Questa mattina a Trento, presso la sede della Federazione Trentina della Cooperazione, sono stati presentati i primi dati relativi al “Bilancio di Sostenibilità 2020”*, il rapporto periodico emesso dal Progetto Trentino Frutticolo Sostenibile – promosso da APOT Associazione Produttori di Ortofrutta del Trentino, CIF – Consorzio Innovazione Frutta e FEM Fondazione E. Mach.

Presenti all’incontro Ennio Magnani, presidente di Apot, Alessandro Dalpiaz, direttore di Apot e Roberto Della Casa, il professore esperto di agronomia che dal 2016 cura il progetto Trentino Frutticolo Sostenibile da punto di vista dell’analisi statistica e della comunicazione.

La sostenibilità continua ad essere un tema caldo e ricorrente, soprattutto nel mondo agricolo, a cui il sistema frutticolo trentino risponde con coerenza e fermezza, portando avanti i propri obiettivi a beneficio del territorio, di chi lo abita e lo lavora, fino a divenire esempio virtuoso – hanno sostenuto i relatori di questa mattina.
“Il concetto della sostenibilità sta a cuore a tutti – ha affermato Ennio Magnani – e credo che il Trentino come provincia e terra che produce agricoltura di qualità sia uno dei territori che deve esprimere la sostenibilità più di altri”.

“Cerchiamo di allargare anche l’orizzonte – ha affermato Alessandro Dalpiaz – siamo partiti da una problematica locale, ma ci rendiamo conto che deve essere affrontata a livello superiore. In un convegno il 21 febbraio cercheremo di inaugurare con la grande distribuzione una nuova stagione di dialogo, affinché si riesca a produrre un prezzo equo da distribuire tra produzione e vendita”.

“Gli italiani – ha affermato il prof. Roberto Della Casa – stanno prendendo coscienza dei temi della sostenibilità in maniera molto rapida. Un ultimo aggiornamento ci dice che in termini di percepito sono tra i più interessati nello scenario europeo. La nostra attività nel territorio trentino ha portato ad una sostanziale modificazione del percepito dell’impatto sull’ambiente delle attività agricole.

Cinquecento trentini intervistati nel 2016 e re-intervistati nel 2019 hanno percepito un miglioramento dell’impatto delle attività agricole sull’ambiente, pur avendo maggiore preoccupazione relativamente all’inquinamento ambientale. Significa che il progetto Trentino frutticolo sostenibile ha generato un impatto positivo sulla percezione di qualità dell’agricoltura”.

La nuova Commissione Europea, nel recentissimo documento “Accordo verde” (Green Deal), ci indica con chiarezza che l’Europa è destinata ad andare verso un futuro più sensibile e denso di azioni per migliorare il rapporto dell’uomo e delle sue attività economiche con l’ambiente e con il cibo. La rilevanza dell’argomento e le potenziali ricadute nel contesto economico e sociale della nostra Provincia, così come a livello nazionale, suggerisce una attenta valutazione, per trovare il giusto equilibrio tra essere soggetti passivi o protagonisti attivi di un processo destinato in ogni caso a caratterizzare il nostro futuro di persone, famiglie ed economia.

È sempre più necessario trovare formule efficaci nel valorizzare il lavoro dei frutticoltori e far riconoscere loro dai consumatori un “fair price”, cioè un reddito equo per l’impegno espresso e la professionalità dimostrata.
Partendo dalla base produttiva è importante la funzione del canale “distribuzione”, quale soggetto di “relazione” tra produttori e consumatori attraverso il quale cercare formule che possano evidenziare il valore della qualità e dell’impegno dei frutticoltori attraverso tutta la filiera, con la speranza di poter evolvere da un esempio ad una strategia condivisa.

Coerentemente a questo scenario, il progetto “Trentino Frutticolo Sostenibile” ha scelto pertanto di proporre, “Le Relazioni sostenibili tra ambiente e mercato” – verso nuovi modelli per le filiere agroalimentari, quale titolo del prossimo Convegno annuale, giunto alla sua quarta edizione, che avrà luogo venerdì 21 febbraio all’auditorium della COCEA di Predaia (TN).

