+Europa. Azione non risponde. Il dialogo continua con IV. Apprendiamo dall’intervista pubblicata oggi sul Trentino di Lorenzo Dellai che Azione ha scelto di costruire una lista con l’UPT.

Dispiace che il nostro invito a costruire un polo di area anche con il partito di Calenda non abbia ricevuto alcuna risposta. Ci sorprende che Azione Trento abbia ritenuto di avere più in comune con l’UPT che con noi, tanto più in un momento in cui Calenda ha rivolto via Twitter l’invito a Benedetto della Vedova di costituire un partito in due settimane: a Trento non riusciamo ad avviare un dialogo nemmeno per formare una comune lista di area.

Il direttivo e molti iscritti e simpatizzanti di +Europa Trento domenica sono rientrati da un meeting del Triveneto tenutosi a Verona in cui si è lavorato assieme a forze e singoli su progetti trasversali. Erano presenti esponenti del TeamK dell’Alto Adige, di Volt, Azione e attivisti dell’iniziativa Figli costituenti. Nelle stesse ore prendevano atto che a Trento un dialogo non s’ha da fare. +Europa lo apprende con rammarico e spera un giorno di conoscere quale fosse l’ostacolo insormontabile.

Forse lo vorrebbero sapere anche gli iscritti di Azione Trento. Per il resto rimaniamo fermi all’idea che è tempo di aggregare e non di disaggregare, di investire su ciò che accomuna e non su ciò che differenzia. Per questo il confronto con Italia Viva è ad uno stadio molto avanzato e ancora per questo rimaniamo sempre in ascolto di Azione e di chiunque si ritrova attorno ai valori dell’europeismo, delle libertà civili ed economiche, della sostenibilità intergenerazionale.

Nella giornata del ricordo una delegazione di Fratelli d’Italia guidata dal senatore Andrea de Bertoldi e dalla dottoressa Francesca Gerosa, coordinatori del Trentino, ha deposto davanti alla targa in ricordo dei Martiri delle Foibe un mazzo di fiori in perenne memoria delle atrocità compiute dai Partigiani comunisti titini, e degli esuli istriano dalmati che nel primo dopoguerra hanno segnato una triste e tragica pagina della storia italiana, purtroppo dimenticati dalla sinistra per quasi settant’anni.

Nel suo intervento il senatore de Bertoldi, affiancato dalla co-coordinatrice Francesca Gerosa, ha voluto ricordare due date, quella della giornata della memoria dell’olocausto, il 24 gennaio, ed appunto quella del giorno del ricordo delle Foibe, il 10 febbraio, come un momento che deve necessariamente unire l’italiani a fronte delle tragedie perpetrate dal nazi-fascismo come dal comunismo, sulla linea di condanna trasversale segnata dalla risoluzione europea dello scorso anno.

È infatti necessario ed auspicabile, che, come la destra ha fatto i conti con il proprio passato, pure la sinistra ammetta finalmente gli ignobili delitti di cui si sono macchiate le brigate partigiane titine e comuniste e finanche i comportamenti perpetrati per anni dallo stesso partito comunista italiano, che ufficialmente nel dopoguerra chiudeva le porte in faccia ai profughi italiani, accusandoli di scappare dai liberatori titini, che erano invece stati i loro assassini. E’ una drammatica pagina storica che va chiusa senza negazionismo e giustificazionismo.

Il Senatore ha quindi chiesto una parola di chiarezza su questi tragici eventi al candidato sindaco di Trento della Cgil per la Sinistra Ianeselli, affinché dimostri se davvero la sinistra contemporanea è pronta ad ammettere le proprie gravi responsabilità del passato, avendo fatto i conti con la propria storia, come da tempo ha fatto la Destra italiana.

 

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I Coordinatori trentini di Fratelli d’Italia

Sen Andrea de Bertoldi

Francesca Gerosa

Marco era un ragazzo di appena vent’anni, amava il mare e aveva un grande sogno: entrare nelle forze armate e diventare pilota delle frecce tricolori.

Nel 2012, dopo una partita di calcetto, incontra Martina, la ragazza dei suoi sogni, e tra i due è subito amore.

I due ragazzi vivono in simbiosi, l’uno a casa dell’altro, ma il rapporto va in crisi quando Marco inizia a difendere il suo sogno di diventare pilota.

Il 17 maggio, dopo una giornata di lavoro come bagnino, Marco va a cena a casa di Martina. Quella sera, in quella casa, parte uno sparo che ferisce Marco.

Nelle due telefonate al 118 vengono fornite informazioni poco chiare agli operatori sanitari: nella prima telefonata si parla di uno scherzo, nella seconda di un ragazzo che è scivolato su un pettine a punta, nel frattempo passa del tempo e Marco peggiora sempre di più.

