La Chiesa trentina nei giorni dell’emergenza (20 marzo 2020). “È buio dentro e fuori di noi”. In cattedrale l’arcivescovo Lauro invoca il dono della Luce, ricorda le vittime dell’epidemia (in particolare don Salvatore Tonini) e si rivolge ad ammalati, familiari e operatori sanitari: “Dedico la maggior parte del mio tempo a pregare per voi. Il Signore vi ama”.

“È buio dentro e fuori di noi, le tenebre sembrano soffocare la speranza: manda il tuo santo angelo a confortarci, o Padre, manda il tuo Spirito perché, meditando la Passione del tuo Figlio, possiamo vedere gli spiragli della tua Luce”. È una preghiera sofferta, intensa, quella che l’arcivescovo Lauro Tisi eleva nella cattedrale di Trento, privata dei fedeli, nel pomeriggio di questo terzo venerdì di Quaresima.

Don Lauro introduce la meditazione sulla Passione (nel racconto dell’evangelista Marco) ricordando tutte le vittime dell’epidemia di questa settimana e tra loro don Salvatore Tonini, 83 anni, prete trentino attivo dal 1975 in Alto Adige, spentosi ieri sera a Bolzano. “Conforta – sottolinea l’Arcivescovo – pensare che ci ha lasciati lui, focolarino, nell’anno in cui ricordiamo i cento anni dalla nascita di Chiara Lubich. È stato – aggiunge don Lauro – un sacerdote entusiasta, innamorato dell’unità, ha servito la nostra Chiesa e quella di Bolzano che, attraverso il vescovo Ivo, ne ha apprezzato le doti di uomo e di prete”.

Come accaduto fin dall’inizio di questa drammatica emergenza, monsignor Tisi ricorda con affetto gli ammalati, i familiari, gli operatori sanitari: “Dedico la maggior parte del mio tempo a pregare per voi, non potendo esservi vicino in altri modi”. “Nell’affidarvi a Dio, cari ammalati, vi giunga la mia vicinanza: Coraggio, il Signore vi ama!”. L’Arcivescovo di Trento guarda poi “a tutti i familiari, che sentono – nota – la sofferenza atroce di non poter essere accanto ai propri cari: Signore – invoca Tisi – , manda la tua Madre, compagna del dolore, a confortarli e rasserenarli”.

Quindi la preghiera a Dio per tutti gli operatori sanitari: “Oltre a darci una splendida lezione di amore – sottolinea l’Arcivescovo –, hanno bisogno di essere sostenuti perché lo sforzo che affrontano è davvero immane”. In essi, secondo don Lauro, si realizzano le parole di Gesù: “Ero malato e mi avete visitato”. Fa’, Signore, che non si fermi a quest’ora la nostra gratitudine per il loro servizio, perdonaci per le troppe volte in cui non ci siamo accorti della loro essenziale e silenziosa presenza”.

“Donaci – aggiunge quindi don Lauro, rivolgendosi all’intera comunità – la saggezza nel comprendere l’importanza di atteggiamenti responsabili per il bene comune. Il dramma universale di quest’ora – conclude – ci faccia ritrovare le ragioni dell’incontro, scoprire che non c’è alternativa alla globalizzazione della solidarietà. Ci aiuti a capire che essere connessi, senza la forza dell’amore, non porta da nessuna parte”.

Infine, un grazie fraterno ai sacerdoti per quanto stanno facendo nel mantenere vivo il rapporto con le loro comunità e “in particolare ai parroci delle comunità attualmente più colpite dall’epidemia”.

 

Foto: Zotta

Sospensione del mercato biologico.

OGGETTO:
Ordinanza contingibile e urgente – Sospensione mercato periodico di servizio specializzato in prodotti agricoli biologici e artigianali del settore alimentare biologico di piazza delle Erbe e mercato dell’ortofrutta di piazza N. Sauro del sabato, al fine di prevenire la diffusione dell’epidemia da COVID-19.

