“Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: ‘Svegliati Signore!'”, “Non lasciarci in balia della tempesta”. “Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta”.

 

 

Mi permetto nuovamente, care concittadine e cari concittadini, di rivolgermi a voi, nel corso di questa difficile emergenza, per condividere alcune riflessioni. Ne avverto il dovere.

La prima si traduce in un pensiero rivolto alle persone che hanno perso la vita a causa di questa epidemia; e ai loro familiari. Il dolore del distacco è stato ingigantito dalla sofferenza di non poter essere loro vicini e dalla tristezza dell’impossibilità di celebrare, come dovuto, il commiato dalle comunità di cui erano parte. Comunità che sono duramente impoverite dalla loro scomparsa.

Stiamo vivendo una pagina triste della nostra storia. Abbiamo visto immagini che sarà impossibile dimenticare. Alcuni territori – e in particolare la generazione più anziana – stanno pagando un prezzo altissimo.

Ho parlato, in questi giorni, con tanti amministratori e ho rappresentato loro la vicinanza e la solidarietà di tutti gli italiani.

Desidero anche esprimere rinnovata riconoscenza nei confronti di chi, per tutti noi, sta fronteggiando la malattia con instancabile abnegazione: i medici, gli infermieri, l’intero personale sanitario, cui occorre, in ogni modo, assicurare tutto il materiale necessario.

Numerosi sono rimasti vittime del loro impegno generoso. Insieme a loro ringrazio i farmacisti, gli agenti delle Forze dell’ordine, nazionali e locali, coloro che mantengono in funzione le linee alimentari, i servizi e le attività essenziali, coloro che trasportano i prodotti necessari, le Forze Armate.

A tutti loro va la riconoscenza della Repubblica, così come va agli scienziati, ai ricercatori che lavorano per trovare terapie e vaccini contro il virus, ai tanti volontari impegnati per alleviare le difficoltà delle persone più fragili, alla Protezione Civile che lavora senza soste e al Commissario nominato dal Governo, alle imprese che hanno riconvertito la loro produzione in beni necessari per l’emergenza, agli insegnanti che mantengono il dialogo con i loro studenti, a coloro che stanno assistendo i nostri connazionali all’estero.

A quanti, in ogni modo e in ogni ruolo, sono impegnati su questo fronte giorno per giorno. La risposta così pronta e numerosa di medici disponibili a recarsi negli ospedali più sotto pressione, dopo la richiesta della Protezione Civile, è un ennesimo segno della generosa solidarietà che sta attraversando l’Italia.

Vorrei inoltre ringraziare tutti voi. I sacrifici di comportamento che le misure indicate dal Governo richiedono a tutti sono accettati con grande senso civico, dimostrato in amplissima misura dalla cittadinanza.

Da alcuni giorni vi sono segnali di un rallentamento nella crescita di nuovi contagi rispetto alle settimane precedenti: non è un dato che possa rallegrarci, si tratta pur sempre di tanti nuovi malati e soprattutto perché accompagnato da tanti nuovi morti.

Anche quest’oggi vi è un numero dolorosamente elevato di nuovi morti. Però quel fenomeno fa pensare che le misure di comportamento adottate stanno producendo effetti positivi e, quindi, rafforza la necessità di continuare a osservarle scrupolosamente finché sarà necessario.

Il senso di responsabilità dei cittadini è la risorsa più importante su cui può contare uno stato democratico in momenti come quello che stiamo vivendo. La risposta collettiva che il popolo italiano sta dando all’emergenza è oggetto di ammirazione anche all’estero, come ho potuto constatare nei tanti colloqui telefonici con Capi di Stato stranieri. Anche di questo avverto il dovere di rendervi conto: molti Capi di Stato, d’Europa e non soltanto, hanno espresso la loro vicinanza all’Italia. Da diversi dei loro Stati sono giunti sostegni concreti. Tutti mi hanno detto che i loro Paesi hanno preso decisioni seguendo le scelte fatte in Italia in questa emergenza.

Nell’Unione Europea la Banca Centrale e la Commissione, nei giorni scorsi, hanno assunto importanti e positive decisioni finanziarie ed economiche, sostenute dal Parlamento Europeo. Non lo ha ancora fatto il Consiglio dei capi dei governi nazionali. Ci si attende che questo avvenga concretamente nei prossimi giorni.

