Domenica 12 gennaio, alle ore 11.50 su Canale 5, nuovo appuntamento con “Melaverde”, il programma dedicato ad agricoltura, ambiente e tradizioni condotto da Vincenzo Venuto e Ellen Hidding.

Vincenzo Venuto raggiunge il Lazio alla scoperta delle eccellenze agroalimentari locali: l’olio extravergine Sabina DOP, il Pecorino Romano DOP e la ricotta Romana DOP.

Ellen Hidding, invece, si trova in Valtellina per raccontare il processo di trasformazione del grano saraceno.

Inoltre, tutte le domeniche, alle ore 11.00, prima della trasmissione ‘ammiraglia’, va in onda “Le storie di Melaverde”, approfondimenti di temi già trattati ma riproposti in una chiave nuova.

Raddoppio parcheggio “Ex-Sit”, rivedere l’accesso. Egr. Direttore, in previsione dell’aumento della capacità del parcheggio ex-Sit che dovrebbe passare dagli attuali 350 posti a circa 550 nel 2021, vorrei invitare fin d’ora l’amministrazione a valutare delle possibili modifiche all’accesso del sopracitato parcheggio.

L’attuale ingresso è già di per sé limitativo, trattandosi di una strettoia posizionata su via Canestrini. Con un minimo di lungimiranza, qualità che dovrebbe sempre caratterizzare l’operato di un buon amministratore, risulta evidente che l’attuale accesso non possa essere sufficiente a filtrare l’aumento degli ingressi e uscite di automobili e pedoni. E’ gioco facile prevedere lunghe code e ripercussioni sulle vie Monte Grappa e Sanseverino.

L’invito è pertanto quello di valutare un intervento sull’attuale parcheggio superiore, denominato “San Lorenzo”, al fine di garantire un ingresso da quest’area e magari la sola uscita su via Canestrini. In questo modo l’accesso principale avverrebbe in prossimità della rotatoria a nord, con accesso al futuro piano sopraelevato del parcheggio, andando ad alleggerire il traffico su via Monte Grappa portato da quanti dovrebbero, provenendo da quella direzione, passarvi per accedere all’ingresso tramite inversione.

Sarebbe veramente un peccato investire 2,5 milioni di euro per ricavare 200 posti auto in più e dover poi assistere a situazioni spiacevoli come quelle sopra citate. Proponendo questa soluzione fin d’ora, ci auguriamo che l’amministrazione possa coglierne la bontà, anche se l’effettiva realizzazione dell’opera sarà in capo a chi succederà alle elezioni di maggio.

 

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Mauro Corazza

Coordinatore Città di Trento di AGIRE per il Trentino

Onda Civica Trentino vuoi le essere un simbolo, un nome ma soprattutto un progetto a lungo termine.

Basato su valori, princìpi e programmi che partiranno da ciò che abbiamo sposato alle ultime comunali e che verranno implementate e corrette sulla base dell’esperienza fatta.

Ci aspettiamo un lavoro di gruppo dove le poltrone non conteranno, ma solo gli argomenti ed i valori.

Una grande sfida che vedrà nelle comunali il primo step di un lavoro importante ed impegnativo.

 

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Andrea Maschio

Consigliere Comune Trento

Nel bilancio di Elena Testor. Tanti progetti conclusi e l’avvio della commissione paritetica. La procuradora e senatrice analizza l’attività svolta nel 2019 (e non solo) e annuncia gli obiettivi dei primi mesi del 2020.

Traccia un bilancio corposo del lavoro svolto nell’ultimo anno, e non solo, e anche una scaletta dei piani dei primi mesi del 2020, la senatrice (da marzo 2018), Elena Testor, che a maggio concluderà il suo primo mandato di procuradora del Comun general de Fascia: «È stato un periodo soddisfacente e, allo stesso tempo, faticoso – spiega – per il mio doppio impegno locale e nazionale.

