Per combattere la microcriminalità a Trento serve una seria programmazione.

– lettera al direttore –

Egregio direttore,

alla luce dei recenti episodi di microcriminalità – si pensi solamente a quanto successo domenica sera nel parco di Martignano, dove due giovani sono stati aggrediti con coltello e pistola in un tentativo di mano armata -, credo sia necessario ribadire come sia fondamentale che il Comune di Trento si impegni maggiormente sul tema della sicurezza. Per amministrare una città che ha bisogno di essere protetta e amata tutti i giorni e non a corrente alterna, non è sufficiente, né può tanto meno rappresentare un motivo di valore, intervenire solamente nel momento in cui si accende la tensione, come puntualmente vediamo fare da alcuni esponenti della maggioranza in Comune che sui social tuonano “ho presentato più di 50 atti in Consiglio sulla sicurezza e ne sono orgoglioso”, inconsapevoli del fatto che, se i loro atti fossero stati veramente efficaci, probabilmente ne sarebbero bastati la metà.

Noi di AGIRE per il Trentino crediamo sia fondamentale che il Comune si attivi per ampliare e ammodernare il sistema di videosorveglianza sul territorio, con moderne videocamere full HD e visione notturna, sostituendo le videocamere installate anni fa e ormai obsolete, poco utili ai fini del riconoscimento di chi commette atti delittuosi. Oltre a ciò, è essenziale lo studio di un sistema per mettere queste videocamere in rete tra tutte le Forze dell’Ordine. In questo modo sarebbe possibile aumentare l’efficacia della vigilanza e la condivisione delle informazioni, visto che, per affrontare questi problemi, diventa fondamentale una sinergia ancora più intensa tra tutte le Forze dell’Ordine. La realizzazione di questo sistema potrebbe essere affidata a Trentino Digitale, azienda di proprietà pubblica, con una quota di partecipazione anche del Comune di Trento, la quale potrebbe avvalersi della rete wireless di proprietà pubblica, gestita dall’azienda, per mettere in rete l’intero sistema di videosorveglianza della città di Trento.

E’ palese che per scongiurare ulteriori episodi di degrado e vandalismo, gli interventi in materia di sicurezza presuppongono una logica: oltre all’ammodernamento del sistema di videosorveglianza è essenziale un miglioramento dell’illuminazione pubblica oltre ad un migliore coinvolgimento della Polizia locale. Proprio essa potrebbe occuparsi, anche in orario serale del pattugliamento dei sobborghi che – vorrei ricordare agli attuali amministratori – fanno parte di Trento (visto che negli ultimi anni pare se ne siano dimenticati). Gli interventi descritti contribuirebbero a creare un argine nei confronti di una situazione che, se non viene affrontata con urgenza e raziocinio, non potrà che peggiorare.

 

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Sandro Bordignon – Vicesegretario Politico di AGIRE per il Trentino

Giambattista Borgonzoni (padre Lucia Borgonzoni) a La Zanzara su Radio 24: “Dovrebbe provare vergogna a raccontare balle. È falso che non ci parliamo da quando aveva 5 anni, ho le prove”. “Salvini? Un panzone. Meloni? Una fascistella”. “Mi dovrebbero dare una medaglia perché combatto il familismo, il male dell’Italia. Dove sta scritto che padre e figlia la devono pensare allo stesso modo?”. “Sardine? Ho donato dei quadri perché portano aria fresca alla sinistra”. “Probabile vinca mia figlia, sarò il primo a mandarle un telegramma”.

“Se avete occasione praticamente di sentire mia figlia Lucia, ditele semplicemente che provi un po’ di umana vergogna nel raccontare balle tipo io non parlo più con mio padre da quando avevo cinque anni. Questa è una bugia sesquipedale”. Lo dice a La Zanzara su Radio 24 Giambattista Borgonzoni, padre di Lucia Borgonzoni, candidata leghista del centrodestra alla presidenza della Regione Emilia Romagna. Lo ha detto lei, però. Ha detto testualmente: non ci parlo da quando avevo 5 anni: “Questo è assolutamente falso. E’ una falsità a livello documentale, ma lei mi ha fatto una domanda ed io giustamente le do la risposta. È falso e dimostrabile”.

“Quando vedo il panzone Salvini – dice poi Borgonzoni, che ha annunciato il suo voto per Bonaccini e ha anche donato dei quadri alle Sardine – penso che dovrebbe pagare i diritti e le royalty ad Albanese che nel 2008 ha inventato la figura del ministro della paura…ma Salvini le royalty le paga ad Albanese si o no?”. Che bisogno c’era di dare alle sardine i quadri della sua famiglia? Quanti soldi sono?: “No, io non entro in questo merito. Diciamo semplicemente che ritengo che le Sardine a mio avviso portano una ventata di aria fresca nell’ambito della sinistra italiana. E questo lo trovo eccezionale”.

