Presentati nel corso della conferenza stampa giornaliera i numerosi progetti in corso per fronteggiare l’emergenza. Coronavirus: il Trentino è unito e fa sistema.

I decessi da Coronavirus oggi sono 12, e portano il totale in Trentino ad 86. 121 i nuovi contagi, per un totale di 2122. Il trend del contagio è in calo per il secondo giorno consecutivo. I guariti sono 117. In terapia intensiva ci sono attualmente 66 persone, 33 in semi-intensiva.

“Vogliamo continuare ad accrescere il numero dei tamponi – ha detto il presidente Maurizio Fugatti nel corso della consueta conferenza stampa di aggiornamento – e per fare ciò, a servizio soprattutto del personale medico-sanitario, ci stiamo appoggiando alle nostre realtà scientifiche, come l’Università, Fbk, Fem e Cibio. Fino a qualche settimana fa nessuno puntava sui tamponi. Oggi le cose sono cambiate. In Trentino, anche raccogliendo le sollecitazioni che ci arrivano dall’Ordine dei medici, vogliamo raggiungere questo traguardo: 1500 tamponi al giorno, in linea con quello che stanno facendo le altre regioni. C’è inoltre un progetto: produrre mascherine e altro materiale protettivo ‘made in Trentino’, che stiamo sviluppando con l’appoggio di Confindustria Trento e di alcune imprese che hanno deciso di convertire parzialmente la propria produzione”.
Il Trentino, ha sottolineato il presidente Fugatti, “sta dimostrando di essere unito e capace di fare sistema, per superare quest’emergenza con il contributo di tutti”.

A questo proposito il rettore dell’Università di Trento Paolo Collini ha riferito degli sforzi che si stanno facendo per accrescere il numero dei kit disponibili per effettuare il tampone. Purtroppo i reagenti sono difficilmente reperibili. E’ stato trovato del reagente per effettuare manualmente la prima parte dell’operazione, con l’ausilio di una sessantina di persone che si sono messe a disposizione. Si pensa di arrivare nel prossimo futuro intanto all’obiettivo intermedio dei 1000 tamponi al giorno.

Nella giornata di oggi il presidente Fugatti ha incontrato anche la Federazione della cooperazione, per discutere del potenziamento dei negozi multiservizio. Da un lato dovrà essere curata la varietà di offerta di prodotti, con particolare riguardo ai prodotti trentini, dall’altra uno sforzo dovrà essere fatto per contenere i prezzi al consumatore. Sempre oggi anche incontri con l’Ordine dei farmacisti e con il Coordinamento imprenditori, per il varo di un Protocollo importante a servizio delle imprese.
Dal presidente della Provincia di nuovo un nuovo appello a medici e infermieri in pensione, perché possano tornare a prestare il loro operato, anche nelle case di riposo.
Situazione Terapie intensive: oggi vi sono a disposizione 64 posti a Trento e 29 a Rovereto, per un totale di 93 (erano 30 prima dell’inizio dell’emergenza). I posti occupati ad oggi sono come detto 66.
Domani è previsto fra l’altro un incontro con i medici di medicina generale.

L’assessore alla salute Stefania Segnana ha espresso soddisfazione per l’ottimo riscontro di “Trecovid19”. l’app sviluppata da Trentino 4.0, che a breve sarà disponibile per monitorare da remoto tutti i pazienti. Attualmente si sta sperimentando la tecnologia su una ventina di pazienti, che inseriscono i loro dati direttamente nell’applicazione.
Segnana ha riferito inoltre della situazione che si registra nel Centro Don Ziglio di Levico terme, in cui sono registrati casi di contagio sia fra i residenti che fra il personale. La struttura ospita 95 persone con disabilità di tipo psichico: gli ospiti vengono sottoposti a tampone con l’obiettivo si separare eventualmente le persone contagiate dal resto dei pazienti, e misure di protezione adeguate sono state assunte anche per il personale.

