Si prevedono impatti limitati sulle linee del Brennero e della Valsugana. Sciopero Ferrovie da giovedì a venerdì sera.

Il Servizio trasporti pubblici della Provincia comunica che dalle ore 21.00 di giovedì 24 alle ore 21.00 di venerdì 25 ottobre 2019 i treni potranno subire cancellazioni o variazioni, per uno sciopero nazionale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Per i treni regionali lungo le Ferrovie del Brennero e della Valsugana gli impatti dovrebbero comunque essere limitati.
Si fa comunque presente che sono garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 18.00 alle ore 21.00.
L’agitazione sindacale potrà comportare ulteriori modifiche al servizio anche prima dell’inizio e dopo la sua conclusione.

Pro-loco: deputati trentini Lega a Renzi, più rispetto a chi fa volontariato.

«Condividiamo in pieno la nota del Presidente della Federazione Trentina delle Pro-Loco, Enrico Faes. Stigmatizziamo anche noi l’uscita a dir poco infelice del senatore Matteo Renzi che, ospite di Porta a Porta, ha detto ‘Se fai il ministro stai nelle istituzioni, non fai pagliacciate in piazza altrimenti vai a fare il presidente della Pro-Loco’”. Così la deputata trentina della Lega Vanessa Cattoi, intervenuta in proposito nell’Aula di Montecitorio.

“Ricordiamo all’ex presidente del consiglio – sottolinea Cattoi in una nota congiunta con i deputati trentini della Lega Diego Binelli, Martina Loss e Mauro Sutto – che le Pro-Loco hanno lo scopo di promuovere e sviluppare il territorio attraverso l’operato di volontari che mettono a disposizione il proprio tempo con grande amore per la propria terra e un forte senso di appartenenza alla comunità. Un lavoro prezioso dal duplice effetto benefico perché, oltre a migliorare paesi e città – e quindi la qualità della vita dei cittadini -, valorizzano il patrimonio culturale, ambientale e storico dei territori. Come deputati trentini vogliamo esprimere il nostro sostegno a tutte le Pro-Loco che sul territorio nazionale svolgono questa importante funzione sociale. Ci auguriamo che i rappresentanti delle istituzioni si rivolgano alle associazioni di volontariato non con termini e toni denigratori come quelli usati da Renzi, ma con il massimo rispetto che esse meritano».

Incidente mortale nei pressi della cima del Monte Ziolera (gruppo del Lagorai).

Un escursionista di Trento del 1950 ha perso la vita sulla cima del Monte Ziolera (gruppo del Lagorai). L’uomo si trovava poco sotto la vetta in compagnia di altre due persone quando in fase di discesa è scivolato sull’erba finendo duecento metri più a valle. Fatali per lui le ferite riportate nella caduta. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze è arrivata verso le 12.50.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero, il quale ha portato sul luogo dell’incidente l’equipe medica e, in una seconda rotazione, due operatori della Stazione Bassa Valsugana. Per l’uomo purtroppo non c’era ormai nulla da fare e il medico non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. Una volta ottenuto il nulla osta delle autorità, la salma è stata recuperata e portata alla camera mortuaria di Borgo Valsugana.

In contemporanea si è svolto un altro intervento dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino e Speleologico con due operatori della Stazione San Martino di Castrozza e la Guardia di Finanza di Passo Rolle che hanno raggiunto un escursionista veneto del 1958 sentitosi poco bene sulla cima del Monte Castelazzo (trekking del Cristo pensante). L’uomo è stato accompagnato a valle in sicurezza fino a Passo Rolle.

Nel pomeriggio, verso le 16.15, altra chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112. Un uomo stava affrontando il penultimo tiro lungo una via di arrampicata sulla cima Cornella, sopra il paese di Mezzolombardo, quando ha perso l’appiglio precipitando per circa venti metri.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino centrale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che lo ha recuperato a bordo del velivolo per il trasporto all’ospedale Santa Chiara di Trento per i traumi riportati nella caduta.

 

 

Rispetto al ddl d’iniziativa giuntale in materia di contratti pubblici e di appalti, il Gruppo del Partito Democratico del Trentino chiede che lo stesso venga ritirato per essere discusso in Commissione e per consentire all’Esecutivo provinciale un nuovo dialogo con le parti sociali, le associazioni di categoria e le forze politiche rappresentate in Consiglio.

