Il dramma quotidiano che il mondo intero sta vivendo, è questa maledetta pandemia che sta mettendoci tutti quanti in una situazione di paura per non dire terrore. Le immagini che ci accompagnano oramai quotidianamente tramite le televisioni, ci danno l’idea di quando distruttivo sia questo virus.

Ad affrontare questo nemico ci sono i nostri eroi della sanità, medici infermieri oss e gli addetti alle pulizie, si proprio loro, spesso dimenticati considerati gli ultimi, remunerati con una paga oraria di sei euro e ottantaquattro centesimi lordi; vero non è il momento di far polemiche ora il problema è un altro, ma allo stesso tempo non ci si può dimenticare di un esercito di donne mamme nonne, spesso ragazzine a combattere in prima linea questo nemico invisibile ma tanto devastante, con la paura di essere loro stesse contagiate; armate di camicione, mascherine, cuffie, occhiali e bottiglie di disinfettante, a tu per tu col virus, gli leggi negli occhi il terrore, il pensiero che corre alle loro famiglie la voglia di piangere ma non lo possono fare, devono andare avanti con un nodo alla gola e affrontare questo nemico, che si chiama “Covid19” continuano imperterrite perché questo non è un lavoro, è una missione, sanno che devono farlo per la cittadinanza e come delle soldatesse non mollano.

Proprio in questo momento drammatico ci si accorge di loro, di quanto siano importanti; i ringraziamenti di tutti, istituzioni comprese cadono a pioggia e il riconoscimento dell’eroicità ricopre anche questo settore.

Allora, cambiamo il nostro giudizio su chi fa un lavoro umile, non guardiamole sempre dal basso verso l’alto, ringraziamole che quotidianamente assolvono un compito importantissimo; non esistono lavori o lavoratori di prima, seconda o terza classe ma persone esseri umani che nell’ambiente lavorativo sono al pari e indispensabili.

Ricordiamoci di fargli un sorriso quando le vediamo nei negozi negli uffici o negli ospedali o case di cura e soprattutto diciamoli un grazie, perché il loro lavoro è veramente essenziale.

 

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Antonella Didu

Segretario pulimento Uiltrasporti – Trentino

Dipendente impresa pulizie

Uno studente di diciassette anni residente a Cles è stato denunciato al Tribunale per i Minorenni di Trento per detenzione di droga ai fini di spaccio e, contravvenzionato per essersi spostato senza averne motivo.

Possedeva 200 g. di marijuana, oltre a tutto ciò che gli serviva per pesarla, sminuzzarla e confezionarla. In casa, ben nascosti tra i suoi indumenti, i carabinieri della locale Compagnia hanno trovato 1.600 euro in contanti, che hanno sottoposto a sequestro perché, evidentemente, profitto dell’illecita attività.

 

Che il ragazzo fosse uscito per evadere dalle disposizioni delle recenti ordinanze governative è stata la prima sensazione dei custodi forestali che, impegnati a verificare il rispetto delle norme volte a contenere il contagio dell’epidemia da Covid-19, lo hanno notato nel primo pomeriggio di ieri in una zona periferica dell’abitato di Cles. Lo studente ha però subito assunto un comportamento singolare. Insieme ad un amico, si è incamminato tra le piante di un meleto per portarsi all’interno di un capanno diroccato, dove è rimasto per diversi minuti, uscendovi solo di tanto in tanto per osservare che intorno a lui tutto fosse tranquillo. La cosa ha insospettito i forestali, i quali hanno segnalato la cosa alla Compagnia Carabinieri di Cles e poi, insieme a personale del Nucleo Operativo e Radiomobile, hanno raggiunto i ragazzi.

A causa del forte odore di canapa indiana avvertito nella struttura, i militari hanno perquisito ragazzi e fabbricato rinvenendo, addosso ai giovani, alcuni spinelli già confezionati, qualche grammo di marijuana ed un trita erba e, sopra alcune travi, sacchetti di cellophane contenenti poco meno di un etto di marijuana.

