Coronavirus: firmato l’accordo sulla flessibilità lavorativa nella scuola. Via libera all’accordo tra Provincia e sindacati per la flessibilità lavorativa del personale del comparto scuola nelle istituzioni scolastiche e formative trentine. Un provvedimento che si collega alla sospensione delle attività didattiche fino al 15 marzo decisa dal governo nazionale come misura di contenimento dell’epidemia da coronavirus.

Questa sera nella sala Fedrizzi del palazzo della Provincia, l’assessore all’istruzione, università e cultura ha firmato l’accordo con Cgil Cisl e Uil, Fgu Gilda degli insegnanti, Federazione Gilda Unams e Delsa.

 

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Questi i punti salienti dell’accordo.

Per quanto riguarda il tema della conciliazione scuola lavoro relativamente al problema dei figli da accudire a causa della sospensione dei servizi all’infanzia e della scuola fino al 15 marzo, si prevede che i dirigenti scolastici e formativi favoriscano le necessità del personale non insegnante, ricorrendo a quanto previsto dal contratto di lavoro (ferie, ore di recupero, permessi brevi, congedo parentale, permessi non retribuiti per motivi personali, aspettative familiari e personali non retributive, aspettativa non retribuita per i figli entro i 12 anni di età) alla possibilità di articolare l’orario di lavoro con un minor carico orario giornaliero fino al 15 marzo purché venga garantita la funzionalità delle attività di servizio da rendere all’utenza e alla scuola

Per il personale insegnante della scuola e della formazione professionale e per il personale assistente educatore questa flessibilità verrà assicurata attraverso il confronto e la condivisione con il personale e gli organi collegiali.

L’accordo prende in esame anche il tema degli accessi alla scuola da parte del pubblico. Si raccomanda di programmare gli accessi attraverso appuntamento e, nel caso di riunioni degli organi collegiali, si raccomanda il rispetto delle disposizioni in materia di igiene e sicurezza previste dal decreto nazionale.

 

L’epidemia di coronavirus che paralizza il nostro paese ha conseguenze umane, sociali ed economiche che sono ormai, almeno in parte, note. L’auspicio è che governo nazionale e provinciale, insieme al personale medico e infermieristico, cui va oggi la nostra speciale gratitudine, possano contribuire a rendere il meno possibile gravosa una situazione per molti aspetti inedita, collaborando in vista di un obiettivo comune.

Una delle tante conseguenze dell’impossibilità per le persone di condurre una vita normale è che i cittadini non potranno informarsi adeguatamente sulle prossime elezioni comunali del 3 maggio.

Giustamente ora le priorità sono ben altre, ma ciò non toglie che si debba prendere in esame anche questo: è un diritto del cittadino conoscere per deliberare.

Appare evidente che, se il Governo dovesse decidere di prorogare le misure preventive oggi in essere oltre il 15 di marzo, si paleserebbe un ovvio impedimento al corretto svolgimento della competizione elettorale.

Non c’è, infatti, vera democrazia senza possibilità di confrontarsi con le idee e le personalità che si accingono a governare la città.

Pertanto, nell’ipotesi di proroga delle misure preventive oltre il 15 marzo, in assenza di rinvio della data della votazione, riteniamo imprescindibile, al fine di tutelare e garantire l’inviolabile diritto di voto proprio di ciascun cittadino -come tale costituzionalmente garantito- valutare la possibilità di ricorrere all’autorità giudiziaria competente.

È alla luce di queste considerazioni che invitiamo le Autorità competenti a valutare di posticipare le prossime elezioni comunali, affinché tutti i cittadini abbiano la possibilità di affrontare con consapevolezza il diritto/dovere del voto e per ridurre così un astensionismo che, in mancanza di dibattito e confronto, è destinato inevitabilmente a crescere.

 

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Silvia Zanetti

Candidato Sindaco di SI PUO’ FARE!

Cara comunità universitaria,

in base a quanto stabilito dal nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ha previsto la sospensione delle attività didattiche frontali fino al 15 marzo prossimo, il nostro Ateneo ha attivato nuove misure per garantire a tutti un servizio quanto più completo possibile e assicurare la tutela della salute di ognuno di noi. Qui di seguito le decisioni che abbiamo assunto in queste ore.

 

LEZIONI:
La didattica frontale sarà sospesa fino al 15 marzo compreso.
Da lunedì 9 marzo gradualmente verranno attivate le lezioni con modalità telematica. Al personale docente verrà indicato come svolgere questa tipologia di didattica attraverso una comunicazione specifica. Gli studenti e le studentesse riceveranno apposita comunicazione su tempi e modalità di accesso alle lezioni attraverso il sistema Moodle.

ESAMI DI PROFITTO:
Potranno essere svolti solo esami orali in modalità telematica.

ESAMI DI CERTIFICAZIONE LINGUISTICA:
Si svolgeranno solo per i/le laureandi/e e per i/le candidati/e per i bandi di mobilità

ESAMI DI LAUREA:
Verranno effettuati a porte chiuse e in presenza del solo candidato/a fino al 31 marzo. Si stanno attivando modalità per poter trasmettere le sedute in streaming.

TIROCINI:
I tirocini svolti presso enti terzi seguono le indicazioni dei soggetti ospitanti.

ATTIVITÀ DI LABORATORIO:
I direttori e le direttrici di dipartimento, sentiti i/le responsabili dei laboratori, potranno decidere di svolgere tali attività a condizione che sia assicurata la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

RICEVIMENTO STUDENTI E STUDENTESSE:
Potrà essere svolto solo in modalità telematica.

CONSIGLI DI DIPARTIMENTO:
Potranno tenersi solo in aule con capienza tripla rispetto al numero dei presenti.