Riteniamo che la Giunta provinciale abbia fatto bene ad attivarsi con tempestività per scongiurare la dinamica distorta andata in scena negli ultimi appalti, nei quali lavoratori già marginali hanno visto un’ulteriore decurtazione del proprio reddito. Tuttavia, con la stessa serietà con la quale abbiamo agevolato l’iter di questa proposta normativa affinché si ristabilissero condizioni di lavoro degne di un Paese e di una Provincia civile, chiediamo ora alla Giunta di rinviare la trattazione del disegno di legge per recuperare un’intesa con le associazione dei lavoratori e imprenditoriali.

Già stravolto dagli emendamenti presentati dalla Giunta stessa, il testo della legge è infatti stato ulteriormente e pesantemente modificato da sub-emendamenti voluti dall’Esecutivo stesso. Ne risulta una proposta normativa se possibile peggiorativa di quella attuale, che irrigidisce in norma un’armonizzazione tra valori e principi che può essere invece raggiunta solo nella flessibilità della contrattazione e della concertazione.

Tutela dei lavoratori, libertà dell’impresa e efficienza della pubblica amministrazione sono tre imprescindibile e inscindibili componenti di una stessa realtà. Ritenere di poter raggiungere soluzioni equilibrate e rispettose senza la necessaria condivisione e concertazione è sbagliato e pericoloso.

 

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Il Gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico del Trentino

Interlocutorio e non soddisfacente per le Confederazioni trentine l’odierno incontro con l’Assessore Stefania Segnana sulle politiche per la salute.

Si è tenuto quest’oggi l’incontro più volte rinviato fra i Segretari confederali Ianeselli, Pomini ed Alotti, supportati dalle categorie del settore, con l’Assessore Segnana ed il Dirigente del Dipartimento Salute dott. Riuscitti.

All’ordine del giorno lo stato di avanzamento del piano di efficientamento dell’APSS, con l’annunciata riduzione delle risorse sul bilancio dell’Azienda sanitaria, quello della riorganizzazione della rete ospedaliera in riferimento al NOT ed al riordino della medicina territoriale, le liste d’attesa per le visite specialistiche ed accertamenti diagnostici, la salute e sicurezza del lavoro.

Sollecitata pure una nuova campagna di reclutamento di personale sanitario e non, l’adeguamento ed il rinnovo della contrattazione collettiva provinciale.

Le risposte avute, data l’esiguità del tempo concesso all’incontro e l’evidente ritardo della discussione tecnica ancora in essere fra l’Assessorato e l’APSS rispetto al piano di efficientamento, sono state interlocutorie, parziali e comunque non soddisfacenti.

Il giudizio non positivo espresso da CGIL CISL e UIL arriva dopo ben un anno di attività politica della nuova responsabile dell’Assessorato ed a ridosso della legge di bilancio 2020, dalla quale forse si percepira’ l’indirizzo concreto della politica sanitaria della Giunta Fugatti.

Riguardo al lavoro di efficientamento del bilancio e dei servizi i sindacati hanno evidenziato la necessità di adottare i “costi standard” riguardo alle forniture e di evitare l’esternalizzazione dei servizi di manutenzione vista la possibilità di utilizzare i propri tecnici e manutentori in organico. Richiesta un’accelerazione riguardo alle scelte operative riguardanti il Nuovo Ospedale di Trento, una maggior sintonia con l’Università di Trento per il reperimento e la formazione del personale sanitario e non, cronicamente mancante, maggior attenzione alle politiche della salute, sia in riferimento ai Livelli Essenziali di Assistenza che alla Sicurezza e salute sul lavoro.

L’Assessore Segnana ha assicurato, una volta definito il piano di efficientamento con l’APSS, riconvocare le Confederazioni per un confronto più concreto e di dettaglio sull’azione di razionalizzazione della spesa annunciata, che il Sindacato ha chiesto debba essere utile al rilancio delle politiche sanitarie per i cittadini trentini e non un’operazione di tagli e ridimensionamento dei servizi pubblici per la salute.

“Presidente Fugatti, sospenda il disegno di legge con la clausola sociale sugli appalti dei servizi. Ripartiamo daccapo e scriviamo una norma che tuteli davvero i lavoratori e che ripari anche dal prevedibile contenzioso”.

