La 21° puntata di Domenica In, in onda domenica 2 febbraio dalle 14 su Rai1 in diretta dagli Studi ‘Fabrizio Frizzi’ di Roma e condotta da Mara Venier, si aprirà con un’ampia intervista a Iva Zanicchi, cantante e vincitrice di ben 3 Festival di Sanremo, in studio anche nelle vesti di scrittrice per presentare il suo ultimo romanzo dal titolo “Nata di luna buona”. L’attrice Vanessa Incontrada interverrà per presentare la nuova fiction “Come una madre”, in onda dal 2 febbraio su Rai1 per 3 puntate, per la regia di Andrea Porporati. Grande attesa per l’arrivo in studio del cantautore Gianluca Grignani che si racconterà a tutto tondo tra successi, carriera e racconti di vita personale, per poi esibirsi nel suo ultimo singolo “Tu che ne sai di me”.

Peppino di Capri si esibirà cantando il suo ultimo singolo “Vorrei rivivere”, mentre Arisa si esibirà in compagnia del duo La scapigliatura, cantando il brano “Incontrarsi un giorno a Milano”. Per lo spazio dedicato a Sanremo 2020, ci sarà un talk che avrà come protagonisti Iva Zanicchi, Peppino di Capri e Arisa, oltre agli opinionisti Pierluigi Diaco, Pino Strabioli e Nunzia De Girolamo. Per lo spazio dedicato ai libri, il giornalista ed ex direttore di Rai3 Andrea Vianello interverrà per presentare il suo libro “Ogni parola che sapevo” nel quale racconta il dramma vissuto a causa dell’ ischemia che lo colpì esattamente un anno fa e di come sia riuscito ad uscirne grazie alle cure dei medici e all’ affetto dei suoi cari.

Coronavirus, quasi 12mila casi in Cina. In Cina l’ultimo bilancio registra quasi 12mila contagi per il coronavirus e 259 morti. Pechino chiede all’Unione Europea materiale sanitario.

I dati forniti dalla Commissione sanitaria nazionale cinese portano il conteggio totale delle morti a 259 e quello dei contagiati accertati a quota 11.791. Misure per evitare i contagi vengono prese da diversi paesi. L’Australia vara per 15 giorni limitazioni all’accesso nel Paese di stranieri non residenti in arrivo dalla Cina. Il Vietnam e altri Stati hanno deciso di sospendere i voli da e per il Paese asiatico. E Apple annuncia la chiusura di tutti i suoi negozi e uffici in Cina fino al 9 febbraio.

 

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Pechino chiede all’Ue materiale sanitario.

Secondo quanto riferito dal governo cinese, il primo ministro Li Keqiang ha chiesto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di agevolare Pechino nel suo urgente bisogno di materiale sanitario dai Paesi membri della Unione europea. Intanto, il rappresentante dell’Organizzazione mondiale della Sanità a Pechino, Gauden Galea, ha detto: “I paesi devono prepararsi” per “identificare i casi il più presto possibile ed essere pronti per un controllo interno delle epidemie, se ciò accade”.
In Italia stato di emergenza per sei mesi ma no ad allarmismi

Dopo il contagio di due turisti cinesi in Italia, il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per sei mesi per il coronavirus, stanziando 5 milioni di euro. Nominato commissario straordinario il capo della Protezione civile Angelo Borrelli. “La situazione è sotto controllo – ha dichiarato il presidente del Consiglio Conte nel corso della riunione del Comitato operativo della Protezione Civile – le nostre misure sono le più elevate d’Europa e gli italiani potranno condurre una vita assolutamente normale”. “La situazione è di assoluta tranquillità. Cerchiamo di non esasperare situazioni che esasperate non sono” ha detto il prefetto di Roma Gerarda Pantalone, Lunedì a Pratica di Mare atterrerà invece l’aereo con a bordo i primi italiani rimpatriati da Wuhan e che resteranno in quarantena.

