Terza edizione di “FATTORE COMUNE” il progetto nato come evento mirato a sviluppare sinergie tra quelle eccellenze italiane, tutelate dall’Unione Europea, che vantano la protezione accordata alla denominazione dei rispettivi Comuni da cui provengono.

Prodotti tipici che identificano nel proprio nome, la provenienza, accomunandone qualità e territorialità: ad organizzare il momento di promozione dei prodotti anche quest’anno è Il Consorzio della Focaccia di Recco col formaggio IGP.

 

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Un incontro tra eccellenze che si è indubbiamente rivelato nelle prime due edizioni come una importante occasione per produttori, Consorzi, Amministrazioni e Istituzioni, durante il quale presentare e raccontare i percorsi fatti, i risultati e gli obiettivi raggiunti; un vero laboratorio di esperienze e nuove idee.

Nelle scorse annate i prodotti protagonisti sono stati: il Lardo di Arnad DOP della Valle d’Aosta, la Robiola di Roccaverano DOP del Piemonte, i Maccheroncini di Campofilone IGP della Marche, il Prosciutto di Norcia IGP dell’Umbria e il Pane di Genzano IGP del Lazio per l’edizione del 2017.

Il Barolo DOCG e il Bra duro e tenero DOP per il Piemonte, il Puzzone di Moena DOP per il Trentino Alto Adige, il Lardo di Colonnata IGP per la Toscana, i Funghi di Borgotaro IGP per l’Emilia Romagna nel 2018. Naturalmente non è mancatala Focaccia di Recco col formaggio IGP indiscussa padrona di casa.

Quest’anno, oltre alla celebre Focaccia, saranno presenti: tre prodotti provenienti dal Piemonte, il Consorzio Castelmagno DOP, il Consorzio Riso di Baraggia DOP e il Consorzio GAVI DOCG, dalla Lombardia il Consorzio Salame d’oca di Mortara IGP e dall’Emilia Romagna il Consorzio dei Salumi Piacentini DOP.

L’evento, per la giornata dell’8 Novembre, sarà suddiviso in due momenti, il primo presso il Teatro di Sori con gli interventi delle Istituzioni e degli organi preposti al controllo dei prodotti ai quali seguirà un “talk show” aperto ai media, food blogger e personaggi d’opinione in cui produttori, Consorzi e Amministrazioni pubbliche presenti potranno illustrare il proprio operato e le DOP o IGP del territorio di provenienza.

Il secondo momento è previsto a Recco all’interno di uno dei più prestigiosi locali del Consorzio della Focaccia: Ristorante Manuelina dove a partire dalle ore 20.00 verranno allestiti spazi dedicati ai Consorzi presenti a questa edizione, con relativi banchi di assaggio e degustazione, presso i quali sarà un piacere condividere le tipicità dei prodotti, e sarà anche un’occasione di dialogo e di scambio di opinioni con gli ospiti accreditati.

Il giorno 9 Novembre sarà decisamente più ludico, dopo una piacevole visita al borgo marinaro di Camogli con le sue case color pastello e con sosta gourmet presso la Focacceria Revello, è previsto a Recco un pranzo ligure e uno show cooking al ristorante Da Lino.

Vi allego l’intero programma dell’evento, in modo che possiate prendere visione anche dei momenti collaterali a quelli citati, con la speranza che richiami l’attenzione per il vostro lavoro. Resto a disposizione per eventuali ragguagli in merito e vi ringrazio per avermi letto e dedicato il vostro prezioso tempo.

Reati ostativi: la mancata collaborazione con la giustizia non impedisce i permessi premio purché ci siano elementi che escludono collegamenti con la criminalità organizzata.

La Corte costituzionale si è riunita oggi in camera di consiglio per esaminare le questioni sollevate dalla Corte di cassazione e dal Tribunale di sorveglianza di Perugia sulla legittimità dell’articolo 4 bis, comma 1, dell’Ordinamento penitenziario là dove impedisce che per i reati in esso indicati siano concessi permessi premio ai condannati che non collaborano con la giustizia. In entrambi i casi, si trattava di due persone condannate all’ergastolo per delitti di mafia.

