Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi, martedì 24 marzo 2020, alle ore 14.55 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro.
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MISURE URGENTI PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19
Decreto-legge
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro della salute, Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Il decreto prevede che, al fine di contenere e contrastare i rischi sanitari e il diffondersi del contagio, possano essere adottate, su specifiche parti del territorio nazionale o sulla totalità di esso, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al termine dello stato di emergenza, fissato al 31 luglio 2020 dalla delibera assunta dal Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020. L’applicazione delle misure potrà essere modulata in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del predetto virus, una o più tra le misure previste dal decreto stesso, secondo criteri di adeguatezza specifica e principi di proporzionalità al rischio effettivamente presente.
Tra le misure adottabili rientrano:
la limitazione della circolazione delle persone, il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione per i soggetti in quarantena perché contagiati e la quarantena precauzionale per le persone che hanno avuto contatti stretti con soggetti contagiati;
la sospensione dell’attività, la limitazione dell’ingresso o la chiusura di strutture e spazi aperti al pubblico quali luoghi destinati al culto, musei, cinema, teatri, palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, impianti sportivi, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi, parchi, aree gioco, strade urbane;
la limitazione, la sospensione o il divieto di svolgere attività ludiche, ricreative, sportive e motorie all’aperto o in luoghi aperti al pubblico, riunioni, assembramenti, congressi, manifestazioni, iniziative o eventi di qualsiasi natura;
la sospensione delle cerimonie civili e religiose e la limitazione o la sospensione di eventi e competizioni sportive, anche se privati, nonché di disciplinare le modalità di svolgimento degli allenamenti sportivi all’interno degli stessi luoghi;
la possibilità di disporre o di affidare alle competenti autorità statali e regionali la riduzione, la sospensione o la soppressione dei servizi di trasporto di persone e di merci o del trasporto pubblico locale;
la sospensione o la chiusura dei servizi educativi per l’infanzia, delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni di formazione superiore;
la limitazione o la sospensione delle attività delle amministrazioni pubbliche, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
la limitazione, la sospensione o la chiusura delle attività di somministrazione o consumo sul posto di bevande e alimenti, delle fiere, dei mercati e delle attività di e di quelle di vendita al dettaglio, garantendo in ogni caso un’adeguata reperibilità dei generi alimentari e di prima necessità da espletare con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone;
la limitazione o la sospensione di ogni altra attività d’impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo;
la possibilità di applicare la modalità di lavoro agile a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in deroga alla disciplina vigente;
l’obbligo che le attività consentite si svolgano previa assunzione di misure idonee a evitare assembramenti di persone, di garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e, per i servizi di pubblica necessità, laddove non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale, previsione di protocolli di sicurezza anti-contagio, con adozione di strumenti di protezione individuale.

Il decreto, inoltre, disciplina le procedure per l’adozione di tali misure, prevedendo che siano introdotte con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute o dei presidenti delle regioni interessate, nel caso in cui riguardino una o alcune specifiche regioni, ovvero del Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel caso in cui riguardino l’intero territorio nazionale.

È previsto che, nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro della salute possa introdurre le misure di contenimento con proprie ordinanze. Inoltre, per specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario, i Presidenti delle regioni possono emanare ordinanze contenenti ulteriori restrizioni, esclusivamente negli ambiti di propria competenza.

Le ordinanze locali ancora vigenti all’entrata in vigore del decreto-legge continuano ad applicarsi nel limite di ulteriori dieci giorni.

Il Presidente del Consiglio o un Ministro da lui delegato riferisce almeno mensilmente alle Camere sulle misure adottate.

Infine, il testo prevede che, salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento sia punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità.

Nei casi di mancato rispetto delle misure previste per pubblici esercizi o attività produttive o commerciali, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.

