Il Comitato Provinciale ha assegnato 64 riconoscimenti, approvati dalla Giunta Nazionale, a dirigenti, tecnici, società sportive ed atleti. La presidente Mora: «Una cerimonia dedicata a tutti coloro che hanno onorato non solo lo sport, ma soprattutto il nostro territorio».

 

 

A meno di un anno dall’appuntamento olimpico di Tokyo 2020, lo sport trentino si è radunato al Sanbàpolis in occasione della cerimonia di consegna delle Onorificenze Sportive CONI. A partire dalle ore 18:00, il teatro ha accolto dirigenti, tecnici, rappresentanti delle società sportive ed atleti che nel corso della stagione 2018 hanno saputo conseguire titoli nazionali ed internazionali. Risultati prestigiosi tali da indurre la Giunta Nazionale del CONI, su proposta della Commissione Benemerenze Sportive, a ratificare ben 64 riconoscimenti proposti da: Federazioni Sportive Nazionali, Discipline Sportive Associate, Comitati Regionali CONI e CONI Point. 49 le Medaglie al Valore Atletico (un oro, 10 argento, 38 bronzo), 12 le Stelle al Merito Sportivo dedicate ai dirigenti (3 argento, 9 bronzo), una Stella al Merito società sportive (bronzo) e due Palme al Merito Tecnico (un argento ed un bronzo), a sancire l’elevata qualità del sistema sportivo trentino. In apertura un video confezionato dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale), ha ricordato a pubblico ed addetti ai lavori l’oramai imminente appuntamento con i XXXII Giochi Olimpici che si svolgeranno a Tokyo, dal 22 luglio al 9 agosto 2020.

 

 

A seguire Silvia Gadotti e Mauro Bonvecchio, giornalisti, responsabili della comunicazione per i comitati provinciali nuoto e sport invernali e conduttori dell’evento hanno dato il via alla cerimonia con un prologo riservato alle numerose autorità presenti che ha visto in prima battuta il saluto della presidente del CONI Trento Paola Mora. «Nello sport così come durante le cerimonie di consegna delle Onorificenze Sportive il pubblico è protagonista – ha dichiarato Mora -. Parliamo di un evento per nulla scontato che si rinnova anno dopo anno con l’intenzione di rendere il giusto omaggio a tutti i profili che a vario titolo hanno onorato non solo il movimento sportivo, ma soprattutto il nostro territorio». «Trento è la provincia più sportiva d’Italia ed ha recentemente raggiunto la vetta nella speciale classifica che premia la qualità della vita: titoli che raccontano una cultura diffusa, frutto di un lavoro che è partito da lontano. Non dobbiamo però adagiarci sui primati: il nostro impegno deve essere quotidiano e costante, rivolto in particolare ai giovani adolescenti. Secondo una recente indagine elaborata dal Comitato Provinciale le percentuali di abbandono dell’attività sportiva in questa fascia d’età è importante. Lo spirito olimpico che coinvolgerà il Trentino nel 2026 dovrà essere un’ulteriore stimolo per unire le istituzioni nel contrasto di questo fenomeno».

 

 

Il microfono è poi passato a Tiziano Uez, assessore con delega allo sport del Comune di Trento: «Per la città di Trento è un piacere ospitare questi eventi. La cerimonia intende ringrazia simbolicamente tutto il movimento sportivo e coloro che hanno saputo difendere la cultura sportiva. Impegno, rispetto dell’avversario, correttezza: valori alla base anche dell’attività civica».
A seguire la parola è passata alla Provincia Autonoma di Trento rappresentata al Sanbàpolis dall’assessore assessore provinciale allo sport, Roberto Failoni. «Un anno di mandato festeggiato con lo sport: un ambito particolarmente caro alla Giunta provinciale. Raggiungere risultati di prestigio non è affatto scontato. I dati sull’abbandono dell’attività sportiva condivisi dal CONI e discussi con il mio assessorato hanno fatto scattare qualche preoccupazione a cui rispondo rinnovando l’impegno a promuovere dialogo e collaborazione tra la dimensione scolastica e sportiva. Lo sport aiuta le istituzioni a far cresce i cittadini e ad arginare le problematiche sociali. Il mio augurio è quello di vedere qualche nostra giovane promessa, protagonista alle “nostre” Olimpiadi nel 2026. Se ciò non si realizzerà il consiglio è quello di gettare lo sguardo, un giorno, verso le medaglie ricevute dal CONI per capire l’importanza che le vostre azioni rivestono nei confronti del nostro movimento sportivo».

 

 

Presenti in prima fila numerose autorità: il Commissario del Governo, Prefetto Sandro Lombardi, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Trento, Colonnello Simone Salotti, il Comandante V Nucleo Atleti presso il Centro Sportivo Guardia di Finanza di Predazzo, Tenente Colonnello Gabriele Di Paolo, Diego Dellasega e Luca De Manincor, coordinatori del Gruppo Sportivo Fiamme Oro presso il Centro Addestramento Alpino della Polizia di Stato di Moena. E ancora: il delegato del Rettore dell’Università di Trento per lo sport, prof. Paolo Bouquet, la presidente di Opera Universitaria, prof.ssa Maria Laura Frigotto, la direttrice dell’Ufficio Attivita’ Sportive Provincia Autonoma di Trento, dott.ssa Tamara Gasperi, il coordinatore provinciale per l’educazione fisica e sportiva, prof. Giuseppe Cosmi con la presidente della Commissione Provinciale per le pari opportunità, dott.ss Paola Taufer con Luca Cristoforetti dell’ufficio sport di Trentino Marketing.
Le note dell’inno olimpico hanno poi aperto un vero e proprio valzer di premiazioni che ha visto coinvolti tutti i membri della Giunta del Comitato Provinciale del CONI. Assieme alla presidente Mora si sono avvicendati sul parterre il vicepresidente vicario Paolo Crepaz, Norbert Bonvecchio, don Daniele Laghi, Lino Orler, Massimo Bernardoni, Massimo Eccel. Gilberto Gozzer, vicepresidente, e Berta Fontana, membro della Giunta hanno inoltre ritirato rispettivamente la Stella al Merito Sportivo argento e bronzo.