In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio stampa della Corte fa sapere che a conclusione della discussione le questioni sono state accolte nei seguenti termini.
La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 4 bis, comma 1, dell’Ordinamento penitenziario nella parte in cui non prevede la concessione di permessi premio in assenza di collaborazione con la giustizia, anche se sono stati acquisiti elementi tali da escludere sia l’attualità della partecipazione all’associazione criminale sia, più in generale, il pericolo del ripristino di collegamenti con la criminalità organizzata. Sempre che, ovviamente, il condannato abbia dato piena prova di partecipazione al percorso rieducativo.

In questo caso, la Corte – pronunciandosi nei limiti della richiesta dei giudici rimettenti – ha quindi sottratto la concessione del solo permesso premio alla generale applicazione del meccanismo “ostativo” (secondo cui i condannati per i reati previsti dall’articolo 4 bis che dopo la condanna non collaborano con la giustizia non possono accedere ai benefici previsti dall’Ordinamento penitenziario per la generalità dei detenuti).

In virtù della pronuncia della Corte, la presunzione di “pericolosità sociale” del detenuto non collaborante non è più assoluta ma diventa relativa e quindi può essere superata dal magistrato di sorveglianza, la cui valutazione caso per caso deve basarsi sulle relazioni del Carcere nonché sulle informazioni e i pareri di varie autorità, dalla Procura antimafia o antiterrorismo al competente Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

ALA: Mozione “No Valdastico” del Pd, Il PATT si astiene. “Contrari a uscita lagarina, ma l’interporto va raccordato con la A31”.

Il PATT alense fin dalle prime dichiarazioni di Fugatti circa l’ipotesi di uscita della A31 a Rovereto Sud, ha immediatamente e pubblicamente esposto la propria contrarietà a questa scelta.

Le argomentazioni partono dalla mancanza di uno studio che dimostri concretamente i vantaggi per il Trentino rispetto a questa scelta e spaziano dall’inutile deturpazione ambientale della Valle di Terragnolo, alla mai smentita possibilità di compromettere le falde acquifere della sorgente di Spino, all’assurda immissione di ulteriore traffico veicolare nella già congestionata viabilità lagarina, al possibile danno economico per il tessuto commerciale autoctono che assisterebbe all’ennesima fuga verso il mercato veneto non solo da sud ma anche da est, fino al poco lungimirante mancato raccordo con l’interporto, e all’ennesima mancata risoluzione delle storiche problematiche viabilistiche valsuganotte.

Riiteniamo quindi lo sbocco della Valdastico in Vallagarina un’operazione assolutamente priva di meriti e anzi potenzialmente dannosa. Un mero favore al Veneto.
Invece potrebbe essere una soluzione migliore l’ipotesi dell’uscita a Trento Sud con un collegamento non autostradale, una soluzione che valorizzerebbe l’interporto e soprattutto sgraverebbe potenzialmente il grave problema di traffico sull’attuale Valsugana.

Partendo dal presupposto che comunque non abbiamo bisogno di altro asfalto ma di investire nella rotaia, il concetto è che se proprio di raccordo con la A31 si deve parlare, si capitalizzi il maggior vantaggio per il Trentino, senza deturpare valli incontaminate e solo a fronte di benefici concreti.

Per questo motivo non riteniamo corretto respingere l’idea di un collegamento con il Veneto nella sua globalità così come da proposta di mozione del Pd alense giudicando che il progetto della precedente giunta Rossi, appoggiato anche dal Pd, sia invece interessante.

Se non accettiamo un sì ideologico ad un’opera senza uno studio che ne dimostri un vantaggio per il Trentino, per lo stesso ragionamento non possiamo avvallare un no quando forse con scelte diverse si potrebbero risolvere anche criticità sul nostro territorio provinciale.

Per questo motivo, in relazione alla mozione così espressa, riteniamo corretta l’astensione al voto.

 

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Francesca Aprone

Segretaria Politica PATT Sezione di Ala

Gli ordini del giorno legati al ddl 29 della Giunta sugli appalti e i contratti pubblici.