Ma sono acerrimi nemici di sua figlia: “Ma mi scusi, io le rispondo subito con una domanda. Ma secondo voi ascendenti e discendenti devono avere necessariamente gli stessi orizzonti culturali e politici?”. Le provoca dolore vedere sua figlia candidata con la Lega?: “No, assolutamente non mi dà dolore. Io penso che è una persona molto borgonzoniana, per cui scusate la supponenza, persona di qualità. Ma se c’è un dramma in Italia è il familismo. Io dovrei ricevere una bella medaglia. Magari una patacca di rame e sentirmi dire: quanto sei bravo Borgonzoni che rompi questo tabù orrendo del familismo.

Il familismo sta distruggendo l’Italia, vi rendete conto?”. “E’ più che possibile – dice ancora – che mia figlia possa vincere le elezioni, e il mio sarà uno dei primi telegrammi. Non c’è problema”. “La Meloni – aggiunge ancora – mi è più simpatica di Salvini. Perché è donna, per la vitalità che esprime, perché è ruspante”. La considera una fascista?: “Beh, sì, insomma, una fascistella”. E se vanno al governo Salvini e Meloni?: “Spero di non essere impiccato. Perché, come dire? Questo scandalo nel paese del familismo, un padre che esprime opinioni dissenzienti dalla figlia…”

“Archeologia delle Alpi”: pubblicato il quinto volume della rivista dedicata alle ricerche archeologiche nel territorio trentino.

A che punto è la ricerca archeologica in Trentino? Ne dà puntuale resoconto “AdA Archeologia delle Alpi 2017-2019”, quinto volume della rivista “Archeologia delle Alpi”. La pubblicazione, edita dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, a cura di Franco Nicolis e Roberta Oberosler, presenta le ultime novità in tema di indagini archeologiche condotte sul territorio provinciale. Il volume è idealmente dedicato a Gianni Ciurletti, già Soprintendente per i beni archeologici del Trentino, recentemente scomparso, al quale è stato tributato omaggio con il numero dello scorso anno “AdA. Studi in onore di Gianni Ciurletti”.

Tutela, conservazione e valorizzazione sono le linee guida della pubblicazione alla quale hanno prestato la collaborazione, oltre agli archeologi della Soprintendenza, studiosi e ricercatori di altre istituzioni scientifiche nell’ottica di un approccio multidisciplinare. Il volume consta di una prima parte con approfondimenti di tematiche che spaziano dall’età del Rame alla Prima guerra mondiale e di un notiziario relativo ad attività di scavo, restauro, didattica e valorizzazione.

La preistoria occupa una parte importante del volume con il ritrovamento di una nuova sepoltura risalente all’età del Rame a Nogarole di Mezzolombardo in Valle dell’Adige. Si tratta di una struttura sepolcrale all’interno di una piccola nicchia posta lungo la parete di roccia, il cui recupero ha necessitato una imponente impalcatura. Come l’uomo frequentasse le terre alte anche nell’antichità è testimoniato dal riparo di Sass di Conca, nel Comune di Pelugo in Val Rendena, posto a 2100 metri di altitudine, dove sono state documentate tracce di frequentazione sporadica collocabili tra la fine dell’età del Bronzo e l’età del Ferro.

Sulla cresta della Mendola, a cavallo tra Trentino e Alto Adige, lo scavo archeologico sul Monte Campana/Glockenbühel ha messo in luce un rogo votivo di alta quota che costituisce un punto di collegamento tra la Val di Non con il Monte Ozol, la Valle dell’Adige e la Val d’Isarco con i roghi votivi alpini dell’età del Bronzo del Monte Rocca/Schwarzhorn e dello Sciliar/Schlern. Il sito evidenzia, come in altri siti cultuali di montagna, legami con la transumanza e la metallurgia. La diffusione dell’attività metallurgica, ampiamente praticata nelle zone alpine in epoca antica, è documentata anche nello scavo condotto nella chiesa dei SS. Fabiano e Sebastiano a Selva di Levico. Durante lavori di riqualificazione è emersa una ipotetica area artigianale-produttiva. Anche il sottosuolo della chiesa di Santa Maria Assunta a Smarano, in Val di Non, ha restituito tracce di strutture insediative di età romana e di un più antico contesto cultuale databile all’età del Ferro. Proviene da Piedicastello, ai piedi del Dos Trento, un frammento di fregio marmoreo di epoca tardoantica/altomedievale che costituisce un ulteriore elemento architettonico decorato a riprova del carattere monumentale della Trento romana.

