Da oggi 20 marzo la Polizia di Stato impiegherà alcuni mezzi in dotazione al III Reparto Mobile di Milano per contribuire ai servizi di sanificazione delle vie della città, già in atto a cura di Amsa, la società del Gruppo A2A che si occupa dei servizi ambientali nel Comune di Milano.

In particolare, verrà impiegato il veicolo speciale “idrante”, il BAI ARV 8500S, in dotazione ai Reparti Mobili della Polizia di Stato, che detiene una capienza di 8000 litri di acqua. Lo stesso sarà operativo dalle ore 15 odierne in via Melchiorre Gioia. L’impiego proseguirà anche la prossima settimana, dal lunedì al venerdì, sempre di pomeriggio, in altre vie di Milano indicate da Amsa, che provvederà a fornire l’igienizzante, ipoclorito di sodio in soluzione acquosa.

L’iniziativa è finalizzata a promuovere un servizio di pubblica utilità in un momento di particolare esigenza che riguarda il capoluogo lombardo e vedrà il veicolo “idrante” operare a pressione ridotta e con le sole bocchette anteriori.

Il veicolo speciale “idrante”, di norma, è un veicolo impiegato nei contesti di ordine pubblico di particolare di eccezionale rilievo.

Il suo utilizzo nei servizi di ordine pubblico può contribuire al contrasto di situazione connotate da elevata criticità ovvero a fronteggiare efficacemente contesti di grave turbativa e respingere azioni violente.

 

https://www.worldometers.info/coronavirus/

 

“Il continuo aumento del numero di contagiati in Trentino impone decisioni coraggiose. Non c’è più tempo da perdere: facciamo appello al presidente Fugatti affinché ordini lo stop di tutte le attività economiche non essenziali”. Per i segretari di Cgil Cisl Uil del Trentino la situazione in Trentino è grave, l’emergenza ha ormai assunto numeri importanti e la pressione sulle strutture sanitarie è altissima.

“In questa fase ogni mossa fatta in anticipo può rappresentare un vantaggio rispetto all’avanzata del virus. Ci fidiamo moltissimo dei pareri degli esperti scientifici che affiancano la Provincia, ma riteniamo che si stia sottovalutando l’impatto positivo che il blocco delle attività economiche avrebbe sul rallentare la pandemia – insistono Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti-.

L’Alto Adige già da una settimana si è mosso in questa direzione, chiudendo tutti i cantieri e riducendo al minimo le attività economiche. In Trentino nonostante le proteste in diverse fabbriche e gli appelli dei sindacati del commercio abbiamo ascoltato solo buone intenzioni. E’ ora di tradurre le parole in fatti. Non basta chiudere le piste ciclabili. Serve di più”.

Per le tre confederazione in questa fase la priorità deve essere quella di fermare il contagio e supportare tutte le attività economiche essenziali affinché siano messe nelle condizioni di operare garantendo tutte le necessarie misure di sicurezza ai loro dipendenti. E’ necessario concentrare ogni sforzo in questi settori in cui l’attività non si può fermare.

Coronavirus. L’appello di Ermete Ruatti anni 94 ospite Apsp di Pellizzano, “giovani state a casa“.

In momenti tanto duri e difficili nelle strutture dove i nostri nonni sono accolti, affiancati dal sacrificio costante di operatori straordinari, sono ancora loro a regalarci le cose migliori.

I familiari di Ruatti autorizzano la divulgazione.

 

 

La perla delle Dolomiti: il prossimo appuntamento di “Lineabianca”, con Massimiliano Ossini e Giulia Capocchi, in onda sabato 21 marzo alle 14 su Rai1, sarà un viaggio a Cortina d’Ampezzo, in Veneto. La puntata si aprirà a quota 3.243 metri sul livello del mare, sulla vetta della Tofana di Mezzo, con una guida alpina ed un ospite d’eccezione, Mauro Corona. Il viaggio proseguirà a Socrepes, alle porte di Cortina, per scoprire la sconfinata passione per gli animali di Elettra, giovane allevatrice. E poi, l’incontro con Reinhold Messner, la scoperta delle capre di razza Mohair, la tosatura e la filatura della pregiata lana, l’addestramento dei cavalli e dei pony.

In occasione dei grandi eventi sportivi previsti nei prossimi mesi a Cortina, il Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza della Polizia di Stato, in un rifugio sulle piste, effettua simulazioni delle attività antiterrorismo: le telecamere di Lineabianca mostreranno le immagini per la prima volta, prima di raggiungere, dopo 29 tornanti e un dislivello di quasi mille metri, la maestosità del Monte Nuvolau che svetta imponente e inconfondibile.

A San Vito di Cadore, sul passo Giau, uno dei più belli delle Dolomiti, Pierluigi de Marco farà conoscere ai telespettatori l’antica arte della falconeria, prima di concludere con una meravigliosa rassegna di dipinti, sia di artisti italiani che stranieri, che impreziosiscono le facciate delle abitazioni di Cibiana di Cadore, nella cornice delle Dolomiti bellunesi, il “paese dei Murales”.