L’incontro vedrà la partecipazione straordinaria di Maurizio Gardini, presidente Confcooperative e di Ettore Prandini, presidente Coldiretti, due figure chiave nello scenario nazionale sindacale e cooperativo, chiamate a confrontarsi con due rappresentanti di vertice del ”sistema distributivo”, Francesco Avanzini, direttore generale CONAD Italia e Maura Latini, amministratore delegato COOP Italia.

“In questo quadro, che vede l’agricoltura tra i soggetti centrali, l’esercizio necessario sarà sul “come” favorire tali obiettivi mantenendo nel contempo al centro la vitalità economica delle imprese – ha dichiarato Ennio Magnani, Presidente APOT – Associazione Produttori ortofrutticoli Trentini – Il rilancio dell’asse “economico” nel triangolo della sostenibilità è infatti la base sulla quale poggia la concreta possibilità di raggiungere consistenti risultati sociali ed ambientali”.

Al Convegno è stata annunciata infine la presenza di Daniele Agiman, direttore d’orchestra e titolare della cattedra di direzione d’orchestra al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, ospite d’eccezione della serata, che offrirà un insolito ma stimolante esercizio associativo tra regole di governo della musica come arte e regole della società economica e di relazione tra cittadini.

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* Il “Bilancio di Sostenibilità 2020”, di prossima pubblicazione, è un documento di ricerca che mette in evidenza la mappatura del territorio trentino dal punto di vista della qualità ambientale (in netto miglioramento secondo la percezione della comunità locale), ma anche della distribuzione delle coltivazioni biologiche e dei relativi progetti in corso. Si tratta di documento di ricerca che include una dettagliata descrizione del lavoro di analisi e controllo svolto costantemente presso i produttori trentini. http://trentinofrutticolosostenibile.it

Corso “bilingue” alle Bresadola: una precisazione di Provincia, Comune ed Istituto Comprensivo “Trento 5”.

In relazione alla problematica sollevata da alcuni genitori circa l’attivazione di una seconda classe del corso “bilingue” presso la scuola secondaria di primo grado Bresadola, si è svolto, nel pomeriggio un incontro tra Provincia, Comune di Trento ed Istituto Comprensivo “Trento 5” per gli approfondimenti del caso, al termine del quale si precisa quanto segue.

Va premesso che la problematica è stata oggetto di costante attenzione da parte dell’Istituto all’interno del quale si è avviato, dallo scorso anno, un percorso trasparente, partecipato e condiviso per la definizione dei criteri di formazione delle classi bilingue. La possibilità di attivazione di una seconda classe è stata fin dall’inizio subordinata al raggiungimento di un numero minimo di iscritti (aspetto questo in passato di difficile previsione), della valutazione della disponibilità di spazi interni, considerata la capacità ricettiva della scuola la cui capienza massima è fissata in 8 sezioni e dell’autorizzazione da parte dell’Amministrazione provinciale, relativamente alla copertura degli oneri finanziari e della possibilità di reclutare i docenti idonei.

Il percorso si è concluso a dicembre con la comunicazione e la pubblicazione degli studenti ammessi alla classe, percorso di cui tutti i genitori sono stati tempestivamente informati. Alla luce di tale quadro, si è cercato di valutare la problematica sotto tutti i diversi aspetti implicati ed in tal senso si è condiviso anzitutto che la questione non può essere ridotta esclusivamente alle condizioni logistiche, tanto che il Comune potrebbe disporre di uno spazio idoneo presso altro istituto della città. Si tratta, invece, di una problematica che coinvolge una pluralità di aspetti, in particolare legati alla programmazione scolastica, all’organizzazione didattica ed alla sostenibilità finanziaria. Considerata quindi la complessità della problematica, le istituzioni al tavolo hanno condiviso la necessità di avviare al più presto un confronto per verificare le condizioni per un futuro ampliamento dell’offerta formativa bilingue, anche in altre zone della città.

