Stefania Gaiotto, produttrice di frutta biologica, mais e allevatrice di galline e polli da carne di Civezzano; Stefania Lusuardi produttrice di ortaggi, piante officinali ed esperta in agricoltura sinergica di Monte Terlago e Nadia Laura Pitto, coltivatrice di cereali e piante officinali, nonché animatrice di un agriturismo con casa sugli alberi in val di Fassa sono le vincitrici della prima edizione del premio “Donne e agricoltura per la nostra terra trentina”.

La premiazione è avvenuta questa sera presso la sala del Vigilianum a Trento alla presenza dell’Arcivescovo Monsignor Lauro Tisi.

Il premio nasce da un’idea del Coordinamento Donne delle Acli Trentine ed ha come finalità costitutiva quella di promuovere e valorizzare il pensiero e le esperienze della donna; di sostenere iniziative e attività per promuovere la partecipazione della donna con ruoli di responsabilità nella società civile e nel mondo del lavoro.

La proposta è stata condivisa con l’Arcidiocesi di Trento che è attenta al mondo del sociale, agli immigrati e alla convivenza tra i popoli, le problematiche legate al mondo del lavoro e della custodia del creato, alla parità di genere e al ruolo della donna nel territorio trentino.

L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con: FEM, CSV Trentino, Acli Terra e Fap Acli.
Alla prima edizione hanno partecipato ben 17 donne provenienti da altrettante aziende agricole dove si sono consolidate esperienze innovative legate ad un’agricoltura coerente con il modello alpino di produzione, attenta alla sana alimentazione e all’accoglienza in azienda tramite il diretto coinvolgimento del consumatore-utente e del turista.

Monsignor Tisi ha ricordato la visione e la “capacità di futuro” di cui sono portatrici queste esperienze femminili auspicando che analoghe energie e valori entrino a pieno titolo anche nella società e nella Chiesa.

Alle vincitrici è stato consegnato un premio di 2.000 (duemila) euro ciascuna al quale si è aggiunto un assegno di 500 euro da parte di Pensplan con l’apertura delle rispettive posizioni relative alla previdenza integrativa.

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Nella foto – da destra –
Donatella Lucian, Responsabile Coordinamento Donne Acli
Stefania Lusuardi, Stefania Gaiotto e Nadia Laura Pitto

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha presieduto oggi, al Palazzo del Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa.

Alla riunione hanno partecipato: il Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Giuseppe Conte; il Ministro dell’Interno, Dott.ssa Luciana Lamorgese; il Ministro dello Sviluppo Economico, Sen. Stefano Patuanelli; il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Luigi Di Maio; il Ministro della Difesa, On. Lorenzo Guerini; il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Prof. Roberto Gualtieri; il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Enzo Vecciarelli.

Hanno altresì presenziato il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, On. Riccardo Fraccaro; il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Dott. Ugo Zampetti; il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa,
Gen. Rolando Mosca Moschini.

Il Consiglio ha fatto un punto di situazione sulle principali aree di crisi, con particolare riguardo all’area del Mediterraneo e del Medioriente, e sulla presenza delle Forze Armate nei diversi Teatri Operativi.

Anche il recente attacco al nostro contingente in Iraq conferma che il terrorismo transnazionale resta la principale minaccia per l’Italia e per tutta la Comunità Internazionale. È necessario continuare a garantire la nostra presenza nelle principali aree di instabilità e contribuire con decisione alle strategie tese a sviluppare un efficace sistema di contrasto comune al fenomeno.

Con riferimento alla complessa situazione in Siria, il Consiglio ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze di carattere umanitario e di sicurezza. L’Italia conferma il proprio impegno nelle iniziative volte a preservare una solida coesione tra gli alleati e ad evitare di disperdere gli importanti successi conseguiti nella lotta alle organizzazioni terroristiche in quell’area.

L’innalzamento della tensione in Medioriente sta raggiungendo livelli preoccupanti. L’Italia sostiene gli sforzi della Comunità Internazionale volti ad evitare il deterioramento degli equilibri regionali.