La violazione intenzionale del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus è punita, ai sensi dell’articolo 452, primo comma, n. 2, del codice penale, con la reclusione da uno a cinque anni.
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ORGANIZZAZIONE DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
Modifica al regolamento di organizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a norma dell’articolo 1, commi 166 e 167, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova, ha approvato un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che modifica l’organizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Per effetto del trasferimento delle competenze in materia di turismo al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, si redistribuiscono le competenze che permangono al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e se ne fissa la dotazione organica dirigenziale.
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DELIBERAZIONI A NORMA DEL TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, in considerazione della necessità di completare l’azione di ripristino dei principi di legalità all’interno dell’amministrazione comunale, il Consiglio dei ministri ha deliberato la proroga per sei mesi dello scioglimento dei Consiglio comunale di Delianuova (Reggio Calabria).
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Il Consiglio dei ministri è terminato alle ore 17.30.

Coronavirus: 15 decessi e altri 214 casi positivi in Trentino.

Dopo la leggera flessione dei giorni scorsi, oggi il numero di contagiati per il coronavirus in Trentino ha fatto registrare un nuovo balzo in avanti: sono infatti 214 i casi positivi, ma è una cifra che va interpretata come spiegheremo di seguito.

A fronte di 79 guarigioni si registrano purtroppo 15 nuovi decessi. Oggi a fare il punto della situazione sono stati il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, l’assessore alla salute Stefania Segnana, il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Paolo Bordon, il direttore del Dipartimento prevenzione Antonio Ferro, il direttore dell’Integrazione socio sanitaria Enrico Nava e il direttore dell’Unità operativa di anestesia e rianimazione ospedale di Rovereto Giovanni Pedrotti, nella consueta diretta della task force provinciale moderata dal responsabile dell’ufficio stampa della Provincia, Giampaolo Pedrotti.

Il presidente Fugatti ha voluto innanzi tutto rivolgere un forte ringraziamento a tutte le persone che stanno lavorando per consentire il proseguo della vita, “autisti, commessi dei negozi, forze di polizia, personale delle fabbriche, dipendenti delle poste, personale di pulizia, tecnici dei laboratori e poi soprattutto il personale medico e i tanti volontari in prima linea”.

“Le notizie di oggi sono molto tristi – ha esordito il presidente Fugatti -, il numero dei decessi è infatti elevato, 15 persone sono morte per coronavirus. Per questo vorrei richiamarvi ancora una volta al rispetto delle regole, dobbiamo fare tutto il possibile per arginare il contagio. Vi è però un dato su cui riflettere: il numero di contagiati con tampone è costantemente in calo, oggi sono infatti 78: bisogna precisare – ha proseguito Fugatti – che questo è il dato epidemiologico che tutte le altre regioni prendono come riferimento. Nei giorni scorsi era molto più alto, oggi si è quasi dimezzato rispetto ai positivi non tamponati, che sono 136, per un totale appunto di 214 nuovi contagiati”.

Il presidente ha quindi voluto rinnovare l’appello ai medici pensionati, “il Trentino ha bisogno di voi” sono state le sue parole, e ricordare che le mascherine sono in arrivo, pur nella difficoltà internazionale degli approvvigionamenti, evidenziando come ci sarà anche una auto produzione interna. “Oggi ho incontrato il mondo della cooperazione – ha poi proseguito – il nostro obiettivo è fare un intervento ad hoc per calmierare i prezzi e valorizzare il made in Trentino. L’appello che vi rivolgo è quello di andare nel negozio più vicino, nei multi servizi dei piccoli centri e di comprare prodotti trentini”. Forte poi l’accento al rispetto delle regole, soprattutto per le persone in quarantena: “E’ pronta la modalità tecnica con cui trasmetteremo l’elenco dei quarantenati, ai quali chiediamo uno sforzo di responsabilità, il controllo per loro sarà ancora maggiore”. Infine anche un incontro con i direttori generali della Provincia, per valorizzare le loro competenze in questa crisi, e quello avvenuto ieri con i centri di ricerca, da Università con il Cibio a Fbk e Fondazione Mach, per arrivare all’obiettivo di “1500 tamponi al giorno”.

L’assessore Segnana ha voluto unirsi ai ringraziamenti del presidente in particolare per “gli educatori e oss delle strutture residenziali per minori che svolgono un ruolo fondamentale di sostegno alle famiglie fragili” e per i tanti dipendenti delle cooperative che si sono messi a disposizione dell’emergenza, come pure per i volontari che supportano il servizio a domicilio. Quindi ha ripercorso i dati evidenziando come vi siano “214 positivi per un totale complessivo di 1824 contagiati; di questi 980 sono a domicilio, 352 presso le Rsa e 49 in terapia intensiva, 308 i ricoverati, 79 le persone guarite e 56 decessi complessivi”.

