«L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha detto tutto e il contrario di tutto e aggiungerei anche che è corresponsabile in parte con la Cina per quello che è successo, per la diffusione dei contagi, potevano essere a mio avviso controllati se avessimo avuto informazioni più dettagliate. Il “modello svedese” non credo che sia applicabile in altri luoghi e poi tenga presente che gli svedesi stanno pagando un prezzo altissimo, hanno una popolazione che è circa 6 volte inferiore a quella dell’Italia e hanno credo 2.400 morti, se lei moltiplica per 6 fa circa 20.000 morti, e hanno una delle mortalità più alte d’Europa rispetto al numero dei casi. E poi è un Paese completamente diverso, ha dei grandissimi spazi, è molto più grande dell’Italia, ha una densità di popolazione bassissima e hanno abitudini sociali molto diverse.

Adesso non vorrei fare una battuta, ma sul distanziamento sociale probabilmente non hanno dovuto fare grandi sforzi per applicarlo, nel senso che i ragazzi escono da casa molto presto, i nonni non li vedono quasi mai, insomma non si può paragonare il tessuto sociale affettivo della Svezia, che è diverso da quello dell’Italia, della Spagna ma anche della Francia». Queste le parole del professor Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia dell’Università di Padova e consulente scientifico della Regione Veneto, intervistato sulla ripartenza dell’Italia dopo settimane di lockdown e le differenze con il “modello svedese”, da Mario Giordano a “Fuori dal Coro”, in prima serata su Retequattro.

Sulla “Fase 2” avviata dall’Italia, il professor Crisanti commenta: «Io penso che le modalità della nostra ripartenza sono il risultato di una mancanza di informazione o di analisi sul rischio reale e di una serie di pressioni per riaprire, per questo sembra anche un po’ caotica e non razionale. Fatte queste considerazioni, è basata sulla prudenza perché in qualche modo dice “facciamo un pochetto alla volta, aspettiamo due settimane e vediamo cosa succede».

Alla domanda relativa all’eventuale “campanello d’allarme” che possa segnalare problematiche, il professor Crisanti dichiara: «Purtroppo questo campanello d’allarme ha una latenza di otto giorni, è come se le rubassero in casa e la sirena le suona dopo otto giorni, nel senso che solo fra otto giorni sapremo qual è stato l’impatto di queste misure e poi gli effetti negativi si prolungheranno per altre due settimane. Quindi questo lo sapremo guardano il numero dei casi, il numero dei ricoveri. Io penso che uno degli aspetti più importanti della cosiddetta ripartenza sia avere una chiarissima visione dei dati e di come utilizzarli».

Rispetto all’eventualità che il virus stia perdendo forza, Crisanti sottolinea: «Ci sono due aspetti, uno è legato alla trasmissione e chiaramente c’è una minore trasmissione perché siamo stati tutti quanti in casa per tantissimo tempo e molte persone non si sono infettate. C’è una componente che penso molti incominciano anche a riconoscere che è dovuta a fattori ambientali, nel senso che in climi caldi e non umidi il virus perde capacità infettante. Poi lei mi dice “ha perso virulenza?” La virulenza è anche una funzione, lo stanno scoprendo tutti, della carica infettiva. Chiaramente diminuendo il numero dei contatti, diminuisce anche la carica infettiva e la possibilità che le persone si infettino più di una volta».

Sulla diffusione del Coronavirus tramite punture di zanzara, Crisanti dichiara: «La ritengo una possibilità estremamente remota, la capacità delle zanzare di trasmettere malattie è il risultato di un processo evolutivo di decine e decine di migliaia di anni, non immagino possa accadere, altri Coronavirus non vengono trasmessi dalle zanzare».

Analizzando la cura sperimentale al plasma su cui la comunità scientifica sta dibattendo, Crisanti è ottimista: «E’ una cura che anche in passato su alcune malattie e situazioni ha dato risultati molto importanti. La somministrazione di immunoglobuline avviene ogni volta che una persona magari ha un incidente e fa la profilassi per il tetano, avviene nel caso di contatti con cani che si sospettano possano avere la rabbia. Diciamo che è una procedura che funziona, nel caso specifico del Coronavirus ci sono risultati molto promettenti. Alcuni pazienti, specialmente quelli che si sono ammalati in forma grave e che hanno superato la malattia producono anticorpi; questi anticorpi hanno la capacità di neutralizzare il virus in colture cellulari e hanno un effetto di guarigione, cioè accelerano, la guarigione nelle persone che stanno molto male».

