Domani, domenica 3 novembre, su Italia1 in prima serata nuovo appuntamento con “Le Iene Show”. Conduce il trio femminile formato da Nina Palmieri, Veronica Ruggeri e Roberta Rei.

Tra i servizi della puntata:

video inediti mostrano la catena di montaggio dell’orrore a scopo di lucro scoperta qualche mese fa nell’ impianto crematorio di Biella. Per questo scandalo – al termine di una delicata indagine – i responsabili erano stati arrestati per gravi irregolarità nella gestione delle cremazioni. Servizio di Andrea Agresti.

L’inchiesta sul recupero dei Bronzi di Riace si arricchisce di nuove teorie e testimonianze che, se confermate, potrebbero rivoluzionare la storia di una delle più importanti scoperte archeologiche di tutte i tempi. Antonino Monteleone torna a occuparsi della vicenda.

L’anticipazione video di Iene.it:

E il codice embed per la pubblicazione:

Il cantante Piero Pelù – protagonista dell’intervista singola – racconta alcune curiosità sul suo ultimo singolo “PicNic all’Inferno”, brano dedicato alle più attuali tematiche ambientali in cui sono presenti estratti del discorso di Greta Thunberg.

Il programma può essere seguito in streaming anche all’estero su www.iene.it.

Mediocredito: gli imprenditori vogliono una banca del territorio, senza però metterci un euro. La UIL insiste: gli enti pubblici cedano le quote agli imprenditori ed ai cittadini e si crei una banca ad azionariato popolare.

Il Presidente Manzana all’Assemblea di Confindustria a Riva e quello di Ance di Trento  Misconel, a Roma,  dall’ assise annuale nazionale dei costruttori edili, lanciano  l’allarme sul futuro di Mediocredito, alla luce evidentemente del crollo dei crediti registrato , negli ultimi anni, in Trentino, soprattutto quello erogato alle piccole medie imprese. La banca d’investimenti di via dei Paradisi è infatti sempre più destinata, a parere anche della Uil trentina, ad entrare nell’orbita di Cassa Centrale Banca, il gruppo bancario di credito cooperativo delle “ex” Casse Rurali Trentine, ormai divenuto, vocato ed impegnato sempre più nel mercato bancario del credito nazionale, come si desume dalla vicenda “Carige”, piuttosto che a livello locale.

Anche altri osservatori hanno notato l’esigenza e l’azione di CCB nel cambio del modello di sviluppo e la sua ineludibile esigenza di rispondere ed adeguarsi più agli standard patrimoniali e reputazionali nazionali ed europei, che alla storica mission ed attenzione alle imprese e famiglie di ambito locale. Ergo, i quasi 20 miliardi di euro di risparmi delle formichine trentine (remunerati allo 0,01%), oggi depositati sui conti trentini, verranno prestati, ancora più che nel recente passato, a imprese e famiglie non trentine dalle banche -compresa CCB- oramai non più trentine, che sul nostro territorio fanno comunque una rilevante raccolta a buon mercato.

E proprio per questa ineludibile  variazione di indirizzo politico ed operativo, anche delle “ex” Casse Rurali Trentine,  la  UIL rilancia allora, ancora una volta, l’idea della trasformazione di Mediocredito Trentino Alto Adige in  una banca di territorio, ad azionariato popolare, col coinvolgimento certo di  qualche gruppo finanziario locale, delle multinazionali con base trentina e proprio di quegli imprenditori trentini, oggi preoccupati,  disposti ad investire e rischiare qualcosa per mantenere una banca di interesse locale forte ed indipendente, sganciata fra l’altro dagli orientamenti politici delle giunte provinciali di turno. Ciò con il vantaggio per i neo cittadini azionisti di avere a fine anno magari dei dividendi e un vero valore della loro quota da vendere, se necessario, oppure da tenere come investimento.