Domenica 2 febbraio, alle 21.20 su Rai3 Amore criminale affronta la storia di Luciana, una ragazza di 25 anni, che fa la parrucchiera e vive con la madre e le sorelle nella provincia di Milano. La morte del fratello per un incidente stradale e del padre per malattia, segnano la sua giovane vita in maniera profonda.

Una sera, attraverso un gruppo di amici, Luciana conosce un ragazzo e crede che le sue attenzioni e la sua gentilezza possano placare il dolore e la solitudine interiore in cui vive. Solo con il passare dei giorni capisce che lui è un ragazzo dal carattere difficile e irruente, che in pochi mesi chiude Luciana in un rapporto esclusivo, in cui non c’è spazio per nessun’altro al di fuori di lui.

Luciana prova più volte a interrompere la relazione, ma basta una semplice richiesta di perdono o un piccolo regalo o un messaggio da parte del fidanzato, per far tornare tutto come prima. La loro relazione, tra alti e bassi, va avanti per un anno e mezzo, ma dopo una serie di aggressioni Luciana lo lascia in maniera definitiva.

Soltanto pochi giorni prima della sua morte, Luciana per l’ennesima volta torna da lui e questa volta lo fa in maniera segreta, senza che la famiglia o le amiche ne sappiano nulla. La sera del 10 aprile del 2016, infatti, Luciana accetta di andare a una festa di compleanno con il suo ex ragazzo, che come sempre si ubriaca e scatena, per una banalità, una lite violenta con un amico. Stanca di quei comportamenti, Luciana si allontana dalla festa e vaga per alcune ore per la città fino a quando accetta di rivederlo. Mentre sono in auto, nel parcheggio del cimitero, scoppia una nuova e violenta lite, che culmina nell’omicidio.

Luciana verrà ritrovata senza vita, con una corda portapacchi stretta attorno al collo. Il fidanzato è stato condannato in via definitiva per omicidio volontario.

Si è svolta nel pomeriggio di sabato 1° febbraio presso il Lago di Loppio la manovra speciale di soccorso in acqua e su ghiaccio, organizzata dal Corpo di Mori in collaborazione con il Corpo di Riva del Garda, che ha visto coinvolti anche i Corpi di Ala, Avio, Calliano, Isera, Rovereto per un totale di circa 35 vigili impegnati.

Scopo dell’esercitazione era quello di testare la collaborazione intercorpi in scenari complessi di intervento, in particolare il Lago di Loppio risulta ghiacciato per circa un terzo della sua superficie. Quindi i vigili intervenuti hanno potuto confrontarsi con lo scenario e le relative tecniche di intervento.

In particolare ci si suddivideva in tre scenari simulando un’autovettura in acqua (appositamente bonificata) dove si è intervenuto con le pinze idrauliche e conseguente contenimento di inquinamento, soccorso di due persone bloccate in acqua, soccorso di una persona bloccata sul ghiaccio.

Progettone. Cgil Cisl Uil. “I dati dimostrano che gli slogan non risolvono nulla”. Per i sindacati il vero tema è gestire il progressivo invecchiamento della forza lavoro insieme alle aziende e sostenere la crescita economica. “Entro i prossimi dieci anni, il 30% dei lavoratori avrà più di 55 anni”.

Aumento del requisito di residenza, introduzione dell’Icef e maggiore selezione in ingresso. Sono alcune delle ipotesi al vaglio della Giunta provinciale per ridurre il costo del Progettone, l’intervento attivo ormai da oltre 30 anni per offrire occupazione ai lavoratori senior licenziati nelle crisi aziendali. Per i sindacati i dati riportati dalla stampa locale sugli ingressi negli ultimi due anni smentiscono l’utilità di queste misure.