Tracciano un quadro della varietà delle monete circolanti nel territorio trentino nel periodo tardoantico le 31 monete romaneimperiali, recuperate, seppur fuori contesto, in località Scalette a Mezzocorona e riconducibili alle vicende militari del tempo e ai soldati provenienti dalle parti orientali dell’Impero romano. Sono conservati presso il Castello del Buonconsiglio i reperti archeologici in ferro databili tra il VI e il I secolo a. C. oggetti di un intervento di restauro conservativo condotto con una innovativa metodologia che vede l’applicazione di bagni di declorurazione. Per gli stessi reperti è stata inoltre studiata una modalità di conservazione a lungo termine grazie all’impiego di contenitori in schiuma di polietilene e ad uno specifico film per la protezione dagli inquinanti. Infine un’iniziativa dei Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici che ha coinvolto le generazioni più giovani per la valorizzazione del patrimonio archeologico della Trento romana. Si tratta del progetto “Sulle tracce dei segreti di Tridentum” al quale hanno preso parte ragazze e ragazzi delle scuole di ogni ordine. Un percorso di conoscenza e di riflessione per apprezzare e vivere con responsabilità l’inestimabile patrimonio culturale che appartiene a tutti e in quanto tale va salvaguardato e trasmesso alle generazioni future.

Brennero – I divieti imposti ai mezzi pesanti dall’Austria sono inaccettabili ed anche discriminatori.

Le imprese aderenti ad ANITA riunitesi a Roma per fare il punto della situazione sui divieti austriaci entrati in vigore il 1° gennaio scorso, hanno dato mandato al Presidente Thomas Baumgartner di continuare l’azione di pressing sui Commissari UE ai trasporti Adina Valean ed al mercato interno Thierry Breton, al fine di ottenere la sospensione dei provvedimenti austriaci.

Dal 1° gennaio 2020, infatti, sono entrati in vigore sull’asse del Brennero divieti di transito settoriale per altre tipologie di merce – carta e cartone; prodotti minerali liquidi; cemento, calce, intonaco bruciato-gesso; tubi e profilati cavi; cereali – e divieti per classe Euro dei veicoli, indipendentemente dalla merce trasportata.

Dal divieto settoriale sono esclusi i veicoli con propulsione elettrica o a idrogeno. I veicoli Euro VI –esentati da tale divieto sino al 31 dicembre 2019 – possono transitare dal 1° gennaio 2020 solamente se immatricolati dopo il 31 agosto 2018.

Le merci dirette/provenienti invece in alcuni distretti austriaci (“Kernzone”: distretti di Imst, Innsbruck città e periferia, Kufstein, Schwaz; “Erweiterte Zone”: zona ampia da Lienz in Ost Tirol, a Rosenheim in Baviera, alla Val Pusteria e Alta Val Isarco in Sudtirolo; i distretti di Bludenz e Feldkirch in Austria, il Cantone dei Grigioni in Svizzera ed il Principato del Liechtenstein soltanto fino al 31 dicembre 2020) possono essere trasportate con veicoli Euro V, fino al 31 dicembre 2022.

“Il traffico con origine/destino in Austria gode di particolari favori rispetto al traffico di transito e questa è una discriminazione inaccettabile considerato che le motivazioni addotte sono di tipo ambientale” dichiara il Presidente di ANITA.

Oltre al divieto settoriale, è entrato in vigore anche un divieto di transito relativo alla classe Euro dei veicoli, che ha interessato dal 31 ottobre scorso i veicoli EuroIV e – dal 1° gennaio 2021 – riguarderà i veicoli EuroV ed EEV.

Anche in questo caso, i veicoli che caricano o scaricano nella “Kernzone” o nella “Erweiterte Zone” godono di tempistiche più favorevoli rispetto al transito (fino al 31 dicembre 2020 i veicoli isolati EuroIV; fino al 31 dicembre 2022 i veicoli isolati EuroV).

Il 70% dell’export italiano passa attraverso le Alpi e la maggior parte attraversa il Brennero. L’Italia non può continuare a subire le misure protezionistiche del Tirolo che impediscono il libero scambio di merce su un asse vitale per l’economia italiana, attraverso una diversificata tipologia di divieti di circolazione per i mezzi pesanti: divieto di transito notturno, divieti di circolazione nei sabati, sistema di dosaggio dei veicoli diretti in Italia dalla Germania, divieto settoriale, divieto per classe Euro dei veicoli, divieto di uscita dall’autostrada per fare rifornimento in Tirolo.