Il lavoro, anche grazie a questi incarichi a più livelli, è stato fruttuoso, nonostante il cambio di governo e gli assestamenti conseguenti. Le richieste della popolazione, però, mi sono sempre state ben presenti così come l’obiettivo di cambiare le proposte di governo che potevano ledere le piccole imprese, tanto diffuse in valle». Diversi gli interventi politici dei mesi scorsi di Elena Testor: «Ho portato in Senato la questione dei rifugi, che non vanno considerati come hotel in città, e si è fatto anche il punto sulle bande musicali, con il riconoscimento del loro ruolo culturale e lo stanziamento a loro favore di 1 milione di euro nel bilancio dello Stato.

In tema di volontariato, è stata riconosciuta l’importante funzione dei vigili del fuoco con un emendamento che permette loro di lavorare con un minor carico di burocrazia. Per il terzo settore, specie le piccole imprese sì è ottenuta, invece, una significativa modifica sullo sconto in fattura per l’eco-bonus che causava problemi di liquidità a queste aziende». La procuradora, sottolineando il filo diretto con il governo provinciale, intende concludere i progetti valligiani per cui si è spesa in questi cinque anni: «Si tratta di interventi importanti, a cominciare dall’approvazione del piano stralcio per la Val di Fassa, messo a punto dall’amministrazione precedente, ma che senza la deliberazione della giunta provinciale sarebbe rimasto solo sulla carta. Così dal 2015 in poi si sono avviate le opere.

Tra queste c’è anche la conclusione della pista ciclabile, per cui sono state predisposte risorse e progettazione e quanto prima dovrebbero partire i lavori». Per quanto riguarda la mobilità, che merita una soluzione efficace per ridurre il traffico, Testor ricorda come siano state vagliate soluzioni e proposte, dal treno di Transdolomites agli impianti a fune, tenendo conto di problematiche e sensibilità del territorio. «Risposta contingente è stata l’implementazione del trasporto pubblico, mentre si ragiona sulla realizzazione di corsie preferenziali. Ma va incoraggiato, tra residenti e ospiti, un minor uso delle auto a vantaggio della vivibilità e dell’ambiente che è la nostra risorsa prioritaria. Lo abbiamo capito bene dopo l’alluvione di Moena e la tempesta Vaia che hanno richiesto grandi sforzi per ripristinare il territorio. Anche per questo il Comun general intende favorire una pianificazione urbanistica di valle».

Fronte su cui si è lavorato molto è quello sociale, tanto che a fine 2018 è stato approvato il “Piano sociale del Comun general”, in seguito ad analisi su famiglie, giovani, anziani, mutamento del tessuto sociale, necessità e prospettive. «La popolazione invecchia, le famiglie sono meno numerose o si disgregano, le malattie cronico-degenerative sono in aumento. Bisogna essere preparati a offrire supporto e servizi adeguati. La ristrutturazione dell’ex caserma Vittorio Veneto, che stiamo cercando di realizzare grazie a risorse accantonate dal Comun general e finanziamenti provinciali e statali (per il conto termico), è funzionale a fornire risposte e luoghi d’incontro tra i giovani, come quelli del progetto “Ensema se muda” (socializzazione e compiti scolastici) e gli anziani, per un proficuo scambio intergenerazionale di competenze e saperi». Anche la Ciasa de la Moniaria, per cui si sono raccolti fondi e avviate complesse procedure per gli appalti, a primavera dovrebbe vedere i primi restauri.

Se la sede del Comun general è stata oggetto di manutenzioni e dell’abbellimento della facciata principale con opere di Claus Soraperra che descrivono identità, storia e tradizioni fassane, sono stati diversi i progetti avviati per la diffusione della lingua ladina anche tra i nuovi locutori e i giovani, coinvolti anche in iniziative e viaggi per conoscere le istituzioni di Trento, Roma ed Europa. «La tutela e la promozione del nostro idioma sono prioritarie, tanto che mi sto occupando di un disegno di legge per la ratifica in Italia della “Carta Europea per le lingue regionali e di minoranza”, per cui il Comun General è project leader a livello europeo con il progetto “Ecca” in collaborazione con NPLD di Bruxelles. In valle, invece, abbiamo dedicato iniziative alla valorizzazione della lingua ladina, in particolare con l’Aisciuda Ladina che, nel 2020, s’incentra su ambiente e tradizioni, specie le buone pratiche per tutelare il territorio».