Sono indispensabili ulteriori iniziative comuni, superando vecchi schemi ormai fuori dalla realtà delle drammatiche condizioni in cui si trova il nostro Continente.

Mi auguro che tutti comprendano appieno, prima che sia troppo tardi, la gravità della minaccia per l’Europa. La solidarietà non è soltanto richiesta dai valori dell’Unione ma è anche nel comune interesse. Nel nostro Paese, come ho ricordato, sono state prese misure rigorose ma indispensabili, con norme di legge – sia all’inizio che dopo la fase di necessario continuo aggiornamento – norme, quindi, sottoposte all’approvazione del Parlamento. Sono stati approntati – e sono in corso di esame parlamentare – provvedimenti di sostegno per i tanti settori della vita sociale ed economica colpiti. Altri ne sono preannunciati.

Conosco – e comprendo bene – la profonda preoccupazione che molte persone provano per l’incertezza sul futuro del proprio lavoro. Dobbiamo compiere ogni sforzo per non lasciare indietro nessuno. Ho auspicato – e continuo a farlo – che queste risposte possano essere il frutto di un impegno comune, fra tutti: soggetti politici, di maggioranza e di opposizione, soggetti sociali, governi dei territori. Unità e coesione sociale sono indispensabili in questa condizione.

Un’ultima considerazione: mentre provvediamo ad applicare, con tempestività ed efficacia, gli strumenti contro le difficoltà economiche, dobbiamo iniziare a pensare al dopo emergenza: alle iniziative e alle modalità per rilanciare, gradualmente, la nostra vita sociale e la nostra economia.

Nella ricostruzione il nostro popolo ha sempre saputo esprimere il meglio di sé. Le prospettive del futuro sono – ancora una volta – alla nostra portata. Abbiamo altre volte superato periodi difficili e drammatici. Vi riusciremo certamente – insieme – anche questa volta».

 

 

 

 

 

 

Un segnale di speranza, ieri in Trentino sono nati 14 bambini. Situazione Coronavirus: i decessi salgono a 102, in calo in contagiati, 120 le persone guarite.

I decessi registrati oggi in Trentino in relazione al Coronavirus sono 16, che portano il totale a 102. I nuovi contagiati sono oggi 114, 94 con tampone e 20 senza, in calo per il secondo giorno, ieri erano 121, che portano il totale in Trentino a 2236, di cui 120 risultano guariti clinicamente. Questi i dati sull’evoluzione del virus emersi nel corso del consueto aggiornamento tenuto nel pomeriggio dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti e dall’assessore alla salute, Stefania Segnana, insieme alla task force che sta affrontando l’emergenza. “I dati continuano ha crescere – ha detto il presidente Fugatti – ma questa crescita si sta stabilizzando ed è in leggero calo, come ci attendevamo, vedremo nei prossimi giorni se tale stabilizzazione sarà confermata”.

Il presidente ha poi riferito di una telefonata avuta oggi con l’arcivescovo, Lauro Tisi, dalla quale è emersa la disponibilità della Curia trentina a mettere a disposizione alcuni edifici per le persone in quarantena e per il personale sanitario che preferisce non rientrare a casa per ragioni di sicurezza. “Ringrazio monsignor Tisi – ha detto Fugatti – per questo gesto importante di solidarietà”. E’ stato inoltre concordato, ha riferito il presidente, che verranno messi a disposizione dei sacerdoti alcuni dispositivi di protezione, affinché possano dare l’estrema unzione alle persone decedute. Il presidente ha, inoltre, ribadito l’intesa, annunciata ieri, con il mondo della ricerca trentina per incrementare il numero dei tamponi, soprattutto per il personale sanitario, puntando ad arrivare, la prossima settimana, a 1500 test giornalieri. Il presidente ha anche riferito di un’intesa di massima con le catene della distribuzione di consumo per calmierare i prezzi nei negozi di valle e della disponibilità dell’Associazione albergatori, analogamente a quanto fatto dalla Curia, di mettere a disposizione alcune strutture alberghiere per chi è in quarantena o per il personale sanitario.

Infine Fugatti ha ringraziato i medici e gli infermieri in pensione che sono tornati a lavorare negli ospedali ed in generale tutti quelli che si sono messi a disposizione in tutti i settori al fine di dare una mano, con l’auspicio che anche altri possano rendersi disponibili.