“Oltre alla discriminazione tra vettori italiani e tedeschi da una parte e vettori austriaci dall’altra, la somma dei divieti di transito si traducono complessivamente in un notevole aumento dei costi del trasporto per i primi, mentre i vettori austriaci diventano indubbiamente più competitivi in quanto a loro non si applicano le suddette limitazioni, con l’effetto di falsare la concorrenza sul mercato dei servizi di trasporto nella UE. Chiediamo pertanto che la Commissione UE affronti finalmente il tema dei divieti di transito attraverso il Brennero, deferendo l’Austria alla Corte di Giustizia per gravi violazioni dei Trattati e del principio della libera circolazione delle merci all’interno del mercato unico” prosegue Thomas Baumgartner.

“La Convenzione delle Alpi stabilisce limiti per la costruzione di nuove strade sull’arco alpino ma al tempo stesso spinge per un utilizzo ottimale delle infrastrutture esistenti e il divieto notturno in Tirolo va nella direzione contraria, perché concentra il flusso dei veicoli leggeri e pesanti nelle ore diurne, aumentando in tal modo la congestione e l’inquinamento. Per questo chiediamo la rimozione immediata di tale divieto che da sola produrrebbe un sensibile miglioramento per l’ambiente” conclude il Presidente di ANITA.

L’Associazione tedesca BGL con un comunicato dei giorni scorsi, ha fornito dati concreti sugli effetti prodotti dall’estensione del divieto settoriale e dalle limitazioni della deroga per i veicoli EuroVI in vigore fino al dicembre scorso, che conferma le preoccupazioni delle imprese italiane determinate a contrastare in Europa le politiche del trasporto dell’Austria.

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ANITA è l’Associazione di Confindustria che dal 1944 rappresenta le imprese di autotrasporto merci e logistica che operano in Italia e in Europa. È una delle organizzazioni costituenti la Federtrasporto che raggruppa le associazioni di operatori e gestori di infrastrutture del settore trasporti e logistica di Confindustria.

 

 

COMUNICATO STAMPA della Associazione tedesca BGL

Francoforte sul Meno, 13 gennaio 2020 – Dall’inizio di quest’anno l’Austria ha bloccato il Brennero per il trasporto in transito di 2/3 di tutte le merci e l’83,4% di tutti i camion tedeschi.

Tali dati sintetizzano la situazione in atto per le società di trasporto di medie dimensioni, preoccupate per gli effetti reali dell’estensione del divieto settoriale.

Impatto economico:

– calo delle vendite di circa il 40% presso le compagnie di trasporto interessate;
– raddoppio del “transit time”, con il raddoppio dei costi del personale (viaggio Germania/Italia in precedenza circa 5 ore in camion, ora più 4-5 ore in più utilizzando la Ro-La);
– oltre a un aumento dei costi del personale, i costi di trasporto sono aumentati del 30% quando si utilizza la Ro-La. Trasporto su strada (parametro: prezzo del pedaggio e del diesel rispetto al biglietto Ro-La);
– le imprese di trasporto che effettuano principalmente il traffico Germania-Italia non possono utilizzare più della metà della loro flotta Euro VI, poiché la maggior parte dei veicoli è immatricolata prima del 1° settembre 2018 e non godono più della esenzione dal divieto settoriale. Tali veicoli sono fermi ed il capitale immobilizzato.

Effetti sulla situazione del conducente:

– insoddisfazione del conducente a causa di tempi di fermo e di attesa significativamente più lunghi e di ulteriori interruzioni del tempo di guida, che diventano necessarie. A causa dell’ulteriore divieto di circolazione del sabato in Tirolo, i conducenti spesso non tornano più a casa durante i fine settimana;
– feedback dai conducenti: non vogliono utilizzare la Ro-La, perchè i treni sono spesso sporchi e carenti sotto il profilo igienico. Risultato: perdita imminente del personale di guida.
– aggravamento della carenza di driver

Effetti sulle relazioni con i clienti / processi logistici:

