«Sicuramente è un passo forte. Penso che i passi che si fanno debbano essere commisurati ai tipi di rischi che si corrono e se sono necessari è giusto spiegarlo ai cittadini. Quello che secondo me non funziona è la confusione fuori misura. avevamo un decreto che è stato fatto due giorni fa. allargare la zona rossa a tutta Italia è misura che per me sulla carta ci sta ma che diventa molto importante per i cittadini. Perché non si danno informazioni certe su quello che questo comporta? continuiamo a portare avanti misure che cambiano ogni giorno senza mai spiegare ai cittadini come si fa ad ottemperare a quelle misure. Se la gente deve stare a casa vuol dire che i negozi devono stare chiusi o aperti ?

E se restano aperti, chi lavora nei negozi non ha lo stesso diritto di stare a casa? Se le scuole sono chiuse perché ancora nessuno non ha detto alle famiglie come lo stato le aiuterà a tenere a cada questi bambini? va bene tutto e arrivo a dire in punta di piedi e con umiltà, perché non sono un virologo, che a questo punto probabilmente avrebbe più senso dire ‘ok, stiamo tutti chiusi dentro casa per 15 giorni’ ma uno stato serio, nel momento in cui facesse una proposta di questo tipo o anche quella che ha appena fatto Giuseppe Conte spiegherebbe ai cittadini anche come si è attrezzato per fare in modo che i cittadini non manchi niente.

Questo vuol dire fare in modo che non manchino i generi di prima necessità, aiutare le imprese e i lavoratori che rischiano di fronte ad una iniziativa di questo tipo, spiegare come accade. Questo non si fa e io non riesco a capire, mi pare che ci sia molta confusione».

Lo ha detto il leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni nel corso della trasmissione “Stasera Italia” su Rete4 commentando la conferenza stampa del premier Giuseppe Conte.

PATT: “Le dichiarazioni di Sgarbi oltre il limite della decenza, se non farà un passo indietro dal MART la Provincia prenda provvedimenti”.

Esistono situazioni in cui tutta la politica deve fare un passo indietro, facendo quadrato compattamente attorno alle Istituzioni, evitando le polemiche e cercando di dare il massimo per superare le difficoltà.

L’emergenza per la diffusione del virus che provoca la COVID-19 rappresenta uno di questi momenti, e anche da parte del PATT il pensiero, la solidarietà e la vicinanza vanno agli ammalati che stanno combattendo il virus, a tutte quelle persone che sono in prima linea per arginarlo e alle Istituzioni che, proprio in queste ore, stanno mettendo in campo misure anche molto drastiche e sofferte per garantire la salute pubblica.

Spiace tuttavia constatare come un personaggio pubblico, che proprio in Trentino ricopre un ruolo di primo piano come la presidenza del MART, si permetta di gettare alle ortiche il lavoro, gli sforzi e le fatiche di tutte queste persone.

Non vogliamo dilungarci in inutili parole: le dichiarazioni di Sgarbi sono una vergogna per il Trentino e per tutto il Paese. Sono le persone in vista come lui che, con il loro cattivo esempio, vanificano il sacrificio di migliaia e migliaia di persone.

Per questo motivo tutto il PATT chiede a Sgarbi un passo indietro dalla presidenza del MART. In caso contrario chiediamo alla Giunta provinciale e al Presidente Fugatti di prendere provvedimenti in modo da censurare sul nascere atteggiamenti e dichiarazioni che vanno esattamente all’opposto degli sforzi e dei sacrifici che si stanno facendo contro un virus che, è bene ribadirlo, non è fantasia di qualche cospiratore, ma è reale, contagioso e pericoloso.

*

Il Segretario politico

Simone Marchiori

Un paziente su cinque positivo al coronavirus ha tra 19 e 50 anni. Il 22% dei pazienti positivi al tampone per Sars-CoV-2 ha tra 19 e 50 anni. Lo afferma un’analisi dell’Istituto Superiore di sanità, che rende chiarissimo come in tutte le fasce di età, compresi i giovani, si debbano rispettare le norme di distanziamento sociale.

 

Infografica_09marzo

 

“In questi giorni stiamo le cronache riportano molti esempi di violazioni delle raccomandazioni, soprattutto da parte dei giovani – sottolinea Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss -. Questi dati confermano come tutte le fasce di età contribuiscono alla propagazione dell’infezione, e purtroppo gli effetti peggiori colpiscono gli anziani fragili. Rinunciare a una festa o a un aperitivo con gli amici, non allontanarsi dall’area dove si vive e rinunciare a rientrare a casa è un dovere per tutelare la propria salute e quella degli altri, soprattutto i più fragili”.