Il direttore dell’Apss Paolo Bordon ha detto che 85 persone dell’Azienda sono state colpite dalla malattia. Solo 4 sono state ricoverate. I dispositivi di protezione individuale stanno arrivando, anche grazie alle collaborazioni avviate fuori provincia, anche con la provincia di Bolzano. Da domani vi sarà un kit a disposizione per ogni medico di base ed ogni pediatra.
Bordon ha precisato che non vi è alcun input da parte dell’Apss a non ricoverare in rianimazione gli ultrasettantacinquenni contagiati. “Viene invece effettuata – ha detto – un’attenta valutazione, caso per caso, al fine di stabilire se un paziente, magari già molto debilitato, è in grado di sopportare un intervento particolarmente invasivo, quale è l’essere intubato. Il nostro Comitato Etico fornirà entro il fine-settimana delle linee guida a servizio al nostro personale medico, ma sottolineiamo che al momento sono disponibili dei posti di Terapia Intensiva, pertanto non ci sarebbe nessun motivo di dare disposizioni particolarmente restrittive per una categoria di pazienti”.

Il presidente Confindustria Trento Fausto Manzana ha ripreso il tema del progetto dei dispositivi di protezione individuale prodotti localmente. “Abbiamo cercato di mettere in rete le nostre imprese – ha detto – riconvertendo una decina di aziende per la produzione di mascherine, camici e copri scarpe. Essendo produzioni molto delicate è necessario prima ottenere la necessaria certificazione: dovremmo ottenerla la prossima settimana. Dovremmo riuscire a regime a consegnare circa 10.000 mascherine al giorno nonché camici in quantità significativa.
Enrico Nava, direttore del settore dell’Integrazione socio-sanitaria dell’Apss, ha riferito della situazione delle Rsa, mentre Daniele Penzo, direttore del settore Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Santa Chiara, ha esposto i progressi che si stanno realizzando nel potenziamento delle strutture di Terapia Intensiva.
Mariagrazia Zucalli dell’Unità operativa di igiene pubblica ha raccomandato infine di lavarsi bene le mani prima di condividere tastiere di Pc o altri strumenti di lavoro e disinfettare spesso le superfici prima di toccarle.

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Sto partecipando da remoto, come tutti i parlamentari europei, alla Sessione plenaria straordinaria convocata per discutere e votare le prime tre proposte della Commissione europea per affrontare gli effetti della pandemia di Covid19 negli Stati membri.

Votiamo per mobilitare le riserve di liquidità dei Fondi strutturali per 37 miliardi di Euro che saranno utilizzate per investimenti nei sistemi sanitari e per fare in modo che anche il Fondo di solidarietà possa essere utilizzato per le emergenze sanitarie.

Abbiamo votato per dare un aiuto alle compagnie aeree, un settore già in grave difficoltà: non saranno più obbligate ad effettuare voli vuoti per conservare gli slot durante la crisi.

È solo l’inizio, ma è un buon inizio. Se l’Europa mancasse questa prova, se non dimostrasse di essere una comunità solidale, non sarebbe davvero più quell’Europa in cui crediamo.

 

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Silvio Berlusconi

Giuseppe Varagone segretario della UIL FPL Sanità interviene in merito alla gestione del Personale delle strutture sanitarie private.

Spiega Varagone che è fondamentale che ci sia una regia unica, in questo momento di emergenza Nazionale, che si faccia carico della gestione di tutte le strutture e delle Risorse Umane.

Com’è possibile che, da una parte ci siano strutture che lasciano a casa contro il loro consenso personale con ferie d’ufficio o addirittura si inizia a parlare di ammortizzatori sociali, giustificandosi che è stata ridotta tutta l’attività programmata e dall’altra parte strutture che chiedono collaborazione all’ APSS per reperire Infermieri e OSS per coprire le assenze del loro personale perché sottoposto a quarantena?

Ci chiediamo come mai queste strutture della sanità privata Trentina non collaborino tra di loro in questo momento di emergenza scambiandosi, dove necessita, su base volontaria il personale sanitario invece che chiedere supporto all’ APSS che già è impegnata a gestire il personale nei vari ospedali dove sono presenti Unità Operative COVID-19.

 

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Giuseppe Varagone

Segretario Provinciale UIL FPL Sanità

 

EU Cons Conference Call – Approvate dal Presidente:

– Conte dà 10 gg all’Europa per battere un colpo e trovare una soluzione adeguata alla grave emergenza che tutti i Paesi stanno vivendo.

