Linea Verde. St 2019/20 – Da San Ginesio a San Ginesio, nel cuore delle Marche. “Linea Verde” a San Ginesio, il balcone dei Monti Sibillini sulle Marche: è qui che parte e arriva il viaggio di Beppe Convertini e Ingrid Muccitelli, con la partecipazione del cuoco Peppone. Un viaggio che racconta un territorio di…

 

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Parlateci delle Foibe!” Questo il testo dei numerosi striscioni affissi nella notte dai militanti del Blocco Studentesco Trento e Riva del Garda davanti ai principali istituti scolastici del Trentino in occasione dell’annuale commemorazione per i martiri delle foibe.

“Oggi più che mai – dichiarano i militanti del Blocco Studentesco Trento in una nota – è importante per le nuove generazioni conoscere e ricordare l’assassino di migliaia di nostri connazionali uccisi per la sola colpa di essere italiani. Un pezzo della nostra storia che troppo spesso negato soprattutto all’interno delle scuole, come dimostra il recente caso di La Spezia dove è stato impedito un convegno sulle foibe con la complicità dell’antifascismo studentesco e istituzionale.”

“Troppe volte – continua la nota – le istituzioni scolastiche, rappresentate da professori e dirigenti scolastici, ignorano completamente la giornata del ricordo istituita il 10 febbraio tenendo all’oscuro gli studenti organizzando addirittura eventi revisionisti.”

“Parlateci delle foibe – conclude la nota – vuole essere un continuo monito a difesa della memoria che dovrebbe unire tutto quanto il mondo studentesco. Invitiamo pertanto a partecipare alla commemorazione del 9 febbraio che si terrá come ogni anno a Trento per mantenere vivo il ricordo.”

Lezioni di turismo dalla Svizzera. Il panorama ferroviario di questi tempi è ricco di notizie. La soluzione treno torna con prepotenza di attualità.

Dall’accordo quadro della Provincia Autonoma di Trento per la ferrovia per il Lago di Garda, elettrificazione della linea della Valsugana, il Treno delle Dolomiti con la prospettiva della realizzazione della Primolano-Fetre e la Calalzo Cortina e l’obiettivo di collegarsi alla Val Pusteria.

Nell’àmbito del percorso nel bellunese, quattro sono ad oggi i progetti che sono stati proposti. Ultimo tra questi e che Helmuth Moroder, ingegnere incaricato dalla Regione Veneto dovrà valutare prossimamente.

Ultimo proposta progettuale riguarda infatti la proposta da Venezia a Cortina attraverso Agordo attraversando la Valle del Cordevole avanzata da un gruppo di sindaci della zona, dall’Unione montana e dalla Provincia di Belluno.

Si potrà anche ammettere siano troppi quattro progetti da valutare ma comunque la dimostrazione che è sulla ferrovia che si punta per investire sul futuro delle comunità montane del bellunese.

E poi la Regione Lombardia ove si ragiona che convinzione per avviare i progetti di riattivazione delle ferrovie della Valle Olona e della Valmorea.

Non se la bevono loro la storiella del BRT come invece accade nelle Valli di Fassa e Fiemme!

Diciamola tutta, sono varie le regioni e province d’Italia dove la progettualità ferroviaria è tornata ad essere al centro dell’attenzione.

Se è vero che tra il dire ed il fare ne avrà da passare ancora del tempo, ciò comunque rappresenta una vittoria morale per Transdolomites che da oltre dieci anni si batte nel territorio dolomitico e alpino.

Se poi a queste notizie aggiungiamo il fatto che il Ministro per i Beni le Attività culturali e il Turismo, Dario Franceschini, abbia dichiarato 2020 “ l’Anno del treno turistico “ la dice lunga sul potenziale che il treno possa esprimere per far crescere una forma di turismo che permetta al viaggiatore di percorrere l’Italia in modo sostenibile e lungo le tratte storiche delle ferrovie, ammirando paesaggi magnifici e toccando località di struggente bellezza.