Dall’analisi, su 8342 casi positivi al 9 marzo alle ore 10, emerge che l’1,4% ha meno di 19 anni, il 22,0% è nella fascia 19-50, il 37,4% tra 51 e 70 e il 39,2% ha più di 70 anni, per un’età mediana di 65 anni. Il 62,1% è rappresentato da uomini. Sono 583 gli operatori sanitari positivi.

Il tempo mediano trascorso tra la data di insorgenza dei sintomi e la diagnosi è di 3-4 giorni. Il 10% dei casi è asintomatico, il 5% con pochi sintomi, il 30% con sintomi lievi, il 31% è sintomatico, il 6% ha sintomi severi e il 19% critici. Il 24% dei casi esaminati risulta ospedalizzato. L’analisi conferma che il 56,6% delle persone decedute ha più di 80 anni, e due terzi di queste ha 3 o più patologie croniche preesistenti.

Presentato un disegno di legge per sostenere famiglie, lavoratori e settori economici. Coronavirus: 38 casi ad oggi in Trentino.

Sono 38 in tutto – numeri riferiti ad oggi – i casi di persone risultate positive al test sul Coronavirus in Trentino; 12 in più rispetto a ieri. Sono i dati forniti dall’esecutivo provinciale nell’incontro con la stampa in cui è stata anche annunciata la presentazione di un disegno di legge a sostegno delle famiglie, dei lavoratori e dei settori economici. Inoltre, come già comunicato, nella riunione della Giunta provinciale di questa mattina si è decisa anche la chiusura, da domani sera, degli impianti di risalita, per prevenire l’eccesiva concentrazione delle persone. Il punto sulle iniziative adottate e sulla situazione epidemiologica è stato fatto questo pomeriggio dal presidente assieme alla Giunta. “Se arriveranno richieste di aiuto da altre regioni – ha sottolineato il presidente – le valuteremo con spirito di solidarietà.

Questa settimana si discuterà ancora con il governo e le altre Regioni del tema della proroga della chiusura delle scuole. L’invito che mi sento di rivolgere ancora alla popolazione è quello di tutelare in particolare i più fragili, come gli anziani. Oggi, nel corso degli incontri che ho avuto, ho colto grande attenzione da parte di altri territori per il provvedimento che abbiamo adottato riguardo agli impianti di risalita. Voglio anche dare un messaggio di speranza perché dal Coronavirus si guarisce. Ce lo confermano le notizie che abbiamo ricevuto oggi riferite alle prime persone positive al contagio che si erano allontanate dal Trentino”.

Su 38 contagiati in Trentino, ha spiegato l’assessore alla salute, 13 persone sono ricoverate presso il reparto infettivi dell’ospedale di Trento, 3 si trovano in rianimazione a Rovereto e gli altri 22 sono presso il loro domicilio.

Il direttore generale di Apss Paolo Bordon ha evidenziato che con la crescita dei numeri si sta modulando la risposta utilizzando le competenze presenti nella rete ospedaliera. Per questo l’ospedale di Rovereto è stato individuato per gestire i casi più complessi. Sono stati quindi potenziati i posti per la rianimazione dedicandone otto a queste attività. Si è messa in atto, ha spiegato, un’operazione di riconversione dei letti di medicina, per creare, per le malattie infettive, 12 posti che si aggiungono ai 14 di Trento. Per questo si collabora con le cliniche Solatrix di Rovereto e Villa Regina di Arco (nelle strutture private non vanno i malati di Covid – 19). Anche l’attività dell’ospedale di Rovereto sarà riorganizzata per poter rispondere in modo adeguato alle richieste di degenze.

Antonio Ferro, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Apss, ha evidenziato che ci si trova di fronte ad un cambiamento della situazione epidemiologica. I casi, ha detto, sono ancora pochi, ma la situazione sta evolvendo. L’età media dei soggetti positivi, ha aggiunto, è più bassa di quella delle regioni limitrofe; per il momento è limitato il numero di persone in rianimazione e si lavora per mettere in salvaguardia i più fragili, come gli anziani. Altro tema su cui ci si sta impegnando, ha detto, è quello dell’impatto sull’ambito produttivo.

