È fatto di chiaroscuri il rapporto dell’Unione Italiana delle Camere di Commercio pubblicato in questi giorni sulle previsioni dei nuovi profili occupazionali che saranno maggiormente richiesti nel quinquennio 2019-2023. Ma mentre le ombre sono fardelli noti e che ci riguardano come “sistema Paese”, ritardi che affaticano l’economia nazionale e che restituiscono la fotografia di un’Italia sempre più spaccata in due, le luci disegnano alcuni scenari di grande interesse e potenzialità per il Trentino e per alcune sue “punte avanzate”.

La crescita “sana” ossia quella legata alla nascita di nuove aziende ed alla espansione di quelle esistenti e che si tradurrà nei prossimi anni in circa 500mila posti di lavoro al netto dei subentri per pensionamento, si articolerà attraverso alcune aree di sviluppo dell’economia che il Trentino ha tutte le carte in regola per intercettare. Tra le competenze più richieste vi saranno quelle legate allo sviluppo della green economy, della meccatronica e più in generale riguarderanno l’ambito della transizione digitale.

Partendo da quest’ultima, il Trentino è la sede italiana dell’Istituto Europeo di Tecnologia (EIT-Digital). Creato nel 2008 dall’Unione europea per rafforzare la capacità d’innovazione del continente, l’istituto è rapidamente divenuto il punto di riferimento per organizzazioni pubbliche e private (grandi aziende, piccole e medie imprese, start-up innovative, istituti di ricerca e università) impegnate nell’affrontare le grandi sfide globali connesse alle nuove tecnologie digitali.

Forte di questo network – e grazie all’interazione costante con l’Università degli Studi di Trento, che del Sistema Trentino dell’Alta Formazione e Ricerca rappresenta il fiore all’occhiello e che è capace di interfacciarsi con efficacia e trasversalità in tutti gli ambiti provinciali della ricerca, della formazione e del technology transfer – il nodo di Trento rappresenta oggi uno degli attori chiave nella trasformazione digitale in Italia, ed affianca, anche sul nostro territorio, innovatori, studiosi e imprenditori.

In tema di economia verde, il Trentino può contare sull’incubatore pubblico specializzato del Progetto Manifattura. Una vera e propria “serra”, dove le startup sull’innovazione industriale nei settori dell’edilizia ecosostenibile, dell’energia rinnovabile, delle tecnologie per l’ambiente e della gestione delle risorse naturali possono avviare la propria esperienza imprenditoriale all’insegna dell’economia circolare in termini ambientali, sociali ed economici.

Un ambiente dunque che consente di affinare capacità, aggiornare servizi, fare rete, avere a disposizione assistenza tecnica e laboratori dedicati e che rappresenta oggi un punto di riferimento per il settore green-tech a livello internazionale, in grado di garantire attrattività imprenditoriale.

Sulla meccatronica c’è poi il Polo tecnologico di Rovereto. Uno spazio pensato e progettato per far dialogare e collaborare imprese, ricerca e formazione in un settore che, sempre secondo Unioncamere, sarà in gradi di assorbire da solo, nei prossimi cinque anni, quasi 70mila nuovi posti di lavoro a livello nazionale. I laboratori di prototipazione rapida gestiti da Trentino Sviluppo in collaborazione con Università e Fondazione Bruno Kessler sono il punto di partenza per sperimentare prodotti nuovi e più efficienti dando supporto anche alla filiera delle piccole e medie imprese specializzate che operano sul territorio.

Siamo dunque in parte già attrezzati per capitalizzare, in una fase di grande cambiamento, il vantaggio competitivo che deriva da scelte compiute con coraggio e lungimiranza. Il contrario di una politica intesa come somma di azioni di piccolo cabotaggio che mira prevalentemente a gestire il consenso e ad accontentare (all’apparenza) tutti.

Questo per dire che non è stato facile progettare il futuro dentro un tempo di crisi così come ci vuole poco per fermarsi, perdere la spinta all’innovazione ed iniziare la restaurazione.

Quello che la nuova Giunta provinciale si trova ora a gestire è un’eredità importante e il tempo per l’ambientamento non può essere prorogato a lungo.

Servono scelte chiare, meno forum e più concretezza perché il Trentino avrà sempre più bisogno di ricerca e di investimenti sia pubblici che privati a favore di una crescita duratura e sostenibile.