Esistono 800 chilometri di tratte ferroviarie in disuso e abbandonate che attraversano parchi nazionali, aree protette e territori densi di storia e cultura”. Una opportunità per chi una ferrovia già ce l’ha, per chi si sta attivando, una penalizzazione esponenziale per i territori il cui destino pare al momento l’essere condannati a rimanere esclusi da questo percorso di nuovo sviluppo.

Una opportunità che nelle Valli dell’Avisio è stata recepita positivamente nei due ultimi anni quando attraverso ben 17 mozioni di comuni, Comunità di Valle , emerse un preciso indirizzo politico con la richiesta alla Provincia Autonoma di Trento di attivarsi nel più breve tempo possibile nella realizzazione dello studio di fattibilità per il nuovo collegamento ferroviario tra Trento e Penia attraverso la Valli di Cembra, Fiemme e Fassa.

Un percorso che venne inaugurato dal Consiglio provinciale di Trento che all’unanimità il 12 giugno 2014 votò favorevolmente a favore della realizzazione dello studio medesimo.

Ora, dinnanzi a tale innegabile evidenza dei fatti ed al mancato ascolto nei riguardi delle indicazioni politiche emerse dalle valli dell’Avisio e dalla stessa città di Trento chiediamo prima di tutto ai Consiglieri provinciali delle Valli Avisio, Luca Guglielmi, Piero Degodenz, Gianluca Cavada, Alessandro Savoi di giustificare pubblicamente per quale motivo sino ad oggi hanno nascosto la testa sotto la sabbia dinnanzi alla questione ferroviaria.

Il vero potenziale che l’anello delle Dolomiti potrà esprimere non è legato solo al fatto di girare attorno ad esse, ma alla realizzazione delle ferrovie di vallata (Gardena-Badia, Cembra-Fiemme e Fassa) che raggiungano il cuore di questi territori montuosi perché è lì che la destinazione della massa dei turisti. Egregi Consiglieri Vi pare sensato escludere queste valli da un simile percorso?

Una domanda di pubblica giustificazione che rivolgiamo indistintamente a tutti i Consiglieri provinciali attualmente in carica.

Quanto ai Consiglieri citati nominalmente, si sono sottratti al dovere di dare voce alle richieste emerse nelle 17 mozioni votate dai Consigli comunali e Comunità di Valle in primis la N 38 del 2014 del Consiglio provinciale.

Grave e irresponsabile il comportamento che sino ad oggi avete adottato. Nessuna mozione votata chiedeva da subito la costruzione della nuova ferrovia, bensì da subito esse chiedevano e chiedono il progetto per saperne di più e per avviare il confronto con le valli.

E ciò gli è stato negato permettendo un silenzio che dura da troppi anni.

Un treno per le valli dell’Avisio “costa troppo?”. Costa troppo immaginare un nuovo futuro per queste genti?

Allora tanto per restare alle notizie fresche di stampa una ulteriore lezione giunge dalla Svizzera il 27 gennaio 2020 con il comunicato stampa delle Ferrovie Federali Svizzere “ migliorare i trasporti pubblici per il turismo nella regione di Andermatt.

Il loro intento è trasformare la stazione di Göschenen in uno snodo turistico per treni, autobus e auto con collegamenti diretti verso la zona sciistica ed escursionistica della regione turistica di Andermatt.

Il Cantone di Uri, le FFS, i Comuni di Göschenen e Andermatt, l’Andermatt Urserntal Tourismus GmbH, l’Andermatt-Sedrun Sport AG, l’Andermatt Swiss Alps AG e la Matterhorn Gotthard Bahn il 27 gennaio presentato gli obiettivi ed i provvedimenti congiunti come partner della «Prospettiva di destinazione Göschenen/Andermatt 2030».

Tramite ulteriori collegamenti diretti stagionali e biglietti risparmio verso Göschenen, le FFS hanno già introdotto i primi miglioramenti dell’offerta.

Con l’AndermattSnowExpress, inoltre, la SkiArena Andermatt ha lanciato un’allettante offerta con treni diretti da Zurigo. Grazie a investimenti per oltre un miliardo di franchi nell’infrastruttura turistica, negli ultimi anni Andermatt si è trasformata in una moderna destinazione per tutto l’anno.

