Sul sito iene.it l’anticipazione del nuovo servizio di Gaetano Pecoraro sul dramma di Foggia, assediata dalla violenza della “società foggiana”. L’inviato torna in città dove il bilancio di questi due mesi di lockdown sembra essere ancora più pesante: la Iena incontra alcuni imprenditori che si sono rifiutati di pagare il pizzo alle cosche.

Il servizio completo martedì 2 giugno a “Le Iene Show” in prima serata su Italia1.

Questo il link all’anticipazione:
https://www.iene.mediaset.it/2020/news/foggia-lockdown-mafia_799608.shtml

 

Per rivedere la puntata clicca QUI.

https://www.raiplay.it/video/2020/05/12-h-in-piu-97194a24-ea0c-47c8-a252-1eec1107aec1.html

“Mi sono battuto molto con i colleghi leader europei nel PPE, affinché l’Europa facesse la sua parte nell’aiutare l’Italia di fronte alla pandemia. Con Antonio Tajani e gli altri rappresentanti di Forza Italia ci siamo impegnati in un grande lavoro di contatti per portare il Parlamento Europeo ad esprimersi in una serie di votazioni nella direzione di un impegno solidale dell’Europa.

Proprio per questo ora non posso che sottoscrivere gli appelli lanciati da Confindustria e dalle altre categorie produttive: dobbiamo utilizzare al meglio tutte le risorse che l’Europa ci mette a disposizione.

Penso in particolare ai fondi del MES, che sarebbe assurdo non richiedere, visto che abbiamo la possibilità di finanziarci con un tasso vicino allo zero. Con quelle risorse possiamo investire nella sanità anche per non arrivare impreparati ad una eventuale seconda ondata della pandemia in autunno.

Potremo costruire nuovi ospedali, ammodernare quelli esistenti, realizzare dipartimenti sanitari nelle case di riposo per anziani e nelle carceri, investire di più nella ricerca, assumere più medici e più infermieri e pagare di più quelli che già lavorano, potremo occuparci delle persone la cui salute è a rischio e di chi si trova in una situazione di grave povertà.

Tutto questo naturalmente significa anche effettuare investimenti che mettano in moto importanti settori produttivi, dall’edilizia all’industria farmaceutica.

Quanto al Recovery Fund, si tratta di vigilare affinché il Consiglio Europeo confermi quanto deciso dalla Commissione. Se questo accadrà, come mi auguro, sarà fondamentale che queste risorse, che sono il doppio di quanto stanziato fin qui dal governo Conte, non diventino spesa assistenziale o clientelare, ma garantiscano la liquidità al sistema produttivo per ripartire in una logica di investimenti e di mercato”.

Per la montagna presto nuovo appuntamento Stati generali. “L’emergenza Coronavirus ci ha fatto toccare con mano l’importanza dei servizi che coincidono con la garanzia dei diritti alla persona, a partire dal diritto universale alla salute e alle cure. L’insegnamento più chiaro sulla sanità riguarda il rafforzamento della prevenzione territoriale pubblica che deve essere capillare ed efficiente; e, a maggior ragione, dev’essere garantita in tutte le aree interne e nella aree a rischio spopolamento in tutta la montagna italiana, dall’arco alpino agli Appennini, comprendendo le montagne siciliane e della Sardegna. In quest’ottica, la leale collaborazione tra diversi livelli istituzionali, come accaduto in questi mesi, è l’unica strada seria per poter garantire un impegno rigoroso per il Paese.

Oggi il ministro Franceschini ha molto opportunamente parlato di ‘un piano di recupero e rilancio dei borghi’. È quella la strada da percorrere: turismo; alta velocità che deve arrivare al sud come in molti snodi, anche del nord, verso le aree interne, le aree di montagna, che spesso oggi restano isolate; fibra ultra veloce in tutto il nostro territorio e non soltanto nelle grandi città. L’Italia è il Paese degli oltre 8 mila campanili, i nostri borghi, i nostri piccoli centri, le aree interne hanno la stessa dignità dei centri metropolitani. La priorità, oggi, è colmare questo gap”. Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, intervenendo alla videoconferenza per la cerimonia di premiazione ‘Voler bene all’Italia. Festa dei piccoli comuni’, insieme, tra gli altri, al presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, e al presidente Uncem, Marco Bussone.

“L’Italia intera è ancora incredula dinnanzi all’idea, lanciata dal governo, di arruolare 60.000 “assistenti civici”, ossia persone in cassa integrazione o sostenute dal reddito di cittadinanza che dovrebbero pattugliare il territorio per segnalare assembramenti, che il Comune di Rovereto – con curiosa tempestività – si è subito precipitato a diramare, al riguardo, un bando ad hoc per le associazioni iscritte all’albo municipale. Si parla, secondo quanto trapelato dalla stampa, di un impegno che avrà un compenso di 6 euro l’ora.