In Libia, il confronto tra le fazioni in lotta sembra destinato a protrarsi con sempre più gravi conseguenze sulla situazione sociale e di sicurezza del Paese. Il Consiglio ha analizzato le azioni diplomatiche in atto, le posizioni degli attori locali e internazionali, ribadendo la necessità di superare le criticità che impediscono la ripresa del dialogo.

 

In Afghanistan, i tentativi di negoziato tra le parti e il processo elettorale non stanno producendo risultati significativi. Le distanze che caratterizzano le rispettive posizioni stanno minando ulteriormente il fragile assetto sociale e il sistema istituzionale del Paese. Il Consiglio ha confermato la necessità di seguire attentamente gli sviluppi di situazione e di assumere decisioni in stretto coordinamento con gli Alleati e il Governo Afghano.

La NATO e l’Unione Europea costituiscono le fondamenta di uno stabile sistema cui l’Italia aderisce con convinzione. In un contesto di crescente competizione, il nostro Paese resta costantemente impegnato nella ricerca della più ampia convergenza e multilateralità delle politiche di sicurezza e difesa, continuando ad offrire un contributo determinante ed efficace alle operazioni e alle iniziative comuni.

Il Consiglio ha infine fatto il punto sul processo di riforma del comparto Difesa, ha ribadito la necessità di procedere speditamente nel processo di integrazione interforze e di attuare i programmi di investimento per garantire le capacità indispensabili per affrontare le sfide poste dall’attuale contesto internazionale. L’indeterminatezza del quadro strategico, la complessità della minaccia e dei domini nei quali essa si concretizza, richiedono una coerente e lungimirante politica di modernizzazione dello Strumento Militare.  La certezza e continuità delle risorse è fattore indispensabile per garantire una corretta programmazione e un’efficace sinergia con il comparto industriale nazionale.

 

Questa sera, a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35), Pinuccio si occupa di nuove strane “coincidenze” che ruotano attorno al concorso canoro Area Sanremo.

Nonostante quest’anno il regolamento di Area Sanremo prevedesse che le selezioni dovessero avvenire solo nella città del Festival, l’inviato di Striscia ha scoperto che in un altro concorso musicale (il Summer Day Contest di Fondi, Latina) al vincitore era garantito l’accesso diretto alle semifinali nazionali di Area Sanremo.

Inoltre, sia Massimo Cotto sia Gianni Testa, rispettivamente direttore artistico e giurato di Area Sanremo, facevano parte anche della giuria del Summer Day Contest e il vincitore del concorso è arrivato davvero alle semifinali nazionali di Area Sanremo.

Ma questa non è l’unica stranezza individuata da Pinuccio: da Area Sanremo dicono che il voto era palese e che le schede di valutazione saranno rese pubbliche, ma secondo il sito specializzato AllMusicItalia.it e alcuni concorrenti, le valutazioni sono state compilate… a matita!

Personale Ata – Ae. Necessarie tempestive azioni concrete. Di Fiore: “Dal rafforzamento degli organici al reclutamento. Un reclutamento che riparta dalla valorizzazione delle risorse interne.”

Confronto sulle varie tematiche del personale ATA. Si è tenuto nel pomeriggio di oggi, nel palazzo della Provincia – piazza Dante, l’atteso momento di confronto con l’Assessore all’Istruzione e cultura – dott. Mirko Bisesti ed il Dirigente Generale del Dipartimento – dott. Roberto Ceccato. Presente anche la responsabile dell’Ufficio reclutamento, dott.ssa Francesca Mussino. Molti i temi all’ordine del giorno: anche perché diversi sono gli impegni politici presi in passato, e rimasti senza concreta soluzione. La delegazione della UIL Scuola, composta da Beatrice Facchini e da Pietro Di Fiore – ed affiancata dalla delegazione della UIL FPL, si è seduta portando all’attenzione della Politica alcune richieste storiche della nostra Organizzazione.