IL SINDACO

Dato atto che la delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 ha dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale correlato al rischio sanitario provocato dall’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

Considerato l’evolversi della situazione epidemiologica ed il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia, nonché i riscontri della stessa che si stanno avendo sul territorio trentino;

Ritenuto che in tale contesto, soprattutto con riferimento alla necessità di realizzare una compiuta azione di prevenzione, è necessario determinare l’assunzione immediata di ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica, individuando idonee precauzioni per fronteggiare adeguatamente possibili situazioni di pregiudizio per la collettività;

Visto il decreto legge 23 febbraio 2020 n. 6, recante “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019”, nel testo modificato dal decreto legge 9 marzo 2020 n. 14, recante “Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all’emergenza COVID-19”, in base al quale, nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica con facoltà, per le medesime, di adottare ulteriori misure di contenimento, al fine di prevenire la diffusione del virus anche al di fuori dei casi elencati all’articolo 1 del decreto de quo;
Richiamato il combinato disposto di cui agli articoli 2 e 3 del decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6, il quale sancisce che, nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, nei casi di estrema necessità e urgenza, il sindaco possa adottare ulteriori misure di contenimento e gestione dell’emergenza, al fine di prevenire la diffusione dell’epidemia da COVID-19, ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978 n. 833 e dell’articolo 50 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1 marzo 2020 – “Ulteriori disposizioni attuative del decreto legge 23 febbraio 2020 n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 8 marzo 2020, in attuazione del decreto-legge 23 febbraio 2020 n. 6, ulteriori misure per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 su tutto il territorio nazionale;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020, in attuazione del decreto-legge 23 febbraio 2020 n. 6, con il quale, considerato l’evolversi della situazione epidemiologica e l’incremento dei casi, si estendono all’intero territorio nazionale le misure già previste dall’articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 8 marzo 2020;

Richiamato l’articolo 1, lettera g) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 8 marzo 2020, ai sensi del quale sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico e privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo di esempio, grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati; nei predetti luoghi è sospesa ogni attività;

Richiamato inoltre l’articolo 1, punto 1) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 11 marzo 2020, che dispone: “Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari.” ed inoltre: “Deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro”;

Accertato che l’Amministrazione comunale nell’ottica di garantire le disposizione sulla distanza interpersonale ha adottato il seguente provvedimento:
• provvedimento di data 13 marzo 2020, protocollo comunale 17585, spostamento di n. 3 banchi del mercato periodico di servizio specializzato dei produttori agricoli e degli artigiani del settore biologico alimentare;

Vista la nota di chiarimento del Commissariato del Governo d.d. 16 marzo 2020 con la quale è stata comunicata l’impossibilità di prendere parte ai mercati su area pubblica delle attività di vendita di prodotti di gastronomia, rosticceria o comunque di preparazione di alimenti assimilabili a quelle di ristorazione;
Accertato che le indicazioni fornite sia dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sia dalla Provincia Autonoma di Trento, sono tese a limitare al massimo gli spostamenti sul territorio, ed evidenziano la necessità che l’acquisizione dei prodotti alimentari o degli altri beni di prima necessità da parte dei cittadini avvenga nei pressi delle proprie abitazioni;

Considerato l’obbligo di evitare ogni spostamento, fatta eccezione per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute nonché la necessità di garantire il rispetto della distanza sociale minima interpersonale di almeno un metro, prevista dai decreti ministeriali, anche in prossimità delle attività di commercio su area pubblica;
Preso atto del quadro emergenziale sopra espresso, l’Amministrazione ha ritenuto opportuno effettuare una meticolosa istruttoria con particolare riferimento al mercato periodico di servizio specializzato in prodotti agricoli biologici e artigianali del settore alimentare biologico del sabato ubicato in piazza delle Erbe e del mercato dell’ortofrutta di piazza N. Sauro nel centro storico di Rovereto, come di seguito evidenziato:

“I provvedimenti assunti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, hanno inibito le attività di vendita presso i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari, nel rispetto delle distanze interpersonali sopra espresse.

Da puntuali verifiche condotte è emerso che l’attività di vendita presso i sopra richiamati mercati nella giornata di sabato 14 marzo u.s., hanno trovato una sostanziale contrazione nel numero degli operatori presenti e anche in relazione al numero dei clienti. In tal senso, si ricorda che gli operatori che hanno presenziato approssimavano all’incirca il 30% di quelli ammessi dal Regolamento dei mercati all’uopo approvato.