 

 

Il pomeriggio si è chiuso con la premiazione riservata a 35 società sportive della provincia che grazie ai loro giovani atleti tra i 10 ed i 14 anni hanno partecipato tra il 26 il 29 settembre scorso alla sesta edizione del Trofeo CONI svoltosi tra Crotone, Cutro, Isola Capo Rizzuto, Catanzaro e Palmi. In quest’occasione la rappresentativa provinciale ha saputo imporsi nel torneo riservato allo sport orientamento ed alla palla tamburello conquistando inoltre la piazza d’onore nell’atletica leggera ed il terzo gradino del podio nell’arrampicata sportiva e nella vela. Trofeo CONI che ha visto la rappresentativa provinciale entrare per altre cinque volte nella “top 10” nazionale.

 

 

Foto: Remo Mosna

 

Manovra di bilancio 2020, in Prima commissione Stefania Segnana e Luisa Zanotelli. Sanità, il 6 dicembre riprende la trattativa per il contratto di infermieri, tecnici e amministrativi. Agricoltura, più soldi per la lotta alla cimice asiatica.

Il confronto sulla manovra finanziaria 2020 è proseguito anche nel pomeriggio in Prima commissione, presieduta da Vanessa Masè della Civica. L’assessora alla sanità e politiche sociali Stefania Segnana ha affermato che la manovra di bilancio continua nella linea adottata politica con l’assestamento: l’incremento dei finanziamenti per la famiglia e la natalità nel quadro di una visione non più “centrotrentrica”. Nella manovra che si sta discutendo in commissione, ha aggiunto, uno dei punti importanti è l’abbattimento dei ticket sanitari, in tutto 5 milioni e 800 mila euro.

È inoltre previsto un aumento del budget per la formazione: le borse di studio passano da un budget di 5 milioni e 6, fino a 6 milioni e 100 e i posti previsti per i corsi di formazione di medici di medicina generale passano da 25 e 35. La fine della fase di sperimentazione della riorganizzazione dell’Azienda sanitaria verrà spostata ad agosto per avere un quadro sui due anni. Inoltre, a breve dovrebbero concludersi le trattative per medici per le organizzazioni ambulatoriali sul territorio.

Tra i progetti del 2020, ha ricordato ancora l’assessora Segnana, il via al progetto Memo a Villa Rosa a Pergine. Rimangono fermi a bilancio gli 11 milioni di euro previsti per contratto degli infermieri, oss, tecnici e amministrativi. La trattativa si è interrotta a luglio, perché Uil – Sanità e Nursing Up hanno abbandonato il tavolo che però, ha annunciato l’assessora in Prima commissione, si riaprirà il 6 dicembre prossimo. Infine, Stefania Segnana ha fatto cenno all’introduzione di nuovi numeri telefonici, il 116 – 117, per le richieste non emergenziali. In particolar modo per le richieste di intervento delle guardie mediche.

Ugo Rossi (Patt), ricordando che settore sanità e politiche sociali vale un miliardo e 400 milioni, un miliardo e 200 se si tiene conto solo della sanità, ha affermato che l’assessora si è limitata a dire che ci sono 500 mila euro in più per formazione e 5 milioni e 800 per eliminare i ticket. Misura, ha ricordato, previsa dalla manovra nazionale. Quindi, ha aggiunto il capogruppo Patt, per volontà politica il bilancio 2020 sulla sanità prevede solo 500 mila euro di aumento. Rossi ha chiesto inoltre se la manovra ha altre partite sulla sanità divise per spesa corrente e per investimenti. Ad esempio se aumentano e come gli investimenti per case di riposo.

Anche Paola Demagri (Patt) ha chiesto se ci sono soldi in più per anziani e disabilità e se sono previste novità per il modello organizzativo delle Aziende di servizi alla persona. Mentre Pietro De Godenz (UpT) ha se nelle politiche per la casa è previsto il sostegno per prima abitazione con abbattimento per interessi e se è previsto di tornare alla quota di finanziamento a fondo perduto. Una misura, importante per chi risiede nei centri periferici, che aveva avuto la copertura per il 2018 ma non per il 2019. Domanda alla quale l’assessora ha risposto che su questo capitolo nella manovra di bilancio non sono previsti stanziamenti. Anche Lorenzo Ossanna (Patt) ha chiesto se sull’ edilizia abitativa sono previsti i contributi di 15 mila euro a persona per prima casa.

Stefania Segnana ha affermato inoltre che sulle politiche sociali gli stanziamenti per il 2020 sono di 236,9 milioni, escluse comunità di valle, quindi rimangono stabili. Per quanto riguarda gli anziani c’è il mantenimento dei fondi per sperimentazione di “Spazio argento” che partirà il prossimo gennaio. Per la riforma del terzo settore saranno incrementati i fondi per la formazione e la transizione al nuovo sistema di accreditamento. Così come è stato istituito un fondo di riserva per il rinnovo del contratto dei dipendenti delle coop sociali. Sulla casa garantito il budget per per le ristrutturazioni e sette milioni andranno per i contributi per gli affitti assegnati alle comunità di valle per il 2022 e 680 mila euro al comune di Trento. Per ciò che riguarda l’Itea sono garantiti 45 milioni di euro per gli interventi previsti in viale dei Tigli e Madonna Bianca e la riqualificazione energetica.

