Assemblea sindacale oggi in Trentino Digitale: emerge la preoccupazione dei dipendenti per la continua fuoriuscita di professionisti del settore.

Oltre alle dimissioni già previste per i pensionamenti (una cinquantina di pensionati nell’ultimo triennio) si assiste ad una costante emorragia su base volontaria dei dipendenti di Trentino Digitale.

Trattasi di lavoratori qualificati nel settore ICT e TLC che trovano proposte più allettanti, sia per prospettive di crescita dal punto di vista professionale sia per riconoscimenti stipendiali.

L’azienda si impoverisce quindi del “capitale umano”, tanto per utilizzare un termine di qualche “Festival dell’Economia” fa, e rischia di non avere più all’interno risorse umane in numero sufficiente per garantire efficienza, continuità e stabilità nell’erogare servizi digitali alla PA.

Più volte i sindacati hanno chiesto lo sblocco di progressioni di carriera e livelli stipendiali, evidenziando che è necessario riconoscere il valore dei professionisti di Trentino Digitale che ormai da 10 anni non solo vedono bloccati qualunque riconoscimento economico e di inquadramento, ma addirittura subiscono in varie modalità riduzioni economiche a seguito dell’applicazione delle delibere provinciali.

Risulta così che molti lavoratori sono sotto inquadrati o sotto retribuiti rispetto alle competenze e alle mansioni svolte.
Le offerte di lavoro nelle aziende del settore ICT e TLC privato risultano meglio remunerate per pari mansione e diventano quindi appetibili per i dipendenti, che vedono un futuro incerto per Trentino Digitale.

“E’ importante quindi dare ai lavoratori il giusto riconoscimento per non farseli scappare” affermano Aura Caraba della Cgil-Fiom, Luciano Remorini di Cisl-Fim e Willy Moser di Uilm-UIL.

Bene l’annuncio dato dalla PAT all’ultimo incontro tra sindacati e proprietà (8 Gennaio) dello sblocco di 11 nuove assunzioni ( 2 in somministrazione temporanea, 5 figure verranno ripescate dalla graduatoria di selezione conclusa lo scorso anno, 4 con una nuova selezione per tecnici della Banda Ultralarga, tecnici assunti a tempo determinato per coadiuvare Open Fiber, per le tlc non sono quindi previste assunzioni in sostituzione delle risorse che si sono dimesse), ma non è sufficiente per garantire i servizi in essere e soprattutto si tratta di nuovi lavoratori “da formare” quindi non sopperiranno nell’immediato alle urgenze causate dalle dimissioni di professionisti senior.

 

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Per FIOM-CGIL e FIM-CISL e Uilm-Uil del Trentino
Aura Caraba, Luciano Remorini e Willy Moser

Federazione, presentate oggi le dimissioni del vicepresidente Marco Misconel. Il referente per il credito ha inviato oggi la lettera di dimissioni da consigliere alla presidente Mattarei.

Misconel: “obiettivo delle mie dimissioni è quello di favorire una ampia riflessione sul tema della rappresentanza all’interno del credito cooperativo”.
Il tema sarà affrontato lunedì dal Consiglio di amministrazione della Federazione

“Un passo indietro per stimolare una ampia riflessione nel credito cooperativo trentino sui principali temi che riguardano il futuro delle Casse Rurali. Ho ritenuto necessario dare un segnale forte al movimento di credito cooperativo per rilanciare il ruolo delle Casse Rurali e della Federazione che le rappresenta”.

Il vicepresidente del credito della Federazione Marco Misconel motiva così le proprie dimissioni consegnate oggi alla presidente Mattarei, che ne ha preso atto.

La presidente Marina Mattarei porterà le dimissioni in consiglio di amministrazione convocato per lunedì prossimo. “Comprendo e rispetto le motivazioni che hanno portato a questa scelta radicale – ha affermato la presidente della Federazione – e ringrazio il collega Misconel per l’impegno svolto fin qui con passione e competenza”.

Serve l’esercito anche a Trento per fermare la criminalità e il degrado. Nella giornata odierna si è svolta nella cornice di Piazza della Portela una conferenza stampa dei rappresentanti istituzionali della Lega di Trento per ribadire la richiesta di più sicurezza e meno degrado per la città. I numerosi episodi criminosi che continuano a susseguirsi, non solo nel centro storico, ma anche nelle periferie, fanno comprendere come la situazione attuale sia tale da richiedere un supporto di presidio alle forze dell’ordine, già intensamente impegnate contro l’illegalità.