Il direttore Bordon ha fatto il punto sulla sperimentazione di nuovi farmaci, ricordando come il Trentino ha chiesto di essere inserito nel circuito dei soggetti che possono attuare la sperimentazione: “Attualmente stiamo utilizzando il Tocilizumab secondo il protocollo Aifa, abbiamo chiesto ad Aifa di iniziare anche con Avigam, e dovremmo partire a breve, come pure per Remdesivir”. Sui numeri invece di contagio del personale di Azienda sanitaria vi sono “80 dipendenti su un totale di 8500 complessivi, di cui 7 medici, 59 infermieri e Oss, 14 altri profili amministrativi e tecnici, di questi solo 5 sono ricoverati”. Quanto ai posti letto per l’emergenza ha ricordato: “Siamo partiti con 200-250 posti, oggi ne sono attivi circa 480. Per l’alta intensità siamo riusciti oggi ad implementare di ulteriori 5 posti il Santa Chiara, per complessivi 46 posti di rianimazione di cui 27 su Rovereto, con gli ospedali di valle in appoggio”, precisando infine che la maggior parte dei trentini positivi al coronavirus sono a casa: “Ci sono circa 1000 persone a domicilio, alle quali dobbiamo aggiungere poi quelli nelle Rsa”.

Il dottor Ferro ha evidenziato come il picco dell’epidemia dovrebbe essere stato raggiunto, anche se “il numero di casi scenderà lentamente”, ricordando come sia necessario “alzare il livello di guardia sulle sindrome influenzali”. E’ proprio in questi termini che va letto il dato odierno: “Abbiamo iniziato un’altra fase, che è quella del controllo delle sindromi influenzali anche con il medico di famiglia. Il dato dei tamponi non è più correlabile, per i prossimi giorni vanno quindi considerati solo il numero dei tamponi positivi. La nostra strategia è quella di tenere in osservazione tutte le persone che hanno una sindrome influenzale che, 9 volte su 10 oggi va ricondotta la coronavirus, proprio perché la fase dell’influenza stagionale è conclusa”. In questo senso Ferro ha ricordato che la il Covid-19 per “l’80% della popolazione ha sintomi influenzali poco apparenti, solo una minima parte finisce in ospedale e una parte ancora minore in rianimazione. In Trentino – ha concluso Ferro – rispetto ad altre regioni vi è un controllo più stretto sulla diffusione del virus, proprio per questo abbiamo dati più elevati ma che ci consentono di avere il polso effettivo della diffusione”.

Al dottor Nava il compito di spostare l’attenzione sui casi nelle Rsa che “nonostante siano in aumento, si assiste ad una curva sempre meno verticale”. In totale vi sono 376 casi, l’aumento odierno è di 31, i decessi sono stati 3. E a questo proposito una precisazione: “Se prendiamo la mortalità dello scorso anno nello stesso periodo di quello attuale vediamo che non si discosta molto e lo scartamento è solo di pochi numeri”.

Infine da Rovereto il collegamento con il dottor Pedrotti che proprio ieri ha presentato la nuova piattaforma che permette di far dialogare i parenti dei pazienti in terapia intensiva con lo staff medico: “Abbiamo 20 pazienti in terapia intensiva, la bella notizia di oggi è che siamo riusciti a dimettere per la prima volta due pazienti in un giorno”.

A seguito dell’annuncio dei rappresentanti dei distributori di carburanti, relativo alla chiusura del rifornimento prima sulle autostrade e poi sulle strade, la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, e il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, stanno agevolando e promuovendo le intese tra i concessionari e i benzinai.

Nell’ambito del confronto con le associazioni di categoria e i concessionari autostradali, sono state considerate una serie di misure che rappresentano una prima risposta alle difficoltà manifestate. In particolare, i concessionari autostradali, su richiesta del MiT e del MiSE, si sono detti disponibili ad applicare misure provvisorie di sostegno che includono la sospensione del corrispettivo contrattuale da parte dei gestori di carburante e la gestione della pulizia dei piazzali.