Peraltro, l’Amministrazione ha ritenuto necessario, prendendo atto di un ulteriore inasprimento delle misure volte alla gestione dell’emergenza epidemiologica da CODIV-19 intervenute nel corso di questa settimana, effettuare un ulteriore approfondimento della situazione propria di tali mercati. Si deve infatti ricordare che hanno trovato ulteriore limitazione/inasprimento le possibilità di mobilità delle persone, nell’ordine di qualche centinaio di metri dalla propria abitazione. Tali limitazioni distanziometriche sono state diffuse e rese note dagli organi istituzionalmente preposti a far data dal 19 marzo u.s..

Parallelamente a ciò, gli operatori interessati hanno sottolineato di aver attivato in modo sostanzialmente organizzato soluzioni alternative di vendita dei propri prodotti, privilegiando in alcune situazioni forme speciali di vendita.

Da verifiche condotte presso gli stessi operatori, si è potuto constatare che permangono condizioni di limitato interesse, in termini generali, alla partecipazione ai mercati di cui trattasi, in quanto gli stessi andrebbero a coinvolgere, stante le autolimitazioni degli stessi operatori, un numero limitato di aziende.

Sulla scorta della situazione venutasi a creare nel corso di quest’ultima settimana e tenendo in considerazione che si sono registrati ulteriori richiami da parte delle istituzioni preposte in merito al contenimento degli spostamenti dei cittadini, l’Amministrazione ritiene necessario, vista anche la ristretta dimensione dei mercati (nella misura di qualche operatore 3-4), delineare la sospensione degli stessi. Tale decisione risulta determinata dalle particolari condizioni al contorno che si sono originate, da qualche giorno a questa parte, e appare altresì supportata dallo scrupoloso rispetto dei principi di tutela, proporzionalità e gradualità dell’agire amministrativo.”

Ritenuto opportuno attivare in sede locale, in coerenza con le disposizioni sopra richiamate, ed in aggiunta alle misure di profilassi di carattere generale, ulteriori misure sanitarie di prevenzione e contenimento specificamente riferite ai mercati, al fine di evitare al massimo spostamenti non motivati da situazioni di necessità e garantire il rispettato delle disposizioni igienico-sanitarie prescritte in relazione alla distanza sociale minima prevista dal decreto ministeriale DPCM 4 marzo 2020 e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per limitare il più possibile il propagarsi del contagio da COVID-19;

Visto l’articolo 50 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

Visto l’articolo 62 della legge regionale 3 maggio 2018 n. 2, “Codice degli enti locali della Regione autonoma Trentino Alto Adige”;

Ritenuto che le situazioni di fatto e di diritto fin qui esposte e motivate integrino le condizioni di eccezionalità ed urgente necessità di tutela della sanità pubblica;

O R D I N A

con effetto immediato e fino a revoca della presente, la sospensione del mercato periodico di servizio specializzato in prodotti agricoli biologici e artigianali del settore alimentare biologico di piazza delle Erbe e mercato dell’ortofrutta di piazza N. Sauro del sabato;

c o m u n i c a

che lo svolgimento dell’attività di consegna a domicilio dei prodotti alimentari è comunque consentita nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto;

a v v e r t e

che l’inosservanza del presente provvedimento comporta la segnalazione all’autorità giudiziaria, ai sensi dell’art. 650 del Codice Penale.

i n f o r m a

che avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso al Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento, entro 60 giorni dall’avvenuta pubblicazione, in applicazione del D. Lgs. 9 luglio 2010 n. 104, oppure, in via alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, entro il termine di 120 giorni dall’avvenuta pubblicazione, ai sensi dell’art. 9 del D.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199;

d i s p o n e

– di trasmettere la presente ordinanza a tutte le forze di polizia presenti sul territorio ai fini del rispetto delle disposizioni in essa emanate;
– di dare notizia dell’adozione del provvedimento ai soggetti interessati, alle associazioni di categoria e alla cittadinanza, mediante pubblicazione all’albo pretorio online, a mezzo sito internet del Comune.

 

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Il Sindaco
– Francesco Valduga –

Coronavirus: Raccomandazioni per persone in quarantena. L’Istituto Superiore di Sanità trasmette importanti consigli comportamentali per persone risultate positive al test sul coronavirus e i loro famigliari.

La persona con sospetta o accertata infezione COVID-19, e quindi in isolamento domiciliare, deve stare lontana dagli altri famigliari: è questa la prima e più importante raccomandazione della lista diramata dall’Istituto Superiore di Sanità. A questo scopo, deve restare se possibile in una stanza separata e ben ventilata, senza ricevere visite. Chi l’assiste deve essere in buona salute e, quando si trova nella stessa stanza, indossare una mascherina chirurgica.

