Il Teatro Sociale in due secoli di storia. In sala Thun memorie di scena tra storia e documenti d’epoca.

Verrà inaugurata domani, venerdì 17 gennaio alle 17 nella sala Thun di Torre Mirana la mostra Il Teatro Sociale in due secoli di storia – Memorie di scena: le opere, i balli, il cinema che, a conclusione del ciclo di eventi realizzati per il secondo centenario dall’apertura del Teatro, ne ripercorre la travagliata storia.

L’esposizione si articola in due sezioni, che narrano i due secoli di vita del Teatro Sociale e la varietà di spettacoli che hanno animato il suo palcoscenico, partendo dalla figura di Felice Mazzurana, l’illuminato imprenditore che intuì la necessità di dotare la città di un teatro e fece in modo che l’impresa di un singolo diventasse opera collettiva, chiedendo alla nobiltà e all’alta borghesia locale la partecipazione al finanziamento.

Il Teatro Mazzurana venne inaugurato il 29 maggio 1819: dotato di quasi mille posti, ospitava feste in maschera, balli, rappresentazioni teatrali, spettacoli di magia, alternando periodi di splendore ad altri di trascuratezza.

Nel secondo dopoguerra venne adibito a cinematografo e ospitò eventi di diversa natura fino al 1985, quando venne definitivamente chiuso. Acquistato dalla Provincia autonoma di Trento l’anno seguente, fu restaurato e restituito alla cittadinanza nel 2000.

L’allestimento ospita una selezione delle riproduzioni delle locandine storiche degli spettacoli, i cui originali sono conservati presso la Biblioteca comunale, che ne ha curato la catalogazione e digitalizzazione.

Sono esposti inoltre alcuni dei libretti operistici ottocenteschi ed il bozzetto preparatorio realizzato nel 1920 dal pittore Alcide Davide Campestrini per la decorazione del soffitto della platea del teatro. Completano l’allestimento alcuni costumi di scena.

La mostra, ad ingresso libero, rimarrà aperta al pubblico fino al 2 febbraio, tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.
Sono previste delle visite guidate gratuite la domenica mattina e da lunedì 20 a venerdì 24 gennaio su prenotazione al numero 0461 884984

La mostra e il progetto di allestimento sono a cura di Alessandra Campestrini per conto del servizio Cultura, turismo e politiche giovanili. Hanno collaborato alla realizzazione i servizi Biblioteca e Archivio storico, Gestione Fabbricati, Patrimonio e l’Archivio fotografico storico della Soprintendenza per i beni culturali.
Per informazioni: ufficio Cultura e turismo (n. tel. tel. 0461884287) e Ufficio relazioni con il pubblico (numero verde 800017615).

Venerdì 17 gennaio, alle ore 21.25, su Retequattro, torna l’appuntamento con “Quarto Grado”. In conduzione Gianluigi Nuzzi, con Alessandra Viero.

Il programma a cura di Siria Magri si occupa della vicenda di Samira El Attar, la donna scomparsa il 21 ottobre scorso a Stanghella, nel padovano.

Il marito, Mohamed Barbri, indagato per omicidio e soppressione di cadavere, a inizio gennaio è scappato in Spagna. Dopo 13 giorni, la sua fuga è terminata a Madrid, dove la polizia iberica l’ha fermato per un controllo casuale.
Il quarentenne, che si è sempre dichiarato estraneo ai fatti, è detenuto nella capitale spagnola, in attesa dell’estradizione: dovrà spiegare perché ha deciso di scappare.

Per gli inquirenti, la moglie sarebbe morta lo stesso giorno della scomparsa e il suo cadavere sarebbe stato occultato vicino all’abitazione di famiglia.
I motivi dell’accaduto sarebbero di natura economica e passionale: Barbri, infatti, era notoriamente molto geloso della moglie.

Domani, venerdì 17 gennaio alle ore 20.30 presso la Sala della circoscrizione Oltrefersina (via Clarina 2/1 – Trento) è in programma un incontro pubblico intitolato “L’Autonomia che vogliamo. Europea, innovativa e solidale” che vedrà FRANCESCO BOCCIA, Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie e FRANCO IANESELLI, candidato sindaco di Trento, intervistati dalla giornalista del “Corriere del Trentino” Marika Damaggio.

 

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Partito Democratico del Trentino

 

Taglio delle tasse ai lavoratori non solo a spese dei trentini. Cgil Cisl Uil preoccupati per l’impatto sui conti della Pat: si attui un meccanismo di compensazione che tuteli il bilancio della Provincia. “La giunta apra alla concertazione e si investano risorse per il lavoro e la crescita”.