Infine, sulla durata del Virus, che alcuni scienziati americani sostengono sarà di circa 18 mesi, Crisanti obietta: «Guardi, non faccio l’indovino, senza dei dati non mi pronuncio. La risposta è non lo so».

Il Governo deve assicurare “finanziamenti a fondo perduto per garantire la sopravvivenza di attività, come quella dei parrucchieri e degli estetisti che nel nostro Paese realizzano un giro d’affari che tocca i 6 miliardi di euro l’anno e impegnano 263.000 addetti”.

È la richiesta dei senatori di Forza Italia, Elena Testor e Luigi Vitali, contenuta in un’interrogazione rivolta al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

Secondo i senatori azzurri il rinvio della fine del lockdown al 1 giugno per questa categoria “ha destato preoccupazione e rabbia tra gli operatori del settore che, dopo più di un mese di chiusura forzata, stanno vivendo un grave disagio economico che porterà a sicuri licenziamenti di personale e in alcuni casi alla chiusura delle stesse attività.

Altri settori che hanno a che fare con il pubblico sono tornati a svolgere le proprie attività, mentre questa categoria che di norma lavora già con protocolli elevati di igiene e di sanificazione delle attrezzature con l’aggiunta dei DPI monouso potrebbe lavorare da subito in totale sicurezza per i clienti e operatori.

Bisogna riaprire altrimenti sarà un ecatombe del settore e di migliaia di famiglie”.

 

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Senatrice Elena Testor

Forza Italia

Oggi seduta straordinaria del Consiglio provinciale di Trento, chiesta dalle opposizioni. Argomento la scuola (nidi, infanzia, primaria, secondaria e formazione professionale) ed il contagio da Coronavirus.

Era un’occasione per la Giunta provinciale di Fugatti per dare informazioni sul futuro e per impegnarsi concretamente su metodi, tempi, costi e finanziamenti.

Allego quanto avevamo proposto, che non è stato accettato dall’Assessore all’Istruzione Bisesti.

Guai a prendersi impegni precisi, meglio restare sul generico. Si procederà senza un piano, senza un metodo e -soprattutto- senza tempi certi.

 

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Ugo Rossi (Patt)

 

 

’Apss guarda anche alla terapia con il plasma. Coronavirus: si consolida la stabilizzazione, ma ancora 3 decessi

Situazione buona oggi in Trentino con soli 9 nuovi casi di contagio da Coronavirus, che scendono a 3 se si considera la nuova classificazione decisa dal Ministero (nuovi casi con sintomi insorti negli ultimi 5 giorni). Si consolida quindi la stabilizzazione dell’epidemia anche se si registrano ancora 3 decessi fra cui quello di un 37enne, che però purtroppo aveva anche altre patologie. 823 i tamponi effettuati e 15 i pazienti in terapia intensiva, 8 a Rovereto e 7 a Trento. Il Trentino, nel frattempo, fra ieri e oggi si è rimesso in moto. “Quello che chiediamo ai cittadini comunque è la prudenza – ha sottolineato il presidente Maurizio Fugatti, – l’uso della mascherina e l’osservanza delle regole sul distanziamento. Bisogna ripartire con un atteggiamento responsabile e utilizzando le giuste precauzioni. L’impegno ora, e di questo abbiamo parlato ieri anche con il ministro Francesco Boccia, è di consentire in Trentino l’apertura anticipata, il 18 maggio, a quelle attività economiche che altrove dovrebbero aprire il 1° giugno. Ciò sarà possibile se la stabilizzazione del contagio attualmente in corso risulterà nel frattempo confermata. Oggi, sono iniziati inoltre i test sierologici, con il prelievo del sangue, nei comuni più colpiti dal contagio: si è partiti con Campitello di Fassa, poi sarà la volta di Pieve di Bono-Prezzo, Vermiglio, Canazei e Borgo Chiese. Altri territori vogliono a loro volta effettuare questi test. Esamineremo le loro richieste, tenendo presente che di test veloci ve ne sono ora di diverso tipo, ma non tutti risultano certificati e quindi idonei”.
Fugatti ha inoltre risposto ad alcuni quesiti specifici dei cittadini relativi a spostamenti, uso dell’automobile, visite ai congiunti e quant’altro. Fra l’altro ha chiarito che possono andare a fare legna fino a tre persone assieme, come stabilirà un’ordinanza nei prossimi giorni. Rassicurazione anche sul versante degli studenti trentini che studiano ad Innsbruck: sono in corso i contatti con il governo austriaco per procedere con il loro rientro.