E’ questa la richiesta praticamente corale che i consiglieri di opposizione hanno fatto partire poco fa, dall’affollato tavolo attivato dal presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, in seguito alla richiesta avanzata urgentemente dai sindacati.

Fulvio Ianeselli (Cgil) ha detto che il ddl Fugatti era stato presentato – e positivamente accolto – come l’avvento di una Gerusalemme, come novità dirompente nel campo degli appalti dei servizi. Poi sono arrivati i nuovi commi 4 ter 1 e 4 ter quinquies, che di fatto stravolgono la proposta legislativa, nel primo caso introducendo una deroga e nel secondo caso addirittura disapplicando il tanto atteso principio di continuità occupazionale e retributiva per gli addetti in forza all’appaltatore uscente. Viene inoltre prevista una liberalizzazione dei subappalti che anticipa frettolosamente un obbligo in arrivo dall’Unione europea.

Stefano Picchetti (Uil) ha citato invece l’Ue per ricordare che essa chiede di tutelare i lavoratori, mentre con gli articoli scritti dalla Giunta provinciale accadrà che la ditta appaltatrice potrà facilmente dichiarare di avere già in forza gli addetti necessari, evitando di dover riassumere gli uscenti.

Molto dura Paola Bassetti (Filcams): ci sono qui con noi lavoratori dell’azienda sanitaria, e sono 800 in tutto, impiegati per 500 euro al mese. Chiedono la garanzia di continuare a poter contare su queste 500 euro al mese, per un lavoro umile ma prezioso, verso il quale la politica deve assumersi una responsabilità. “Altrimenti dimettetevi”.

Diversi consiglieri hanno preso la parola.
Paolo Ghezzi (Futura): il ddl è stato ribaltato. Presidente Fugatti, cambiamo assieme quel testo.
Filippo Degasperi (5 Stelle): presidente Fugatti, sospendiamo la materia, altrimenti verrà perpetrato un grandissimo raggiro per tutti.
Alessandro Olivi (Pd): sarebbe bastato un comma che chiarisse meglio il concetto di “continuità di lavoro” nella clausola sociale già oggi prevista in legge. Invece ecco un “mostriciattolo” di norma, che rischia di aprire un contenzioso furibondo. Fermatevi. E valutate anche il nostro emendamento che mira a far sì che gli appalti vengano vinti dalla ditta migliore, non dal prezzo più basso.
Ugo Rossi (Patt): io fin dall’inizio avevo detto “attenzione”, perché la materia è delicata e bisogna contemperare i diritti dei lavoratori ma anche la libertà del mercato e dell’impresa. Appena quattro mesi fa la maggioranza ha fatto passare una legge che introduce il criterio del massimo ribasso per tutti gli appalti di piccole dimensioni. Si sbaglia, si continua a sbagliare.

A rappresentare l’esecutivo, con il presidente Fugatti in viaggio per rientrare a Trento, c’era l’assessore Mirko Bisesti. Riferirò – ha detto – i contenuti dell’incontro. Ricordo però che la Giunta non ha mai promesso una Gerusalemme, ma solo l’onesto sforzo di mettere mano a una situazione che ha trovato e che è oggettivamente non accettabile, come ha dimostrato ad esempio l’appalto per il servizio di portierato in Università.

All’incontro di oggi pomeriggio erano presenti anche i consiglieri di maggioranza Dalzocchio, Masè, Paoli e quelli di minoranza De Godenz, Coppola, Marini, Ferrari, Demagri, Zeni, Manica, Tonini e Dallapiccola.

 

 

Cominciata la sesta edizione dell’iniziativa che ha già coinvolto 10.000 studenti. 350 futuri patentati oggi in classe.

Coinvolgente e partecipato l’appuntamento di questa mattina con “ABC – l’Autostrada del Brennero in Città”, il progetto educativo di Autostrada del Brennero, realizzato con la collaborazione della Polizia Stradale, tenutosi nell’Auditorium dell’Istituto Kunter di Bolzano.

Circa 350 studenti di lingua italiana e ladina degli Istituti Galilei, Einaudi, Battisti, Gandhi, Delai, Walther e del Liceo Ortisei hanno preso parte all’iniziativa, volta a sensibilizzare i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado sul tema dell’educazione stradale. Il progetto, giunto alla sua sesta edizione, ha visto nelle cinque edizioni precedenti la partecipazione di oltre 10.000 studenti.