L’assessore Segnana ha ricordato che sono 1237 le persone contagiate che si trovano nel proprio domicilio, in isolamento fiduciario, 140 nelle case di cura e 225 nelle RSA. Fra le persone ricoverate negli ospedali 66 sono in terapia intensiva, 341 nei reparti infettivi. Questo l’elenco delle 16 persone decedute: una signora di 89 anni di Dro, un signore di 73 anni di Tione, una signora di 87 anni di Bleggio Superiore, una signora di 88 anni di Ledro, un signore di 87 anni di Trento, una signora di Trento di 97 anni, un signore di Rovereto di 78 anni, un signore di 82 anni di Borgo Chiese, una signora di 87 anni di Brentonico, una signora di 88 anni di Trento, un signore di 89 anni di Riva del Garda, un signore di 74 anni di Mezzocorna, una signore di Mori di 80 anni, un signore di 74 di Trento, un signore di 90 anni di Tenna e un signore di 96 di Arco.

L’assessore Segnana ha poi riassunto la situazione generale riportando i nuovi casi comune per comune. A questo proposito va rettificato quanto detto per il Comune di Dro. I nuovi contagiati sono 4 e non 7 considerando i 3 decessi (uno di Arco, uno di Riva del Garda e uno di Dro).

Infine, Stefania Segnana ha evidenziato che è stato creato uno specifico gruppo di lavoro, con le rappresentanze della RSA e dei sindacati per affrontare le problematiche specifiche sorte nelle case di riposo, sia per quanto riguarda l’utenza che per i lavoratori.

Se oggi il numero dei decessi è davvero drammatico una notizia che dà speranza per il futuro arriva da Paolo Bordon, direttore dell’Azienda sanitaria, che ha riferito come in Trentino, ieri, siano nati 14 bambini. L’altra buona notizia è l’apertura della quinta anestesia in rianimazione presso il Santa Chiara che porta ad un incremento di 14 unità dei posti di terapia intensiva, che raggiungono quota 93.

Nel corso della conferenza è intervenuto anche Mirco Maria Franco Cattani, presidente della Fondazione Mach, annunciando che il 25 marzo la Fondazione Mach ha consegnato all’APSS (Laboratorio di Microbiologia e Virologia) un Kingfisher Flex 96. Si tratta di un’attrezzatura potente, acquistata 8 anni fa dalla FEM per far fronte alla richiesta crescente di analisi genetiche di campioni di origine animale. Consente di estrarre il DNA del Coronavirus e velocizza il primo passaggio dell’analisi dei tamponi. Lo strumento permette, infatti, una grande processività: 96 campioni ogni ora e mezza e può funzionare in continuazione.

I trentini, intanto, continuano a dare prova di grande generosità. Le donazioni in favore della sanità hanno raggiunto l’importo di 4.632.029 euro.

Mentre anche il presidente Mattarella ha giustamente richiamato ai suoi doveri un’Europa che non esiste, la Lega implora, supplica il governo di risolvere SUBITO l’emergenza sanitaria segnalata da troppi giorni da medici, farmacisti, sindaci e cittadini: mancano mascherine, saturimetri, camici, guanti, tute, ossigeno e bombole. Gli Italiani muoiono, non c’è più tempo! Per evitare una crisi economica e sociale speriamo ascoltino i nostri consigli per erogare SUBITO i soldi della cassa integrazione a milioni di cittadini chiusi in casa, per evitare che fame e rabbia portino allo scontro sociale.

Mi dispiace rompere il silenzio che mi sono imposto, perché è dovere di tutti – compreso chi ha un ruolo di controllo rispetto all’operato della maggioranza che governa la provincia – evitare di delegittimare le istituzioni nei momenti di emergenza. Per questo sto limitando i miei interventi al merito della situazione, evitando più possibile i commenti “politici”.
Però oggi non posso esimermi da un commento sull’ormai rituale conferenza stampa della giunta provinciale di oggi.

Il presidente Fugatti ha esordito con un veemente attacco all’ordine dei medici (ma avrebbe dovuto estenderlo anche a quello delle professioni infermieristiche, ai sindacati, al sottoscritto..), perché insiste nel chiedere tamponi e dispositivi di protezione per il personale che è in prima linea in ospedali e rsa.

Perché Fugatti attacca l’ordine dei medici?
Perché “ce lo hanno chiesto soltanto il 18 marzo, quindi dateci il tempo di organizzarsi”.