L’assessore alla salute Stefania Segnana ha ricordato che il tema della gestione dei figli delle famiglie in cui i genitori riprendono a lavorare è fra i più sentiti. Domani è prevista una Giunta straordinaria per definire tutte le misure di supporto, a partire dai buoni di servizio, concordati anche con la Federazione trentina della cooperazione, a cui afferisce un serbatoio di 1000 persone specializzate nei servizi di cura. Il bonus nazionale è di 600 euro, ma la Provincia vuole intervenire con un sostegno aggiuntivo in particolare per quelle famiglie in cui nessun genitore può accedere al part time.

Per quanto riguarda la terapia al plasma iperimmune, l’Apss sta esaminando i protocolli di Pavia e Mantova e le tecnologie utilizzate. Una macchina apposita, necessaria per la lavorazione del plasma, è in arrivo e non appena sarà a disposizione delle strutture sanitarie trentine comincerà il suo utilizzo. Questa tecnologia potrà essere usata anche per altre applicazioni oltre a quelle già previste dai protocolli riguardanti questa metodologia di cura.

Il direttore generale dell’Apss Paolo Bordon ha sottolineato nuovamente che fra le 3 persone decedute nelle ultime 24 ore ve ne era una molto giovane, di 37 anni, ma con patologie importanti alle spalle, a cui si era aggiunto il Covid-19.
Nell’ultima settimana è stata effettuata una media di 1304 tamponi al giorno. Un quarto di essi viene utilizzato per verificare le guarigioni (che devono essere certificate da due tamponi). Una quota significativa viene effettuata inoltre in focolai specifici, come le Rsa. Ma una parte consistente, oltre 2000 tamponi alla settimana, viene utilizzata per andare alla ricerca di nuovi casi, in particolare di asintomatici. Il laboratorio di Rovereto ha anche effettuato un migliaio di test sierologici e gli altri ospedali presto seguiranno. Riguardo ai 5 comuni interessati ai test, Bordon ha sottolineato come il Trentino sia la prima realtà in Italia a realizzare un’indagine epidemiologica così importante.

L’appuntamento di oggi si è chiuso con una esibizione degli allievi della scuola Jan Novák di Villa Lagarina.

La prossima conferenza stampa dedicata al Covid-19 si terrà giovedì 7 maggio.

Consiglio straordinario: la seduta si è conclusa con la votazione delle risoluzioni proposte da minoranze e Civica: accolte 3 su 6.

Il Consiglio straordinario riunito da questa mattina per discutere di scuola, attorno alla comunicazione dell’assessore Bisesti sull’organizzazione del sistema trentino nell’era Covid-19, ha proseguito i lavori nel pomeriggio con diversi interventi e un confronto sulle 6 proposte di risoluzione prodotte dalle minoranze e dalla Civica. Raggiunto l’accordo sulla risoluzione 6 (di Vanessa Masè) e, con modifiche minime, sulle proposte 4 e 5 (di Sara Ferrari). I temi: l’attivazione di servizi di conciliazione per bambini e ragazzi, servizi per l’infanzia e la conciliazione, avviamento di un tavolo di confronto plurale e investimento straordinario per la scuola dell’autonomia.

 

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Marini: dotazioni tecnologiche e banda larga le priorità
Alex Marini (Misto) ha definito il dibattito che ha animato questo Consiglio straordinario, che ha permesso a tutti di arricchire la proposta della Giunta, “un buon punto di partenza a cui guardare con ordinarietà per i successivi momenti di confronto”. Perchè, ha aggiunto, questa è una crisi strutturale, nella quale la dimensione reale è diventata una dimensione virtuale, con una serie di reazioni imprevedibili, alcune positive, altre più dannose. In un siffatto scenario due gli aspetti prioritari: quello della dotazione tecnologica e quello della banda larga, sui quali dobbiamo accelerare in maniera decisa. E il mondo della scuola potrebbe essere uno dei contesti nei quali questa accelerazione potrebbe essere più visibile, anche con la sperimentazione di momenti di confronto che coinvolgano scuola e cittadinanza, dove si parli di programmazione per il futuro.