 

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Alessandro Olivi

Vicepresidente Consiglio della Provincia autonoma di Trento

Non è venuto il Commissario europeo all’Agricoltura e nemmeno il Ministro Bellanova. Non c’è spazio per scienziati e ricercatori. Il 145° anniversario della Fondazione Edmund Mach girerà attorno alla Lectio Magistralis del poeta bolognese Davide Rondoni!

Al di sopra di ogni commento sulla strumentalità di questo invito, a me preme richiamare l’opinione pubblica e il governo provinciale sulla disastrata gestione di un istituzione preziosa che concorre a definire l’identità stessa del nostro territorio.

Solo pochi anni fa le riviste scientifiche più prestigiose al mondo dedicavano le loro copertine agli avanzamenti scientifici realizzati nei laboratori di San Michele e tutto il Trentino era orgoglioso di un risultato che sotto la guida di due grandi Presidenti: Giovanni Gius e Francesco Salamini avevano ottenuto risultati così eclatanti da poter inserire la nostra istituzione ai vertici internazionali nella genomica delle piante da frutto e prima per distacco fra le istituzioni italiane secondo la severa valutazione dell’ANVUR che allineava dietro a FEM tutti gli Atenei italiani.

 

Le responsabilità di questo naufragio spettano politicamente alla Giunta precedente, che – senza comprendere fino in fondo le conseguenze delle loro indicazioni – decretò lo smantellamento dei presidi più avanzati dell’Istituzione. Ma accanto alla politica provinciale, una responsabilità distinta va attribuita al Presidente di FEM, Andrea Segré economista agrario bolognese che qualche giorno dopo la sua chiamata ai vertici di San Michele chiede la doppia affiliazione all’Università di Trento e si accasa al Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente.

Nell’autunno del 2015, il governo italiano lancia l’ambizioso progetto Human Technopole sull’area di Expo Milano, affida la gestione all’Istituto Italiano di Tecnologia e a FEM per la qualità della loro ricerca e il prestigio internazionale. È il degno coronamento del lavoro di Gius, di Salamini e del Direttore del Centro di Ricerca di San Michele Roberto Viola.

Segrè non si scompone e -nonostante le perplessità del responsabile del progetto Roberto Cingolani- riesce – attraverso l’intervento del Ministro Martina – ad affiancare al centro sulla postgenomica guidato da Viola (30 ricercatori) un centro più piccolo dai contorni scientifici più vaghi legato a “valutazioni dell’ impatto economico e sociale delle innovazioni” (10 ricercatori) da sviluppare in collaborazione con gli Atenei di Trento e Bologna.

⁄Questo è il valore aggiunto che ho portato direttamente con le mie competenze scientifiche» dichiara il nostro alla stampa. Tanto basta per suscitare l’entusiasmo e l’euforia generale: circa 1/10 dell’intero investimento di Human Technopole arriverà a Trento, si annuncia.

Peccato che questa storica affermazione della Fondazione sia stata completamente vanificata: a quattro anni da quell’affermazione nessuno, ma proprio nessuno, pensa di affidare a Fem alcunché.

Del resto un tracollo analogo va registrato nel progetto euroregionale affidato al coordinamento di FEM noto come EFH (Ambiente Alimenti Salute). Era il residuo progetto bandiera del Presidente Rossi e del Presidente Segrè che vede oggi la recessione della componente trentina con l’uscita dall’istituto di due valide ricercatrici Maria Ulaszewska e Mar Garcia Aloy che garantivano le competenze della metabolomica nutrizionale e a cascata il ritiro della firma dal progetto addirittura del coordinatore prof.Fulvio Mattivi. Un naufragio difficile da spiegare ai trentini e anche ai nostri partner.

Abbiamo assistito ad una lunga fila di esodi forzati: tutti segnati dall’eccellenza scientifica, a partire da Viola, da Duccio Cavalieri, Riccardo Velasco, Attila Nagy, Kristof Engelen, Lino Ometto, Carlotta Defilippo, Federico Vaghi, Markus Neteler e decine di altri spesso costretti ad andarsene senza alcun riconoscimento e con atti di pura cattiveria (e autolesionismo) come la negazione della doppia affiliazione a Riccardo Velasco chiamato a dirigere il progetto viticoltura nazionale a Conegliano.

Qualcuno dei lettori ricorderà con me la promessa del prof. Segré di pubblicare un bando internazionale per coprire il posto di Direttore del Centro Ricerche: anche qui un fallimento completo nell’obbiettivo di attrarre la comunità scientifica fuori dal perimetro dell’istituto.

