Coronavirus. De Micheli firma decreto su trasporto EREo. Garantiti tutti i servizi essenziali.

La Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha firmato oggi un decreto per razionalizzare il servizio di trasporto aereo in considerazione della ridotta mobilità sul territorio nazionale e per contenere l’emergenza sanitaria da coronavirus.

Nel provvedimento si dispone che, per tutelare la salute dei passeggeri e dei lavoratori, sono assicurati nel settore del trasporto aereo esclusivamente tutti i servizi essenziali.

In considerazione delle numerose richieste dei gestori aeroportuali, della collocazione geografica degli aeroporti in grado di servire bacini di utenza in modo uniforme sul territorio e della loro capacità infrastrutturale, nonché della necessità di garantire i collegamenti insulari, l’operatività dei servizi è limitata agli aeroporti di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Genova, Lamezia Terme, Lampedusa, Milano Malpensa, Napoli Capodichino, Palermo, Pantelleria, Pescara, Pisa, Roma Fiumicino, Torino, Venezia Tessera e Roma Ciampino per i soli voli di stato, trasporti organi, canadair e servizi emergenziali.

Gli operatori sanitari che prestano servizio presso gli altri aeroporti possono essere da supporto per le esigenze sanitarie di aeroporti o porti limitrofi.

E’ rimessa alla valutazione dell’Ente nazionale per l’aviazione civile la possibilità di consentire l’operatività degli altri aeroporti in considerazione delle seguenti esigenze: mantenimento dei requisiti di certificazione aeroportuale; previsione dell’accesso alle infrastrutture e del loro utilizzo per i dipendenti dell’ENAC, di Enav S.p.A. e degli Enti di Stato basati in aeroporto; ripristino immediato della piena operatività dell’aeroporto, qualora ritenuto necessario; esigenze operative di voli cargo e posta, nonché di voli di Stato, di Enti di Stato, di emergenza sanitaria o di emergenza di altro tipo.

Le disposizioni del decreto sono in vigore fino al 25 marzo 2020 e si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano.

AIFA e Gilead annunciano che l’Italia è tra i Paesi che testeranno l’antivirale remdesivir per il trattamento del COVID-19. Si tratta di due studi di fase 3 che coinvolgeranno i centri con maggior numero di pazienti in Italia

Roma 12 marzo 2020

Due nuovi studi clinici

AIFA e Gilead hanno annunciato oggi che l’Italia parteciperà ai 2 studi di fase 3 promossi da Gilead Sciences per valutare l’efficacia e la sicurezza della molecola sperimentale remdesivir negli adulti ricoverati con diagnosi di COVID-19 (nuovo coronavirus).

Gli studi saranno inizialmente condotti presso l’Ospedale Sacco di Milano, il Policlinico di Pavia, l’Azienda Ospedaliera di Padova, l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma e l’Istituto Nazionale di Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani. Si stanno identificando in collaborazione con AIFA altri centri in Regioni con alta incidenza dell’infezione da coronavirus per l’inclusione negli studi.

Usi compassionevoli

Remdesivir non è ancora approvato dalle autorità regolatorie per uso terapeutico e viene fornito per uso compassionevole – al di fuori degli studi clinici – per il trattamento in emergenza di singoli pazienti affetti da COVID-19 in gravi condizioni e senza valide alternative terapeutiche.

Decreto chiusura aeroporti: nelle prossime ore ENAC varerà procedure e modalità per disporre lo stop temporaneo negli scali individuati. Domani attività regolare su tutti gli aeroporti nazionali.

Alla luce di quanto contenuto nel decreto firmato nella serata di oggi, 12 marzo 2020, dalla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, che ha disposto la chiusura temporanea di alcuni aeroporti al fine di razionalizzare il trasporto aereo nelle prossime settimane, pur garantendo il diritto alla mobilità dei cittadini, l’ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, è stato incaricato di varare le procedure e le modalità che porteranno, nelle prossime ore, alla chiusura degli scali indicati nel decreto.

L’ENAC informa, pertanto, che domani, 13 marzo 2020, l’operatività di tutti gli aeroporti nazionali rimane invariata, anche a tutela dei passeggeri che hanno voli già prenotati e delle compagnie aeree che hanno programmato i propri operativi.