 

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Dalzocchio: gratitudine e pieno appoggio al lavoro della Giunta
Dobbiamo riconoscere che la situazione che stiamo affrontando è drammatica e nuova, ha esordito Mara Dalzocchio (Lega). 6 mesi dell’età evolutiva corrispondono a 5 anni della vita di un adulto, ha osservato: possiamo dunque immaginare il peso che può avere questo lockdown sulle menti e sulla personalità in evoluzione dei nostri ragazzi. Dobbiamo dunque in questo contesto distinguere le priorità: la prima è quella tutela della salute, con l’individuazione di modalità che garantiscano alla ripartenza la copertura da nuovi focolai, poi c’è l’impugnativa da parte del Governo, il cui esito non si potrebbe conoscere in anticipo. A fronte di questo, la consigliera Dalzocchio ha suggerito di considerare anche le esigenze dei genitori e valutare soluzioni alternative vagliando altre possibilità, pur nella più volte ribadita necessità di tutelare in primis la salute. Infine, in qualità di capogruppo Dalzocchio ha concluso ringraziando la Giunta e l’assessore Bisesti che si è trovato costretto, con molta difficoltà, a non porre in essere l’adeguamento contrattuale per aiutare i molti lavoratori del comparto privato che rischiano di restare senza lavoro.

 

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Masè: la politica deve mettersi nei panni dei bambini oltre che dei genitori
Vanessa Masè (Civica), supportata da dati, ha notato che ci sono decine di migliaia di bambini che hanno perso il loro riferimento in questi mesi di confinamento fisico e mentale. La politica dovrebbe mettersi nei panni, oltre che dei genitori, dei bambini, ha notato perché le conseguenze di disagio psicologico di questo lockdown non si possono sottovalutare. I genitori sono stremati, senza una prospettiva certa di futuro non solo dal punto di vista economico, ma anche dei servizi, ha aggiunto. Servono dunque pronte risposte e non possiamo permetterci di sacrificare delle lavoratrici o in alternativa i nonni perché mancano i servizi.

 

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Cia: una rivoluzione copernicana che ha stravolto il mondo come lo conoscevamo anche perché ci verranno a mancare 810 milioni di euro
La relazione di Bisesti ha fatto emergere che ci siamo trovati ad affrontare una rivoluzione copernicana come mai ci saremmo aspettati, ha osservato Claudio Cia (Agire). L’istruzione sarà stravolta nelle modalità di insegnamento, nell’uso delle strutture, forse anche nei contenuti, chissà. In questa rivoluzione, l’intera classe insegnante si è dovuta mettere in discussione, scoprendo alcune difficoltà e impreparazioni tecnologiche, ma anche psicologiche. Lo stesso dicasi per le famiglie che si sono trovate a coadiuvare l’insegnante nella formazione dei ragazzi. Valorizziamo dunque il ruolo dei docenti, ha suggerito Cia, ma anche quello della famiglia nella didattica a distanza, e laddove si ridefiniranno i percorsi si tenga sempre conto di questo soggetto considerandolo fondamentale. Realismo, la parola chiave a suo avviso: dal momento che alla fine dei conti avremo un ammanco totale di 810 milioni di euro dobbiamo tenere i piedi saldi per terra.

 

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Leonardi: occorre capitalizzare questa crisi nel migliore dei modi: piena fiducia nell’operato della Giunta
Giorgio Leonardi (FI) ha apprezzato le misure adottate dalla Giunta fin qui anche per il comprato scolastico, considerando che i tempi sono stati strettissimi e le decisioni si devono prendere praticamente in tempo reale. I docenti hanno compiuto sforzi considerevoli e anche la politica si sta sforzando per offrire supporti adeguati alle esigenze e per organizzare la ripartenza. Ciò che conta è capitalizzare questa crisi nel migliore dei modi e in questo ho piena fiducia nell’operato della Giunta ha concluso.