Nell’oggettiva impossibilità quindi di attivare fin da subito una seconda classe bilingue, l’Istituto ha comunque confermato la propria disponibilità ad accogliere gli undici alunni oggi esclusi (di cui otto provenienti dai corsi bilingue della scuola primaria) nei corsi CLIL della scuola “G. Bresadola”.

Il prossimo fine settimana, in occasione di San Valentino, la festa degli innamorati, Dolomiti Eventi organizza ad Avio, col patrocinio del Comune, nelle giornate del 14, 15 e 16 febbraio 2020 in piazza Vittorio Emanuele III, lo STREET FOOD in LOVE, la tendenza culinaria del “cibo di strada” che è arrivata in Italia dall’America.

Si tratta di un momento pensato per la “gola”, con il cibo preparato dai food truck, chioschi, furgoni o mezzi ambulanti, che arrivano da ogni parte d’Italia.

E accanto a questo, alcuni importanti occasioni musicali: Venerdì 14 a partire dalle 19.00 con RENATO ZERO – LIVE TRIBUTE, sabato 15 a partire dalle 19.00 LIGABUE – LIVE TRIBUTE, e successivamente a partire dalle 21.30 DJ SET – COMMERCIALE e domenica 16, tutto il giorno, MUSICA – 360°.

 

 

 

Una stele in ricordo di Antonio Megalizzi. “Ad Antonio Megalizzi, che ha inseguito il sogno di un’Europa giusta, libera e unità nella diversità, attraverso la sua passione per la verità nella formazione e nell’informazione”. Sono le parole iscritte in una stele scoperta oggi nel giardino del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento in memoria di Antonio Megalizzi, giovane giornalista trentino ucciso a Strasburgo in un attentato terroristico a dicembre del 2018. Molte le autorità presenti, insieme a tanti studenti dell’Ateneo trentino che si sono stretti attorno alla famiglia, i genitori Domenico e Anna Maria, la sorella Federica e la fidanzata Luana Moresco.

“Noi non dobbiamo soltanto ricordare Antonio – ha detto l’assessore provinciale all’istruzione e alla cultura, presente in rappresentanza della Provincia – ma dobbiamo seguire il suo esempio. Antonio ci ha dato tanto, perché grazie al forte sentimento scaturito dalla sua tragica vicenda ha saputo unire la nostra comunità, quella trentina e quella nazionale. I valori umani che ci sono nella sua figura sono patrimonio di tutti noi e a noi spetta saperli portare avanti, per continuare ad inseguire quello che era il suo sogno”.

La stele è stata posizionata vicino all’ulivo piantato un anno fa per Antonio in segno di pace e la cerimonia di oggi pomeriggio si inserisce nelle iniziative previste per la nascita della Fondazione dedicata ad Antonio Megalizzi, che hanno visto oggi anche la presentazione, nel salone di rappresentanza di Palazzo Geremia, del libro “Il sogno di Antonio: Storia di un ragazzo europeo” di Paolo Borrometi.

Domani, alle 10.30, presso la sala Depero del Palazzo della Provincia, sarà il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, insieme al presidente della Provincia e alle massime autorità istituzionali, ad inaugurare la Fondazione che porta il nome del giornalista trentino.

Al via a Trento la nuova edizione di “Costruire il futuro”, il format ideato da Piero Angela per un percorso formativo unico nel suo genere dedicato alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e dell’Università.

Dopo gli incontri dello scorso anno, l’iniziativa prosegue nel 2020 grazie al progetto realizzato dalla Fondazione Bruno Kessler in collaborazione con l’Università di Trento, la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo e Rai Trentino.

Sette le conferenze in programma, tenute da esperti protagonisti del presente con l’obiettivo di ampliare la formazione dei giovani in un mondo in continua trasformazione tecnologica, economica e culturale.