Coronavirus: 38 nuovi casi di contagio in Trentino e il primo decesso di una signora anziana di Borgo Valsugana

“Trentini: restate a casa. Quello che fino a ieri era un consiglio da adesso diventa un obbligo. Lo dobbiamo ai nostri cari e soprattutto a chi, come i sanitari, è in prima linea in questa guerra contro il Coronavirus”. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha iniziato in questo modo l’appuntamento quotidiano per gli aggiornamenti sul contagio da Covid 19.

Questa la situazione alle 14 odierne: 38 nuovi casi, per un totale di 115, fra cui 5 guariti. 62 persone sono in isolamento al proprio domicilio, 5 in terapia intensiva, 23 agli infettivi, 13 in pneumologia, 7 in alta intensità. In questo momento gli ospedali interessati alla gestione dei pazienti contagiati dal Covid-19 sono 3: Trento, Rovereto e Arco. C’è stato però oggi purtroppo – come riferito dall’assessore provinciale alla salute Stefania Segnana – anche il primo decesso, una signora di Borgo Valsugana, di 81 anni. La persona soffriva già periodicamente di problemi di bronchite ed era stata ricoverata in ospedale nella serata di ieri già in gravi condizioni. Il tampone effettuato successivamente ha confermato l’esistenza del contagio.

Il direttore dell’Apss Paolo Bordon ha detto che l’Azienda sanitaria ha varato un piano per personale medico e assistenziale andato in pensione negli ultimi anni, chiedendo, per i prossimi 6 mesi, la disponibilità a tornare in servizio. Si stanno anche assumendo nuovi medici, fra cui oggi 2 virologi, assunti a tempo indeterminato. Quali figure cerca l’Azienda in questo momento? Soprattutto anestesisti e rianimatori. Si sta anche raccogliendo la disponibilità di alcune strutture private come il San Camillo di Trento, che a tal proposito riconvertiranno parzialmente le proprie attività ordinarie.
Per quanto riguarda le imprese, è stato approvato oggi un Protocollo per la gestione dell’emergenza, che contiene anche un’analisi del rischio in azienda e un capitolo importante sull’eventuale gestione dei contagi all’interno del luogo di lavoro.

Infine, i trasporti: è in corso una riduzione del servizio nei giorni feriali mentre nei giorni festivi Trentino Trasporti non effettuerà alcuna attività. Gli utenti trasportati in questi giorni sono comunque drasticamente caduti. E’ previsto in questa fase l’impiego di circa il 20% del personale normalmente utilizzato sui servizi urbani ed extraurbani. Per le aree e le situazioni che rischierebbero altrimenti di rimanere “scoperte”, ad esempio per persone non automunite che hanno l’esigenza motivata di spostarsi (pensiamo al personale sanitario che deve recarsi al lavoro) sarà istituito un telecentro che raccoglierà puntualmente le richieste di spostamento e le trasmetterà al servizio Trentino autonoleggiatori, che in questo periodo ha 400 autisti inattivi a causa della chiusura delle scuole e un parco mezzi adeguato.

Un ringraziamento particolare è stato espresso dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti a tutti coloro che lavorano nel mondo della sanità, del sociale e dell’assistenza. “Loro sono in prima linea – ha detto – e tutto il Trentino deve essergli grato. Oggi abbiamo incontrato il presidente dell’Ordine dei medici, con il quale abbiamo convenuto che serve uno sforzo di tutta la comunità per cercare di bloccare il contagio. E per farlo bisogna innanzitutto osservare l’obbligo – perché non è più un consiglio ma un obbligo – di restare in casa. Per un certo periodo di tempo dovremo mantenere tutti comportamenti consoni, e rigidi. I numeri del contagio cresceranno, anche in maniera importante, soprattutto nei prossimi giorni. Il messaggio che mi sento di mandare è di continuare il percorso che abbiamo impostato fin dall’inizio, di insistere sulla prevenzione e di alzare ancora l’asticella dell’attenzione.