 

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Guglielmi: pensare al rientro a settembre, ma anche ai genitori con politiche di conciliazione
L’interazione sociale è un aspetto fondamentale per crescere bene, ha esordito Luca Guglielmi (Lista Fassa) che ha sottolineato la sofferenza che devono aver patito i bambini in questo forzato confinamento, purtroppo necessario. E’ giusto programmare per settembre, ha osservato e ha raccomandato di pensare anche ai genitori con politiche di conciliazione, precisando che il babysitting può essere una strada da intraprendere anche se forse non funzionale per tutte le esigenze. Sarebbe piuttosto il caso di coinvolgere le realtà che già lavorano nel settore e individuare soluzioni a partire da questi, ha concluso.

 

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Bisesti: ripartenza possibile solo in un contesto di unità su un piano concordato
L’assessore Mirco Bisesti ha quindi chiesto una sospensione per valutare le risoluzioni con i capigruppo di minoranza e trovare una possibile sintesi tra le proposte. Al rientro in aula ha comunicato che è stato raggiunto l’accordo con modifiche minime sulle proposte 4 e 5 (di Ferrari) e 6 (di Masè). L’assessore ha detto di aver apprezzato il contributo dei consiglieri al dibattito e ha colto l’occasione per ringraziare anche gli attori del mondo scolastico per il confronto fattivo, coinvolgente e costante di questi mesi. La ripartenza deve avvenire in un contesto di unità su un piano concordato, ha aggiunto, confermando la volontà di mantenere attiva e rafforzare la modalità di confronto fin qui adottata. Il responsabile dell’istruzione ha quindi risposto ad alcuni spunti offerti dai consiglieri negli interventi sulla didattica online, sulla conciliazione, sull’organizzazione di un sistema della scuola trentino ecc. evidenziando lo sforzo fatto dal personale docente e dalla struttura provinciale e ringraziando chi ha dato in questi mesi il proprio contributo con proposte serie e sensate e con al giusta voglia di partecipare. Alcuni ottimi contributi sono venuti anche da ex consiglieri e assessori di quest’aula, ha aggiunto, richiamando infine tutti al senso di unità d’intenti del mondo della scuola e di tutto il Trentino.

 

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Ghezzi: delusione per il mancato accoglimento di una proposta complessa, frutto di un approfondito lavoro
Paolo Ghezzi (Futura) prendendo atto del mancato recepimento dei numerosi punti proposti nella risoluzione del suo gruppo, ha rilevato come l’attenzione dell’assessore sia stata “parziale e selettiva”. Detto questo ha illustrato il lavoro fatto che conteneva indicazioni sopratutto per la ripartenza, ma anche per l’estate e che metteva in guardia dal rischio di una messa in discussione di diritti sanciti dalla Costituzione. Questo periodo ha messo in difficoltà chi già prima era in difficoltà, amplificando le disuguaglianze, ha detto: l’emergenza è infatti educativa, oltre che sanitaria. Di qui la proposta di un Osservatorio psicosociale educativo di cui all’ultimo punto della risoluzione, rivolto a tutti i componenti del sistema per un sostegno permanente nel post-trauma. Accanto a questo la proposta conteneva spunti per la ricerca della conciliazione scuola-famiglia, bonus digitali a disposizione delle famiglie numerose in difficoltà, la costituzione in ogni scuola di un gruppo tecnico multidisciplinare per l’organizzazione e la gestione degli spazi, la progettazione di una “scuola di strada” che occupi anche gli spazi esterni in diversi modi a seconda dell’età, la considerazione della continuità didattica con raccordo tra i diversi ordini di scuola e attenzione alla formazione professionale nel suo dialogo con le aziende, riorganizzazione del tempo scuola, implementazione degli interventi finanziari della Provincia sui bilanci dei Comuni relativamente alle politiche sociali e all’edilizia pubblica ecc. Ghezzi ha terminato ringraziando gli insegnanti che hanno accolto la sfida del cambiamento, ma ha messo in guardia dalla tentazione di incoraggiare rapporti educativi a distanza: devono tornare prima possibile i volti che sono il vero tramite tra docente e alunno, ha detto, invitando l’assessore ad ascoltare anche le voci che non arrivano alle sue orecchie.