Ma scherziamo? Non è compito dell’ordine dei medici programmare per tempo tamponi e mascherine sufficienti! E reperirli non è una concessione a medici, infermieri, oss, che la chiedono, ma la strategia migliore per tutelare operatori e cittadini e limitare il contagio!

Gli ordini, i sindacati, le forze politiche, hanno iniziato a chiedere con forza questi dispositivi una volta preso atto che la provincia non si era organizzata per averli. E la prima risposta del presidente Fugatti è stata che non serviva aumentare i tamponi, salvo poi rivedere la posizione e concordare di aumentarli, anche perché la diagnosi immediata è l’unico strumento davvero efficiente per contenere il contagio.

Il presidente Fugatti ha poi proseguito rivolgendo ancora una volta l’appello ai medici in pensione perché tornino in corsia. Anche su questo mi permetto un’osservazione. Va bene, in una situazione così difficile ogni competenza è necessaria. Però stiamo parlando di portare in ospedale persone spesso anziane, che necessitano di una attenzione ancora maggiore per evitare il contagio. Nel frattempo la Provincia soltanto dopo le sollecitazioni del personale sanitario e delle organizzazioni sindacali (e umilmente mi aggiungo all’elenco), ha iniziato a interloquire con le cliniche private di fatto inattive, con personale inutilizzato. La Provincia, che con queste strutture ha convenzioni milionarie, non doveva attendere che si offrissero spontaneamente, ma doveva da subito “spronarle” attivamente a mettersi a disposizione del sistema, prima ancora degli appelli ai pensionati.

Tornerò ad evitare più possibile i commenti politici, ma chi rappresenta l’istituzione provinciale ha allo stesso modo il dovere di evitare attacchi fuori luogo a chi rappresenta le persone in prima linea per salvare vite.

 

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cons. Luca Zeni

In questo particolare periodo storico, caratterizzato dall’emergenza Coronavirus quella della cooperativa sociale Chindet, con sede a Villalagarina, è una funzione sociale che viaggia su un doppio binario.

Il primo favorisce l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate che in questo giorni richiedono attenzione e cura maggiori che in tempi ordinari.

Il secondo, altrettanto importante in tempo di Covid-19, ha orientato in maniera particolare la propria produzione verso prodotti igienizzanti oggi particolarmente richiesti e utilizzati.

Dalla sede del paese della Vallagarina ci si è concentrati in maniera particolare sulla produzione di gel a base alcolica particolarmente indicato per la pulizia delle mani e su prodotti per l’igiene delle superfici.

Insomma, il periodo è particolarmente intenso anche per la cooperativa Chindet.

Basta un dato per farlo comprendere con immediatezza: si è passati da una produzione normale di 20 mila chili di prodotto al giorno a una produzione esattamente doppia che raggiunge tranquillamente i 40 mila chili. I turni sono stati potenziati ma l’obiettivo, dimostrando ulteriore sensibilità, è di non aumentare il prezzo del prodotto.
Due fasi caratterizzano la produzione.

La prima appartiene alle miscele. La seconda al confezionamento. Per quest’ultimo ci si avvale anche di una linea di produzione collocata all’interno del carcere di Trento, in località Spini di Gardolo, dove operano una quindicina di detenuti.

I prodotti che escono dallo stabilimento della cooperativa Chindet hanno una destinazione precisa: a servizio di tutte le persone che, in moltissime strutture, sono impegnate nella quotidianità in prima linea nella lotta al Coronavirus.

CORONAVIRUS: SONO 66.414 I POSITIVI

++Aggiornamento delle ore 18.00++

Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile. Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 66.414 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 86.498 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 23.895 in Lombardia, 9.361 in Emilia-Romagna, 6.648 in Veneto, 6.347 in Piemonte, 2.850 nelle Marche, 3.170 in Toscana, 2.060 in Liguria, 2.013 nel Lazio, 1.292 in Campania, 1.164 nella Provincia autonoma di Trento, 1.236 in Puglia, 1.027 in Friuli Venezia Giulia, 833 nella Provincia autonoma di Bolzano, 1.158 in Sicilia, 925 in Abruzzo, 824 in Umbria, 413 in Valle d’Aosta, 496 in Sardegna, 469 in Calabria, 147 in Basilicata e 86 in Molise.