Oggi alcune imprese hanno deciso di chiudere. Non era obbligatorio, ma hanno ritenuto di doverlo fare, per dare a loro volta un contributo. Anche ad esse va il nostro ringraziamento. Nei prossimi giorni ci saranno degli interventi sul versante sanitario. Abbiamo deciso di approntare una struttura speciale a Marco, e abbiamo chiesto ai medici in pensione di tornare a dare il loro contributo. Sono misure che non si erano mai viste, perché questa è un’emergenza inedita. Siamo convinti che il Trentino, che ha sempre risposto nei momenti difficili con serietà e senso di responsabilità, saprà farlo anche questa volta”.

I presidente Fugatti ha anche riferito che nel corso della teleconferenza con il Governo avvenuta nel pomeriggio, a cui hanno partecipato i presidenti di regioni, la Provincia autonoma di Trento ha segnalato la situazione che si è creata sull’autostrada del Brennero in seguito alle decisioni assunte dal Governo austriaco. Il ministro Boccia ha dichiarato di voler prendere in carico la problematica e di trovare a breve una soluzione.

Per quanto riguarda la sanificazione delle strade, oggetto anche di una fake news riguardo al presunto utilizzo di elicotteri, “non vi è nessuna necessità di sanificare ambienti ed elementi esterni”, ha sottolineato il responsabile della Protezione civile Raffaele De Col.

https://www.worldometers.info/coronavirus/

 

 

Crescono nell’opinione pubblica i timori per la diffusione del Coronavirus nel nostro Paese: l’86% degli italiani si dichiara preoccupato: è il dato che emerge da un’indagine condotta dall’Istituto Demopolis. Il 30 gennaio scorso si dichiarava preoccupato appena il 20%; oggi, a distanza di 40 giorni, quasi 9 cittadini su 10 temono la diffusione del Covid-19 nel nostro Paese.

“Nel sentiment degli italiani – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – la preoccupazione sanitaria prevale oggi, in modo netto, sulle questioni economiche: il 75% manifesta timori legati ai rischi per la salute dovuti alla rapida diffusione del contagio e alla tenuta del sistema sanitario”.

I cittadini appaiono disorientati di fronte ad una situazione che non ha precedenti: 7 italiani su 10, intervistati dall’Istituto Demopolis, valutano positivamente le ultime misure decise dal Governo Conte per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. I giudizi negativi sono espressi da appena il 19%.

Demopolis ha chiesto infine agli italiani su che cosa bisognerebbe puntare oggi con maggiore urgenza. “L’81% – afferma Pietro Vento – non ha dubbi: serve un immediato potenziamento del sistema sanitario, investendo sull’incremento di medici e infermieri e sull’acquisto di attrezzatture e macchinari per la terapia intensiva e per le cure di contrasto al Covid-19”. Una percentuale del 52% ricorda anche l’esigenza di un supporto contestuale al sistema produttivo.

 

 

 

Seconda commissione, il ddl Fugatti sull’emergenza coronavirus passa con sei sì
e l’astensione del Pd.

La Seconda commissione, presieduta da Luca Guglielmi (Lista Fassa) ha approvato, questo pomeriggio, con sei sì, compresi quelli di Pietro De Godenz (UpT) e di Lorenzo Ossanna (Patt) e l’astensione di Alessandro Olivi (Pd) il ddl Fugatti per gli interventi di sostegno a imprese e lavoratori in seguito all’emergenza coronavirus.
L’assessore Spinelli ha presentato una serie di emendamenti al testo che non sono stati però votati dalla commissione e verranno discussi direttamente nella seduta del Consiglio di giovedì prossimo. Olivi, invece, ha ritirato i suoi due emendamenti e li ha consegnati alla Giunta perché ne recepisca in tutto o in parte i contenuti.

L’emendamento dell’esecutivo all’articolo 3 potenzia la semplificazione delle procedure di appalto; all’articolo 7 due gli emendamenti della Giunta, uno allarga agli eventi e alle manifestazioni saltate a causa dell’epidemia di coronavirus le norme che rendono più agili le procedure di concessione dei contributi, l’altro proroga di due mesi i termini per l’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio – sanitarie. Infine, l’assessore Spinelli, ha presentato un emendamento tecnico urgente che riguarda la materia idroelettrica che si è reso necessario per il fatto che la discussione ddl Tonina, approvato in commissione, prevista per il 31 marzo è slittata in seguito all’emergenza di questi giorni.