L’assessore alla salute e il dirigente generale del Dipartimento Salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti hanno anche riferito dell’incontro avuto in mattinata con le realtà del sociale. La linea che ne è uscita prevede la sospensione delle attività non rispondenti a bisogni essenziali e il mantenimento, con eventuale ridefinizione delle modalità di svolgimento, dei servizi essenziali. Grande attenzione, in particolare, alle persone più fragili.

Paolo Lanzafame, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell’Apss, ha sottolineato inoltre il grande lavoro a cui è sottoposta la struttura di giorno e di notte. Si sta lavorando, ha precisato, con grande impegno.

Gli assessori competenti in materia di turismo e promozione e di sviluppo economico hanno inoltre illustrato il contenuto delle misure adottate oggi, in particolare a sostegno di famiglie, lavoratori e settori economici e in materia di impianti di risalita.

CARCERI ESCALATION DI VIOLENZA IN TUTTA ITALIA – FOGGIA, ROMA REBIBBIA , BOLOGNA, PRATO, PALERMO, AUGUSTA E MILANO SAN VITTORE

Con il pensiero rivolto al personale di Polizia Penitenziaria è Giuseppe DI CARLO Segretario Generale del C.N.P.P. a chiedere al Ministro Bonafede potere straordinari al Capo del DAP Francesco Basentini e al personale di Polizia Penitenziaria, bloccare nell’immediatezza la vigilanza Dinamica è un atto necessario.
Aggiunge DI CARLO, l’isteria da Covid19 ha generato in tutte le carceri Italiane una serie di focolai e di violenza inaudita e gratuita!
Al personale di Polizia Penitenziaria che va la vicinanza di tutto il Direttivo Nazionale, Regionale e Locale del C.N.P.P.!

Foggia, da questa mattina è in corso un evasione di massa di circa 370 detenuti, solo 70 (per quanto ci è dato sapere) sono stati ripresi, i media parlano di altri 3 decessi di detenuti che, aggiunge DI CARLO sono il frutto di una mala gestio dello Stato sulla pandemia coronavirus.

In questo Momento a Rebibbia è in corso una violenta manifestazione di protesta, dove il Vice Segretario Generale C.N.P.P. Domenico Pelliccia è sul posto per portare il nostro supporto ai colleghi del più grande carcere Romano.

Augusta, Bologna, Prato, Palermo e Milano sono in corso trattative per il riportare in cella i detenuti.

Conclude Di Carlo: “lo Stato e L’Amministrazione Penitenziaria reagiscano con fermezza a questo attacco alle istituzioni e al sistema carceri, proponendo, la riapertura del carceri isolane Pianosa, Gorgona e l’Asinara dove portare gli autori di questo attacco alle ISTITUZIONI, che di fatto hanno messo a ferro e fuoco le carceri italiane.
Vi terremo aggiornati in tempo reale sulle questioni aperte, CNPP sarà sempre vicino ai colleghi della Polizia Penitenziaria.

Sono 22 gli istituti penitenziari interessati oggi da rivolte o manifestazioni di protesta provocate da una parte della popolazione detenuta. In molti istituti la situazione non è ancora rientrata e i disordini sono tutt’ora in corso.

A Foggia i detenuti si sono riversati in tutto l’istituto e hanno occupato l’intercinta; si sono verificate evasioni e 43 detenuti sono stati ricatturati da personale della Polizia Penitenziaria e di altre forze dell’ordine. A Modena rimangono tutt’ora due sezioni detentive occupate dai detenuti. A Roma Rebibbia Nuovo Complesso i detenuti sono arrivati fino all’intercinta e hanno gravemente danneggiato l’intero padiglione G11. A Bologna circa 350 detenuti hanno occupato due sezioni.

A Melfi al momento vi sono quattro agenti trattenuti dai detenuti in due sezioni di alta sicurezza. A Rieti l’intero istituto risulta occupato dai detenuti.

Disordini si sono verificati e sono ancora in corso a Bari, Palermo Ucciardone, Santa Maria Capua Vetere (con alcuni detenuti che hanno raggiunto il tetto dell’istituto), Velletri, Prato, Milano San Vittore (detenuti sui tetti e annunciata manifestazione di anarchici), Matera, Chieti, Ivrea, Caltanissetta ed Enna.
A La Spezia, Ferrara, Roma Regina Coeli, Termini Imerese e Trani i disordini sono rientrati. In quasi tutti gli istituti si registrano ingenti danni alle strutture.