Sono 10.950 le persone guarite. I deceduti sono 9.134, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

Il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni, commenta la norma immunità per la dirigenza per le Forze di Polizia e Forze Armate: “Donne e uomini del comparto sicurezza e difesa non sono carne da macello. Norma inaccettabile”.

Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia, commenta la conversione in legge del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo “recante misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” con la IV Commissione Senato che ha votato all’unanimità una norma che di fatto stabilisce “l’immunità per la dirigenza” per le Forze di Polizia e Forze Armate:

“Leggo nel documento che nel contrasto all’emergenza epidemiologica – spiega Paoloni – è sufficiente che “abbiano assolto agli obblighi di informazione del personale sui rischi di contaminazione da agenti virali, e gli ordini emanati siano conformi alle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie, dico solo che le donne e gli uomini del comparto sicurezza e difesa non sono carne da macello.

“Nessuno vuole sottrarsi nel dare il proprio contributo al Paese in questo difficile momento ma questo non significa legittimare chicchessia a non doversi assumere le proprie responsabilità – continua Paoloni – Agli addetti al soccorso pubblico servono norme che gli consentano di svolgere al meglio la loro funzione, servono DPI (mascherine, guanti, tute monouso e disinfettanti), servono test e tamponi, serve formazione, serve uno Stato che sia vicino e non che deresponsabilizzi i responsabili dell’apparato. Ci aspettiamo norme a sostegno dell’apparato tutto, dalla dirigenza sino all’ultimo operatore, invece in questo modo non può che sorgere diffidenza da parte di chi deve eseguire. Questi è anche colui che normalmente è più vicino alla gente e al servizio della gente”.

“Questa proposta è inaccettabile – conclude Paoloni – Auspichiamo che al passaggio alla Camera dei Deputati sia espunta in segno di riconoscimento, stima e vicinanza a tutti gli uomini in divisa in prima linea che rischiano ogni giorno e non si sottraggono alle loro responsabilità”.

Nell’incontro di oggi fra amministrazione e sindacati dedicato all’emergenza sanitaria nelle case di riposo, il tema principale è stato quello di proporre un protocollo per poter mandare personale di realtà differenti a sopperire alle gravi carenze di personale nelle Apsp più colpite. Si è fatto il punto della situazione ed è emerso che ancora il 50% delle Apsp sono indenni e che quindi ci si deve concentrare sulle realtà più colpite. Come Fenalt abbiamo innanzitutto chiesto in via pregiudiziale che ci vengano date garanzie sulla sicurezza. Quindi tamponi a tutti quelli che devono rientrare dalla quarantena, dpi specifici per coloro che sono a contatto con i positivi e corrette precauzioni per gli altri.

Quanto alla gestione complessiva abbiamo chiesto che i piani di prevenzioni abbiano la regia dell’Apss perché in molte realtà gli operatori ci chiamano sconfortati dal vuoto organizzativo che si trovano sopra di loro. Il dottor Ruscitti ha assicurato che i dpi sono stati dati in dotazione e devono essere usati in tutte le Apsp ed ha anche aggiunto che è iniziato, e continuerà, un percorso di confronto con UPIPA e APSP e si promuoverà anche la necessaria formazione degli operatori.

L’Assessore provinciale alla sanità, Segnana, ha assicurato che ci sono gli alloggi per chi non se la sente di tornare a casa tramite anche un accordo con gli albergatori. Ci sembra una risposta importante visti i continui appelli che abbiamo fatto a tal proposito. Sui tamponi ci è stata data ampia rassicurazione.

L’Assessore provinciale Spinelli ha subito dato il via all’attivazione di un sottogruppo per la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro, dedicato specificamente alle Apsp. Per quanto riguarda i lavoratori che potrebbero essere coinvolti, provenienti dalle Comunità di valle, dai Comuni e dalle Cooperative, il parere di Fenalt è che si debbano coinvolgere i volontari.

 

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Maurizio Valentinotti, segretario generale Fenalt

Dolomiti Energia Holding SpA: il Consiglio di Amministrazione ha approvato la proposta di bilancio relativa all’esercizio 2019.