Il primo appuntamento è proprio con Piero Angela che insieme allo scrittore e giornalista scientifico Piero Bianucci parlerà ai ragazzi dell’impatto della longevità nella società moderna. L’incontro dal titolo “Scienze di lunga vita” è riservato alle scuole (iscritte attraverso il programma FBK Junior) e si svolgerà giovedì 13 febbraio alle ore 15.00 presso il Teatro Cuminetti di Trento.

Gli eventi successivi, rivolti anche agli studenti universitari e in programma all’Auditorium di Palazzo Prodi, sede del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, vedranno protagonisti le relatrici e i relatori Stefano Forti, Giuseppe Jurman, Vincenza Colonna, Roberto Battiston, Alessandra Morelli, Lucia Votano, Cristina Pozzi e Andrea Dusi.

“Penso”, ha sottolineato Piero Angela, “che da studente sarei stato molto interessato a incontrare personaggi di grande competenza in grado di illuminarmi sulle problematiche del mio futuro. Un futuro che oggi ci appare pieno di nuvole oscure, ma che è anche pieno di nuove opportunità. Adottare comportamenti giusti è importante. Per questo conoscere aiuta a scegliere”.

“Dopo il successo della prima edizione – ha dichiarato il presidente della Fondazione Bruno Kessler Francesco Profumo – sosteniamo anche quest’anno con grande coinvolgimento il ciclo di conferenze ideato da Piero Angela, volto ad aiutare i giovani a identificare e affrontare i cambiamenti nel mondo del lavoro. Quello delle future professioni è un tema cruciale, in un momento in cui una parte rilevante degli attuali lavori è destinata gradualmente a trasformarsi con l’introduzione di nuovi servizi digitali e gli sviluppi della robotica e dell’intelligenza artificiale. Gli studenti di oggi dovranno impegnarsi infatti per dare risposte ai rapidi cambiamenti della nostra società e trovare nuove chiavi di lettura per interpretare il mondo.”

Le informazioni sul progetto e il programma completo delle conferenze si trovano sul sito: https://costruireilfuturo.com/ , dove verranno anche messe a disposizione le registrazioni degli incontri, moderati da Claudio Ruatti.

Ecco il punto dell’Unità operativa di igiene e sanità pubblica sulla situazione delle sindromi influenzali che ci da una lettura integrata dei dati raccolti aggiornati alla sesta settimana dell’anno. L’andamento della curva epidemica è simile a quella della stagione 2018-2019 e l’epidemia può essere considerata di media intensità. I dati delle ultime settimane ci dicono che la malattia ha colpito principalmente i bambini e ragazzi in età scolare.

I dati stimati del Sistema di sorveglianza nazionale dell’influenza Influnet ci dicono che in Trentino, come in Italia, nella sesta settimana del 2020 il numero dei casi di influenza comincia a diminuire dopo aver raggiunto il picco durante l’ultima settimana di gennaio quando il livello di incidenza è stato pari a 12,98 casi per 1.000 assistiti.

Durante la sesta settimana del 2020, i 16 medici sentinella del sistema di sorveglianza Influnet hanno inviato dati sulla frequenza di sindromi influenzali tra i propri assistiti. Il valore dell’incidenza totale è stato pari a 9,83 casi per mille assistiti con un incidenza particolarmente elevata fino ai 14 anni di età. In particolare nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 36,73 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni a 21,67, nella fascia 15-64 anni a 7,91 e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni a 2,39 casi per mille assistiti.

I casi di influenza stimati nella sesta settimana del 2020 rapportati all’intera popolazione trentina sono 5.319 per un totale di circa 41.500 a partire dall’inizio della sorveglianza, pari a circa il 12% della popolazione trentina.

Da sabato a Isera il pane avrà un sapore nuovo: quello della valorizzazione del territorio, dell’inclusione sociale dei più fragili, della biodiversità.

Grazie ad un progetto che coinvolge tre imprese, infatti, sarà sfornato un pane interamente prodotto nel paese: dal grano alla macinazione, dalla panificazione alla vendita.