Paolo Ghezzi (Futura) ha chiesto perché risultano 10 milioni in meno per gli investimenti sanitari. Il direttore dell’Apss, il dottor Riuscitti, ha detto che non si tratta di tagli, ma di una semplice misura contabile legata alla vicenda del Not. In sintesi, se l’iter per il nuovo ospedale prenderà la strada giusta non ci sarà bisogno di questa cifra perché si punterà tutto sulla nuova struttura, se invece ci dovessero essere altri ritardi i 10 milioni verranno impiegati per interventi strutturali sul Santa Chiara.

Infine, Ugo Rossi è tornato sul budget complessivo della sanità rilevando che, rispetto a quello stanziato nel 2018, mancherebbero all’appello 77 milioni di euro, passando da un miliardo 592 milioni al miliardo e 514 milioni previsto per il 2020. Per questo, a conferma dei sui calcoli, ha chiesto all’assessora Segnana, che comunque ha negato questo calo, una tabella con i dati del 2019.

 

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Agricoltura, soldi per combattere le emergenze fitosanitarie.

L’assessora all’agricoltura e alle foreste, Luisa Zanotelli, sempre in Prima commissione, oggi pomeriggio, ha ripercorso i punti salienti del suo assessorato contenuti nella manovra 2020. Ai primi posti gli interventi per i rinnovi varietali nel campo della melicoltura che, ha ricordato, vanno incontro alle esigenze espresse dal settore e che vanno a favore dell’ambiente e della competitività delle aziende agricole. Secondo, la lotta a fitopatie, in particoltar modo alla cimice asiatica con un incremento di risorse per il consorzio di difesa. Risorse sono previste per l’olivicoltura, colpita da una grave crisi, anche se si attende la fine della raccolta per avere i dati completi dei danni. La manovra inoltre prevede interventi per la zootecnia, sul capitolo dell’acqua anche a fronte delle richieste di nuovi sistemi e alla sperimentazione avviata dal Mach e interventi per i sistemi antibrina. Per ciò che riguarda le foreste continua i lavoro per i danni provocati dalla tempesta Vaia e sono confermati i finanziamenti per i programmi di intervento dei Bacini montani. Attenzione viene riservata su piano dei finanziamenti, in particolare dei giovani contadini, in una fase di transizione della Pac europea, con Cassa Trentino e Coperfidi per mettere in atto strumenti che vanno oltre quelli previsti dal Psr e dalla legge 4. Continua, infine, ha ricordato l’assessora Zanotelli, il programma per valorizzazione dei prodotti trentini.

Michele Dallapiccola (Patt) ha chiesto quali siano i budget per queste iniziative. Domanda alla quale l’assessora ha risposto affermando che per i rinnovi varietali sono previsti nel 2020 2,8 milioni; 5 milioni per i rischio legato alle fitopatie; 4 milioni e 300 mila euro per l’indennità compensativa del Psr; due milioni per la valorizzazione dei prodotti locali; 500 mila euro per la Pei, cioè l’innovazione; 300 mila per l’olivicoltura; un milione per i sistemi irrigui.

Commercio. de Bertoldi (FdI): FdI vicini a ambulanti. Governo sostiene RdC e minaccia italiani che lavorano.

“Al convegno nazionale organizzato a Firenze da Assisidea, l’associazione degli operatori del commercio ambulante, ho portato il sostegno di Fratelli d’Italia alla loro battaglia per la difesa del lavoro e della dignità delle proprie aziende.

La categoria è infatti minacciata, come gran parte delle partite Iva italiane, da una manovra economica del governo rossogiallo, che non solo non investe nell’impresa, ma addirittura penalizza con tasse, balzelli e difficoltà operative il lavoro degli imprenditori.

In particolare, ho ribadito l’assurdità di prevedere il registratore telematico, la lotteria degli scontrini come pure l’obbligo di pagamento elettronico per gli operatori ambulanti, che ovviamente non dispongono di connessioni appropriate e necessitano di tempi rapidi per operare.

La categoria, che ha oggi dichiarato lo stato di agitazione nazionale, merita rispetto e sicuramente noi ci impegneremo per sostenere la loro proposta di modifica fiscale, basata sulla tassazione forfettaria rapportata al numero e alla qualità delle concessioni possedute. Ciò darebbe certezze al commercio ambulante, ed oltre tutto garantirebbe loro una giusta concorrenza di fronte a quegli operatori, purtroppo soprattutto stranieri, che oggi continuano ad aprire e chiudere partita Iva per non pagare le imposte, e danneggiare gli imprenditori onesti.

Con tale sistema di tassazione legato alle concessioni, tale artificio non sarebbe infatti più possibile.

Purtroppo la Sinistra persevera invece nel sostenere i nullafacenti con il reddito di cittadinanza ed a minacciare gli Italiani con il tintinnio delle manette ai presunti evasori”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

Fondazione Caritro semaforo verde per il Programma pluriennale di attività: oltre 7 milioni nel 2020: “Fiducia ai giovani e sviluppo economico del territorio”.

Percorsi di eccellenza per giovani ricercatori, opportunità di rafforzamento delle collaborazioni e forme di contaminazione tra il sistema della ricerca e quello delle realtà produttive. E ancora il sostegno a progetti con potenziali ricadute per lo sviluppo del territorio e la promozione di incontri e dibattiti di alto livello sui temi di attualità. Queste alcune delle linee guida dei progetti che Fondazione Caritro intende realizzare nel corso del 2020 attraverso i finanziamenti dei diversi bandi che mettono complessivamente sul tavolo 7 milioni e 450 mila euro.

