Il percorso di riflessione proposto da Delta Informatica in occasione del quarantennale della sua fondazione vivrà domani, Mercoledì 5 febbraio, una nuova tappa.

L’appuntamento è per le ore 17.30 presso la Sala Don Guetti, a Trento, via Vannetti.

Enzo Cipolletta, Luca De Biase e Adriano Fabris, moderati da Maria Concetta Mattei, dialogheranno sul tema della comunicazione in era digitale. Il filo conduttore sarà: “Imprese, media, comunità: prove di umanesimo in stile digitale”.

Una riflessione sui temi sempre più attuali legati alla rivoluzione digitale, con le opportunità e gli elementi critici che essa comporta e che fanno da sfondo alle iniziative di Delta Informatica nel suo cammino evolutivo e nel suo sforzo teso al consolidamento della filiera ICT in Trentino.

Una filiera che richiede coesione, rapporti nuovi con la conoscenza e la ricerca, consapevolezza culturale della comunità.

Le conclusioni sono affidate al Presidente della società Pompeo Viganò.

 

 

In allegato Programma-05febb
la locandina.

 

Per il quarto anno il Gruppo Croce Rossa Basso Sarca ha attivato durante il mercatino natalizio e in collaborazione con l’Amministrazione comunale un Punto Bimbi al piano terra del municipio, a disposizione delle famiglie per cambiare o allattare il proprio bambino in uno spazio riscaldato e tranquillo. Con più di cento accessi nei tredici giorni di apertura, quest’anno si può parlare di una vera e propria esplosione.

Il Punto Bimbi, presidiato da due e in certi orari da tre volontari della Croce Rossa, è stato aperto in dicembre nei fine settimana del 7 e 8, del 14 e 15, del 21 e 22 e del 28 e 29, più martedì 24, giorno della vigilia; in gennaio il primo dell’anno e nel fine settimana del 4 e del 5. Gli accessi sono stati 108: 57 per il cambio del pannolino, 26 per giocare, 18 per l’allattamento e 7 per il pasto. Il giorno con il maggiore afflusso è stato domenica 29 dicembre, poi domenica 8 e domenica 15, e molto frequentato è stato anche sabato 28. L’orario di apertura è di cinque ore, dalle 14 alle 19.

Il gradimento del Punto Bimbi è sempre stato unanime e i volontari della Croce Rossa hanno ricevuto numerose attestazioni di riconoscenza. Gli accessi sono stati numerosi anche il primo anno, a Natale del 2016-Capodanno 2017, una novantina; poi meno, fino al punto più basso dell’anno scorso, quando furono circa la metà. Quest’anno il deciso incremento e il record.

Come una madre. Ep 1 – Episodio 1. Angela Graziani ha perso suo figlio Matteo e, in crisi, si rifugia nella casa della sua famiglia su un’isola. Qui incontra una vicina, Elena, madre di due bambini, Bruno e Valentina, che hanno più o meno la stessa età che aveva il suo bambino. Quando la donna chiede ad Angela di tenerle i bambini per qualche ora, la sua vita subisce una svolta improvvisa.

 

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La Polizia Stradale di Firenze ha sorpreso due benzinai e un camionista che avevano ideato un sistema per ingannare il titolare di una ditta di trasporti e, così, spartirsi i soldi da lui messi a disposizione per rifornire il TIR. Tutto è nato dalla denuncia dell´imprenditore, un 59enne di Acireale (CT), che con la sua flotta di 10 TIR ogni giorno trasporta materiale in tutta Italia e in Francia. Lui, che in questo periodo di crisi è molto attento ai costi di gestione della sua azienda, ha notato tra gli autisti che, a parità di chilometri percorsi, un 55enne di Riposto (CT) chiedeva più soldi rispetto agli altri.