Lo sberlone che certifica la traiettoria negativa di FEM viene anche dall’Europa che ci ha negato l’ingresso nella nuova Kic Food guidata dall’Università tecnica di Monaco e la consolazione di una partecipazione marginale nella KIC Climate si è poi risolta in un dato omeopatico.

Sospendo il giudizio sul Centro C3A (Alimentazione, Agricoltura Ambiente) che ha rilevato il corso di laurea in Viticoltura ed Enologia precedentemente gestito da FEM con l’Università di Udine. Per ora i risultati sono appena sufficienti ma pesa come un macigno la lettera del primo direttore del Centro il prof. Graziano Guella, persona universalmente stimata per il suo equilibrio e competenza, costretto a dissociarsi dal Centro a causa di gravi “dissensi” nella gestione. Del resto è noto a tutti che diversi esponenti politici hanno avanzato osservazioni e perplessità che se dovessero essere confermate rischiano un nuovo colpo alla credibilità delle istituzioni. Resta in ogni caso che gli iscritti ai corsi di laurea di Viticoltura e Meteorologia tali erano e tali restano.

Anche quest’anno meteorologia chiude con 7 iscrizioni inducendo più di un osservatore a pensare che il numero dei docenti è il triplo degli studenti e forse conveniva pensarci prima di assumere a carico del Bilancio FEM anche questo onere.

Ma dove si è fatto un passo indietro notevole è nel Dottorato che oggi viene sviluppato in casa secondo il costume dell’accademia italica, dopo aver chiuso un Dottorato internazionale gestito da FEM in comparteciupazione con le dieci università migliori al mondo nelle discipline agrarie e biotecnologiche (25 studenti selezionati su 3000 domande).

Vorrei chiarire che aver distrutto la credibilità del Centro di Ricerche non si è certo risolto con un rafforzamento del Centro scolastico o del Trasferimento tecnologico, che proprio in ragione dell’assottigliamento degli organici oggi non sono in grado di offrire alcun riparo all’agricoltura trentina colpita al cuore dalla Drosophila Suzukii, con i coltivatori di ciliege e piccoli frutti che oggi sono costretti perfino all’espianto delle loro coltivazioni.

Ma le campagne trentine non hanno ottenuto soccorso nemmeno con l’invasione della cimice asiatica e nulla si intravvede rispetto alla sfida che ci pone l’Europa di provvedere a trattamenti sostitutivi all’uso massiccio del rame.

Per avere la certezza della traettoria di FEM si consideri che negli ultimi 5 anni l’unica start up generata dall’Istituto è ancora quella fondata da Viola e Cavalieri (Mirnagreen), che ci saluta da Bolzano in buona salute: anche questa ce la siamo fatta scappare.

C’è dunque assai poco da festeggiare oggi alla FEM. C’è piuttosto da prendere atto tristemente di declino rapido e drammatico.

Per provare a salvare almeno qualcuna delle solide basi scientifiche costruite negli anni sotto la guida di Gius e Salamini e cercare di ripartire, sarebbe necessario che il Presidente Segre tirasse le conseguenze di questo deragliamento e mettesse immediatamente la Giunta Provinciale nelle condizioni di provvedere a individuare per la FEM una nuova guida.

Non sarà certo facendo ricorso alla sua indiscussa capacità di “fiutare l’aria politica” che il professor Segre potrà risolvere diversamente la questione è tutelare il preminente interesse di FEM e del Trentino.

 

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Fernando Guarino

 

 

Foto da drone: archivio agenzia giornalistica Opinione

Grande affluenza di persone oggi, alla Fondazione Edmund Mach, per la manifestazione “porte aperte” inserita nei festeggiamenti per i 145 anni di fondazione dell’ente. Complice il bel tempo, alcune migliaia di visitatori, soprattutto famiglie, hanno affollato il campus già dalle prime ore del mattino.

Ricco e articolato il programma messo a punto: visite guidate, aperitivi scientifici, punto agricoltura di precisione con i voli dei droni, area animali, laboratori e attività dimostrative, spazio bambini.

Presa letteralmente d’assalto la ristorazione che ha proposto i piatti della tradizione trentina. Anche il tendone riscaldato con dolci e bevande ha fatto il pieno di presenze tra strudel, frittelle e vino della Fondazione Mach. Cifre alla mano, ecco i quantitativi consumati: 1300 pasti, 200 Kg di polenta, 180 Kg di spezzatino, 1200 tortei di patate, 350 taglieri di formaggi e affettati, 1800 frittelle di mela, 40 strudel, 150 Kg di castagne.

