Domani 9 gennaio 2020 a teatro Zandonai di Rovereto il settimo appuntamento della Stagione Teatrale 2019-2020.

Arriva il DONCHISCI@TTE con Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi (nella foto) liberamente ispirato a Don Chisciotte della Mancia di Miguel Cervantes firmato da Nunzio Caponio con adattamento e regia di Davide Iodice (scene Tiziano Fario).

 

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SINOSSI
Una scrittura originale che prende ispirazione dallo spirito dell’opera di Cervantes, scagliando una volta di più la simbologia di questo “mito” contro la nostra contemporaneità.

Con vesti sgangheratamente complottiste e una spiritualità naif, accompagnato da Sancio, disorientato adepto, il nostro Don intraprende un corpo a corpo disperante e “comico” contro un mondo sempre più virtuale, spinto a trovare l’origine del male nel sistema che lo detiene.

Dall’improbabile rifugio in cui si è rintanato, lotta per mantenere intatto il suo pensiero critico coltivando ancora un’idea: l’IDEA. Unica finestra sull’esterno (o su altri interni) una teoria di schermi che s’affaccia su personaggi e mondi anno-dati, interferenze che spronano i nostri eroi all’Azione, a una qualche azione.

E se, nella giostra di pensieri che galoppano progressivamente verso l’inevitabile delirio, le menti malefiche dei giganti delle multinazionali sono il nemico contro cui scagliarsi, l’Amore è ancora il vento che soffia e muove, anche se Dulcinea, intrappolata in una webcam, può svanire dolorosamente per un banale blackout.

Trippa SanRomedio – Un po’ di storia by Nereo Pederzolli. Da noi, in Trentino e specialmente in val di Non, ha una tripla ‘p’. Perché la parola ‘trippa’ evoca significati che vanno oltre l’aspetto gastronomico: entra direttamente nel concetto popolare di ben distinte ‘p’. La prima è legata al pellegrino; immeditatamente dopo ecco quella del passaggio, senza tralasciare lo stimolo al piacere. Trippe dunque scritte con ben ‘tre p’, per un Festival che recupera saperi contadini, schiette abitudini alimentari, azioni concrete di condivisa solidarietà. In onore – e non solo – al santo noneso per eccellenza, San Romedio.

Ma perché valorizzare una pietanza apparentemente così minimalista? E’ per rendere onore alla più autentica cultura gastronomica tradizionale. Relegata da falsi stereotipi alimentari, quelli che ‘scartano’ il semplice per stupire con ingredienti roboanti. Dimenticando valori e i significati del cibo, le consuetudini di un territorio specifico, tra stupori che lasciano poco spazio a quanti valorizzano ancora il cosiddetto ‘quinto quarto’. E farlo con entusiasmo e altrettanta passione.
Così in tavola rispuntano le pietanze che conservano non solo i sapori d’antan, ma anche l’idea del risparmio, per razionalizzare il consumo, contro lo spreco. Mirando però anche al piacere.

Ecco le nostre ‘tripppe’.
I cuochi che hanno aderito a questo sperimentale quanto insolito Festival sono accumunati – è proprio il caso di dire – da una passione viscerale per la materia con le ’tre p’.

Tra i fornelli e sulle tavole dei ristoranti saranno protagoniste succulente porzioni di fumanti trippe. E ogni accostamento con …le frattaglie, la parte perduta della macellazione dell’animale. Quel quinto quarto, costituito dagli organi interni della bestia destinata alla cucina, vale a dire le parti molli, spezzate o separate dalla carne bovina nobile, tolte dai quattro quarti (anteriori e posteriori) delle due mezzene precedentemente macellate.
Piatto solo apparentemente banale, forse perché a buon mercato. In realtà è pasto nutriente, ricco di proteine, sali minerali, ferro e vitamine. Con un valore aggiunto: racconta la nostra storia, il legame con il territorio e le devozioni che identificano la comunità.