Fondamentale è anche lavarsi accuratamente le mani, asciugandole con salviette di carta usa e getta. Per evitare il contatto diretto con i fluidi corporei della persona malata vanno usati guanti monouso. Per gettare quest’ultimi, così come fazzoletti, mascherine e altri rifiuti, è necessario utilizzare contenitori con apertura a pedale: in questo caso, va sospesa la raccolta differenziata per evitare l’accumulo di materiali potenzialmente pericolosi.

La biancheria della personam malata deve essere raccolta in un sacchetto dedicato, indossando i guanti. Gli oggetti di uso quotidiano da essa utilizzati – lenzuola, asciugamani, stoviglie – vanno separati da quelli usati dagli altri famigliari. Vestiti, asciugamani e biancheria da letto possono essere lavati a 60 -90 gradi in lavatrice, con normale detersivo. Le superfici dei comodini e di altri mobili della camera da letto della persona malata devono essere pulite e disinfettate quotidianamente, così come quelle dei servizi igienici e del bagno.

Tutte le raccomandazioni di comportamento per le persone in isolamento famigliare per sospetta o accertata infezione COVID-19 e per i loro famigliari si trovano (in italiano e tedesco) nel documento allegato.

 

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Coronavirus: da oggi controlli alle uscite autostradali per fermare eventuali villeggianti. Da oggi pomeriggio saranno intensificati i controlli, comunque già in essere, da parte di polizia e carabinieri presso le uscite dei caselli autostradali presenti in Trentino. A confermarlo al presidente della Provincia, Maurizio Fugatti è stato stamani – a margine della riunione di Giunta – il Commissario del Governo, Sandro Lombardi nel corso di un aggiornamento telefonico con il governatore trentino. L’obiettivo è quello aumentare le azioni di contrasto alla diffusione del Coronavirus anche mediante sanzioni a carico di eventuali villeggianti che venissero in Trentino per soggiornare in una seconda casa.

Raccolta fondi a favore delle APSP. Per sostenere le persone che lavorano in prima linea, serve l’aiuto di tutti!

Per sostenere il moltiplicarsi delle spese a copertura dei costi ormai esorbitanti dei DPI chiediamo l’aiuto di tutta la Comunità trentina!

Questo il messaggio che le organizzazioni sindacali di categoria di Cisl e Uil vogliono dare, oltre alla forte richiesta di un Tavolo permanente per la gestione dell’emergenza insieme a Provincia e UPIPA.

Al pari della campagna promossa da Apss, anche per le RSA pubbliche del Trentino verranno raccolte risorse da destinare all’acquisto straordinario di mascherine, camici, kit sanitari, ma anche fondi da destinare all’affitto di appartamenti da dedicare agli operatori che non possono o non vogliono rientrare a casa per evitare il contagio dei propri cari.

In questa situazione di emergenza dobbiamo tutti aiutare e sostenere questi professionisti, che si trovano a lavorare in grande emergenza.

Un altro segnale forte di come le organizzazioni sindacali confederali siano impegnate per sostenere al meglio il settore.

In questo momento così delicato è fondamentale fare sinergie a tutela del personale.

Non dimentichiamo però i nostri ruoli: chiediamo l’attivazione di un tavolo di monitoraggio delle risorse raccolte e delle loro relativa spesa.

Vogliamo rendicontare fino al centesimo queste risorse che devono essere destinate solo al personale che opera nell’emergenza sanitaria e che va supportato in tutto questo periodo.

 

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Beppe Pallanch

Per la CISL FP

 

Marcella Tomasi

Per la UIL FPL

L’impatto dell’emergenza coronavirus sull’economia trentina. Effetti negativi trasversali per l’86% delle imprese locali.

Per valutare con urgenza l’impatto che l’emergenza sanitaria in atto e le misure restrittive adottate per contrastarla stanno producendo sulle attività economiche della provincia di Trento, l’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio – in stretto coordinamento con lSPAT (Istituto di statistica della Provincia di Trento) e come auspicato dalle associazioni di categoria imprenditoriali – ha realizzato un’indagine flash utile a fare il punto sulla situazione.