Era talmente convinto dei sospetti su quell´ammanco di oltre 30.000 euro che ha denunciato tutto alla Polstrada di Catania, indicando alcune aree di servizio nel comprensorio fiorentino ove era avvenuto il rifornimento di gasolio. A quel punto sono scesi in campo gli investigatori della squadra di polizia giudiziaria del Compartimento Polstrada Toscana, che hanno studiato il dossier e monitorato gli spostamenti del TIR. I poliziotti si sono appostati presso alcuni distributori sull´A/1 e, armati di telecamere e binocoli, hanno individuato nel Valdarno l´area di servizio ove avveniva lo scambio, riuscendo a immortalare la scena.

Il piano, ben congegnato, prevedeva che il camionista lasciasse il TIR a distanza e, sceso dal mezzo, si avvicinasse ai benzinai per confabulare con loro, un 53enne di Pian di Scò (AR) e un 43enne di Figline Valdarno (FI), facendosi addebitare 650 euro di rifornimento, mai erogato, sulla carta di credito del suo datore di lavoro. Poi riceveva 480 euro in contanti dai benzinai, mentre questi ultimi a fine giornata si mettevano in tasca l´avanzo dai conti di 170 euro. Tutto è andato in fumo, poiché il camion è ripartito ma è stato bloccato dalle pattuglie della Stradale di Firenze, che hanno condotto i tre in caserma, denunciandoli per truffa e appropriazione indebita. L´imprenditore dopo l´operazione è corso a riprendersi il TIR, crucciandosi per la fiducia mal riposta su quel dipendente infedele.

In occasione della Giornata mondiale contro il cancro, in programma il 4 febbraio 2020, www.doveecomemicuro.it, portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane, ha realizzato un’indagine sugli ospedali italiani più performanti per numero di interventi per tumore al seno (fonte: PNE 2018 relativo all’anno 2017).

“Il volume di attività, secondo quanto dimostrano le evidenze scientifiche, ha un impatto significativo sull’efficacia degli interventi e sull’esito delle cure”, spiega Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e membro del comitato scientifico del sito. Perciò, le autorità ministeriali hanno fissato la soglia minima di 150 interventi annui, per quanto riguarda il carcinoma alla mammella, per valutare la bontà di una struttura.

A rispettarla, sono 137 dei 469 ospedali pubblici o privati accreditati (considerando solo quelli che effettuano almeno 5 operazioni annue): il 29,2% del totale. La quota, però, è in aumento: nell’ultimo quinquennio, infatti, i centri in linea con lo standard sono cresciuti del 63% (passando da 84 nel 2012 a 137 nel 2017). Al contrario, è calato il numero complessivo degli ospedali che eseguono interventi per tumore alla mammella: da 559 nel 2012 a 469 nel 2017 (-16%).

“La direzione è quella giusta, ma la mia aspettativa, nell’interesse dei pazienti, è che gli indicatori individuati per valutare i centri – come le soglie di attività – si perfezionino nel tempo e riflettano sempre più fedelmente la qualità delle prestazioni offerte. Quanto alle strutture in linea con gli standard, il loro aumento è auspicabile, ma non si può prescindere da una loro equa distribuzione sul territorio che garantisca ai cittadini le stesse opportunità di cura risparmiando loro migrazioni da una Regione all’altra”, commenta Massimiliano Gennaro, medico della Struttura Complessa Chirurgia generale indirizzo oncologico 3 (Senologia) presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Nelle strutture che rispettano la soglia ministeriale, nel 2017, sono stati eseguiti ben il 74,7% degli interventi totali contro il 55,8% del 2012. Viceversa, nelle restanti strutture accreditate (oltre due terzi), nel 2017, è stato eseguito appena il 25,3% delle operazioni totali (poco più di un quarto) contro il 44,2% del 2012.

In sintesi, tre quarti delle operazioni totali si concentrano in meno di un terzo dei centri, ed è a questi che si rivolgono sempre più spesso i cittadini.