Per garantire uno sviluppo turistico sostenibile ed ecologico, (continua il comunicato) è essenziale un servizio di trasporto pubblico comodo, affidabile ed economicamente accessibile.

Transdolomites si identifica totalmente in questo concetto che da anni promuove, difende e continuerà a difendere perché non è solo nell’interesse turistico delle valli ma come difesa della qualità della vita di chi abita le valli, in prima linea il loro diritto alla salute.

 

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Massimo Girardi
Presidente di Transdolomites

Dalle prime luci dell’alba oltre 100 uomini della Guardia di Finanza stanno dando esecuzione a 13 misure cautelari personali e 22 perquisizioni su tutto il territorio nazionale supportati da unità cinofile e con l’ausilio di unità aeree.

L’operazione delle Fiamme Gialle “Fuel Discount” sradica una organizzazione criminale che attraverso un sistema di frodi carosello ha sottratto circa 100 Milioni di IVA in poco più di due anni e ha riciclato in Italia e all’estero i proventi illecitamente accumulati. A capo dell’organizzazione soggetti contigui alla camorra e alla criminalità romana.
Ulteriori dettagli durante la conferenza stampa che si terrà oggi alle ore 10,30 presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia alla presenza del Procuratore della Repubblica e del Procuratore aggiunto.

 

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La Guardia di Finanza di Pavia, dalle prime luci dell’alba, al termine di una complessa indagine, coordinata dal Procuratore aggiunto Mario Venditti e dal Sostituto Procuratore Alberto Palermo, sta dando esecuzione a 13 misure cautelari personali e a decine di perquisizioni su tutto il territorio nazionale. L’operazione che vede impegnati più di 100 uomini sta sradicando una organizzazione criminale che attraverso un sistema di frodi carosello ha sottratto circa 100 Milioni di IVA in poco più di due anni e ha riciclato in Italia e all’estero i proventi illecitamente accumulati. A capo dell’organizzazione soggetti contigui alla camorra e alla criminalità romana.

Tutto nasce quando, nel gennaio 2019, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Pavia, sulla base di attività di intelligence e insospettiti da un notevole aumento del transito di autocisterne con targa slovena o croata dirette ad un deposito situato nel comune di Vigevano, hanno avviato un’autonoma attività d’indagine, che in poco più di un anno, anche grazie al prezioso ausilio della Sezione della Polizia Stradale di Pavia e dell’Ufficio delle Dogane di Pavia, ha portato a disvelare un’imponente “frode carosello” perpetrata nel settore industriale fra i più a rischio, quello dei prodotti petroliferi, a danno non solo dell’erario nazionale, ma anche di tutte le imprese che operano nel pieno rispetto della legge e in applicazione delle regole di libera e leale concorrenza di mercato.

Gli artefici della frode, infatti, acquistavano il prodotto, tramite delle c.d. società “cartiere” a loro riconducibili, da operatori aventi sede in Repubblica Ceca, Cipro, Croazia, Romania e Slovenia poi, grazie ad un giro di fatture false complessivamente quantificato in oltre 400 milioni di euro, riuscivano a rivenderlo a diversi clienti sparsi sul territorio nazionale o a metterlo in consumo attraverso distributori stradali da loro gestiti in Piemonte, Veneto e Lombardia a prezzi molto più convenienti rispetto a quelli di mercato.
Facile intuire i danni provocati da questo sodalizio criminale agli operatori del settore i cui distributori insistevano in zone limitrofe a quelle dove veniva venduto il prodotto di questa organizzazione.

I rilevanti introiti, poi, attraverso la falsificazione dei bilanci delle società (agli arresti domiciliari è finito anche un commercialista pavese T.G. 54 anni) e il mancato versamento delle imposte da parte delle società appositamente costituite per organizzare la frode, venivano riciclati attraverso il reimpiego degli stessi per attività illecite quali il pagamento in nero di stipendi o provvigioni oppure venivano utilizzati per l’acquisto di beni di lusso quali orologi del valore di anche 100.000 euro, automobili quali Porsche, Ferrari e Lamborghini e vacanze a bordo di yacht da 15.000 euro al giorno.