– Affidiamo ai 5 Presidenti il compito di tornare con una proposta in 10 gg, d’accordo con Sanchez.

– Conte ha ringraziato per il lavoro fatto ma non accetta il draft preparato nonostante gli sherpa italiani avessero ottenuto quasi tutto, compresa l’eliminazione di qualsiasi riferimento al Mes.

– Conte ha chiarito che nessuno pensa a una mutualizzando del debito pubblico. Ciascun Paese risponde per il proprio debito pubblico e continuerà a risponderne.

– L’Italia ha le carte in regola con l finanza pubblica: il 2019 l’abbiamo chiuso con un rapporto deficit/Pil di 1.6 anziché 2.2 come programmato.

– Qui si tratta di reagire con strumenti finanziari innovativi e realmente adeguati a reagire a una guerra che dobbiamo combattere insieme per vincerla quanto più rapidamente possibile.

– Una risposta forte ed adeguata la dobbiamo ai nostri cittadini e in definitiva alla stessa Europa. Che diremo ai nostri cittadini se l’Europa non si dimostra capace di una reazione unitaria, forte e coesa di fronte a uno shock imprevedibile e simmetrico di questa portata epocale?

– Come si può pensare che siano adeguati a questo shock simmetrico di così devastante impatto strumenti elaborati in passato, che sono stati costruiti per intervenire in caso di shock asimmetrici con riguardo a tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi?

– Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato allora voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l’Italia non ne ha bisogno!

– Le conseguenze del dopo covid-19 vanno affrontate non nei prossimi mesi ma domani mattina.

– Importanti aperture di Macron, Costa, greco, irlandese, Bettel…

Non sono parole di circostanza il fatto di scrivere che si è trattata di una gran bella sorpresa, un dono che spontaneamente, con sincerità, e passione è stato fatto alla nostra associazione a titolo di riconoscenza per l’azione che da oltre un decennio la vede impegnata nelle valli dell’Avisio, nelle Dolomiti e Alpi centrali.

Renzo Bolsi, di anni 71, residente in Sirmione (bs) dal 1980 abita saltuariamente in Daiano. Qualche settimana fa si è messo in contatto con la nostra associazione in valle di Fiemme per raccontarci di un’idea e di un progetto che nel corso di questo inverno ha maturato e concretizzato.

Un inno dedicato a Transdolomites. Il Sig. Renzo è un appassionato ciclista dilettante che ha pedalato per centinaia di chilometri sulle strade delle nostre valli. Ha una grande passione per la musica, da giovane ha suonato in complessini e da quasi vent’anni si dedica a scrivere canzoni che ha raccolto sino ad oggi in ben 17 cd.

Così tanta sensibilità, e attenzione nei riguardi di Transdolomites ci onora, lo ringraziamo pubblicamente e ringraziamo per averci concesso a titolo gratuito la liberatoria per la pubblica diffusione l’inno che ci ha dedicato.

Inno che certamente ed altrettanto senza alcun fine di lucro qualche radio locale non mancherà di diffondere.

Ispirato dalla bellezza dei boschi e montagne di Daiano il testo della canzone accompagnato dalle note in stile moderato-country recita così:

 

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“ Transdolomites”

Da quando l’uomo è su questa terra sono passate, tante civiltà e fino ai giorni, ai giorni nostri ancora viviamo , nuove realtà.

In Cembra, Fiemme e Fassa nelle Valli dell’Avisio è attuale un ragionamento. Motivo è : l’inquinamento….. Per questa è nata, un’attesa associazione, insieme diamo, molta attenzione.
Transdolomites vai, guarda avanti forza coinvolgi, noi tutti quanti. Ai motori poni un freno, mobilità si può cambiare la ferrovia è priorità, l’ecologia un bene sarà. Per questo il treno, presto partirà, evviva il treno che in valle và.

Un progetto ambizioso, ma tanto attuale è molto importante, le idee sono tante, certo non si può, non si può più aspettare. Alle nuove generazioni, a loro dobbiamo pensare. Nelle valli troppi motori, non son gioie, ma dolori serve un sano ambiente per il turista, per la nostra gente “.