L’odg numero 1, proposto Filippo Degasperi (5 Stelle), chiede al Consiglio di impegnare la Giunta provinciale ad attivare un tavolo di confronto con l’Università di Trento, le imprese aggiudicatarie e le rappresentanze sindacali disponibili a verificare la situazione della reception dell’Ateneo e ad individuare come riportare lo standard di servizio al livello atteso e allo stesso tempo le modalità utili a ripristinare il precedente trattamento economico dei lavoratori.

L’odg 2, di Alex Marini (5 Stelle) impegna la Giunta a predisporre entro tre mesi dall’approvazione di questo stesso odg il regolamento di attuazione della legge 2 del 2016 sugli appalti per la verifica della correttezza delle retribuzioni nell’esecuzione dei contratti pubblici e ad adeguare la normativa in materia di verifica dell’effettiva tutela dei lavoratori in fase di esecuzione dell’appalto.

L’odg numero 3, proposto da Ugo Rossi (Patt), impegna la Giunta ad effettuare nel priù breve tempo possibile un’analisi organizzativa, tecnica ed economica per verificare se si possono adottare soluzioni più sostenibili dal punto di vista finanziario per l’approntamento delle strutture in cui svolgere le gare di pattinaggio sul ghiaccio di velocità previste a Baselga di Pinè in occasione dalle Oimpiadi invernali del 2026, dal momento che l’investimento ipotizzato ammonta a 37 milioni di euro.

L’odg 4 proposto ancora da Marini e sottoscritto da Degasperi, impegna l’esecutivo a riunire e a coordinare in un unico disegno di legge ispirato ai principi della chiarezza e dell’uniformità, denominato “Codice degli appalti e dell’attività contrattuale e dell’amministrazione dei beni della Provincia autonoma di Trento”, tutte le leggi e i decreti oggi in vigore, che rendono molto complessa la materia, ddl da sottoporre all’esaem del Consiglio entro un anno dall’approvazione di questo odg.

“Esprimo il mio pieno appoggio e la mia soddisfazione per l’avvenuta approvazione, questo pomeriggio nel corso della seduta del Consiglio provinciale, della nuova legge sull’agriturismo proposta dall’Assessore Zanotelli e della Giunta provinciale presieduta da Maurizio Fugatti. Una legge che valorizza appieno l’immagine della nostra Provincia autonoma legata alle tradizioni, all’agricoltura, al territorio, ai nostri prodotto locali.

Questo perché l’agriturismo è un comparto fondamentale del Trentino, non solo in termini di immagine – come detto -, ma anche occupazionali. Sono infatti ben 500, in Trentino, gli agriturismi che danno lavoro ad altrettanti famiglie, imprenditori e giovani. Tutte realtà che, grazie a questa legge, vengono valorizzate oggi in termini distintivi e terminologici come – appunto – “agriturismi”, cosa che li renderà sotto ogni punto di vista distinti da altre pur importanti attività come bar, pizzerie, ristoranti.

Questa nuova legge però non è importante solo perché regolamenta l’ambito agrituristico, definendolo con precisione come poc’anzi detto, ma anche perché lo stimola nella crescita e predispone misure per innalzarne in modo significativo la qualità. Tutto ciò a vantaggio, ancora una volta, sia delle attività agrituristiche stesse – e quindi dei prodotti del nostro territorio, oltre che di quanti vi lavorano – sia di un’offerta che non potrà che essere qualitativamente migliore; con benefici quindi generalizzati.

Impiegando una formula di sintesi, ma non per questo poco fedele, anzi, potremmo pertanto affermare che questa non è una legge “sull’agriturismo” ma “con l’agriturismo”. Si tratta cioè di una normativa organica, ben strutturata, non calata dall’alto ma pensata insieme al settore che va a regolare. Tutto ciò, in aggiunta a quanto detto, ritengo sia dimostrativo di un certo modo di fare politica con l’ascolto del territorio e delle sue esigenze; ascolto che continuerà, come dimostra il fatto che la partita più importante, quella del regolamento, verrà affrontata assieme a tutti gli attori coinvolti in esso”.