L’incontro si è aperto con gli interventi dell’Amministrazione, proprio partendo dalla consapevolezza delle difficoltà che le Scuole stanno affrontando, sia in termini di reclutamento del personale, sia in termini di consolidamento delle necessarie competenze professionali.
Per queste ragioni, la parte pubblica si è impegnata a far partire in tempi brevi (e comunque utili all’inizio del prossimo anno scolastico) percorsi concorsuali per RAS e AAS. Per quest’ultima figura si tratterà di concertare le procedure per rendere esigibili le progressioni verticali. Resta sullo sfondo la necessità, dichiarata dal Dirigente Generale, di costruire forme di reclutamento nuove, non disgiunte da percorsi di formazione / aggiornamento in ingresso.
Cercando di sorvolare su questioni tecniche e di applicazione contrattuale, la UIL Scuola ha posto all’attenzione del decisore politico alcune questioni incontestabili e, per questa ragione, indifferibili dal punto vista delle soluzioni da individuare.

1. Vanno rivisti i parametri degli Organici di tutto il personale, a partire dai Collaboratori Scolastici. Organici che sono stati ridotti nel corso degli ultimi 5 – 10 anni, mentre nel contempo è aumentata la complessità delle prestazioni richieste: dalla iper – burocrazia alla custodia in attività di pre- e post- scuola, il lavoro del personale è notevolmente aumentato sia in termini di difficoltà, sia in termini di responsabilità civili e penali. È doveroso, ad esempio, osservare come molte scuole, popolate di classi su diversi piani, abbiano visto, nel corso degli anni, pesantemente ridotto il numero degli Ausiliari. Di Fiore: “Ci permettiamo di inviare al Dirigente generale alcune segnalazioni che ci sono pervenute da diverse zone della Provincia. Da Riva del Garda a Cembra a Trento. Occorre aumentare l’organico del Collaboratori Scolastici” .

2. I precari che lavorano da diversi anni, e che contribuiscono a farle funzionare, attendono con malcelata ansia la trasformazione a tempo indeterminato del loro contratto.
Al mantra dei concorsi pubblici selettivi, alla mantra delle commissioni “Torquemada”, UIL Scuola ha risposto ribadendo come sia, invece, possibile programmare azioni volte alla stabilizzazione che, attraverso percorsi di formazione, permettano di dare certezza lavorativa alle molte persone che lavorano con continuità nelle nostre Scuole.
Stiamo parlando di attivare forme di reclutamento del tipo corso – concorso.

Aggiornamento professionale congiuntamente a graduazione di titoli iniziali ed esiti del corso potrebbero legare legittime aspettative delle persone con l’immissione in ruolo di lavoratrici e lavoratori di sicura professionalità.
Rigettiamo la tesi che l’esperienza lavorativa maturata non abbia alcuna incidenza sulle competenze raggiunte e sulla qualità professionale acquisita.

3. Se si sono ascoltate le Scuole, nelle difficoltà incontrate ad inizio d’anno, allora si dovrà constatare come siano necessarie procedure concorsuali per tutte le diverse figure che popolano l’intero comparto ché: le segreterie debbono funzionare bene, l’attività didattica necessita di assistenza tecnica ed educativa di qualità; gli alunni hanno bisogno di vigilanza e di accoglienza.

4. Molte sono le persone che lavorano nelle nostre scuole con contratti frammentati e gestiti dall’esterno: chi ha voluto in passato progressive esternalizzazioni dovrebbe oggi dimostrare le importantissime economie raggiunte. A noi non pare ci siano state: non in maniera evidente.
Il costo per la collettività è aumentato, non diminuito. UIL Scuola chiede tempestive procedure di reclutamento del personale “assunto in convenzione”. Occorre restituire dignità salariale e lavorativa attraverso percorsi di “internalizzazione”. Medesima via è già stata decretata a livello nazionale.

Le richieste avanzate oggi dalla nostra Organizzazione sindacale, sembra abbiano colto nel segno: se non altro non è stato possibile affermare che fossero destituite di fondamento. L’Assessore Bisesti ci ha invitato ad inoltrare le diverse segnalazioni sulla carenza di organico. Non è volontà provinciale lasciare le scuole sguarnite di personale accogliente e pronto a vigilare sull’incolumità dei nostri ragazzi.