 

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Masè: soluzioni sperimentali e nuove modalità per conciliare i tempi scuola-famiglia
La strada da seguire deve essere ad avviso della consigliera Vanessa Masè quella della sicurezza però senza riduzione del tempo di scuola, perlomeno non di tutti e con la salvaguardia dei servizi conciliativi. In questa direzione i contenuti della sua proposta di risoluzione che parte dalla considerazione dell’impossibilità di riaprire le scuole e propone l’individuazione di soluzioni sperimentali e modalità nuove.

 

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Ferrari: voucher conciliativi e iniezione di risorse per la scuola
Invita all’urgenza nella messa a disposizione dei voucher conciliativi, ampliando anche la platea dei beneficiari di questi strumenti Sara Ferrari con la sua risoluzione 4 che impegna anche a pensare soluzioni e strumenti collettivi ad hoc per le settimane a venire, anche con la sperimentazione di nuovi modelli di approccio con i bambini e il reperimento di organico adeguato alle nuove necessità. Per il documento 5 la consigliera chiede una convinta iniezione di risorse a bilancio, premessa indispensabile affinché tutto si traduca in realtà: con questa risoluzione, ha chiarito con soddisfazione, decidiamo che sulla scuola le risorse finanziarie sono una scommessa da incrementare oltre quello che la ragioneria più spicciola dirà che serve.

 

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Rossi: tutte le risoluzioni meritevoli, ma purtroppo prive dell’indicazione sul metodo di lavoro, sui tempi e sulle risorse
Il consigliere Ugo Rossi (Patt) ha fatto una dichiarazione di voto su tutte 6 le proposte premettendo che l’ottica delle opposizioni è stata quella di trasferire nei diversi documenti le proposte dei diversi attori del mondo della scuola che si stanno preoccupando del proprio futuro. Il nostro gruppo voterà dunque tutte le risoluzioni, perché ciascuna contiene uno sforzo e un contributo per costruire soluzioni. Tuttavia, tutte queste proposte mancano di una definizione del metodo di lavoro, dei tempi, dell’individuazione delle risorse. Anche la proposta 5 che impegna al sostegno finanziario non da un’indicazione precisa e dunque vanifica in parte lo sforzo fatto. La proposta del Patt, che è stata bocciata dalla Giunta, chiedeva di approvare entro il 31 di maggio un piano per le attività scolastiche di ogni ordine e grado: venivano chiesti tempi e orari, azioni e costi con relative risorse da inserire a bilancio. Noi dobbiamo decidere su atti amministrativi e da questo punto di vista tutte le mozioni, pur encomiabili dal punto di vista dei contenuti, hanno un ovvio deficit.

 

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Degasperi: un’occasione persa per riconoscere i meritevoli e fornire linee guida utili
Filippo Degasperi (Onda Civica) ha evidenziato gli argomenti della propria risoluzione respinta dalla Giunta, che chiedeva di riconoscere i meriti del personale della scuola e di fornire linee guida per un’efficace prosecuzione dell’anno scolastico nelle quali si indicassero le competenze degli organi collegiali e dei docenti, indicazioni in tema di quantità e durata delle video lezioni, modalità di utilizzo del registro elettronico ecc. Un contributo di supporto e insieme un riconoscimento concreto a chi si è sacrificato, rispetto al quale la Giunta svicola, lo ha definito.

 

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Degodenz: voterò tutte le risoluzioni, ma si recuperino i suggerimenti preziosi anche di quelli non accolti
Voterà tutte le risoluzioni Pietro Degodenz (Up) che ha definito positiva questa giornata, ha ringraziato i colleghi per lo sforzo e ha suggerito all’assessore di recuperare parte dei preziosi suggerimenti contenuti anche nei documenti non accolti, non ultima la proposta di Degasperi di riconoscere anche economicamente i meriti degli insegnanti che ha voluto infine ringraziare, insieme ai dirigenti e agli alunni per il lavoro e i sacrifici fatti in questi difficili mesi di emergenza.

 

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Dallapiccola: non parteciperò al voto
Non parteciperò al voto in forma di disprezzo politico per come è stata considerata la nostra proposta, ha esordito Michele Dallapiccola (Patt). Rivolto a Bisesti ha rilevato un vuoto spinto di idee, di proposte, di presenza concreta. Quello che si fa qui in quest’aula, purtroppo, è cercare di muovere una carta in un castello di carta: sarebbe invece bello che ci fosse la concretezza e la sostanza, ovvero i soldi, che in queste risoluzioni manca del tutto. Il consigliere ha concluso consigliando all’assessore di rivedere il proprio atteggiamento e di impegnarsi un po’ di più.

