L’intesa tecnica raggiunta in data odierna fra i rappresentanti legali di ArcelorMittal e quelli di Ilva in Amministrazione Straordinaria rappresenta un passo importante verso un complessivo miglioramento dell’assetto dello stabilimento di Taranto.

Sono state poste le basi per arrivare, entro la fine del mese, a un nuovo rapporto contrattuale tra le parti che preveda, fra l’altro, la concreta possibilità di un investimento pubblico nella società che gestisce l’impianto, in modo da garantire ancor più efficacemente il perseguimento della politica industriale del Governo, che mira a coniugare ambiente, innovazione, occupazione e crescita.

Tutto ciò, ovviamente, sul presupposto che ArcelorMittal revochi il suo proposito di recesso e rinunci alla azione civile intrapresa presso il Tribunale di Milano.

Il nostro obiettivo è – e sarà sempre di più – quello di fare del polo siderurgico di Taranto un leader europeo dell’acciaio verde, creando nel Mezzogiorno il primo esempio concreto di attuazione del Green New Deal, motivo per il quale ci aspettiamo, peraltro, che l’Unione Europea guardi con favore a questo ambizioso e sfidante progetto.

Con l’auspicato intervento dello Stato si avvia un nuovo ciclo di investimenti su cui il Governo potrà esercitare un controllo diretto per assicurare crescita e sostenibilità ambientale e sociale.

Così in una nota congiunta la Presidenza del Consiglio, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero dello Sviluppo economico.

La Federazione ha organizzato un convegno con studiosi ed esperti di diritto commerciale per offrire una opportunità di aggiornamento rispetto a quella che è considerata una rivoluzione in ambito imprenditoriale. La nuova normativa introduce importanti indicatori per prevenire la crisi prima che si verifichi.

Mattarei: oggi non basta più la creatività delle singole imprese, è richiesta una capacità dei territori di fare sistema a livello orizzontale. Occorre cioè sviluppare una forte cooperazione tra associazioni di categoria, ente pubblico, banche locali e amministrazioni territoriali per evitare l’isolamento delle imprese.

Foto del convegno disponibili su www.cooperazionetrentina.it (clicca qui)
Immagini videi e interviste a Pederzini e Ceschi su cooperazionetrentina.broadcaster.it (clicca qui)
Trento, 7 febbraio 2020 – È una vera e propria rivoluzione quella introdotta dal nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, specie per le aziende di piccola e media dimensione.

Al centro del ‘vecchio’ diritto fallimentare c’era infatti il concetto di insolvenza e quindi le misure per cercare di salvare l’impresa iniziavano ad attuarsi quando erano già evidenti i seri problemi di liquidità. Spesso troppo tardi.

Oggi, invece, l’attenzione del legislatore si sposta su un momento precedente all’insolvenza e, attraverso una serie di indicatori cerca di mettere in luce la crisi prima che si verifichi, per prevenirla e risolverla positivamente. L’imprenditore dal canto suo dovrà adottare un approccio di analisi in prospettiva per capire se l’impresa riuscirà a far fronte alle sue obbligazioni.

Per illustrare queste novità, la Federazione ha organizzato un convegno dal titolo ‘Imprese Cooperative e Codice della Crisi – Luci, Ombre e Opportunità della Riforma’, poiché questa rivoluzione del diritto concorsuale impone un ripensamento delle stesse modalità organizzative e funzionali dell’impresa.

“La questione fondamentale – ha detto in apertura la presidente della Federazione Marina Mattarei – per tutti noi e soprattutto per la Federazione è riuscire ad aiutare le nostre cooperative a non entrare in crisi. Oggi la competizione globale richiede una capacità dei territori di fare sistema a livello orizzontale. La creatività delle piccole imprese non è più sufficiente, va accompagnata. Occorre cioè sviluppare una forte cooperazione tra associazioni di categoria, ente pubblico, banche locali e amministrazioni territoriali per evitare l’isolamento delle imprese.