E poi ancora, 230 degustazioni proposte dagli studenti con i prodotti agroalimentari da loro preparati, 1000 palloncini nell’area bambini, 1100 partecipanti alle visite guidate (200 all’ora), 700 iscritti alle attività su prenotazione, 150 visitatori ad assaggiare i formaggi d’alpeggio nella proposta del laboratorio sensoriale, 90 partecipanti agli aperitivi scientifici.

Grande soddisfazione alla Fondazione dove il tavolo organizzatore, composto da circa 25 persone, è stato alle prese da diversi mesi con i preparativi. Ed oggi, cinquecento persone, tra studenti, docenti, ricercatori, tecnici, hanno accolto i visitatori per spiegare le tante attività svolte in questa cittadella dell’agricoltura.

Gli allestimenti del verde sono stati curati dal Dipartimento istruzione post secondaria. In aula magna per tutto il giorno i nuovi filmati, istituzionale, tappe storiche e Video Visione 2019-2028.

Premiati questa mattina i 9 vincitori del concorso fotografico “Coltivare è innovare”, che ha visto partecipare 70 foto e sponsorizzato dai principali attori della filiera agroalimentare trentina: APOT, Melinda, La Trentina, Trentingrana, Associazione Agritur del Trentino, Gruppo Mezzacorona, Astro, Sant’Orsola, Cavit, Fondazione De Bellat. I vincitori sono: Francesca Donati, Gabriel Giuriato, Sebastiano Cristofolini, Giuseppe Cossu, Miriam Lancerin, Luigi Sandri, Isabella Trovanelli, Filippo Repele, Alberto Sossi.

Hanno arricchito l’evento un’esposizione pomologica delle vecchie e nuove varietà della FEM, l’esposizione dei trattori storici a cura dell’associazione Teste Calde, le composizioni floreali, la dimostrazione dei mestieri di un tempo, con la presenza, tra gli altri, della Charta della Regola di Cavareno e gli Artigiani di Bresimo, la proiezione del nuovo filmato sulla FEM e quello delle tappe storiche, inclusa la Visione FEM, in aula magna.

Oltre alle foto vincitrici del concorso, saranno visibili la mostra sul Pane delle Alpi, quelle curate dalla biblioteca Documentazione storica dedicata a Osvaldo Orsi, Giulio Catoni, Rebo Rigotti, Emma Schwarz (biblioteca) e sugli erbari degli studenti e una sulla cooperazione internazionale.

Area animali allestita con la collaborazione della Federazione provinciale allevatori e castagne proposte dalla Cooperativa Castanicoltori del Trentino Alto Adige.
Aperto per l’occasione anche il Museo degli Usi e Costumi della Gente trentina per “La giornata del fondatore. Buon centenario Šebesta”con laboratori didattici, mestieri della tradizione, visite tematiche interattive, spettacoli, concerti, presentazioni di libri e molto altro.

Intervento sulla via Calliope (parete di San Paolo – Arco). Si è concluso alle 16 l’intervento per il recupero di una donna altoatesina sulla via Calliope (parete di San Paolo – Arco). La donna stava scalando da prima di cordata, insieme ad un compagno, quando ha perso l’appiglio ed è precipitata per circa 7 metri procurandosi traumi e contusioni agli arti. La chiamare il Numero Unico per le Emergenze 112 poco dopo le 14 è stata una terza persona che si trovava sulla stessa via.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha verricellato sul posto il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica. L’alpinista si trovava all’interno di un diedro a circa metà via, a 100 metri dal suolo. In una seconda rotazione, l’elicottero ha portato in quota anche due operatori della Stazione Riva del Garda del Soccorso Alpino e Speleologico per dare supporto all’equipe dell’elisoccorso nelle manovre necessarie a imbarellare la ferita e imbarcarla a bordo del velivolo. Una volta stabilizzata sull’asse spinale, la donna è stata calata in un punto idoneo al recupero con il verricello e trasferita all’ospedale Santa Chiara di Trento con l’elicottero.

Si allega un’immagine dell’intervento di oggi.

Con il presente comunicato sono a smentire fortemente ciò che sta emergendo sui social e su alcuni media a riguardo di alcune mie affermazioni riguardanti l’Istitut Cultural Ladin – Majon di Fascegn.

Il sottoscritto non ha mai espresso la volontà di istituire un controllo politico del Comun general de Fascia sull’Istituto Culturale Ladino. Attualmente quest’ultimo è un ente strumentale della Provincia Autonoma di Trento che nomina il Presidente ed un altro membro del Consiglio d’amministrazione, mentre gli altri componenti del Cda sono così nominati: due dal Comun general, uno dalla Giunta Regionale ed uno dalla Commissione Culturale.