Il Festival Trentino della Trippa cerca di recuperare la memoria del gusto perduto. Legato alle pratiche contadine della macellazione, l’arte di ‘saper fare per saper vivere’, stimolando con semplicità momenti di godibile soddisfazione alimentare. Senza tralasciare il rito conviviale al Santuario di San Romedio. Dove le trippe hanno la ‘p’ sia di pellegrino che di passaggio.
La ‘p’ del piacere si potrà gustare ai tavoli dei locali che hanno aderito al Festival.

Sarà un curioso viaggio nelle interiora. Un percorso gastronomico per quanti vorranno mettersi in gioco, pensando alle trippe senza storcere la bocca.
Il quinto quarto – stando ai docenti di Storia della Cucina – mette a disagio molti consumatori perché le frattaglie sono organi vitali, creando una barriera psicologica molto diversa dall’approccio ad un trancio nobile di carne, come il filetto o la bistecca. Le citazioni si sprecano. Già lo storico della cucina trentina, Aldo Bertoluzza, negli Anni ’70, parlando di trippe, intuiva le nuove tendenze dei consumatori. Figli della cultura cittadina e del supermercato, scelte che poco o nulla hanno a che fare con la conoscenza alimentare. Non conosciamo non solo le carni, ma neppure le bestie.

Il Presidente del Consiglio ha incontrato questo pomeriggio a Palazzo Chigi il Generale Haftar. Il Presidente Conte ha espresso la forte preoccupazione per la continua escalation sul terreno in Libia e ribadito la ferma condanna per l’attentato all’Accademia militare di Tripoli.

Nel rilevare i rischi per la stabilità dell’intera regione, ha sottolineato che l’unica soluzione sostenibile è quella politica e ha pertanto invitato a rinunciare all’opzione militare.

Nel corso dell’incontro il Presidente Conte ha commentato insieme ad Haftar gli aspetti salienti del comunicato congiunto emesso al termine dell’incontro fra i Presidenti Putin e Erdogan, ove si invitano le parti al raggiungimento di un rapido cessate-il-fuoco.

Arriva su Rai1 dal 10 gennaio in prima serata Il Cantante Mascherato, il nuovo e attesissimo talent game show, prodotto in collaborazione con Endemol- Shine Italy, che ha letteralmente conquistato il pubblico mondiale. A portarlo in Italia, per quattro venerdì sera, sarà Milly Carlucci.

Al suo fianco, in questa nuova avventura, quattro giurati d’eccezione: Patty Pravo, Ilenia Pastorelli, Flavio Insinna, Guillermo Mariotto e Francesco Facchinetti. Sono loro, insieme al pubblico a casa tramite il televoto e il voto sui social, a giudicare le esibizioni dei concorrenti in gara. I giurati, inoltre, hanno il difficilissimo compito di dover capire, per primi, chi si nasconde sotto le maschere in gara, provando a ricono- scere la voce del personaggio famoso durante ogni esibizione.

Il Cantante Mascherato, il cui titolo internazionale è The Masked Singer, è il format rivelazione dell’ultima stagione televisiva a livello mondiale. Tratto da un format su- dcoreano, ha raggiunto il successo negli Stati Uniti per poi conquistare anche i te- lespettatori in Germania, Francia, Australia, Messico e Olanda e sta per sbarcare in Inghilterra e Spagna.

Otto le spettacolari maschere in gara: il Mastino, il Leone, il Coniglio, il Mostro, l’Angelo, l’Unicorno, il Barboncino e il Pavone. Sotto di esse si celano otto perso- naggi molto famosi, la cui reale identità è completamente nascosta dagli sfarzosi costumi che indossano. Al termine di ogni puntata, dopo le loro esibizioni, chi ottiene il punteggio più basso viene eliminato dalla gara e deve togliere la maschera, rivelando a tutti chi è.