“La realtà – scrivono in una nota Andrea Grosselli (Cgil), Lorenzo Pomini (Cisl) e Gianni Tomasi (Uil) – è solo una: la Giunta lancia slogan perché non sa bene da che parte cominciare. Ma il fatto che gli ingressi nel Progettone siano in calo dimostra incontrovertibilmente che solo una dinamica economica più sostenuta permette di ridurre i costi legati al collocamento dei disoccupati più anziani. Bisogna quindi partire da qui, ossia dall’impulso ad una crescita economica davvero sostenibile”.

Cgil Cisl Uil del Trentino ricordano che il tema più impellente è quello dei lavoratori senior. “Entro il 2030 – avvertono i sindacalisti – il 30% della popolazione lavorativa in Trentino avrà più di 55 anni. L’obiettivo sarebbe quello di garantire condizioni di lavoro adeguate a questo esercito di lavoratori e magari aiutare le imprese a valorizzare le competenze dei senior così che non siano i primi ad essere espulsi di fronte ad una crisi. Servono investimenti nell’organizzazione del lavoro, nella formazione continua e in una flessibilità buona per chi lavora. Solo così si potrà gestire il mercato del lavoro locale e garantire una reale sostenibilità del Progettone”.

Per quanto riguarda il complesso dei lavori socialmente utili, i sindacati convengono sull’opportunità di un maggior coordinamento dei diversi strumenti attraverso Agenzia del Lavoro. “Se la Giunta Fugatti – incalzano Grosselli, Pomini e Tomasi – vuole tornare a parlare di come meglio organizzare la presa in carico e l’orientamento dei disoccupati over 50 noi siamo pronti a dare il nostro contributo perché siamo certi che affrontando nel merito questo tema sarà agevole trovare una soluzione efficace. Non siamo invece disponibili a tagli lineari delle risorse per il Progettone.”

L’auspicio di Cgil Cisl Uil è quello che la Giunta voglia davvero affrontare con un atteggiamento costruttivo un nuova fase di dialogo e confronto con le organizzazioni dei lavoratori, a partire dall’individuazione di nuove risorse per la gestione delle età nei contesti lavorativi, a partire dalla staffetta generazionale. “E’ tempo che Fugatti e la sua giunta smettano di lanciare slogan: la campagna elettorale è finita ormai un anno e mezzo fa. Ora bisogna risolvere i problemi dei trentini e disegnare un futuro più solido e dinamico per la nostra terra.”

L’intervento del presidente della Provincia autonoma di Trento. Fugatti all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti è intervenuto stamane, rappresentando la Giunta regionale, presso il palazzo di Giustizia a Trento all’assemblea generale di inaugurazione dell’Anno Giudiziario.

Di seguito l’intervento del presidente Fugatti.

“In primo luogo desidero esprimere un sentito ringraziamento alla Presidente della Corte di appello, al Procuratore Generale, a tutti i magistrati del Distretto per la fattiva e costruttiva collaborazione instaurata e negli anni rafforzata.

Siamo consapevoli della difficoltà della sfida che abbiamo colto, ma anche dell’importanza per il nostro territorio di realizzare un progetto che costituisce un unicum nel panorama nazionale e non solo e siamo al contempo consapevoli che solo uno sforzo corale, di tutti gli attori coinvolti, potrà portare buoni risultati in termini di efficienza, di miglioramento del clima organizzativo e lavorativo, di riduzione dei tempi dei procedimenti amministrativi e di aumento della qualità dell’azione amministrativa, azione amministrativa che costituisce un ingranaggio fondamentale della macchina giudiziaria.

Mi preme anche ringraziare tutti i collaboratori che operano negli uffici giudiziari (e per gli uffici giudiziari) per l’impegno quotidianamente profuso nel dare il proprio piccolo personale preziosissimo contributo alla realizzazione di questo progetto.

 

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SITUAZIONE DEL PERSONALE

Mi preme rappresentare come la Giunta regionale presti particolare attenzione alle problematiche relative al buon funzionamento degli uffici giudiziari ed in particolare per quanto riguarda le risorse umane, come risulta evidente anche dall’incremento dell’impegno finanziario delle spese sostenute dalla Regione per il personale, passato dai 17 M/€ nel 2018 ai 17,5 M/€ nel 2019.