I 15 ospedali italiani più performanti sono lo IEO – Istituto Europeo di Oncologia di Milano, l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, in provincia di Milano, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze, il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, l’Ospedale Sant’Anna – AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, l’Ospedale Bellaria C.A. Pizzardi – AUSL di Bologna, l’Istituto Oncologico Veneto di Padova, l’Ospedale San Martino di Genova, l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana – stabilimento di Cisanello di Pisa, l’Azienda Ospedaliera – IRCCS Arcispedale Santa Maria Nuova – AUSL Reggio Emilia, l’Humanitas Centro Catanese di Oncologia di Catania, il Policlinico di Modena, l’IFO – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e l’Ospedale Oncologico Armando Businco – A.O. Brotzu di Cagliari.

Dai dati di Agenas emerge, infine, un notevole incremento delle operazioni per tumore al seno che, nel nostro Paese, hanno registrato un + 38,5% in 5 anni passando dalle 44.147 effettuate nel 2012 alle 61.137 del 2017.

“L’aumento è in linea con i dati riportati nell’ottobre scorso da AIOM, i quali rivelano un trend in crescita per quanto riguarda l’incidenza del tumore al seno in Italia (+0,3% per anno, dal 2003 al 2018). L’incremento delle diagnosi si spiega con l’ampliamento, in alcune Regioni, dello screening mammografico, che ha coinvolto nuove fasce di età (45-49 anni) in aggiunta a quelle per cui era già attivo (dai 50 ai 69 anni). Inoltre, si deve al fatto che molte giovani donne oggi scelgono di sottoporsi ai controlli di loro iniziativa, spinte dalle campagne di prevenzione e dai progressi fatti nei campi della diagnosi e delle cure, che hanno consentito un significativo calo della mortalità (-0,8% per anno)”, spiega Massimiliano Gennaro.

Tumore al seno: dove operarsi?

Su www.doveecomemicuro.it la classifica nazionale degli ospedali più performanti per volume di interventi per tumore al seno (fonte dati: PNE 2018). A conquistare le prime cinque posizioni sono lo IEO – Istituto Europeo di Oncologia di Milano, l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI), l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze e il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma

Con un’incidenza di 1 donna colpita su 8, il carcinoma alla mammella è la neoplasia più diffusa nella popolazione femminile. Nell’eventualità di doversi sottoporre a un intervento, come individuare l’ospedale che offre maggiori garanzie di sicurezza e che risponde meglio alle proprie esigenze?
Su www.doveecomemicuro.it, portale di public reporting in ambito sanitario, è disponibile la classifica degli ospedali italiani per numero di interventi annui per tumore al seno (fonte: PNE 2018 di Agenas, riferito all’anno 2017). Alla base, l’assunto secondo cui più alto è il numero di casi trattati maggiori sono le garanzie per le pazienti. “Il volume di attività, infatti, secondo quanto dimostrano le evidenze scientifiche, ha un impatto significativo sull’efficacia degli interventi e sull’esito delle cure”, spiega Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e membro del comitato scientifico del sito.

Nel nostro Paese, gli ospedali pubblici o privati accreditati che nel 2017 hanno effettuato interventi annui per carcinoma alla mammella (tenendo conto solo di quelli che hanno eseguito almeno 5 operazioni) sono 469: il 42,9% è situato al Nord, il 19,8% al Centro e il 37,3% al Sud. A quali si rivolgono più frequentemente i cittadini?

 

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I 15 ospedali al top per volume di attività.

In cima alla classifica nazionale per numero di operazioni, si riconfermano al 1° e 2° posto rispettivamente lo IEO – Istituto Europeo di Oncologia di Milano e l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, in provincia di Milano. L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano guadagna due posizioni rispetto all’edizione precedente del PNE (riferita all’anno 2016) e si colloca 3°. L’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze entra nella classifica dei primi cinque e si aggiudica il 4° posto mentre il 5° è occupato dal Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Seguono l’Ospedale Sant’Anna – AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, l’Ospedale Bellaria C.A. Pizzardi – AUSL di Bologna, l’Istituto Oncologico Veneto di Padova, l’Ospedale San Martino di Genova, l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana – stabilimento di Cisanello di Pisa, l’Azienda Ospedaliera – IRCCS Arcispedale Santa Maria Nuova – AUSL Reggio Emilia, l’Humanitas Centro Catanese di Oncologia di Catania, il Policlinico di Modena, l’IFO – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e l’Ospedale Oncologico Armando Businco – A.O. Brotzu di Cagliari.