Nella camera di uno dei due, poi, sono stati trovati altri 100 grammi della stessa droga, una bilancia di precisione e 1.600 euro in banconote, evidenti indizi di una attività di smercio di droga anche piuttosto fiorente. Per lo studente è così scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria.

Ai due è stata anche contestata la violazione del recente D.L. in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Per questo dovranno pagare una sanzione amministrativa di 400 euro.

I controlli da parte di tutti i 79 Reparti dei Carabinieri per la verifica del rispetto delle misure necessarie per il contenimento della diffusione del virus CoVid-19, continuano senza sosta, coordinati dal Comando Provinciale  i Trento,  ma, come già visto, ogni scusa è “buona” per eludere le imposizioni contenitive, figuriamoci le attività redditizie legate allo spaccio di stupefacenti, che se sono calate non hanno mai smesso di esser “aperte”, anche se con molta più “discrezione”, che però non sfugge al controllo del territorio ininterrotto dei Carabinieri del Trentino.

Con i nuovi 104 casi positivi salgono a 2.339 i trentini contagiati dal Coronavirus nella nostra provincia. Rimane elevato, purtroppo, il numero delle persone che non ci sono più, 18 in tutto. Oggi a fare il punto della situazione sono stati il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, l’assessore alla salute Stefania Segnana, il presidente del Consorzio dei Comuni Paride Gianmoena, il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Paolo Bordon, il direttore del Dipartimento prevenzione Antonio Ferro, il direttore dell’Integrazione socio sanitaria Enrico Nava, il direttore dell’Unità operativa pneumologia dell’ospedale di Arco Romano Nardelli e il professore associato dipartimento biologia cellulare – CIBio Massimo Pizzato, nella consueta diretta della task force provinciale moderata dal responsabile dell’ufficio stampa della Provincia, Giampaolo Pedrotti.
Una diretta che si è conclusa sulle note dell’Inno al Trentino cantato in streaming da 27 componenti del Coro Genzianella di Roncogno, ognuno in casa propria ma uniti nel canto e nei cuori.

“Anche oggi i numeri sono tristi e pesanti, ci sono stati 18 decessi, sono i padri e le madri del nostro Trentino – ha esordito il presidente Fugatti -. A fronte di questo dato registriamo una stabilizzazione nella crescita dei contagi, che speriamo verrà confermata nei prossimi giorni. Vi sono poi 72 persone in terapia intensiva e, a questo proposito, vorrei ricordare che attualmente abbiamo 98 posti in terapia intensiva un numero che vogliamo ulteriormente implementare nei prossimi giorni. Un altro fronte che ci vede impegnati è quello dei tamponi: per questo abbiamo approvato un Protocollo che consente ad Apss di contare sulle eccellenze del territorio, come l’Università di Trento tramite il CIBio, la Fondazione Mach e Fbk, per arrivare a 1500 tamponi al giorno”.
Il presidente Fugatti ha quindi voluto lanciare un nuovo appello a consumare i prodotti del territorio e a fare la spesa nei piccoli negozi di prossimità, evidenziando che, sul fronte prezzi per i multiservizi, si sta lavorando insieme alla Cooperazione trentina per un protocollo che privilegi la vendita dei prodotti trentini e riservi un’attenzione particolare al territorio. Fugatti, ha ricordato che domani i supermercati saranno chiusi per consentire un giorno di riposo anche a questa categoria di persone fortemente impegnata in questo periodo, evidenziando infine come “accanto all’emergenza sanitaria, vi è anche quella economica, sulla quale si concentrano gli sforzi della Giunta per dare risposte certe a tutte le persone che non hanno una risorsa economica per il proprio futuro”.

Quindi l’assessore Segnana, che non ha mancato di rivolgere il ringraziamento a tutte le persone che lavorano per affrontare questa emergenza in particolare agli operatori delle cure domiciliari, ha ripercorso i numeri. “Sono 104 i positivi al Covid-19 di cui 84 con tamponi e 20 senza, 2339 in totale i positivi, 18 i decessi, di cui 9 presso le Rsa e 9 presso gli ospedali con un’età media di 87 anni. 1286 le persone in isolamento fiduciario, 304 i ricoverati, 47 con ventilazione semi invasiva e 72 in terapia intensiva”.