– le imprese tedesche non possono più operare in modo affidabile in Italia.
la Ro-La non è affidabile. La capacità dell’autostrada-viaggiante in genere non è sufficiente, prenotata in modo particolarmente pesante dal 1° gennaio, ma soprattutto la Ro-La non può visualizzare la capacità nei tempi richiesti dai clienti. La gestione dei blocchi sulla strada per il terminal Ro-La di Wörgl complica l’uso dell’autostrada viaggiante.
il trasporto combinato non-accompagnato non può essere utilizzato dal 90% delle società di trasporto. Motivi: mancanza di capacità, nessuna organizzazione per il traino nella parte iniziate e terminale del trasporto (poco chiaro chi prende in carico l’unità di carico in Italia dopo il trasporto ferroviario), mancano attrezzature compatibili con il trasporto combinato. Inoltre, alcune merci interessate dal divieto settoriale non sono adatte al trasporto ferroviario, ad es. piastrelle di alta qualità.
prenotazione del treno (Ro-La e trasporto combinato non-accompagnato) necessaria con alcuni giorni di anticipo, difficilmente si possono mappare i cambiamenti nel tempo e gli ordini a breve termine. I viaggi a vuoto si verificano se, dopo i trasporti consentiti tramite il Brennero (ad es. trasporti alimentari in Italia), non risulta possibile trovare carichi di ritorno con merci che possono transitare al Brennero.

– il cliente NON paga i costi aggiuntivi! Pertanto le deviazioni attraverso altri percorsi (ad es. l’autostrada dei Tauri) possono essere difficilmente rappresentate.
– gli imprenditori cercano di concentrare l’area di business su altri beni. Tuttavia, si perdono collaborazioni comprovate e di lunga data con i clienti.
– in singoli casi, è spesso difficile chiarire se le merci rientrano in un gruppo di merci che è soggetto al divieto settoriale (informazioni fornite dall’autorità tirolese solo dopo diversi giorni).
– il divieto settoriale colpisce soprattutto in combinazione con il divieto di circolazione durante il fine settimana.

Effetti sulla situazione competitiva

– le compagnie di trasporto tirolesi sono pronte a colmare il divario e ad affrontare i trasporti senza aumentare i costi, in quanto aggirano efficacemente il divieto di guida con le esenzioni ammesse per il traffico di origine e destinazione;
– vantaggio competitivo delle imprese dell’Europa orientale, poiché tempi di trasporto più lunghi hanno su di esse un impatto minore a causa della struttura salariale inferiore, ad es. possono compensare meglio il tempo aggiuntivo richiesto utilizzando la Ro-La con salari più bassi.

Con il drastico inasprimento del divieto settoriale dal 1° gennaio 2020, la rotta del Brennero è stata in gran parte bloccata al transito di veicoli di classe EuroVI (immatricolati prima del 1° settembre 2018) che è la classe meno inquinante.

Lo Skyline delle Dolomiti di Brenta innevate sullo sfondo, nitide, maestose, spettacolari. Più a valle il silenzio surreale di un piccolo borgo alpino, dove gli animali da cortile razzolano ancora indisturbati tra nelle viuzze del paese, tra la Chiesetta, le piccole stalle e le case dei paesani. A scandire l’incantesimo di un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, le chiacchiere allegre e i sorrisi giovali dei malgari, che accompagnano don Romeo Zuin alla benedizione delle stalle.

E’ un rito, quello che accompagna alla festa del Patrono di S. Antonio di Mavignola, che si perde nella notte dei tempi. “Lo facevano i nostri padri, raccontano Luca Collini e Sergio Banapace, allevatori da generazioni, e noi cerchiamo di continuare nella tradizione di quella che un tempo rappresentava l’unica fonte di sussistenza per tutti qui, ogni famiglia aveva una stalla e si faceva latte burro e formaggio per la comunità”.

A Sergio, rubicondo settantenne, sono rimaste due giovenche e un asino dentro una stalla che sembra un presepe: “Sono andati via tutti – sospira – sono a lavorare sugli impianti di risalita a Campiglio, o a fare i maestri sci. Quando anch’io non ci sarò non ci saranno più nemmeno gli animali”.

Resistono gli allevatori dell’alta Rendena, a S. Antonio di Mavignola ci sono ancora 13 stalle, dalla più piccola, con due o tre giovenche un asino e due conigli, alla più grande con più di 80 capi, ma più come tenace e caparbio legame con la propria storia che come attività primaria. Lavorano fuori, ma si alzano all’alba a governare gli animali, perché è casa, perché è vita ed è così da sempre.

Ogni anno il tra il 15 e il 17 gennaio, come oggi, Don Romeo entra nella stalla, su un piccolo altare improvvisato c’è il sale, che un tempo serviva a condire il fieno delle manze più deboli, una preghiera e poi il passaggio con l’acqua santa a benedire i capi di bestiame, uno ad uno, come fossero persone.

Poi, nei giorni a seguire la festa proseguirà fino alla ricorrenza precisa in cui si ricorda S. Antonio Abate.