È quanto affermato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Denis Paoli.

Preoccupazioni ed ombre della legge sugli Agritur approvata oggi in Aula.

Nel percorso di una Giunta che aveva velleità di stupire con azioni pirotecniche l’approvazione di questo ddl compie un passo che assomiglia invece più  allo scoppio di un petardo.

Utilizzare infatti lo strumento di una norma per assegnare 40 mila € ad un’associazione anziché tra l’altro ad un’intera categoria è sbagliato. Ci sarebbe voluta più giustizia e ammettere a contributo tutti tramite bando.

Da AUTONOMISTI poi non possiamo poi non stigmatizzare che aprendo lo strumento normativo si sia di fatto aperta anche la porta all’adeguamento alle norme nazionali. In questo modo la Lega fa compiere al Trentino un ulteriore nuovo passo verso l'”italianizzazione” della nostra povera provincia.

In particolare da oggi chi effettuava piccole attività di diversificazione come degustazioni, fattorie didattiche etc, sarà ora soggetto a contabilità separata.

Insomma, tasse, e nessuna semplificazione burocratica con i comuni che ora avranno anche un compito in più coi controlli sulle SCIA.

Anche oggi nubi sull’agricoltura trentina.

 

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Michele Dallapiccola

Consigliere Patt

Rinnovo contratto sanità 2016-2018: le precisazioni della Provincia.

Sul rinnovo del contratto sanità, piena disponibilità di Apran a proseguire il confronto con i sindacati purché si parta dalla proposta del 17 luglio scorso con cui la Provincia mette a disposizione 11 milioni di euro per garantire un giusto riconoscimento di tutte le professionalità (sia del ruolo sanitario che tecnico/amministrativo) operanti nel comparto.

Nello specifico, la proposta della Provincia consentiva un importante incremento per l’indennità su tre turni; un aumento consistente per l’indennità di coordinamento; lo stanziamento delle risorse necessarie per dare avvio al processo di armonizzazione del trattamento economico-normativo dei dipendenti della sanità con quello delle autonomie locali, relativamente al personale tecnico e amministrativo; la riqualificazione del personale inquadrato in categoria A in possesso dell’abilitazione alle funzioni di Oss, che risulta assegnato ai servizi di assistenza al malato.

Oltre a ciò, la valorizzazione del ruolo degli esperti nelle professioni sanitarie con la costituzione di un apposito fondo che incentiva le funzioni; l’individuazione ed incremento delle indennità per gli addetti al servizio di alcologia, per il personale che opera presso il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) e presso la Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), per gli addetti alle attività di front office in via continuativa e per il personale inquadrato nel profilo professionale di operatore tecnico specializzato.
E ancora: l’attribuzione di una retribuzione aggiuntiva per il personale operatore socio sanitario, Cat. Bs; il recepimento e miglioramento del trattamento previsto a tutela della maternità, il riconoscimento del diritto alla trasformazione in part time definitivo per i soggetti deboli.

“La Giunta ritiene che la proposta Apran sia ancora attuale – commenta il presidente Maurizio Fugatti – vista anche la presenza di uno stanziamento di 11 milioni di euro. Il mandato di Apran è quindi quello di confermare la disponibilità alla riapertura del tavolo negoziale qualora emerga in maniera univoca una apertura a discutere quella bozza da parte di tutti i sindacati, disponibili ad apportare le “precisazioni” ed integrazioni condivise che dovessero emergere al tavolo”.

Nel pomeriggio di oggi il Consiglio provinciale ha completato con la discussione e l’approvazione (26 voti favorevoli e 5 astensioni) del disegno di legge 26 dell’assessora Giulia Zanotelli che per la prima volta introduce una disciplina dedicata all’agriturismo con l’obiettivo di qualificare il settore, modificando la legge provinciale del 2001 e la legge sugli incentivi alle imprese del 1999. Conclusa la discussione generale al disegno di legge i lavori sono stati temporaneamente sospesi per permettere un incontro con le sigle sindacali sul disegno di legge in materia di appalti, prossimo punto all’ordine del giorno (si veda comunicato).

