Inviati all’istituto superiore di sanità i campioni per la verifica. Positivo per Covid-19 il tampone effettuato al Santa Chiara su una donna trentina.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento ha comunicato nel corso di una conferenza stampa convocata questa sera in piazza Dante che è stato rilevato il primo caso di coronavirus in una cittadina trentina. “Nella tarda serata di ieri una signora di 83 anni di Trento si è presentata presso il pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara – ha spiegato il presidente – dove è stata accolta dal pre-triage. Il protocollo prevede che dal personale sanitario vengano fatte specifiche domande per aumentare il livello di sicurezza per personale sanitario e pazienti. Constatata la presenza di tosse è stato attivato pertanto un protocollo particolare, che ha previsto fin da subito l’applicazione di una mascherina chirurgica e la visita in una saletta riservata”.

Il presidente ha poi informato che nelle ore successive si è proceduto ad effettuare indagini radiologiche e quindi, diagnosticata una polmonite, è stato effettuato il ricovero. Secondo il protocollo dell’Azienda sanitaria trentina, ulteriormente rinforzato rispetto ad altre regioni, tutti coloro che presentano sintomi di polmonite vengono sottoposti a tampone per la ricerca del Covid-19. Nella tarda serata di oggi è quindi stata rilevata la presenza di infezione da coronavirus; questa diagnosi deve essere tuttavia confermata dall’Istituto superiore di sanità, che ha preso in carico le analisi per l’accertamento definitivo. Il presidente ha poi spiegato che sono in corso le indagini per ricostruire tutti i contatti avuti dalla signora: nella giornata di domani sarà possibile un’analisi puntuale del caso. È bene chiarire che il funzionamento dell’ospedale S. Chiara non è compromesso, anche grazie alle precauzioni adottate.

Federazione, assemblea in maggio. L’iter per eleggere presidente e amministratori. Il collegio sindacale ha diramato oggi pomeriggio la circolare alle cooperative che riassume il percorso previsto dallo statuto per eleggere il presidente e gli altri amministratori della Federazione. Assemblea elettiva l’11 maggio, dal 15 al 20 aprile i convegni di settore.

La macchina organizzativa della Federazione per eleggere il presidente e il cda si è messa in moto. In una circolare emanata oggi pomeriggio dal collegio sindacale presieduto da Patrizia Gentil sono elencati tutti gli adempimenti statutari per arrivare all’assemblea, fissata in prima convocazione l’8 maggio e in seconda convocazione lunedì 11 maggio prossimo.

Il Collegio sindacale ha anche ritenuto di individuare in Germano Preghenella, Walter Facchinelli, Marco Misconel, Italo Monfredini e Michele Odorizzi i referenti dei vari settori che, avendo ricoperto sino a pochi giorni fa l’incarico di vicepresidenti, si ritiene possano continuare anche in questa fase a svolgere la funzione di raccordo tra l’organo tecnico, incaricato di definire e gestire il percorso elettorale, e la base sociale.

L’elezione del presidente. Le candidature a presidente devono pervenire almeno cinque giorni prima dell’assemblea elettiva, ovvero il 4 maggio. Per candidarsi occorre essere socio di cooperativa aderente alla Federazione. La Federazione si riserva di organizzare alcuni incontri territoriali di presentazione dei candidati nei 15 giorni precedenti l’assemblea. Potranno quindi essere coinvolti i candidati e candidate che avranno presentato richiesta entro il 23 aprile.

L’elezione del consiglio. Il consiglio di amministrazione si compone del presidente e di 22 membri, di cui 18 rappresentanti i cinque settori della cooperazione (4 ciascuno per credito, consumo, agricoltura, 3 per sociali e abitazione e 3 per produzione lavoro) e 4 cosiddetti “trasversali”).

I rappresentanti dei settori sono proposti all’assemblea dai rispettivi convegni, secondo le modalità di presentazione delle candidature indicate dai regolamenti.

Si inizia con il convegno delle agricole il 15 aprile, seguiranno le sociali-abitazione e produzione-lavoro-servizi il 16, credito il 17, per finire con il consumo lunedì 20 aprile.

I convegni di settore dovranno anche nominare i membri dei comitati di settore, decaduti insieme al cda il 12 febbraio scorso.

Ferrari espone i modelli lanciati nel 2019 nei suoi concessionari svizzeri. Le cinque novità del marchio intraprendono un tour dei suoi sette showroom elvetici.

Le cinque nuove vetture lanciate dal Cavallino Rampante nel 2019 verranno presentate dal 3 al 18 marzo prossimi nell’ambito di un esclusivo road show. La F8 Tributo, la SF90 Stradale, la F8 Spider, la 812 GTS e la Ferrari Roma, riunite insieme per la prima volta, prenderanno parte a una serie di eventi organizzati nei sette concessionari svizzeri del Marchio.