Al direttore generale Bordon il compito di fare il punto sulla terapia intensiva: “L’Azienda trentina fino al primo gennaio aveva 33 posti, ed era un numero adeguato per le esigenze sanitarie, con la diffusione dell’epidemia abbiamo deciso un piano di implementazione, avvenuto prima dell’accaparramento delle altre regioni, triplicando i posti, con l’obiettivo di arrivare a breve fino a 115 contando su tecnologie che già abbiamo in casa. Se si considera che vi sono 115 posti per mezzo milione di abitanti, per fare un confronto, stimando per il Trentino una disponibilità potenziale di 213 su un milione di abitanti, in Lombardia vi sono 125 posti per un milione di abitanti, in Emilia Romagna 146 posti per milione di abitanti, in Veneto 168 posti e in Friuli Venezia Giulia 77”. Sul fronte tamponi poi la prevalenza sarà quella di effettuarli prima agli operatori sanitari, quindi ai soggetti a rischio e alle altre categorie di lavoratori dei servizi essenziali: “Attualmente come Azienda – ha concluso Bordon – effettuiamo 500 tamponi al giorni, grazie agli sforzi dei nostri enti di ricerca, CIBio in primis, dovremmo arrivare a 1500 entro la fine della settimana prossima”.

Per il CIBio era presente il professor Pizzato, che ha spiegato come attualmente nei laboratori dell’Università di Trento siano al lavoro circa un centinaio di volontari formati, che verranno organizzati per turni, in modo da entrare in produzione a partire da lunedì: “Una persona da sola riesce ad effettuare una ventina di tamponi all’ora, per questo abbiamo reclutato circa 100 volontari formati, che ci dovrebbero consentire entro la settimana prossima di arrivare a mille tamponi al giorno”.

Da Arco poi il direttore di Pneumologia Nardelli ha illustrato la riorganizzazione dell’ospedale che ha consentito di “raddoppiare i posti letto di Pneumologia sottraendoli a Chirurgia”. Attualmente vi sono una sessantina di posti, di cui cinquanta occupati, riorganizzati appunto fra Pneumologia ed ex Chirurgia, suddivisi per intensità di cura al 3 e al 5 piano.

Il dottor Nava come sempre ha portato la situazione delle case di riposto trentino, spiegando come la Rsa di Bezzecca sia quella che in termini di vite umane ha pagato il tributo più alto, con 12 decessi. Il dottor Nava ha ricordato i pazienti positivi nelle Rsa, 219 con tampone e 480 complessivi.

Quindi il dottor Ferro ha spiegato quante sono attualmente le persone in isolamento fiduciario attualmente, circa 2.300, in tutto sono state circa 5.000 quelle messe in isolamento fino ad oggi. Poi ha smontato alcune fake news, come quella del virus creato in laboratorio costruita su una puntata di Leonardo di alcuni anni fa, oppure quella che sostiene sia sufficiente mangiare vitamina D per guarire dalla patologia virale.

Infine il presidente Gianmoena ha puntato l’attenzione sulla raccolta differenziata e sulla necessità, per i positivi, di seguire regole precise e di non recarsi alle isole ecologiche.

Sempre attivo sui social network, il museo partecipa al flash mob “Art you ready?” del Mibact domenica 29 marzo.

(S)Mart di Rovereto. La relazione con il pubblico al tempo del coronavirus.

Il museo di Rovereto mette a sistema il proprio know how sul fronte digitale. Obiettivo: coltivare la relazione con il pubblico anche durante l’emergenza. Sempre attivo sui social network, il museo partecipa al flash mob “Art you ready?” del Mibact domenica 29 marzo.