Se tutti questi soggetti – ha proseguito la presidente – saranno capaci di vivere l’appartenenza al proprio territorio come un’unica unità produttiva, allora la cooperazione territoriale potrà diventare competizione strutturale in grado di sostenere i limiti del localismo e quindi superare il problema della singola impresa nella sua solitudine”.

Durante il convegno sono emerse le luci di questo intervento legislativo, che cambia gli equilibri della cultura societaria, che dovrà aprirsi ad un approccio innovativo di gestione dell’impresa. Ma anche le ombre. Secondo gli esperti si tratta infatti di un intervento meritevole nelle intenzioni, che però potrebbe rivelarsi velleitario nei risultati.

“Le luci – ha affermato la prof.ssa Elisabetta Pederzini, docente dell’Università di Trento – sono l’occasione per le imprese di migliorare la gestione e l’organizzazione in funzione della creazione di valore e la sostenibilità nel tempo. Le ombre hanno a che fare con un cambio di passo che esige un tempo di adeguamento e acclimatamento, di comprensione. Ed è per questo che solo tra qualche anno potremo capire se questa riforma ambiziosa sarà portata a compimento, con la collaborazione di tutti”.

Ed ecco quindi che la Federazione stessa, per il suo ruolo di servizio e di tutela nei confronti delle cooperative socie, può fornire quel sistema integrato di competenze trasversali necessarie per fornire gli strumenti in grado di leggere con anticipo le possibili difficoltà delle imprese e aiutarle ad intervenire con i giusti mezzi.
“In generale la situazione delle cooperative trentine è buona – ha affermato il responsabile dell’area Servizi integrati della Federazione Giuliano Bernardi – ma occorre dire che le situazioni di crisi vanno affrontate molto prima dell’insorgenza degli indici di allerta, e questo si può fare con una adeguata attività di monitoraggio e di controllo”.

Come ha sottolineato nel suo intervento Alessandro Ceschi, direttore della Federazione, le finalità della riforma sono coerenti con l’agire cooperativo: il fulcro è la salvaguardia degli interessi dei soci garantendo la loro stessa continuità d’impresa, dei creditori sociali e dei terzi a non subire compressioni o pregiudizi dei diritti fondamentali. Una fotografia realizzata da un team di esperti multidisciplinare risulta dunque importante per fornire al Consiglio di amministrazione e alla direzione delle cooperative un quadro dei punti forti e insieme dei potenziali rischi: un punto di partenza per poi volgere lo sguardo al futuro dell’impresa.
Il tutto nella consapevolezza che la riforma non offre un modello unico e univoco per la costruzione degli indici e che quindi chi aiuterà le imprese a leggere la propria capacità di tenuta nel tempo dovrà di fatto confezionare ‘abiti sartoriali’ attorno alle singole realtà, seguendo il profilo delle loro specifiche caratteristiche.

 

 

Prima dell’alba. Lettori notturni, pescatori di vongole e una ladra di professione.

Nuovo appuntamento, domani, sabato 8 febbraio alle 23.55, con Salvo Sottile e Prima dell’Alba, il programma “on the road”, prodotto da Stand by me per Rai3, alla scoperta dell’Italia notturna.

La puntata comincia a Roma nella biblioteca dell’Università Sapienza, aperta anche la notte. Salvo Sottile va a conoscere i ragazzi che fanno le ore piccole sui libri. Tra loro anche due ragazzi iraniani che in biblioteca hanno trovato l’amore.

Il viaggio prosegue verso nord, a Chioggia, dove Salvo salirà a bordo di un peschereccio per assistere alla pesca delle vongole: un lavoro faticoso, che Benvenuto e Luca svolgono passione.

Quindi ritorno nella capitale per incontrare Consuelo, una ladra di professione. Consuelo racconta della sua scelta di vita che la vede sempre in strada, in appostamento, per trovare l’appartamento giusto da scassinare.