Dal canto loro, i gestori potranno concordare con i concessionari autostradali periodi di apertura alternata, in funzione della dinamica del traffico. Dovranno essere, in ogni caso assicurati, i rifornimenti in modalità self-service.

L’iniziativa è rivolta ad assicurare, anzitutto, la mobilità delle merci e del servizio di trasporto che rientra tra quelli di interesse pubblico essenziale ai sensi del Decreto legge n.18 del 17 marzo 2020.

In diretta da Palazzo Chigi

Pubblicato da Giuseppe Conte su Martedì 24 marzo 2020

 

Con una lettera aperta al Presidente del Consiglio e ai Governatori delle Regioni rappresentanti della comunità scientifica italiana hanno proposto un piano d’azione nazionale anti-contagio che vede il consenso compatto della maggioranza dei direttori degli IRCCS e dei principali Istituti di Ricerca Biomedica nonché di una larga fascia degli scienziati con competenze di biologia molecolare e biotecnologie del nostro Paese.

Risorse intellettuali e competenze tecnologiche di alto livello per l’esecuzione dei test diagnostici per l’identificazione del virus sono disponibili su tutto il territorio nazionale da subito e a costo di personale e attrezzature pari a zero, e quindi senza imporre ulteriori aggravi in un paese già allo stremo.

Ecco una sintesi dell’idea e la proposta: i modelli matematici delle curve di contagio e le analisi dirette sulle popolazioni colpite indicano l’esistenza di una percentuale di soggetti asintomatici o con sintomi lievi molto elevata sul totale dei contagiati. È stimato che queste infezioni non documentate abbiano una potenzialità di contagio per individuo pari a circa la metà rispetto alle infezioni documentate clinicamente. Pertanto i soggetti non sintomatici o lievemente sintomatici non solo non sono innocui dal punto di vista della diffusione del contagio, ma di fatto rappresentano la sorgente principale di disseminazione del virus nella popolazione. Appare quindi evidente come l’identificazione precoce di casi asintomatici o paucisintomatici e l’immediato isolamento degli stessi e dei contatti diretti possano consentire un’efficace riduzione della diffusione dell’epidemia.

Pertanto le attuali strategie di contenimento basate sulla identificazione dei soli soggetti sintomatici non sono sufficienti alla riduzione rapida della estensione del contagio nelle popolazioni affette. D’altra parte, l’estensione a tappeto dei test diagnostici non è una strategia percorribile per l’ampiezza della popolazione interessata, la limitata disponibilità di kit diagnostici prontamente utilizzabili e i pochi laboratori autorizzati ad eseguire i test.

Il coinvolgimento ampio delle competenze tecnologiche disponibili sul territorio nazionale può consentirci di eseguire test ripetuti sulle categorie ad alto rischio di infezione, alto numero di contatti e che non possono essere sottoposti a provvedimenti restrittivi: tutto il personale sanitario (medici, infermieri, personale di supporto ospedaliero, personale delle ambulanze, farmacisti); tutto il personale con ampia esposizione al pubblico e parte di servizi essenziali (personale di tutti i servizi commerciali aperti quali forniture alimentari, edicole, poste; autisti di mezzi pubblici e taxi; addetti alle pompe funebri; addetti alla pubblica sicurezza e a filiere produttive essenziali).

Tecnologie ad alta processività, commerciali e non commerciali, per la rapida estensione del numero dei test sono disponibili da poche settimane e possono essere validate ed implementate su ampia scala in tempi ragionevolmente rapidi. Tecnologie più avanzate per una diagnosi rapida possono essere sviluppate e rese e disponibili per le fasi successive dell’epidemia.

Un sistema di laboratori a rete diffuso in maniera capillare sul territorio nazionale e fondato sulle competenze disponibili nei centri di ricerca italiani può mettersi al lavoro da subito. Le risorse intellettuali e tecnologiche in Italia ci sono e sono ai massimi standard: perché non si utilizzano di fronte alla pandemia più drammatica del terzo millennio? Si chiedono gli scienziati. E ancora più preoccupati si domandano: la nostra proposta ha carattere di urgenza, perché la politica non coglie immediatamente questa opportunità?