“Il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori è una misura attesa da tempo e necessaria, che darà ossigeno a molte famiglie anche in Trentino. Il Governo, però, non può scaricare totalmente sul bilancio della Provincia il costo di questo provvedimento”. Lo dicono in una nota unitaria le segreterie di Cgil Cisl Uil del Trentino che non nascondono la loro preoccupazione per il fatto che una misura giusta per i lavoratori finisca per tradursi in un impatto sulla finanzia di Piazza Dante. “Al sottosegretario Fraccaro e a tutto il Governo va ricordato che il Trentino ha fatto sempre la propria parte – dicono i sindacati -, fin dal 2009 contribuendo al risanamento dei conti statali peggiorati a causa della grande recessione. Se il Governo finanzia a debito questa manovra di riduzione delle tasse, questo non può farlo la Provincia. E senza compensazioni si mettono a rischio l’effettivo esercizio delle competenze previste dallo Statuto di Autonomia e la qualità dei servizi pubblici pagati interamente dai lavoratori e dai pensionati trentini con le proprie tasse”.

La strada per farlo c’è ed è già prevista nell’ultima legge finanziaria dello Stato, con un articolo ad hoc che, seppur non del tutto condiviso da Trento e Bolzano, deve aprire concretamente alla possibilità che ci sia una compensazione tra quanto la Provincia di Trento versa per il risanamento dei conti pubblici nazionali e l’impatto che il taglio del cuneo fiscale avrà sul bilancio provinciale. In tal senso anche Cgil Cisl Uil del Trentino sollecitano l’Esecutivo giallorosso ad essere coerente con questa previsione normativa e chiedono al sottosegretario Riccardo Fraccaro di farsi garante della corretta applicazione della norma.

Un atto di responsabilità che le tre sigle sindacali sollecitano anche al Consiglio provinciale e a tutte le forze politiche perché siano compatte “nel rivendicare l’impegno di cui si è fatta carico responsabilmente la nostra Autonomia nel rispettare il patto di solidarietà con lo Stato”.

Per Cgil Cisl Uil “le risorse che si risparmierebbero con la compensazione sono essenziali per sostenere le misure a sostegno dell’occupazione e per ridurre il carico fiscale sulle famiglie trentine, provvedimenti di cui la nostra comunità ha urgente bisogno”.

I sindacati dunque sono a fianco della Giunta provinciale in questa partita. “E’ un atto di responsabilità a tutela degli interessi della nostra comunità”. Resta però la posizione critica di fronte alle scelte di corto respiro operate della giunta Fugatti anche nell’ultima legge di bilancio sul fronte della coesione sociale e dello sviluppo economico. “Non dimentichiamo che in ogni caso le scelte sugli investimenti dipendono dalla giunta provinciale. In tal senso restano per noi sbagliati tutti i provvedimenti di spesa assunti o che verranno assunti che rispondono solo a logiche di convenienza elettorale e che non investono davvero sulla crescita e sul sostegno all’occupazione, o le scelte poco lungimiranti finalizzate ad accontentare le convenienze di pochi con un inutile quanto dannoso spreco di risorse”.

Per questa ragione in una fase complessa e così delicata per la finanza provinciale e in un quadro che vedrà comunque calare le risorse del bilancio dell’Autonomia, Cgil Cisl Uil ribadiscono la loro disponibilità ad aprire un confronto costruttivo con la giunta provinciale, che fino a questo momento è sostanzialmente mancato. “Ci auguriamo che il presidente Fugatti e la giunta colgano la nostra disponibilità ad aprire una nuova stagione di concertazione vera per il bene nella nostra Autonomia. Se invece prevarrà la logica dell’andare avanti in solitaria facendo prevalere interessi particolari sul benessere collettivo, allora ricorreremo alle modalità che riterremo più opportune per tutelare l’interesse di tutti i lavoratori e le lavoratrici trentine”.

Carabinieri di Rovereto. controlli del territorio. Un arresto per spaccio. I Carabinieri della Compagnia di Rovereto, impegnati nei quotidiani servizi di controllo del territorio, coordinati dal Comando Provinciale di Trento, hanno arrestato un ventenne per spaccio di stupefacenti.

I militari, che in questi giorni pieni di sole stanno ponendo maggiore attenzione alle frequentazioni dei parchi cittadini, notando un giovane extracomunitario, già conosciuto, presso il parco lungo Leno destro, hanno predisposto un servizio di osservazione, che si concludeva positivamente. Infatti, il 20enne gambiano veniva beccato mentre spacciava ad altro giovane, immediatamente bloccati, veniva trovato in possesso di 67 dosi di hashish (43 grammi circa) e 100 euro, verosimilmente, provento dell’attività delittuosa.

Successivamente, veniva eseguita anche la perquisizione al suo alloggio di fortuna presso l’ex campo della frazione Marco, dove venivano rivenuti altri 600 euro, un coltello e materiale per il confezionamento della droga.