È da anni che i rappresentanti in consiglio comunale e nelle circoscrizioni chiedono all’Amministrazione comunale di attivarsi quanto prima per affiancare i presìdi dell’Esercito Italiano alle Forze dell’Ordine già presenti sul nostro territorio. La presenza di criminalità organizzata si è espansa in questi anni, diffondendosi nei vari quartieri della città e non è più possibile lasciare che questa tendenza prosegua, intaccando interamente il tessuto della città.

Durante la conferenza i rappresentanti istituzionali presenti, dal segretario Lega Mirko Bisesti, all’on. Martina Loss ai consiglieri comunali presenti (Vittorio Bridi, Gianni Festini Brosa, Claudia Postal e Bruna Giuliani), si sono espressi per chiedere con urgenza l’attuazione di misure straordinarie per garantire sicurezza e decoro alla città.

Il tema sarà uno dei cardini delle proposte della Lega per la città nella prossima corsa elettorale.

 

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Segreteria organizzativa
Lega Nord Trentino

Dipingi il tuo albero come espressione creativa personale. L’artista Gelsomina Bassetti guiderà i partecipanti in un laboratorio alla scoperta dell’espressione pittorica come esperienza profonda di sé. Ogni corsista, fornito di tela e tempere, sarà guidato all’elaborazione di un quadro rappresentante «il proprio albero», la rappresentazione personale e unica di un elemento naturale comune. Le opere realizzate saranno esposte al Cantiere 266 per un mese.

Sabato il laboratorio si tiene dalle 14 alle 18, con l’introduzione e l’inizio del lavoro pittorico; domenica dalle 10 alle 15 la conclusione del lavoro pittorico (con un breve break da concordare). Il contributo per i materiali è di 15 euro. È richiesta l’iscrizione entro il 16 gennaio a luha.artsurvivalkit@gmail.com oppure per sms al numero 339 8192787.

Il laboratorio sarà introdotto e preceduto dallo spettacolo teatrale «Indisparte», venerdì 17 gennaio con inizio alle ore 21, con Gelsomina Bassetti e Alessio Dalla Costa, drammaturgia originale di Carolina Calle Casanova, da un’idea di Gelsomina Bassetti e per la regia di Stefano Cordella (produzione Aporia Teatro).

L’intento di questo testo teatrale è porre nuovamente la domanda: «cos’è l’arte?», e rivolgerla ai più, ai non teatranti, al pubblico popolare, a chi va a teatro di rado, a chi non entra mai in un museo o in una galleria d’arte. Per questo viene scelto come genere la commedia e non un’altra forma drammaturgica. Si potrebbe definirla una dark comedy- black comedy o gallows humor, stando alla definizione shakesperiana e anglosassone, ovvero una commedia in cui la risata diventa ponte verso la riflessione talvolta amara, spesso provocatoria, cinica nella forma e nel contenuto. Gelsomina Bassetti interpreta se stessa raccontando attraverso le sue esperienze uno stereotipo dell’artista che non sempre corrisponde alla realtà.
Biglietto unico: 5 euro. I biglietti sono acquistabili in biglietteria a partire dalle ore 20, è consigliata la prenotazione (per email all’indirizzo luha.artsurvivalkit@gmail.com). Prenotati e abbonati avranno un posto in prima fila.

 

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Foto di Francesca Ferrai

“Proprio il 18 gennaio di centouno anni fa, don Sturzo lanciava l’appello ai Liberi e Forti, ma a quell’epoca in Trentino i cattolici democratici, sul modello mitteleuropeo, avevano già organizzato cooperative e altre forme di presenza democratica.

Il Popolarismo è stata e rimane una cultura politica e sociale di fondamentale importanza per la nostra Comunità e per la nostra Autonomia. Non a caso Trento è la città di Alcide Degasperi, di Bruno Kessler e di Beniamino Andreatta. E voi avete tenuto alta questa bandiera anche nei momenti più difficili.

Per questo sono contento di poter contare sul sostegno dell’UPT-Cantiere Civico Democratico e mi sento impegnato a rispettare e valorizzare, dentro la coalizione plurale che guido, i valori e le sensibilità che voi rappresentate”.