Tra i primi musei a investire sulla comunicazione digitale, primo in Italia a collaborare con Wikimedia Foundation e tra i più attivi partner di Google Arts & Culture il Mart si è dotato, a partire dal 2012, di un vero e proprio web team. Coordinato dall’Ufficio comunicazione, il gruppo si avvale delle competenze strategiche dell’Area educazione, dell’Archivio del ’900, dei conservatori e dei curatori. Professionisti che presidiano i diversi social network del museo e che in questo periodo lo fanno in modalità smart working, da casa, in tuta e ciabatte.

Dall’8 marzo le sale espositive sono deserte, la piazza è vuota. La relazione con l’opera d’arte, l’autenticità del rapporto con l’opera sono per loro definizione insostituibili.

Un museo è però fatto di pensiero, di ricerca, di mediazione. E il dialogo può svilupparsi in varie e stimolanti forme. Da scoprire e riscoprire durante questo tempo sospeso.

Da IGTV a Facebook, passando per le intelligenze artificiali delle chatbot e di Alexa, il Mart raggiunge il pubblico a casa.

In queste settimane i follower del Mart stanno approfondendo la conoscenza del museo e del suo patrimonio attraverso la tecnologia di Google Art Camera, dialogando con l’assistente vocale di Amazon o esplorando il museo su Messenger e Telegram.

Accompagnate da semplici tutorial, le famiglie partecipano da casa ai Little Mart della domenica, i laboratori dell’Area educazione.

In programma nelle prossime settimane le ricette dello chef Alfio Ghezzi, i progetti per gli insegnanti e per gli studenti, i segreti del back office, videointerviste e tantissime foto.

Più volte al giorno vengono condivise pillole sulle opere, sugli artisti, sulle mostre, sui focus. E ancora: i compleanni dei maestri dell’arte, le chicche delle riviste sperimentali, gli anniversari. Come quello di Dante, lanciato dal Corriere della Sera e dal Mibact e celebrato in tutta Italia il 25 marzo, a cui il Mart ha partecipato. Da sempre il museo di Rovereto risponde con entusiasmo alle chiamate esterne, che anche in questo periodo non mancano. Come quella di domenica 29 marzo, Art you ready organizzata dal Mibact. Per tutto il giorno musei, archivi, biblioteche e Igers condividono le immagini dei musei e dei luoghi di cultura senza il pubblico, vuoti come in questi giorni, con l’hashtag #EmptyMuseum, museo vuoto.

“Anche se vuoto però”, spiegano al Mart, “il museo contemporaneo è un luogo vivo e partecipato, attorno al quale possono costruirsi delle community. Da anni perseguiamo una sfida: diventare una piattaforma per l’arte moderna e contemporanea in un territorio più ampio rispetto al perimetro del museo. Questo territorio include anche quei luoghi virtuali in cui il dibattito e lo studio si generano, in cui la cultura stessa si riverbera e si espande, in cui, oggi più che mai, il museo pubblico è chiamato a stare”.

 

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Coronavirus: IV, da oggi io resto in linea per supporto telefonico. “Molte persone sono spaventate o si sentono sole nelle loro case di fronte al coronavirus. Specie le persone più anziane. Perché non pensare ad un numero verde per un supporto psicologico? questo l’appello lanciato qualche giorno fa Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera dei Deputati che abbiamo deciso di raccogliere con un’iniziativa che parte da oggi sul territorio capitolino”
così in una nota Marco Cappa e Eleonora De Santis, coordinatori di Italia Viva a Roma.

Pur lodando e sostenendo tutte le iniziative avviate dalle istituzioni e dall’associazionismo, dal volontariato e da tutte le forze attive nel Terzo Settore, riteniamo che ogni sforzo sia utile per dare sostegno e conforto nel superare questa fase di emergenza e di isolamento, soprattutto per le persone sole, anziane e più fragili, oltre che per chiunque altri ne senta il bisogno.

Abbiamo ricevuto e riceviamo tutt’ora molteplici offerte di disponibilità da parte di cittadini, simpatizzanti e iscritti che vogliono dare il proprio contributo nella gestione dell’emergenza. Ed in particolare, il “Comitato romano Sanità Ambiente e Giustizia” DI Italia Viva Roma si è prodigato per creare gruppi di sostegno e di vicinanza per dare appoggio e supporto alle persone più fragili o con maggiori difficoltà.