Non si vuole perciò controllare politicamente tale ente, bensì perseguire un fine che credo possa essere apprezzabile da qualsivoglia movimento politico territoriale, ovvero garantire al Comun general de Fascia maggiori competenze e più autonomia; siccome poi il Comun general de Fascia già detiene la competenza sulla politica linguistica, pare logico fare in modo che l’istituto diventi ente strumentale del Comun general anziché della Provincia. Nessun controllo politico quindi, in quanto il controllo sulla funzionalità dello stesso è operato dal suo Presidente e dal Cda dello stesso.

Chi si è permesso di assegnare al sottoscritto le parole di “controllo politico” se ne assume la completa responsabilità.

Apprezzo George Orwell come scrittore e il suo libro 1984, al quale sono stato paragonato, ma sicuramente il Grande Fratello non lo guardo in televisione e non ho alcuna intenzione di volerlo attuare politicamente in Val di Fassa, quindi solo più Autonomia, più Territorialità e più buon governo della nostra valle.

 

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Luca Guglielmi

Segretario Politico Associazione Fassa

Consigliere Provinciale

 

Oggi la festa del mondo agricolo che coniuga tradizione e innovazione. L’Assessore Spinelli ad Agrifest: “Valorizzare il territorio e promuovere l’attività agricola fra le giovani generazioni”.

“Un’iniziativa che valorizza il territorio e in modo particolare l’agricoltura, un ambito che la Giunta provinciale considera fondamentale sostenere con specifici programmi di intervento”. Così l’assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli ha salutato i visitatori della quarta edizione di Agrifest, la festa autunnale dell’agricoltura che si propone di offrire una vetrina al mondo dell’agricoltura, esponendo i suoi saperi e facendo incontrare i valori della tradizione con la ricerca e l’innovazione. “Porto il saluto del presidente Fugatti e di tutta la Giunta provinciale” ha continuato Spinelli, “questa di oggi è un’occasione preziosa per far conoscere un settore primario dell’economia trentina e per promuovere verso le nuove generazioni l’attaccamento alla terra”.

Agrifest, infatti, oltre a far incontrare contadini e allevatori con la comunità locale e dare loro occasioni di confronto, si pone con una speciale proposta ai giovani e giovanissimi, grazie ad un ricco programma che in questo fine settimana ha voluto coinvolgere i più piccoli con mostre, laboratori, animazione e spettacoli. Filone portante della festa rimane la valorizzazione dei sapori enogastronomici, con piatti della tradizione popolare, la presenza degli animali della fattoria e la mostra-raduno di trattori d’epoca. All’apertura odierna erano presenti anche il sindaco di Avio Federico Secchi con alcuni membri della Giunta comunale e il presidente dei Nu.Vol.A Giorgio Seppi.

Il presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, ha partecipato – ieri pomeriggio e questa mattina, a Villa Lagarina -alle cerimonie che rilanciano l’amicizia tra il Trentino e il Land Salzburg, nel 400° dalla consacrazione di Paride Lodron a Principe Vescovo della città austriaca.

Il presidente Kaswalder si è intrattenuto con con le autorità salisburghesi durante la Messa e poi in piazza per i momenti ufficiali culminati nelle salve d’onore sparate dai Bauernschuetzen di St. Johann in Pongau.

 

Lunedì 11 novembre, su Italia 1 alle ore 12.05, Tessa Gelisio riaccende i fornelli della sua cucina con “Cotto e Mangiato – Menù”. Ogni giorno, da lunedì a venerdì, nuove rubriche, ricette inedite e una nuova sfida tra aspiranti chef.

Dopo il grande successo della scorsa stagione, torna la gara di “Cotto e Mangiato – Menù Giovani Chef”. 16 talentuosi ragazzi, provenienti dalle scuole alberghiere di Salerno e di Treviglio, si sfideranno a colpi di ricette per aggiudicarsi una borsa di studio del valore di 3000 euro in gettoni d’oro da investire nella formazione professionale.

A decretare il vincitore, una giuria composta dagli chef Franco Aliberti, Andrea Mainardi, Diego Rossi e Stefano Ciotti. E ancora, l’attore e appassionato cuoco Nino Formicola, l’ex calciatore Pietro Paolo Virdis con la moglie chef Claudia e il comico Gianluca De Angelis con la moglie chef Vasiliki Pierrakea.