Con queste parole si è espresso Franco Ianeselli nell’incontro con l’Assemblea cittadina dell’UPT-Cantiere Civico Democratico svoltosi questa sera nella sede di via Lunelli.

Nel corso dell’incontro – alla presenza anche del coordinatore cittadino Andrea Cavazzani e di quelli provinciali Alessio Rauzi e Walter Giacomazzi- si sono discussi i temi più importanti che il partito intende porre al centro della prossima campagna elettorale: spirito di Comunità; coesione sociale; riqualificazione delle periferie urbane; investimento strategico su Formazione, ricerca e innovazione; modernizzazione infrastrutturale ed economico-produttiva della città; ruolo di Trento come “capoluogo” a servizio di un Trentino che non può chiudersi in se stesso e neppure omologarsi ai modelli padani.

L’UPT-Cantiere Civico Democratico di Trento, con l’incontro di questa sera, ha avviato la fase di organizzazione operativa della propria proposta, in piena solidarietà con la coalizione che sostiene Ianeselli e sarà certamente presente alle prossime elezioni nelle forme, anche innovative, che saranno decise nei prossimi giorni.

“Non possiamo far mancare in questo momento – hanno sottolineato i presenti – il contributo della nostra tradizione politica popolare e territoriale, in un passaggio decisivo per il futuro della nostra Comunità cittadina ma anche per tutto il Trentino. Il “nuovo incontro” tra le forze popolari, riformiste, autonomiste e i tanti cittadini indipendenti disposti ad impegnarsi per Ianeselli Sindaco può essere il punto di svolta in una fase politica che rischia di omologare e impoverire culturalmente la nostra Autonomia, minandone, alla radice, forza e credibilità.

In val di Peio oggi la riunione della Giunta provinciale. Ospite a Cogolo del Parco dello Stelvio.

La sede di Cogolo di Peio del Parco dello Stelvio ha accolto oggi la Giunta provinciale, riunitasi come di consueto in una valle del Trentino. A fare gli onori di casa il sindaco di Peio Angelo Dalpez, che ha portato i saluti anche degli altri amministratori locali e, in coda ai lavori dell’esecutivo provinciale, ha mostrato agli ospiti il nuovo centro visitatori. In sala anche i rappresentanti dei vari attori istituzionali ed economici della valle: gli altri Comuni, la Comunità di valle, le Asuc, i Vigili del fuoco, le diverse realtà economiche, legate in particolar modo al mondo del turismo. Tanti i progetti sul “tavolo”, dallo sviluppo delle aree sciistiche al rilancio delle Terme come centro riabilitativo, sportivo e non, dalle iniziative previste nell’ambito della Strategia nazionale aree interne dalle nuove centrali che verranno inaugurate in primavera.

“Anche da parte nostra un grazie al sindaco per il suo invito – ha detto il presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti. – Ci tenevamo ad essere qui anche perché l’Alta valle di Sole è una delle zone più lontane da Trento. Visitare queste realtà è sempre d’aiuto per noi amministratori. Con l’occasione abbiamo anche scelto di siglare qui un accordo importante con la Federazione trentina della cooperazione”.

Il vicepresidente della Provincia Mario Tonina a sua volta ha sottolineato come il luogo per la sottoscrizione del Protocollo non sia stato scelto a caso. “Fra le misure concordate con la cooperazione ve ne sono molte che vanno nella direzione proprio di sostenere le ‘terre alte’ e più lontane dal centro. Il Trentino peraltro oggi non potrebbe essere ciò che è se non avesse alle spalle 130 anni di cooperazione oltre a 70 di Autonomia. Vi sono naturalmente anche delle criticità, come la minaccia dello spopolamento dlela montagna, che potranno essere affrontate in primo luogo grazie ad uno stretto raccordo fra mondo della cooperazione e Autonomia”.

“Il Comune di Peio, con i suoi 161 kmq., è territorialmente uno dei più ampi del Trentino – ha illustrato Dalpez nella sua relazione iniziale – e fino al 2018 era considerato il più alto dell’Impero autroungarico. Attualmente è capofila della Gestione associata dell’Alta valle di Sole con Ossana, Pellizzano e Vermiglio, che ha presentato molte criticità, e ospita 5 Asuc. L’acquaPejo rappresenta una delle principali attività economiche, con 45 occupati e un notevole indotto. Abbiamo richiesto infatti l’anticipo del rinnovo delle concessioni in scadenza nel 2021.2022, affinché la società possa programmare al meglio gli investimenti e il prosieguo delle proprie attività. Un’altra attività di fondamentale importanza per l’economia e l’occupazione locale è rappresentata dalle Terme di Peio, aperte 9 mesi all’anno.