All’appello quindi dell’imprenditoria trentina alla politica di rimanere e possibilmente aumentare la presenza in Mediocredito, per essere credibile,  deve seguire un suo impegno, un investimento  responsabile e concreto,  diretto,   nella partita in corso, se si vuole evitare la sparizione dell’ultima possibile banca trentina, col rischio di rimanere, tutti, succobi del credito nazionale o, nella migliore delle ipotesi, sudtirolese.

 

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Walter Alotti

SegretarioUil del Trentino

Quanto accaduto mercoledì sera all’Universita’ di Trento merita, a mio avviso, una riflessione pacata ma assolutamente ferma nella difesa dei princìpi democratici che sono stati palesemente violati da squadristi violenti e da Istituzioni pavide.

Ho letto interventi di chi non era presente ma io ero lì e credo di poter dire una parola di verità su quanto accaduto.

All’Università di Trento quella sera erano in gioco fondamentali diritti, costituzionalmente garantiti : il diritto alla libertà di parola, il diritto alla libertà di riunione, il diritto alla libera informazione, il diritto alla conoscenza e anche il diritto al dissenso e alla libera manifestazione.

Diritti tutti violati, vilipesi e lasciati colpevolmente violare e vilipendere da chi aveva il dovere di tutelarli, soprattutto in un Ateneo che dovrebbe essere il tempio di quei diritti e della libero confronto.

Già entrare in Università richiedeva un atto di coraggio in quanto gli ingressi erano occupati da sedicenti studenti antifascisti che formavano una autentica barriera destinata a scoraggiare chiunque avesse voluto entrare per ascoltare il giornalista Biloslavo : nessuno è intervenuto per aprire un varco e garantire il diritto di accesso, tanto che molti, per non affrontare quel “muro umano”, hanno preferito allontanarsi. Il tutto avveniva ovviamente sulle scale dell’Università e quindi le Forze dell’Ordine attendevano dagli organi competenti dell’Università la richiesta di intervenire, richiesta mai arrivata …

Una volta entrati facendoci largo tra i manifestanti ci siamo accomodati in sala Kessler e subito è iniziata, alle porte della sala conferenze, una gazzarra indegna che è continuata per tutta la durata della conferenza. Il Rettore si fa vanto che il fatto di avere tenuto comunque l’incontro abbia rappresentato la vittoria della democrazia sulla violenza, ma omette di dire che ( come ha invece scritto il giornalista Biloslavo ) la conferenza stessa non si è potuta sentire dalla sala e che il clima di paura e di tensione ha snaturato totalmente la serata.

Come era possibile ascoltare i relatori quando decine di persone battevano contro le porte ( rompendone una ), fischiavano e lanciavano cori da stadio minacciando in ogni momento di fare irruzione nell’aula ? Si perché la sicurezza all’interno dell’Università era stata demandata a una decina di ragazzi di una agenzia di sicurezza privata che nulla avrebbero potuto fare (anche giuridicamente) per fronteggiare i facinorosi.

Quindi la relazione del giornalista in realtà non si è potuta ascoltare e la serata si è svolta in un clima di paura e di tensione continua, tale da obbligare chi lasciava la sala a farlo da una uscita laterale …

In campo non c’erano quindi due diritti contrapposti, perché manifestare con violenza, danneggiare beni pubblici e impedire con violenza squadrista la altrui manifestazione di parola non è un diritto tutelato dalla Costituzione o dalle vigenti leggi.

Ho personalmente chiesto al rettore di far intervenire la Polizia per sgomberare il corridoio antistante la sala Kessler e fare svolgere regolarmente il confronto ( sarebbero bastati pochi agenti per far defluire i contestatori all’esterno dell’Ateneo ) : mi è stato risposto un “no” secco e scocciato !

Si è preferito non urtare la suscettibilità dei gruppi anarchici e dei collettivi comunisti ai quali da sempre il mondo universitario, e quello trentino in particolare, riserva un occhio di riguardo e una complice accondiscendenza.

Il Rettore, rifiutando di fare intervenire le Forze dell’Ordine, ha calpestato i nostri diritti costituzionali mentre ha tollerato l’azione violenta di squadristi che oltretutto nulla avevano a che fare con la vita dell’Ateneo Trentino.