Semaforo verde del Comitato di indirizzo, guidato dalla Presidente Elena Tonezzer, al Programma pluriennale di attività 2020/22, che prevede di stanziare nel prossimo triennio 22 milioni e 150 mila euro in totale.

“Gli obiettivi sono diversi – commenta Mauro Bondi, Presidente di Fondazione Caritro – rafforzare la capacità di rispondere ai propri scopi di utilità sociale e sviluppo economico per migliorare la lettura e la comprensione delle dinamiche territoriali, ma anche implementare un processo organizzato di valorizzazione del patrimonio conoscitivo attraverso l’attività istituzionale”.

E in quest’ottica Fondazione Caritro intende accompagnare, affiancandoli, i soggetti beneficiari di finanziamento mediante un virtuoso sistema di monitoraggio in grado di rispondere alla duplice funzione di supporto alla realizzazione di singoli progetti e di ascolto incessante dei territori.

“In questo momento – dice Filippo Manfredi, Direttore Generale di Fondazione Caritro – siamo concentrati in particolare nell’analisi di due filoni di finanziamento pluriennale: quello del welfare generativo e dell’innovazione didattica. Qui dedichiamo energie all’impostazione di un metodo di lavoro strutturato che consenta di dare ulteriore impulso alle azioni programmate”.

Sono quattro le macro aree individuate quali “Ricerca scientifica e tecnologica”, che pesa per il 42% e 3 milioni e 130 mila euro, e “Arte, attività e beni culturali” (26%) per 1 milione e 970 mila euro. Spazio poi a “Volontariato, filantropia e beneficenza” (16%) per 1 milione e 220 mila euro, quindi “Educazione, istruzione e formazione” (16%) per 1 milione e 130 mila euro.

Una Fondazione sempre più aderente al territorio. “Negli ultimi 26 anni – evidenzia Bondi – abbiamo cambiato veste e ci siamo dotati di una struttura per il supporto al territorio, le erogazioni hanno sempre registrato un incremento positivo fino a raggiungere i 132 milioni dalla costituzione della Fondazione: la strada è tracciata e si prosegue in questo solco dalle ottime e interessanti ricadute”.

Diverse poi le novità operative. “Le richieste di contributo – spiega Manfredi – devono essere presentate sulla piattaforma digitale on-line bidirezionale, In cui il potenziale candidato può prendere visione di tempi, modalità, requisiti e documentazione necessaria”.

Sono quattro i bandi 2020 già pubblicati. “Scuola-territorio” nel settore istruzione per 200 mila euro e la scadenza delle domande è fissato per il 10 febbraio prossimo, quindi 150 mila euro per il “Primo bando quadrimestrale” in cultura, le cui candidature devono arrivare entro il 20 gennaio.

Il “bando annuale” in cultura stanzia, invece, 400 mila euro (scadenza 28 gennaio), mentre entro il 30 gennaio si può fare domanda per il “Bando annuale produzioni culturali” che vede un finanziamento complessivo di 250 mila euro.

I programmi prevedono inoltre la sperimentazione di forme di innovazione sociale, ma anche la co-progettazione di interventi pluriennali di welfare generativo in grado di coinvolgere molteplici attori pubblici e privati della comunità, senza dimenticare il sostegno a progetti nazionali per contrastare la povertà educativa minorile stimolando in particolare la partecipazione attiva e propositiva anche delle realtà del territorio.

Sono in concreto davvero tante le iniziative portate avanti da Fondazione Caritro, anche in progetti accordi di partnership con importanti istituzioni del territorio come l’Università degli Studi di Trento oppure nel recente accordo rinnovato con diversi attori del Terzo settore e le associazioni di categoria oltre alla partnership con l’Ordine degli avvocati di Trento e quello di Rovereto in favore delle persone più fragili e deboli del tessuto sociale.

Questo pomeriggio la riunione della sala operativa. Attese ulteriori precipitazioni. Maltempo, dalla serata di oggi, lunedì 18 novembre, sono attese ulteriori precipitazioni. Interesseranno tutto il territorio provinciale fino al tardo pomeriggio-sera di domani. I valori di precipitazione cumulata attesi per le prossime 24-30 ore sono mediamente compresi tra 20 e 40 millimetri. Le nevicate sono previste inizialmente oltre i 1000 metri circa, anche se nella notte potrebbero localmente scendere fino a 600 metri circa, ma il limite della neve tenderà a risalire nel corso della giornata di domani.

Il manto nevoso rimane per lo più instabile alle quote medio-alte, con fenomeni di scivolamento di media estensione. Per quanto riguarda la viabilità da segnalare il divieto di transito per autotreni e autoarticolati da Carbonare di Folgaria a Lastebasse. Per fare il punto della situazione (meteo, viabilità, corsi d’acqua e bacini, dighe, tenuta dal punto di vista geologico, interventi di emergenza) si è riunita questo pomeriggio presso la caserma dei Vigili del Fuoco permanenti di Trento, la sala operativa della Protezione Civile, alla presenza del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e del Commissario del Governo Sandro Lombardi, che si è congratulato con tutte le componenti intervenute per l’apporto assicurato e finalizzato a prevenire disagi alla popolazione. Dalla riunione è uscito anche l’invito rivolto alla popolazione di utilizzare il numero 112 per le emergenze e non per chiedere informazioni.

 

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Condizioni meteo

Nelle 24 ore di domenica 17 sono caduti in media dai 40 ai 70 millimetri di pioggia con valori attorno ai 100 millimetri in Primiero ed un massimo di 142 millimetri a Passo Cereda.