BIBLIOTECHE
Chiuse dal 7 marzo. Sarà comunque previsto l’accesso per il prestito libri a partire da lunedì 9 fino a venerdì 13 marzo con limitazioni di orario.

AULE STUDIO:
Chiuse.

EVENTI:
Fino al 3 aprile dovranno essere sospesi e nuovamente calendarizzati, ove possibile.

SERVIZI DI FRONT OFFICE:
Potranno essere svolti solo in modalità telematica.

ATTIVITÀ TECNICO-AMMINISTRATIVE
Si svolgeranno regolarmente, tenuto conto delle nuove disposizioni in materia di lavoro agile concordate oggi e già comunicate al personale interessato

RISTORANTI E BAR UNIVERSITARI:
Chiusi fino all’8 marzo. Ulteriori comunicazioni sul sito dell’Opera Universitaria: https://www.operauni.tn.it/it

Cogliamo ancora una volta l’occasione per ricordare alcuni dei comportamenti da seguire:
• Lavati spesso le mani
• Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
• Evita abbracci e strette di mano
• Non toccarti occhi, naso e bocca con le mani
• Copri bocca e naso se starnutisci o tossisci
• Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
• Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
• Contatta il numero verde 1500 se hai febbre o tosse e sei tornato da zone endemiche da meno di 14 giorni
• Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate

Ringraziando tutti voi per la collaborazione e il supporto, confidiamo che la situazione evolva per il meglio e torni presto alla normalità. Vi invitiamo a tenervi aggiornati anche sul sito del nostro Ateneo.
A presto e buona serata
Paolo Collini

 

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Dear University community,
based on the new provisions included in the new Decree of the President of the Council of Ministers, which ordered the suspension of all teaching activities until 15 March, our University adopted new measures to maintain a certain level of service and protect the health of us all. The adopted measures are as follows:
CLASSES:
Classes will be suspended until 15 March.
Classes will be available online, gradually, starting from Monday, 9 March. Academic staff will be informed about how to provide this type of teaching activity. Students will be informed on when and how to access online courses through the Moodle platform.
EXAMINATIONS:
Only oral examinations will take place, online.
LANGUAGE CERTIFICATION EXAMS:
Only students who are about to graduate and students who need to obtain a certificate to participate in international mobility programs will take these exams.
GRADUATIONS:
Graduations will take place behind closed doors with the student graduating and no attendees until 31 March. We are currently at work to provide the live streaming of the examination.
INTERNSHIPS:
Internships organized by third parties will start based on the opinion of the organizers.
LAB WORK:
The directors of the departments, based on the views of the heads of the laboratories, may decide to permit some lab work provided that laboratories are not overcrowded (at least 1 meter distance between people).
ACADEMIC STAFF OFFICE HOURS:
Academic staff will be available for students online.
MEETINGS OF DEPARTMENT COUNCILS:
Meetings can take place, provided that the room in which they take place has a seating capacity of three times the number of the participants.
LIBRARIES:
Libraries will be closed from 7 March. Borrowing will be available from 9 March until Friday, 13 March, with limited opening hours.
STUDY ROOMS:
Closed.
EVENTS:
All events scheduled until 3 April will be cancelled and rescheduled at a later date whenever possible.
FRONT OFFICE:
Front office services will be accessible online.
TECHNICAL AND ADMINISTRATIVE ACTIVITIES:
Office activities will continue as usual, in compliance with the new provisions on smart working that have been agreed today and which have been transmitted to relevant staff.
UNIVERSITY RESTAURANTS AND CANTEENS:
University restaurants and canteens will be closed until 8 March. For further information visit the website of Opera Universitaria: https://www.operauni.tn.it/it

We take again the opportunity to remind you of some advice:
• Wash your hands frequently
• Avoid contact with people with a fever, cough and difficulty breathing
• Avoid shaking hands or hugging people
• Avoid touching eyes, nose and mouth
• Cover your mouth and nose when you sneeze or cough
• Carefully clean surfaces
• Do not take any drugs or antibiotics without consulting your doctor
• Call 1500 (toll free number) if you have a temperature, cough or if you have just returned from affected areas
• Wear a mask if you think you are sick or you are taking care of a person who is sick

Thank you all for your collaboration. We hope everything will be soon back to normal. We will provide more information on the University website.
Best regards
Paolo Collini

Coronavirus, quinta ordinanza del presidente Kompatscher. Varie -Recepito il decreto governativo e aggiunte due raccomandazioni dirette ai gestori degli impianti sciistici e per gli enti territoriali.

Il decreto emanato ieri sera (4 marzo) dal presidente del consiglio Giuseppe Conte con le misure di carattere sanitario per contenere la diffusione del Coronavirus (Covid-19) viene applicato su tutto il territorio nazionale (vedi comunicato). Il Presidente Arno Kompatscher, in accordo con la Giunta, in serata ha firmato una nuova ordinanza, la quinta, con cui viene recepito il provvedimento governativo e vengono revocate le prime tre ordinanze. Il documento, che contiene anche due raccomandazioni aggiuntive, è stato pubblicato integralmente sulla pagina della Protezione civile.

Il decreto governativo, come annunciato, prevede che in via precauzionale restino chiuse le scuole di ogni ordine e grado fino al 15 marzo. Gli altri divieti per congressi, convegni, manifestazioni sportive, spettacoli di ogni genere saranno in vigore fino al 3 aprile. In aggiunta alle misure governative il Landeshauptmann raccomanda ai gestori degli impianti nei comprensori sciistici “di adottare ogni provvedimento idoneo a limitare la concentrazione di persone”, e agli enti territoriali di celebrare le sedute degli organi collegiali in videoconferenza “in tutti i casi in cui tale misura risulti opportuna in relazione al possibile rischio di contagio”.