Elezioni, confermata la data: nota congiunta del presidente e vicepresidente della Regione.

Con riferimento alla data di convocazione dei comizi per l’elezione diretta del sindaco e dei consigli comunali nei comuni delle province di Trento e di Bolzano, che – con decreto del Presidente della Regione dd. 27 gennaio 2020 – è stata fissata per il giorno 3 maggio 2020, con eventuale turno di ballottaggio per il giorno 17 maggio 2020, si precisa che, al momento, tali date sono confermate.

Lo precisano oggi in una nota congiunta il presidente, Arno Kompatscher ,ed il vicepresidente della Regione Trentino Alto Adige Südtirol, Maurizio Fugatti.

 

*

Sono quindi confermate anche le seguenti scadenze relative agli adempimenti previsti dal Calendario delle operazioni elettorali per le elezioni comunali dd. 3 maggio 2020:

– giovedì 19 marzo: pubblicazione, a cura del Sindaco, del manifesto di convocazione dei comizi elettorali (art. 219, comma 1);
– da giovedì 19 marzo ore 8:00 a venerdì 20 marzo ore 20:00: eventuale deposito presso la Presidenza della Provincia, da parte dei partiti o raggruppamenti politici organizzati, dei rispettivi contrassegni tradizionali (art. 220, comma 1).

Vista la situazione dovuta alla diffusione del Coronavirus, la cui complessità e delicatezza derivano anche dalla sua imprevedibile evoluzione, la Giunta regionale – in base ad un’attenta analisi e valutazione della situazione complessiva e dei relativi sviluppi – si riserva comunque di decidere nelle prossime settimane se mantenere la predetta convocazione o se posticiparla.

Tale decisione sarà assunta tempestivamente, in tempo utile per permettere agli interessati di rispettare le scadenze previste e comunque prima delle date entro le quali vanno presentate le candidature, con i relativi allegati, alla segreteria del Comune (venerdì 27 marzo, sabato 28 marzo, lunedì 30 marzo e martedì 31 marzo ore 12:00). In caso di posticipo delle elezioni comunali, come previsto dalla legge regionale, tali date saranno ridefinite.

I Verdi del Trentino condannano le dichiarazioni di Vittorio Sgarbi che, attraverso un video su Facebook, sminuisce la gravità del Coronavirus definendolo un ‘non pericolo’ e paragonandolo ad una semplice influenza ed invita  implicitamente la popolazione a disattendere le ordinanze ministeriali che impongono regole tassative a cui attenersi per evitare il diffondersi del virus e il non rispetto delle zone rosse.

Vittorio Sgarbi, oltre ad essere presidente del Mart, è un deputato della repubblica. È grave che un deputato  sbeffeggi le ordinanze del Consiglio dei Ministri – ordinanze emanate  dopo aver interpellato esperti qualificati sia in campo sanitario che della protezione civile -e rilasci dichiarazioni che potrebbero indurre, se da qualcuno recepite, a gravi danni per la salute pubblica, quando tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, concordano sostanzialmente con le azioni decise dal Governo.

Considerato che la Giunta provinciale – in contatto permanente con gli organi di Governo per l’attuazione delle misure contro il coronavirus (COVID-19) – è impegnata a far applicare le disposizioni governative, appare inaccettabile il suo silenzio nei confronti dell’on. Sgarbi.

Per questo chiediamo le immediate dimissioni di Vittorio Sgarbi da Presidente del Mart o la revoca dell’incarico da parte della Giunta provinciale.

 

*

Lucia Coppola
Portavoce dei Verdi del Trentino

 

QUESTA SERA, “STASERA ITALIA” SI ALLUNGA FINO ALLE 23.30 CIRCA CON “STASERA ITALIA SPECIALE CORONAVIRUS”

TRA GLI OSPITI IN DIRETTA A “STASERA ITALIA” DALLE 20.30 ALLE 21.25:
GIANLUIGI PARAGONE

TRA GLI OSPITI IN DIRETTA A “STASERA ITALIA SPECIALE CORONAVIRUS”:
GIORGIA MELONI (ore 21.25)
NICOLA PORRO (ore 21.25)
WALTER RICCIARDI (ore 22.00)
GIULIO GALLERA (ore 22.20)
STEFANO BONACCINI (ore 22.30)

Questa sera, lunedì 9 marzo, “Stasera Italia”, condotto da Barbara Palombelli, dalle 21.25 eccezionalmente si allunga fino alle 23.30 circa con “Stasera Italia – Speciale Coronavirus”.