Il Comun general nell’ultimo anno ha visto anche modifiche al suo Statuto e al regolamento della Consulta: «Entro gennaio costituiremo una commissione paritetica (ideata come quella dei 6 o dei 12), per acquisire, con un confronto tra Comun general e Provincia, ulteriori competenze cui devono seguire risorse finanziarie e umane». In conclusione Elena Testor esprime soddisfazione per quanto svolto: «Si è lavorato, con il contributo dei conseieres de Procura, a molti progetti: alcuni sono conclusi, altri stanno per partire. L’impegno continua sino a fine legislatura, con l’augurio che si proceda anche in seguito sulla strada tracciata, cercando di dare risposte concrete alla popolazione per il bene della valle».

 

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Comun General de Fascia
Strada di Pré de gejia, 2

CNA Fita esprime preoccupazione per l’aggravarsi della situazione del trasporto merci sull’asse del Brennero, dopo l’entrata in vigore, dall’1 gennaio, dei nuovi divieti imposti dall’Austria al transito dei mezzi pesanti.

“L’asse del Brennero – sottolinea la categoria dell’autotrasporto della Cna nazionale – è di vitale importanza per i trasporti e l’economia del Paese. L’abolizione o la modifica sostanziale dei divieti austriaci rimangono uno degli impegni presi dal Ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, nel protocollo d’intesa sottoscritto con le associazioni di rappresentanza dell’autotrasporto, siglato lo scorso novembre per scongiurare il fermo annunciato da UNATRAS, il coordinamento delle associazioni di categoria del settore”.

La CNA FIta del Trentino Alto Adige aggiunge: “A maggior ragione, questo asse riveste importanza economica vitale per le province di confine come l’Alto Adige e il Trentino che sono attraversate dall’Autostrada del Brennero e la cui economia è caratterizzata dalla presenza di numerose micro e piccole imprese dell’autotrasporto, che rischiano di essere stritolate dalla concorrenza sleale dei colleghi tirolesi, favorita dai divieti austriaci, che si somma alla concorrenza sleale e al dumping sui costi da parte delle imprese dell’Est europeo, fenomeno già più volte denunciato attraverso la segnalazione di casi di cabotaggio irregolare”.

Secondo CNA Fita “l’Austria non può unilateralmente infrangere le regole sulla libera circolazione delle merci e non può permettersi impunemente di introdurre divieti arbitrari e fortemente limitanti la circolazione tra Paesi membri. Pur apprezzando l’impegno e la tenacia sino ad ora dimostrati – aggiunge la categoria dell’autotrasporto di CNA – il ministro De Micheli deve urgentemente e concretamente porre rimedio alle difficoltà determinate dai nuovi divieti introdotti dall’1 gennaio 2020 dall’Austria e ripristinare, con l’intervento dell’Unione Europea, la libera circolazione dei mezzi pesanti al Brennero”.

Modelli proposti per la continuità assistenziale: gli infermieri chiedono di fare gli infermieri e non accettano di effettuare compensazioni improprie rischiose per la sicurezza delle cure.

Ancora una volta apprendiamo direttamente dalla stampa della decisione della Giunta provinciale di istituire un nuovo modello organizzativo di gestione della continuità assistenziale sul territorio che coinvolge in prima persona gli infermieri. Un progetto che vorrebbe dare risposta ai cittadini dei comuni di Bezzecca, Pieve Tesino e Baselga di Pinè, dove i medici di continuità assistenziale non operano dal 2016. Un progetto che, a nostro avviso, nasce male perché assolutamente non condiviso con gli Ordini professionali, distante dal modello di integrazione inter-professionale e di presa in carico più volte da noi ribadito, soprattutto rischioso per cittadini e professionisti.