Il grado di scopertura delle piante organiche costituisce certamente un punto di attenzione, soprattutto se si considera che esso riguarda in particolare le posizione dei funzionari e dei cancellieri che svolgono un ruolo cruciale negli uffici giudiziari.

Ritengo però doveroso formulare alcune precisazioni in merito, che non vogliono certo sottovalutare l’importanza del reclutamento di personale preparato e motivato, ma al contempo intendono fornire un quadro coerente che tenga conto anche del percorso intrapreso..

Mi riferisco al fatto che le piante organiche a cui si fa riferimento sono quelle previste dal DM 19/5/2015, per Trento e Rovereto, e quella, che non è mai stata ridotta (diversamente da quanto accaduto per tutti gli altri uffici giudiziari) – contenuta nel D. lgs. 1013/2001, per gli uffici giudiziari di Bolzano.

Ad ogni buon conto corre l’obbligo di evidenziare come la scopertura è stata ridotta, nel periodo 2018/2019, di oltre 7 punti percentuali (passando dal 37,7% al 30,15%) con una riduzione dei posti vacanti da 214 a 174, grazie all’incremento di 40 nuove unità assegnate.

Inoltre sono state appena concluse le prove per l’assunzione di assistenti giudiziari per la provincia di Bolzano ed è stato bandito – e sono già state avviate le procedure selettive – per analogo concorso per la provincia di Trento.

Si deve peraltro rilevare che permane un’oggettiva difficoltà nel reperimento del personale in provincia di Bolzano, dove, nel concorso recentemente espletato, a fronte di 16 posti banditi, sono state presentate 88 domande di partecipazione, ma alle prove si sono presentati solo 36 candidati. Le prove concorsuali sono state poi superate da 13 candidati , con una percentuale in linea con gli altri concorsi della Regione.

Per quanto riguarda il concorso per la provincia di Trento, invece, le domande presentate sono circa 400, e nei prossimi mesi saranno espletate le prove selettive.

Preme sottolineare altresì, a dimostrazione dell’interesse e dell’impegno della Regione, come la Giunta regionale, con la legge di assestamento del 2019 (LR 3/2019, art. 14), abbia voluto introdurre una particolare norma di legge che consente la copertura integrale della pianta organica degli uffici giudiziari, disposizione che ha consentito l’indizione del concorso per la provincia di Trento.

Anche in relazione all’ importante aspetto relativo alla formazione del personale, l’Amministrazione ha provveduto alla predisposizione ed approvazione di un piano di formazione triennale con la preziosa collaborazione della Presidente della Corte di appello, della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Trento e di TSM.

Il progetto prevede il coinvolgimento di tutto il personale in servizio presso gli uffici giudiziari, articolato su tre indirizzi: un percorso per neo assunti o personale da poco assegnato agli uffici giudiziari, percorsi sulle soft skills che valorizzino le competenze organizzative, di comunicazione in un’ottica di benessere organizzativo e corsi specialistici di aggiornamento che andranno ad integrare e a sommarsi a quelli organizzati dal Ministero sugli applicativi informatici.

 

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OPERE DI MANUTENZIONE E ALTRI SERVIZI

Come è noto la delega ha comportato il passaggio alle Province di Trento e Bolzano della proprietà degli immobili e la presa in carico della manutenzione ordinaria in capo alla Regione ed il subentro della stessa nei contratti di manutenzione, forniture e servizi conclusi a suo tempo dal Ministero.

Nel corso del 2019 sono stati posti in essere più di 100 interventi, molti dei quali significativi per un migliore utilizzo degli spazi negli uffici giudiziari.