Dopo un primo soccorso in ospedale a Ladispoli, Marco viene trasportato con corsa l’elisoccorso al Gemelli di Roma. Sono le tre di notte, Marco muore in volo.

Sarà la tragica storia di Marco Vannini il tema della puntata di “Amore criminale”, in onda domenica 9 febbraio alle 21.20 su Rai3.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Puntata dell’8 febbraio. Canale 5. Gli ospiti del salotto di Silvia sono: Alfonso Signorini, Alena Seredova, Valeria Marini, Cristina Marino, Elena Sofia Ricci, Al Bano e Romina Jr.

 

 

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Cardinali e vescovi da cinque continenti nel nome di Chiara Lubich. Stamani in Sala Depero l’accoglienza delle istituzioni trentine.

Nuova tappa questo fine settimana del ricco calendario di iniziative per ricordare i cento anni dalla nascita della fondatrice del movimento dei focolari, Chiara Lubich. In questi giorni oltre 130 tra cardinali e vescovi provenienti dai cinque continenti si sono dati appuntamento a Trento per il convegno internazionale dal titolo “Un carisma al servizio della Chiesa e dell’umanità a cento anni dalla nascita della serva di Dio, Chiara Lubich”.

Dopo la santa messa in cattedrale, presieduta dal cardinale Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij ed aperta dal saluto dell’Arcivescovo di Trento monsignor Lauro Tisi, i vescovi ed un folto pubblico si sono trasferiti nella Palazzo della Provincia dove sono stati accolti dal presidente del Consiglio, dal vicepresidente della Giunta provinciale e dal sindaco del capoluogo.

 

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Ecco l’intervento del vicepresidente della Giunta provinciale.

“[…] È davvero un onore per me portare il saluto, a nome del presidente della Provincia e dell’intera Giunta provinciale di cui faccio parte alle vostre illustri persone.

Un onore farlo in questa circostanza, dopo una celebrazione – nella nostra cattedrale – tanto intensa e carica di spiritualità che ben riflette il carisma, la personalità e l’eredità che la nostra illustre concittadina – Chiara Lubich – ha lasciato al mondo intero.

Quel mondo che – guardandovi, sapendovi testimoni di così tanti paesi, di così tante culture – vediamo quasi miracolosamente riflesso in questa piccola ma per noi tanto significativa sala.
Qui, in origine, venivano ospitati i lavori del Consiglio provinciale – il nostro piccolo parlamento potremmo dire, giacché questa realtà gode di uno speciale statuto che la rende autonoma nel governo di quasi tutte le competenze che regolano la vita e lo sviluppo di qualsiasi comunità. E di questo dobbiamo essere grati ad un altro nostro illustre concittadino: Alcide De Gasperi.

Lungo queste pareti il genio futurista di Fortunato Depero ha esemplificate alcune di queste nostre caratteristiche, attraverso rappresentazioni della storia, delle tradizioni e delle vocazioni di questo piccolo territorio incastonato fra le Alpi.

Una di queste vocazioni è per l’appunto la predisposizione all’incontro che è anche il filo conduttore delle celebrazioni dedicate al centenario della nascita di Chiara Lubich e che hanno già acceso un riflettore sulle sue origini, sulla sua città, su questo ambiente bello e severo al tempo stesso, forte e delicato, capace comunque di imprimere tratti caratterizzanti in chi vi è nato.
È tra queste montagne, ad esempio, che ha avuto origine e si è fortemente radicato il movimento cooperativistico – opera, non a caso, di un religioso, don Guetti – che ci piace descrivere come il frutto di quella propensione ad aiutare l’altro, a sostenere il più bisognoso, a tendere la mano a chi è rimasto indietro: un istinto, quasi, per il popolo della montagna, che di fronte alla fatica ed alle prove della natura risponde con i valori che rendono una comunità degna di questo nome.

Ecco, forse anche Chiara Lubich ha tratto dalle caratteristiche di questo territorio, dalla sua collocazione geografica, dalla sua vicenda storica molti elementi che l’hanno predisposta al suo impegno come fondatrice e animatrice del Movimento dei Focolari.

Ma sappiamo anche quanto Chiara ha dato al Trentino e quanto possa ancora dare, trasmettendoci valori, approcci, capacità di visione.
Pochi giorni fa, abbiamo avuto l’onore della visita del Presidente della Repubblica che con la sua autorevolezza ha spiegato a tutti noi l’importanza, laica, del suo messaggio, che ha dimostrato di reggere all’impatto delle attuali domande che riguardano il nostro vivere comune, il modo di produrre e di fare economia, la dimensione culturale.