L’idea della Giunta è quella di istituire degli ambulatori infermieristici nei giorni festivi e prefestivi nei comuni citati ad “integrazione per il medico di continuità assistenziale”. Per la copertura di tali ambulatori l’APSS ha aperto un bando tra i propri dipendenti, senza prevedere alcun requisito di competenza specifico. Inoltre gli infermieri della RSA di Pieve Tesino in turno di notte, da febbraio saranno punto di riferimento della comunità per interventi di primo soccorso.

Ora, di fronte ad un modello così innovativo e impattante per la cittadinanza, l’OPI di Trento ha da esprimere alcune considerazioni:

–  in primis riteniamo che il metodo con il quale si è proceduto sia del tutto scorretto.

Implementare un nuovo modello che coinvolge gli infermieri senza aprire un tavolo di confronto con l’Ordine professionale di riferimento e gli altri attori coinvolti, a fronte di una piena disponibilità da noi più volte ribadita all’assessorato, lo troviamo uno sgarbo irrispettoso innanzitutto nei confronti dei cittadini; forse ci si dimentica, che l’Ordine è Ente sussidiario dello Stato;

–  un ambulatorio che viene presentato come “integrazione per il medico di continuità assistenziale”, in realtà sembra rappresentare, nelle intenzioni della Giunta, una misura compensativa alla carenza di guardie mediche (integrazione con chi, se lì medici di continuità assistenziale non ce ne sono?!). Le aspettative che verranno a ingenerarsi nella popolazione con questo tipo di offerta, spacciata subito dai media come sostitutiva – “infermieri al posto dei medici di guardia” – rischieranno di essere deluse, perché l’infermiere potrà eventualmente solo indirizzare i cittadini, ma non potrà sostituire il medico nella diagnosi e nella prescrizione terapeutica. Gli infermieri vogliono fare gli infermieri ed essere messi nelle condizioni di poter agire nelle migliori condizioni la propria professionalità nell’esclusivo interesse del cittadino in sinergia con gli altri professionisti sanitari e richiedono che siano riconosciute le competenze esperte e specialistiche acquisite all’interno di posizioni formalmente istituite. Come i medici anche gli infermieri possiedono competenze esperte e specialistiche che derivano da percorsi universitari post – lauream, formazione continua ed esperienza acquisita sul campo. Il criterio competenza deve essere un criterio irrinunciabile nelle progettualità a tutela del cittadino e della dignità dei professionisti;
– il bando di reclutamento degli infermieri dell’APSS non prevede criteri di competenza (titoli e expertise maturata sul campo), che sarebbero invece necessari in ambito di triage, per poter discernere in sicurezza i pazienti da inviare urgentemente in pronto soccorso, rispetto a quelli che potranno attendere il lunedì per recarsi dal proprio medico di medicina generale. Un compito di estrema responsabilità per i professionisti, per il quale serve una specifica preparazione e assunzione di responsabilità;
– da tempo il nostro Ordine si sta occupando delle condizioni lavorative degli infermieri di RSA, chiedendo che vengano garantite le dotazioni organiche che permettano un adeguato rapporto infermiere/ospiti per poterli assistere in sicurezza oltre ad una valorizzazione delle competenze. Invece di garantire quanto da noi chiesto, la Giunta decide di aggiungere un’ulteriore attività all’infermiere in turno di notte in RSA, un’attività completamente diversa e imprevedibile rispetto a quelle che quotidianamente gli infermieri di RSA prestano, con rischi per la sicurezza di professionisti e cittadini;
– infine, se questo progetto nasce per dare risposta alla carenza di medici e in particolare di medici di continuità assistenziale, ci teniamo a far notare che la professione infermieristica non se la passa molto meglio e anche la carenza negli organici di infermieri è un problema per il nostro Paese. Gli infermieri sono una risorsa preziosa, bisogna cambiare rotta, avviare una nuova e vera politica di gestione del personale che si impegni ad una programmazione delle assunzioni in relazione ai fabbisogni, a motivare e valorizzare gli infermieri e a riconoscere gli elevati livelli di qualificazione attraverso la creazione di posizioni per lo sviluppo di carriera in ambito clinico, formativo e organizzativo.