Un’ultima considerazione fuori busta. Mercoledì 13 alle ore 18.00, le Organizzazioni Sindacali sono state invitate dall’Assessore Bisesti, e forse alla presenza del Presidente Fugatti, per fare il punto sulla questione legata ai rinnovi contrattuali del personale della scuola.

UIL Scuola sottolinea, fin d’ora, come tutto il personale attenda un rinnovo contrattuale che sia momento di riconoscimento e di valorizzazione del lavoro svolto a Scuola. È necessario siano immediatamente stanziate – accantonate risorse per un rinnovo importante. Dignitoso.
Nel riconoscere a questa Amministrazione l’attribuzione ai docenti degli scatti di anzianità maturati, non possiamo non rilevare come il personale ATA abbia le progressioni bloccate, così come fermo è il tavolo negoziale volto a concertare applicazioni contrattuali condivise.
Non ci si venga a dire che mancano le risorse: ogni anno vi sono importanti quote di denaro che vengono spese all’interno del cosiddetto sistema educativo provinciale integrato. Non sono certo risorse economiche indirizzate alla Scuola Provinciale e/o a carattere statale, né ai suoi lavoratori.

UIL Scuola chiede si inizi, come atto di buona volontà, a riconoscere quantomeno l’indice IPCA a tutti i lavoratori. Gli stessi contratti vigenti prevedono sia riconosciuta, in tal senso, una Indennità di Vacanza Contrattuale. Si tratta di risorse che successivamente saranno riassorbite dal rinnovo contrattuale vero e proprio.

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SEGRETERIA REGIONALE UIL SCUOLA

Cippo di frontiera profanato, scatta la denuncia – Urzì: “Tacere sarebbe complice”. Il cippo di frontiera di Stato al Brennero trasformato da Suedtiroler Freiheit in un bidone di “rifiuti speciali”. E’ accaduto oggi al valico con l’Austria. E scatterà da parte nostra l’ennesima denuncia alla Procura della Repubblica per vilipendio dell’Italia.

Perché è vero che ormai queste provocazioni creano discredito ormai solo per chi le fa ma tacere sarebbe complice, e per questo reagiamo, cosa che altri ritengono superflua. Ma se perdiamo lo stimolo stesso ad indignarci perdiamo la nostra stessa identità. Questione irrinunciabile, dunque.

Orami si è trasformata in una patetica macchina delle provocazioni il movimento che fu di Eva Klotz, che pure nel suo delirio secessionista aveva uno stile di cui per paradosso abbiamo nostalgia.

La nuova classe dirigente sputa ogni giorno una nuova bestemmia offendendo la convivenza e i concittadini di lingua italiana e scade in un basso livello di offesa.
Il movimento si sta ponendo al di fuori di ogni regola costituzionale una volta assumendo atteggiamenti razzisti verso i medici di lingua italiana accusati di uccidere i pazienti, una volta inneggiando alla violenza fisica ed al terrorismo come metodo di lotta politica, una volta denigrando i simboli istituzionali (quale è un cippo di frontiera) in cui si riconosce la Nazione intera.

Non posso che rinnovare il mio appello ad isolare politicamente questo movimento di provocatori professionisti in attesa delle iniziative eventuali della magistratura.
Nessun credito deve essere più assegnato a Suedtiroler Freiheit nelle sedi istituzionali, basta strizzatine d’occhio o accondiscendenza verso le iniziative presentate, anche quelle apparentemente più ingenue nascondono sempre un messaggio “contro” e mai “per”, come l’ultima richiesta di introdurre in Alto Adige (sacrificando un’altra festa comandata, inizialmente si era detto quella della Repubblica, il 2 giugno) la festa del “papà” che guarda caso coincide però con il patrono del Tirolo.

Iniziativa per ora stoppata apprezzabilmente anche dalla medesima maggioranza politica provinciale a seguito delle nostre ferme proteste e l’invito a isolare e non inseguire il gruppo secessionista. Una moratoria che dovrà tenere per l’intera legislatura.