Infine, cinquanta sfumature di rosso, per la notte in un appartamento, dove Salvo incontra uomini e donne mascherati, che giocano praticando il solletico erotico, il tickling, una declinazione più giocosa e spontanea del sadomaso.

Sono appena cominciati gli appuntamenti formativi della G&A Business School, un ricco calendario di giornate in aula dove professionisti del management, del marketing e delle vendite condividono con imprenditori e collaboratori modelli ed esperienze con un approccio molto pratico e laboratoriale. Sempre all’interno della programmazione della Business School, martedì 12 febbraio partirà una serie di incontri, aperti a tutti, ma a numero chiuso previa iscrizione: I Caffè dell’Accademia, appuntamenti a cadenza mensile dalle 17.00 alle 19.00 nel G&A Building che affronteranno argomenti quali l’heritage generazionale, la gestione dello stress, l’innovazione strategica, … dal punto di vista esperienziale dell’ospite chiamato a parlarne.

La data del 12 febbraio, sold out appena dopo solo due giorni dal lancio delle iscrizioni, vedrà l’arrivo a Trento di Eusebio Gualino, A.D. di Gessi, azienda piemontese che opera nel settore dell’arredo bagno e del private wellness, fondatore della Gessi Academy, che ci parlerà dell’importanza del contesto in cui le aziende operano, di persone. Perché nulla è più reale, concreto e potente della forza di un gruppo che rema verso uno stesso obiettivo. Perché sono le persone, tutte insieme, a costruire l’anima di un’azienda e a portarla nel mondo. Non c’è mercato che possa spaventare un esercito corazzato e motivato. Insieme è sempre possibile cambiare rotta, cavalcare mari agitati e approdare su spiagge magari deserte dove c’è tutto un mondo da costruire. Bisogna saper leggere il contesto, capire chi siamo e da dove partiamo e poi non avere paura di sbagliare.

La storia di Eusebio Gualino è quella di un uomo straordinario, nato come muratore e diventato oggi un imprenditore visionario. L’uomo che ha portato una piccola azienda italiana, nata in un garage negli anni Novanta, ad essere leader nel mondo. La sua energia, la sua forza, la sua competenza e la sua positività continuano ad essere contese in aule di manager e collaboratori di tutta Europa.

I Caffè dell’Accademia proseguiranno il 20 marzo sempre dalle 17.00 alle 19.00 con Riccardo Felicetti, Ceo di Felicetti Spa, che affronterà il tema dell’Importanza di decidere, portando la sua esperienza personale di imprenditore che ha saputo fare scelte coraggiose cambiando il destino della sua azienda in uno dei momenti più complicati della storia del nostro Paese. Ha scelto, ha puntato e ha vinto, affrontando crisi, dubbi e paure.

Il 22 aprile arriverà a Lavis Lorenzo Delladio, Ceo e Presidente de La Sportiva Spa, per parlare di Convivenza generazionale.

A seguire Paolo Trincia, Donatella Caprioglio, Carlo Bagnoli, Norbert Niederkofler, …

“La cultura è un’opportunità ma anche un privilegio, troppo spesso ce ne dimentichiamo. Sarebbe bastato nascere, per caso, nella parte sbagliata del mondo per fare cose molto diverse, magari per preoccuparci del pane piuttosto che dei mercati”, racconta Davide Gabrielli, fondatore e presidente di G&A Group. “Noi che crediamo nella formazione e nello sviluppo delle persone – lo sviluppo delle aziende e delle persone è la nostra mission, ciò che facciamo da sempre -, abbiamo deciso di impegnarci per sostenere un progetto che possa aiutare chi non ha avuto la fortuna di nascere e crescere in Paesi come il nostro dove la cultura è o dovrebbe essere un diritto”. Continua Gabrielli “Per questo per tutto il 2020 raccoglieremo fondi per l’Associazione MelaMango, di cui conosciamo personalmente la Presidente Giuliana Cova, per adottare ragazzi e ragazze affinché possano continuare gli studi in Kenya e migliorare il futuro loro e del loro Paese”. Come per tutti i progetti del Gruppo,anche il 40% del ricavato dei Caffè dell’Accademia verrà devoluto alla causa.