Sono argomenti che l’Ordine ha più volte sottolineato e sconcerta il fatto che non sia stato da subito coinvolto assieme agli altri attori in un progetto così importante per i cittadini, la professione e il sistema sanitario provinciale.

Per tali ragioni chiediamo che tali progetti vengano messi in stand by, in attesa di un incontro urgente con l’assessora Segnana dove poter dirimere dubbi e contribuire alla ridefinizione del progetto.

 

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A nome del Consiglio Direttivo dell’OPI di Trento Il Presidente
Daniel Pedrotti

In relazione alle dichiarazioni rese a mezzo stampa della Giunta provinciale riguardanti l’attività degli infermieri in Tesino le notti ed il fine settimana, confuso da taluni come servizio “al posto della guardia medica”, Cisl medici rende noto quanto segue:

Tra gli obiettivi strategici per il governo e le politiche del personale vi è l’incremento delle competenze e lo sviluppo del personale sanitario dipendente con particolare riguardo alla diffusione di modelli organizzativo-assistenziali sperimentali, focalizzati sulla persona e sulle soluzioni favorevoli alle sue condizioni clinico assistenziali, come anche previsto dal contratto collettivo nazionale di maggio 2018 che introduce per i dottori in Scienze infermieristiche una nuova disciplina.

Alla luce di tutto ciò, apprezziamo la ferma volontà dimostrata dalla Giunta provinciale, ieri riunitasi in Tesino, nel cogliere il dramma del nostro Servizio sanitario provinciale; concentrandosi su un servizio pubblico innovativo in cui tutti possano riconoscersi ed affidarsi, non lasciando indietro nessuno.

Ribadiamo,come settore della medicina generale, la nostra disponibilità ed il nostro sostegno alla professionalità ed alle capacità specialistiche dimostrate sempre ed ovunque dai nostri medici di “guardia” nel perseguire questo obiettivo,che non può prescindere dalla qualità delle prestazioni, a loro volta strettamente correlata con i profili professionali degli operatori, definiti in ragione del loro percorso formativo, così come disposto dalla Legge 3 del 2018, soprattutto in riferimento all’articolo 12,che non prevede “valutazione di segni e sintomi “cioè di diagnosi senza la presenza del medico di continuità assistenziale.

Sicuramente questo nuovo servizio non sopperisce, nelle periferie ed i fini settimana, alle improvvise richieste di certificazioni di malattia per i lavoratori turnisti e alle ricette per le medicine, che obbligherà comunque il cittadino ad andare in PS oppure nelle sedi istituzionali di guardia medica.

Sarebbe il momento della condivisione, per affrontare al meglio le scelte relative alle carenze di medici di continuità assistenziale, dovuta non per colpa nostra ma per errori di programmazione della classe politica e aziendale.

Ma questo sarebbe anche il tempo per sedersi nel Comitato istituzionalmente preposto per sviluppare una forte sinergia tra tutte le professioni sanitarie.

È comunque il momento di mettere ognuno le proprie competenze al servizio del cittadino, sia egli in Tesino, in Val di Ledro, in Pinè o in qualsiasi altro Comune e Comunità del Trentino.

Portando a livelli sempre più elevati la qualità delle prestazioni, anche attraverso la telemedicina, e sviluppando, tutti insieme, modelli di collaborazione nelle strategie assistenziali. Non quindi “nel frattempo che si troveranno i medici di guardia”, ma al loro fianco nelle sedi oggi esistenti.

 

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Dottor Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino

Nuovo appuntamento con “Domenica Live”. Il contenitore condotto da Barbara d’Urso torna dopo la pausa festiva domenica 12 gennaio dalle ore 17.20, su Canale 5.

Ospiti, esclusive e grandi interviste sono gli ingredienti anche di questa puntata.

La padrona di casa della domenica di Canale 5 accoglierà in studio Nina Moric che, per la prima volta in televisione, parlerà della strana scomparsa dell’ex fidanzato Luigi Mario Favoloso, sparito nel nulla dal 29 dicembre scorso dopo una violenta lite con lei. Da allora non si hanno più sue notizie.