I lavori proseguono con l’esame del disegno di legge 29 in tema di appalti dei servizi del presidente Fugatti.

 

La discussione generale

Alcuni consiglieri sono intervenuti nel pomeriggio a completare la discussione generale al documento in discussione avviata nella mattina.
Quella intrapresa dal disegno di legge in materia agrituristica è una direzione che nel complesso piace a Lorenzo Ossanna. Un documento, ha detto il consigliere del Patt, che introduce interessanti aspetti di semplificazione e una serie di elementi “che ho cercato di perfezionare con alcuni emendamenti di tipo tecnico”. In particolare Ossanna propone la semplificazione della procedura della Scia per l’ottenimento del nulla osta all’esercizio dell’attività. Perplessità è stata espressa con riferimento alla scelta di includere le fattorie didattiche nell’agriturismo, un aspetto che limiterebbe l’iniziativa di altri soggetti diversi che volessero dedicarsi a questa attività. Un documento emendativo Ossanna lo ha annunciato anche sull’articolo 19 in materia di enoturismo che così come è formulato limita un’attività piuttosto delicata: ci si chiede se il divieto alle cantine di proporre anche occasionalmente pasti caldi non apra un problema. Infine un ordine del giorno con il quale si impegna la Giunta ad apportare un modifica alla norma che rimoduli il tetto massimo di posti a sedere previsto per gli agriturismi considerato troppo limitato.

 

Turismo e agricoltura sono i settori economici con maggiori spazi di crescita e in Trentino devono lavorare assieme: per Pietro Degodenz (UpT) l’agriturismo deve essere di sostegno all’attività agricola e deve essere un’eccellenza. Bene si fa a regolamentare il settore perché occorre distinguere l’ospitalità in agriturismo da quella ordinaria. Questo disegno di legge può aiutare a far emergere la qualità e l’unicità dei prodotti trentini. Un suggerimento sui controlli che occorre rafforzare: gli attuali 20 controlli all’anno sono inutili e occorre creare un sistema efficace che metta in verifica almeno il 15/20% delle aziende ogni anno. Degodenz ha quindi fatto cenno ad un emendamento all’articolo 12 sulla formazione per garantire un incontro formativo ogni tre anni.

 

Alessio Manica (PD) ha osservato che siamo davanti ad un disegno di legge sicuramente utile e ampiamente condivisibile perché dà dignità di materia a sè stante al settore agrituristico, migliorandolo. Bene il tema della formazione e l’investimento nella qualità e nei controlli. Accanto a questi aspetti il documento pone alcune riflessioni interessanti. Perplessità e un emendamento Manica lo ha annunciato sul tema della fattoria didattica affidata in esclusiva agli agriturismi che forse limita questa attività. Una modifica è stata proposta anche sull’aspetto limitante della possibilità di proporre pasti caldi da parte delle cantine e sul tema dei controlli che andrebbe, ad avviso del consigliere del Pd, chiarito. Ancora, manca l’attenzione al tema della sostenibilità, ovvero del biologico: capisco le difficoltà a codificarlo in norma, ha osservato Manica, ma sarebbe importante introdurre nel disegno di legge anche questo, che è un tema cruciale per l’agricoltura del futuro. In tal senso è stato presentato un ordine del giorno. Infine, manca a suo avviso nel regolamento attuativo il tema dell’agricoltura sociale, una proposta che permette di dare una modalità dignitosa di accompagnamento collegata alla realtà del lavoro.

 

Alex Marini (5 Stelle) ha espresso apprezzamento per questo disegno di legge pur permanendo alcune perplessità con riferimento al metodo. All’articolo 19 ci sono molti riferimenti alla legge del 2001 e si va così in contrasto con le raccomandazioni per la produzione normativa a livello nazionale, contenute anche nell’articolo 72 della costituzione. L’impatto finanziario della norma è piuttosto limitato prevedendo poche decine di migliaia di euro all’anno per formazione e corsi per gli operatori.