La quota delle nevicate è stata molto irregolare sul territorio e nell’arco della giornata passando dai 500 metri sui settori occidentali al mattino, ai 2000 metri nel pomeriggio ad est.

Nelle ultime 24 ore le precipitazioni cumulate sono state in media comprese tra 5 e 15 millimetri, caduti quasi interamente nel pomeriggio-sera di domenica.

Dalla serata di oggi, lunedì 18, sono attese ulteriori precipitazioni a partire dai settori meridionali, che interesseranno tutto il territorio provinciale fino al tardo pomeriggio-sera di martedì 19 novembre, quando sono previste in esaurimento.

I valori di precipitazione cumulata attesi per le prossime 24-30 ore sono mediamente compresi tra 20 e 40 millimetri, con i valori più elevati sui settori meridionali ove, localmente, potrebbero anche essere superati i 50 millimetri.

Le nevicate sono previste inizialmente oltre i 1000 metri circa, anche se nella notte potrebbero localmente scendere fino a 600 metri circa, ma il limite della neve tenderà a risalire nel corso della giornata di martedì, in particolare sui settori meridionali, oltre i 1500 metri circa.

A fine evento gli apporti di neve fresca potranno raggiungere i 20-40 centimetri sui rilievi prealpini oltre i 1500 metri, mentre sui settori più settentrionali e a quote più basse i cumulati saranno generalmente inferiori.

Mercoledì non sono previste ulteriori precipitazioni, mentre giovedì non si esclude la possibilità qualche sporadica debole precipitazione isolata.

 

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Reticolo idrografico

Alle 20.15 di ieri è stato chiuso il servizio di piena per il fiume Brenta, il torrente Cismon e per il fiume Leno. Sempre nella giornata di ieri è stata disposta la chiusura degli scarichi delle tre dighe (Stramentizzo, Val Noana e San Colombano) utilizzate per ridurre le portate transitanti a valle delle stesse. Al momento tutti i corsi d’acqua principali registrano sostanzialmente livelli inferiori alla prima soglia di attenzione. Con riferimento alla precipitazione prevista saranno possibili superamenti della prima soglia.

 

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Valanghe

Nelle ultime 24 ore la situazione valanghiva è rimasta generalmente invariata, il manto nevoso rimane per lo più instabile alle quote medio-alte con fenomeni di scivolamento di media estensione; laddove gli spessori risultano maggiori si sono formate numerose fessurazioni (bocche di balena) che per ora non hanno però generato eventi rilevanti. Le nevicate di domani potranno dar luogo a scivolamenti superficiali e comunque a sovraccarico del manto esistente; l’eventuale presenza di ulteriori piogge (poco probabili a quote elevate) soprattutto in corrispondenza delle aree con bocche di balena, potrà favorire scivolamenti di medio-grandi dimensioni.

 

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Situazione della viabilità alle 16.30

Strade sett 1 – ALTA VALSUGANA

Strade percorribili senza problematiche di rilievo. Chiusa la S.P. 108 di Centa S. Nicolò a valle dell’abitato di Centa per frana. Si segnala la formazione di buche sulla SS 47.

Strade sett 4 – TRENTO – MONTE BONDONE – PAGANELLA

Chiusa la bretella di svincolo di Trento Est-Ponte Alto SS 47 direzione Trento per smottamento e chiusa la ex-SS47 delle Laste dalla rotatoria di San Donà alla rotatoria di Ponte Alto (provenendo da Trento, Pergine Valsugana è raggiungibile solo utilizzando la galleria di Martignano, in senso opposto provenendo da Pergine Valsugana direzione obbligatoria verso Trento Nord). Questa chiusura permarrà almeno fino a mercoledì. A causa di questa chiusura i mezzi che trasportano materiali infiammabili lungo la SS 47 sono stati deviati nella galleria di Martignano in deroga al divieto.

Sono chiuse, per pericolo caduta piante:

la SP 25 di Garniga da Garniga Vecchia a loc. Viote;

la SP 64 di Fai da loc. Santel ad Andalo;

SP 131 in direzione Verla da Maso Roncador a Ville di Giovoper frana.

Si rammenta le chiusure stagionali della SP 3 del Monte Baldo da loc. San Valentino a confine di provincia e della SP 138 del Passo della Borcola da loc. Incapo a Terragnolo. Le altre strade percorribili senza problematiche di rilievo.

 

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Strade sett 8 – VALLAGARINA E ALTOPIANO DI FOLGARIA

Non sono segnalati problemi significativi alla rete stradale di questa zona.

 

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Strade sett 5 – VAL DI NON E SOLE

A seguito delle abbondanti precipitazioni nevose che hanno interessato l’intera val di Sole e buona parte della val di Non fino a quote anche inferiori ai 400 m nelle giornate di sabato e domenica, sono ancora in attività alcuni cantieri per il taglio e la messa in sicurezza delle piante che risultano in condizioni di precario equilibrio, lungo alcune arterie viarie della valle di Non e della Val di Sole. Sono inoltre stati avviati alcuni lavori per la sistemazione di frane e smottamenti puntuali registrate lungo alcune tratte stradali in alta val di Non.

Al momento sono chiuse per pericolo caduta piante e per consentire il taglio delle piante instabili le seguenti arterie:

– ex S.S. 43 tra intersezione con la S.P. 73 a Moncovo e località Sabino,

– S.P. 28 dir Frari tra innesto sulla S.P. 28 di Tregiovo ed il confine con la provincia di Bolzano.

Inoltre è chiusa per pericolo caduta sassi e piante la S.P. 14 di Tovel dal km 1,600 a fine strada (lato Lago di Tovel).