Si parla da tempo di ampliare l’attività al versante delle riabilitazioni, sportive e non. La Commissione medica della Federazione italiana sport invernali è stata entusiasta della proposta tanto da inserire Pejo come centro riabilitativo per gli sport invernali. Per quanto riguarda la riabilitazione termale pensiamo che la legge varata dalla Regione Lombardia potrebbe essere presa ad esempio. Sul versante turistico, negli anni 60 si sono aperti come noto i primi impianti invernali, che sono via via cresciuti e giunti a maturazione. 14 anni fa vi erano diversi impianti arrivati ormai al termine del loro ciclo vitale.

Abbiamo quindi rinnovato e ampliato l’offerta, sia funiviaria che alberghiera, anche con il sostegno provinciale. Nel futuro ci aspettiamo la realizzazione del collegamento funiviario Cogolo-Peio e in primavera partiranno i lavori del rifugio a Pejo 3000. Partiranno inoltre i lavori per la realizzazione del progetto ludico-sportivo dell’area Planet a Cogolo, comprensiva anche di una pista di pattinaggio”.

Il sindaco Dalpez ha ringraziato il presidente Fugatti e il vicepresidente Tonina per l’attenzione riservata al parco e per la nomina del nuovo direttore, Romano Stanchina. “Mettere in campo progetti è facile – ha concluso Dalpez – , più difficile realizzarli e trovare le risorse necessarie. E’ il caso delle due nuove centrali idroelettriche che inaugureremo in primavera, o della Strategia aree interne, che si sviluppa lungo tre filoni: istruzione, con il potenziamento dell’Enaip di Ossana, mobilità e socio-assistenziale e sanitario. Le sfide davanti a noi, dunque, sono molte. Rinnovo quindi a nome di tutti il grazie alla Giunta provinciale per l’attenzione che riserva alle valli”.

Famiglia Cooperativa Primanaunia: benedizione del sale a Campodenno. Un rito antichissimo è tornato alla “Famiglia di origine”.

Il rito appartiene alla benedizione del sale nella Giornata di Sant’Antonio Abate. La “Famiglia” è la Famiglia Cooperativa Primanaunia a Campodenno dove, nel 1896, si tenne la prima volta di un rito diventato tradizione.

“Dopo aver suonato le campane del mezzodì e aver consumato il frugale pasto delle ore undici ci ritroviamo in piazza, davanti alla Famiglia Cooperativa, per la benedizione del sale”.

Il passaggio si legge sul libro verbale del 1896 della cooperativa di consumo di Campodenno. “Il sale benedetto – è stato ricordato oggi pomeriggio – veniva consumato dal bestiame perché diventasse forma di prevenzione dalle malattie”.

Benedizione del sale tornata attuale, una decina di anni fa, grazie alla Famiglia Cooperativa Primanaunia (oggi diretta da Amedeo Bertolini), cooperativa di consumo creata sul finire degli anni Novanta dall’unificazione delle “Famiglie” di Campodenno, Sporminore e Vigo di Ton. Tutte tre nate nel 1895.

L’intervento di apertura, nell’evento di oggi pomeriggio, è stato affidato al presidente della Famiglia Cooperativa, Valentino Paternoster. “Quest’anno festeggiamo la decima edizione di questa manifestazione – ha osservato – nata grazie alla volontà di Ottorino Angeli, dieci anni fa presidente della cooperativa di consumo”. Ha poi aggiunto un ricordo personale. “Appartiene a quando, nelle nostre famiglie, ognuno aveva almeno una mucca nella stalla e ogni anno si attendeva la nascita del vitello. Quell’evento era condiviso con i vicini – ha ricordato Paternoster – per vivere insieme un momento di gioia e per dare vita a un mutuo aiuto. Infatti scattava l’impegno reciproco di essere presenti per collaborare, per promuovere un esempio di cooperazione. Un piccolo esempio per far capire che, oggi come ieri, la soddisfazione non deriva da quanto si ha ma molto più da quanto si dà”.