Perché si è consentita una azione violenta e squadrista a fronte di chi civilmente aveva solo voglia di ascoltare un dibattito ? Perché ancora una volta ci si è arresi alla violenza ? Perché si continua a tollerare la presenza di gruppi violenti in città e nell’Ateneo ?

Mercoledì non ha vinto la fermezza e la democrazia : no. Hanno vinto i violenti e lo Stato e l’Università, si sono arresi ad essi con colpevole vigliaccheria.

In conclusione una domanda agli organi di informazione e al Rettore : cosa sarebbe successo a parti invertite ?

Se un incontro di qualche associazione di sinistra fosse stato violentemente contestato da estremisti di destra, la Polizia sarebbe stata chiamata ad intervenire ? I giornali avrebbero minimizzato gli accadimenti o non avrebbero forse chiamato i cittadini alla Resistenza contro i nuovi fascisti ? La società civile e persino la Curia non avrebbero levata alta la loro libera voce contro i fantasmi del passato che ritornano e contro la violenza delle destre ?

Io credo proprio che tutto questo sarebbe successo e che oggi assisteremo a cortei e manifestazioni partigiane ed antifasciste …

Ma i violenti non erano fascisti, erano i figli di quella cultura che ormai da troppo tempo permea la nostra città e governa le Istituzioni del sapere e gli strumenti di comunicazione …. Speriamo ancora per poco.

 

 

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Maurizio Perego

Forza Italia

 

C’è futuro se si ascoltano i cittadini.

Stiamo lavorando a una manovra che darà risposte concrete agli italiani. E ci stiamo riuscendo perché ascoltiamo le persone. Falliamo ogni volta che non ascoltiamo i cittadini e iniziamo a parlare “politichese”.

In questi giorni nella legge di bilancio abbiamo portato avanti le priorità che ci avevano chiesto gli italiani – lo stop all’aumento dell’iva, la conferma di quota 100 e della flat tax per partite Iva, il lancio degli investimenti green, l’abbassamento del cuneo fiscale e il carcere per gli evasori -, perché erano misure fondamentali per dare sostegno ai cittadini.

Questa manovra, che il parlamento ha il diritto di migliorare, è stata scritta grazie al confronto leale e sereno tra le forze politiche che fanno parte di questa maggioranza.

La lealtà deve continuare a essere il punto fondante dell’azione politica di questo governo, anche attraverso un confronto franco e acceso, ma che si basi sui temi e non sui giochi di palazzo.

Ogni tanto ci ritroviamo a leggere interviste o retroscena che trasmettono agli italiani un messaggio ambiguo. Che ricorda tanto la Prima Repubblica.

I giochini di palazzo, appartenenti alla vecchia politica, non possono appartenere a questo governo. E se qualcuno ha strane intenzioni deve sapere che non avrà mai il supporto del MoVimento.

Lo vogliamo dire chiaramente: non esiste futuro per questa legislatura se qualcuno prova a mettere in discussione il presidente Conte con giochini di palazzo, immaginando scenari futuri decisamente fantasiosi. Lo stesso vale anche se si continua a indebolire quest’Esecutivo attraverso messaggi che fanno male al Paese e che lo mettono continuamente in fibrillazione.

Il governo è forte se lavora unito e compatto. E tutti dobbiamo lavorare seguendo la stessa strada, perché non esistono scorciatoie.

L’accordo sulla legge di bilancio è stato raggiunto da tutte le forze politiche di maggioranza. Ora andiamo a meta e miglioriamo la qualità della vita degli italiani.

 

 

Cerimonie in onore dei caduti, il vicepresidente Tonina: “ Ricordare e riflettere sul valore della pace”. “Un momento importante, significativo, che invita tutti a ricordare i tanti morti nelle guerre, ma anche a riflettere sul valore della pace, principio che ci deve unire e sul quale deve lavorare chiunque abbia delle responsabilità, anche per trasmettere alla comunità messaggi di solidarietà, vicinanza e, appunto, pace”: questo il commento del vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina, intervenuto oggi, giorno della commemorazione dei defunti, alle cerimonie in onore dei caduti, con deposizioni di corone, organizzate a Trento in via Belenzani, a piazza della Portèla e al civico cimitero, con la partecipazione di numerose autorità civili e militari.