E’ chiusa per pericolo slavine la S.S. 42 nel tratto tra Vermiglio e P. Tonale.

Per pericolo valanghe rimane chiusa la S.P. 141 dir Montes. Su questa strada è consentito il transito solo nelle fasce orarie: 07:00-08:30, 12:00-13:30 e 18:00-19:00 sotto la sorveglianza dei Vigili del Fuoco volontari.

Si segnala inoltre la chiusura per pericolo valanghe della S.S. 42 tra P. Mendola e Appiano, in provincia di Bolzano.

 

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Strade sett 6 – VALLI GIUDICARIE – VAL RENDENA

Al momento non si registrano anomalie di rilievo sulle strade di questa zona, salvo qualche puntuale restringimento per smottamenti localizzati.

 

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Strade sett 7 – ZONA ALTO GARDA, VAL DI LEDRO E VAL DI GRESTA

Non sono segnalate criticità per le strade di questo Settore.

 

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Strade sett 2 – BASSA VALSUGANA E PRIMIERO

Permangono le chiusure di :

– Passo Rolle per pericolo valanghe da San Martino di Castrozza a Passo Rolle loc. parcheggi Segantini.

– Chiuso passo Broccon lato primiero per lavori di esbosco piante;

– chiusura stagionale della S.P.31 del Passo Manghen da località Baessa (km 15+500) a località Ponte Stua nel Comune di Castello-Molina di Fiemme (km 32+500).

Chiusa la :

– SP 79 al km 3+650 nel comune di Imer nei pressi della località Gobbera per cedimento di un muro in sassi;

– SP 239 dir al km 4+700 per frana in località Berni;

– SP 79, già chiusa per esbosco, due frane di cui una monitorata dal S. Geologico della PAT al 17+100 e 19+200.

Limitazioni al transito:

– SP 60 dir nei pressi di Castel Ivano SUA per piccolo scodella mento;

– SP 78 nei pressi abitato di Tomaselli di Strigno frana, sistemata nella serata di ieri con deviazione in loco;

– SP 39 di Samone restringimento di carreggiata per cedimento della banchina;

– SP 65 in loc. Montebello km 4+700 circa SUA per frana;

Si segnala la formazione generalizzata di buche lungo tutta la SS 47 (inserito sui PMV messaggi informativi).

 

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Strade sett 3 – VALLI DI FIEMME E FASSA

Precipitazioni assenti.

Permangono le chiusure di

– Passo Pordoi e Passo Sella dalla fine del centro abitato di Canazei;

– Passo Costalunga e passo Lavazé chiusi sul lato della provincia di Bolzano entrambi raggiungibili dal territorio trentino;

– passo Fedaia nel tratto ricompreso località malga Ciapela in territorio Bellunese e la località Penia km 4+050 per pericolo valanghe;

– Chiusa la SP 102 delle piramidi per pericolo caduta massi;

– Circonvallazione di Predazzo con deviazione all’interno del centro abitato.

Strade di montagna percorribili con attrezzatura da neve.

Traffico molto contenuto.

Colata detritica sulla SP 71 al km 38+200 nella giornata di ieri, situazione ripristinata.

Colata detritica sulla SP 31 del passo Manghen in località Zochi al km 34+240;

Cedimento della banchina sulla SP 126 prima dell’abitato di Carano nei pressi dell’intersezione con la strada comunale per il villaggio Veronza.

Divieto di transito per autotreni e autoarticolati da Carbonare di Folgaria a Lastebasse.

Dalle 19.00 di oggi, lunedì 18 novembre, fino a cessata allerta, è stato istituito il divieto di transito, per automezzi pesanti complessi (autotreni e autoarticolati) con massa a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate, sulla statale 350 di Folgaria e Val D’Astico, da Carbonare di Folgaria (chilometro 19,468) fino a Lastebasse, confine provinciale (chilometro 27,507).

Il provvedimento, che porta la firma del dirigente del Servizio Gestione Strade, è stato assunto, in previsione di possibili nuove precipitazioni, per evitare che mezzi ingombranti, che dovessero fermarsi a causa della neve, possano bloccare il traffico.

E’ stato assunto in accordo fra la Provincia, i Comuni interessati e il Commissariato del Governo. La decisione è stata comunicata anche ai Comuni del versante veneto.

Sul sito www.iene.it l’anticipazione video del nuovo servizio di Gaston Zama su Enrico, detto “Chico” Forti, l’uomo che nel 2000 fu condannato negli Stati Uniti all’ergastolo per omicidio. Secondo il movimento di opinione che in Italia chiede la revisione del processo, la condanna sarebbe stata pronunciata in assenza del movente e delle prove.

Qui di seguito il link del video:

Il servizio completo andrà in onda nella puntata di domani de LE IENE SHOW in prima serata su Italia1. Conducono Alessia Marcuzzi e Nicola Savino con la Gialappa’s Band.

100 classi sulla neve: da gennaio i corsi di sci e snowboard con le scuole. L’assessore Failoni: “Possiamo fare in modo che i ragazzi trentini che vivono nella provincia più sportiva d’Italia tornino a sciare”.

Nelle scuole trentine entra un nuovo alfabeto: inizia con la lettera “s” come sci, o come snowboard, ed a sperimentarlo, in attesa di essere adottato su larga scala, sono cento classi di scuola primaria. A proporlo alle famiglie trentine sono il Coordinamento attività sportive del Servizio Istruzione e l’ufficio Attività sportive del Servizio Turismo e Sport della Provincia assieme alla FISI del Trentino, il CONI, il Collegio maestri di sci del Trentino e 6 stazioni sciistiche.