Durante la serata si susseguiranno gli interventi di diversi ospiti e di discuterà di numerosi temi di strettissima attualità collegati all’emergenza sanitaria di Coronavirus in Italia: dalle rivolte, con annessi tentativi di evasione, scoppiate nelle carceri di tutta la penisola– da San Vittore a Milano alla casa circondariale di Rebibbia a Roma fino a quelle di Modena e Foggia – passando per le polemiche suscitate dall’ultimo decreto della Presidenza del Consiglio varato nella notte tra sabato 7 e domenica 8 marzo e i pesanti risvolti economici che hanno portato oggi al crollo della Borsa di Milano con un -11% dell’indice Ftse Mib.

A “Stasera Italia” dalle 20.30 alle 21.25 tra gli ospiti: il senatore Gianluigi Paragone, l’ex ministro Claudio Martelli, il professore emerito di Scienza Politica Gianfranco Pasquino e i giornalisti Tommaso Labate e Federico Rampini.

Si prosegue con “Stasera Italia Speciale Coronavirus”, dalle 21.30 fino alle 23.30 circa, con la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, il conduttore di “Quarta Repubblica” Nicola Porro (da oggi in quarantena perché risultato positivo al Coronavirus) e il direttore de “Il Giornale” Alessandro Sallusti. Si aggiungono il consigliere del Ministero della Salute e membro del board dell’Oms Walter Ricciardi e gli interventi del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera.

L’assessore allo sviluppo economico ha illustrato il Disegno di legge approvato oggi dalla Giunta per contrastare gli effetti del Coronavirus. Misure urgenti della Provincia per sostenere famiglie, lavoratori e settori economici.

 

Slides_Misure_urgenti_della_Provincia_per_sostenere_famiglie,_lavoratori_e_settori_economici

 

Tributi, contratti e appalti pubblici, sostegno ai lavoratori e alle imprese, credito, recupero di risorse non utilizzate: sono questi i settori principali interessati dal disegno di legge approvato oggi dalla Giunta provinciale, “Misure urgenti di sostegno per le famiglie, i lavoratori e i settori economici connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”.
“Questo nuovo intervento – ha spiegato l’assessore provinciale allo sviluppo economico – affronta tempestivamente le problematiche connesse all’epidemia sul piano economico, del lavoro e del sostegno al potere di spesa delle famiglie. Le misure che abbiamo adottato differiscono il pagamento dell’IMIS e prevedono un maggiore coinvolgimento delle piccole e micro imprese nell’affido di appalti e subappalti, valorizzando la territorialità e la filiera corta, un abbattimento degli interessi sulle linee di credito per gli operatori economici che necessitano di liquidità immediata e una semplificazione delle procedure per la concessione di contributi alle imprese. E’ un pacchetto di misure importanti, che abbiamo messo a punto a tempo di record per dare una scossa positiva al nostro sistema produttivo e trasmettere un segnale di fiducia al Trentino”.

Vediamo in sintesi i contenuti principali del disegno di legge.

Differimento del pagamento dell’Imis 2020: in materia di Imis, Imposta Immobiliare Semplice, si prevede il differimento della prima rata (16 giugno 2020) alla scadenza della seconda (16 dicembre 2020), fermo restando, per chi vuole, la facoltà di effettuare il versamento secondo la scadenza ordinaria. L’intero ammontare dell’imposta, quindi, potrà essere versato in un’unica tranche a dicembre. Ciò farà sì che nel portafoglio di famiglie ed imprese rimanga, nell’immediato, una disponibilità monetaria complessiva pari a circa 90 milioni di euro.

Affidamento di contratti pubblici di importo superiore alla soglia europea: dando particolare rilevanza al tessuto produttivo locale, composto come noto soprattutto di piccole e microimprese, si prevede, per una durata di 2 anni, l’affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture soprasoglia con procedura aperta oppure ristretta, limitando il numero di invitati a 5 soggetti, mediante sorteggio. Il criterio di aggiudicazione è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, premiando l’impegno del concorrente a coinvolgere le piccole e medie imprese e acquisire le forniture dalle stesse, nonché l’impegno del concorrente a praticare il minor ribasso rispetto all’offerta, in modo tale da assicurare la qualità dell’esecuzione del contratto.