Olivi, pur avendoli formalmente ritirati, ha presentato in Seconda commissione i suoi emendamenti: uno all’articolo 4 , che prevede misure per i lavoratori, con il quale mira a incrementare di 5 milioni di euro gli stanziamenti per l’Agenzia del lavoro per il sostegno del reddito dei lavoratori e, sull’articolo 5, un contributo straordinario agli operatori economici che subiranno un impatto negativo in seguito all’epidemia. Più in generale, motivando la sua astensione, Olivi ha affermato che questa manovra di emergenza della Giunta, pur apprezzabile su molti punti, come il rinvio a dicembre della rata Imis di giugno (rinvio che però non dovrà pesare sulle finanze dei comuni), è insufficiente perché insufficiente è l’impegno finanziario che, ha detto l’esponente Pd, si limita al milione – milione e mezzo di euro per l’abbattimento degli interessi sulle linee di credito. L’articolo che riguarda il sostegno ai lavoratori, secondo Olivi, è poco più che una norma manifesto perché la Giunta si autoinvita ad applicare gli strumenti già previsti. Bene l’abbattimento degli interessi, ha aggiunto, ma in questo momento le imprese hanno più che altro un problema di liquidità derivante dalla mancanza di entrate.

Pietro De Godenz, da parte sua, dichiarando la massima disponibilità, vista la drammaticità del momento, ha sottolineato l’importanza di aiutare le partite Iva. Sul piano dei mutui, secondo l’esponente UpT, meglio sarebbe prendere a modello quanto venne fatto nel 2008, spostando le rate. Molto bene, invece, l’emendamento che allarga alle manifestazioni l’agevolazione dei contributi. Il consigliere dell’UpT ha infine rivolto il grazie agli operatori sanitari in prima linea contro il virus. Ossanna ha chiesto che le procedure di semplificazione vengano estese anche a quelle urbanistiche per rendere meno difficili le procede per ottenere la possibilità, da parte delle aziende, di ammodernare le loro strutture. Il consigliere del Patt, inoltre, ha chiesto la possibilità di limitare lo slittamento della rata Imis, per quanto riguarda le seconde case, solo ai residenti in Trentino.

Netto il sì al ddl da parte di Devid Moranduzzo e di Denis Paoli della Lega. Moranduzzo ha sottolineato l’attenzione del provvedimento nei confronti dei lavoratori e ha ringraziato gli imprenditori che, con grande senso civico, hanno deciso di sospendere volontariamente l’attività. Paoli ha invece messo in evidenza un problema concreto: il serio rischio che, a emergenza finita, le aziende che hanno chiesto la moratoria dei mutui si possano trovare, in base alle norme della Bce, le porte sbarrate al credito. Al tempo stesso, ha aggiunto, si dovtrà pensare anche all’impatto del coronavirus sulle aziende che hanno già esaurito la loro bancabilità.

Achille Spinelli, rispondendo a Olivi, ha detto che le risorse che verranno messe in moto dal ddl Fugatti sono tutt’altro che trascurabili, che con il milione – milione e mezzo previsto si potranno mobilitare linee di credito per 250 milioni; le norme di semplificazione sugli appalti potranno mettere in circolo qualcosa come 100 milioni di euro, più i 14 derivanti dall’accelerazione dei contributi. Per ciò che riguarda il possibile contraccolpo sulla finanza comunale dallo slittamento dal 16 giugno al 16 dicembre 2020 della prima rata Imis, l’assessore Gottardi ha assicurato che, anche se andasse perso l’intero importo, cioè 90 milioni, in base agli stress test effettuati l’impatto negativo si farebbe sentire, e in modo limitato, solo sui bilanci di una decina di comuni.

 

 

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La sintesi del ddl Fugatti.

Il disegno di legge 50 proposto dalla Giunta e depositato in Consiglio a sostegno dell’economia paralizzata dall’emergenza Covid-19, che i capigruppo hanno deciso di sottoporre domani alla Seconda Commissione e giovedì 19 marzo pomeriggio all’Aula del Consiglio provinciale per il voto finale, interviene su quattro fronti: la sospensione della prima rata dell’Imis da versare entro metà giugno; l’aumento degli investimenti per accelerare e semplificare i contratti pubblici; forme di sostegno ai lavoratori e agli operatori economici anche facendo slittare il versamento dei tributi; semplificazione del pagamento dei contributi e delle istruttorie pubbliche per l’erogazione degli incentivi alle attività economiche.