Alle parole di Paternoster sono seguite quelle del sindaco di Campodenno Daniele Biada, e dei rappresentanti delle istituzioni: il presidente della comunità di Valle, Silvano Dominici, i consiglieri provinciali Paola Demagri, Lorenzo Ossana, Dennis Paoli e Ugo Rossi.

Sono intervenuti anche Lino Rizzardi, consigliere di zona dell’Associazione Cacciatori della provincia di Trento, gli ex senatori Tarcisio Andreolli e Franco Panizza, e il professor Claudio Eccher.

A rappresentare la Federazione Trentina della Cooperazione è stato Walter Facchinelli, vicepresidente del settore consumo. “Il sale oggi è un alimento comunissimo e poco costoso – ha spiegato – ma un tempo non molto lontano era prezioso più del pane e, quello benedetto, veniva dato al bestiame per prevenire le malattie. Per questi motivi ancora oggi il sale ha un grande valore simbolico per molte comunità dell’arco alpino. È encomiabile lo spirito di mantenere viva la tradizione del sale benedetto, tramandata come buon auspicio per l’anno appena iniziato, per avere buoni raccolti e di protezione per la salute degli animali e degli uomini”.

Il momento centrale è stato la benedizione del sale affidata a monsignor Luigi Bressan, vescovo emerito di Trento, coadiuvato dal priore dell’eremo di San Romedio padre Giorgio Silvestri.

Confermata la valenza solidale dell’appuntamento: il ricavato delle offerte per una o più confezioni di sale benedetto è stato devoluto all’Associazione “Amici del Madagascar” guidata dalla presidente Rita Cattani.

Desta preoccupazione notare come negli ultimi mesi siano comparsi sulla stampa numerosi contributi relativi ai “vincoli paesaggistici” che il Ministero dei Beni Culturali avrebbe imposto all’Area Alpina compresa tra il Comelico e la Val d’Ansiei. In realtà è sufficiente leggere i documenti ministeriali per scoprire che la parola “vincoli” non è mai nominata. Al contrario il Ministero ha riconosciuto quegli elementi morfologici, naturalistici, ambientali, antropici e culturali che conferiscono a quest’area uno spiccato carattere d’identità ben conservata, di notevole interesse pubblico. Il provvedimento individua elementi paesaggistici da tutelare, recuperare, riqualificare e valorizzare; in armonia con la Convenzione Europea del paesaggio.

Il territorio oggetto del provvedimento presenta uno straordinario valore naturalistico, conferitogli dall’estrema varietà ambientale che si intreccia con gli aspetti storico-culturali e paesaggistici, in continuità con con le zone di Sappada, Val Visdende, lago di Misurina, Cortina d’Ampezzo, Dolomiti di Sesto, già tutelate da diversi decenni per il loro notevole interesse pubblico. Una parte consistente della nuova area dichiarata di notevole interesse pubblico è peraltro già inserita nella perimetrazione del sistema Rete Natura 2000 ed è inoltre compresa nella zona core e nella buffer del Patrimonio Dolomiti UNESCO.

Travisare il significato del documento significa innescare processi di allarme dannosi, unicamente strumentali alla surrettizia individuazione di un capro espiatorio esterno per problematiche che hanno la loro radice altrove. Il vero compito del politico è essere a servizio della popolazione e dei suoi bisogni reali, la cattiva informazione e la strumentalizzazione delle notizie non sono comportamenti intellettualmente onesti.

I politici che stanno preparando, con grande spreco di dichiarazioni indignate, un ricorso al TAR contro questo decreto ministeriale, fanno leva sul fenomeno dello spopolamento, ma dovrebbero riflettere sulle vere cause di questo reale problema. E dovrebbero cominciare a fare autocritica, riconoscendo che le ragioni da cui è derivata la situazione attuale, vanno individuate nella mancanza dei servizi primari, nella inadeguatezza dei trasporti, nei disagi relativi alle scuole, nella mancanza di infrastrutture efficienti che spingano le persone a restare.

Un decreto entrato in vigore da un mese non può essere la causa dello spopolamento delle terre alte, e non lo sarà nemmeno in futuro; a testimonianza di ciò si pensi che nelle zone in cui la politica non ha mortificato i servizi essenziali ai cittadini e questi sono capillari, lo spopolamento è un fenomeno del tutto marginale.
Gli obiettivi con cui il Ministero ha agito, dichiarando il notevole interesse pubblico di queste aree, sono: conservare il paesaggio, riqualificare le aree degradate, salvaguardare l’architettura e la cultura locale.