G&A Group, da settembre nella una nuova sede, il G&A Building di Lavis – TN, nato oltre 20 anni fa, si occupa di sviluppo aziendale e turistico. G&A non è un brand, è un nome, IL nome di un gruppo di Soci e Amici che hanno messo insieme cinque marchi, Gabrielli &Partner, Hotel Klinik, Progetto Turismo, Laboratorio commerciale, Business School per portare avanti un sogno, quello di crescere insieme alle persone che collaborano con loro e di loro si fidano. Il nome nasce dalle iniziali di Giulia (Valentini) e Alessandro (Conti), i due giovani talenti del Gruppo, rimasti vittime della tragedia del 2016 in cui furono coinvolti proprio al ritorno da una cena aziendale, che continuano a restare nel cuore di ogni socio e collaboratore ma anche nelle sale del Building, l’Alessandro Social Room e la Giulia Business Meeting Room.

L’appuntamento è quindi, per gli iscritti, martedì 12 febbraio alle ore 17.00 in via Giuseppe di Vittorio 55 a Lavis.

Rinnovo contratti pubblici, al via le assemblee

Fp Cgil Cisl Fp e Uil Fpl portano sui posti di lavoro i contenuti di un’intesa che riconosce il ruolo della pubblica amministrazione e impegna la Pat ad investire 67milioni di euro per alzare gli stipendi dei dipendenti – Prime assemblee il 12 febbraio a Trento e il 18 febbraio a Rovereto.

Ad un mese dalla firma del protocollo sul rinnovo dei contratti pubblici partono le assemblee sui posti di lavoro per spiegare i contenuti dell’intesa che apre le porte al rinnovo del contratto di 33 mila lavoratori delle autonomie locali, della sanità e della scuola e della ricerca. “Il protocollo – ribadiscono i tre segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Luigi Diaspro, Beppe Pallanch e Marcella Tomasi – è un atto di valore politico che impegna il presidente della Giunta e costituisce il tassello centrale per arrivare al rinnovo del contratto. Sarà in sede Apran che si svolgerà la partita negoziale, a partire dalla ripartizione delle risorse economiche tra i vari comparti. E’ un risultato fondamentale raggiunto anche grazie all’importante mobilitazione dei lavoratori del 22 novembre scorso”. Il protocollo, inoltre, mette nero su bianco il ruolo fondamentale della pubblica amministrazione trentina nei servizi al cittadino. “Un riconoscimento importante che dà atto del contributo indispensabile dei dipendenti pubblici nel fare della nostra pubblica amministrazione una delle migliori d’Italia in termini di qualità del servizio”.

Risorse

Il protocollo impegna la Giunta provinciale a stanziare 67 milioni di euro, una cifra che assicura un aumento minimo a regime del 4,1% in 4 tranches decorrenti dal 1 gennaio 2019 per lo 0,7%, dal 1 aprile 2020 per l’1,8%, dal 1 gennaio 2021 per il 3% e dal 1 settembre 2021 per il 4,1%. A questi importi si devono aggiungere le risorse ancora ferme sui tavoli a seguito dell’assestamento del 6 agosto 2019 per i dipendenti delle autonomie locali pari ad 3,4 milioni di euro, mentre per i lavoratori della sanità pubblica pari ad euro 6 milioni strutturali e di circa 5milioni una tantum.

Enti strumentali e lavoratori degli appalti

Si riconosce anche agli enti strumentali privati della Pat (ad esempio le fondazioni) pari tutela retributiva e al contempo una adeguata quantificazione delle basi d’asta e dell’importo degli affidamenti, dei dipendenti delle imprese appaltatrici di opere e servizi pubblici.