La giornata di oggi, giovedì 16 gennaio sarà dedicata alla preghiera con l’esposizione del Santo nella Chiesa Parrocchiale, mentre venerdì 17 si entrerà nel vivo dei festeggiamenti in onore del patrono. Si parte alle 9.00 con l’apertura del vaso della fortuna, alle 10.00 la S. Messa, alle 14.30 la processione con la Banda Comunale di Pinzolo, accompagnata dagli Alpini e a seguire il tradizionale “Canto del Miracolo di S. Antonio” che si snoderà per le vie del paese.

Alle 15.30 la Fattoria Didattica presso il Parco Naturale Adamello Brenta, con le attività per i più piccoli.

Alle 16.00 la presentazione dell’interessante lavoro editoriale del giovane studioso giudicariese Michele Bella, dal titolo “Acta Montium – le malghe delle Giudicarie”, una sorta di Enciclopedia Treccani del mondo storico della zootecnia d’alta quota nelle Giudicarie, che vede 563 malghe collocate sulla superficie di 1.176,51 km² dal Lago d’Idro a Madonna di Campiglio e dal Lago di Molveno fino alle porte del Lago di Garda.

Alle 21.30 spazio alla musica con l’intrattenimento musicale con lo spettacolo “Notte d’incanto” in località Brenz, e quindi Nicolò Turri e la sua band “Los Locos
Armando’s” party. Vin brulè della sagra verrà offerto a tutti i presenti.

Grande impegno nella preparazione degli eventi da parte della Pro Loco G.S. Mavignola che con i suoi numerosi volontari, grazie anche alla preziosa collaborazione dell’Amministrazione comunale di Pinzolo, ai Vigili del Fuoco Volontari, al coro parrocchiale, che in queste giornate offrono il loro lavoro al Santo Protettore del paese.

Porta a porta. St 2019/20 – Puntata del 15/01/2020. Ospite della punta, Matteo Renzi leader di Italia Viva, intervistato da Bruno Vespa. Porta a Porta – Programma di informazione e approfondimento sull’attualità politica e sociale, sui grandi fatti di cronaca e di costume c on ospiti politici, esperti e giornalisti, protagonisti della cronaca e dello spettacolo, chiamati a confrontarsi in studio sui diversi temi proposti nelle puntate.

 

 

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Erano pronti per essere commercializzati oltre 4 milioni di prodotti recanti marchi contraffatti e privi dei requisiti di sicurezza, sequestrati dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma.
Nel corso di tre ispezioni in capannoni ubicati nei quartieri Esquilino, Prenestino e Tiburtino, nella disponibilità di società riconducibili a cittadini cinesi, le Fiamme Gialle del 3° Nucleo Operativo Metropolitano hanno scoperto numerosi articoli di bigiotteria riportanti la falsa marcatura “nichel free”, particolarmente dannosi per la salute e la sicurezza dei consumatori.

Sono state inoltre rinvenute stampe e accessori per auto recanti loghi e form factor delle più note case automobilistiche, tra i quali “Porsche”, “Audi”, “Mercedes” e “Honda”.

L’operazione – che si è conclusa con la denuncia di 3 soggetti per i reati di ricettazione, importazione di beni recanti marchi contraffatti e immissione sul mercato di prodotti non conformi – si inserisce nel più ampio dispositivo messo in atto dalla Guardia di Finanza volto alla salvaguardia dell’economia legale e degli imprenditori onesti, tutelando la salute e la sicurezza dei cittadini.

GPI: ACCORDO PER L’ACQUISIZIONE DELLA MAGGIORANZA DELLA NEWCO CONFERITARIA DEL RAMO D’AZIENDA DI OSLO S.R.L. DEDICATO ALLA FORNITURA DI SISTEMI DIREZIONALI PER IL SETTORE SANITARIO.

L’operazione comporterà importanti sinergie e potenziamenti dell’offerta GPI per l’ASA Software nei Big Data e Analytics. Si conferma il piano di M&A di rafforzamento dell’offerta in settori ad alta marginalità

GPI (GPI:IM), società quotata sul mercato MTA leader nei Sistemi Informativi e Servizi per la Sanità e il Sociale, ha sottoscritto un accordo preliminare di investimento avente ad oggetto la costituzione di una Newco nella quale OSLO S.r.l. conferirà il proprio ramo d’azienda, specializzato nella fornitura di sistemi direzionali per il settore sanitario pubblico e privato.

La sottoscrizione dell’accordo avvia il processo di due diligence che si dovrebbe concludere con l’acquisizione da parte di GPI di una quota di maggioranza (65% circa) della Newco appositamente costituita.