Ai microfoni di Barbara d’Urso, Jasmine Carrisi, figlia di Al Bano e Loredana Lecciso, parlerà della perdita di nonna Jolanda.

E ancora, esclusive su “Grande Fratello Vip” e il nuovo spazio “Cambio Look Choc!” in cui un vip verrà trasformato radicalmente da Giovanni Ciacci. Nella puntata di domani, Enrica Bonaccorti avrà un look ispirato a Elettra Lamborghini.

Assegni per gli invalidi civili, anticipato l’accredito di gennaio. La Provincia autonoma di Trento effettuerà in anticipo, rispetto agli ultimi anni, il versamento delle somme relative agli assegni in favore degli invalidi civili. Grazie all’impegno profuso dall’assessore provinciale alle politiche sociali, Stefania Segnana, la procedura di pagamento degli assegni ai circa 16mila aventi diritto è già stata avviata – consentendo il completamento dell’accredito – senza attendere la fine del mese, come previsto invece dalla norma: “Si tratta di uno strumento importante, a sostegno di quelle che sono le fasce più deboli della popolazione, sulle quali la nostra attenzione è massima – spiega l’assessore Segnana –, proprio per questo ci siamo impegnati, da subito, a superare questo ostacolo della normativa che prevede il pagamento dell’assegno, solo in gennaio, a fine mese. Grazie all’impegno degli uffici provinciali, l’accredito effettivo degli importi relativi alle pensioni e alle indennità di accompagnamento, nonché agli assegni di cura avverrà entro lunedì”.

Nel corso dell’anno il pagamento viene effettuato puntualmente ogni primo giorno del mese. Il sistema prevede tuttavia che, per gli assegni di gennaio, non sia possibile né effettuare il pagamento a Capodanno – dato che la contabilità della Provincia sono, per ragioni tecniche, chiuse – né, per le normative vigenti, anticipare il pagamento a dicembre. L’assessore provinciale ha effettuato un approfondimento della questione ed ha stabilito che sia consentito, in via eccezionale ed in considerazione della natura e delle finalità di queste somme, anticipare il pagamento della mensilità di gennaio a metà mese.

Nell’ultima seduta di giunta dell’anno 2019, è stata approvata l’acquisizione al patrimonio comunale di parte della particella edificiale p.ed. 1788 C.C. AVIO. Si tratta di una porzione di terreno di proprietà privata il cui acquisto è necessario alla realizzazione della messa in sicurezza dell’incrocio tra la S.S. 12 e l’ingresso alla frazione di Masi d’Avio.

Infatti, dopo i recenti lavori di riqualificazione del centro storico della piccola frazione – inaugurati soltanto pochi giorni fa –, rimaneva da risolvere la questione legata alla messa in sicurezza dell’incrocio.

Attualmente, difatti, chi si immette sulla strada statale 12, uscendo appunto dalla frazione di Masi, ha scarsa visibilità sulla carreggiata destra in direzione Trento a causa di una curvatura nella rampa di sostegno a valle dell’incrocio.

L’idea, semplice ma efficace, è quella di ridurre l’ingombro della rampa in questione. E così, dopo l’assenso ottenuto dal proprietario, è stato determinato il valore di compravendita e autorizzata, con propria delibera giuntale, l’operazione di acquisizione al patrimonio immobiliare di questa porzione di terreno.

“Era un problema particolarmente sentito – così il Sindaco Federico Secchi – dagli abitanti di questa nostra frazione. E non potevamo quindi fermarci alla riqualificazione dell’abitato che abbiamo inaugurato e celebrato soltanto pochi giorni fa. Perché sulla sicurezza non si può transigere. E, in effetti, tutto il nostro agire amministrativo nel corso di questi cinque anni ha seguito principalmente un doppio binario: ARREDO URBANO e SICUREZZA.

Così, nei prossimi mesi, acquisita questa parte di terreno privata, procederemo nel togliere una buona fetta di terra alla rampa aumentando la visibilità in uscita di molte centinaia di metri. Il nostro grazie va anche al proprietario col quale abbiamo subito trovato un’intesa e concordato passo passo tutta l’operazione.”

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