 

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Tre quarti degli interventi concentrati in meno di un terzo dei centri.

Dei 469 ospedali pubblici o privati accreditati che in Italia effettuano almeno 5 operazioni annue, solo 137 (il 29,2% del totale) rispettano la soglia di 150 interventi fissata dalle autorità ministeriali per il tumore alla mammella: il 49,6% si trova al Nord, il 24,8% al Centro e il 25,6% al Sud. In queste strutture, nel 2017, sono stati eseguiti ben il 74,7% (quasi tre quarti) degli interventi totali contro il 55,8% del 2012: è a questi centri, particolarmente performanti, quindi, che si rivolgono sempre più spesso i cittadini.
Viceversa, nelle restanti strutture accreditate (oltre due terzi), nel 2017 è stato eseguito appena il 25,3% delle operazioni totali (poco più di un quarto) contro il 44,2% del 2012.
“La scelta di fissare una soglia minima d’interventi annui ha, tra i principali effetti, quello di convogliare i pazienti nei centri che offrono maggiori garanzie, che saranno così portati a progredire in esperienza ed adeguatezza delle cure. I grandi numeri hanno un altro vantaggio: giustificano l’impiego di più specialisti in una logica multidisciplinare e consentono di attivare Breast Unit certificate: reparti specializzati che offrono alle pazienti l’opportunità di essere seguite da un team di esperti e di accedere a un trattamento personalizzato”, spiega Massimiliano Gennaro, medico della Struttura Complessa Chirurgia generale indirizzo oncologico 3 (Senologia) presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

 

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Le strutture in linea con lo standard aumentate del 63% in 5 anni.

Nell’ultimo quinquennio, i centri che rispettano lo standard – quelli cioè che eseguono almeno 150 interventi annui – sono cresciuti del 63% (da 84 nel 2012 sono passati a 137 nel 2017). Al contrario, è calato il numero complessivo degli ospedali che eseguono interventi per tumore alla mammella (sempre tenendo conto solo di quelli che effettuano almeno 5 interventi annui): da 559 nel 2012 sono passati a 469 nel 2017 (-16%).
“La direzione è quella giusta, ma la mia aspettativa, nell’interesse dei pazienti, è che gli indicatori individuati per valutare i centri – come le soglie di attività – si perfezionino nel tempo e riflettano sempre più fedelmente la qualità delle prestazioni offerte”, dice Massimiliano Gennaro. “Quanto alle strutture in linea con gli standard, il loro aumento è auspicabile, ma non si può prescindere da una loro equa distribuzione sul territorio che garantisca ai cittadini le stesse opportunità di cura risparmiando loro migrazioni da una Regione all’altra”.

Interventi aumentati di oltre un terzo in un quinquennio
Dai dati di Agenas emerge anche un notevole incremento delle operazioni per tumore al seno che, nel nostro Paese, hanno registrato un + 38,5% in 5 anni passando dalle 44.147 effettuate nel 2012 alle 61.137 del 2017.

“L’aumento è in linea con i dati riportati nell’ottobre scorso da AIOM, i quali rivelano un trend in crescita per quanto riguarda l’incidenza del tumore al seno in Italia (+0,3% per anno, dal 2003 al 2018). L’incremento delle diagnosi si spiega con l’ampliamento, in alcune Regioni, dello screening mammografico, che ha coinvolto nuove fasce di età (45-49 anni) in aggiunta a quelle per cui era già attivo (dai 50 ai 69 anni). Inoltre, si deve al fatto che molte giovani donne oggi scelgono di sottoporsi ai controlli di loro iniziativa, spinte dalle campagne di prevenzione e dai progressi fatti nei campi della diagnosi e delle cure, che hanno consentito un significativo calo della mortalità (-0,8% per anno)”, spiega Massimiliano Gennaro.