L’iniziativa di “alfabetizzazione sportiva” si chiama “100 classi sulla neve” ed è stata presentata stamane nel palazzo della Provincia. Ad illustrarne i contenuti l’assessore allo sport e turismo Roberto Failoni, il dirigente generale del Servizio Istruzione, il presidente FISI Tiziano Mellarini, la presidente del CONI del Trentino Paola Mora, il presidente dei Maestri di sci Mario Panizza. Sci alpino, snowboard e sci nordico le discipline dei corsi ai quali i ragazzi potranno partecipare tramite le proprie scuole. Grazie alla compartecipazione alla spesa da parte della Provincia, il costo a carico delle famiglie sarà di 70 Euro, che si riducono a 45 se già in possesso di skipass. L’assessore Failoni: “Possiamo fare in modo che i ragazzi trentini che vivono nella provincia più sportiva d’Italia tornino a sciare”.

Il progetto “Alfabetizzazione sportiva” nasce nel 2014, sulla scia dell’inserimento dell’insegnante di educazione fisica nelle classi quinte di scuola primaria, percorso sperimentale, unico in Italia, che ha portato oggi al consolidamento in organico degli insegnanti. Si propone di incentivare nella maniera più appropriata l’attività motoria, delineando un percorso di attività pre-sportiva, da sperimentare durante l’intero corso dell’anno, che ampli ed integri le attività motorie già pianificate; prevede contenuti multidisciplinari (Promosport) e disciplinari (Promocalcio, Promohandball e Promovolley).

A queste attività, già fortemente partecipate, va ad aggiungersi da quest’anno l’iniziativa “100 classi sulla neve”, che ha l’obiettivo di favorire un approccio “scolastico” alle discipline sportive della neve con il conseguente inserimento nel circuito delle società sportive dei vari territori.

Prevede 5 uscite pomeridiane, in una giornata a scelta dell’Istituto, a partire dalla terza settimana di gennaio (lunedì 13) fino alla terza settimana di febbraio (venerdì 14); sono stati coinvolti gli Istituti afferenti alle stazioni sciistiche di Monte Bondone, Folgaria, San Valentino, Panarotta, Passo Brocon e Paganella, con l’intento di estendere l’iniziativa, negli anni a venire, alle altre località sciistiche della provincia. Il monitoraggio dell’attività consentirà di valutare la possibilità di estendere l’iniziativa, negli anni futuri, alle classi terze e quarte di scuola primaria, già interessate dal progetto del CONI “Scuola e Sport”.

Questa iniziativa, progettata dal Coordinamento Attività Sportive del Servizio Istruzione, è stata resa possibile grazie all’intervento finanziario del Servizio Turismo e Sport (Sport di Cittadinanza) e sarà realizzata grazie alla collaborazione del Comitato trentino FISI.

Il trasporto, con luogo di ritrovo indicato dall’Istituto, inizierà di norma alle ore 13-13,15 per poter raggiungere la stazione sciistica di prossimità entro le ore 14 circa. Le lezioni quotidiane, di 2 ore, inizieranno alle 14,30 per concludersi alle 16,30, con rientro previsto entro le ore 17,30-17,45.

“In passato è stato fatto molto in Trentino per avvicinare i giovani allo sport – ha affermato l’assessore Failoni – ma possiamo fare di più facendo in modo che i ragazzi trentini che vivono nella provincia più sportiva d’Italia tornino a sciare, in controtendenza rispetto al calo che tale disciplina ha segnato negli ultimi anni. La Provincia ha voluto sostenere questa iniziativa: non sarebbe stato giusto prevederne la gratuità perché non si sarebbe altrimenti dato valore a ciò che si fa, ma aiutiamo le famiglie compartecipando alla spesa.

L’iniziativa è sperimentale e coinvolge gli alunni delle quinte classi ma contiamo di estenderla nei prossimi anni anche ai ragazzi delle classi quarte e terze. Con questi progetti possiamo immaginare di far tornare la voglia ai giovanissimi di fare sport, in una terra quale la nostra è davvero un peccato vedere i nostri ragazzi che non praticano lo sci”.

“Abbiamo la necessità di arricchire il nostro capitale umano nelle discipline sportive invernali” ha affermato il presidente della FISI Mellarini “per fare in modo che lo sci trentino continui ad essere protagonista del panorama nazionale e internazionale, impegno della FISI è quello di preparare i giovani e la scuola ha un ruolo importante”.

“Sport ed educazione sono un binomio costante nella storia della scuola” ha aggiunto la presidente del CONI Paola Mora, mentre Mario Panizza (Collegio maestri di sci) ha espresso l’auspicio che il progetto, ora sperimentale, possa diventare definitivo e permanente con il coinvolgimento di un maggior numero di classi e di un numero di ragazzi, oltre i circa 600 ora ipotizzati.

Provincia di Trento: la migliore di Italia! Il quotidiano ITALIA OGGI ha pubblicato ieri, 17.11.2019, la classifica delle province italiane, classifica relativa alla qualità della vita.

Italia Oggi e l’Università La Sapienza di Roma hanno stilato la classifica annuale delle province italiane. La Provincia Autonoma di Trento ha conquistato il primo posto nell’anno 2019 (su totale di 107 province), dopo il secondo posto del 2018 e del 2017 (in entrambi gli anni, su 110 province totali). Direi che i trentini possono essere fieri di questo risultato. Il “distacco” sul secondo classificato (provincia di Pordenone) è notevole (112,35 punti), se si considera che nel 2018 Bolzano si classificò al primo posto con 2,27 punti in più rispetto a Trento. Per l’anno 2019, quindi, ottimo risultato!