Ancora un sentito grazie al Sig. Renzo.

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Massimo Girardi
Presidente Associazione Transdolomites

 

 

 

 

 

3 prodotti tipici del Trentino Alto Adige entrano di diritto nel “Paniere d’Italia”, uno strumento – promosso da Italive.it e sostenuto da Autostrade per l’Italia, in collaborazione con Consumerlab – che seleziona e raccoglie le eccellenze alimentari più apprezzate dai consumatori e dalla critica, e che porterà in giro per il mondo la conoscenza di cibi e bevande tipici delle regioni italiane.

73.488 consumatori, critici, esperti ed amanti del cibo di tutta Italia hanno infatti votato online e individuato 40 prodotti locali che, su un totale di 1.025 beni enogastronomici in gara, vanno ora a comporre il “Paniere d’Italia”. Tra i prodotti vincitori inseriti nel paniere anche 3 eccellenze del Trentino Alto Adige:

– Grappa Aqua Mater – Distilleria Pilzer Srl di Altavalle (TN)

– Amaro Don – Distilleria Fratelli Pisoni di Pergolese (TN)

– Strudel di mele – Botega dal Pan di Cavalese (TN)

I 3 prodotti, cosi come i comuni dove vengono realizzati, saranno ora al centro di una campagna promozionale che porterà la conoscenza del territorio in giro per il mondo, e verranno valorizzati con apposite attività sul fronte turistico ed enogastronomico.

I sindaci dei comuni vincitori saranno inoltre premiati a Roma, insieme ai produttori, nell’ambito di un evento nazionale che si terrà nei prossimi mesi allo Stadio di Domiziano, piazza Navona, in concomitanza al Premio Italive patrocinato dal Ministero dell’Ambiente.

Il progetto denominato “EATALIVE” è promosso da Italive.it, iniziativa sostenuta da Autostrade per l’Italia, in collaborazione con Consumerlab, che da otto anni promuove gli eventi che animano il territorio. Per info e dettagli www.paniereditalia.it

COSI NON VA, E’ NECESSARIO UN CAMBIO DI PASSO. Subito un Comitato Provinciale con le OO.SS.: obbligatorio sostenere i lavoratori.

ll sistema sanitario e socio sanitario assistenziale è allo stremo sul territorio: occorre una presa d’atto significativa per mettere in assoluta evidenza questioni che non consentono più strategie a tentoni ma risposte inequivocabili, per dire a coloro in prima linea che tutti i soggetti istituzionalmente preposti si stanno occupando di loro. Il contagio resta alto seppure in lieve flessione e questo vuol dire che la pressione su sanità e case di riposo non diminuirà affatto né a breve anzi, continuerà ad aumentare, con la tenuta psicologica oltre che fisica degli operatori a forte rischio.

“E’ allarme drammatico quello che ci arriva attraverso le segnalazione da parte dei lavoratori sulla carenza di Dispositivi di protezione individuale adeguati nella case di riposo sparse sul territorio, in un quadro generale non rassicurante sul dilagare del contagio, anche con un aumento dello stato delle assenze per malattia”. Cosi FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, che aggiungono:

“L’emergenza deve essere gestita anche attraverso procedure automatiche e risolutive, compresa una scala di priorità e un tavolo unico”. Così Luigi Diaspro, Giuseppe Pallanch, Marcella Tomasi, rispettivamente segretari della Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl , e i rispettivi responsabili di settore Piersanti, Pecoraro, Aichner, che aggiungono: “Ma anche forti lacune sul coordinamento delle procedure per controllare il personale sanitario che è stato contagiato da Covid-19, sulle risorse messe in campo dai soggetti pubblici e privati coinvolti”.

La situazione nelle Rsa trentine è difficile, con diversi i casi di contagio all’interno delle strutture tra ospiti e operatori che, seppure in quarantena, devono continuare ad assicurare i servizi. Le segnalazioni arrivano in particolare dalle case di riposo di Canal San Bovo, Pergine e Gardolo, Pellizzano, Mezzolombardo e Ledro, Levico, Arco, Dro, Riva del Garda, Rovereto, Pieve di Bono, Bleggio, Storo, Pinzolo, Predazzo, Brentonico e Cles.