Coronavirus: le linee guida della Provincia per il DPCM del 4 marzo. Il presidente della Provincia autonoma di Trento ha firmato nel pomeriggio un documento indirizzato ai sindaci del Trentino con il quale si individuano le linee guida interpretative riferite al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri adottato ieri, 4 marzo 2020, in tema di prescrizioni per contrastare il diffondersi del contagio da Coronavirus.

 

Linee_guida_PAT_per_DPCM_4_marzo_2020

 

“Non potendo non recepire il decreto che il governo ha emanato per l’urgenza – spiega il presidente della Provincia autonoma di Trento – con queste linee guida ci siamo posti l’obiettivo di consentire da un lato l’osservanza delle prescrizioni sanitarie e dall’altro, per quanto possibile, l’esercizio delle normali attività economiche e sociali che stanno accusando un contraccolpo pesantissimo da questa vicenda”.

Sospensione di congressi, riunioni, meeting, eventi sociali in cui è coinvolto il personale sanitario o incaricato di svolgere servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; differimento attività convegnistica o congressuale (comma 1 dell’articolo 1: lettera a) del DPCM)

Il provvedimento non si riferisce alle attività lavorative. Sono comunque ammessi gli incontri o le riunioni di ogni tipologia connessi all’esercizio di funzione pubblica e all’erogazione di servizi pubblici, rispettando la misura di mantenere, nei contatti sociali, una distanza tra le persone di almeno un metro (allegato 1 lett. d) del DPCM). Sono comunque ammessi gli incontri o le riunioni lavorative in ambito privato, sempre rispettando la stessa indicazione riguardo alla distanza. Rimangono aperti tutti gli uffici pubblici per i quali comunque rimane l’indicazione del rispetto delle misure igienico-sanitarie (allegato 1 del DPCM) come lavarsi spesso le mani (con la raccomandazione di mettere a disposizione nei luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche), evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, evitare abbracci e strette di mano, mantenere una distanza tra le persone di almeno un metro, starnutire o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie, evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri (in particolare durante l’attività sportiva) non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani, coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce, non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico, pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol, usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.

Sospensione di manifestazioni, eventi, spettacoli svolti in luoghi che comportano un affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza tra le persone di almeno un metro (comma 1 dell’articolo 1: lettera b) del DPCM)

È ammesso lo svolgimento di tutte le iniziative e manifestazioni per le quali è possibile assicurare la distanza di almeno un metro tra i partecipanti (allegato 1 lett d) del DPCM).

Sospensione eventi sportivi (comma 1 dell’articolo 1: lettera c) del DPCM)

Gli eventi e le competizioni sportive devono svolgersi, tanto all’aperto, quanto al chiuso, senza la presenza di pubblico. Con riferimento alle associazioni sportive che sono tenute a disporre di personale medico, in base all’ordinamento vigente, si applica quanto previsto dal DPCM, in riferimento ai controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del COVID 19, con particolare riferimento alla necessità che tutte le persone coinvolte non presentino alcun sintomo di malattia, e, in particolare, febbre, tosse o congiuntivite. Analogamente, per tutte le altre associazioni che non sono tenute a disporre di personale medico e, in generale per lo svolgimento dello sport di base e delle attività motorie in genere, si ricorda l’importanza che tutte le persone coinvolte non presentino alcun sintomo di malattia, in particolare, febbre, tosse o congiuntivite.

Sospensione servizi educativi e attività didattiche (comma 1 dell’articolo 1: lettera d) del DPCM)

Per tutte le attività non sospese si applicano queste regole (allegato 1 del DPCM): lavarsi spesso le mani (con la raccomandazione di mettere a disposizione nei luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche), evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, evitare abbracci e strette di mano, mantenere nei contatti sociali una distanza tra le persone di almeno un metro, starnutire o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie, evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri (in particolare durante l’attività sportiva), non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani, coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce, non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico, pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol, usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.

Divieto di permanenza in sale d’attesa, accettazione e pronto soccorso (comma 1 dell’articolo 1: lettera l) del DPCM)

Le indicazioni relative alla permanenza nelle sale d’attesa dei dipartimenti d’emergenza e accettazione e dei pronto soccorso sono comunicate dal personale sanitario in servizio nel luogo d’accesso.

Accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e luoghi di degenza (comma 1 dell’articolo 1: lettera m) del DPCM)

Occorre limitare ad uno al giorno l’accesso di eventuali familiari, persone incaricate dell’assistenza individuale non dipendenti della struttura ospitante e visitatori. Va comunque escluso l’ingresso alle persone (familiari, assistenti, visitatori…) che provengono dalle zone individuate come a rischio, di cui allo specifico elenco nazionale, assicurandosi in particolare la verifica dell’assenza delle seguenti condizioni: 1. febbre; 2. tosse; 3. problemi di respiro; 4. frequentazione con un caso confermato o probabile di COVID -19.

Anziani, affetti da patologie croniche, con multimorbilità o con stati di immunodepressione (comma 1 dell’articolo 2: lettera b) del DPCM)

Si raccomanda di evitare gite e ritrovi.

Attività ricreative individuali, all’aperto o a domicilio (comma 1 dell’articolo 2: lettera e) del DPCM)

Si ricordano sempre le seguenti precauzioni (allegato 1 del DPCM): lavarsi spesso le mani (con la raccomandazione di mettere a disposizione nei luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche), evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, evitare abbracci e strette di mano, mantenere nei contatti sociali una distanza tra le persone di almeno un metro, starnutire o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie, evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri (in particolare durante l’attività sportiva), non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani, coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce, non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico, pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol, usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.