 

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In allegato foto tratta da Internet – Fonte Ansa

Alessandro Urzì
Consigliere regionale di Fratelli d’Italia
Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel cuore

Domani, martedì 12 novembre, su Italia1 in prima serata nuovo appuntamento con “Le Iene Show”. Conducono Alessia Marcuzzi e Nicola Savino con la Gialappa’s Band.

Tra i servizi della puntata:

un nuovo servizio di Gaston Zama sul caso Enrico, detto “Chico”, Forti, l’uomo che nel 2000 è stato condannato negli Stati Uniti all’ergastolo per omicidio. Il velista e imprenditore televisivo trentino, che sta attualmente scontando la sua pena in un carcere della Florida, si è sempre dichiarato innocente e vittima di un errore giudiziario. Nel servizio l’intervista telefonica in esclusiva in cui Chico ripercorrerà tutti i movimenti che hanno portato alla sua incarcerazione a vita.

Il tenore più famoso al mondo Andrea Bocelli e suo figlio Matteo sono i protagonisti dell’intervista doppia.

Grazie alla complicità della moglie, il pugile Clemente Russo è vittima dello scherzo di domani.

Puntata del 10 novembre. 10 nov | Canale 5 . Programma di approfondimento sui temi caldi dell’attualità, della politica, dell’economia, della cronaca ma anche quelli di costume e spettacolo.

 

LINK VIDEO

E’ in fase di collocazione l’Albero di Natale in piazza Duomo. Sono iniziate questo pomeriggio le operazioni di collocazione dell’albero di Natale in piazza Duomo a cura dell’Azienda forestale Trento – Sopramonte.

Si tratta di un abete proveniente dal Monte Bondone, gentilmente donato da un privato.

“Con le affermazioni rese a “Povera patria”, il signor Casaleggio ripropone una sua rassicurante lettura delle gravi carenze, sotto il profilo della sicurezza informatica, che contrassegnavano la piattaforma “Rousseau” prima dell’intervento del Garante per la Privacy.

Il tentativo di spostare, sul terreno dello scontro politico, un caso di obiettiva e non banale violazione delle leggi (pratica non esattamente nuovissima nello scenario della cronaca italiana), non meriterebbe, di per sé, alcun commento.

L’infondatezza delle accuse di “politicità” mosse all’azione del Garante è così palese che il provvedimento sanzionatorio non è stato impugnato e le sue prescrizioni, ottemperate, sono state espressamente definite utili a “migliorare la piattaforma” dallo stesso Casaleggio.

Valuterò l’opportunità di acquisire la registrazione dell’intervista per tutelare, in sede giudiziaria, i miei diritti e far valere il danno, così determinato, all’immagine dell’Autorità, i cui provvedimenti sono stati sempre improntati al solo obiettivo della corretta applicazione della legge.

Respingo, dunque, queste pretestuose affermazioni, nella ferma consapevolezza dell’indipendenza di giudizio, correttezza assoluta, massima garanzia che hanno sempre contrassegnato l’agire mio e quello del Collegio del Garante, in questi sette anni”.

Siglato nuovo Protocollo integrativo fra Provincia, Comune di Trento e RFI. Ferrovia del Brennero: una road map di 180 giorni per progettare gli interventi riguardanti la circonvallazione di Trento.

 

 

180 giorni: è il tempo previsto dall’ “Atto aggiuntivo al Protocollo d’intesa per la riqualificazione urbana della città di Trento intersecata dalla linea ferroviaria Verona-Brennero” siglato oggi pomeriggio dal presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, dal sindaco di Trento Alessandro Andreatta e dall’amministratore delegato di RFI spa Maurizio Gentile, per completare la progettazione preliminare del by-pass ferroviario della città capoluogo, inclusa la stazione provvisoria che verrà realizzata presso lo scalo Filzi.