L’operazione rientra nella più ampia strategia di ampliamento del portafoglio prodotti, volto a integrare e potenziare l’offerta dell’ASA Software di GPI, completando le competenze innovative relative alla gestione dei Sistemi Direzionali, Big Data e Analytics, già presenti nel Gruppo tramite l’acquisizione di BIM Italia nel 2017.

OSLO s.r.l., con sede in Milano, società leader nella Business Intelligence, Business Analytics e Datawarehouse con quasi 100 clienti del settore Sanitario, Pubblico e Privato, è complementare a GPI per soluzioni, competenze e presenza sul territorio. OSLO porta in dote soluzioni in grado di raccogliere, normalizzare e integrare in un unico ambiente, certificato e condiviso, tutti i dati disponibili che di solito sono presenti in maniera non coerente e quindi sono di difficile utilizzo.

I campi di impiego si individuano su due linee principali, una che contempla lo sviluppo di sistemi informativi per il controllo direzionale, l’altra che si concentra nello sviluppo di un ambiente specifico di Data Quality Management (DQM): è infatti la qualità dei dati così certificati che permette di generare le informazioni che creano scenari alternativi e interrogabili via web per la completa gestione dei tracciati di rendicontazione più diffusi in tutte le regioni.

Nel 2018 OSLO ha realizzato ricavi pari a 4,3 milioni di Euro e un EBITDA pari a 1,5 milioni di Euro, afferenti al ramo d’azienda che sarà conferito nella NewCo.

Subordinatamente all’avveramento di tutte le condizioni sospensive negoziate tra le parti, l’esito soddisfacente della due diligence, nonché con l’approvazione di un business plan condiviso, si ritiene di perfezionare l’operazione entro il 31 marzo 2020.

L’operazione prevede il versamento al closing di circa 5,6 milioni di euro, con clausola di pricing earn-out basata sulla performance relativa all’esercizio 2020 del ramo di azienda di OSLO oggetto dell’accordo.

L’operazione sarà sostenuta finanziariamente da GPI sia con l’utilizzo delle risorse ottenute con l’emissione del prestito obbligazionario sottoscritto il 20 dicembre 2019, sia con azioni proprie.

L’operazione prevede garanzie e opzioni put & call, aventi ad oggetto il restante 35% circa, da esercitarsi entro l’anno 2022.

Nel documento sottoscritto dalle parti, quale elemento di continuità e di sviluppo della realtà costituenda, si prevede il conferimento dell’incarico di amministratore delegato della Newco al dott. Giovanni Bianchi, attuale amministratore unico e socio di maggioranza di OSLO s.r.l.

Il paradiso delle signore. St 4 Ep 63. Vittorio invita Marta e Riccardo a essere meno duri con Umberto. Federico si impone con i genitori per andare a trovare i vecchi amici al Paradiso e in questa circostanza, Marcello incontra il giovane Cattaneo per la prima volta, sotto gli occhi di Roberta, che più tardi confessa alla Calligaris la verità sullo stato di salute del suo fidanzato. Ludovica, intanto, accusa Adelaide di aver messo in cattiva luce sua madre, ma la Contessa non intende scusarsi.

 

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Riunione plenaria mensile della Consulta Provinciale degli Studenti ieri in Provincia, a Trento. Bisesti agli studenti della Consulta: “Siete i cittadini di domani, la vostra voce per noi è importante”.

“Partecipo con grande piacere a questo incontro che vi vede numerosi e attivi testimoni delle istanze degli studenti trentini” con queste parole l’Assessore all’istruzione Mirko Bisesti ha salutato gli studenti della Consulta provinciale, che si sono riuniti ieri a Trento per la riunione plenaria del mese di gennaio. “Voi siete per l’Amministrazione provinciale tra gli interlocutori con i quali intendiamo confrontarci, anche per i cambiamenti che vogliamo attuare per migliorare ulteriormente il nostro sistema scolastico”. Alla riunione erano presenti il presidente della Consulta Leonardo Divan, il dirigente generale del Dipartimento istruzione Roberto Ceccato e la Sovrintendente scolastica Viviana Sbardella.

Numerosi, attenti e propositivi gli studenti della Consulta provinciale che hanno partecipato ieri, nella Sala Wolf della Provincia, alla riunione plenaria del mese di gennaio. La mattinata è iniziata con un intervento a cura dei referenti del progetto “ABC l’autostrada del Brennero in città”, che hanno illustrato agli studenti l’iniziativa, realizzata da Autobrennero in collaborazione con la Polizia stradale, finalizzata a sensibilizzare i giovani al tema della sicurezza stradale.