Affidamento di contratti pubblici di importo inferiore alla soglia europea: sempre per una durata di due anni si prevede una semplificazione nelle procedure di affidamento sottosoglia (5.350.000 euro). In particolare, per accelerare la realizzazione di opere pubbliche, si prevede l’adozione della procedura negoziata con invito a 20 imprese (oggi possibile solo fino a 2 milioni), utilizzando il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e valorizzando esclusivamente i criteri del coinvolgimento delle micro, piccole medie imprese nel subappalto e nell’acquisto delle forniture, con la valorizzazione del minor ribasso praticato al subappaltatore, già visti anche per gli appalti soprasoglia. Fino a 2 milioni di euro rimane ferma la possibilità di ricorrere al criterio del prezzo più basso.

Dai calcoli sulla medie delle aggiudicazioni dell’ultimo triennio si stima che le due misure consentiranno di mobilitare quest’anno appalti per circa 100 milioni di euro (30% in più). Senza le accelerazioni previste nel disegno di legge questi appalti sarebbero stati effettuati il prossimo anno.

Sostegno ai lavoratori: ad integrazione delle misure previste a livello statale, la Provincia intende utilizzare gli strumenti attuativi della delega in materia di ammortizzatori sociali e quelli di politica attiva del lavoro previsti del Documento degli interventi di politica del lavoro. La disponibilità sul Fondo di solidarietà territoriale, a favore di tutti i lavoratori, è pari a 14 milioni di euro.

Sostegno agli operatori economici: la Provincia concorrerà ad abbattere gli interessi a carico degli operatori economici con sede legale o operativa a Trento, per linee di credito – della durata di 12 mesi – contratte con banche e altri intermediari finanziari aderenti al Protocollo siglato con la Provincia. Il volume delle linee di credito accordabili è di circa 250 milioni di euro.

Semplificazione delle procedure per i contributi alle imprese: la semplificazione prevista riguarderà sia la fase istruttoria sia i pagamenti dei contributi.

Istruttoria: per le domande riguardanti la compensazione fiscale (spese di massimo 300.000 euro) sarà favorita l’autocertificazione e le modalità semplificate di controllo della documentazione. La disposizione vale anche per domande già presentate ma non ancora ammesse a finanziamento.

Pagamenti di contributi (incentivi alle imprese, interventi in materia di risparmio energetico, di provvidenze per impianti a fune e piste da sci): anche qui verranno previste modalità semplificate per lo svolgimento delle pratiche relative. La Provincia potrà inoltre prorogare fino al 30 giugno 2021 le convenzioni, in essere alla data di entrata in vigore di questa legge, con gli enti di garanzia riguardanti l’attività istruttoria per la concessione di contributi, l’erogazione e l’effettuazione dei relativi controlli.

Per le pratiche di compensazione fiscale l’impegno di spesa è di 14 milioni di euro

Accelerazione per la concessione di agevolazioni: per accelerare la concessione delle agevolazioni la Provincia può affidare a soggetti esterni, previa stipula di apposite convenzioni, lo svolgimento della fase istruttoria e le attività connesse alla funzione di controllo.

Verifica straordinaria sui contributi con recupero liquidità: questa norma è pensata infine per favorire un veloce recupero delle risorse riguardanti contributi – di importo inferiore a 100.000 euro – concessi da più di dieci anni e non utlizzati, che possono essere quindi revocati, qualora sussistano le condizioni, individuate con delibera provinciale, in modo tale da recuperare liquidità da immettere nel sistema.

Ricordiamo che alle misure sopra indicate vanno inoltre aggiunte, sempre per il contrasto al Coronavirus, anche le seguenti decisioni (estranee al Ddl approvato oggi) con i relativi impegni di spesa :

– sistemazione delle strutture di accoglienza delle persone in quarantena (Sardagna e Viote del Bondone) e per l’aumento della capacità ricettiva delle sale di terapia intensiva o per l’acquisto di presidi sanitari (disinfettanti mascherine), per un totale di 1,5 milioni di euro.

– potenziamento del personale del servizio sanitario, socio-sanitario e sociale per l’incremento delle ore straordinarie del personale già in servizio, per circa 5 milioni di euro;

– accantonamento su un fondo di riserva di risorse ulteriori per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, per 10 milioni di euro.

(Pagina 1 di 7)