Progressioni di carriera

Dovranno essere stanziate risorse aggiuntive per le progressioni di carriera e per aggiornare l’ordinamento professionale riconoscendo le mutate competenze e valorizzando la professionalità.

Trattamento di maggior favore

Si impegna la Giunta a recepire nei contratti provinciali le norme di miglior favore introdotte nei contratti nazionali del pubblico impiego.

Stabilizzazioni

Si prevede una norma che dia ulteriori risposte al personale precario delle pubbliche amministrazioni trentine modificando e aggiornando i termini per la stabilizzazione del precariato, attivando tempestivamente l’Osservatorio sulle stabilizzazioni.

Orario di apertura al pubblico

La richiesta della PAT di rivalutare gli orari di lavoro del personale in relazione alle esigenze di cittadini e imprese è declinata con due limiti invalicabili: procedure concertative con il sindacato e sufficiente dotazioni di personale.

Clausola di salvaguardia

Nel caso di imprevedibili dinamiche recessive del bilancio Pat si aprirà un tavolo di confronto con i sindacati che hanno sottoscritto il protocollo. Eventuali azioni di spending review dovranno essere concertante con i rappresentanti dei lavoratori e dovranno riguardare tutte le poste di bilancio e non solo il lavoro pubblico. Si è pertanto respinta ogni clausola condizionante sul rinnovo contrattuale.

Dreams Road. Dalle foreste della Polonia al mar Baltico. Il viaggio Europeo targato Dreams Road, iniziato sulle strade della Germania, prosegue su Rai, domani, sabato 8 febbraio, alle 11.30, in Polonia, la grande Polonia, terra di foreste antichissime, di boschi, di laghi e di splendide città. Una terra dal patrimonio storico, culturale e naturale unico che vanta ben 22 parchi nazionali e circa 500 riserve poste sotto tutela. Entrati in Polonia la prima tappa è Breslavia, la città capoluogo della Bassa Slesia, la regione che per la sua bellezza è spesso paragonata alla Valle della Loira.

Visitata Breslavia, Emerson e Valeria proseguono sulle strade della Slesia polacca, terra verde, ricca di storia, leggende e misteri e punteggiata da numerosissimi castelli e raggiungono Cracovia, il gioiello della Polonia. Da Cracovia il viaggio prosegue a Varsavia per poi puntare a nord ed entrare in Lituania, la nazione più meridionale tra i paesi baltici, paese più esteso e popolato dei Paesi Baltici: paese dalla lunga e tormentata storia, che ha conosciuto la propria indipendenza dal regime sovietico, solo nel 1991. In Lituania Emerson e Valeria scoprono la bella città di Vilnius per poi puntare verso il Mar Baltico e la Penisola Curlandese, angolo di una Lituania sconosciuta, riserva naturale protetta che dall’anno 2000, è Patrimonio dell’Umanità.

Visita ai ragazzi in isolamento fiduciario a Sardagna dell’assessore alle politiche sociali e alla salute. Stanno bene gli 8 ospiti di nazionalità cinese.

Stanno bene le 8 persone di nazionalità cinese che si trovano in isolamento fiduciario all’ex hotel Sardagna, avendo accettato di sottoporsi alla quarantena – di 14 giorni – successiva al loro rientro in Italia dopo un soggiorno in Cina. Lo ha riferito oggi alla Giunta provinciale l’assessore alle politiche sociali e alla salute, che stamani ha compiuto un nuovo sopralluogo assieme al dottor Antonio Ferro e ad un volontario della Croce Rossa di origine cinese.

Non solo nessuno degli ospiti della struttura manifesta oggi alcun sintomo di Coronavirus; tutti hanno detto di trovarsi bene, e di trascorrere il tempo fra lo studio e altri passatempi come il calcio balilla. Lavatrice e asciugatrice sono a loro disposizione, tutti i pasti – colazione, pranzo e cena – vengono forniti dall’Apss e consegnati da personale della Croce Rossa. L’assessore alla salute li ha ringraziati per la loro disponibilità e pazienza e ha ringraziato inoltre Il personale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari e della Protezione Civile per l’impegno e la sensibilità dimostrate nei riguardi della comunità trentina.