Settimana dedicata alle politiche per lo sviluppo locale sostenibile. A Terzolas, dal 4 all’8 novembre, l’Academy per giovani amministratori del Trentino.

La crescita della nuova classe dirigente trentina passa soprattutto attraverso la formazione di alte conoscenze e competenze. E’ questo l’obiettivo della quattro giorni dal titolo “Politiche e progetti per lo sviluppo locale sostenibile” che si terrà a Terzolas dal 4 all’8 novembre. L’iniziativa è della Provincia autonoma di Trento con il Centro Ocse di Trento e Tsm. “Le finalità dell’Academy – spiegano gli organizzatori – sono quelle di offrire un’opportunità formativa ai giovani amministratori comunali della Provincia di Trento, affinché acquisiscano una mentalità orientata all’innovazione sui temi dello sviluppo integrato del territorio.

Si vuole offrire una conoscenza strutturata in materia di programmazione, da assumere come metodo per il governo del territorio, così da favorire la definizione degli orientamenti strategici di sviluppo locale, aderenti alla storia e alla cultura della realtà trentina”. I lavori saranno aperti lunedì 4 novembre 2019, tra gli altri, dall’assessore provinciale agli enti locali Mattia Gottardi. Nella giornata conclusiva di venerdì 8 novembre è in programma la tavola rotonda “Lo sviluppo e la coesione delle comunità e dei territori”, a cui prenderanno parte, oltre all’assessore Gottardi, anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.

Sulla stampa digitale leggo alcuni passaggi (sia di un giornale, sia di un politico locale) che mi fanno capire che alcune cose non sono chiare, magari per mancanza di chiarezza da parte nostra, oppure per volontà di non avere chiara la situazione.

Mi preme, pertanto, chiarire alcuni passaggi.

Ho l’onore di essere il presidente di #inMovimento, una nuova realtà politica, nata da poco sul Comune di Trento. Un giornale di informazione online l’ha definita una “cosa di centro”, senza definirla “realtà politica” e non capisco il motivo. #inMovimento è un MOVIMENTO POLITICO, costituito come si deve, con un suo Atto Costitutivo e Statuto depositati presso l’Agenzia delle Entrate.

Definirlo “cosa di centro” non suona molto elegante, anzi, si sminuisce un qualcosa che in realtà è molto diverso dall’essere “cosa”. #inMovimento è un movimento politico, come molti altri movimenti politici presenti nella realtà politica italiana e locale. Rispetto a molti movimenti politici, #inMovimento è, dapprima, nato come gruppo consiliare nel Consiglio comunale di Trento, e poi si è costituito come movimento. Ora, come le altre realtà politiche, è un partito che ha rappresentanza in consiglio comunale a Trento.

Sempre sulla stampa digitale si leggono molte “malelingue”, persone, anche politici, che affermano che l’area di centro nasce con il solo scopo di isolare la Lega. Si legge anche che nel progetto, cosiddetto di centro, “confluiscono solo quelle figure che sostengono l’attuale sindaco di Trento, ma provengono da un’esperienza di delusione personale per essere stati rimossi da ruoli o per non aver raggiunto determinati incarichi istituzionali; un discorso di poltrone, più che di visione”.

Ci tengo, anche su questo aspetto, a fare chiarezza. #inMovimento non nasce per isolare le attuali forze politiche, ma nasce per poter offrire la propria idea di politica e la propria idea di città. Una realtà politica che nasce con il solo scopo di isolare gli altri fa poca strada, anzi sparisce in poco tempo. #inMovimento, come detto, nasce come nuovo movimento politico, come nuovo laboratorio politico; laboratorio aperto a tutti coloro che non si riconoscono nelle realtà politiche attuali e che vogliono intraprendere un percorso diverso.