 

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Un portale aiuta i cittadini a orientarsi.

Quali centri vantano un buon numero d’interventi annui nel rispetto delle soglie ministeriali? E quali ospitano al loro interno una Breast Unit? Queste e altre informazioni sono disponibili su www.doveecomemicuro.it, portale che vanta un database di oltre 2.300 strutture: tra ospedali pubblici, strutture ospedaliere territoriali, case di cura accreditate, poliambulatori, centri diagnostici e centri specialistici.
Come eseguire la ricerca?

Per confrontare le strutture è sufficiente inserire nel “cerca” la parola chiave desiderata, ad esempio “tumore al seno” e selezionare la voce che interessa tra quelle suggerite. In cima alla pagina dei risultati compariranno i centri ordinati per numero d’interventi, per vicinanza o in base ad altri criteri selezionabili. Il semaforo verde indica il rispetto della soglia ministeriale mentre una barra di scorrimento mostra il posizionamento delle singole strutture nel panorama nazionale. La valutazione viene fatta considerando indicatori istituzionali di qualità come volumi di attività (dati validati e diffusi dal PNE – Programma Nazionale Esiti gestito dall’Agenas per conto del Ministero della Salute).

È possibile anche inserire nel “cerca” uno specifico esame (ecografia della mammella, mammografia, agoaspirato della mammella, ecc..) o un determinato intervento (mastectomia, ricostruzione della mammella, ecc…), quindi restringere il campo alla regione o alla città di appartenenza. Per filtrare ulteriormente i risultati, basta spuntare le caselle della colonnina in basso a sinistra relative, ad esempio, alle certificazioni Breast Unit o Bollini Rosa, il premio assegnato agli ospedali attenti alle esigenze femminili.

 

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CLASSIFICA NAZIONALE STILATA PER VOLUME
DI INTERVENTI CHIRURGICI
PER TUMORE AL SENO
(Fonte PNE 2018)

Le 15 strutture che in Italia effettuano un maggior numero di interventi sono:
1. IEO – Istituto Europeo di Oncologia di Milano (n° interventi: 3003)

2. Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI) (n° interventi: 995)

3. Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (n° interventi: 985)

4. Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze (n° interventi: 947)

5. Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma (n° interventi: 888)

6. Ospedale Sant’Anna – AOU Città della Salute e della Scienza di Torino (n° interventi: 833)

7. Ospedale Bellaria C.A. Pizzardi – AUSL Bologna (n° interventi: 736)

8. Istituto Oncologico Veneto di Padova (n° interventi: 703)

9. Ospedale San Martino di Genova (n° interventi: 682)

10. Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana – stabilimento di Cisanello di Pisa (n° interventi: 662)

11. Azienda Ospedaliera – IRCCS Arcispedale Santa Maria Nuova – AUSL Reggio Emilia (n° interventi: 657)

12. Humanitas Centro Catanese di Oncologia di Catania (n° interventi: 654)

13. Policlinico di Modena (n° interventi: 636)

14. IFO – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma (n° interventi: 632)

15. Ospedale Oncologico Armando Businco – A.O. Brotzu di Cagliari (n° interventi: 552)

Scuole dell’infanzia: da oggi al 10 febbraio sono aperte le iscrizioni per l’anno scolastico 2020/2021. La domanda dovrà essere presentata on line mediante l’accesso al portale https://www.servizionline.provincia.tn.it

Ci sarà tempo fino al 10 febbraio 2020 per effettuare le iscrizioni alle scuole dell’infanzia per l’anno scolastico 2020/2021. Hanno diritto all’iscrizione i bambini residenti o domiciliati in provincia di Trento che compiono il terzo anno di età entro il 31 gennaio 2021 e fino all’età d’inizio dell’obbligo scolastico. Anche per l’anno scolastico 2020/2021 la domanda di iscrizione dovrà essere presentata on line, mediante l’accesso al portale https://www.servizionline.provincia.tn.it – area infanzia, scuola e formazione.