Mi riferisco, per esempio alla sala riunioni della Procura Generale, inaugurata il 26 luglio 2019 alla presenza della presidente del Senato, sen Casellati, all’arredo della sala di rappresentanza della Corte di appello di Trento, all’ottimizzazione degli spazi in alcuni uffici e all’adeguamento delle condizioni di sicurezza delle attrezzature utilizzate (ivi inclusi gli ormai famosi archivi rotanti), al servizio di vigilanza e sicurezza anche in relazione agli impianti di videosorveglianza ed antincendio.

Inoltre l’Amministrazione regionale nei mesi scorsi si è fatta carico del passaggio di tutti i beni mobili dello Stato, con la fattiva e competente collaborazione dei dirigenti e funzionari della Ragioneria dello Stato, che ringrazio.

Sempre in un’ottica di razionalizzazione e semplificazione delle necessarie attività amministrative per un più efficace e immediato intervento, si è provveduto alla definizione di più efficienti procedure di programmazione dei lavori e degli acquisti di beni e servizi destinati agli uffici giudiziari; inoltre la Regione e la Provincia di Trento hanno stipulato apposita convenzione per la gestione dei lavori di manutenzione delle sedi giudiziarie dei circondari di Trento e Rovereto.

Per garantire interventi tempestivi, sono state altresì modificate le procedure interne della Regione adottando un nuovo regolamento di economato con la previsione di procedure più snelle nell’acquisizione di beni e servizi che hanno reso possibile smaltire alcuni arretrati consistenti.

Nel corso del 2019 sono stati attivati altresì ulteriori servizi quali quello relativo alla rassegna stampa e on line e la convenzione con Poste Italiane per abbreviare i tempi di consegna e spedizione dei pacchi.

Ed il dato conclusivo a dimostrazione dell’impegno profuso per garantire il più ampio supporto al servizio giustizia da parte della Regione è testimoniato altresì dall’impegno di spesa per la fornitura di beni e servizi pari, per l’anno 2019, a €4.420.000 oltre che dalla previsione di numerosi interventi previsti già per l’anno in corso per gli impianti antincendio e gli archivi rotanti.

Concludendo, desidero ringraziare tutti i collaboratori e il personale degli uffici giudiziari, i magistrati, gli avvocati, i rappresentanti del Consiglio Superiore della Magistratura, la rappresentante del Ministro e in particolare il Procuratore Generale e Lei, signora Presidente, per la leale collaborazione e la fiducia reciproca che hanno caratterizzato fin da subito i rapporti istituzionali e, mi consenta Presidente, anche personale, nella realizzazione di un progetto il cui fine ultimo è sempre e solo il migliore servizio per una società più giusta.”

Questa sera, sabato 1 febbraio, alle ore 20.30 su Retequattro, a “Stasera Italia weekend”, Veronica Gentili, nella prima parte, intervista il senatore Matteo Renzi.

Nella seconda parte, focus sull’epidemia di Coronavirus con il direttore del Network Science Institute Alessandro Vespignani, l’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti e i giornalisti Paolo Guzzanti e Augusto Minzolini.

Questa mattina a Trento, eravamo presenti all’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Abbiamo seguito con grande attenzione tutti gli interventi dei magistrati, avvocati, rappresentante del CSM, rappresentante del Ministro della Giustizia, vice presidente della Regione ecc… che hanno confermato l’efficienza e l’ottimo stato di salute della Giustizia nella Regione Trentino Alto Adige.

Detto questo, da oggi e per la prima volta da tre anni a questa parte da quando è entrato in vigore il DECRETO LEGISLATIVO 7 febbraio 2017, n. 16, vigente dall’8 marzo 2017 (delega di funzioni dallo Stato alla Regione), riguardanti l’attività amministrativa e organizzativa di supporto agli Uffici Giudiziari, che ha interessato il passaggio di circa 350 dipendenti dallo Stato alla Regione, la FLP non si è sentita più sola!