Solo pochissime persone che lavorano allo show conoscono le loro reali identità, avvolte nel mistero persino nel backstage: per poter girare all’interno degli studi durante le prove, o al loro arrivo, i concorrenti devono infatti indossare un casco integrale e un mantello nero che li nasconde completamente, accompagnati sempre da una persona di produzione vestita in modo identico. Assolutamente vietato parlare con altre persone, tant’è che sui loro abiti scuri campeggia una grande scritta: “NON PARLARMI!”. Inoltre, nessuno dei concorrenti sa chi si nasconde dietro le altre maschere.

Questo clima di segretezza e di mistero rende unico questo show. La sua peculiarità, infatti, risiede nel fatto che il pubblico a casa, oltre a poter votare le esibizioni, può ten- tare di indovinare l’identità di ciascun concorrente basandosi, oltre che sulla voce del cantante, anche su possibili indizi dati dalla conduttrice o dai giudici nel corso delle puntate, o sulle informazioni fornite dalle clip di presentazione dei protagonisti. In tut- to il mondo, infatti, il programma ha riscosso enorme successo per la grande curio- sità suscitata nel pubblico nel cercare di capire, nel corso delle settimane, chi canta dietro la maschera.

E per dare il via ai primi indizi, possiamo già svelare che gli otto cantanti mascherati complessivamente vantano: 46 partecipazioni al Festival di Sanremo e, di que- ste, 5 vittorie alla prestigiosissima kermesse canora, 250 milioni di dischi venduti, la conduzione di 70 programmi televisivi, ben 25 film, concerti in tutto il mondo, 107 album pubblicati e milioni di ore televisive.

Chi si nasconde dietro queste maschere? Saranno la Giuria e il pubblico a casa a cer- care di indovinarlo, ma soltanto al momento dell’eliminazione si saprà chi è veramente Il Cantante Mascherato.

Questa sera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35) la rubrica “Capolavori italiani in cucina” curata dal giornalista enogastronomico Paolo Marchi (fondatore nel 2005 insieme a Claudio Ceroni di Identità Golose) è dedicata allo spaghetto Milano, una ricetta ideata dallo chef stellato Andrea Ribaldone.

«Volevo creare qualcosa che rappresentasse Milano, ma che fosse anche un piatto italiano riconoscibile per tutti», dice Ribaldone, «così nasce l’idea di condire gli spaghetti con due sapori tipici della tradizione milanese: il risotto (ridotto a crema) e l’ossobuco (trasformato in ragù)».

Dirigenza esterna per APAC e Agenzia del Lavoro: contraria la UIL. La notizia annunciata sulla stampa dal Presidente Fugatti di una ricerca esterna all’amministrazione provinciale per la copertura dei vertici di APAC e Agenzia del Lavoro non piace al Sindacato di Via Matteotti.

Due strutture così delicate come queste, che devono tutelare il lavoro in Trentino, nel caso di Agenzia, e la correttezza degli appalti pubblici, nel caso di APAC, non possono essere oggetto d’improvvisazione. Stupisce inoltre che sugli appalti si inneggi alla velocità dei bandi anziché alla loro correttezza, e che le lungaggine sugli affidamenti dei lavori pubblici non siano considerati anche come un doveroso rispetto delle norme e delle procedure, ma piuttosto come il frutto della burocrazia.

“Troppe volte abbiamo visto su questa materia errori, anche grossolani come nel caso del NOT (nuovo ospedale di Trento), che hanno impedito il corretto affidamento dei servizi e dei lavori degli Enti” dichiarano Walter Alotti, Segretario Generale della UL del Trentino e Marcella Tomasi, Segretaria della UIL FPL Enti Locali, “con risvolti negativi sul personale che negli appalti lavora e su quello che gli appalti li elabora, con conseguenze disastrose sull’economia trentina”.

Stupisce inoltre che alcuni imprenditori trentini, anziché pretendere appalti precisi e corretti a tutela delle aziende e dei lavoratori, vedano in chi viene da fuori provincia un “loro salvatore”, contro la burocrazia e per una maggiore velocità delle procedure. Dopo anni di lavoro sulle norme provinciali, sostitutive di quelle nazionali, sul Tavolo degli appalti (in cui sono presenti tutti i soggetti economici del Trentino) e un continuo confronto tra Provincia, imprenditori e organizzazioni sindacali, si ricerca ora altrove una professionalità che solo in Trentino può essersi formata.