Operatore socio sanitario: anticipate ad aprile le sessioni d’esame. Entro luglio 2020 saranno aperte anche le iscrizioni al corso di assistente di studio odontoiatrico.

Saranno anticipate ad aprile le sessioni d’esame finale del corso di operatore socio sanitario (OSS) presso il Polo Universitario delle professioni sanitarie dell’APSS e presso l’Opera Armida Barelli ed entro luglio verrà pubblicato l’avviso di iscrizione per l’attivazione, entro l’anno 2020 dei corsi per assistente di studio odontoiatrico (ASO), presso il Polo Universitario delle professioni sanitarie.

Lo ha deciso oggi la Giunta provinciale, su indicazione dell’assessore alla salute Stefania Segnana, che spiega: “L’obiettivo è contare sul ulteriori operatori qualificati che potranno essere coinvolti nell’assistenza in questo particolare momento di emergenza derivante dalla diffusione del COVID-19, gli interessati sono infatti circa 170 studenti che espleteranno l’esame completamente on-line. Si tratta di un provvedimento analogo – prosegue l’assessore Segnana – a quello per l’esame di laurea in infermieristica: in raccordo con l’Università degli studi di Verona ed il Polo universitario delle professioni sanitarie dell’APSS si è anticipato l’esame alla fine di marzo anziché mantenerlo a fine aprile 2020”.

L’esame di qualifica per l’acquisizione del diploma di operatore socio-sanitario (OSS) sarà organizzato con modalità completamente on-line (videoconferenza) per qualificando e componenti della Commissione. La prova teorico pratica consisterà nell’individuazione di una situazione o di un caso rispetto ai quali la Commissione valuterà i contenuti teorici e operativi che saranno illustrati dal candidato.

Per quanto riguarda la formazione dell’assistente di studio odontoiatrico (ASO) si demanda all’Azienda provinciale per i servizi sanitari l’emissione, entro il mese di luglio 2020, del prossimo avviso di iscrizione. Nel dettaglio riguarderà l’attivazione, entro l’anno 2020, del corso breve (80 ore e 60 ore) e del corso base (700 ore) di ASO, presso il Polo Universitario, rispettivamente per un totale di 30 posti e di 50 posti, dando priorità di iscrizione ai dipendenti in servizio presso uno studio/ambulatorio con sede nella Provincia autonoma di Tento. Inoltre per quanto riguarda il corso base (700 ore) è riservato il 60% dei posti ai residenti nella Provincia autonoma di Trento, tenuto conto del fabbisogno locale. Per la formazione sopra prevista è determinato il pagamento da parte dello studente delle seguenti quote di iscrizione:

per il corso base (700 ore) 800 euro per i residenti in provincia di Trento alla data di presentazione della domanda di iscrizione al corso e 1.500 euro per i non residenti in provincia di Trento;
per il corso breve riservato ai dipendenti, 400 euro se di durata pari ad 80 ore e 350 euro se di durata pari a 60 ore.

Bisogna vincere!!” La Uil pensionati del Trentino, in questo particolare momento in cui il nostro Paese, assieme alla nostra Provincia, sta attraversando uno dei suoi momenti più difficili della sua storia, a causa del coronavirus, invita anziani e pensionati, come anche giovani e adulti, a rispettare in maniera maniacale gli appelli e le sollecitazioni che ci pervengano dal Governo al fine di restare in casa.

Come Uil pensionati ci corre l’obbligo di invitare iscritti e non iscritti alla nostra associazione a non uscire da casa tranne che per i tre motivi indicati dai decreti ministeriali, malattia, far la spesa o recarsi al lavoro. Andare in giro al di fuori di quanto ci viene concesso è da insani poiché si reca danno a noi stessi e ad altri. E questo non deve essere consentito a nessuno.

Ce la possiamo fare ad uscire da questa triste vicenda ad un patto che si sappia che dipende da noi, anzi da tutti noi, nessuno escluso. In questo momento in cui scriviamo siamo a conoscenza che in altre parti d’Italia ci sono medici e infermieri che ci stanno lasciando a causa del coronavirus. A loro e ai loro familiari va, in questo momento, il nostro pensiero e il nostro cordoglio.

Inoltre, in questa particolare circostanza, sentiamo il dovere di rivolgere un appello alle emittenti private provinciali e regionali affinché trasmettano per gli anziani, a costo di modificare i loro palinsesti, programmi di intrattenimento prevedendone una partecipazione da casa anche per via telefono o di ginnastica terapeutica con lo scopo di sostituire l’attività fisica che in momenti normali viene praticata all’aperto. Il tutto dovrà servire ai nostri anziani, una volta ritornati alla normalità, di potere essere ancora autosufficienti sia nella mobilità che nell’interlocuzione.