L’innovativa iniziativa del Cavallino Rampante è volta ad assicurare ai propri clienti svizzeri, che avevano in programma di visitare lo stand del marchio presso il prestigioso Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra, l’opportunità di godere di questi capolavori automotive in un’atmosfera esclusiva.

Le cinque auto rappresentano altrettante interpretazioni del claim “different Ferrari for different Ferraristi” che intende sottolineare come l’offerta della Casa di Maranello sia disegnata per incontrare il gradimento di nuovi segmenti di pubblico senza rinunciare per questo ai requisiti di assoluta esclusività, prestazioni ai vertici della categoria ed eccellenza tecnologica propri del DNA di ogni Ferrari. Eleganza, prestazioni, versatilità e fun-to-drive sono i quattro assi portanti della nuova articolazione di gamma del Cavallino Rampante, all’interno dei quali trovano spazio sia appassionati di lunga data sia nuove generazioni di Ferraristi.

Coronavirus: struttura a Colle Isarco per eventuali casi di quarantena. La caserma Baisi di Colle Isarco potrà essere usata come alloggio per persone contagiate o venute in contatto con persone contagiate dal Covid-19 con sintomi non gravi che non possono restare a casa.

La situazione resta stabile in Alto Adige per quanto riguarda la diffusione del Coronavirus Covid-19. Saranno adottate tutte le misure per essere preparati anche nel caso di un’ulteriore diffusione epidemiologica del Coronavirus. Nel frattempo si sta procedendo al reperimento di strutture per l’accoglienza di persone che non possono trascorrere il periodo di quarantena nelle proprie abitazioni. Si tratta sia di persone asintomatiche che hanno avuto contatti con persone risultate positive al test del Covid-19, sia persone già risultate positive, con sintomi lievi che non necessitano di ospedalizzazione. Nel corso degli ultimi giorni l’amministrazione provinciale ha valutato attentamente diverse strutture.

Fra queste è stata individuata una struttura, una casa per le vacanze per il personale militare, che l’esercito originariamente aveva riservato al proprio personale per eventuali casi di quarantena. Grazie all’intervento del governatore Arno Kompatscher presso il Dipartimento nazionale di Protezione Civile, è stato possibile riservare la caserma Baisi di Colle Isarco per ospiti altoatesini.

Lavori alla struttura per renderla disponibile

L’Agenzia della Protezione Civile, in stretta collaborazione con l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, sta preparando la struttura di Colle Isarco in modo da renderla disponibile nei tempi più brevi possibili. La struttura sarà adattata sia dal punto di vista igienico/sanitario sia dal punto di vista della privacy degli ospiti.

Il sito è risultato ideale in quanto è comodamente raggiungibile e soddisfa tutti i requisiti di sicurezza e di confort necessari. Le strutture presenti all’interno sono in grado di accogliere separatamente le tipologie di persone che necessiteranno di isolamento. Questa struttura sarà gestita dall’associazione provinciale di Protezione Civile della Croce Bianca per conto dell’Agenzia della Protezione Civile.

Numero verde e portale web

A disposizione dei cittadini, per domande e richieste di informazioni, sia generali che di carattere medico, vi è sempre il numero verde Covid-19 800 751 751, attivo tra le ore 8 e le ore 20.

Tutte le informazioni aggiornate e dettagliate sul Coronavirus, elaborate da parte dell’Agenzia per la protezione civile e dall’Azienda sanitaria provinciale, compresa la documentazione ufficiale, le direttive e le FAQ, sono a disposizione sul portale web www.provincia.bz.it/coronavirus

Ripresa delle attività didattiche: poche le assenze e situazione complessivamente tranquilla. Consegnati 1.350 litri di disinfettante.

Nel giorno della ripresa delle attività didattiche in Trentino il Dipartimento istruzione ha monitorato la situazione, chiedendo puntuali riscontri alle scuole provinciali di ogni ordine e grado in merito alle assenze e al rispetto delle raccomandazioni indicate nelle disposizioni emanate nei giorni scorsi per il contenimento del contagio da coronavirus Covid-19. Complessivamente non si sono evidenziati particolari problemi: le presenze di alunni e personale si aggirano mediamente attorno al 95%, in alcuni casi la percentuale è inferiore, ma rispetta l’andamento del periodo, specialmente riguardo alle scuole dell’infanzia.