Vi sono però alcuni ambiti che vanno di certo migliorati. Relativamente a “REATI E SICUREZZA” la Provincia Autonoma di Trento si piazza “solo” al 26esimo posto su un totale di 107 province: viene considerato BUONO il presidio della sicurezza, ma ci si aspettava un risultato decisamente migliore rispetto agli anni precedenti (27esimo posto nel 2017, 24esimo posto nel 2018), anche in virtù del cambiamento di governo provinciale avvenuto ad ottobre 2018.

Fanno specie le 9,46 violenze sessuali per 100.000 abitanti (89esimo posto), i 126.10 scippi e borseggio ogni 100.000 abitanti (54esimo posto), i 296,71 furti in appartamento ogni 100.000 abitanti (53esimo posto), le 258,14 truffe e frodi informatiche ogni 100.000 abitanti (55esimo posto). Sul tema della sicurezza, quindi, è vero che la situazione è definita “buona”, ma c’è molto da fare per poter arrivare ai risultati eccellenti di alcune province del Nord Est (vedi, ad esempio, Pordenone, Treviso, Vicenza, Rovigo e Belluno).

Guardando alla classifica del “SISTEMA SALUTE” occorre scorrere molte province prima di trovare TRENTO: la Provincia Autonoma di Trento si piazza al 91esimo posto su 107 province. Siamo passati da 65esimo posto del 2018 al 91esimo posto: come mai? La nostra provincia viene definita insufficiente. E’ ben vero che l’articolo evidenzia che il “piazzamento della Provincia Autonoma di Trento potrebbe essere determinato da lacune nel sistema informativo del ministero della salute”, ma è anche vero che il Nord Est è la zona di Italia più rappresentata per sistema salute scarso o insufficiente (ben 6 province). C’è quindi da lavorare molto per raggiungere risultati accettabili.

Anche la classifica sul “TENORE DI VITA” lascia un po’ perplessi, in quanto vede la Provincia Autonoma di Trento solo al 29esimo posto, rispetto alla Provincia Autonoma di Bolzano che si piazza al 13esimo posto. Fattori che influenzano il piazzamento accettabile (non buono) della Provincia Autonoma di Trento sono la RETRIBUZIONE MEDIA ANNUA DEI LAVORATORI DIPENDENTI (40esimo posto, rispetto al 18esimo posto di Bolzano), la RICCHEZZA PATRIMONIALE PRO CAPITE (29esimo posto, rispetto all’11esimo di Bolzano), il PREZZO AL MQ APPARTAMENTO NUOVO IN ZONA SEMICENTRALE (97esimo posto con 2.428/mq). Questa classifica evidenzia comunque una divisione dell’Italia in 2: da un lato il NORD (dalla Toscana in su) con tutte le province in zona ACCETTABILE e BUONA, dall’altro lato il CENTRO (tra il Lazio e la Campania, compresa la Sardegna) con tutte le province in zona SCARSA, salvo un paio di eccezioni, dall’altro lato ancora il SUD, con tutte le province in zone SCARSA ed INSUFFICIENTE.

La statistica evidenzia alcuni aspetti, in realtà già noti. Il NORD EST è una delle zone trainanti dell’intero paese; assieme a Emilia-Romagna e Lombardia, il Nord Est spicca con quasi tutte le provincie in zona BUONA. L’altro aspetto, ahimè negativo, è la differenza tra NORD e SUD. Se il NORD è quasi esclusivamente in zona BUONA ed ACCETTABILE, il SUD e ISOLE è quasi esclusivamente in zona SCARSA ed INSUFFICIENTE.

Questo risultato del 2019 va in linea con quello degli anni precedenti, anzi, migliora al NORD e peggiora in qualche provincia del SUD e ISOLE. Cambiano i governi, ma il problema dell’Italia non cambierà mai: il divario tra NORD e SUD c’è, esiste ed esisterà nel futuro fino a quando qualche governo non metterà in piedi manovre serie di rilancio e di omogeneità con le altre zone d’Italia.

 

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Lorenzo Rizzoli

Rete provinciale delle cure intermedie, sperimentazione anche ad Ala. Nel corso del 2020 sarà attivato un nucleo di 10 posti letto presso il presidio socio-sanitario di Ala.

La rete provinciale delle cure intermedie si amplierà a breve di ulteriori 10 posti letto che verranno attivati, nei primi mesi del 2020, nel presidio socio-sanitario di Ala. Lo ha stabilito nei giorni scorsi la Giunta provinciale, su indicazione dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana che spiega: “Le cure intermedie svolgono un ruolo fondamentale di collegamento fra il ricovero ospedaliero e l’assistenza domiciliare, ci consentono di gestire al meglio le situazioni di fragilità e di cronicità, di sviluppare l’autonomia, la stessa autocura del paziente e della rete familiare, nonché la predisposizione del domicilio. In questo senso diventa fondamentale poter contare su una vera e propria rete provinciale di cure intermedie, non tanto costruendo nuovi luoghi di cura quando individuando soluzioni in strutture esistenti, con particolare attenzione naturalmente alle zone periferiche. E il presidio di Ala è strategico perché ci consente di avvicinare i pazienti della Vallagarina al loro domicilio”.

Le Cure Intermedie sono strutture a bassa intensità di cura, gestite dai servizi territoriali, a prevalente gestione infermieristica, con valenza assistenziale e riabilitativa estensiva. Esse hanno tra gli obiettivi il recupero della stabilità clinico-assistenziale, lo sviluppo delle capacità di autocura del paziente e della rete familiare e la predisposizione del domicilio per il rientro a casa in sicurezza del paziente, prevalentemente anziano e fragile, dopo un ricovero in ospedale per acuti.

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