La Uil pensionati di Trento si augura che questa richiesta venga accolta se non altro per fare un pò di compagnia ai tanti anziani che spesso sono soli a casa in quanto hanno i loro cari magari in quarantena.

 

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La Uil pensionati e l’Ada del Trentino.

Emergenza Covid-19. Tuteliamo il personale sanitario. La Fenalt dichiara la propria disponibilità ad attivarsi per reperire alloggi da destinare al personale sanitario onde ridurre i rischi di diffusione del contagio tra i familiari. Di seguito la lettera del Segretario generale Maurizio Valentinotti al presidente della Giunta provinciale, Maurizio Fugatti.

 

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Egregio signor Presidente,

animato da uno spirito di massima collaborazione, mi sento di dover insistere su alcune questioni che mi sembrano basilari, mi scusi se diciamo cose magari già note, ma non posso darlo per scontato dopo aver visto il ritardo dei piani di prevenzione nelle Apsp e la gestione del personale nelle varie situazioni critiche.

Mi pare evidente che la maggior fonte di contagio è tra chi è a contatto con le realtà socio sanitarie infette, e nessuno sa il giorno in cui tali realtà iniziano ad essere infette.

Mi sembra altrettanto ovvio che proprio il personale in oggetto è il più a rischio ed allo stesso il più importante, ovvero indispensabile, in questa guerra.

Quindi segnalo:

1) è necessario trovare alloggi per il personale che ha conviventi impiegati a loro volta in servizi essenziali di sicurezza, protezione civile ecc. Siamo disponibili come sindacato ad attivarci per una campagna presso gli albergatori e le case vacanza;

2) nell’ambito dei lavori ancora effettuati in sede o sul territorio (ad eccezione di quelli essenziali) si diffidi ogni datore di lavoro anche pubblico a far venire al lavoro personale che ha il coniuge o famigliari che lavorano in strutture sanitarie o Apsp, perché soggetti a rischio. Nel caso in cui il coniuge trovi alloggio differente, si esenti comunque chi deve supplire per accudire figli o persone bisognose di cure. Si tratta di poche unità, ma non si sottovaluti questa falla nella prevenzione.

3) Sappiamo di aziende tessili localizzate in Trentino che potrebbero mettere in lavorazione materiale di protezione per i sanitari. Riteniamo urgente attivarle per produrre come in altre regioni italiane le mascherine necessarie.

Naturalmente rimane vivo l’appello ad adoperarsi con ogni mezzo per far avere dpi e tamponi al personale esposto.

Certo che apprezzerà il nostro sforzo, La saluto con un sincero augurio che le cose possano migliorare presto. Ne abbiamo bisogno tutti, e lei più di tanti altri per il ruolo delicato che riveste..

Per evitare gli accessi negli ambulatori dei medici di base sia i medici che i pazienti devono utilizzare maggiormente la prescrizione digitale delle ricette. Circolare esplicativa della Provincia.

Le misure per la limitazione del Coronavirus prescrivono che ci si sposti il meno possibile da casa. In quest’ambito dovrebbero essere evitati anche gli accessi non urgenti alle strutture sanitarie e agli ambulatori dei medici di medicina generale. Una circolare della Provincia chiarisce quali sono le possibilità per ricevere comunque una ricetta, senza doversi recare di persona dal medico. Tutti i cittadini sono pregati di utilizzare le diverse possibilità di ricezione delle ricette, per evitare assembramenti di pazienti negli ambulatori dei medici di famiglia e quindi evitare il rischio di diffusione di nuove infezioni di Coronavirus.

Prima possibilità: fascicolo sanitario elettronico o indirizzo PEC

Le persone assistite dal Servizio sanitario provinciale che hanno attivato il Fascicolo sanitario elettronico (FSE) possono visualizzare tutte le ricette prescritte digitalmente dal loro medico di famiglia sul loro computer, smartphone o tablet e quindi stamparle. Per l’attivazione del Fascicolo sanitario elettronico è necessario avere l’identità digitale SPID (secondo livello di sicurezza) o la Carta servizi attivata nel proprio Comune con il necessario lettore e l’apposito software installato su un PC o laptop. Le informazioni a questo riguardo sono disponibili nella pagina Internet della nuova rete civica Civis.

Se il Fascicolo sanitario elettronico non è stato ancora attivato il promemoria digitalizzato può anche essere inviato all’indirizzo PEC della persona assistita.

Seconda possibilità: invio del numero della ricetta mediante normale e-mail, SMS o whatsapp

Vi è inoltre la possibilità di farsi inviare dal medico di medicina generale il numero elettronico della ricetta mediante normale e-mail, SMS o whatsapp. Questo numero, unitamente alla presentazione della Carta servizi/Tessera sanitaria, è sufficiente per ricevere in ogni farmacia dell’Alto Adige i medicinali prescritti a carico del servizio sanitario provinciale.

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