Di particolare impatto le intercettazioni captate dalle fiamme gialle pavesi; in una telefonata una delle persone arrestate, nel rispondere alla madre che commentava il costo elevato dello yacht noleggiato, affermava “… tanto c’è zia I.V.A.!!…” a voler significare che frodando l’IVA potevano permettersi ogni lusso anche quelli più costosi oppure in un’altra conversazione fra due indagati che discutono dei bonifici da fare per dividersi il denaro accumulato illecitamente, uno dei due afferma “… poi è arrivato il Patek (Patek Philippe, nota marca di orologi n.d.r.) così ho fatto un bonifico di 50.400”.

I vertici dell’organizzazione non erano semplici “colletti bianchi” che avevano avuto l’ardore di escogitare un sistema tanto fraudolento quanto redditizio; infatti, a capo del sodalizio vi erano pluripregiudicati i cui nomi sono ben noti alle cronache nazionali.

L. V. romano di 45 anni, chiamato dagli altri soggetti il “semidio” o “Gesù” era la mente pensante del gruppo, colui che si occupava a 360 gradi della gestione operativa della società, D.G. N. detto “Romeo” romano di 41 anni domiciliato in una lussuosa villa nel quartiere della periferia di Roma est storica roccaforte dei Casamonica e D.B. S. detto “Stefano” napoletano di 47 anni, fratello di un soggetto organico al clan camorristico Polverino attivo nei comuni a nord di Napoli, erano i veri promotori dell’associazione; i due erano, al pari del primo, amministratori di fatto e soci occulti della società al centro delle indagini nonché di molte altre società coinvolte e avevano il ruolo di dare “copertura criminale” e di ripulire il denaro sporco riciclando i proventi illeciti tramite delle società non direttamente a loro riconducibili per poi dividerlo in parti uguali.

L’operazione odierna mira al cuore di una pericolosa organizzazione criminale che, grazie agli ingenti profitti accumulati in pochissimo tempo e al calibro criminale dei sui vertici, si stava rapidamente espandendo sul territorio nazionale e anche all’estero replicando il sistema di frode ormai collaudato e infiltrandosi, attraverso l’acquisizione di attività commerciali sane, nel tessuto economico del Paese.

La Guardia di Finanza conferma così il costante e incisivo impegno a tutela del mercato, dei cittadini e imprenditori onesti.

Premiati ieri i vincitori dei due concorsi dedicati alle eccellenze tecniche e grafiche della birra artigianale di Solobirra, l’area speciale di Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, la fiera italiana leader nel settore dell’ospitalità e della ristorazione in programma al quartiere fieristico di Riva del Garda fino al 5 febbraio.

Per Solobirra 2020, il contest dedicato a gusto e artigianalità, la giuria formata da esperti, biersommelier, degustatori Ais e mastri birrai e presieduta da Romano Gnesotto, consulente di Solobirra e Sommelier Ais, ha selezionato le migliori birre non pastorizzate tra le 303 iscritte, decretando i primi tre classificati in 28 categorie, dalle PILS alle Birre alla frutta.

Ad aggiudicarsi il premio Best Beer 2020 come migliore birra per gusto, proprietà organolettiche e materie prime utilizzate è stata Doppelbock di Darf Birrificio Artigianale, birrificio di Boario Terme, in valle Camonica.

Darf Birrificio Artigianale è anche tra i birrifici che hanno raggiunto il maggior numero di podi, assieme al Birrificio La Villana di Grantorto in provincia di Padova e il birrificio La Curtense, di Monterotondo in Provincia di Brescia.

Tra le 98 etichette originali che si sono sfidate nel concorso Best Label 2020, si è posizionato al primo posto Basile ADV di Andrea Basile che per la birra Boom Stout del birrificio Matti da Legare ha saputo creare un concept forte e originale, di grande impatto visivo. Il secondo premio è andato alla grafica ceca Jana Benesova per l’etichetta della Richard Sveták del birrificio Richard, mentre il terzo a Dario Frattaruolo per la birra Balena Bianca del Birrificio sul Mare.