A termine delle operazioni di rito, l’arrestato è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia in attesa della direttissima, tenutasi nella mattinata odierna (patteggiato un anno e sei mesi con obbligo di firma a Trento), mentre l’altro ragazzo, identificato, è stato segnalato al Commissariato del Governo per la PAT quale assuntore di stupefacenti.
Nello stesso contesto, sono stati perlustrati i diversi parchi cittadini, controllando 75 persone.

Continua incessante l’attività di prevenzione nella Vallagarina da parte dei Carabinieri di Rovereto, che sia d’iniziativa e sia su richiesta del cittadino, con il costante e usuale impegno, assicurano la sicurezza di tutti, che non si limita ai soli controlli su strada, ma tendono anche alla formazione di una coscienza sociale già nelle scuole, quotidianamente monitorate dai militari per tenere lontano i più giovani dalla droga.

Numerosi sono gli incontri con studenti professori e genitori nelle scuole trentine che i Carabinieri del Provinciale di Trento tengono per cercare di creare un network, per promuovere interventi educativi e in-formativi, in grado di fornire strumenti efficaci a riconoscere e combattere il disagio e gli stili di vita a rischio, “sponsorizzando” stili sani e responsabili.

comunicato ai lavoratori 16 gennaio 2020

Torino, senza patente tenta di investire un poliziotto, ferito insieme a 5 colleghi, Fsp Polizia: “Ora pena esemplare, la nostra vita e la sicurezza stradale devono pur valere qualcosa”

“Massima solidarietà ai sei poliziotti rimasti feriti a Torino, due in modo molto serio, durante l’inseguimento del folle che ha scatenato il panico in piena città, cercando di uccidere un collega.

Quotidianamente, da nord a sud, si verificano episodi di allarmante gravità che testimoniano un assoluto senso di impunità così tanto diffuso da spingere oltre ogni limite troppe persone, convinte di riuscire a farla franca in barba allo Stato e alle sue leggi, calpestando ogni minimo rispetto per l’incolumità degli operatori delle Forze dell’ordine e, anzi, attentando alla loro vita.

Questo stato di cose può cambiare solo se si lavorerà per affermare con forza una maggiore cultura della legalità e il rispetto per chi rappresenta le istituzioni, e in questo senso la reale e concreta punizione di chi viola la legge è fondamentale.

Ora ci aspettiamo che il criminale che oggi ha rischiato di causare l’ennesima tragedia riceva la pena severa che merita, e soprattutto che la sconti fino in fondo in carcere, perché è chiaro che revocargli la patente non è servito a molto visto che guidava senza fregandosene altamente. La vita di un servitore dello Stato deve pur valere qualcosa, ed è finalmente ora che lo si dimostri con i fatti. In questo momento non si fa che parlare di sicurezza stradale, di incidenti, di morti e feriti, ebbene la sicurezza sulle strade, come altrove, passa per il rispetto delle regole, cosa su cui non si può e non si deve transigere”.

Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, dopo che a Torino un 40enne senza patente, durante un inseguimento per le vie della città, ha tentato di investire un agente, rimasto ferito insieme ad altri 5 colleghi. Dieci volanti intervenute per fermarlo, alla fine è stato arrestato per tentato omicidio lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

La Corte costituzionale si è riunita oggi in camera di consiglio per discutere la richiesta di ammissibilità del referendum elettorale “Abolizione del metodo proporzionale nell’attribuzione dei seggi in collegi plurinominali nel sistema elettorale della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”, presentata da otto Consigli regionali (Veneto, Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Abruzzo, Basilicata, Liguria).

Oggetto della richiesta referendaria erano, in primo luogo, le due leggi elettorali del Senato e della Camera con l’obiettivo di eliminare la quota proporzionale, trasformando così il sistema elettorale interamente in un maggioritario a collegi uninominali.

Per garantire l’autoapplicatività della “normativa di risulta” – richiesta dalla costante giurisprudenza costituzionale come condizione di ammissibilità dei referendum in materia elettorale – il quesito investiva anche la delega conferita al Governo con la legge n. 51/2019 per la ridefinizione dei collegi in attuazione della riforma costituzionale che riduce il numero dei parlamentari.

In attesa del deposito della sentenza entro il 10 febbraio, l’Ufficio stampa della Corte costituzionale fa sapere che a conclusione della discussione la richiesta è stata dichiarata inammissibile per l’assorbente ragione dell’eccessiva manipolatività del quesito referendario nella parte che riguarda la delega al Governo, ovvero proprio nella parte che, secondo le intenzioni dei promotori, avrebbe consentito l’autoapplicatività della “normativa di risulta”.