 

La replica

Nella replica, l’assessora Giulia Zanotelli ha risposto a Coppola accogliendo la questione dell’abrogazione delle deroghe presentando però un altro emendamento correttivo. Sulla questione dei piatti caldi sollevata da diversi consiglieri Zanotelli ha osservato che la degustazione è per definizione di piatti freddi e la possibilità di vendere il proprio prodotto deriva dalla qualità delle produzioni e non certo dal piatto di pasta servito ai pullman in arrivo. Una scelta sulla quale non si intende ritornare e che risponde anche all’esigenza di non far confliggere la realtà dell’alberghiero con quella dell’agriturismo. Al consigliere Marini l’assessora ha replicato che l’obiettivo del ddl oltre alla qualità e valorizzazione dei prodotti è anche quella di dare una dignità al settore: di qui la scelta politica di dedicargli una legge apposita.

 

Gli ordini del giorno (tutti approvati tranne uno)

 

Odg 1 di Claudio Cia (Agire): rete di agriturismi con Family Card dell’Euregio
Il documento di Cia, approvato con il parere favorevole della Giunta, impegna l’esecutivo a creare e valorizzare, attraverso l’Agenzia provinciale per la famiglia, una rete capillare di agriturismi in tutto il Trentino presso i quali definire una “Fascia Family” a beneficio di tutti i nuclei che possiedono una Euregio Family Pass (che nel nostro territorio corrisponde alla Family Card).

 

Odg 2 di Alessio Manica (Pd): attuare le norme sull’agricoltura sociale
L’odg del consigliere del PD, approvato in forma emendata, sollecita la Giunta ad istituire un tavolo di lavoro con gli operatori che si occupano di inserimento lavorativo di persone svantaggiate, con i rappresentanti del mondo agricolo ed i soggetti che sul territorio hanno maturato esperienze e sviluppato pratiche nell’ambito dell’agricoltura sociale, per avviare il percorso di adozione, entro 6 mesi dall’entrata in vigore di questa nuova legge, del regolamento di attuazione del capo II bis (“Disposizioni in materia di agricoltura sociale”) della legge provinciale sull’agriturismo del 2001. Zanotelli ha garantito che la questione è all’attenzione sua e dell’assessora Segnana: l’impegno c’è e ci crediamo molto. Serve però un periodo da sei mesi ad un anno, non bastano sei mesi per raggiungere gli obiettivi dell’ordine del giorno, che dunque è stato dichiarato accoglibile, con un emendamento sostitutivo.

Odg 3 di Lorenzo Ossanna (Patt): rimodulare la regolamentazione relativa ai posti a sedere per attività agrituristica
L’odg approvato in forma corretta con l’assessora Zanotelli, impegna la Giunta a condurre un approfondimento con le categorie interessate al fine di valutare una eventuale rimodulazione del tetto massimo concedibile di posti a sedere nelle giornate concesse in deroga.

Odg 4 di Alessio Manica (Pd): valorizzare le produzioni biologiche
L’odg dichiarato accoglibile e approvato all’unanimità, impegna la Giunta a valutare nell’ambito del regolamento attuativo della nuova legge, le più efficaci e appropriate modalità per la valorizzazione delle produzioni biologiche. Le modlaità di declinazione possono essere diverse

Odg 5 di Alex Marini (5 Stelle): valorizzare e abbinare l’apicoltura all’agriturismo
Partendo dalla considerazione dell’importanza delle api e dell’apicoltura, che influisce sul 70% della produzione agricola mondiale, l’ordine del giorno di Marini, approvato in forma emendata, impegna la Giunta a predisporre una verifica di quale sia il numero degli agriturismi trentini che già includano l’apicoltura, finalizzato al sostegno e alla promozione di questo modello virtuoso di connessione, nell’interesse del sistema agricolo e territoriale trentino.