Sanificazione mezzi trasporto pubblico (comma 1 dell’articolo 2: lettera h) del DPCM)

Sui mezzi del trasporto pubblico locale su gomma, i circuiti di riscaldamento, condizionamento e ventilazione dovranno essere attivati al minimo indispensabile per limitare il ricircolo dell’aria interna. Ad ogni fermata della linea, effettuata per salita/discesa, così come ad ogni sosta prevista a capolinea, devono essere aperte tutte le porte dell’autobus per favorire la distribuzione più omogenea e il massimo distanziamento tra i passeggeri presenti a bordo. In via del tutto eccezionale, fino a revoca, viene sospesa, per il conducente, l’attività di controllo dei titoli di viaggio ai passeggeri in salita. Sui servizi extraurbani, ai fini di garantire un ricircolo dell’aria all’interno dell’autobus, qualora la corsa di linea (o trasferimento) svolta preveda un periodo di tempo di viaggio senza fermate superiore 15 minuti, l’autista dovrà individuare lungo il percorso un’idonea area (golfo di fermata o idonea generica piazzola) per effettuare, trascorso tale periodo e appena possibile, una fermata tecnica fuori della carreggiata di durata di un minuto. Durante tale sosta dovranno essere aperte tutte le porte dell’autobus e qualora la sosta venga effettuata in una piazzola generica (priva di fermata autorizzata) dovrà essere impedita la salita o discesa dall’autobus. Dovranno salire dalla porta anteriore gli utenti sprovvisti di biglietto per acquistarlo presso l’autista. Ogni autista avrà a disposizione un kit contente guanti, disinfettante lavamani e sacchetti di raccolta.

Ingressi dopo il soggiorno nelle zone a rischio (comma 1 dell’articolo 2: lettera i) del DPCM)

Con riferimento alla data definita con il “quattordicesimo giorno antecedente la pubblicazione del presente decreto”, si deve fare riferimento al giorno 18 febbraio 2020 compreso; le persone individuate alla lettera i) del DPCM devono comunicare la loro presenza al numero verde 800867388 appositamente istituito dalla Provincia, gli operatori inoltreranno la chiamata al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda provinciale per i Servizi Sanitari.

Persona in sorveglianza e sintomi – i sanitari (comma 5 dell’articolo 2: lettera a) del DPCM)

Si avverte immediatamente il medico di sanità pubblica del dipartimento di prevenzione con il quale si è già in contatto per la sorveglianza.

Persona in sorveglianza e sintomi – permanenza nella stanza (comma 5 dell’articolo 2: lettera c) del DPCM)

Sarà cura del medico di sanità pubblica l’esecuzione di un tampone di conferma. Se il paziente non è in condizioni critiche resta presso la propria abitazione con appropriate indicazioni.

Aspetti rilevanti riferiti all’ambito socio – sanitario e socio-assistenziale:

• Le attività dei servizi domiciliari, diurni e residenziali socio-sanitari e socio-assistenziali, rivolti ad interni o esterni, proseguono con regolarità, nell’osservanza delle misure igienico sanitario previste;

• E’ raccomandato di non accedere ai servizi agli utenti che riferiscono sintomi di malattia respiratoria (quale ad esempio febbre, tosse, problemi di respiro) o congiuntivite;

• Occorre monitorare e modulare l’accesso con attenzione alla concentrazione delle persone in spazi limitati assicurando la distanza interpersonale di almeno un metro, la necessaria areazione degli ambienti ogni 45 minuti, prediligendo ove possibile le attività all’aperto e aumentando gli interventi di sanificazione;

• Va escluso l’ingresso alle persone (operatori, familiari, beneficiari del servizio, visitatori…) che provengono dalle zone individuate come a rischio di cui allo specifico elenco nazionale assicurandosi in particolare la verifica dell’assenza delle seguenti condizioni: 1. febbre; 2. tosse; 3. problemi di respiro; 4. congiuntivite; 5. frequentazione con un caso confermato o probabile di COVID -19:

• Per le strutture residenziali occorre limitare l’accesso di eventuali familiari o visitatori ad uno al giorno;

• La programmazione delle attività dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali, con riferimento ad uscite esterne, attività ludiche, ecc…, devono essere rimodulate sulla base delle indicazioni generali contenute in questa circolare;

• Per quanto riguarda la fruizione dei servizi (presenze / assenze) è applicata la disciplina in uso.

https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/content/download/165298/2908903/file/Linee_guida_PAT_per_DPCM_4_marzo_2020.pdf

L’Ufficio Stampa del Quirinale rende noto il testo della dichiarazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sull’emergenza Coronavirus:

 

«Care concittadine e cari concittadini,

l’Italia sta attraversando un momento particolarmente impegnativo. Lo sta affrontando doverosamente con piena trasparenza e completezza di informazione nei confronti della pubblica opinione.

L’insidia di un nuovo virus che sta colpendo via via tanti paesi del mondo provoca preoccupazione. Questo è comprensibile e richiede a tutti senso di responsabilità, ma dobbiamo assolutamente evitare stati di ansia immotivati e spesso controproducenti.

Siamo un grande Paese moderno, abbiamo un eccellente sistema sanitario nazionale che sta operando con efficacia e con la generosa abnegazione del suo personale, a tutti i livelli professionali.

Supereremo la condizione di questi giorni. Anche attraverso la necessaria adozione di misure straordinarie per sostenere l’opera dei sanitari impegnati costantemente da giorni e giorni: misure per l’immissione di nuovo personale da affiancare loro e per assicurare l’effettiva disponibilità di attrezzature e di materiali, verificandola in tutte le sedi ospedaliere.