Ma discorso economico a parte, quel che lascia senza parole è il fatto che – sposando un’idea governativa che a parecchi osservatori, e non necessariamente di area centrodestra, è parsa assurda – a Rovereto si vogliono mettere i cittadini gli uni contro gli altri. In questo, infatti, si concretizzerebbe l’impegno che gli “assistenti civici” roveretani sarebbero chiamati a svolgere, segnalando esattamente come degli «spioni» o, se si preferisce, degli «agenti segreti» di quartiere, veri o presunti assembramenti. Ma è di questo che Rovereto e il Trentino hanno bisogno? Pare proprio di no.

In primo luogo perché, laddove vi fossero assembramenti, toccherebbe alle forze dell’ordine e solamente ad esse occuparsene; in seconda battuta, perché ci troviamo in una fase in cui i cittadini trentini – che durante i mesi di quarantena e lockdown hanno dato prova di gran senso di responsabilità – sono chiamati ad una ripartenza sociale ed economica che merita d’essere accompagnata, ma non certo da “assistenti civici” che, nei fatti, dovrebbero presidiare il territorio pressoché in incognito.

Dopotutto, per chi volesse mettersi a disposizione della comunità ben altri sono le modalità possibili, anche alla luce dell’impoverimento e della disoccupazione che inevitabilmente la stagione pandemica ha purtroppo accresciuto; e stupisce quindi che, con le sue bizzarre scelte, l’Amministrazione di Rovereto non ne stia tenendo conto. Una dimenticanza della quale, siamo sicuri, i roveretani conserveranno memoria ai prossimi appuntamenti elettorali”.

É quanto affermato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Mara Dalzocchio e dal Capogruppo della Lega in Comune a Rovereto Willy Angeli.

Garantire un alloggio ai più fragili. 160 persone senza fissa dimora e persone vulnerabili, accolte in strutture di bassa soglia, cacciate dai posti messi a loro disposizione durante il periodo del lockdown causato dalla pandemia.

Il problema era già noto, ma come al solito non si è affrontato modo approfondito. Si arriva sempre in ritardo a cercare di risolvere questioni che riguardano il diritto alla salute dei più deboli. Invece la Provincia autonoma di Trento dice loro: «Fuori, anche voi potete tornare alla vita di prima, a dormire sotto i ponti, a cercare una panchina».

La Provincia non sa trovare soluzioni alternative se non quella di un ridicolo e offensivo zaino con dentro carta igienica, dentifricio (a qualcuno arriverà la “Pasta del capitano”), sacco a pelo e poco altro. Non ce ne saranno per tutti perché questi “kit di sopravvivenza” sono soltanto 50. I più “fortunati” con questo misero corredo tornato sulla strada finché magari la questura, per ragioni di decoro urbano, porterà loro via il kit della Pat.

TRENTO FUTURA denuncia con forza questo umiliante trattamento verso i più deboli: una scelta che umilia tutta la comunità trentina che non merita questo sfregio a qualsiasi valore di umanità.

Allo stesso tempo TRENTO FUTURA sta lavorando, attraverso i suoi rappresentanti in Giunta e in Consiglio, affinché il Comune di Trento cerchi tutte le strade possibili per la salvaguardia della dignità di queste persone e della vera sicurezza per tutti e tutte che può essere garantita da una società coesa capace di non lasciare indietro nessuno.

Se la Provincia non riesce a risolvere questa situazione, o non vuole farlo, dobbiamo attivare tutte le forze in campo, dalle associazioni che si occupano di marginalità alle amministrazioni pubbliche, perché non possiamo dimenticare queste persone fragili.

Franco Ianeselli, candidato sindaco alle elezioni comunali per l’alleanza SìAmoTrento, presenterà, mercoledì 3 giugno alle ore 11:00 presso il parco di Piazza Cantore, il questionario “un Fiume di idee”, uno strumento per coinvolgere la popolazione nella definizione delle priorità del programma elettorale della coalizione e per conoscere l’opinione dei cittadini su alcuni temi rilevanti che riguardano il futuro della città.

“Nella fase conclusiva dei percorsi di definizione dei programmi elettorali che riguardano ciascuna lista e che si sommeranno nel documento di coalizione, abbiamo ritenuto di fermarci un istante per confrontarci nuovamente con quante più persone possibile, per conoscere le opinioni e le urgenze della popolazione, anche a seguito dei radicali cambiamenti impressi dall’emergenza sanitaria”.