Questo vale anche per Agenzia del Lavoro. Grande esempio di bilateralità e collaborazione tra imprenditoria e organizzazioni sindacali, unica nel suo genere, che tanto si è distinta, anche a livello nazionale, rispetto al mondo del lavoro trentino. Già presieduta da sempre da un Presidente esterno, la direzione è sempre stata affidata ad un/a Dirigente dipendente dell’Amministrazione provinciale come collegamento tra la struttura amministrativa/operativa, la Giunta provinciale ed i soggetti rappresentati all’interno del proprio CdA. Fondamentale un Dirigente conoscitore del passato del mondo del lavoro trentino e delle sue specificità, assurdo pensare che un esterno, che nulla conosce della nostra storia, possa implementare la già ricca esperienza di Agenzia.

Il sospetto è che la Giunta provinciale voglia modificare l’assetto di Agenzia del Lavoro, tentando di estromettere le organizzazioni sindacali dalle decisioni strategiche della struttura, e dettare una nuova linea di solo rigore e contenimento dei costi e delle politiche, attive e passive, del lavoro trentino.

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Segretario Generale Segretaria Provinciale

 

Walter Alotti
UIL del Trentino

 

Marcella Tomasi

UIL FPL del Trentino

Piste perfette e bottiglie di Ferrari Maximum Blanc de Blancs sono pronte a Madonna di Campiglio in vista della 3Tre, lo storico slalom speciale di Coppa del Mondo.

Il nuovo Trentodoc del Gruppo Lunelli sarà il brindisi del vincitore sul podio e di tutti gli eventi legati alla competizione a partire dalla cena di Gala, che si è tenuta ieri sera presso il Salone Hofer, orchestrata dai tre chef stellati di Campiglio, fino alla Lounge 3Tre e la Terrazza Special Vip.

3Tre e Ferrari rappresentano un binomio ormai imprescindibile che ha radici profonde, sia nel forte legame con il territorio trentino e le sue montagne, alle cui pendici nascono i Trentodoc, che con Madonna di Campiglio, dove Ferrari è da sempre molto presente e ha anche battezzato nel 2005 il primo “Ferrari Spazio Bollicine”, precursore di un format che negli anni si è rivelato di grande successo.

 

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Foto archivio Gruppo Lunelli

Medicina: confronto tecnico fra Trento e Padova per verificare possibili convergenze. Un confronto tecnico finalizzato a verificare possibile convergenze per realizzare a Trento una Scuola di Medicina quello che si è tenuto nel pomeriggio in Provincia fra le Università di Trento e di Padova. Erano presenti, fra gli altri, il rettore dell’Ateneo trentino, Paolo Collini, insieme al prorettore vicario, Flavio Deflorian e alla prorettrice alla didattica, Paola Iamicelli, e per l’Ateneo padovano il prorettore vicario, Giancarlo Dalla Fontana e la prorettrice alla didattica Daniela Mapelli.

In apertura, il direttore generale della Provincia, Paolo Nicoletti, presente insieme al dirigente generale del Dipartimento Salute e politiche sociali, Giancarlo Ruscitti e al direttore dell’Azienda sanitaria provinciale, Paolo Bordon, ha evidenziato come l’obiettivo della Giunta provinciale sia quello di mettere in campo, in tempi rapidi, un progetto concreto che possa dare risposte alla carenza di medici sul territorio trentino. “Obiettivo – ha aggiunto – che intende comunque salvaguardare la valorizzazione delle peculiarità presenti sul territorio, in particolare sotto il profilo tecnologico, come sostegno alla medicina di oggi e di domani”.

