacali, per arrivare quanto prima alla definizione di misure specifiche che rafforzino la coesione sociale e che tutelino quelle lavoratrici e quei lavoratori, a partire dai precari e dagli stagionali, che non abbiano coperture sufficienti definite dagli interventi statali. Alla vigilia del varo del nuovo decreto legge del Governo nazionale, abbiamo il tempo e il modo per mettere in campo interventi integrativi che valorizzino davvero le competenze della nostra Autonomia.

Dopo più di 24 ore di Consiglio provinciale e una nottata di votazioni sulle centinaia di emendamenti e gli ordini del giorno presentati, alle ore 10.27 di oggi abbiamo approvato il DDL 55, una legge fondamentale per dare risposte concrete alle famiglie, ai lavoratori, alle partite Iva e alle imprese in difficoltà ma non solo…

Questo quanto dichiarato su social dal Segretario nazionale della Lega Salvini Trentino, Mirko Bisesti.

Il gruppo Futura si è astenuto sul disegno di legge 55, per la ripresa economica del Trentino.

Paolo Ghezzi e Lucia Coppola valutano positivamente l’approccio collaborativo della maggioranza nell’accogliere alcune proposte che le minoranze hanno presentato anche in maniera congiunta. Bene che siano stati votati all’unanimità gli ordini del giorno sulla finanza pubblica/indebitamento e quello sul rafforzamento dell’assegno unico come strumento di sostegno alle fasce più povere della popolazione che nel disegno di legge della giunta non erano abbastanza tutelate.

Positiva anche l’ approvazione dell’ ordine del giorno sul riconoscimento della cultura come uno dei settori strategici da valorizzare nella fase di ripresa economica, anche se è stata respinta la nostra richiesta di stanziamento di 5 milioni per rilanciarlo.

Grave appare invece la mancata approvazione dell’ordine del giorno sostenuto da tutti e sei i gruppi di minoranza, primo firmatario Paolo Ghezzi, sulla richiesta di stabilire con linee guida e protocolli sanitari chiari e tempi certi, entro il 31 maggio, in tutti i settori, le modalità di gestione della fase di riapertura. Ci vogliono dei punti fermi nella road map della fase 2, serve una programmazione che dia certezza e sicurezza alla popolazione in un periodo in cui il virus non è stato per nulla debellato e potrebbero riaccendersi focolai pericolosi di Covid-19. E invece Fugatti e Segnana non hanno neppure motivato il loro no alla proposta di Futura e delle altre minoranze consiliari.

Pur soddisfatti del riconoscimento, chiesto dagli studenti universitari, del bonus affitti per i giovani di famiglie rese più povere dalla crisi, pensiamo che i 50.000 euro stanziati non rispondano per nulla alla copertura richiesta. Così come siamo convinti che il terzo settore, riconosciuto come strategico, non abbia poi avuto una risposta adeguata ed efficace per mantenere in essere i servizi appaltati anche oltre la scadenza dei contratti concessa nella legge (fine 2021).
Giudichiamo negativamente il mancato riconoscimento del lavoro svolto dai dipendenti del settore pubblico, in particolare sanitario e scolastico, che si è visto togliere 20 milioni di euro senza peraltro ricevere indicazioni strategiche per la gestione futura del post emergenza.

Preoccupa infine, il fatto che questa legge appena approvata assegni alla Giunta Fugatti piena libertà di scelta su tutti gli aspetti legati alla gestione, alle modalità e alle priorità nell’erogazione dei fondi messi a disposizione. Una responsabilità di cui chiederemo conto.

Futura, forza di opposizione e di proposta, vigilerà e continuerà a lavorare affinché la Giunta provinciale si occupi delle fasce più deboli della popolazione e dei settori più in difficoltà che questa crisi ha aumentato pericolosamente, per evitare che si apra una stagione di conflitto sociale.

 

*

Paolo Ghezzi
Lucia Coppola
Gruppo consiliare provinciale FUTURA

Domani, ‪lunedì 11 maggio, in prima serata su Retequattro, nel nuovo appuntamento con “Quarta Repubblica”, Nicola Porro, con il ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, il viceministro all’Economia Antonio Misiani e l’ex Capo della Protezione civile Guido Bertolaso cercherà di fare un punto sui diversi fronti di emergenza aperti dall’epidemia di Covid-19.

Nel corso della serata, il racconto degli italiani tra problemi, speranze e interrogativi dopo la prima settimana in “Fase 2”: dalle richieste ancora inevase di cassa integrazione in deroga, alle incognite sulle vacanze; dagli usurai che avvicinano i piccoli commercianti in difficoltà, agli annunci disattesi sul prezzo delle mascherine, fino al continuo braccio di ferro tra Governo e Regioni su riaperture e limitazioni.

Una pagina d’approfondimento sarà inoltre dedicata allo scontro tra il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il magistrato antimafia Nino Di Matteo e alla scarcerazione rischio Covid-19 di 376 detenuti per reati di mafia.

Tra gli ospiti della serata anche: il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci, l’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, Giulio Tremonti, il costituzionalista Alfonso Celotto, l’imprenditore Fabrizio Di Amato, Alessandro Sallusti, Toni Capuozzo, Mario Giordano, Federico Rampini, Michele Brambilla, Piero Sansonetti, Carlo Puca, Gaetano Pedullà, Maria Giovanna Maglie e Daniele Capezzone.

Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.

In particolare, nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 10 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è 219.070, con un incremento rispetto a ieri di 802 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 83.324, con una decrescita di 1.518 assistiti rispetto a ieri.

Tra gli attualmente positivi 1.027 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 7 pazienti rispetto a ieri.

13.618 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 216 pazienti rispetto a ieri.

68.679 persone, pari al 82% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.

Rispetto a ieri i deceduti sono 165 e portano il totale a 30.560. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 105.186, con un incremento di 2.155 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 30.190 in Lombardia, 13.650 in Piemonte, 7.191 in Emilia-Romagna, 5.591 in Veneto, 4.147 in Toscana, 2.900 in Liguria, 4.286 nel Lazio, 3.251 nelle Marche, 1.915 in Campania, 786 nella Provincia autonoma di Trento, 2.669 in Puglia, 2.069 in Sicilia, 851 in Friuli Venezia Giulia, 1.671 in Abruzzo, 459 nella Provincia autonoma di Bolzano, 113 in Umbria, 515 in Sardegna, 113 in Valle d’Aosta, 596 in Calabria, 143 in Basilicata e 218 in Molise.

 

situazione 10 maggio 2020

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“Sono soddisfatta per l’approvazione del mio ordine del giorno che stimola ulteriormente la Giunta a sostenere la proposta di Legge nazionale, attualmente in fase di elaborazione, al fine di ridurre i costi fissi delle bollette da parte delle società fornitrici di energia elettrica.

Si tratta di un ordine del giorno doveroso e che è frutto di una visione ben chiara della Lega sul punto, ovvero sul trovare soluzioni per abbassare i costi della bolletta elettrica. Oggi purtroppo troppi privati e aziende, soprattutto alla luce di questa emergenza, hanno dovuto pagare delle bollette che prevedevano al loro interno solo costi fissi.

Una prima attività in tal senso è stata fatta quando si è sollecitata Dolomiti Energia a ridurre il costo dell’energia, ma in molti hanno comunque convenuto sul fatto che i costi non sono scesi. Da qui la nostra idea di trovare ulteriori soluzioni per aiutare la nostra comunità in questo momento particolarmente difficile”.

Questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino, Mara Dalzocchio.

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