Odg 6 di Alex Marini: riconoscere e introdurre ecovillaggi nel territorio provinciale
Il testo, respinto, impegnava la Giunta a produrre entro 6 mesi dall’approvazione di questo odg uno studio di fattibilità in merito al riconoscimento e all’introduzione di ecovillaggi sul territorio del Trentino, con particolare attenzione alle potenziali ricadute positive da essi generabili nell’ottica del conseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Una tematica che forse si lega più ad altre competenze e di cui conosco poco, ha detto Zanotelli: sarei scorretta a prendermi l’impegno di approfondire entro sei mesi, ha aggiunto.
Le dichiarazioni di voto e la votazione
Completata la discussione degli ordini del giorno, il Consiglio ha proseguito molto rapidamente i lavori con l’esame dei 20 articoli ed emendamenti al testo.
In dichiarazione di voto sono intervenuti:

Il consigliere Michele Dallapiccola (Patt) ha definito queste norme “un’azione normativa che non mi ha soddisfatto perché si tratta di un piccolo petardo, una legge che vale 40.000 euro da dare ad un’associazione, a conclusione di un anno di lavoro dell’assessora, seguito ad una campagna elettorale a suon di annunci”. Accanto a questo, si sta assistendo a suo avviso ad un ulteriore, sebbene piccolo passaggio di italianizzazione, velenoso ai danni delle nostre prerogative di autonomia: “una legge che in realtà non semplifica nulla e che introduce una tassa di provenienza nazionale”.

Il consigliere Alex Marini (5 Stelle) ha apprezzato la disponibilità dell’assessora ad emendare il primo ordine del giorno e il rispetto delle posizioni e la disponibilità ad approfondire il secondo ordine del giorno. Non è stato accolto l’emendamento che mirava a valorizzare le produzioni di sidro, “ma tornerò su questo argomento in altra forma”, ha annunciato.

Alessio Manica (PD) ha apprezzato la condivisione di due ordini del giorno e si è detto dispiaciuto per la bocciatura di alcuni emendamenti ed ha ribadito le proprie perplessità sulla “riserva di caccia” affidata agli agriturismi con riferimento alle fattorie didattiche, pur comprendendo la scelta politica operata. Confido di vedere una declinazione concreta sul tema del biologico nel regolamento e daremo voto positivo con l’auspicio che questa legge funzioni nell’elevare la qualità dell’attività agrituristica terntina, ha concluso.
Il voto finale ha avuto il seguente esito: 26 voti favorevoli e 5 astenuti.

 

Le principali novità della legge
Il provvedimento, che era già stato licenziato dalla seconda Commissione permanente, definisce meglio la natura dell’agriturismo distinguendo l’attività da altre e riconducendo ai soli operatori del settore agrituristico l’attività di fattoria didattica. Per esercitare un’attività agrituristica, una volta attuata la nuova legge basterà presentare una Scia al Comune indicando la collocazione, le strutture e i locali che si vogliono utilizzare e garantendo il rispetto dei requisiti richiesti. Con questa semplificazione non vi sarà più bisogno del rilascio del nulla osta da parte del servizio agricoltura della Provincia. L’azienda che vorrà essere anche agrituristica dovrà esercitare un’attività agricola prevalente e le percentuali dei prodotti agricoli da utilizzare, suddivise per categorie, saranno fissate da un regolamento esecutivo della Giunta. Si supera in questo modo l’attuale vincolo dell’80% di prodotti trentini che un agriturismo deve attualmente offrire. Altra novità normativa, anch’essa disciplinata da regolamento di attuazione, introduce il divieto per gli agriturismo di utilizzare altre denominazioni come ristorante, bar, pizzeria o altri nomi derivati e percorsi obbligatori per la formazione degli operatori. Il disegno di legge propone infine un marchio di qualità agrituristica da assegnare alle aziende agricole che esercitano quest’attività.

“A maggior ragione dopo l’incontro con le organizzazioni sindacali riteniamo assolutamente necessario sospendere il disegno di legge in materia di appalti.

Le norme, così come si delineano dopo gli emendamenti del presidente Fugatti, se fossero approvate non raggiungerebbero lo scopo condivisibile e originariamente proclamato, cioè la piena tutela dei lavoratori e sono talmente complicate che rischiano di essere contraddittorie e inapplicabili.

La materia è molto complessa e delicata, per questo richiede un supplemento di attenzione e un lavoro di condivisione con le parti sociali, imprese e sindacati per elaborare una norma davvero migliorativa.”

 

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Ugo Rossi
Gruppo consiliare Patt

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