Il grano proviene dall’azienda agricola di Simone Frisinghelli che conduce l’unica stalla ancora presente nel comune di Isera, affiancando alla zootecnia la coltivazione di verdure biologiche e portando avanti con passione la riscoperta della coltivazione di cereali. A 600 metri sul livello del mare produce infatti del grano tenero di tipo Bologna, orgogliosamente biologico.

La macinatura a pietra del grano è affidata al ‘Mas del Gnac’, la struttura di proprietà della cooperativa sociale Gruppo 78 ove ha sede il laboratorio per l’acquisizione dei pre-requisiti lavorativi per persone adulte. “Come agente di sviluppo del territorio – ha osservato Serenella Cipriani, presidente della cooperativa Gruppo 78 – siamo felici di interagire con altre realtà del territorio per creare occasioni di inclusione sociale con attenzione anche alla sostenibilità”.

Il maso, ristrutturato ed ampliato, è stato attrezzato come laboratorio di trasformazione di prodotti biologici allo scopo, appunto, di fornire opportunità di inclusione ed emancipazione sociale attraverso l’avviamento al lavoro. Tra i vari strumenti acquisiti anche il mulino a pietra, che offre una trasformazione di elevata qualità.

Della panificazione si occupa il Panificio Moderno, con sede a Isera e di proprietà di una famiglia locale. Il pane comunale è valorizzato attraverso delle pagnotte tonde e grandi dal peso di 1,5 kg che saranno vendute di sabato, giorno in cui il paese si anima maggiormente.

Il formato è stato scelto perché rappresenta l’idea di pane di comunità: non un panino singolo per il singolo ma un pane grande da condividere e che grazie ad una particolare tecnica di panificazione con pasta madre e lievitazione naturale dura qualche giorno, consentendo alle persone di lasciare l’auto in garage senza utilizzarla quotidianamente per la spesa.

Ogni pagnotta rappresenta 4 metri quadrati di campo coltivato a grano tenero con metodo biologico, 2 ore di una persona inserita in un percorso di avvicinamento al lavoro e 16 anni di esperienza dei mastri panificatori nella gestione della pasta madre e della lievitazione naturale.

Di più: ogni morso di pane rappresenta valori come la territorialità, la qualità, l’inclusione sociale e la cooperazione, grazie all’unione di tre imprese con grande sensibilità ai temi ambientali, sociali e alimentari.

Il pane comunale di Isera si potrà acquistare ogni sabato presso la sede del Panificio Moderno a Isera o nei suoi punti vendita a Rovereto e Trento e potrà essere consumato presso ristoranti coerenti al progetto per territorialità, per ricerca di qualità e di valorizzazione delle produzioni locali. Tra questi: Senso – Alfio Ghezzi (MART, Rovereto), Locanda delle Tre Chiavi (Via Vannetti, Isera), Moja (via delle Zigherane, Rovereto), San Colombano (Via Vicenza, Rovereto), Al Silenzio (Borgo S. Caterina, Rovereto), Christian (via Orefici, Rovereto), Vineria de Tarczal (via Miori, Isera), Bistrò Montura (Loc. Fosse, Isera), e il ristorante dell’hotel Mercure Nerocubo (via per Marco, Rovereto).

Gli interventi

“L’idea di coltivare cereali – racconta Simone Frisinghelli, titolare della Società Agricola Frisinghelli – è nata da un racconto del nonno, nonché fondatore dell’azienda. Mi ha parlato dell’agricoltura di una volta, di sussistenza; di prodotti che aiutavano a superare l’inverno o producevano un certo reddito: mais, orzo, gelso per il baco da seta e tabacco. Da lì sono partito nel 2018, cercando un cereale biologico, come tutta la mia produzione orticola. L’ho seminato a mano a settembre affinché vengano rispettati a pieno i cicli della natura. Pochi mesi dopo, con la farina in mano, ho incontrato per la prima volta Panificio Moderno e siamo andati al Mas del Gnac; in neppure un’ora d’incontro l’unione delle tre aziende era compiuta. Ricordo perfettamente l’entusiasmo, era quello di chi sogna e vede qualcosa di bello all’orizzonte”.