In apertura, hanno portato i propri saluti e presentato l’evento ai ragazzi il Presidente di Autostrada del Brennero SpA, Hartmann Reichhalter, il Dirigente del Compartimento della Polizia Stradale per il Trentino, l’Alto Adige e Belluno, Giancarlo Sant’Elia e il Vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Giuliano Vettorato. È stato poi proiettato il pluripremiato film “Young Europe”, prodotto dalla Polizia di Stato e cofinanziato dalla Commissione Europea, ideato con il preciso scopo di promuovere un comportamento prudente alla guida. Utilizzando il tema dell’incidente automobilistico per parlare di legalità e sicurezza stradale, il film si rivolge ai ragazzi con un linguaggio semplice ed efficace.

Dopo la proiezione ha avuto luogo l’intervento degli operatori della Polizia di Stato e del personale di Autostrada del Brennero che, con la proiezione di alcuni incidenti colti dalle telecamere poste in autostrada, hanno coinvolto gli studenti in un dibattito sulla sicurezza stradale. A seguire, gli studenti sono stati invitati a provare, a turno, degli speciali occhiali che, tramite una particolare tecnologia ottica, consentono a chi li indossa di vivere le stesse limitazioni che si hanno quando ci si trova in stato di ebbrezza provocando una leggera visione offuscata e un restringimento del campo visivo. In tal modo anche semplici attività come camminare dritti, restare in equilibrio su una gamba sola, o afferrare un mazzo di chiavi, risultano difficili.

Con quest’iniziativa Autostrada del Brennero continua il viaggio per la tutela della sicurezza dedicato ai giovani, futuri utenti autostradali, cominciato sei anni fa.

La presentazione del Dossier a cura di Idos, Centro Studi e Ricerche, si terrà domani, giovedì 24 ottobre in tutte le Regioni e Province autonome italiane.

A Trento la presentazione sarà ospitata dall’Università e si terrà alle 15 nell’Aula Kessler del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale (Via Verdi 26)
In allegato la locandina dell’evento di Trento e il comunicato stampa generale, diramato nei giorni scorsi da Idos.

Dossier Statistico Immigrazione 2019: tra gli stranieri, più cristiani che musulmani e più ortodossi che cattolici. Serve una legge quadro sulla libertà religiosa

Contrariamente all’opinione comune, tra gli stranieri in Italia i cristiani sono la maggioranza (2.742.000, pari al 52,2% del totale) e la componente musulmana ammonta solo a un terzo del totale (1.733.000 fedeli, il 33,0%).

La numerosa presenza di romeni, da diversi anni di gran lunga la prima collettività straniera in Italia con 1,2 milioni di residenti (oltre un quinto del totale), ha rafforzato la componente dei cristiani ortodossi che, con 1 milione e mezzo di fedeli stranieri, supera, tra questi ultimi, i cattolici (meno di 1 milione). Oggi la Chiesa romena vanta oltre 200 parrocchie, si distingue per il suo impegno ecumenico e mantiene ottimi rapporti con quella romano-cattolica che, non di rado, mette a disposizione locali e chiese per il culto ortodosso.

In diminuzione la presenza evangelica (il 4,4% del totale), rallentata dal sostanziale calo dei flussi provenienti da alcuni paesi. Quanto ai musulmani, un altro fatto meno noto è che una buona parte proviene dall’Europa balcanica (principalmente albanesi, non particolarmente praticanti) e dall’Africa mediterranea (innanzitutto dal Marocco). «Quello più diffuso in Italia è un islam ‘culturale’, alimentato da un remoto richiamo della memoria religiosa del paese d’origine – spiega Paolo Naso, politologo dell’Università Sapienza di Roma e membro del comitato scientifico del Dossier Statistico Immigrazione – che si esprime soprattutto nel digiuno del mese di ramadan e nella partecipazione ad alcuni momenti comunitari. D’altra parte una comunità così numerosa e variegata non sempre trova guide formate e preparate a rispondere alle domande di dialogo e di presenza pubblica che le istituzioni, la società italiana e le altre comunità di fede pongono all’islam italiano. Spesso, gli imam sono sostanzialmente autodidatti in materia coranica e dottrinale, mentre si fa sempre più urgente la creazione di una scuola “italiana” che formi guide spirituali qualificate e pronte a esercitare quel ruolo di ponte e di mediazione culturale che serve a costruire un islam propriamente europeo».