Le scuole che prevedono la mensa si sono organizzate con turni e altri accorgimenti, come ad esempio mettere a disposizione il pane e la frutta in sacchetti e non in cestoni comuni. Anche i punti di ristoro o di acquisto delle colazioni nell’intervallo sono stati razionalizzati, per impedire la presenza contemporanea di più alunni.
Mentre sono in fase di completamento le distribuzioni dei dispenser per la disinfezione delle mani, alcune scuole hanno previsto di mettere a disposizione saponi e salviette per tutte le classi. Su un totale di 340 plessi scolastici sono stati consegnati oggi a 270 scuole 1.350 litri di prodotto: si prevede di terminare la consegna su tutti i plessi entro domani.

Trento in testa nella sfida delle smart city primi nel nuovo Smart city index 2020 per le città dalle infrastrutture sostenibili.

Dopo il successo di Trento Smart City Week che quest’anno ha proposto il tema “Cittadini al tempo del digitale “, manifestazione giunta alla terza edizione che ha analizzato le opportunità, i rischi e le modalità con cui ogni cittadino può utilizzare e trarre vantaggio dall’uso dei servizi e degli strumenti digitali nella vita quotidiana, l’Amministrazione comunale prosegue nel suo impegno e vince la sfida delle Smart city, che ha coinvolto 109 città capoluogo.

Una città acquista il bollino “smart” solo quando le sue infrastrutture sono sostenibili, resilienti, accessibili e inclusive. I quattro indicatori sono stati elaborati nel nuovo Smart city index 2020 curato da EY (società di consulenza attiva a livello mondiale) e anticipati dal quotidiano Repubblica, prima della presentazione ufficiale in programma per il mese di maggio.

Trento è prima, seguita da Torino, Bologna e Mantova e spicca per la sua sostenibilità intesa come reti di trasporto, energetiche ed ambientali, a significare sviluppo di mobilità alternative, riduzione dei veicoli inquinanti, promozione della mobilità elettrica e ibrida e riduzione della produzione dei rifiuti pro capite. Il criterio principale per stilare la classifica era principalmente riferito alla capacità di innovare ed offrire servizi di qualità ai cittadini.

Coronavirus: Pianese (Coisp), per Poliziotti 67mila mascherine e 1 milione di guanti.

“Gli agenti risultati positivi al coronavirus non sono stati contagiati in servizio e seguiamo con grande attenzione le loro condizioni. D’altra parte la Polizia ha messo in campo tutti gli strumenti necessari per tutelare donne e uomini in divisa: nelle prime settimane dell’emergenza sono state distribuite 37.000 mascherine FFP3, a oggi ne sono disponibili altre 67.000 e, a partire dal 9 marzo, il numero complessivo salirà a 117.000: in questo modo verrà coperto tutto il fabbisogno degli appartenenti alla Polizia di Stato impiegati in contesti che ne rendano necessario l’utilizzo”.

Così Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, commentando la notizia degli agenti positivi al Coronavirus. “Sono stati distribuiti inoltre 500.000 guanti monouso in lattice e altrettanti ne abbiamo a disposizione. Le circolari emanate dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza – prosegue – dimostrano grande attenzione ai rischi legati alla diffusione del Coronavirus, un’emergenza che i poliziotti stanno affrontando con la consueta dedizione, senza risparmiarsi e offrendo ai cittadini un solido punto di riferimento”, conclude.

Questa sera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35) Margherita Landa, imprenditrice edile di Partinico (Palermo) e testimone di giustizia, racconta la sua drammatica storia a Stefania Petyx.

Grazie alla testimonianza di Margherita Landa, nel 2013 scattarono due importanti operazioni antimafia che portarono all’arresto di ben 53 persone. Da allora l’imprenditrice e suo marito Filippo hanno continuato a ricevere numerosi atti intimidatori (tra cui danni ai macchinari e proiettili a casa), ma solo al marito è concessa una scorta. Il paradosso però è che la protezione è fornita esclusivamente all’interno dei confini del Comune di residenza. Impossibile quindi per la coppia sentirsi al sicuro, anche perché la maggior parte delle persone che avevano denunciato è tornata in libertà.

Gravi anche le ripercussioni per la loro impresa: la quantità di lavoro infatti è diminuita e, come se non bastasse, l’azienda è misteriosamente scomparsa dall’elenco delle imprese di fiducia del Ministero delle infrastrutture che dà diritto a partecipare ai bandi per le opere pubbliche.

L’inviata di Striscia si era già occupata della scarsa protezione dello Stato nei confronti di un altro testimone di giustizia nel servizio andato in onda il 21 gennaio scorso.

Coronavirus, operative da subito le misure a sostegno del turismo. Stamani il tavolo di lavoro con le aziende del settore, Provincia e Fondo di solidarietà.