Il Governo – cui la Costituzione affida il compito e gli strumenti per decidere – ha stabilito ieri una serie di indicazioni di comportamento quotidiano, suggerite da scienziati ed esperti di valore.

Sono semplici ma importanti per evitare il rischio di allargare la diffusione del contagio.

Desidero invitare tutti a osservare attentamente queste indicazioni: anche se possono modificare temporaneamente qualche nostra abitudine di vita.

Rispettando quei criteri di comportamento, ciascuno di noi contribuirà concretamente a superare questa emergenza.

Lo stanno facendo con grande serietà i nostri concittadini delle zone cosiddette rosse. Li ringrazio per il modo con cui stanno affrontando i sacrifici cui sono sottoposti.

Desidero esprimere sincera vicinanza alle persone ammalate e grande solidarietà ai familiari delle vittime.

Il momento che attraversiamo richiede coinvolgimento, condivisione, concordia, unità di intenti nell’impegno per sconfiggere il virus: nelle istituzioni, nella politica, nella vita quotidiana della società, nei mezzi di informazione.

Alla cabina di regia costituita dal Governo spetta assumere – in maniera univoca-  le necessarie decisioni in collaborazione con le Regioni, coordinando le varie competenze e responsabilità. Vanno, quindi, evitate iniziative particolari che si discostino dalle indicazioni assunte nella sede di coordinamento.

Care concittadine e cari concittadini, senza imprudenze ma senza allarmismi, possiamo e dobbiamo aver fiducia nelle capacità e nelle risorse di cui disponiamo. Possiamo e dobbiamo avere fiducia nell’Italia».

 

 

Il video della dichiarazione è disponibile su www.quirinale.it

Il Centro S. Chiara sospende tutte le attività spettacolari fino al 3 aprile 2020.

Si comunica che in ottemperanza del DPCM 4 marzo 2020 per il contenimento e contrasto del diffondersi del virus Covid-19, e preso atto della sostanziale impossibilità di garantire le condizioni di sicurezza interpersonali prescritte, il Centro Servizi Culturali S. Chiara ha deciso la sospensione di tutte le attività spettacolari fino a venerdì 3 aprile 2020.

Il Centro si impegna, ciò nondimeno, a verificare la possibilità di riprogrammare in un prossimo futuro quanti più eventi possibile. Laddove tale prospettiva non si dovesse verificare, il Centro provvederà a fornire tempestiva comunicazione relativa alle modalità di rimborso degli eventi annullati.

Per ulteriori informazioni chiamare il numero verde 800013952 o visitare il sito www.centrosantachiara.it

L’Upipa, in accordo con il Gruppo Spes, in rappresentanza dei gestori di RSA del Trentino:

-) Prende atto delle linee guida emanate dal Presidente della Giunta Provinciale ad interpretazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 04.03.2020 in materia di limitazioni all’ingresso in RSA dei familiari e dei visitatori;

-) Ritiene che tali indicazioni non abbiano il valore giuridico di un’ordinanza, non abbiano validazione scientifica e siano in contrasto con le misure di sicurezza per garantire la riduzione del rischio di contagio all’interno delle strutture che ospitano anziani fragili e maggiormente esposti;

-) Comunica che non applicherà tali linee guida e continuerà a limitare l’accesso al solo personale sanitario e assistenziale delle strutture medesime, poiché il personale è pienamente in grado di garantire l’assistenza richiesta;

-)  Provvederà inoltre ad inoltrare tempestivamente le linee guida emanate dalla PAT all’Istituto Superiore di Sanità per avere una indicazione sulla loro applicabilità e per una validazione scientifica sulla eventuale assunzione di rischio in relazione alla attuale diffusione del contagio.

 

 

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La Presidente dell’Upipa

Francesca Parolari

 

La Presidente del Gruppo Spes

Cecilia Nicolini

Studiano di più, hanno più interessi e voti più alti, ma nel lavoro hanno retribuzioni inferiori e sono penalizzate se hanno figli. I dati delle Indagini AlmaDiploma e AlmaLaurea sulle performance formative e professionali delle donne dalla scuola al mondo del lavoro

In occasione della Festa dell’8 Marzo, una fotografia sulle performance formative e professionali delle donne, dalla scuola superiore all’università fino al mercato del lavoro. Da una lettura dei dati delle ultime Indagini AlmaDiploma e AlmaLaurea, si conferma un differenziale a favore dei diplomati e dei laureati, che permane anche quando le diplomate e le laureate intraprendono percorsi disciplinari che offrono maggiori chance occupazionali o dove sono storicamente più presenti.

 

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DALLA SCUOLA ALL’UNIVERSITÀ
Il Rapporto 2019 sul Profilo dei Diplomati mostra che il 39,1% delle ragazze alla scuola media inferiore ottiene un voto d’esame superiore o uguale a 9 (percentuale pari al 29,8% tra i ragazzi) e quando arrivano sui banchi delle superiori, che siano quelli di un liceo, un istituto tecnico o un professionale, raggiungono ottimi risultati.
Il 92,3% delle studentesse non fa ripetenze (è l’87,7% per ragazzi) e conclude la scuola secondaria superiore con un voto medio di diploma pari a 78,7 su cento (è 75,2 per i ragazzi).