L’atto di oggi segue il Protocollo siglato dalle parti nell’aprile 2018 e traccia una road map delle attività che RFI, Provincia e Comune sono chiamate a svolgere. RFI, in quanto Società incaricata di progettare e realizzare la nuova linea ferroviaria da Verona a Fortezza, parte integrante del corridoio europeo TEN-T Scandinavo-Mediterraneo, aggiornerà il progetto della circonvallazione ferroviaria di Trento, che prevede l’interramento (a circa 10 m. di profondità) della linea ferroviaria per un tratto di 2,4 km., grosso modo fra l’area della rotonda di Nassirya a Trento Nord e via Monte Baldo a Trento Sud, la realizzazione di un’ altra stazione sotterraneo allo scalo Filzi che fino a completamento dei lavori servirà sia il traffico merci che quello passeggeri e a regime solo quello delle merci (dopo l’ultimazione dei lavori quella di piazza Dante tornerà ad essere la stazione utilizzata per il trasporto passeggeri).

La Provincia di Trento ha invece il compito di ridefinire l’assetto del sistema ferroviario nel nodo di Trento, input essenziali per il piano urbano della mobilità, anche nelle sue interconnessioni con il resto del Trentino, a partire dalla Valsugana. Al Comune di Trento, infine, spetta la progettazione della riqualificazione della città. Di tutto questo si è parlato anche nell’incontro pubblico e nella successiva Tavola rotonda tenutesi nel palazzo della Provincia, a cui hanno preso parte, oltre ai firmatari del nuovo documento d’intesa, il responsabile della Direzione Investimenti di RFI Vincenzo Macello, il responsabile della Direzione Commerciale della società ferroviaria Christian Colaneri, i dirigenti generali della Provincia Raffaele De Col e Stefano De Vigili ed Ezio Facchin, già Commissario straordinario del Governo per le tratte d’accesso al tunnel del Brennero.

Si è parlato dunque di prospettive, investimenti e tempistiche dei futuri interventi ferroviari in provincia di Trento oggi nella sala Belli del palazzo della Provincia, presenti a Trento i vertici di RFI-Rete ferroviaria italiana spa. Il tema centrale è l’impegno di RFI ad ultimare, entro 180 giorni, la progettazione preliminare del by-pass ferroviario, inclusa la stazione provvisoria allo scalo Filzi. L’incontro ha costituito l’occasione per affrontare un ragionamento ad ampio spettro sul Corridoio del Brennero in termini di stato di avanzamento della progettazione e della realizzazione delle opere (Galleria di Base del Brennero, tratte d’accesso sud, terminal intermodale), degli obiettivi di trasporto che questa infrastruttura strategica sottende, di impegni e risorse.

Tra i temi anche le tratte d’accesso al tunnel del Brennero che interessano il Trentino e che comprendono l’intervento della circonvallazione di Rovereto, che assieme a quella di Trento rappresenta uno dei 4 Lotti prioritari della tratta Verona-Fortezza. Vi è l’impegno, tramite i lavori dell’Osservatorio per lo sviluppo del Corridoio del Brennero, di procedere nei prossimi mesi nello studio di possibili alternative ed ipotesi di tracciato per Rovereto così come per le tratte di collegamento (tra Trento e il confine con l’Alto Adige e da Trento verso i territori della Vallagarina).

Si è parlato infine di linea della Valsugana, per la quale sono previsti interventi di potenziamento per incrementarne l’efficienza e migliorare le connessioni con il Veneto. Al centro il progetto di elettrificazione del tratto trentino e il nuovo collegamento con il feltrino.

Nel corso della Tavola rotonda è stata ribadita la necessità di concordare una road map tra Provincia, RFI e Ministero delle infrastrutture e trasporti, con una chiara definizione del metodo di lavoro, al fine di giungere ad una progettazione condivisa, in accordo con i territori, dello stanziamento delle risorse, dei ruoli e delle tempistiche. Nella road map verranno inseriti tutti gli interventi ferroviari che interessano il Trentino: tratte d’accesso al tunnel del Brennero (lotti prioritari e lotti di collegamento), i collegamenti con il Veneto tramite l’elettrificazione della ferrovia della Valsugana e il proseguimento fino a Feltre, i collegamenti con l’Alto Garda e l‘ipotesi della ferrovia Rovereto-Riva, nonché le opere di ammodernamento delle infrastrutture esistenti (sottopasso ferroviario della stazione di Rovereto, nuova stazione a Calliano, riduzione passaggi a livello e quant’altro).

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