 

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Moranduzzo: pieno appoggio a Giunta ed assessore
Il consigliere Devid Moranduzzo (Lega) ha preso le distanze dai toni sopra le righe del consigliere Dallapiccola e ha ringraziato i consiglieri che hanno contribuito al dibattito e l’assessore Bisesti e la Giunta per il lavoro che stanno svolgendo. Ha poi ricordato come per Statuto ci dobbiamo attenere alle direttive del Ministero che però tardano ad arrivare ed ha sottolineato l’imponente operazione di ascolto messa in campo in questo come in altri settori.

 

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Cia: realismo e concretezza senza speculazioni
In dichiarazione di voto Claudio Cia ha ribadito la necessità di adottare azioni concrete anche in considerazione delle perdite che purtroppo registreremo sul nostro bilancio. Il consigliere di Agire ha quindi espresso perplessità per l’intervento del consigliere Dallapiccola che ha definito “tarantolato”.

 

Marini: risoluzioni tutte apprezzate, anche per il metodo
Alex Marini ha espresso posizione favorevole rispetto a tutte le risoluzioni, anche per il metodo, molto concertato, adottato all’interno delle minoranze nella scrittura dei documenti: amarezza per il mancato accoglimento di alcune proposte, ma questo resta comunque un buon punto di partenza. L’auspicio: che venga fatto un elenco degli impegni e da lì si cominci a lavorare.

 

Leonardi: massimo appoggio a Giunta e assessore
Un conto è la teoria, altro la pratica. In questo momento così delicato, ha detto Giorgio Leonardi, massimo appoggio a Giunta e assessori.

La votazione non ha registrato sorprese: respinte con 13 sì e 20 no le risoluzioni 1 (Degasperi), 2 (Rossi), 3 (Ghezzi). Approvate all’unanimità la 4 (Ferrari), con due astensioni la 6 (Masè) con un non partecipante al voto la 5 (Ferrari).

Non mi sarei mai aspettato stamane di sentire, all’interno della discussione incentrata sull’emergenza epidemiologica e sistema dell’istruzione scolastica, quindi particolarmente seguita da studenti e insegnanti, un Consigliere di minoranza che mi contesta il fatto di aver bevuto da una bottiglietta d’acqua!

Forse il Consigliere Zeni preferiva che bevessi degli alcolici. A riguardo voglio ricordare che Zeni, lo scorso 1° marzo, affermava sui social, prendendo sotto gamba il problema Covid19, il seguente stralcio di dichiarazione: “Una delle notizie più incredibili legate alla psicosi da coronavirus, è che la birra Corona avrebbe avuto un’importante calo in borsa e di vendite a causa dell’assonanza del nome con la malattia. Questo la dice lunga sulla diffusione della ragionevolezza.. Per solidarietà ci beviamo su..”.

Il Consigliere Zeni applica la “ragionevolezza” da lui stessa decantata? Una ragionevolezza che passa innanzitutto dall’evitare certi comportamenti – come postare foto fatte di nascosto al sottoscritto e ad altri consiglieri come avvenuto nella giornata odierna, divulgando fake news sull’uso non corretto della mascherina da parte dei consiglieri di maggioranza – sia evitando eccessive assenze in aula.

Questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino, Denis Paoli.

 

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È GIULIANO PEPARINI, COREOGRAFO DI FAMA INTERNAZIONALE, IL DIRETTORE ARTISTICO DELLA MARATONA BENEFICA DI CANALE5 “AMICI SPECIALI” CON TIM INSIEME PER L’ITALIA.

I 12 artisti che partecipano allo show (prima fila in basso da sinistra: Alessio Gaudino ballerino; Giordana Angi cantante; Irama cantante; Umberto Gaudino ballerino e The Kolors cantanti. Seconda fila in alto da sinistra: Random cantante; Michele Bravi cantante; Andreas Muller ballerino; Javier Rojas ballerino; Alberto Urso cantante; Gabriele Esposito ballerino e Gaia Gozzi cantante).

In allegato il logo dello show in onda con quattro speciali prossimamente in prima serata su Canale5.

 

 

 

 

 

 

SOLIDARIETÀ AI GIORNALISTI ED AL PERSONALE TECNICO DI VIDEO 33/SDF.