I responsabili delle due università si sono confrontati, in modo ampio e franco, sui tempi e sulle modalità di un’eventuale collaborazione che possa portare alla nascita di una facoltà di medicina a Trento, riservandosi un ulteriore approfondimento, a stretto giro di posta, in vista delle scadenze ministeriali.

Trentino Digitale: positivo incontro dell’assessore Spinelli con i sindacati. L’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli, assieme al dirigente generale del Dipartimento Organizzazione, Personale e affari generali della Provincia Silvio Fedrigotti, al presidente di Trentino Digitale Roberto Soj, al consigliere di amministrazione Maurizio Bisoffi e a Mauro Piffer, dirigente della società, ha incontrato oggi le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil e della RSU dei lavoratori di Trentino Digitale. L’incontro ha fatto seguito a quello organizzato il 9 dicembre scorso nell’ambito del percorso di conciliazione avviato a fronte dell’apertura dello stato di agitazione.
Si è parlato in particolare dell’avvio delle attività che porteranno alla redazione del piano industriale e della ricostituzione della figura del direttore generale, come posizione strategica per lo sviluppo della società. Inoltre è previsto l’ingresso nell’organico di ulteriori figure professionali. Il verbale di consultazione sindacale firmato al termine della riunione sancisce che le parti sindacali considerano esaustivo l’incontro e chiudono lo stato di agitazione.
“E’ stato – ha commentato l’assessore Spinelli – un incontro positivo che ci ha permesso di ribadire quanto riteniamo strategico il ruolo di Trentino Digitale e prezioso il capitale umano che vi opera. Consideriamo però necessario procedere affrontando una alla volta le numerose questioni che sono sul tavolo e crediamo che questo sforzo possa essere apprezzato anche da parte dei lavoratori, che invitiamo ad avere fiducia nel futuro della società, che si sta costruendo a partire dal piano industriale”.

Sono dunque iniziate, è stato evidenziato, le attività che porteranno, in circa cinque mesi, alla stesura del piano industriale, attraverso la collaborazione della società Price Waterhouse Cooper. Si partirà dalla fotografia della situazione esistente, per comprendere il confronto con altre realtà aziendali del settore, per individuare poi il possibile modello organizzativo. Il percorso sarà caratterizzato da un forte coinvolgimento delle persone e degli enti coinvolti.

Di imminente avvio invece è la procedura per la ricerca del direttore generale. Nel caso di esito negativo della ricerca interna, si procederà con una selezione esterna, con la prospettiva di concludere entro il mese di marzo. Per quanto riguarda l’organico aziendale, in particolare quello tecnico, è stato spiegato, Trentino Digitale è stata autorizzata all’inserimento di quattro persone nell’ambito delle attività relative alla banda ultra larga e di ulteriori cinque persone da attingere da una graduatoria in essere. Inoltre è stata autorizzata l’attivazione di altre due collaborazioni, attraverso contratti di somministrazione, nell’ambito delle attività di staff della società.

Durante l’incontro si è parlato anche di “Data Center” e in particolare della necessità di intervenire sulla situazione esistente, anche con l’obiettivo di accreditare la società come polo territoriale. Sulle altre questioni aperte, legate al personale della società, si è concordato di tenere un ulteriore incontro entro la metà del mese di febbraio.

L’albero di Natale non va abbandonato al cassonetto sotto casa, perchè esiste un servizio di recupero che a Rovereto viene attivato come tutti gli anni, dopo le festività.

La raccolta 2020 degli alberi di Natale da parte di Dolomiti Ambiente è prevista per il giorno 16 GENNAIO 2020 :i cittadini possono quindi esporre gli alberi vegetali sul marciapiede a bordo strada la sera precedente.

Attenzione: si intende l’albero vegetale e non quello sintetico.

In alternativa i cittadini potranno chiaramente conferirli gratuitamente ai CRM o, per chi non volesse utilizzare queste modalità, è possibile richiedere un servizio di ritiro a domicilio a pagamento con preventiva prenotazione al numero verde gratuito 800 847 028.

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