Difatti, dopo le nostre numerose proteste e contrarietà alla delega sulla giustizia, oggi, all’unanimità, tutti gli autorevoli interventi da parte dei rappresentanti degli ordini di cui sopra, hanno censurato e condannato i gravi ritardi e/o omissioni degli impegni assunti dalla politica locale in fatto di assunzioni di personale ed efficientamento degli Uffici Giudiziari.

Sono stati snocciolati i dati drammatici delle carenze di organico degli Uffici di Trento, Bolzano e Rovereto che stanno pregiudicando anche il benessere organizzativo ed interpersonale tra i dipendenti dei medesimi Uffici.

Addirittura, abbiamo assistito all’annuncio, da parte del Giudice Consuelo Pasquali, presidente della giunta regionale dell’Associazione Nazionale Magistrati del T.A.A., delle dimissioni in blocco della stessa, a causa delle promesse non mantenute sul turnover del personale, dei mancati concorsi, della mancata formazione, fino alle condizioni fatiscenti dei palazzi di Giustizia di Trento e Bolzano.

Accuse gravissime alle quali ci associamo e che nel passato la FLP ha sempre denunciato nel disinteresse generale dell’organo politico, sindacale e, di parte del personale che, credeva nelle favole…

Oggi per la FLP è un grande giorno. Finalmente si è presa coscienza che la situazione è grave e non più procrastinabile e che tutte le perplessità manifestate negli anni scorsi da parte della scrivente sigla sindacale, sono diventate realtà!

Ripetiamo che occorre indire immediatamente un concorso per almeno 100 funzionari. Nel contempo chiediamo che si assumano i numerosi precari in servizio che stanno contribuendo a mandare avanti gli Uffici giudiziari. Che si riconoscano i diritti lesi a tutti quei dipendenti che, con il passaggio dai ruoli statali a quelli regionali, sono stati penalizzati fortemente per lo sviluppo della loro carriera.

 

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G. Vetrone
Segreteria Regionale F.L.P.

Elezioni comunali, il centrodestra in pericoloso ritardo. Pesa l’indecisionismo dei dirigenti dei partiti di centrodestra e del giovane leader della Lega trentina.

Inizia a preoccupare il ritardo con cui il centrodestra trentino sta approntando le proprie candidature per l’importante appuntamento elettorale con le Comunali del prossimo 3 maggio, con tutta probabilità figlio dell’indecisionismo che alberga nel giovane leader della Lega trentina che, ancora una volta, si conferma privo di una propria adeguata strategia politica e di una lungimiranza che sia più lunga della sua abbondante capigliatura.

Tre mesi di incontri e conciliaboli sotterranei non sono bastati per trovare candidati all’altezza di una possibile vittoria nei maggiori comuni del Trentino, vittoria che il centrodestra potrebbe centrare se solo uscisse dalle secche e dai veti incrociati in cui si è cacciato. Con il rischio sempre più concreto di far prolungare per un altro quinquennio le sinistre al potere, non per loro meriti, ma per i demeriti del centrodestra e dei vertici della sua classe politica.

Le indecisioni ed i ritardi rischiano di avere conseguenze centrifughe anche sull’assetto dell’alleanza di centrodestra, con l’ala centrista che accarezza sempre più l’idea di una corsa in solitaria con un proprio candidato a sindaco, pronti poi a saltare sul carro del migliore offerente.

Una scelta, quella delle formazioni centriste, destinata con tutta probabilità a deludere anche i relativi promotori, visto che non fanno altro che disorientare l’elettorato, dove i partiti centristi vengono penalizzati dalla polarizzazione sempre più marcata della politica italiana – trentina compresa – tra una sinistra sempre più radicale e un centrodestra moderato. Non è un caso che il nume del centrodestra italiano, Silvio Berlusconi, continui a predicare che il centrodestra vince solo se e quando si presenta agli elettori unito, e i fatti, anche recenti, sembrando dargli ragione.