Non mancheranno puntate dedicate a curiosità e consigli: l’obbiettivo è servire in tavola in ogni occasione il piatto perfetto. Per i più romantici imperdibili gli spazi “Menù Tête-à-tête” e “Cenette a due”: ricette studiate dallo chef Andrea Mainardi per un primo appuntamento indimenticabile.

Infine, anche bicicletta…Tessa Gelisio, affiancata da un gruppo di bikers, andrà alla scoperta dei territori italiani e dei prodotti tipici locali attraverso itinerari ciclabili sempre nuovi. Un viaggio tra le eccellenze regionali e le bellezze made in Italy in compagnia di tanti ospiti, tra cui anche il campione di pallanuoto Amaurys Pérez.

The Good Doctor. St 1 Ep 10. Mentre Shaun cerca di evitare la terapeuta che dovrebbe aiutarlo con le visite a domicilio, affronta il caso di un atleta ricoverato per la rottura dei legamenti che deve affrontare un problema molto più serio.

 

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Report. I rider metropolitani, gli affari illegali del calcio e le app e i selfie. Nuovo appuntamento con le inchieste di “Report”, lunedì 11 novembre alle 21.20, su Rai3 e su Raiplay www.raiplay.it/dirette/rai3. Si comincia con l’inchiesta di Giovanna Boursier, realizzata con la collaborazione di Eva Georganopoulou e Greta Orsi sui rider, i fattorini che ci portano il cibo, e non solo, a casa. In Italia ormai circa 30 mila e continuano ad aumentare, non sono solo giovani studenti che integrano il bilancio familiare negli anni dell’università, ma anche cinquanta-sessantenni che hanno perso impieghi precedenti.

Ci stiamo abituando a vederli nelle nostre città: pedalano velocissimi, anche di notte, spesso in contromano. Corrono perché sono pagati a consegna, ossia a cottimo: più portano ordini, più guadagnano. Più danno disponibilità più acquisiscono dall’azienda un punteggio, che consente loro di prenotare più facilmente ore e turni di lavoro. È la nuova frontiera del lavoro nella gig economy, l’era delle piattaforme digitali, in cui mentre la crisi economica rende irreversibile la precarietà, tutto deve essere invisibile, compreso lo sfruttamento dei lavoratori. Invisibili cercano di restare anche i manager delle società di delivery: da Just Eat a Deliveroo, a Glovo. Molte fanno capo a multinazionali i cui bilanci in perdita spesso nascondono ricavi enormi. Impossibile parlare con loro, nemmeno tramite l’app.

Si prosegue con una nuova inchiesta su affari e illegalità che ruotano attorno al tifo del calcio, realizzata da Federico Ruffo con la collaborazione di Lorenzo Vendemiale. A Roma il re della Curva Nord Fabrizio “Diabolik” Piscitelli cade in un agguato da Romanzo Criminale: un filo porta al narcotraffico e a Massimo Carminati. A Milano, invece, la tifoseria dell’Inter è spaccata da una faida interna.

A scatanerla ci sarebbero anche questioni connesse al bagarinaggio, alle quali non sarebbero stati estranei, nel corso degli anni, alcuni settori della società. Report tornerà anche sulla vicenda che riguarda i gruppi ultrà della Juventus, i cui storici capi sono stati tutti arrestati lo scorso 16 settembre, indagati a vario titolo per associazione a delinquere, estorsione aggravata, riciclaggio e violenza privata: secondo la Procura di Torino sarebbero artefici di una strategia estorsiva nei confronti della società, che avrebbe avuto la prontezza e il coraggio di denunciare. Eppure le date su alcuni documenti potrebbero raccontare una storia diversa.

Infine Cecilia Andrea Bacci “fotografa” le società che gestiscono alcune app. Guardarsi allo specchio è diventato complicato: potremmo non riconoscerci. Il nostro specchio, infatti, si è trasformato nello schermo di un telefonino e la “perfezione” è a portata di tocco. Cosa succede se costruiamo un’immagine social migliore della nostra immagine reale? Tutto passa attraverso un selfie: un semplice scatto per noi, oro che cola per le società che gestiscono le app di fotoritocco. Perché queste app chiedono di raccogliere i dati del nostro GPS, avere accesso alle nostre rubriche, gestire le nostre chiamate e poter modificare la priorità assegnata alle altre applicazioni installate sul telefono? Regaliamo quotidianamente l’accesso a questi dati e al nostro volto. Come vengono conservate queste informazioni? E perché?

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