Complessivamente, una percentuale molto elevata di imprenditori (l’85,7% delle 802 rilevazioni) ritiene che già a partire dalla fine di febbraio si sia manifestato un impatto negativo sull’attività delle loro aziende. Si tratta di un valore molto alto che testimonia la sostanziale trasversalità degli effetti sfavorevoli, pur con intensità diverse, rispetto a tutti i settori economici.

Considerando i singoli settori esaminati, l’impatto peggiore è riscontrabile nel comparto “bar e ristorazione” e in quello dei “servizi alla persona e attività sportive ricreative e di intrattenimento”, dove il 97% delle imprese dichiara di sperimentare effetti sfavorevoli. Le imprese del commercio al minuto e delle costruzioni, con percentuali rispettivamente dell’81 e dell’82%, risultano essere meno influenzate rispetto al dato medio, ma accusano comunque un impatto considerevole.

Una scomposizione per classe dimensionale delle imprese evidenzia che tra le piccole e medie aziende le proporzioni dell’impatto sull’attività sono molto simili e i valori quasi combaciano con il totale complessivo. Tra le grandi imprese con oltre 50 addetti si rileva, invece, una percentuale maggiore che si caratterizza per un aumento dell’attività a seguito dell’emergenza Covid-19 (21,7%) e, parallelamente, una percentuale più bassa che sperimenta effetti negativi (69,6%).

Poco meno del 20% delle imprese segnala un calo del fatturato “lieve” compreso tra 0 e 20%; il 23,4% evidenzia una riduzione “moderata” (tra 21 e 40%) e il 14,7% una contrazione “significativa”, tra il 41 e il 60%. Le situazioni di maggiore gravità interessano il 19,4% delle imprese, con una riduzione tra il 61 e l’80%, e un ulteriore 23%, con una riduzione pressoché totale e superiore all’80%.

Analoghe preoccupazioni sollecitano i dati sugli ordinativi che ricalcano più o meno quelli del fatturato, con circa un quinto delle imprese (20,7%) che riporta una diminuzione lieve, compresa tra 0 e 20%, e poco meno dei due quinti delle imprese (36,4%), che segnalano un calo grave o molto grave, superiore al 60%.

Il calo della domanda e le misure introdotte a seguito dell’emergenza Covid-19 hanno prodotto delle conseguenze anche nella gestione delle risorse umane. Circa il 46% degli imprenditori ha chiesto ai propri dipendenti di smaltire ferie e permessi arretrati, il 23,5% ha manifestato l’intenzione di ricorrere all’attivazione di ammortizzatori sociali, mentre il 10,4% ha dichiarato che non procederà con assunzioni di nuovo organico, seppur già programmate. Segue l’orientamento verso il mancato rinnovo del personale con contratto in scadenza (5,4%) e verso eventuali licenziamenti (3,1%), misure rimaste però inattuabili per effetto del decreto “Cura Italia” che prevede la sospensione per due mesi di tutte le procedure di licenziamento. Infine, poco meno del 12% degli imprenditori ha dichiarato di non aver attuato e di non aver intenzione di attuare, in tempi brevi, alcuna misura sulle forze lavoro.

Rispetto ai problemi connessi agli aspetti finanziari e di liquidità, le imprese segnalano due difficoltà salienti: la prima legata al rispetto delle scadenze fiscali (24,4%) e la seconda relativa al pagamento dei fornitori (23,7%). Rilevante risulta anche la difficoltà connessa con l’incasso dei crediti (19,4%). Seguono le criticità legate al pagamento del personale e all’aumento dei debiti finanziari a breve termine (rispettivamente 15,7% e 15,0%).
La difficoltà a rispettare le scadenze fiscali è una delle preoccupazioni prevalenti per tutte le aziende, indipendentemente dalla loro dimensione. Tra le imprese più piccole (1-10 addetti) emerge soprattutto la difficoltà a pagare i fornitori, mentre tra le più grandi (oltre 50 addetti) si rileva soprattutto la difficoltà a incassare i crediti.

Considerando gli effetti negativi complessivi che più preoccupano gli imprenditori trentini, risulta che il maggiore è rappresentato dalla riduzione del fatturato (49,8%); seguono il calo degli ordinativi (15,3%), le difficoltà negli approvvigionamenti (10,0%), le limitazioni imposte dai provvedimenti per l’emergenza (9,9%), i problemi finanziari o di liquidità (8,9%) e le difficoltà nella gestione delle risorse umane (3,6%).