Un Protocollo d’intesa per rilanciare gli investimenti e lo sviluppo economico del Trentino. Provincia autonoma, Cassa del Trentino e Cassa depositi e prestiti i soggetti coinvolti.

Finanziamento di nuovi investimenti sul territorio, realizzazione di infrastrutture scolastiche, sanitarie e nei trasporti, programmi di sviluppo immobiliare e di rigenerazione urbana, con particolare riguardo all’edilizia sociale, in favore degli studenti e della popolazione anziana, e per il miglioramento delle infrastrutture turistiche: queste alcune delle principali aree interessate dal nuovo protocollo d’intesa fra Provincia autonoma di Trento, Cassa del Trentino S.p.A., Cassa depositi e prestiti S.p.A., CDP Investimenti Società di Gestione del Risparmio S.p.A, il cui testo è stato approvato oggi dalla Giunta provinciale, su proposta del suo presidente. L’accordo sarà siglato lunedì a Rovereto, assieme all’altro Protocollo, approvato la scorsa settimana, per promuovere nuovi strumenti finanziari a favore delle piccole e medie imprese del Trentino. A Rovereto, dove Cassa Depositi e Prestiti aprirà uno sportello presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio.

“Attraverso gli accordo che sottoscriveremo lunedì – sottolinea il presidente della Provincia autonoma di Trento – vogliamo promuovere nuove iniziative per il potenziamento del sistema infrastrutturale, dello sviluppo sostenibile ed in generale per il rilancio economico del Trentino e delle sue imprese. Oltre a Cassa del Trentino”, strumento del sistema pubblico provinciale che ha come missione promuovere, accompagnare e realizzare le strategie finanziarie programmate dal Governo provinciale, potremo avvalerci del prezioso contributo di Cassa depositi e Prestiti, che nella sua qualità di istituto nazionale, e sotto l’egida del Ministero dell’Economia e delle Finanze promuove lo sviluppo economico e sociale del Paese attraverso il sostegno finanziario alle comunità e agli enti territoriali, anche fornendo servizi di consulenza ed assistenza ai soggetti interessati”.

La collaborazione tra le Parti firmatarie potrà avere come oggetto le seguenti aree tematiche:

FINANZIAMENTO INVESTIMENTI:

− Valutazione di eventuali richieste di finanziamento da destinare a nuovi investimenti sul territorio trentino.

INFRASTRUTTURE:

− assistenza tecnico-amministrativa e finanziaria in relazione alle attività svolte dalla Provincia per la programmazione degli interventi, per l’individuazione delle modalità di finanziamento in ragione delle specifiche caratteristiche (mutuo, concessione, PPP), per la preparazione e lo svolgimento delle gare e la progettazione di interventi infrastrutturali;

− assistenza nella definizione degli aspetti tecnici, di sostenibilità economico finanziaria, di ripartizione dei rischi e di finanziabilità di schemi di Concessione/PPP per la realizzazione di progetti principalmente nei settori dell’edilizia scolastica, dell’edilizia sanitaria e dei trasporti;

IMMOBILIARE:

− creazione di opportune sinergie per favorire l’avvio di programmi di rigenerazione urbana aggiuntivi a quelli già attivati sul territorio trentino, con particolare riferimento a social housing, studentati, residenze per anziani, alle infrastrutture per la formazione e l’innovazione e alle strutture per il turismo;

− attività di advisory e supporto alla valorizzazione del patrimonio immobiliare di proprietà della Provincia e dei suoi Enti strumentali, anche attraverso la realizzazione di studi di fattibilità su immobili di particolare interesse in relazione alle loro possibilità di valorizzazione.

La Provincia si riserva di promuovere il coinvolgimento di Comuni ed altri soggetti pubblici interessati alle iniziative di valorizzazione del territorio oggetto del Protocollo.

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