Primo: Imis per famiglie e imprese. Per mitigare l’impatto finanziario generato dall’emergenza Covid-19 sulle famiglie e le attività produttive, il ddl stabilisce che i versamenti della prima rata annuale dell’Imis, da pagare entro il 16 giugno 2020, non vengano effettuati ma siano aggiunti alla rata a saldo in scadenza al 16 dicembre di quest’anno. L’intento è di garantire così un’immediata una disponibilità monetaria di circa 90 milioni di euro. Ai contribuenti sarà permesso di frazionare a loro discrezione il versamento dell’importo annuale complessivo senza incorrere in sanzioni, purché entro il 16 dicembre 2020. La norma si applica a tutti senza che siano necessario per questo deliberazioni da parte dei Comuni.

Secondo: snellimento procedure di gara contratti pubblici. Il ddl prevede la possibilità che per il periodo di un anno a partire dall’entrata in vigore della legge (il mese prossimo), per fronteggiare la crisi economica conseguente all’epidemia le amministrazioni utilizzino la procedura negoziata senza pubblicazione del bando per l’affidamento di lavori pubblici per importi inferiori alla soglia europea (5.350.000 Euro). Per i contratti di importo, invece, superiore alla soglia europea le amministrazioni aggiudicatrici potranno utilizzare la procedura aperta o, in alternativa, la procedura ristretta con invito a presentare offerta a cinque candidati estratti a sorte. Le offerte vengono valutate secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Si utilizzeranno criteri quantitativi per valorizzare sia le imprese virtuose nei rapporti con i subappaltatori e fornitori, sia la filiera corta e lo sviluppo territoriale. La norma ha lo scopo di semplificare e snellire lo svolgimento delle procedure di gara, riducendo in particolare i tempi di aggiudicazione.

Terzo: aiuti ai lavoratori e agli operatori economici. Per i lavoratori il ddl prevede l’utilizzo delle misure attuative della delega in materia di ammortizzatori sociali, attivando il Fondo di solidarietà territoriale ai dipendenti non coperti da altre forme di intervento. Questo per integrare le misure statali. La norma stabilisce inoltre l’utilizzo degli strumenti di politica attiva nei confronti dei lavoratori perché siano accompagnati verso la ricollocazione che si rendesse necessaria. Agli operatori economici, sulla base del protocollo in via di sottoscrizione con le banche e gli altri soggetti finanziari del territorio, il ddl della Giunta prevede che venga messo a disposizione 1 milione di euro per l’azzeramento degli interessi a carico di imprese e professionisti su linee di credito a 12 mesi. Si stima che il volume di finanziamenti che si potranno modo mobilitare sia vicino a 250 milioni di euro.

Quarto: semplificazione in materia di contributi alle imprese. Il ddl punta ad accelerare i tempi di concessione ed erogazione degli importi spettanti alle aziende, a partire dall’istruttoria da cui dipende l’assegnazione delle agevolazioni in compensazione fiscale, ma anche dalla rendicontazione e dal pagamento di tutti gli altri aiuti monetari. Viene semplificato in particolare il controllo della documentazione di spesa. Queste norme valgono anche per le domande già presentate e per le agevolazioni già concesse. Prevista anche una proroga fino al 30 giugno 2021 delle convenzioni con gli enti di garanzia riguardanti l’attività istruttoria sia per la concessione di contributi, sia per l’erogazione e l’effettuazione dei controlli. Sempre per semplificare queste procedure di concessione dei contributi e degli incentivi, il ddl introduce la possibilità di affidare a soggetti esterni accreditati parte dell’istruttoria delle domande e di attività connesse alla funzione di controllo dell’amministrazione.

Il provvedimento comprende anche norme per l’efficientamento del sistema provinciale, introducendo procedure semplificate per la verifica della permanenza dei presupposti per il mantenimento dei contributi provinciali concessi da più di dieci anni, in modo da liberare risorse da reimmettere nel sistema locale.