 

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Prof. Ruggero De Maria, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma

Prof. Andrea Graziani, Università degli Studi di Torino

Prof. Emilio Hirsch, Università degli Studi di Torino

Prof. Gioacchino Natoli, Istituto Europeo di Oncologia, IRCCS, Milano

Prof. Pier Giuseppe Pelicci, Direttore Area Ricerca, Istituto Europeo di Oncologia, IRCCS, Milano

Prof. Giorgio Stassi, Università degli Studi di Palermo

Prof. Paolo Vineis, Imperial College, London

 

Adesioni

A Riva del Garda il punto di attenzione dell’emergenza sanitaria è la casa di riposo Città di Riva, la cui situazione è costantemente monitorata dal sindaco Adalberto Mosaner in stretto collegamento con il presidente dell’Apsp Lucio Matteotti. Qui il report delle iniziative programmate e in atto, con alcune positive novità in tema di mascherine di protezione.

«La situazione è questa: gli ospiti presenti in struttura sono 85 -spiega il sindaco- a dieci dei quali nei giorni scorsi sono stati fatti i tamponi, con sei risultati positivi. Ora su indicazione dell’Azienda sanitaria i tamponi non si fanno più perché di trattano come positivi tutti gli ospiti sintomatici, che sono 13. Per quanto riguarda il personale, i tamponi fatti sono una ventina, dei quali tre hanno dato esito positivo. Tengo a precisare che nei giorni scorsi ho sollecitato che i tamponi siano effettuati a tutto il personale sanitario. Gli ospiti sintomatici vengono curati seguendo le procedure di sicurezza specifiche, mentre il personale positivo è in quarantena a casa».

Un tema sul quale la casa di soggiorno ha lavorato in questi giorni è quello del rapporto dei familiari con gli ospiti, posto che com’è noto le visite e tutti i contatti di persona sono sospesi, per ovvi motivi: la procedura messa a punto prevede che gli operatori informino giornalmente i familiari di tutti gli ospiti non sintomatici, mentre per gli ospiti sintomatici si fa riferimento al medico. «Sia io, sia il presidente e tutto il personale della casa di soggiorno siamo assolutamente consapevoli del sacrificio legato alla separazione fra ospiti e familiari -aggiunge il sindaco- ma fin dall’inizio la priorità è stata la tutela degli ospiti, vista la loro condizioni di fragilità.

Però lo stesso si stanno studiando ulteriori azioni, e nei prossimi giorni la casa di soggiorno metterà a disposizione in una determinata fascia oraria giornaliera una figura qualificata che risponderà a tutte le domande e alle richieste di informazioni dei familiari. Il disagio e la preoccupazione dei parenti che assistono impotenti a questo dramma senza poter star vicini ai loro cari è qualcosa che merita ogni sforzo per essere alleviato. Va detto che questa separazione ha certamente consentito di contenere la diffusione del virus; infatti la prima paziente positiva, poi deceduta, è entrata positiva da un’altra struttura. Dopo questo ingresso non sono stati ammessi altri ingressi, misura che la stessa Provincia, alcuni giorni dopo, ha poi sollecitato per tutte le case di riposo».

Altrettanta precauzione e cautela è stata rivolta al personale, che è stato dotato dei dispositivi di sicurezza individuale. «Il personale a tutti i livelli sta davvero facendo l’impossibile per far fronte alla situazione -dice il sindaco- e per garantire le migliori cure e il benessere degli ospiti. In più, si sta cercando da giorni di mettere a loro disposizione dei luoghi dove soggiornare, così da evitare il contatto con la famiglia e il pericolo di contagio, sia in uscita dalla casa di soggiorno, sia in entrata. Due appartamenti sono stati messi a disposizione da un consigliere comunale, che ha chiesto l’anonimato e a cui va la mia più sentita riconoscenza: un gesto ammirevole che spero sia imitato da altri. Altri spazi spero potranno essere allestiti alla base logistica di via Ardaro, che ho già contattato nella persona del comandante, il tenente colonnello Francesco Panico, informando da tempo la protezione civile trentina».