“Alcune criticità emergerebbero anche nelle strutture private assistenziali. E’ necessario – aggiungono i segretari – dare seguito velocemente all’estensione obbligatoria dei tamponi per tutto al personale sanitario e assistenziale impegnato quotidianamente nell’assistenza di persone fragili e maggiormente esposte al rischio contagio. Non è poi accettabile che alcuni infermieri, oss e personale tecnico e ausiliario vengano lasciati nell’incertezza su come e quando ritornare operativi”.

“Il sistema deve garantire i dispositivi di protezione adeguati a partire dalle mascherine FFP2, ma anche la formazione del personale, un supporto per garantire la continuità assistenziale e un aiuto per superare il momento di eventuale pausa perché risultati positivi. Mancano indicazioni uniformi sulle procedure finalizzate al contenimento del contagio”.
Il tema centrale rimane la mancata costituzione di un tavolo di confronto con Provincia, Apss e gli altri soggetti coinvolti nell’emergenza sanitaria che il Sindacato continua ad invocare dall’inizio della crisi e ad oggi completamente disatteso. A livello nazionale è stato siglato il protocollo con il Ministero della Salute che prevede Comitati regionali per la verifica e il monitoraggio della misure di prevenzione e sicurezza per il Covid-19 sui territori.

E’ ora quindi di un cambio di passo. “E’ urgente istituire un Comitato tecnico di confronto con Provincia e Upipa, come previsto dal protocollo nazionale sottoscritto ieri, al fine di analizzare le difficoltà di approvvigionamento dei dispositivi di protezione, quelle organizzativa di alcune strutture e la fragilità di ospiti e operatori che necessitano in questo momento della particolare attenzione di una task force specifica.

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Per le Segreterie Provinciali

Diaspro – Piersanti
Per la FP CGIL

Pallanch – Pecoraro
Per la CISL FP

Tomasi – Aichner

Per la UIL FPL

Cresce il volume della raccolta indifferenziata per effetto delle disposizioni impartite a chi è contagiato o in quarantena, Rifiuti, riunita la Cabina di regia.

Riunione operativa, ieri, in video conferenza, della Cabina di Regia dei rifiuti, in cui i responsabili degli Enti gestori, sotto il coordinamento dell’ingegnere Fabio Berlanda, dirigente dell’Agenzia provinciale per la depurazione, si sono ritrovati per fare il punto della situazione con l’assessore all’ambiente Mario Tonina.

“La Provincia autonoma di Trento – ha ricordato Tonina – ha recepito le indicazioni che provengono dall’Istituto Superiore della Sanità, che prevedono che i soggetti contagiati che sono in quarantena e anche chi non contagiato, ma in quarantena perché entrato in contatto con qualcuno che ha subito il contagio, non debba fare più la raccolta differenziata, ma debba collocare tutti i rifiuti in un doppio sacchetto da depositare negli spazi, fuori dall’abitazione, dove sarà poi ritirato dagli Enti gestori della raccolta dei rifiuti attivi nei diversi territori. Le modalità di raccolta di questi rifiuti sono stati al centro della video conferenza.

“Per garantire il ritiro è necessario telefonare al gestore di riferimento – ha precisato l’assessore Tonina. – Rispetto all’obiettivo che ci eravamo posti, quello di trovare una linea di azione comune, oggi sono emersi contributi importanti.”

Gli Enti gestori hanno confermato che, ognuno con le proprie modalità, provvederanno al bisogno ad intensificare quindi la raccolta del cosiddetto residuo, ovvero dei rifiuti indifferenziati.

 

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Questi i gestori coinvolti:

Dolomiti Ambiente

AMNU spa

ASIA az. spec.

Azienda Ambiente srl

Comune di Isera

Comun General de Fascia

Comunità Alto Garda e Ledro

Comunità della Vallagarina

Comunità delle Giudicarie

Comunità della Val di Non

Comunità della Val di Sole

Comunità Valsugana e Tesino

Dolomiti Ambiente srl

Fiemme Servizi spa

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