Totale ricavi e proventi consolidati a 1.500 milioni di euro (1.460 milioni di euro nel 2018, + 2,7%);
Margine operativo lordo consolidato (EbitDa) a 216,8 milioni di euro a fronte di un risultato pari a 216,2 milioni di euro nel 2018 (+ 0,3 %);
Risultato operativo consolidato (Ebit) a 153,6 milioni di euro (155,4 milioni di euro nel 2018, -1,2 %);
Risultato di esercizio consolidato a 80,6 milioni di euro (78,2 milioni di euro nel 2018, + 3,1 %);
Indebitamento finanziario netto a 303,4 milioni di euro (326 nel 2018, -6,9%);
Donazione di 250 mila euro ad UPIPA per emergenza COVID-19.

Il Consiglio di Amministrazione di Dolomiti Energia Holding, presieduto da Massimo De Alessandri, ha approvato oggi i risultati 2019 del Gruppo Dolomiti Energia. L’esercizio si è chiuso con risultati economico-finanziari consolidati positivi, in linea con l’anno precedente.

Tale risultato è frutto di dinamiche diversificate all’interno delle varie business unit del Gruppo: in particolare ha registrato un significativo recupero l’attività commerciale di vendita di energia e gas, che nel 2018 era stata particolarmente penalizzata dal contesto di mercato e da avversi fattori meteorologici per il comparto gas, mentre presenta risultati inferiori allo scorso anno l’attività di produzione idroelettrica che, nonostante volumi sostanzialmente in linea con le medie storiche e con l’anno precedente, è stata penalizzata, come previsto, dalla significativa riduzione degli incentivi a seguito dell’uscita durante il 2018 di alcuni importanti impianti dal regime incentivante, oltre a soffrire della significativa riduzione di prezzo intervenuta in particolare negli ultimi mesi dell’anno. Le altre attività operative hanno registrato risultati nel complesso positivi, in linea con i risultati dello scorso esercizio.

La situazione finanziaria del Gruppo si conferma solida e adeguata a supportare lo sviluppo futuro delle attività industriali. In particolare il rapporto fra posizione finanziaria netta e EBITDA pari a 1,4 risulta tale da consentire di avere un elevato margine di sicurezza, che potrà risultare determinante per affrontare i rilevanti impatti macroeconomici legati all’emergenza sanitaria in corso.

Bilancio consolidato di Gruppo al 31 dicembre 2019: principali dati economico-finanziari (milioni di euro)

 

Questi in sintesi i principali dati di bilancio dell’esercizio 2019. Il perimetro di consolidamento del Gruppo include, oltre alla Capogruppo Dolomiti Energia Holding, le controllate Dolomiti Energia Solutions srl, Novareti SpA, Dolomiti Ambiente srl, Dolomiti Energia Trading SpA, Dolomiti Energia SpA, SET Distribuzione SpA, Depurazione Trentino Centrale Scarl, Hydro Investments Dolomiti Energia srl, Hydro Dolomiti Energia srl, Dolomiti GNL srl e Centraline Trentine srl. I risultati di Dolomiti Edison Energy e di SF Energy vengono invece contabilizzati nel bilancio con il criterio del patrimonio netto, in coerenza con quanto previsto dai principi contabili.

Gli investimenti effettuati nel 2019 ammontano a 63,2 milioni di euro (51,2 milioni di euro nel 2018). Gli investimenti più importanti riguardano gli interventi per efficientare le reti di distribuzione e gli impianti di produzione, per potenziare i servizi a disposizione dei clienti finali e per l’adeguamento alle normative di settore.

Questi investimenti, assieme al costante affinamento delle tecniche di misura e di trasmissione dei dati, all’installazione di impianti tecnologicamente all’avanguardia per la verifica, la simulazione e l’ottimizzazione degli assetti di rete, hanno consentito di ottenere costanti miglioramenti nella qualità del servizio, come testimoniato dai premi di continuità costantemente ricevuti dalle aziende di distribuzione.

Per quel che riguarda l’aspetto industriale, con riferimento ai principali settori di attività, il Gruppo evidenzia i seguenti risultati:

 

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PRODUZIONE ELETTRICA

Produzione idroelettrica: la produzione idroelettrica di Dolomiti Energia Holding, Dolomiti Edison Energy, Hydro Dolomiti Energia e SF Energy è pari a 4,1 miliardi di kWh, stabile rispetto ai 4,1 miliardi di kWh del 2018 (100% DEH, HDE, SFE, DEE).
Produzione termoelettrica: la produzione termoelettrica ha generato 97 milioni di kWh (142 milioni di kWh nel 2018).