Entro il 10 febbraio sarà possibile inoltre effettuare, presso la scuola dell’infanzia dell’area d’utenza, anche le domande di pre-iscrizione per i bambini che compiono i tre anni di età fra il 1° febbraio e il 31 marzo 2021, residenti o domiciliati in provincia di Trento. La pre-iscrizione consentirà alle famiglie di acquisire la precedenza nell’assegnazione dei posti disponibili per gennaio 2021, salva la necessità di conferma della domanda dal 1 al 7 ottobre 2020.

Le iscrizioni on line sono effettuabili da oggi, 3 febbraio 2020, fino alle ore 20.00 del 10 febbraio 2020, attraverso l’accesso al portale www.servizionline.provincia.tn.it – area infanzia, scuola e formazione, mediante SPID, utilizzando le credenziali fornite dal proprio gestore. In alternativa è ancora possibile utilizzare la Tessera sanitaria/Carta Provinciale dei Servizi, in precedenza abilitata presso gli sportelli presenti sul territorio (sportelli periferici della provincia, comuni, azienda provinciale per i servizi sanitari).

Informazioni più dettagliate sono disponibili sul portale della scuola trentina all’indirizzo: www.vivoscuola.it

Oggetto: Treni, rumore, vibrazioni e cittadini abbandonati a loro stessi Non sono bastate le proteste e le richieste che per anni hanno manifestato i cittadini attraverso comitati all’uopo creati. Non è bastato che APPA ammettesse gli sforamenti costanti e continui dei valori massimi accettati dalla normativa.

Non sono bastate le nostre interrogazioni e le nostre mozioni nel merito in questa legislatura. Non è neppure bastato che RFI fosse messa sotto processo per questi motivi. Il Sindaco, che dovrebbe non prendersi cura bensì garantire la salute dei propri cittadini attraverso atti, ordinanze ed azioni anche attraverso i “suoi” assessori di competenza, non ha, nei fatti, pare non abbia agito in alcun modo al fine di tutelare i diritti di questi cittadini che sono considerati di serie C. realizzare uno studio sulle vibrazioni. Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio comunale Salvatore Panetta

Ci domandiamo dove sia finita la promessa della precedente amministrazione provinciale di Prendiamo inoltre atto che quella attuale non ritiene di dover di ricevere il Comitato Antivibrazioni nonostante le ripetute richieste di un incontro.

Restiamo basiti del fatto che il Comune, direttamente parte in causa, assista inerme a queste inutili schermaglie. Ora sarà il “Comitato Antivibrazioni” di corso Buonarroti ad affidare privatamente un monitoraggio sulle vibrazioni essendo questi cittadini di fatto lasciati soli.

Preso atto che il cambio di priorità per la realizzazione del barriere non è, come qualcuno ha scorrettamente ipotizzato, un atto deliberato a soddisfare i desideri di una parte politica peraltro di minoranza, ma la necessità di conciliare i lavori con la prossima realizzazione della bonifica delle rogge è del tutto evidente che vi è un inaccettabile e “silenziato” ritardo nei lavori. Viste le lamentele dei comitati in gioco a difesa della popolazione danneggiata al fine di avviare un dibattito in merito si interrogano il Sindaco e la Giunta al fine di sapere:

perché l’amministrazione provinciale non abbia fatto partire il promesso monitoraggio sulle vibrazioni;

perché l’amministrazione provinciale non riceva i responsabili dei comitati;

perché non siano stati effettuati i lavori al sistema dei binari per adeguarli alle nuove tecnologie che permettano la riduzione di rumori e vibrazioni come richiesto da anni;

perché il programma lavori risulti fermo e quali siano i prossimi step;

se il comune intenda compartecipare alle spese legate al monitoraggio delle vibrazioni;

cosa abbia fatto il Comune in questo periodo e cosa intenda fare nei prossimi due mesi vista la fine della legislatura, ancora promesse o fatti?