Come di frequente anche oggi sono stato intervistato nel corso della mia attività pubblica da Video33/Sdf.

Questi momenti, quelli che mi riguardano ma anche quelli che riguardano tutte le altre espressioni politiche, sociali, economiche, culturali del nostro territorio, sono occasioni di libera informazione al servizio della provincia e della sua vitalità di pensiero, plurale.

In questi giorni voglio testimoniare la mia vicinanza e piena solidarietà a Video33/Sdf per la sfida del suo personale giornalistico e tecnico a tutela della dignità del lavoro e per la serenità.

Auspico che le vicende sindacali che riguardano l’impresa siano presto risolte favorevolmente per chi sta impegnando la sua passione e le sue risorse individuali al servizio di una impresa simbolo del nostro territorio.

Abbiamo bisogno di voci autorevoli e libere. Il mio incoraggiamento a tutta Video33/Sdf!

Ma mi permetto anche di concedermi un ricordo: io sono nato professionalmente a Videobolzano 33, la casa madre di Video 33. Ho costruito telegiornali per sette anni, sono entrato nelle case degli altoatesini tutte le sere su quelle frequenze.

Non posso non provare anche un po’ di affetto per questa azienda che è più di una impresa economica, come tutte le testate è un frammento di identità della terra che racconta tutti i giorni.

 

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Alessandro Urzì

Portavoce regionale di Fratelli d’Italia, Consigliere regionale e provinciale

È partita la Fase 2 che dovrà accompagnarci verso la stagione che per il nostro Paese è sempre stata la più importante anche per l’economia: l’estate. Ma quella del 2020 non sarà un’estate come le altre. Non lo sarà per chi va in vacanza e nemmeno per chi vive di turismo anche se, proprio da questo settore, dovrà arrivare il primo segnale di rinascita.

Il settimanale Chi pubblica nel numero in edicola da mercoledì 6 maggio, una grande inchiesta dedicata proprio alla ripartenza del turismo. Il settimanale diretto da Alfonso Signorini, ha intervistato i sindaci di alcune delle località di vacanza più prestigiose e frequentate del nostro paese e alcune delle eccellenze dell’hôtellerie nazionale per sapere come si sta preparando la ripartenza del turismo. «Il nostro obiettivo è che nessuno chiuda», dice a Chi Bruno Murzi, sindaco di Forte dei Marmi. «Attendiamo le linee guida ma è chiaro che nessuno vuole fare una vacanza in un albergo che diventa una casa di cura. Tocca a noi partire per primi: abbiamo dimostrato da sempre grande capacità nell’offrire servizi, adesso dovremo essere bravi ad adattarli al contenimento, sostenendo costi maggiori ma tenendo viva la nostra attività».

«Vogliamo che riaprano tutti, anche le piccole strutture a conduzione famigliare che faranno sacrifici enormi», gli fa eco Massimo Medri, sindaco di Cervia. «Stiamo preparando la città, il contorno, concedendo tutti i nostri spazi per consentire alle attività di riorganizzarsi: chiuderemo strade e metteremo a disposizione suolo pubblico per le imprese. “Cervia città aperta” è il nostro slogan, abbiamo 300 ettari di pineta, 800 di salina, 50 chilometri di piste ciclabili, il verde e la spiaggia permuoversi in sicurezza fra spazi aperti». Carlo Bagnasco, sindaco di Rapallo: «Noi sindaci siamo in prima fila, aspettiamo i provvedimenti del Governo e l’evoluzione del quadro normativo e sanitario.

Quello che un sindaco può fare è aiutare gli operatori, come abbiamo fatto con i ristoratori: permetteremo loro di occupare con sedie e tavolini il lungomare, il nostro “red carpet”, per poter offrire ai clienti cene con un panorama unico». E per chi preferisce una vacanza montana? «Sarà l’estate della montagna», assicura Gianpietro Ghedina, sindaco di Cortina d’Ampezzo. «Un po’ per il distanziamento che questa permette e un po’ perché da tempo Cortina si è specializzata nel proporre vacanze all’insegna della salute, con le tante attività all’aperto che questo paesaggio offre: passeggiate, picnic, rifugi, arrampicate. Abbiamo, poi, tantissime seconde case che saranno privilegiate rispetto al mare».

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