 

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RETI DI DISTRIBUZIONE
Energia elettrica: il Gruppo ha distribuito 2,6 miliardi di kWh (2,6 miliardi di kWh nel 2018). La rete di distribuzione elettrica si estende al 31 dicembre per 12.103 km (11.919 Km nel 2018, l’incremento è dovuto anche all’integrazione delle reti di distribuzione dell’energia elettrica del Comune di Molveno e del Comune di Sant’Orsola avvenuta in corso d’anno).
Gas naturale: nel 2019 sono stati distribuiti 294,8 milioni di metri cubi di gas, in aumento rispetto ai 287,6 milioni
di metri cubi del 2018. La rete si estende per 2.415 km rispetto ai 2.376 km del 2018.
Ciclo Idrico Integrato: nel 2019 i quantitativi di acqua immessi nella rete, lunga 1.138 km (1.215 nel 2018), sono risultati
pari a 30 milioni di metri cubi rispetto ai 29,9 del 2018. L’acqua è stata distribuita a un totale di 111.970 utenze.

 

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VENDITA
Energia elettrica: il Gruppo ha commercializzato ai clienti finali 4,1 miliardi di kWh, rispetto ai 3,9 miliardi di kWh del 2018.
I clienti energia elettrica sono quasi 455.000, rispetto ai 431.000 del 2018.
Gas naturale: nel settore gas sono stati venduti ai clienti finali 497 milioni di metri cubi di gas nel 2019 a fronte dei 490,6 milioni del 2018. I clienti sono oggi 213.000 (196.000 nel 2018).

L’andamento dell’attività commerciale ha consentito di aumentare ulteriormente i clienti serviti per energia e gas, portando il loro numero a 668.000 (627.000 nel 2018). Un incremento netto molto positivo pari a circa 41.000 punti di fornitura, anche a seguito dell’assegnazione della gara indetta da APAC per alcune migliaia di punti di consegna della pubblica amministrazione in Trentino.

 

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ALTRE ATTIVITÀ
Laboratorio: nel corso del 2019 il laboratorio (controllo di potabilità dell’acqua, delle falde, delle acque reflue e di depurazione) ha svolto oltre 19.729 esami, rispetto ai 18.450 del 2018, con un incremento del 6,9% rispetto all’anno precedente, dei quali il 61,7% per conto terzi (54,4% nel 2018).
Cogenerazione e teleriscaldamento: nel corso del 2019 sono stati erogati 98,4 GWh di calore, vapore e raffrescamento, (132,5 GWh nel 2018). Il dato comprende anche quanto destinato alle industrie.

Area Ambiente: la percentuale di raccolta differenziata nel 2019 è pari a Trento all’ 81,7% (80,8% nel 2018) e al 78,9 % a Rovereto (78,7% nel 2018), consolidando valori eccellenti per città di queste dimensioni. Complessivamente nell’esercizio sono state raccolte 73.234 tonnellate di rifiuti fra differenziati e indifferenziati (72.682 nel 2018).
Mobilità elettrica: in data 1 luglio 2019 è stata data esecuzione all’accordo siglato con Alperia per mettere a fattor comune le iniziative dei due Gruppi in materia di mobilità elettrica, con l’obiettivo di dare un contributo determinante alla infrastrutturazione del territorio della Regione, ma anche di sviluppare attività collegate nel resto d’Italia.

Dolomiti Energia Holding ha quindi acquisito il 50% del capitale di Alperia Smart Mobility che è stata ridenominata Neogy, partecipata in maniera paritetica da Dolomiti Energia Holding e Alperia. Alla data attuale Neogy ha attivo un significativo numero di punti di ricarica (attualmente circa 400) anche grazie a modelli innnovativi e accordi di collaborazione con altri soggetti presenti sul territorio, come quello siglato con la Federazione Trentina della Cooperazione.