Il 39,6% delle ragazze dedica allo studio e ai compiti a casa più di 15 ore settimanali rispetto al 17,5% dei ragazzi;
inoltre, il 39,1% delle studentesse compie esperienze internazionali, in particolare organizzate dalla scuola (è il 25,3% dei ragazzi). D’altronde le ragazze intraprendono in maggior misura percorsi formativi linguistici e per questo conseguono anche un maggior numero di attestati (41,9% delle studentesse rispetto al 31,4% degli studenti).
Sono impegnate in attività di carattere sociale: il 17,5% delle ragazze svolge attività di volontariato rispetto al 13,2% dei ragazzi.
Nel tempo libero intraprendono attività culturali e non perché devono ma perché lo vogliono: le svolgono il 60,6% delle ragazze, in larga parte su iniziativa personale, rispetto al 48,3% dei ragazzi.
Sono interessate a proseguire gli studi soprattutto all’università: 79,6% delle diplomate rispetto al 64,6% dei diplomati. In tale scelta sono spinte da motivazioni differenti: in particolare poter svolgere, grazie alla laurea, l’attività professionale di proprio interesse (70,2% delle studentesse rispetto al 61,8% degli studenti) e approfondire i propri interessi culturali (57,2% rispetto al 49,1% degli studenti).

Il Rapporto 2019 sul Profilo dei laureati mostra che tra i laureati del 2018, dove è nettamente più elevata la presenza della componente femminile (58,7%), la quota delle donne che si laureano in corso è pari al 55,5% (è 50,9% per gli uomini) con un voto medio di laurea uguale a 103,7 su 110 (è 101,9 per gli uomini); occorre sottolineare che ciò è frutto anche dei diversi percorsi formativi intrapresi.
Le donne si iscrivono all’università spinte da forti motivazioni culturali (32,2% rispetto al 28,2% degli uomini) e hanno svolto un buon numero di tirocini e stage riconosciuti dal proprio corso di laurea, il 62,8% delle donne rispetto al 54,2% degli uomini.
Le laureate inoltre provengono in misura maggiore da contesti familiari meno favoriti sia dal punto di vista culturale sia socio-economico. Così il 27,3% delle donne ha almeno un genitore laureato rispetto al 33,6% degli uomini. Un differenziale che permane considerando anche la classe sociale: il 20,9% delle donne proviene da una famiglia di estrazione economica elevata rispetto al 24,6% degli uomini. Non stupisce quindi che tra le donne, provenienti da contesti familiari più svantaggiati, sia maggiore la percentuale di chi ha usufruito di borse di studio: il 25,0% delle donne rispetto al 21,2% degli uomini.

Figura 1 Laureati dell’anno 2018: voto di laurea per genere e gruppo disciplinare (valori medi in 110-mi)

Nota: per il calcolo delle medie il voto di 110 e lode è stato posto uguale a 113; il gruppo Difesa e sicurezza non è riportato. Fonte: AlmaLaurea 2019, Indagine sul Profilo dei Laureati.

 

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LE DONNE E IL MERCATO DEL LAVORO

Il Rapporto 2019 sulla Condizione occupazionale dei laureati registra ancora una volta significative e persistenti disuguaglianze di genere.
Su tale aspetto AlmaLaurea ha sviluppato un approfondimento ad hoc evidenziando che tra i laureati magistrali biennali, a cinque anni dal conseguimento del titolo, le differenze di genere si confermano significative e pari a 6,0 punti percentuali in termini occupazionali: il tasso di occupazione è pari all’83,0% per le donne e all’89,0% per gli uomini.
A un lustro dal titolo i contratti alle dipendenze a tempo indeterminato sono una prerogativa tutta maschile: riguardano il 63,0% degli uomini e il 52,6% delle donne.
È naturale che queste differenze siano legate anche alle diverse scelte professionali maturate da uomini e donne; queste ultime, infatti, tendono più frequentemente a inserirsi nel pubblico impiego e nel mondo dell’insegnamento, notoriamente in difficoltà nel garantire, almeno nel breve periodo, una rapida stabilizzazione contrattuale.
Le differenze di genere si confermano anche dal punto di vista retributivo. Tra i laureati magistrali biennali che hanno iniziato l’attuale attività dopo la laurea e lavorano a tempo pieno emerge che il differenziale, a cinque anni, è pari al 16,9% a favore degli uomini: 1.688 euro netti mensili rispetto ai 1.444 euro delle donne. A ciò si aggiunge che il titolo di laurea è efficace per lavorare più per gli uomini che per le donne: rispettivamente il 59,9% rispetto al 57,6% degli occupati ritiene il titolo “efficace o molto efficace” per lo svolgimento del proprio lavoro.
A ulteriore conferma che ancora oggi le donne fanno più fatica degli uomini a realizzarsi professionalmente, basti pensare che a cinque anni dal titolo magistrale svolge un lavoro a elevata specializzazione (compresi i legislatori e l’alta dirigenza) il 46,8% delle donne e il 55,5% degli uomini.
In generale le donne risultano leggermente meno soddisfatte del proprio lavoro; in particolare, a cinque anni dalla laurea sono meno gratificate dalle opportunità di contatti con l’estero, dalle prospettive di guadagno e di carriera, dalla stabilità e sicurezza del lavoro. Fanno eccezione, denotando una maggiore soddisfazione nella componente femminile, l’utilità sociale del lavoro e il tempo libero a disposizione.

La lettura dei dati conferma che le donne sono più penalizzate sul lavoro se hanno figli. Il forte divario in termini occupazionali, contrattuali e retributivi tra uomini e donne, infatti, aumenta in presenza di figli.
Il differenziale occupazionale a cinque anni dalla laurea sale addirittura a 27,3 punti percentuali tra quanti hanno figli: isolando quanti non lavoravano alla laurea, il tasso di occupazione risulta pari all’89,7% per gli uomini, rispetto al 62,4% per le donne. Anche nel confronto tra laureate, chi ha figli risulta penalizzata: a cinque anni dal titolo il tasso di occupazione delle laureate senza prole è pari all’83,7%, con un differenziale di 21,3 punti percentuali rispetto alle donne con figli.
Ma anche in termini contrattuali si osservano differenze rilevanti: tra quanti hanno figli e non lavoravano alla laurea, i contratti alle dipendenze a tempo indeterminato riguardano il 62,0% degli uomini e il 42,3% delle donne.