Accordo Italia-Qatar. Pericoloso varco per il proselitismo dell’islam radicale. Il Governo italiano ha siglato un accordo con il Qatar che sancisce la possibilità per lo Stato asiatico di finanziare facoltà universitarie, borse di studio progetti culturali e attività di insegnamento della lingua araba in Italia. Tale accordo implica, a nostro avviso, la necessità di un’analisi sulle conseguenze che esso potrebbe portare con sé. Se infatti è innegabile che sia possibile stipulare accordi con qualsiasi Paese straniero, è vero anche che in casi come quello in esame ciò possa comportare dei problemi più importanti di quanto si possa immaginare.

Sappiamo che il Qatar è una delle nazioni che finanziano l’organizzazione dei Fratelli Musulmani, che intendono perorare la causa politica della religione islamica, inserendosi nelle strutture di Stati democratici come il nostro per mettere in atto delle modifiche sostanziali che riportino ad un Islam delle origini, da essi ritenuto vera e giusta guida dell’agire politico-amministrativo. L’accordo siglato garantisce al ricchissimo Paese orientale i canali per entrare ed operare nel tessuto sociale e culturale italiano, con delle teste di ponte di rilevante peso come Università e fondazioni. Progetti quali l’insegnamento della lingua araba segnano, secondo noi, molto più che una normale diffusione di una lingua estera. Fungono da primi, ma decisivi passi, di una sommersa ma sempre più rilevante, influenza islamica nella vita di un Paese dalle solide e storiche radici cristiane.

Non vi è infatti dubbio alcuno che sin da epoca romana, l’Italia abbia visto attecchire in maniera crescente la religione cristiana, che ha dato forma e connotati ad una civiltà moderna, pluralista e tollerante come quella che noi stessi viviamo nell’oggi. Non dimentichiamo poi che la sfera politica dell’Italia ha visto sin dal XIX secolo movimenti di ispirazione cattolica, e poi la lunghissima e iconica storia della Democrazia Cristiana, indiscussa leader nell’agone politico del Novecento, nonché baluardo contro la possibile ascesa al potere dello spettro comunista.

Una società come quella italica, fortissimamente permeata dalle consuetudini e dalle pratiche della religione cristiana, vero trait d’union del tessuto connettivo quotidiano della nostra esistenza, rischia quindi nel prossimo futuro (o forse già nel presente) di essere disgregata al suo interno da una strisciante islamizzazione, che on può che partire dalla diffusione della lingua. Inoltre, il fatto che il Qatar disponga di somme ingentissime, fa sì che enormi risultino le sue possibilità di creare dei capisaldi culturali, che vadano poi a estendere la loro azione al propagare le peculiarità della religione e della vita islamica, quali la considerazione perlomeno discutibile, della condizione e del ruolo donna nella società, condizione di assoluta inferiorità e priva dei diritti fondamentali riconosciuti alla persona nelle società evolute occidentali.

Tutto ciò ci riporterebbe da un lato indietro di secoli rispetto ai giusti progressi che la società italiana ha fatto, pur tra mille esitazioni, dall’altro ci esporrebbe pericolosamente a delle derive di tipo autoritario, venate di accenti imperialisti, che nocumento infinito porterebbero per noi tutti. Siamo certi che sarebbe poi troppo tardi per tornare indietro, una volta che l’Islam si fosse radicato magari anche con sue proprie liste nei consigli comunali e regionali.

Non va tralasciato di ricordare che per sua natura, tale religione punta al proselitismo continuo e quasi forzato. Pensiamo che la civiltà millenaria di cui l’Italia è culla, non possa piegarsi di fronte a scelte scellerate come quella del Governo Conte, che dimostra ancora una volta una mancanza di visione ed una inadeguatezza clamorosa nell’affrontare le sfide del mondo di oggi, specie in campo di politica estera.

Purtroppo, le teorie progressiste e di estrema sinistra, giocano ancora una volta il ruolo di motori di decisioni che rischiano di trascinarci verso un oscurantismo ed un regresso politico-culturale cui tutti dobbiamo fortemente opporci.

 

°

Gabriella Maffioletti
Vice coordinatrice Forza Italia Trentino

Il Museo Retico è situato in località Casalini nel comune di Sanzeno, dove sorse l’abitato protostorico che fu il principale centro delle genti retiche di Anaunia. Si propone come un attivo polo di comunicazione culturale e strumento per la valorizzazione della storia antica del territorio: un luogo di incontro aperto alle realtà locali, destinato a rivestire un ruolo di primo piano nell’offerta culturale e turistica delle valli del Noce e del Trentino.

La popolazione retica ha le sue origini nell’età del ferro e si affermerà nell’area del Tirolo e del Trentino fino alla sottomissione romana dell’area – avvenuta in età imperiale e raccontata dallo storiografico romano Casso Dione.