La giuria di esperti di design e marketing – composta da Gianpietro Sacchi, Chiara Tomasi, e Laura Menichelli – nel selezionare le etichette con il design più creativo ed originale ha valutato tutte le caratteristiche che consentono al prodotto di distinguersi rendendolo unico e riconoscibile, ed ha scelto di assegnare anche 7 menzioni speciali alle categorie millennials, graphic research & composition, originality, logo & naming, illustration, best printing e brand identity.

Le birre vincitrici sono esposte fino 5 febbraio nell’area speciale Solobirra (padiglione B4) che si conferma punto di riferimento per il mondo della birra artigianale: oltre 30 espositori eccellenze del settore, dai migliori produttori, all’impiantistica, ai nuovi brand.

 

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CONCORSO SOLOBIRRA 2020 – TUTTI I VINCITORI

Best Beer 2020
Doppelbock – Darf Birrificio Artigianale

Per la categoria PILS
1. Luppolina – Birra Eretica
2. Jurassic pils – Low land Brewery
3. Ginevra – Birrificio Leder

Per la categoria Keller
1. Ladina – Birrificio Monpier
2. Erica – Serra Storta
3. Helles – Darf Birrificio Artigianale

Per la categoria Hoppy lager
1. Keller – Darf Birrificio artigianale
2. Bitrex California – Soralamà
3. Squillo – Birrificio la Villana

Per la categoria Kölsch
1. Frisco – Birrificio la Villana
2. Billy the beer dog – Emod Brewery
3. Cinque – Birrificio la Villana

Per la categoria Bock
1. Doppelbock – Darf Birrificio artigianale
2. Cioch – Birrificio Leder
3. Bock – Birrificio 5+

Per la categoria Golden Ale
1. San Lorenzo – Birrificio Barbaforte
2. Ambrata – La Curtense
3. Scomunica – Birra Eretica

Per la categoria Session Ipa
1. Aura – Birrificio Barbaforte
2. Ipa – Agribirrificio Sguaraunda
3. Fara – Birrificio degli Arimanni

Per la categoria Apa
1. Session Ipa – Isola
2. Ipa – La Curtense
3. Camatta – Duck Brewery
Per la categoria American Ipa
1. Tipa – Birra Eretica
2. Bitrex Ipa – Soralamà
3. West Coast Ipa – Birrificio 5+

Per la categoria Imperial Ipa
1. Double Ipa – Birrificio 5+
2. Malfattore – La Curtense
3. Linfha – La Rü

Per la categoria White Ipa
1. Carat – Birrificio Forum Iulii
2. Crack- B Four Beer
3. Al Bergamotto – Viess Beer

Per la categoria Red Ipa
1. Supercut – Birrificio Forum Iulii
2. Black Flag – Birrificio Fontedellatte
3. Guerrina – Duck Brewery

Per la categoria Belgian Ipa
1. Scotch Ale – Isola
2. Selvatica – Maso Alto
3. Splsh – Emod Brewery

Per la categoria Porter
1. Scuriosa – La Spezia Brewing
2. Werra- Birrificio degli Arimanni
3. Uncino – Birrificio la Villana

Per la categoria Imperial Stout
1. Ossidya – Nanumoru
2. Re Pino – La Rü
3. Black Lizard – Maltovivo

Per la categoria Weizen
1. Bianca – Serra Storta
2. Vais – Quality Beer
3. Weizen – Darf Birrificio Artigianale

Per la categoria Blanche
1. Thymus – La Rü
2. Luna Janca – Microbirrificio Artigianale Incanto
3. Litha – Il Mastio
Per la categoria Belgian Pale Ale
1. Santomè – Birrificio Lemine
2. Kupp – Birrificio Kutury
3. Egeria – Birrificio Carpediem

Per la categoria Saison
1. Pacifica – Birrificio la Villana
2. Quadro – Birrificio Barbaforte
3. Pink sun – B Four Beer

Per la categoria Belgian Golden Strong Ale
1. Ottona – Duck Brewery
2. Ture – Taverna del Vara
3. Sassongher – Birrificio Monpier

Per la categoria Belgian Dark Strong Ale
1. Strong Belgian Ale – Daviz Beer
2. Fahrenheit – Maltovivo
3. Oh – Soralamà

Per la categoria Birre con spezie
1. Ciocancia – La Spezia Brewing Co.
2. Thymus – La Rü
3. La Contrabbandiera – Birrificio Lesster