Infine, tra i laureati con figli il differenziale retributivo sale al 26,8%, sempre a favore degli uomini, che percepiscono 1.738 euro rispetto ai 1.371 delle donne (in tal caso si considerano quanti hanno iniziato l’attuale lavoro dopo la laurea e lavorano a tempo pieno).

I vantaggi della componente maschile sono confermati a parità di gruppo disciplinare, a tal punto che le donne pagano un pegno maggiore, soprattutto in termini retributivi, anche quando intraprendono i percorsi formativi che hanno un maggior riscontro sul mercato del lavoro, come i percorsi dei gruppi Ingegneria, Economico-Statistico e delle Professioni Sanitarie.

Quando intraprendono la strada di Ingegneria, dove si registrano in entrambi i casi risultati brillanti, le differenze tra uomini e donne permangono, sempre a favore dei primi: nel tasso di occupazione, anche se in misura più contenuta (93,9% per i laureati e 90,9% per le laureate), nella diffusione dei contratti a tempo indeterminato (rispettivamente 78,2% per gli uomini e 73,3% per le donne) e soprattutto nelle retribuzioni, rispettivamente pari a 1.810 euro mensili netti per gli uomini e 1.648 per le donne.
La situazione non cambia neanche quando scelgono un percorso Economico-Statistico. Le differenze occupazionali risultano infatti elevate: il tasso di occupazione è pari rispettivamente al 91,1% per gli uomini mentre scende all’88,3% per le donne. Da un punto di vista contrattuale, i contratti a tempo indeterminato riguardano il 66,5% degli uomini e il 64,3% delle donne. Infine, le retribuzioni sono anche in questo caso sempre inferiori per le donne: 1.520 euro rispetto ai 1.714 euro degli uomini del gruppo Economico-Statistico.
Anche per chi opta per le Professioni Sanitarie permangono le differenze nel tasso di occupazione (90,4% per gli uomini e 88,8% per le donne), ma anche in termini contrattuali e retributivi: può infatti contare su un contratto a tempo indeterminato il 77,6% degli occupati e il 71,4% delle occupate e su una retribuzione di 1.619 euro per gli uomini rispetto ai 1.443 euro delle donne.

E nei percorsi dove storicamente la presenza femminile è più marcata come nell’Insegnamento e in ambito Psicologico, Linguistico e Letterario? Anche in questo caso il divario tra donne e uomini permane.
Le donne del gruppo Insegnamento hanno minori chance occupazionali rispetto agli uomini (il tasso di occupazione è pari al 79,3% delle laureate rispetto all’87,9% dei loro colleghi) e possono contare su una minore diffusione di contratti a tempo indeterminato (59,6% rispetto al 78,7% degli uomini). Anche in termini retributivi le differenze sono marcate: percepiscono in media 1.219 euro mensili netti rispetto ai 1.492 euro percepiti dagli uomini.
Se puntano alla strada della Psicologia, gli uomini non solo sono più occupati (82,8% rispetto il 78,7%) ma sono anche caratterizzati da una maggior diffusione di contratti a tempo indeterminato (37,6% rispetto al 30,8%) e percepiscono retribuzioni superiori (1.491 euro rispetto ai 1.299 delle donne).
Laddove le differenze a livello occupazionale e contrattuale calano, come nel Letterario, o addirittura vedono un vantaggio delle donne, come nel Linguistico, queste ultime restano comunque fortemente penalizzate in termini retributivi.
Nel gruppo Letterario, infatti, il tasso di occupazione è pari al 77,2% per le donne e al 78,3% per gli uomini; le donne presentano una minore diffusione di contratti a tempo indeterminato (40,1% rispetto al 42,1% degli uomini).
Nel gruppo Linguistico il tasso di occupazione, invece, è pari all’84,4% per le donne e all’82,3% per gli uomini; inoltre le donne presentano una maggiore diffusione di contratti a tempo indeterminato, seppur molto lieve (48,9%, rispetto al 48,1% degli uomini).

Tuttavia da un punto di vista retributivo le differenze di genere sono invece elevate in entrambi i gruppi: le retribuzioni mensili nette sono pari a 1.340 rispetto ai 1.409 euro degli uomini del gruppo Letterario e 1.407 euro rispetto ai 1.549 euro degli uomini del gruppo Linguistico.

Figura 2 Laureati magistrali biennali dell’anno 2013 occupati a cinque anni dal conseguimento del titolo: retribuzione mensile netta per genere e gruppo disciplinare (valori medi in euro)

Nota: si sono considerati solo i laureati che hanno iniziato l’attuale attività dopo la laurea e lavorano a tempo pieno; il gruppo Difesa e sicurezza non è riportato.
Fonte: AlmaLaurea 2019, Indagine sulla Condizione occupazionale dei Laureati.

 

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LAUREATE NEI PERCORSI STEM (SCIENCE, TECHNOLOGY, ENGINEERING, MATHEMATICS): PIU’ BRAVE MA COMUNQUE PENALIZZATE

L’Indagine sul Profilo dei laureati mette in evidenza la diversa composizione per genere tra i laureati STEM (Science, Technlogy, Engineering, Mathematics): è più elevata infatti la componente maschile, che raggiunge il 59,9%, rispetto al 40,1% di quella femminile, in particolare tra i gruppi ingegneria, politico-sociale e scientifico dove supera i due terzi.
Le donne sono in numero minore, ma sono più brave degli uomini: sono infatti caratterizzate da un voto medio di laurea più alto (103,7 su 110, rispetto al 101,9 degli uomini) e da una migliore riuscita in termini di regolarità negli studi (tra le donne il 48,9% ha concluso gli studi nei tempi previsti rispetto al 46,2% degli uomini).
Resta vero che nonostante performance universitarie migliori, le donne restano penalizzate nel mondo del lavoro.