Il ddl prevede anche la possibilità per la Provincia di gestire direttamente il servizio sostitutivo di mensa, anche affidandolo in house a una società strumentale se decide di non ricorrere ad appalto. La norma stabilisce in particolare che la gestione diretta di tale servizio venga svolta attraverso l’utilizzo di opportuni strumenti di legittimazione per il personale della Provincia e degli altri soggetti del sistema territoriale integrato, previo accordo con questi enti. Il ddl demanda a una delibera della Giunta la definizione di alcuni aspetti attuativi di questa norma, tra cui per esempio la misura dell’eventuale commissione dovuta dagli esercenti al soggetto gestore del servizio.

Coronavirus, pubblicata l’ottava ordinanza di Kompatscher. La Provincia recepisce il decreto del premier Conte sulle chiusure degli esercizi commerciali al dettaglio fatta eccezione per gli alimentari. Il presidente: “Il servizio mensa va garantito”

Il presidente Arno Kompatscher ha firmato oggi (12 marzo) una nuova ordinanza, l’ottava, con la quale viene recepito il testo del decreto emanato ieri in tarda serata dal premier Giuseppe Conte per fronteggiare l’emergenza Coronavirus (Covid-19). Le “misure urgenti per il contenimento del contagio su tutto il territorio prevedono, in sintesi, la chiusura per 15 giorni di tutte le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di beni di prima necessità.

Nel decreto sono anche previste una serie di raccomandazioni per datori di lavoro pubblici e privati per favorire lo smart working e il rispetto dei protocolli di sicurezza sul posto di lavoro. In più rispetto al decreto governativo Kompatscher ha inserito una raccomandazione affinché “le mense e gli esercizi di ristorazione o catering che hanno contratti di servizio di fornitura pasti ai lavoratori, garantiscano il servizio contrattualmente pattuito con imprese o enti nel rispetto delle norme igienico sanitarie e della distanza di sicurezza di un metro”.

Il Landeshauptmann, infine, rilancia gli appelli ai cittadini dei giorni scorsi. “Posso solo ripetere – afferma – che la situazione va presa sul serio: rimanete il più possibile a casa, uscite solo per questioni importanti e urgenti. Meno possibilità diamo al virus di diffondersi, meglio lo possiamo combattere. Chi non si attiene alle regole, danneggia tutta la comunità”.

Risposte alle domande più frequenti sono presenti sulla pagina www.provincia.bz.it/coronavirus . Qui si trovano anche informazioni costantemente aggiornate, le ordinanze, le linee guida per la prevenzione e tutti i documenti utili. E’ infine attivo anche il numero verde 800 751 751

Quali attività commerciali devono chiudere?

• Attività al dettaglio (tranne alimentari, edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie) e i mercati

• Bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie (aperti gli autogrill, i bar nelle stazioni, negli ospedali e negli aeroporti, le mense i catering che riescono a far rispettare la distanza di sicurezza di 1 metro)

• Le attività che forniscono servizi alla persona (parrucchieri, barbieri, estetisti)

Quali attività commerciali restano aperte?

• Ipermercati

• Supermercati

• Discount di alimentari

• Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari

• Commercio al dettaglio di prodotti surgelati

• Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici

• Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2)

• Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati

• Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)

• Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico

• Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari

• Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione

• Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici

• Farmacie

• Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica

• Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati

• Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale

• Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici

• Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia

• Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento

• Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini

• Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet

• Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione

• Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono

• Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici

• Mense e del catering continuativo su base contrattuale

• Ristorazione con consegna a domicilio

• Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali

• Servizi bancari, finanziari, assicurativi

• Attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi

• Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia

• Attività delle lavanderie industriali

• Altre lavanderie, tintorie

• Servizi di pompe funebri e attività connesse

Carabinieri Trento. Controlli per il contenimento della diffusione del coronavirus. 17 denunciati.

Un quarantenne della Val di Non non ha affatto gradito le misure, sempre più rigide, di contenimento per la diffusione del COVID-19, disposte dal governo e dopo averlo candidamente espresso sulla sua pagina Facebook, ha ricevuto post indignati da altri iscritti e qualcuno ne ha segnalato il comportamento irresponsabile al numero di pronto intervento.

La persona infatti non ha soltanto dichiarato le proprie intenzioni, ma nella mattinata di ieri, si è messo alla guida della propria autovettura e se ne è andato tranquillamente a incontrare un po’ di amici. I Carabinieri della Stazione di Novella lo hanno fermato e denunciato per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.