«Il Dossier rileva anche un grave ritardo legislativo in materia di libertà religiosa, su cui servirebbe quanto prima una legge quadro, dal momento che il mondo così articolato e complesso delle nuove presenze religiose in Italia è regolamentato da una vetusta legislazione di epoca fascista – aggiunge Claudio Paravati, direttore del Centro Studi Confronti – ed è un ritardo grave che, oltre a ledere diritti fondamentali in materia di libertà religiosa, rallenta l’emersione pubblica di comunità di fede che potrebbero avere un ruolo importante sul piano delle politiche sociali, di integrazione e di contrasto al radicalismo».
Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS, conclude: «L’uso strumentale della religione e dei suoi simboli, all’interno di comizi pubblici, in cui venivano branditi e baciati contro la presunta minaccia di un attacco identitario da parte dei migranti che professano altre religioni, ammanta la xenofobia e l’intolleranza razzista di un devozionismo ideologico che poco ha a che fare con lo spirito di accoglienza, condivisione, dialogo e fratellanza che connota ogni fede autentica».

Queste le anticipazioni sul panorama multireligioso in Italia, sullo stato del dialogo interreligioso e sulle esigenze di una normativa più adeguata sulla libertà religiosa, tratte dal Dossier Statistico Immigrazione 2019, realizzato da Idos in partenariato con Confronti, che sarà presentato il prossimo 24 ottobre alle ore 10.30 a Roma e, in contemporanea, in tutte le regioni e province autonome italiane.

 

 

 

Siamo rimasti stupiti di quanto avvenuto nella giornata di ieri in Consiglio comunale quando da una semplice discussione sull’intitolazione di un parco a Gardolo a Padre Fabrizio Forti, ex Padre del carcere di Trento, un’intitolazione richiesta in una mozione della Lega Nord Trento e con primo firmatario l’allora Consigliere comunale, ora provinciale, Devid Moranduzzo che si era fatto carico delle richieste fatte in circoscrizione e dagli abitanti di Gardolo, si è vista una sinistra rancorosa che chiedeva alla Lega Nord di Trento di ritirare il nome proprio del primo firmatario, colpevole del sol fatto di aver detto che Padre Zanotelli dovrebbe svolgere il suo lavoro di missionario in Africa, senza far tanta politica a livello locale.

Sono emerse dichiarazioni gravi, arrivate persino alla non conoscenza del regolamento, che non sono state censurate nei giusti modi e che dimostrano ancora una volta come questa sinistra a Trento sia ormai al capolinea, arrivando persino a citare persone non presenti e “colpevoli” di essere portatori di richieste fatte dalla cittadinanza. Forse qualcuno – prima di giudicare dichiarazioni di chi è stato eletto anche in Consiglio provinciale – dovrebbe iniziare a farsi un esame di coscienza.

È questo quanto dichiarato in una nota dal Capogruppo della Lega Nord Trento Bruna Giuliani.

“Grazie all’approvazione di un nostro emendamento si è chiarito e confermato che i ricorsi in materia di lavoro restano competenza della Provincia autonoma di Bolzano. Si risolve così una vicenda che rischiava di generare incertezza normativa e, nei fatti, ridurre le competenze della nostra Provincia su una materia su cui le prerogative sono già limitate.”

Così nel suo intervento in aula il senatore della SVP Dieter Steger sul provvedimento Crisi Aziendali.

“Importante poi è l’emendamento, sempre proposto dal nostro Gruppo a prima firma del collega valdostano Lanièce, con cui si è riconosciuta la stagionalità del lavoro per gli impianti a fune, a riprova di un’attenzione e di una sensibilità alle nostre istanze.

Tuttavia ci aspettavamo più coraggio sul superamento delle norme introdotte dal decreto crescita che sta mettendo in grave difficoltà le imprese che operano nell’edilizia e per l’efficientamento energetico. Oggi le imprese sono chiamate a riconoscere uno sconto ai clienti, per poi recuperare l’importo sotto forma di sgravi fiscali spalmati negli anni. L’intento della norma è condivisibile ma, per come è stata strutturata, costringe le imprese a fare da cassa, con un grave problema di liquidità soprattutto per le piccole e medie. Allo stesso tempo bisognava farsi carico della crisi che rischia di investire il settore turistico-alberghiero dopo il fallimento della Thomas Cook.