Con riferimento a commenti generici degli imprenditori, sul piano operativo, emerge in modo generalizzato la preoccupazione legata alla difficoltà di adottare misure adeguate a tutela della salute dei dipendenti e dei clienti, al punto che molti di loro hanno preferito chiudere momentaneamente l’attività. Inoltre, preoccupa molto l’avvicinarsi della stagione turistica e la contestuale cancellazione o il rinvio di tanti eventi programmati, che sta provocando un clima di incertezza e che alimenta il timore di ulteriori ricadute negative.

“Le misure restrittive poste in campo dal Governo nazionale per contenere la diffusione dell’infezione – commenta Giovanni Bort, Presidente della Camera di Commercio di Trento – stanno pesando sull’operatività delle singole aziende in misura consistente e la rilevazione dell’Ufficio studi riflette inequivocabilmente la gravità della situazione. La prospettiva è netta e, in un’ipotesi di superamento dell’emergenza in tempi relativamente contenuti, una parte delle imprese potrebbe riprendere la normale attività, accusando però il contraccolpo, se invece l’emergenza dovesse protrarsi nel tempo e in assenza di adeguati interventi in chiave anticiclica – conclude il Presidente Bort – il danno per le imprese sarebbe molto più intenso”.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti riguardanti “L’impatto del coronavirus sulle attività economiche in provincia di Trento (12-18 marzo 2020)” è possibile contattare l’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio telefonando allo 0461-887314 oppure inviando un’e-mail all’indirizzo studi@tn.camcom.it

In caso di prosecuzione dell’emergenza sanitaria, l’indagine flash sarà reiterata anche nelle prossime settimane.

 

 

Slide Covid19 def

 

BollettinoCovid19UV2

Cassa Rurale Adamello Bcc – Emergenza Sanitaria Covid-19 – Nuovi orari della Cassa Rurale Adamello. L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci impone di operare con responsabilità, avendo a cuore il bene dei nostri Soci, clienti e collaboratori.

Per ridurre al minimo il rischio di contagio Cassa Rurale Adamello ha quindi deciso di limitare l’orario di apertura al pubblico nonché di chiudere alcune filiali (come indicato di seguito).

I nostri consulenti continuano ad essere operativi e a vostra disposizione, non serve uscire di casa.

Il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale proseguono con il loro operato rimanendo costantemente aggiornati.

L’erogazione dei servizi bancari viene garantita tramite telefono ed e-mail oppure utilizzando gli strumenti di Remote Banking quali ATM/ATM SELF (Bancomat) ed Inbank. Vi invitiamo a privilegiare i pagamenti con Carte di pagamento (Carta bancomat e Carta di credito) limitando al minimo l’uso del denaro contante.

Recatevi in Cassa Rurale solo per operazioni urgenti ed inderogabili, preferibilmente su appuntamento.

Siamo certi della vostra comprensione, il contrasto alla diffusione del virus dipende dalla sensibilità e dal comportamento di ognuno di noi.

 

Le persone e le società del network italiano di Deloitte insieme a Fondazione Deloitte sostengono la Protezione Civile. In questo momento di grave emergenza le persone di Deloitte hanno risposto all’iniziativa promossa da Fondazione Deloitte donando volontariamente ore del proprio stipendio. Fondazione Deloitte e le società del network italiano di Deloitte hanno integrato l’importo raccolto con donazioni aggiuntive e ciò ha permesso di devolvere alla Protezione Civile 1 milione di euro per l’acquisto di strumenti di ventilazione e dispositivi di protezione per il personale sanitario, necessari alla gestione dell’emergenza Covid-19.

“Con questa donazione alla Protezione Civile tutte le persone di Deloitte hanno voluto esprimere gratitudine e vicinanza a medici e infermieri impegnati strenuamente nel contenimento del Coronavirus, offrendo un contributo concreto per l’acquisto di strumenti di ventilazione e dispositivi di protezione per il personale sanitario – ha commentato Paolo Gibello, Presidente Fondazione Deloitte. “Questo aiuto si inquadra nell’impegno di Fondazione Deloitte a generare un impatto positivo per il nostro Paese”.