In un laboratorio c’è spazio ampio; proprio per l’ampiezza del progetto c’è spazio per tutti: dalle molte persone nuove che vogliono metterci la faccia, portando il loro contributo, alle facce un po’ più “politicamente note”, a coloro che vogliono cambiare in quanto, magari, delusi dall’esperienza politica vissuta. Quindi non vi sono solamente i “delusi”, ma vi sono, in primis, persone che vogliono condividere un nuovo percorso, percorso serio, chiaro e concreto. Non si tratta di un “discorso di poltrone”; #inMovimento lavora per una politica di contenuti, di valori, una politica del “fare”.

A livello nazionale e locale assistiamo ad esempi concreti di POLITICA = POLTRONA; se un nuovo movimento politico accoglie anche persone magari anche deluse dall’esperienza politica vissuta, come si fa a definire PARTITO DEI DELUSI? Come si fa a chiamarlo PARTITO DELLE POLTRONE? La risposta a queste domande starà nei fatti. #inMovimento è un movimento politico non “ad personam”, ma un movimento che coinvolge molte persone e molte realtà. Da qualche mese il movimento è al lavoro, ha attivato tre piccoli laboratori/gruppi di lavoro, al fine di affrontare ed approfondire temi importanti e strategici per la città di Trento.

L’obiettivo è quello di offrire, dapprima alle forze politiche che saranno alleata e poi all’elettorato di Trento un programma serio, chiaro e concreto; non un programma di “poltrona”, ma un programma ricco di contenuti.

 

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Lorenzo Rizzoli

Presidente #inMovimento

Domenica 3 novembre, alle ore 11.50 su Canale 5, nuovo appuntamento con “Melaverde”.. Dopo il grande successo di ascolti ottenuto la settimana scorsa – record storico con il 17,74% di share – Vincenzo Venuto ed Ellen Hidding attraversano il Nord Italia per un viaggio nel cuore delle Montagne.

Ellen Hidding raggiunge la Val di Non, in Trentino, per raccontare il primo progetto al mondo di frigo conservazione della frutta in ambiente “ipogeo”, ovvero sotterraneo.

Vincenzo Venuto, invece, è nell’ Alta Val di Taro, in provincia di Parma, alla scoperta di tante varietà di funghi italiani, considerati vera eccellenza nel mondo.

Inoltre, tutte le domeniche, alle ore 11.00, prima della trasmissione ‘ammiraglia’, va in onda “Le storie di Melaverde”, approfondimenti di temi già trattati ma riproposti in una chiave nuova.

Soccorso Alpino – Servizio Provinciale Trentino. Intervento notturno sul Lagorai (Buse dell’Oro) in aiuto a due escursionisti che hanno perso la traccia del sentiero.

Si è concluso verso le 1.30 di questa notte l’intervento che ha visto impegnata la Stazione San Martino di Castrozza del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino nel prestare soccorso a due escursionisti che avevano smarrito il sentiero nella zona Buse dell’Oro (gruppo del Lagorai) sopra l’ex Malga Colbricon. I due escursionisti, un uomo e una donna di origine veneta ma residenti in Trentino, hanno perso l’orientamento a causa della fitta nebbia e hanno deciso di chiedere aiuto al Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 16.50 di ieri quando, ormai persa la traccia del sentiero, si sono ritrovati in una zona particolarmente impervia, in mezzo agli schianti provocanti dalla tempesta Vaia.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino ha inviato sul posto due squadre per un totale di sei soccorritori della Stazione San Martino di Castrozza. I due escursionisti, illesi, sono stati raggiunti a una quota di 1980 m.s.l.m. a tarda notte, vista la difficoltà a localizzare con precisione la posizione dei due e la presenza sul terreno di numerosi schianti. Sono stati quindi accompagnati a valle in sicurezza, fino alla loro macchina che era parcheggiata al lago di Paneveggio. Non è stato necessario il ricovero in ospedale.

A supporto degli operatori della Stazione San Martino di Castrozza sono state attivate anche le Stazioni di Primiero, Caoria e Moena ma il loro intervento non si è reso necessario.

 

 

Foto: archivio Soccorso Trentino

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