“Grazie a tutti coloro i quali, a vario titolo e con diverse possibilità, si mettono in gioco per perseguire il benessere della comunità in cui viviamo – ha aggiunto Alessia Creazzi, coordinatrice del servizio al Mas del Gnac –, a coloro che sono disposti a cedere un pezzettino della loro individualità per creare un io collettivo. Se si sogna da soli è solo un sogno. ‘Se si sogna insieme è la realtà che comincia’. Questo proverbio africano è diventato il nostro motto; dietro queste parole si cela la forza del gruppo, del fare insieme, la capacità di poter cambiare piccole e grandi cose accorgendosi di non essere soli”.

“Tre imprese apparentemente diverse (agricola, sociale e artigiana) – ha concluso Matteo Piffer, che assieme al fratello Ivan rappresenta la seconda generazione di Panificio Moderno – che spontaneamente danno vita al pane comunale proprio al Mas del Gnac, luogo-simbolo dei valori, ideali e riflessioni di questo progetto. Tra queste: il pane piccolo è il pane dell’uomo contemporaneo, individuo solo. Il pane grande è il pane della condivisione. Ciò migliora anche la conservazione e di conseguenza riduce gli sprechi. Mangiare è un atto agricolo ma l’impatto è sociale. E lo abbiamo tutti con le nostre scelte quotidiane. La visione dell’’artigiano ‘moderno’, ossia colui che conosce la filiera e che mette in relazione persone con dei valori simili. Il pane comunale è ‘comune’ nell’intento e nello scopo, ed è coerente con sé stesso”.

Alla conferenza stampa di stamani hanno partecipato, tra gli altri, la sindaca di Isera, Enrica Rigotti, Silvia Passerini dell’Azienda per il Turismo Rovereto-Vallagarina e Sergio Valentini, ristoratore e rappresentante di Slow Food e della Strada del Vino e dei Sapori della Vallagarina. “Il bello di questa iniziativa – ha osservato la sindaca Rigotti – è l’imprenditorialità giovanile, il coraggio di osare dei giovani che rappresenta un cambio di mentalità”.

+Europa Trento plaude al ricordo di Antonio Megalizzi e annuncia una propria iniziativa.

+Europa Trento constata con entusiasmo l’impegno di Trento e delle istituzioni nazionali ed europee per tenere vivo il ricordo di Antonio Megalizzi. Saremo presenti fra il pubblico, al pari di tutti quelli che, al di là del colore politico, sposano gli stessi ideali che hanno spinto Mega a divenire un vero cittadino europeo.

Come ha ricordato Benedetto Della Vedova in occasione del Congresso fondativo del partito a Milano il 26 gennaio 2019, quando venne aperta la casella di posta elettronica di +Europa, la prima mail di contatto e incoraggiamento fu proprio quella di Antonio. E molti concittadini si ricorderanno del suo impegno come volontario nella campagna per le elezioni politiche del 2018, ad esempio distribuendo volantini a Trento così come a Bolzano.

Per Alexander Schuster, coordinatore regionale: “Antonio sposava l’europeismo di +Europa, ma non solo. Troppo semplice sarebbe stato dedicare il gruppo di Trento, che si è costituito nel 2019, ad Antonio. Eravamo unanimemente d’accordo che ciò che lui rappresenta è e deve rimanere patrimonio di tutti. Non per questo, però, ci chiamiamo fuori dalle iniziative che intendono mantenere vivo non solo il suo ricordo, ma soprattutto i suoi valori. +Europa, ma soprattutto +Europa Trento lo fanno quotidianamente. E nelle prossime settimane +Europa annuncerà un’azione per difendere gli ideali di Antonio in un campo che gli stava particolarmente a cuore: quello dell’informazione.”

Regione, l’ente va rafforzato nella logica dell’Euregio. La giunta lavori a costruire sinergie con Bolzano e Innsbruck. Così si rafforza l’Autonomia.