Preliminarmente, la Corte ha esaminato, sempre in camera di consiglio, il conflitto fra poteri proposto da cinque degli stessi Consigli regionali promotori e lo ha giudicato inammissibile perché, fra l’altro, la norma oggetto del conflitto avrebbe potuto essere contestata in via incidentale, come in effetti avvenuto nel giudizio di ammissibilità del referendum.

Il 14 gennaio scorso il Comitato Marketing di Assomela ha esaminato le giacenze e l’evoluzione delle vendite dall’inizio della stagione e nel mese di dicembre.

La produzione italiana totale nel 2019 è stata di 2.095.586 tons., del 7% inferiore a quella dello scorso anno, mentre la produzione di mele destinate al mercato fresco è tra le più basse di sempre con 1.726.512 tons, inferiore di ben il 13% rispetto alla media dei tre anni precedenti (escludendo la produzione del 2017).

Il mese di dicembre ha fatto registrare vendite certamente vivaci, con un venduto superiore alle 165.000 tons. ed una evoluzione positiva in tutte le regioni di produzione.
Per tutte le varietà principali si registrano trend di vendita soddisfacenti: per la Golden la giacenza è la più bassa dell’ultima decennio (escludendo ovviamente il gennaio 2018) e dell’8% inferiore a quella dello stesso periodo dello scorso anno, per la Red Delicious le giacenze non raggiungono le 125.000 tons. (quasi il 25% inferiori a quelle dello scorso anno) e le vendite, molto spedite in dicembre, sono state superiori alle 26.000 tons. Per la Gala, la cui produzione nel 2019 è paragonabile a quella del 2018, la giacenza è in linea con la media degli anni precedenti.

Per la Granny Smith si registrano al 1° gennaio stocks a 65.000 tons., tra i più bassi registrati negli ultimi anni. Buona performance anche per la varietà Fuji, con vendite superiori alle 12.000 tons. nel mese di dicembre e stocks decisamente al di sotto della media delle ultime stagioni.
Per tutte le altre varietà, tra cui in modo particolare le varietà club, i piani di decumulo procedono fluidi così come inizialmente previsto.

Valutando dunque le condizioni attuali del mercato italiano ed europeo, sia negli altri paesi produttori che nei paesi tradizionalmente importatori di mele italiane, si confermano buone prospettive per uno sviluppo positivo delle dinamiche di mercato e delle quotazioni.

Assomela s.c. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta l’80% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG (Marlene), VIP, VOG Products e il Consorzio FROM della Provincia di Bolzano, Melinda, “la Trentina” e Mezzacorona della Provincia di Trento, Nord Est della Regione Veneto, Melapiù della Regione Emilia Romagna, Rivoira e Lagnasco della Regione Piemonte, Friulfruct del Friuli Venezia Giulia e Melavì della Regione Lombardia.

La giornata formativa per insegnanti avrà luogo sabato 18 gennaio a Cavalese. Ambienti flessibili per l’apprendimento: 1° seminario di rete.

Si terrà a Cavalese, sabato 18 gennaio 2010, presso la Biblioteca Comunale, il primo incontro formativo su didattica innovativa e ambienti di apprendimento, voluto dalla Rete I.d.e.a. “ Innovazione didattica e ambienti di apprendimento”. La Rete I.d.e.a. nasce con l’intento di sviluppare e mettere a sistema le pratiche innovative che le scuole ritengono particolarmente efficaci. L’appuntamento richiamerà a Cavalese un centinaio di insegnanti appartenenti alla rete, provenienti dagli Istituti Comprensivi: Cavalese (capofila), Ladino di Fassa, Trento 5, Trento 6, Rovereto Nord, Avio, Borgo Valsugana e Riva 2. Il seminario avrà inizio alle ore 9.00 e si concluderà alle 17.00.

I.d.e.a. è la prima di una serie di reti di scuole legate allo sviluppo della didattica innovativa sul territorio trentino.Questa prima rete è stata realizzata a seguito di incontri mirati tra la Sovrintendente scolastica Viviana Sbardella, i dirigenti scolastici, alcuni docenti e Iprase. La convinzione da cui si parte è condividere le buone prassi già in atto in alcune scuole, affinché diventino patrimonio comune e possano così produrre effetti positivi sulla qualità del sistema di istruzione.

Tema del primo incontro di rete saranno gli “ambienti flessibili” per l’apprendimento. La giornata di studio, che si terrà presso la biblioteca di Cavalese, si terrà sabato 18 gennaio 2020, avrà inizio alle ore 9.00 e sui concluderà alle 17.00. Tra i relatori interverranno: Elena Mosa, Raffaella Carro, Silvia Panzavolta e Maria Guida di INDIRE, Alessandra Galletti e Beate Weyland dell’Università di Bolzano. Le relazioni degli esperti saranno intervallate da momenti di approfondimento e da workshop di condivisione di idee progettuali.

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