“In questa situazione di emergenza l’obiettivo primario è quello di continuare a offrire l’accesso alle cure più adeguate al maggior numero di persone possibili. In un momento così complicato Deloitte, forte del suo programma Impact for Italy, è orgogliosa di fare la propria parte e dare un contributo tangibile per sostenere il Paese e la Protezione Civile. Ringrazio quindi le persone del nostro network, che hanno subito risposto presenti con una dimostrazione di grande solidarietà dimostrando che insieme, con grande senso di responsabilità, possiamo vincere questa sfida” – aggiunge Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia.

Deloitte è una tra le più grandi realtà nei servizi professionali alle imprese in Italia, dove è presente dal 1923. Vanta radici antiche, coniugando tradizione di qualità con metodologie e tecnologie innovative. I servizi di Audit & Assurance, Consulting, Financial Advisory, Risk Advisory, Tax e Legal sono offerti da diverse società e studi specializzati in singole aree professionali e tra loro separati e indipendenti, ma tutti facenti parte del network Deloitte. Questo oggi conta oltre 7.400 professionisti, i quali assistono i clienti nel raggiungimento di livelli d’eccellenza grazie alla fiducia nell’alta qualità del servizio, all’offerta multidisciplinare e alla presenza capillare sul territorio nazionale. Grazie ad un network di società presenti in oltre 150 Paesi e territori, Deloitte porta ai propri clienti capacità di livello mondiale e servizi di alta qualità, fornendo le conoscenze necessarie ad affrontare le più complesse sfide di business. Obiettivo dei 312.000 professionisti di Deloitte è quello di mirare all’eccellenza dei servizi professionali forniti.

Il nome Deloitte si riferisce a una o più delle seguenti entità: Deloitte Touche Tohmatsu Limited, una società inglese a responsabilità limitata (“DTTL”), le member firm aderenti al suo network e le loro entità correlate. DTTL e ciascuna delle sue member firm è un’entità giuridicamente separata e indipendente dalle altre. DTTL (descritta anche come “Deloitte Global”) non fornisce servizi ai clienti. Si invita a leggere l’informativa completa relativa alla descrizione della struttura legale di Deloitte Touche Tohmatsu Limited e delle sue member firm all’indirizzo www.deloitte.com/about.

“Linea Verde Life”, nella puntata di sabato 21 marzo, in onda alle 12.20 su Rai1, festeggerà l’inizio della primavera a Rovigo, partendo però dalla Sacca di Scardovari in pieno Parco del Delta del Po, dove insieme a Marcello Masi, oltre ad ammirare lo scenario magnifico della laguna, si farà la conoscenza con un tipo di allevamento curioso, quello dell’ostrica rosa.

Con Daniela Ferolla, poi, si approfondiranno i temi della navigabilità del Canal Bianco e del fenomeno della subsidenza del Polesine.

Si assisterà, poi, alla liberazione di aironi, civette e ricci, tutte creature curate ed assistite da veterinari aderenti ai progetti di salvaguardia del Delta.

Ma a Rovigo esistono anche delle eccellenze innovative italiane, dal biobutandiolo a un modo ecologicamente sostenibile di produrre i jeans e un promettente incubatore di startup, che pone questa piccola ma vivace città al quarto posto in Italia in questa disciplina.

Non mancherà, infine, l’appuntamento con la degustazione dei prodotti tipici.

Mercatini d’autunno e di Natale Trento 2020: boom di richieste di partecipazione. Dopo nemmeno una settimana dall’apertura delle iscrizioni sono già 22 le richieste di partecipazione alla manifestazione “Mercatini d’autunno e di Natale Trento 2020” pervenute alla Everness, che organizza l’evento.

Particolarmente positivi sono stati in questi giorni gli apprezzamenti da parte di artigiani, commercianti, professionisti, albergatori, ristoratori e tour operator per la novità della formula che per la prima volta unisce creativamente il tema dell’autunno a quello del Natale offrendo interessanti prospettive commerciali e di attrazione turistica. Da oggi è in circolazione anche il primo video promozionale dell’evento. Si ricorda agli interessati che c’è tempo fino al 13 aprile per presentare domanda. Tutte le informazioni e il modulo per partecipare alla manifestazione si trovano sul sito www.mercatiniautunnonatale.com. Le casette in legno disponibili in piazza Fiera e piazza Battisti da novembre a gennaio saranno 95.

 

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VIDEO PROMOZIONALE
https://www.youtube.com/watch?v=SlZYFvoVsco

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