Il percorso che abbiamo intrapreso come Trentino ha avuto anche un momento significativo nella mostra allestita presso Le Gallerie di Piedicastello: “Chiara Lubich, città, mondo” e nella sezione staccata di Tonadico (in Primiero) dedicata all’esperienza delle Mariapoli. Nei prossimi mesi edizioni un po’ ridotte della mostra viaggeranno per il mondo, toccando luoghi e città molto significative, fino ad arrivare a Gerusalemme il prossimo 29 marzo.

Siamo certi che in questo modo proseguirà l’esperienza di questo centenario che è davvero un’occasione che ci arricchisce e, al tempo stesso, ci carica di responsabilità.

La vostra stessa presenza qui, in questi giorni è di per sé un chiaro messaggio che ci ricorda come l’attenzione alle esigenze della nostra gente non può distoglierci dall’altrettanto importante attenzione a ciò che avviene al di fuori dei nostri confini ristretti. Quei confini, che solo pochi decenni fa, molti nostri concittadini hanno varcato in cerca di fortuna in paesi lontani. Quei confini che oggi il mondo globalizzato sembra aver annientato, ma che spesso si annidano ancora nella nostra mente.

La testimonianza di Chiara Lubich è ancora forte ed attuale. Le molte persone che in ogni dove ne hanno raccolto il testimone ci indicano la via della speranza: la speranza di quel mondo migliore che ciascuno di noi, ciascuno per quel pezzo che gli compete, ha il dovere di costruire.
Grazie Chiara; grazie a voi tutti”.

L’Ateneo dei Racconti: i dieci finalisti al lavoro. Prosegue il concorso letterario dell’Opera Universitaria.

Prosegue il cammino della nona edizione dell’Ateneo dei Racconti,. il concorso letterario dell’Opera Universitaria di Trento. Alla scadenza del bando, lo scorso dicembre, l’adesione è stata più che soddisfacente: 74 i racconti presentati, numero in crescita rispetto alle ultime edizioni, segno che gli incontri all’interno dei vari Atenei, l’appoggio dei professori e delle Istituzioni, così come il passaparola tra gli studenti, hanno avuto l’efficacia sperata. I dieci studenti finalisti sono: Bressanello Elia, Forlano Rossana, Lorenzini Girardelli Giuditta, Mizzon Gaia, Passuello Marco, Sterni Leonardo e Tait Matteo (dip. Lettere e Filosofia), Chehaimi Sarah e Monari Alessandro (dip. Scienze Cognitive) e Cicolin Aurora (dip. Ingegneria industriale). Nelle giornate del 21 e 22 gennaio il gruppo ha partecipato al workshop residenziale presso l’Ostello di Grumes, in vista della realizzazione delle performance tratte dai racconti stessi, che andranno in scena il 24 e 31 marzo al teatro Sanbàpolis. La serata finale, infine, con la cerimonia di premiazione, si terrà il 7 aprile.

La squadra che seleziona i racconti, presieduta dal direttore artistico Davide Longo, ha letto a stretto giro tutte le opere e ha quindi selezionato i dieci finalisti. Subito dopo è stata la volta del workshop. Questa è la novità più importante dell’edizione 2019-2020: negli anni precedenti infatti i finalisti seguivano il workshop a giochi fatti, quando i racconti erano già stati votati dai giurati e trasformati in performance, mentre quest’anno il workshop è stato pensato all’inizio del percorso, centrandolo sulla riscrittura dei racconti sotto la guida di Davide Longo e di Guido Laino (regista/curatore delle performance). In base alle loro indicazioni i finalisti sono stati chiamati ad affrontare i problemi evidenziati, rivedere i testi, in alcuni casi cambiarne la struttura. I racconti sono rimasti farina del loro sacco, ma le giurie potranno ora valutare anche la loro capacità di tornare sul testo e metterci mano.

Ora comincia la seconda fase. Nel giro di un paio di mesi, i dieci finalisti, molti dei quali alla prima esperienza di scrittura narrativa e di teatro, si ritroveranno sul palco del teatro Sanbàpolis, davanti a 300 persone, per portare in scena una performance ricavata dal testo uscito dal workshop. Un viaggio entusiasmante, che è l’anima stessa del concorso e anche il motivo per cui i ragazzi che hanno hanno partecipato alle precedenti edizioni conservano dell’esperienza un ricordo indelebile, che ha lasciato, anche dal punto di vista umano, traccia profonda.

Dalla lettura dei 74 racconti candidati emerge come sempre uno spaccato vivo, passionale e dolente di cosa significa avere vent’anni (circa) oggi: incertezze, difficoltà di orientamento, grandi ideali, senso di solitudine, stereotipi, bisogno di ribellarsi a essi, intelligenza, creatività, malinconie. Dentro i 74 racconti, oltre al loro mondo, gli autori esprimono anche un potenziale di creatività, e con esso un avvertimento valido per tutti: “Non sprecatelo”.