Tutte le aziende del settore turismo del Trentino potranno accedere da subito al Fondo di solidarietà per fare fronte al calo di attività, servizi e prenotazioni del mercato a seguito dell’emergenza Coronavirus. Nella mattinata di oggi, gli assessori provinciali al turismo e allo sviluppo economico hanno convocato un tavolo operativo con i rappresentanti del turismo della provincia per definire nel dettaglio la procedura da seguire per accedere all’assegno ordinario di integrazione e tutelare così, in questa prima fase, i dipendenti del ricettivo, dei bar e ristoranti, della agenzie viaggi, degli impianti a fune, del commercio, dei servizi e del trasporto.

Alla riunione, oltre al Presidente del Fondo di solidarietà, hanno partecipato le associazioni degli albergatori (Unat e Asat), le Aziende di promozione turistica, l’associazione degli impianti funiviari, i sindacati, l’ente bilaterale del turismo, Confesercenti, Confcommercio, Inps e Trentino Marketing. Soddisfatti al termine dell’incontro agli operatori economici: “E’ importante – ha sottolineato Gianni Battaiola, presidente Asat – fornire alle aziende delle informazioni certe sull’accesso immediato al fondo, così da garantire l’operatività ad un settore strategico dell’economia trentina”. Sul versante occupazionale, la riunione di oggi ha dato una risposta anche al sindacato: “La situazione – ha ribadito Paola Bassetti, Filcams Cgil del Trentino, in linea con Battaiola – richiede interventi immediati e, soprattutto, coordinati tra loro, così da evitare situazione differenziate sul territorio provinciale”.

Al Fondo di solidarietà del Trentino aderiscono circa 8.700 aziende trentine per circa 54 mila tra lavoratrici e lavoratori. Di fatto il Fondo permette l’accesso alla cassa integrazione ai dipendenti di datori di lavoro privati, a prescindere dalla consistenza dell’organico, che occupano almeno il 75% dei propri dipendenti in unità produttive insediate sul territorio della provincia di Trento, per lo più di settori quali il commercio, il turismo ed i servizi. Sono destinatari i lavoratori di tali settori oltre a quelli degli impianti a fune.

Il Fondo garantisce un assegno ordinario di integrazione salariale nei limiti stabiliti dal decreto istitutivo (massimo 13 settimane) per i dipendenti di aziende che sospendono l’attività «in relazione a causali previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria, ad esclusione delle intemperie stagionali».

Il Fondo e l’emergenza Coronavirus.

Nello specifico dell’emergenza sanitaria legata alla possibile diffusione anche in Trentino della sindrome Covid-19 (Coronavirus), l’attivazione del Fondo può avvenire per due differenti motivazioni:

1. la sospensione o la riduzione di attività in forza di un’ordinanza della Pubblica autorità;

2. il calo di lavoro o di commesse e la crisi di mercato.

Nel caso dell’emergenza Coronavirus, il settore turistico – come hanno confermato gli stessi rappresentanti del tavolo, indicando gli effetti – ha subito il calo degli arrivi e/o fatturato o la disdetta di prenotazioni nelle aree del turismo invernale. Questo potrebbe indurre alcune aziende del settore ricettivo, della ristorazione, degli impianti a fune a sospendere dal lavoro tutti o in parte i propri addetti.

La procedura da seguire.

Il risultato concreto della riunione odierna è la definizione della procedura.

Le aziende che decidono di ridurre l’orario di lavoro o rinunciare alle prestazioni di alcuni dipendenti per di calo commesse, procedono subito a tale riduzione, avviano una procedura di comunicazione ai sindacati e attivano entro 15 giorni per via telematica la domanda all’Inps, allegando la relazione che attesta la situazione di “Mancanza di lavoro/commesse”.

Il datore di lavoro anticipa l’assegno ordinario di integrazione salariale fino all’80% della retribuzione (la quota sarà poi a carico del Fondo), andando poi, una volta ottenuta l’autorizzazione dal Fondo, in compensazione sui futuri versamenti Inps.

I beneficiari.

La domanda di integrazione salariale può riguardare i lavoratori assunti a termine e stagionali che abbiano maturato almeno 30 giorni di contributi nel settore nell’ultimo anno.

Sul sito iene.it l’anticipazione del servizio di Veronica Ruggeri – in onda, martedì 3 marzo a “Le Iene Show” su Italia 1, dalle 21.20 – che racconta come ogni giorno il web venga letteralmente inondato di video hot privatissimi, realizzati e messi on line per gioco o per business. E a volte, come nel servizio in onda domani, i protagonisti di questi filmati a sfondo pornografico, destinati ad un pubblico spesso adulto, sono minorenni. L’ inviata racconta inoltre come i tecnici del “Team Emme” riescano a rimuovere i contenuti girati dagli utenti, nel momento in cui questi ultimi decidono di cancellarli.

Questo il link alla news di Iene.it: https://www.iene.mediaset.it/2020/news/video-hot-web_708364.shtml

(Pagina 1 di 3)