Interloquendo con l’assessore gli studenti hanno parlato di lingue straniere, di valorizzazione del corpo docente e di esami di riparazione, anticipando alcuni tra i temi dei quali si stanno occupando le specifiche Commissioni che sono già al lavoro, dopo la loro istituzionalizzazione avvenuta nel precedente incontro.

La mattinata è proseguita con la discussione e la votazione di alcuni atti di indirizzo proposti dall’Ufficio di Presidenza che hanno riguardato: l’attivazione di progetti di educazione finanziaria, la valorizzazione della partecipazione alla Consulta finalizzata al recepimento di crediti formativi per l’Esame di Stato, la sensibilizzazione alla raccolta differenziata all’interno delle scuole e, sempre in tema di ambiente, l’assemblea ha stabilito di donare l’importo simbolico di 300 euro alla Consulta Provinciale degli Studenti di Venezia per i gravi danni causati delle inondazioni delle scorse settimane, in attesa di organizzare una raccolta fondi che vedrà coinvolti gli studenti di tutto il Trentino.

 

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I lavori sono poi proseguiti all’interno delle Commissioni che si sono occupate dei temi di competenza.

Consulta Provinciale degli Studenti (CPS)

La Consulta Provinciale degli Studenti (CPS) è un istituto introdotto a livello nazionale nel 1996 con il Decreto del Presidente della Repubblica 567/96 ed è composto dagli studenti e studentesse della scuola secondaria di secondo grado. La durata in carica è biennale.

La Legge provinciale sulla scuola, 7 agosto 2006, n. 5 disciplina tale organismo all’art. 40 prevedendone la seguente composizione:

– due rappresentanti eletti dagli studenti di ogni istituzione scolastica e formativa provinciale e paritaria.

Il Consiglio di presidenza è formato dal presidente della Consulta, dai segretari e dai coordinatori delle commissioni di lavoro. Si occupa dell’effettiva attuazione di quanto discusso in assemblea plenaria. Costituisce un comitato ristretto rispetto alla stessa assemblea.

La Consulta dà vita a momenti di coordinamento e rappresentanza a livello provinciale le cui istanze si concretizzano e si realizzano all’interno di un momento di coordinamento e di rappresentanza a livello nazionale, attraverso il Consiglio nazionale dei Presidenti delle Consulte – CNPC,dove gli studenti e le studentesse hanno l’opportunità di scambiarsi informazioni, ideare progetti integrati, discutere dei problemi comuni delle Consulte Provinciali e di confrontarsi con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca formulando pareri e proposte.

La Consulta ha tra le finalità: assicurare il più ampio confronto fra gli studenti; ottimizzare e integrare in rete le attività extracurricolari; formulare proposte che superino la dimensione del singolo istituto; formulare proposte ed esprimere pareri in tema di istruzione e tematiche legate al mondo giovanile, alla Provincia, agli enti locali competenti e agli organi collegiali territoriali; progettare, organizzare e realizzare attività anche a carattere transnazionale (vedi ad es. il Festival dei giovani dell’Euregio): assistere i rappresentanti degli Istituti scolastici e formativi per eventuali problematiche.

 

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Elenco membri organi costitutivi biennio 2019-2021

Presidente
Leonardo Divan – Istituto Don Milani di Rovereto

Vicepresidente
Emiliano Trotter – Liceo Da vinci di Trento

Segretari
Matteo Esposito – Istituto Pavoniano per le arti grafiche Artigianelli
Denise Rubiu – Istituto Don Milani di Rovereto

Referenti di commissione

Commissione Legalità
Presidente: Matteo Manara – Liceo scientifico Galilei
Segretario: Adriana Ivanovska – Istituto Prati Cles
Segretario di supporto: Giorgia Veglio – Enaip Villazzano

Commissione Istruzione e Orientamento
Presidente: Gavazza Marco – Istituto M.Martini
Segretario: Davide Azzolini – Istituto Fabio Filzi
Referente: Alessia Clementi – Istituto M.Martini

Commissione ambiente
Presidente: Alessio Dallapiccola- Istituto Ivo de Carneri Civezzano
Segretario: Chiara Biasi – ITT Buonarroti

Commissione Servizi
Presidente: Rigione Roberto -Alberghiero Rovereto
Segretario: Benoni Vittorio – Rosmini -Rovereto

Commissione Pari Opportunità
Presidente: Samuel Gallucci – UPT Tione
Segretario: Denise Croci – Barelli Levico

Commissione Cultura Eventi e Informazione
Presidente: Gabriele Guerra – Liceo Prati Trento
Segretario: Bozzi Tommaso – Liceo Galilei Trento

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