L’appuntamento aperto al pubblico è al teatro Sanbàpolis nelle serate del 24 e 31 marzo, e quindi alla finale del 7 aprile. Saranno questi i momenti in cui la competizione che in ogni concorso è insita rivelerà il suo vero volto: il gioco, l’emozione, la festa.

All’iniziativa collaborano fra gli altri la Provincia autonoma di Trento, la scuola Holden di Torino, il Centro Teatro Trento (CTolmi24), la Fondazione Trentino Università e il Conservatorio.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Festival di Sanremo. St 2020 Ep 5 – Diodato vince Sanremo 2020. I 24 Campioni in gara si contendono la vittoria finale al 70° Festival della Canzone Italiana di Sanremo.

 

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Gli 80 anni di monsignor Bressan, pellegrino a Lourdes. Dal vescovo Lauro gli auguri della Chiesa trentina.

Gli auguri per i suoi ottant’anni, traguardati in questa domenica 9 febbraio, sono arrivati all’arcivescovo emerito di Trento Luigi Bressan direttamente a Lourdes, dove accompagna in queste ore il pellegrinaggio di Unitalsi, di cui è assistente nazionale.

All’altro capo del telefono l’arcivescovo Lauro che di prima mattina ha voluto trasmettere a monsignor Bressan a nome della Chiesa trentina, da lui guidata per diciassette anni, un messaggio affettuoso. “L’augurio – ha detto don Lauro – si accompagna al grazie per il servizio che lei, caro arcivescovo Luigi, continua a svolgere per la nostra Chiesa con umiltà, generosità e grande discrezione. Buon compleanno di cuore!”.

Coronavirus: anche nel resto del Paese le misure prudenziali consigliate alla scuola trentina. Il presidente della Provincia: “dialogo costruttivo fra Ministero e realtà locali”.

“La decisione del Ministero di far propria anche nel settore scolastico la linea di prudenza che abbiamo adottato per la gestione del fenomeno Coronavirus è la testimonianza di come il dialogo costante tra Governo e Regioni e Province autonome sia la strada più efficace per garantire a tutti le migliori soluzioni possibili, a fronte di uno scenario di grave complessità”. È il commento del presidente della Provincia autonoma di Trento in merito all’aggiornamento di queste ore della “circolare scuola”, da parte del Ministero della Salute. Un aggiornamento ispirato al principio di massima precauzione, con monitoraggio e assenza da scuola giustificata.

Nei giorni scorsi la Provincia di Trento, insieme all’Azienda Sanitaria, aveva invitato tutte le persone in rientro dalla Cina, studenti compresi, a seguire alcune misure precauzionali, osservando un periodo di isolamento fiduciario di 14 giorni a casa propria se le condizioni lo consentono o in struttura appositamente allestita, per evitare il diffondersi del Coronavirus. Una circolare, firmata dal dirigente generale del Dipartimento alla salute era per l’appunto indirizzata anche alle Istituzioni scolastiche e formative del Sistema educativo provinciale.

“In Provincia di Trento fin dall’inizio dell’emergenza è al lavoro una task force – conclude il presidente – che si sta impegnando in piena trasparenza e collaborazione con la comunità cinese che vive in Trentino. A tutti va il nostro ringraziamento per il prezioso impegno su questo delicato settore che coinvolge la salute pubblica”.

Questa sera, domenica 9 febbraio 2020, in prima serata su Canale 5, nuovo appuntamento con “LIVE – NON È LA D’URSO”, il programma di VideoNews condotto da Barbara d’Urso.

Tanti ospiti e interviste ai protagonisti del momento: in esclusiva, in studio, Morgan racconterà la sua verità in seguito alla squalifica dal Festival di Sanremo 2020. L’artista parlerà anche della battaglia per riavere la sua casa dopo lo sfratto dello scorso giugno.

E ancora, Nina Moric risponderà alle accuse dell’ex fidanzato Luigi Favoloso.

Barbara d’Urso accoglierà poi Rita Rusic e Vittorio Cecchi Gori, che faranno chiarezza sulle affermazioni di Valeria Marini.

Inoltre, a “LIVE NON È LA D’URSO”, il fidanzato di Antonella Elia, Pietro Delle Piane, si sottoporrà alla macchina della verità in seguito alle foto mostrate alla showgirl nella casa di GFVIP che lo ritraevano in compagnia dell’ex compagna, sorella di Asia Argento.
Nella trasmissione è centrale il ruolo del pubblico a casa che potrà esprimere il “Live Sentiment” delle storie raccontate in studio attraverso l’APP e il sito di Mediaset Play (www.live.mediasetplay.it).

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