Per la categoria Birre affumicate
1. Nera Affumicata – Agribirrificio Sguaraunda
2. Smoky – Birrificio Magis
3. Dark Heaven – B Four Beer

Per la categoria Birre affinate in legno
1. Whisking – Birra del Bosco
2. Imperum – Birra del Bosco
3. Nuzziale – Oltremondo Birrificio Contadino

Per la categoria Birre alla frutta
1. Tangerine – Birra del Bosco
2. Ai Marroni di Castione – Viess Beer
3. Session Pale Ale – Darf Birrificio Artigianale

Per la categoria Birre al miele
1. Al miele di Castagno – Viess Beer
2. Km 0 – La Curtense
3. Honey Ale – Benaco 70
Per la categoria White Iga
1. Al moscato – Viess Beer
2. Jolly Blu Etichetta Bianca – La Curtense
3. Mit liebe Sauvignon – Maso Alto

Per la categoria Red Iga
1. Heroes – Birrificio Km8
2. Sexgrape – Birrificio La Villana
3. Tintriga – 4 Queens Brewery

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BEST LABEL 2020 – TUTTI I VINCITORI

1° Classificato
Basile ADV di Andrea Basile per Boom Stout del birrificio Matti da Legare
Un concept forte ed originale, di grande impatto visivo, una composizione grafica accurata ed efficace, il collarino innovativo aggiunge valore al prodotto.

2° Classificato
Jana Benesova per Richard Sveták del birrificio Richard
Un progetto accurato sotto tutti i punti di vista con un concept forte e legato al territorio. Particolare attenzione al dettaglio.

3° Classificato
Dario Frattaruolo per Balena Bianca del Birrificio sul Mare
Concept e segno grafico originali, forte coerenza segnica tra tutte le declinazioni prodotto. Illustrazioni accurate e palette cromatica raffinata ed innovativa. Buona la scelta della carta che valorizza l’illustrazione.

Menzione Millennials
Etichettificio Multi-Color Italia per Surfing I.P.A. e Power Hop del birrificio Hordeum s.r.l. Società Agricola
Linguaggio Grafico molto attuale e ironico che strizza furbamente l’occhio ai Millennials.

Menzione Graphic Research & Composition
Sebastiano Nabissi per Road 77 del birrificio Mastio
Composizione grafica articolata ed equilibrata. Interessante ricerca grafica a partire da un’opera d’arte, efficace uso di materiale soft touch su etichetta fasciante per un’esperienza tattile.

Menzione Brand Identity
Dario Frattaruolo per Libeccia, Raganella, Balena Bianca, Lampara, Manta, Granchio Nero, Granchio Bianco del Birrificio sul Mare
Identità visiva forte e riconoscibile grazie ad una efficace declinazione della linea prodotti e alla forte coerenza tra segno illustrato e composizione grafica.
Menzione Originality
Birrificio Zmajska Pivovara d.o.o. per Cyclone
Accattivante fustella dell’etichetta, ben collegata al layout grafico lettering fuori dagli schemi. Accurata attenzione al dettaglio, personalizzazione del tappo che valorizza il brand.

Menzione Logo & Naming
Mario Žerjav per Zorniak, Katapult, Bijelo, Ringišpil, Tàman Táman, Cvrkut, Blagoslov, Krampus del birrificio Primarius Craft Pivovara
Naming accattivante, efficacemente raccontato da un logo sintetico e coerente con il brand. Ricercata declinazione dei naming delle diverse tipologie di birra, forte legame con il territorio.

Menzione Illustration
Enrico Chiaradia per exclusive selection venezia di zago birrificio
Interessante segno grafico, efficace la palette cromatica che richiamano il territorio. originale utilizzo della vernice fluo, che nobilita ben si adatta all’atmosfera dei locali.

Menzione Best Printing
Gaia Beltrame per Primo Mosto, Mosto Rosso, Mosto Amaro del birrificio MostoItaliano
Elevata attenzione al dettaglio, grande cura del particolare nelle nobilitazioni in rilievo che ben si armonizzano con il resto dell’etichetta.

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