In epoche precedenti alla conquista romana le popolazioni locali entrarono in contatto anche con Etruschi e Celti ed è forse opportuno segnalare che c’è stato anche chi – come lo studioso austriaco Osmund Menghin – avanzò l’ipotesi che i Reti non fossero una popolazione, quanto invece un “gruppo di culto”, a cui si associa, per assonanza, il culto della divinità Reitia.

Nell’edificio progettato dall’architetto trentino Sergio Giovanazzi, aperto al pubblico nel 2003, gestito e curato direttamente dalla Provincia, è ospitata l’esposizione permanente del patrimonio archeologico locale.

A margine della struttura – nella parte posteriore – c’è un appezzamento di terreno su cui pare si volesse edificare una riproduzione di “villaggio retico” e ciò sull’esempio delle palafitte di Ledro o quelle di Fiavè, ma dal 2003 ad oggi questo villaggio non è stato costruito.

Si ritiene che la sua realizzazione costituirebbe un’interessante opportunità scientifico-divulgativa, utile anche per le attività didattiche delle scuole e per il turismo della Val di Non.

Si potrebbero ricreare storie di vita quotidiana delle popolazioni retiche, insegnando ai bambini come macinare con le pietre il miglio, il farro o altre granaglie presenti al tempo; pensare ad un’area dedicata alle erbe medicinali del territorio; proporre laboratori sulla “medicina antica” e sulla conoscenza delle piante; insegnare la mungitura delle capre, che si potrebbero allevare in loco.

Il villaggio retico valorizzerebbe maggiormente la struttura museale, rendendolo ancor più attrattivo per turisti e scolaresche.

 

*

Ciò premesso interrogo il presidente della Provincia di Trento e l’assessore competente per sapere:

se siano a conoscenza dell’esistenza di un progetto o dell’intenzione di realizzare un “villaggio retico” nelle adiacenze al Museo retico;

se sia nei programmi della Giunta la sua realizzazione e in caso di risposta positiva quali si ritiene saranno i tempi di esecuzione;

se si ritenesse di non programmare la realizzazione del villaggio per l’impegno economico troppo gravoso, se intendano ovviare invitando a compartecipare alla spesa il Comune di Sanzeno, la Fondazione don Luigi Mendini di Sanzeno e/o la Fondazione Cassa Rurale Val di Non;

se sia nei programmi della Giunta investire risorse economiche per nuovi studi, ricerche e/o campagne archeologiche, al fine di approfondire la conoscenza sull’antica popolazione dei Reti e ampliare nei contenuti la struttura museale.

 

*

Cons. Lucia Coppola

I dati sui contagi ci fanno ben sperare ad un progressivo allentamento delle restrittive misure che tutti i cittadini trentini hanno rigorosamente rispettato.

La mascherina e il “distanziamento fisico”saranno i nostri compagni di viaggio per tutta l’estate che sta arrivando e sobbalzeremo ancora per un po sentendo i colpi di tosse di qualche sconosciuto….

Sembra però che per la pubblica amministrazione trentina il rischio contagio non esisti: prima il grande annuncio dell’apertura con l’8 di giugno di Nidi e Scuole infanzia, oggi l’apertura di Uffici provinciali anche su turni e addirittura il sabato.

Presidente, quando pensava di dircelo?

Evidentemente il grande lavoro fatto negli uffici pubblici per continuare a rispondere alle esigenze dei cittadini anche da remoto non è servito a granché se il Presidente vuole i SUOI dipendenti nelle sedi provinciali e addirittura presenti anche il sabato…

Ci era sfuggita la notizia che i dipendenti pubblici sono immuni al Corona virus.

In fondo non è che l’ennesimo smacco a tutti quei lavoratori e lavoratrici trentine che operano nella pubblica amministrazione che, dopo essersi visti sottrarre le risorse per il rinnovo contrattuale (al contrario dei colleghi che lavorano da Borghetto in giù), si vedono oggi ributtati negli uffici senza nemmeno avere dei dati e delle notizie su come il lavoro fatto durante il lock down sia stato efficace o meno.

Non siamo nemmeno citati nei criteri di precedenza per il rientro dei bambini a Nidi e Scuole Infanzia, che danno precedenza ai colleghi del privato, della sanità (non del sociale: quindi RSA sono fuori!), e altre tipologie di lavoratori e lavoratrici: anche i nostri figli pagano il pegno di essere stati generati da dei dipendenti pubblici.

Se il Presidente vuole vederci sotto le sue finestre con le bandiere questa è la strada giusta.

 

*

Marcella Tomasi

Segretaria provinciale UIL FPL Enti Locali

(Pagina 1 di 136)