C’è poi il tema delle mascherine di protezione: «Si sa che trovarle oggi è molto difficile -spiega il sindaco- vista la richiesta enorme, a fronte di un’offerta largamente insufficiente e concentrata in poche aree geografiche extraeuropee. Noi ci siamo mossi già da qualche tempo sfruttando i rapporti internazionale di Riva del Garda Fierecongressi, grazie ai quali contiamo di riceverne circa 7000, provenienti dalla Cina grazie a un gesto di solidarietà indirizzato alla nostra città, provenienti dalla città di Xiamen, provincia del Fujian, che contribuiranno in maniera significativa ad assicurare i servizi essenziali proteggendo al meglio la popolazione e chi lavora in prima linea in questo momento di emergenza.

A fare la donazione è stato Mr Luo Xingping, presidente della L&C (Xiamen) Group, agenzia cinese che da anni collabora con Riva del Garda Fierecongressi nell’ambito di Expo Riva Schuh. Si tratta di 2000 dispositivi Ffp3 e di 5000 mascherine chirurgiche; la prima spedizione di 800 pezzi è giunta a destinazione oggi, 450 li abbiamo già consegnati alla casa di soggiorno, 150 andranno alla polizia locale e 100 sono stati destinati ai dipendenti comunali in servizio. Per le rimanenti e per quelle che arriveranno abbiamo già avuto contatti per donarle in parte all’Apsp, siamo in attesa che arrivino. Altre mascherine, circa 7000 ancora, dovrebbero arrivarci grazie alla collaborazione di un privato cittadino».

«Il gesto di solidarietà di Mr Luo Xingping merita un sentito ringraziamento -conclude il sindaco- a nome mio e di tutta la città di Riva del Garda, così come gli altri. Ogni aiuto ora è fondamentale, nonché stimolo per contrastare un nemico invisibile che purtroppo tocca da vicino anche la nostra città. Con l’occasione ringrazio tutti coloro impegnati in prima linea e raccomando ancora una volta ai cittadini di non di uscire di casa se non per assoluta necessità, osservando scrupolosamente le prescrizioni. Solo in questo modo, con l’impegno di tutti, con il necessario senso di responsabilità personale e collettiva, ci auguriamo il prima possibile di tornare alla normalità».

Il coronavirus ha causato la morte di un altro collega, Raffaele Corbellini, titolare di farmacia a Lodi. È la seconda vittima tra i farmacisti in pochi giorni.
“La notizia della scomparsa di Raffaele Corbellini è un grande dolore per tutti noi” afferma il presidente di Federfarma Marco Cossolo. “Esprimo le condoglianze di Federfarma alla famiglia, ai colleghi che lo conoscevano di persona e ai suoi concittadini, perché la perdita di un farmacista è una perdita per l’intera comunità in cui esercita la farmacia. A tutti i colleghi rinnovo il ringraziamento per ciò che fanno con massimo impegno, in questo periodo di emergenza, superando ogni giorno grandi difficoltà”.

L’Autorità, nell’adunanza di domenica 22 marzo 2020, ha avviato un procedimento istruttorio e, al contempo, disposto in via cautelare sia l’oscuramento del sito web

avvalendosi a tal fine della collaborazione della Guardia di Finanza, Nucleo Speciale Antitrust, sia la sospensione dell’attività di promozione pubblicitaria e commercializzazione del “Rapid Test COVID-19”, al prezzo di 24,86 €.

Il provvedimento di oscuramento e sospensione è motivato dall’esigenza di interrompere la diffusione di una pratica estremamente grave, tale da rendere urgente e indifferibile l’intervento dell’Autorità.

Il prodotto in questione viene reclamizzato come un dispositivo medico diagnostico destinato ad essere utilizzato a domicilio, da parte di persone non esperte di test diagnostici, al fine di auto-diagnosticare in maniera rapida ed affidabile l’eventuale contagio da COVID-19. In realtà, le informazioni fornite dal professionista sull’efficacia del test, sulla sua destinazione di uso e sul suo carattere sperimentale appaiono ambigue, confuse e oscure.