Per vincere a Trento, così come a Rovereto, Pergine, Riva del Garda e altre realtà principali del Trentino, il centrodestra deve trovare il coraggio di imporre un candidato di grossa caratura politica e di sicura esperienza, capace di dare ai cittadini elettori la sicurezza di sapere amministrare e di gestire da subito le realtà che saranno chiamati a guidare. Non ci si può permettere di perdere mesi preziosi per impratichirsi e prendere conoscenza delle “macchine” amministrative, così come è accaduto alla guida della provincia di Trento, con il risultato di rimanere prigionieri di assetti decisi e consolidati nel tempo da altri.

Soprattutto a Trento e a Rovereto, la battaglia è anche politica: se il centrodestra riuscirà ad essere unito e ad esprimere un candidato di spessore, la vittoria data al momento per quasi sicura alle sinistre sarà tutt’altro che scontata. Ma dipende in primis dal centrodestra e dalla volontà dei suoi leader di correre veramente per vincere e non per arrivare secondi.

 

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Gianfranco Merlin
Esperto in comunicazione e strategia politica.

Coronavirus, nessun caso in Trentino. Il punto della situazione oggi in una conferenza stampa con il presidente Fugatti e l’assessore Segnana.

In Trentino non si registra fino a questo momento alcun caso di persona infettata da Coronavirus. Nessuna sintomatologia riconducibile all’epidemia in atto per la quale l’OMS ha dichiarato l’emergenza mondiale mostrano le cinque persone, studenti universitari e ricercatori cinesi, arrivati ieri in Trentino, che volontariamente hanno deciso, con un meritorio atto di disponibilità nei confronti della comunità trentina, di accettare una permanenza in “isolamento fiduciario” presso l’ex Hotel Panorama di Sardagna (4 persone) e presso una civile abitazione privata (1 persona).

Lo hanno reso noto oggi pomeriggio in una conferenza stampa presso il palazzo sede della Provincia il presidente Maurizio Fugatti e l’assessore alla salute Stefania Segnana. All’incontro con gli organi di informazione sono intervenuti anche il dirigente generale del Dipartimento della Salute Giancarlo Ruscitti, il responsabile della Protezione civile Raffaele De Col, la vicesindaco di Trento Maria Chiara Franzoia ed il presidente della Circoscrizione Sardagna Alberto Pedrotti. Presente anche Giorgio Folgheraiter in rappresentanza di Trentino emergenza.

“Tutte le procedure che stiamo adottando – ha spiegato l’assessore Segnana – sono di tipo precauzionale e preventivo seguendo le indicazioni che arrivano mano a mano dal Ministero della salute, che dovrebbe emettere a breve una apposita ordinanza. Siamo impegnati a dare la massima informazione con il fine di evitare che si generino eccessive preoccupazioni o panico, e possiamo contare anche sulla massima collaborazione della comunità cinese che vive in Trentino”.

I contatti con le autorità nazionali sono costanti, come continui sono anche quelli con il Commissariato del Governo, il Comune di Trento e l’Opera Universitaria, ma anche con i rappresentanti della Comunità cinese in Trentino per sapere se e quante persone di origine cinese o provenienti dalla Cina o da altre zone dove si sono registrati casi di Coronavirus arrivano in provincia. “Seguiamo l’evolversi della situazione minuto per minuto – ha spiegato il presidente Fugatti – non escludiamo di predisporre anche una nostra ordinanza non appena arriverà quella del Ministero della salute”.

Ulteriori chiarimenti sulle modalità di trasmissione del virus sono stati forniti dal dirigente Ruscitti: “Il contagio avviene esclusivamente per via aerea a distanza ravvicinata, in alcun modo attraverso i cibi o i vestiti. Se non si sono avuti contatti con persone provenienti dalle zone infette non c’è, in Trentino, alcuna possibilità di contagio”.

Il Dipartimento della Salute provinciale ha compiuto anche un passo in più, unica provincia o regione italiana a farlo, distribuendo ad ogni medico di medicina generale ed ogni pediatra un kit con guanti e mascherina.

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