Su questi ambiti in Commissione c’è stato un primo passo in avanti con l’accoglimento di ordini del giorno che anch’io ho sostenuto, ma è evidente che da soli non bastano. Ci vogliono misure immediate, per far sì che le agevolazioni sulle ristrutturazioni non ricadano poi su imprese che avrebbero seri problemi di liquidità e per dare aiuto agli albergatori coinvolti nel fallimento della Thomas Cook. Da parte nostra – ha concluso Steger – solleciteremo il Governo a interventi in tale direzione con la Legge di Bilancio. Questi settori non possono e non devono aspettare.”

 

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SVP-SENATOR DIETER STEGER IN SEINER STELLUNGNAHME ZU DEN GESETZLICHEN MASSNAHMEN BETREFFEND DIE VERMEIDUNG VON UNTERNEHMENSKRISEN: LAND SÜDTIROL BLEIBT FÜR ARBEITSRECHTLICHE REKURSE ZUSTÄNDIG

“Dank unseres Abänderungsantrages, der gestern von der zuständigen Kommission angenommen worden ist, bleiben die arbeitsrechtlichen Rekurse auch weiterhin im Zuständigkeitsbereich des Landes Südtirol.“

Dies betonte SVP-Senator Dieter Steger heute im Plenum bei der Behandlung der Maßnahmen, um Unternehmenskrisen zu vermeiden.

„Eine Angelegenheit, die zu rechtlicher Verunsicherung geführt hat, ist aus der Welt geschafft: Die Zuständigkeiten des Landes Südtirol in einem Bereich mit bereits eingeschränkten Sonderrechten bleiben erhalten. Ein Beweis dafür, dass die neue Regierungsmehrheit unseren Anliegen eine besondere Aufmerksamkeit und Sensibilität entgegenbringt.“

„Ein wichtiger Schritt war auch der Änderungstrag, den Kollege Albert Lanièce als Erstunterzeichner vorgelegt hat: Mit diesem wurde der saisonale Charakter der Arbeitsverhältnisse bei Aufstiegsanlagen anerkannt.“

„Wir hätten uns aber trotzdem mehr Mut seitens der Regierungsmehrheit gewünscht, um gewisse vom ‚Wachstumsdekret‘ eingeführten Maßnahmen zu überwinden. Diese führen besonders für Unternehmen, die im Bauwesen und in der energetischen Sanierung tätig sind zu gravierenden Schwierigkeiten.”

„Die betroffenen Betriebe müssen ihren Kunden heute für ihre Leistungen einen Preisnachlass gewähren, der dann erst in den Folgejahren schrittweise über Steuererleichterungen wieder zurückgeholt werden kann. Die eigentliche Absicht dieser Maßnahme, nämlich den Kunden die staatliche Beihilfe sofort zukommen zu lassen, anstatt diese in einem Zehnjahreszeitraum über Steuerguthaben zu gewähren, ist nachvollziehbar. Tatsächlich zwingt sie aber die Betriebe, die Aufgaben eines Kreditinstituts zu übernehmen – was zu folgenschweren Engpässen in der Liquidität und im schlimmsten Fall zum Bankrott, vor allem von mittleren und kleinen Unternehmen, führen kann. Dies ist nicht gerechtfertigt.“

„Gleichzeitig wäre auch Verantwortung für die sich nach dem Konkurs des Reiseanbieters Thomas Cook anbahnende Krise im Tourismusbereich zu übernehmen gewesen.“

„In diesen beiden Fällen hat die zuständige Gesetzgebungskommission im Senat einen ersten wichtigen Schritt getan, indem sie zwei entsprechende Beschlussanträge, die auch von uns unterstützt wurden, angenommen hat. Diese allein reichen aber nicht aus. Es braucht vielmehr unmittelbare Maßnahmen, um diese Probleme tatsächlich zu lösen.“

„Die Regierung ist deshalb dringend aufgefordert, im Haushaltsgesetz die in den Beschlussanträgen vorgesehenen Maßnahmen zu ergreifen. Wir werden jedenfalls alles dafür tun, dass diese notwendigen Maßnahmen nicht auf die lange Bank geschoben werden, so abschließend Senator Steger.“

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