Con tale intendimento abbiamo costituito un primo pool di professionisti che hanno offerto la propria disponibilità per “restare in linea”, vale a dire per fornire gratuitamente supporto e consulenza telefonica – nei limiti delle proprie competenze e possibilità – in risposta ad esigenze contingenti. Riteniamo che, al momento giusto, ogni “mano tesa” possa risultare preziosa” – continuano Cappa e De Santis, esponenti romani del partito guidato da Matteo Renzi.

Sono stati pertanto individuati i seguenti ambiti di intervento (con intervalli temporali dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 20.00):
Renato Ienaro – consulenza medica: 3385471769
Laura Zeni – consulenza psicologica: 3473423287
(dalle 16.00 alle 18.00)
Davide Iori – magistrato a riposo – consulenza giuridica: 3391074004
Sandra Di Francesco – una voce amica: 3332506477
Giovanni Sanna – consulenza medica: 3391524236
Cetta Petrollo – una voce amica: 335487610
Francesco Prestipino – consulenza informatica: 3406962533
Bruno Cotronei – consulenza legale: 3427255327
Renato Archidiacono – consulenza legale: 335461580
Daniele Mereddu – una voce amica: 3487938343
Sergio Bonini – consulenza legale: 3287278981
Giorgio Di Ruscio – una voce amica e attività ricreative: 3711394633
Massimo D’Addessi – consulenza fiscale: 3356245992
Athos de Luca – consulenza ambientale: 3483328312
ANLEP – Ass. Naz.le Libertà e Progresso – presidio serale: 3278745150

 

Conferenza stampa

In diretta da Palazzo Chigi

Pubblicato da Giuseppe Conte su Sabato 28 marzo 2020

Questa sera, sabato 28 marzo, “Stasera Italia weekend”, condotto da Veronica Gentili, si allunga fino alle 23.30 con un nuovo speciale dedicato all’emergenza di Coronavirus. Durante la puntata si susseguiranno in diretta gli interventi di diversi esperti e si approfondiranno le problematiche che il lockdown prolungato oltre il 3 aprile causerà a livello economico e le preoccupanti rivolte sociali che stanno cominciando a emergere al Sud.

TRA GLI OSPITI IN DIRETTA A “STASERA ITALIA WEEKEND” DALLE 20.30 ALLE 21.25:
DAVIDE FARAONE
FRANCESCO LOLLOBRIGIDA
DOTT. FABRIZIO PREGLIASCO
Tra gli altri ospiti: i giornalisti Pietro Senaldi e Gianni Riotta.

TRA GLI OSPITI IN DIRETTA A “STASERA ITALIA SPECIALE” DALLE 21.30 ALLE 23.30:
GIUSEPPE PROVENZANO
ANTONIO TAJANI
GIANNI CUPERLO

Al dibattito si aggiungono: i giornalisti Roberto Napoletano, Antonio Padellaro, Maria Giovanna Maglie, Giampiero Mughini, Pietrangelo Buttafuoco e Annalisa Chirico, e l’imprenditore Alberto Giacomo Forchielli.

Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile. Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 70.065 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 92.472 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 24.509 in Lombardia, 9.964 in Emilia-Romagna, 6.913 in Veneto, 6.851 in Piemonte, 2.999 nelle Marche, 3.511 in Toscana, 2.086 in Liguria, 2.181 nel Lazio, 1.407 in Campania, 1.234 nella Provincia autonoma di Trento, 1.358 in Puglia, 1.120 in Friuli Venezia Giulia, 929 nella Provincia autonoma di Bolzano, 1.242 in Sicilia, 1.027 in Abruzzo, 898 in Umbria, 468 in Valle d’Aosta, 569 in Sardegna, 523 in Calabria, 178 in Basilicata e 98 in Molise.

Sono 12.348 le persone guarite. I deceduti sono 10.023, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

 

LINK https://www.youtube.com/channel/UC4fru33Tzpu0UhCIHChiNFA/videos

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