Dal 10 marzo infatti, per contenere il COVID 19, i Carabinieri del Comando Provinciale di Trento hanno assicurato una costante presenza di servizi e controlli stradali con oltre 172 equipaggi, su tutta la rete viaria urbana e extra cittadina, volti a far rispettare le normative appena emanate, a tutela dell’incolumità Pubblica. I primi controlli hanno subito evidenziato che molti cittadini non avevano ben chiara la gravità della situazione e dopo una concreta azione di informazione, sono state accertate e contestate le violazioni, sanzionate ai sensi dell’art. 650 del codice penale, per il reato di inosservanza dei provvedimenti delle autorità.

Sugli 877 soggetti controllati, 543 hanno rilasciato la prevista dichiarazione e 445 gli esercizi pubblici verificati, verificando per 224 condizioni di regolare chiusura, mentre nel totale sono state 31 le persone deferite per violazioni.

A Cavalese, sempre nella serata di ieri, sono stati altresì denunciati all’Autorità Giudiziaria: due giovani fiemmesi, di 24 e 18 anni, recatisi a Verona, un 45enne cembrano trovato al di fuori del Comune di residenza, una turista 45enne di Foligno che stava andando a cena da amici in Val di Fiemme e un 19enne di Varena trovato fuori dal Comune, tutti senza giustificato motivo.
Sette, invece, i denunciati a Trento, fra cui 4 stranieri, uno dei quali stava rientrando da Bolzano dove era andato trovare un’amica.

Ulteriori quattro denunciati a Riva del Garda: un pakistano 32enne di Rovereto, che controllato a Torbole ha dichiarato di voler comprare un telefono a Riva del Garda; due Lombardi ed un residente nella Val Rendena, stavano raggiungendo a Madonna di Campiglio, con l’attrezzatura per sci-alpinismo fissata in bella vista sul tettuccio dell’auto, che hanno cercato di dissimulare delle giustificazioni difficilmente credibili.

Nel complesso dell’attività e per comprendere il particolare stato d’animo della popolazione, un datore di lavoro di Riva del Garda ha denunciato al locale Comando dei Carabinieri il furto di alcune decine di mascherine di protezione. I militari, svolte le prime indagini hanno individuato un dipendente della ditta che si era appropriato dei presidi protettivi sul posto di lavoro e lo hanno denunciato in stato di libertà, alla competente Procura della Repubblica.

Nel complesso è possibile dire che la risposta della popolazione al momento appare commisurata alla situazione e pare che l’informazione stia raggiungendo gli effetti auspicati.

Antitrust: Coronavirus, l’Autorità avvia istruttoria nei confronti di Amazon e Ebay per claim ingannevoli ed eccessivi aumenti dei prezzi.

L’Autorità, in data odierna, ha avviato due distinte istruttorie nei confronti delle piattaforme Amazon (Amazon Italia Customer Service, Amazon Eu, Amazon Service Europe) e Ebay (Ebay Italia e Ebay Gmbh) concernenti alcuni profili relativi alla commercializzazione di prodotti igienizzanti/disinfettanti per le mani, di mascherine di protezione delle vie respiratorie e di altri prodotti igienico-sanitari in occasione dell’emergenza sanitaria derivante dal Covid-19 (c.d. Corona Virus).

Oggetto dei due procedimenti avviati sono, da un lato, la presenza di claim relativi all’asserita efficacia dei singoli prodotti in termini di protezione e/o di contrasto nei confronti del suddetto virus COVID 19; dall’altro lato, l’ingiustificato e consistente aumento dei prezzi fatto registrare per la vendita degli indicati prodotti nelle ultime settimane.

Dopo aver ricevuto numerose segnalazioni, raccolte dai suddetti professionisti le informazioni sugli interventi effettuati e constatata la presenza di entrambi i profili per un elevato numero di articoli, l’Autorità ha deciso l’avvio dei due procedimenti.

L’Autorità, in considerazione del particolare momento in cui le tradizionali forme di commercio sono limitate, ha contestualmente deciso di focalizzare la propria attenzione su analoghi fenomeni operati anche su altre piattaforme dell’ecommerce

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