Tutto questo potrebbe essere colto come un trampolino per valorizzare non solo il paesaggio, ma anche il turismo, facendone una attività economica di elevata qualità e redditività. Il turismo di qualità è peraltro uno degli obiettivi strategici del progetto Dolomiti UNESCO, che, nonostante si sia rivelato finora fallimentare nell’attuazione, è ispirato a lungimiranti valori di tutela e conservazione.

Le ripercussioni sul territorio, anche nel lungo periodo, derivate dalla capacità di cogliere questa opportunità, possono permeare tutto il tessuto sociale, a differenza di quanto potrebbe invece farlo un singolo collegamento sciistico, per altro di proprietà altrui, per quanto possa essere propagandato come una panacea.

Ci auguriamo che questa riflessione sia uno stimolo per cittadini e politici per informarsi sul reale contenuto del provvedimento ministeriale ed esaminarlo senza preconcetti demagogici o alzate di scudi localistici, al fine di riconoscerne il grande valore come strumento e simbolo di rinascita economica e sociale.

Marcello Decarli, rappresentante sindacale di Trentino Digitale per la UILM, e Willj Moser Segretario Provinciale della UILM esprimono il loro disappunto in relazioni a quanto affermato attraverso gli organi di stampa dal consigliere Provinciale Luca Zeni in merito alla situazione attuale di Trentino Digitale.

Ricordiamo, sommessamente, che la maggior parte dei colleghi che ha dato le dimissioni, sono spinti dal blocco dei giusti inquadramenti professionali, con stipendi che non crescono dal 2012, per via di una delibera voluta dall’allora giunta provinciale. Oggi come oggi il mercato privato ha ampiamente superato le remunerazioni erogate in Trentino Digitale, dovute, in particolare, a tecnici con elevata professionalità, ma stranamente per alcune posizioni apicali vi è stata comunque la possibilità di derogare a quanto previsto dalla delibera.

Non solo, anche la mancanza di un serio piano industriale e di una visione futura per l’Azienda favorisce questa fuga di risorse, sicuramente la situazione è però frutto di una mala gestione che viene da lontano e non è sicuramente frutto degli ultimi mesi di gestione del Presidente Roberto Soj. Non dimentichiamoci che anche la classe Dirigente attuale dell’Azienda non è ancora stata sostituita e quindi non vi sono ancora cambi di rotta evidenti e necessari.

La presenza del dott. Roberto Soj, in termini di presenza fisica, in Azienda sono equiparabili alla presenza che garantiva il dott. Sergio Mancuso, a fronte di un emolumento notevolmente inferiore del nuovo Presidente.

Inutile parlare poi dell’enorme mole di contenziosi giudiziari, mancanti pagamenti dei PDR, violazioni delle norme di sicurezza e salute, mancati affidamenti per la manutenzione della rete e non solo, che sono il frutto della precedente gestione.

Anche per le osservazioni sul piano industriale quanto affermato è assurdo, l’ultimo vero piano industriale è datato anno 2005, l’accusa di plagio del progetto Internet of Things fa sorridere, se il consigliere vuole lo aspettiamo in Azienda per spiegargli le differenze, evidenti solo a chi mastica la materia.

Questo non toglie che l’attuale giunta deve accelerare nel dare risposte alle varie problematiche ereditate e che è necessario un cambio di passo soprattutto nei rapporti con il personale da parte dell’Azienda, che sono ancora conflittuali, anche sui temi più banali e facilmente risolvibili.

 

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Willy Moser
Segretario Provinciale
Uilm del Trentino

In seguito alle dichiarazioni su Amadeus rilasciate da Paola De Micheli a Otto e mezzo («Il prossimo anno gli facciamo fare un passo indietro e mettiamo una donna a condurre Sanremo»), questa sera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35) Valeria Graci debutta nei panni del Ministro delle infrastrutture.

In cerca del presentatore del Festival brandendo un mattarello, la “De Micheli” del Tg satirico dichiara: «Io questo me lo stendo in un attimo».
STRISCIA LA NOTIZIA – CANALE 5 – ORE 20.35

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