L’Autorità ha ritenuto, in particolare, che le modalità di promozione e vendita del prodotto siano prima facie ingannevoli e aggressive, idonee ad alterare la capacità di valutazione del consumatore, dal momento che il professionista sfrutta l’allarme suscitato dal costante aumento del numero dei soggetti contagiati dal COVID-19 e dal rischio di mortalità conseguente alla contrazione del virus, nonché dalla diffusione di notizie circa le presunte difficoltà di approvvigionamento di “tamponi” da parte delle strutture sanitarie pubbliche.

L’Autorità, in considerazione del particolare momento, continua a monitorare il mercato concentrando la propria attenzione su operatori attivi nell’e-commerce che adottano comportamenti scorretti e ingannevoli.

 

 

Bellissima di nome, ma non di fatto. È la crociera targata Msc, che, alla luce dell’emergenza Coronavirus, ha cancellato le tappe previste in Oman per il viaggio programmato per il 7 marzo scorso. Peccato che la compagnia abbia avvisato i crocieristi soltanto pochi giorni prima della partenza, infliggendo pesantissime penali a chi ha deciso di annullare la vacanza. Risultato? Viaggiatori infuriati e decine di segnalazioni all’associazione Codici, che ha avviato una class action per il rimborso integrale della crociera ed il risarcimento del danno.

“Fin dall’ultima settimana di febbraio – dichiara l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – sul sito Viaggiare Sicuri della Farnesina era possibile leggere le misure restrittive adottate dalle autorità locali che rendevano impossibile lo sbarco in Oman per le compagnie di crociera. Nonostante i reiterati solleciti da parte dei viaggiatori per avere conferma di possibili variazioni, Msc ha informato i crocieristi delle modifiche solo poche ore prima della partenza, in alcuni casi la comunicazione non è stata nemmeno effettuata, e non li ha avvisati del diritto di recedere dal contratto, come previsto dal Codice del Turismo e dal contratto della stessa compagnia”.

Da qui la protesta dei crocieristi. In tanti si sono rivolti all’associazione Codici, che si è subito attivata per fornire assistenza. “Un altro aspetto grave della vicenda – afferma l’avvocato Stefano Gallotta, Responsabile del Settore Trasporti e Turismo di Codici – è che di fronte alla richiesta formale di rinuncia al viaggio e di restituzione delle somme versate a causa della variazione del pacchetto turistico, legittimamente avanzata da una cinquantina di crocieristi che si sono rivolti alla nostra associazione, la compagnia ha rifiutato ogni restituzione degli importi senza alcuna giustificazione, disattendendo così quanto previsto dall’articolo 40 del Codice del Turismo e dalle stesse condizioni generali del contratto di viaggio della Msc.

Peraltro – prosegue il legale – a causa del grave ritardo nell’invio degli avvisi sulla modifica della vacanza, pur sollecitato da alcuni viaggiatori anche a mezzo Pec, alcuni di loro hanno ricevuto la comunicazione quando ormai erano già a Dubai e così, nonostante la scelta della loro crociera fosse mirata innanzitutto a visitare l’Oman, non hanno potuto fare altro che accettare un nuovo itinerario che, di fatto, prevedeva solo le tappe ripetitive negli Emirati Arabi Uniti.

Anche in favore di questi viaggiatori, nei confronti dei quali Msc non ritiene di riconoscere alcun importo per riduzione del prezzo e danno da vacanza rovinata, proporremo iniziative giudiziarie parallele alla class action, essendo evidenti le violazioni contrattuali poste in essere dalla compagnia. Il comportamento di Msc è gravissimo – conclude l’avvocato Gallotta – considerando anche la decisione di applicare le penali di recesso, ignorando il diritto del viaggiatore di recedere dal contratto senza corrispondere alcuna spesa. Siamo pronti a dare battaglia in tutte le sedi per ottenere il rimborso del pacchetto ed il risarcimento dei danni, ritenendo inaccettabile che una compagnia importante come la Msc operi in totale spregio delle normative vigenti, violando i sacrosanti diritti di clienti che le avevano dato fiducia per un’occasione di viaggio onerosa e difficilmente ripetibile”.

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