L’Indagine sulla Condizione occupazionale mostra che a cinque anni dal conseguimento del titolo di secondo livello il tasso di occupazione è complessivamente pari all’88,3%: il 91,4% per gli uomini e l’84,3% per le donne. A cinque anni, i laureati STEM dichiarano di percepire una retribuzione mensile netta pari a 1.595 euro, ma il divario uomini-donne permane elevato a favore dei primi: 1.716 euro percepiti dagli uomini rispetto ai 1.412 euro delle donne. Isolando, più opportunamente, tra i laureati STEM, coloro che hanno iniziato l’attuale attività lavorativa dopo la laurea e lavorano a tempo pieno, il differenziale retributivo tende a diminuire, sebbene permanga elevato e sempre a favore degli uomini in tutti i percorsi disciplinari: nel complesso pari a +16,7%, corrisponde a una retribuzione di 1.740 euro tra gli uomini e 1.491 euro tra le donne

 

 

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AlmaLaurea è un Consorzio Interuniversitario fondato nel 1994 che a oggi rappresenta 76 Atenei e circa il 90% di coloro che ogni anno si laureano in Italia. Il Consorzio è sostenuto dal contributo del Ministero dell’Università e della Ricerca e dagli Atenei aderenti. Il suo Ufficio di Statistica è dal 2015 membro del Sistan, il Sistema Statistico Nazionale.
Il Consorzio realizza ogni anno due Indagini censuarie sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati a 1, 3 e 5 anni dal conseguimento del titolo, restituendo agli Atenei aderenti, al Ministero, all’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) basi documentarie attendibili per favorire i processi di programmazione, monitoraggio e valutazione delle decisioni assunte dalle Università. Il Consorzio vuole essere anche un punto di riferimento per i diplomati e per i laureati di ogni grado, ai quali AlmaLaurea offre servizi, informazioni e occasioni di confronto tra pari, per valorizzare il loro percorso formativo e facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro.
Il Consorzio raccoglie e rende disponibili online i CV dei laureati (oggi quasi 3.100.000) e affianca gli Atenei consorziati nelle attività di job placement attraverso una piattaforma web per l’intermediazione.
Favorisce, inoltre, l’incontro tra offerta e domanda di lavoro qualificato tramite la società interamente controllata AlmaLaurea srl, Agenzia Per il Lavoro (APL) che opera principalmente nell’intermediazione e nella ricerca e selezione del personale, progettando ed erogando servizi – rivolti a imprese, enti e professionisti – concepiti e offerti nell’interesse primario dei laureati e in sinergia con gli Atenei e con le Istituzioni pubbliche competenti.
Il Consorzio internazionalizza i propri servizi, le competenze, le attività di ricerca in prospettiva globale, collaborando con Paesi europei – in linea con la Strategia di Lisbona – ed extra europei.
Dall’esperienza di AlmaLaurea è nata l’associazione di scuole AlmaDiploma, per creare un collegamento tra la scuola secondaria superiore, l’università e il mondo del lavoro.

Un pomeriggio da programmare. Animazioni, videogiochi e grafiche 3D per combattere la noia. Fino al 15 marzo 2020, ogni giorno alle 15.

In diretta Facebook dal MUSE FabLab

In questo periodo, con le scuole chiuse a causa dell’emergenza Coronavirus, Gianluca Lopez, il maker del MUSE FabLab, sarà in streaming alle 15 sulla pagina ufficiale del MUSE con #unpomeriggiodaprogrammare, una serie di appuntamenti pomeridiani durante i quali insegnerà a realizzare un mini-videogioco, ad animare una grafica e perfino a disegnare in 3D. Basta avere un computer ed una connessione internet.

Covid 19 sta stravolgendo anche il calendario scolastico. Ad oggi in Italia, con la chiusura in via preventiva delle scuole, migliaia di studentesse e studenti non possono fruire dei contenuti didattici previsti dal proprio piano scolastico. Da qui l’idea di FabLab, l’officina digitale del MUSE, di venire incontro ai ragazzi e le ragazze costretti a casa dal virus, senza escludere anche tutti gli appassionati di programmazione e innovazione digitale, offrendo dei mini-tutorial didattici. “Un pomeriggio da programmare” è un progetto che nasce nel pieno spirito FabLab: condividere competenze per renderci più consapevoli ed autonomi.

Pensato per le ragazze e i ragazzi a partire dagli 8 anni, il programma, che può essere un valido strumento anche per genitori e insegnanti, propone una doppia fase di interazione. La prima, che va fino  al15 marzo 2020, prevede dei video-tutorial in diretta Facebook sul canale del MUSE, fruibili ogni giorno alle 15 per una durata di 30′. La seconda fase, più diluita nel tempo, la realizzazione di una diretta a settimana. Gli argomenti trattati, che seguiranno i temi cari alla fabbricazione digitale come la programmazione di videogiochi e il disegno digitale, saranno disponibili sulle pagine Facebook di MUSE e MUSE FabLab e, quindi, accessibili liberamente da qualsiasi piattaforma digitale. Non si installeranno software e non sono necessarie competenze pregresse, ma solo curiosità e tanta voglia di imparare.

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