L’inizio dell’esercizio 2020 è stato caratterizzato da un andamento in linea con l’esercizio precedente. Purtroppo, come ben noto, a partire dalla seconda metà del mese di febbraio, l’Italia è stata progressivamente coinvolta da una gravissima crisi di natura sanitaria di portata sicuramente epocale. La società sta monitorando l’evolversi della situazione molto complessa dovuta alla diffusione del COVID-19 (Coronavirus) non solo in Italia, ma anche in tutto il mondo e alle conseguenti gravi ripercussioni che si potranno avere sul quadro macroeconomico. Alla data odierna risulta impossibile quantificare con sufficiente attendibilità gli effetti economici e finanziari dell’evento, sia perché non è risaputo né può essere ragionevolmente stimato l’arco temporale di durata delle restrizioni in essere, sia perché il ridotto tempo intercorso fra l’inizio degli eventi e la data odierna non ha ancora consentito di misurarne appieno gli effetti che inevitabilmente si produrranno nei prossimi mesi.

Considerate le varie attività svolte dal Gruppo è ragionevole prevedere che tali impatti potranno riguardare principalmente l’attività di produzione idroelettrica e quella di vendita di energia elettrica e gas, in particolare per il calo della domanda registrato a seguito della riduzione delle attività da parte di molte imprese. La Società si impegna a comunicare al mercato gli elementi informativi che dovessero emergere dopo l’approvazione del progetto di bilancio.

Il Gruppo Dolomiti Energia ha deciso di donare ad UPIPA l’Associazione che riunisce le case di riposo e le aziende pubbliche di servizi alle persone del Trentino 250mila euro. La società ha ritenuto di dare un ulteriore segno di vicinanza alla Comunità Trentina e in particolare alle persone più fragili e maggiormente coinvolte dall’emergenza sanitaria legata al virus come sono coloro che vivono e lavorano nelle case di riposo. La donazione servirà ad acquistare materiale sanitario necessario affinché le persone che lavorano in queste strutture possano proteggere la propria salute e tutelare quella degli anziani ospiti.

Il Consiglio di Amministrazione della Società proporrà all’Assemblea ordinaria degli Azionisti l’approvazione del bilancio d’esercizio 2019 e la distribuzione di un dividendo pari a 0,09 euro per azione (pari a quello dello scorso anno) per un totale di circa 34 milioni di euro, con un rapporto fra dividendi e utile netto della Capogruppo pari al 93,3%.

 

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DICHIARAZIONE CONSOLIDATA DI CARATTERE NON FINANZIARIO
Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato la Dichiarazione Consolidata di Carattere non Finanziario, resa ai sensi del D. Lgs. 254/2016.

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di convocare l’Assemblea ordinaria degli Azionisti per l’approvazione del Bilancio in prima convocazione il 29 aprile 2020 e in seconda convocazione il 29 maggio 2020, conferendo sin d’ora altresì al Presidente il potere di differirne la convocazione definendo la data più opportuna in relazione all’evoluzione della situazione e nel rispetto dei termini introdotti dal Decreto “Cura Italia” n. 18 del 17 marzo 2020, prevedendo la possibilità che la stessa si possa svolgere anche esclusivamente con l’ausilio di mezzi di telecomunicazione, garantendo l’identificazione dei partecipanti e le modalità di espressione del voto.

Il Responsabile amministrativo preposto alla redazione dei documenti contabili societari Michele Pedrini dichiara – tenuto conto di quanto previsto dalla normativa vigente – che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

 

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Indicatori Alternativi di Performance
Nel presente comunicato stampa vengono utilizzati alcuni “indicatori alternativi di performance” non previsti dai principi contabili internazionali così come adottati dall’Unione Europea (IFRS-EU), ma che il management di Dolomiti Energia Holding SpA ritiene utili per una migliore valutazione e monitoraggio dell’andamento della gestione economico-finanziaria di Dolomiti Energia Holding SpA e del Gruppo. In linea con quanto raccomandato negli Orientamenti pubblicati in data 5 ottobre 2015 dall’European Securities and Markets Authority (ESMA) ai sensi del Regolamento n. 1095/2010/EU e incorporati da Consob nelle proprie prassi di vigilanza con comunicazione no. 92543 del 3 dicembre 2015, si riportano di seguito il significato, il contenuto e la base di calcolo di tali indicatori alternativi di performance:

EBITDA (o Margine operativo lordo) è un indicatore alternativo di performance operativa, calcolato come la somma del “Risultato operativo netto” più gli “Ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni”;

Indebitamento finanziario netto è un indicatore della propria struttura finanziaria. Tale indicatore è determinato quale risultante dei debiti finanziari al netto delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti e delle attività finanziarie correnti e non correnti (crediti finanziari e titoli diversi da partecipazioni).

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