“L’Autonomia non è un fortino né una rendita di posizione. E’ una dimensione dinamica che va continuamente rafforzata e rinnovata. In questo quadro la Regione può e deve avere un ruolo importante”. Intervengono così i segretari di Cgil Cisl Uil del Trentino sul dibattito relativo al futuro dell’ente regionale. “Non si può ridurre la Regione ad una scatola vuota – dicono Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Alotti -. E non crediamo che l’Autonomia delle due Province sia alternativa all’ente regionale. Al contrario è rinnovando il ruolo della Regione che si rafforzano Trentino e Alto Adige”.

Un tema che secondo le tre sigle va tradotto in concreto all’interno di un ragionamento più ampio che deve coinvolgere anche il Tirolo per dare gambe all’Euregio e che non può non muoversi all’interno di una cornice di riferimento più ampia che è l’Unione Europea. “Su molte partite strategiche, dallo sviluppo economico al welfare, dall’istruzione al lavoro, dall’energia alla tutela dell’ambiente, alla salute Trento e Bolzano devono imparare a dialogare e collaborare tra loro.

Al contrario si assiste sempre più frequentemente a scelte portate avanti in solitaria, come la recente questione della facoltà di medicina o il tema dell’AutostrAda del Brennero— ricordano i tre segretari -. E’ assurdo chiudersi in una logica di autosufficienza, o peggio, come sembra di voler fare la giunta Fugatti, di sudditanza rispetto alle vicine regioni Veneto e Lombardia, accomunate al Trentino esclusivamente per il colore della maggioranza politica che le governa. In questo senso crediamo che chi siede al vertice della Provincia di Trento abbia la responsabilità di continuare ad alimentare le prerogative di Autonomia della nostra terra, non sottoponendosi a logiche di temporanea convenienza politica”.

Destinati a crescere i già forti legami con la Repubblica Ceca. I rapporti tra il Trentino e la Repubblica Ceca sono importanti. Attingono alla storia, basti pensare all’aquila di San Venceslao. Riguardano anche il presente, vista la numerosa presenza in Trentino di turisti Cechi soprattutto durante la stagione invernale. Possono però essere ulteriormente incrementati lavorando alla promozione della filiera agroalimentare trentina e alla collaborazione in ambito universitario, ma anche meccanico e meccatronico, mettendo in relazione i nostri centri di eccellenza con i plessi industriali presenti soprattutto nella regione di Plzen.

Ne ha parlato questa mattina l’assessore provinciale all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo, accompagnato dal dirigente del Servizio attività internazionali della Provincia Raffaele Farella, con Hana Hubackova, Ambasciatore della Repubblica Ceca in Italia, che è in Trentino in questi giorni per una serie di incontri istituzionali e con i principali attori del sistema produttivo locale. L Ambasciatore incontrerà infatti i vertici del sistema della ricerca, dell’Università e del mondo dell’economia, con la prospettiva di verificare possibili ulteriori collaborazioni.

“Quello della Repubblica Ceca – ha detto l’assessore – per il Trentino rappresenta il terzo mercato turistico in assoluto e il secondo per quanto riguarda l’inverno. Una presenza di turisti fidelizzati che si nota soprattutto in alcune valli alpine. Stiamo lavorando, e ci sono segnali confortanti, per rafforzare questa presenza anche durante la stagione estiva e in generale per destagionalizzare la nostra offerta attraverso opportunità culturali ed enogastronomiche”.

La diplomatica ha aggiunto che in Trentino vive anche stabilmente una comunità di 200 cittadini Cechi. L’assessore ha sottolineato l’impegno per dotare l’università trentina di una Facoltà di Medicina e incrementare la già notevole offerta accademica.

Il dottor Farella ha fatto il quadro della situazione degli investimenti internazionali in e del Trentino e dei rapporti economici esistenti, in particolare, con la Repubblica Ceca.

Il prossimo mese di settembre, ha ricordato l’Ambasciatore Hubackova, si terrà a Brno una importante esposizione con una presenza notevole dell’Italia e questa potrebbe essere l’occasione per incrementare ulteriormente le relazioni tra Trentino e Repubblica Ceca.

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