 

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Cogliamo l’occasione per porgere i più cordiali saluti.

Consiglieri comunali
Andrea Maschio
Paolo Negroni
Marco Santini

Agenda 2030, il cammino verso la sostenibilità continua. Per il Trentino del 2040, appuntamento stasera a Civezzano.

Si tiene stasera alle 20.30, presso la Biblioteca di Civezzano, l’appuntamento con “Agenda 2030, laboratorio di futuro” con gli esperti del MUSE che illustrano i 17 obiettivi sottoscritti a Parigi nel 2015 e i 10 obiettivi prioritari per la Provincia autonoma. L’incontro fa parte della rassegna “Un mondo InSostenibile” organizzata dall’Ecomuseo Argentario, in collaborazione con la SAT e la Biblioteca comunale di Civezzano.

Nel frattempo, dal 4 febbraio, inizia il percorso partecipativo che coinvolge alcune classi IV° e V° di studenti delle scuole superiori di secondo grado. Nel corso della settimana, dopo Mezzolombardo (Istituto di Istruzione Martino Martini), gli incontri si svolgeranno a Trento (Istituto tecnico Tecnologico Buonarrotti) e a Rovereto (Istituto Tecnico Tecnologico Marconi)

Tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro sostenibile del Trentino e del nostro pianeta, sono cordialmente invitati a partecipare all’incontro di oggi a Civezzano alle ore 20.30.

La lettera consegnata dal ministro dei Trasporti italiano , Paola De Micheli , nel dicembre scorso alla nuova commissaria Ue ai trasporti , Adina Valean, nella quale paventava il rischio del blocco del passaggio delle merci al Brennero al seguito dell’entrata in vigore dei provvedimenti di contingentamento del traffico pesante deliberati dall’Austria, si è rivelata inutilmente allarmistica – afferma Dario Balotta , presidente dell’ Osservatorio Trasporti (ONLIT) -.

Le iniziative volte ad una maggiore sostenibilità ambientale che il Tirolo ha annunciato e poi adottato dal primo gennaio 2020 di restrizione del traffico pesante di attraversamento con il divieto di circolazione ai Tir fino a Euro 6 immatricolati prima del 31 agosto 2018 in transito sul territorio austriaco e alcune altre limitazioni merceologiche non hanno provocato nessun blocco e nessuna particolare situazione di disagio come avevano suggerito di annunciare a gran voce le categorie dell’autotrasporto. Le restrizioni hanno positivamente (solo) incentivato gli autotrasportatori più inquinanti ad acquistare Tir Euro 6, meglio se alimentati a GNL».

Secondo Balotta « stupisce che il ministro De Micheli , che dichiara di sostenete politiche ambientaliste come il suo predecessore grillino Danilo Toninelli, anziché temere fantasiosi blocchi del traffico e minacce alla libera circolazione delle merci sulla tratta del Brennero , non abbia pensato invece a una soluzione di reciprocità , estendendo le restrizioni austriache ai mezzi inquinanti anche sul tratto italiano del corridoio autostradale del Brennero , ovvero dal valico italo-austriaco fino a Verona a vantaggio dell’ ambiente e della salute delle popolazioni che abitano il territorio attraversato dall’ Autostrada del Brennero ».

Dario Balotta presidente ONLIT (Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti).

Task-force Ministero della Salute: “In preparazione il vertice dei ministri della Salute G7”. Si è riunita questa mattina la task-force coronavirus 2019-nCoV del Ministero della Salute alla presenza del ministro, Roberto Speranza.

Al centro del confronto la preparazione per il vertice in teleconferenza dei ministri della Salute dei Paesi G7 previsto per questo pomeriggio.

Tra i temi affrontati dalla task-force anche l’innalzamento del livello dei controlli su tutti i porti e gli aeroporti.

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