Domenica 20 ottobre, alle ore 11.50 su Canale 5, nuovo appuntamento con “Melaverde”, il programma dedicato ad agricoltura, ambiente e tradizioni condotto da Ellen Hidding e Vincenzo Venuto.

Ellen Hidding si trova a Trento, nell’altopiano di Folgaria, alla scoperta di un uovo di origine sudamericana con il guscio azzurro: l’Araucana.

Vincenzo Venuto, invece, raggiunge il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, per attraversare le foreste vetuste di faggio, patrimonio dell’UNESCO.

Inoltre, tutte le domeniche, alle ore 11.00, prima della trasmissione ‘ammiraglia’, va in onda “Le storie di Melaverde”, approfondimenti di temi già trattati ma riproposti in una chiave nuova.

Trentino-Giappone: missione commerciale nella terza potenza economica al mondo. È possibile aderire fino al 24 ottobre. Focus su meccanica, alimentare e sistema casa.

Tra le maggiori potenze economiche al mondo e leader tecnologico, il Giappone è un paese di grande interesse commerciale per l’Italia e il Trentino. L’elevata capacità di spesa della popolazione e la ricerca di fornitori di eccellenza premiano i prodotti di qualità. Per questi fattori, cui si somma un nuovo accordo commerciale stipulato con l’Unione Europea che facilita l’interscambio verso questo Paese, Trentino Sviluppo d’intesa con la Provincia autonoma di Trento ha scelto di organizzare una missione commerciale dal 14 al 17 gennaio 2020. Il termine per presentare la manifestazione di interesse scade il prossimo 24 ottobre.

L’opportunità è rivolta alle imprese con sede legale e operativa in provincia di Trento e attive in diversi settori ed in particolare quelli della meccanica/meccatronica, alimentare e smart building. La missione sarà preceduta da un’analisi e una preparazione personalizzata e prevede il coinvolgimento delle imprese in incontri di business con potenziali partner e compratori giapponesi attivi nei settori più affini alla propria attività. Tutte le informazioni sono consultabili sul sito trentinosviluppo.it.

Il Giappone è la terza potenza al mondo in termini di PIL, dietro a Stati Uniti e Cina. L’interscambio con l’Italia è intenso ed è incrementato sempre più negli ultimi vent’anni. Per quanto riguarda il Trentino nello specifico, il Giappone rappresenta il ventottesimo Paese per quanto riguarda le vendite internazionali. Il valore dei beni trentini esportati in Giappone supera i 26 milioni di euro. I prodotti di punta sono le parti e gli accessori per autoveicoli e i macchinari per impiego generale, ma significative sono anche le vendite per quanto riguarda le bevande e gli articoli di abbigliamento. Di particolare rilevanza è poi l’introduzione, dal primo febbraio 2019, di un nuovo accordo commerciale di partenariato tra Unione Europea e Giappone che consente di eliminare il 90% dei dazi doganali in un’area di libero scambio che rappresenta circa un terzo del PIL mondiale e 635 milioni di abitanti.

Trentino Sviluppo promuove, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, una missione commerciale dedicata al Giappone, rivolta ad una decina di imprese trentine interessate a intessere relazioni commerciali con il Paese nipponico. La possibilità di presentare le manifestazioni di interesse è stata estesa fino al 24 ottobre. L’opportunità è rivolta alle aziende attive in determinate categorie merceologiche, indicate nell’apposito bando, e attinenti, in particolare, agli ambiti: meccanica e meccatronica, alimentare e sistema casa. Le attività, per le imprese che aderiranno, comprendono una completa preparazione, con analisi di mercato, affinamento del profilo aziendale e individuazione dei possibili partner. Nel corso della missione sono in programma incontri B2B con operatori economici giapponesi, la predisposizione di agende personalizzate e il supporto da parte del personale di Trentino Sviluppo.

La CETS al Parco dello Stelvio: riconoscimento europeo per il turismo sostenibile. Il vicepresidente Tonina: “Si completa una strategia di sistema basata su processi partecipativi”.

Il Parco Nazionale dello Stelvio ha ottenuto un grande riconoscimento sotto il profilo dell’impegno sui temi dello sviluppo sostenibile: l’assegnazione della CETS, la Carta Europea del Turismo Sostenibile. La notizia è giunta ieri agli uffici provinciali ed al vicepresidente della Provincia, anche assessore all’ambiente, Mario Tonina, per il quale ” il riconoscimento della CETS al Parco Nazionale dello Stelvio completa una strategia di sistema e conferma la serietà dell’impegno del Trentino sul fronte della sostenibilità dello sviluppo turistico. La Carta rappresenta la certificazione di un metodo in cui crediamo: le idee e gli obiettivi di sviluppo locale emergono dal basso, da processi partecipativi. La Provincia appoggia le iniziative di sviluppo turistico sostenibile e crede che i parchi siano oggi una grande opportunità per i territori. Opportunità non solo di conservare un patrimonio naturale di valore inestimabile, ma anche e soprattutto di sperimentare percorsi di sostenibilità fondati proprio sui valori ambientali tutelati, da riprodurre anche fuori dai parchi”.

In Trentino il primo a ricevere la CETS è stato il Parco Naturale Adamello – Brenta, nel 2006. Nel 2015 la certificazione è stata riconosciuta al Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino. Nel 2017 anche le Reti di Riserve hanno ottenuto la certificazione. Oggi con il Parco Nazionale dello Stelvio, il Trentino delle aree protette chiude dunque il cerchio. Con la certificazione di tutte le aree protette, un terzo della superficie del Trentino può contare su un sistema di azioni specificatamente destinate allo sviluppo turistico sostenibile, che coinvolgono non solo gli enti pubblici, ma anche le organizzazioni private e le imprese.

Il Parco Nazionale dello Stelvio, istituito nel 1935, uno dei quattro parchi nazionali italiani “storici” e tra i più estesi del Paese, vive da alcuni anni una fase di riorganizzazione che ha fatto seguito al trasferimento di funzioni dallo Stato alla Regione Lombardia ed alle province autonome di Trento e di Bolzano, ciascuna per la propria porzione di territorio. L’attribuzione della CETS è un significativo risultato conseguito congiuntamente dai tre settori del Parco a testimonianza di un’unità di azione costantemente ricercata dai tre diversi enti territoriali, attualmente impegnati, sotto l’occhio attento del Ministero dell’Ambiente, nel complesso iter di adozione del Piano e del Regolamento del Parco.

La Carta Europea del Turismo Sostenibile, lo ricordiamo, è stata elaborata nel 1991 dalla Federazione Europarc, un’organizzazione europea che riunisce più di 400 aree protette. Oltre a essere il riferimento della politica turistica delle aree protette dell’Unione Europea, ha rappresentato per i parchi la prima importante occasione di confronto (sia a livello locale che tra aree protette) su tematiche, come il turismo sostenibile, che vanno oltre la conservazione e la tutela ambientale, passando da un concetto di tutela passiva del proprio territorio ad un concetto più ampio ed esteso di “conservazione attiva”, che vede i parchi, insieme agli altri attori del territorio, “motori” di sviluppo sostenibile. Le aree protette diventano quindi “laboratori di buone pratiche” legate alla sostenibilità, diventando i luoghi ideali nei quali sperimentare progetti innovativi.

La CETS è dunque in sostanza un metodo di governance partecipata per strutturare le collaborazioni delle aree protette in ambito turistico e per favorire, attraverso maggiore integrazione e collaborazione, la concretizzazione di un’offerta credibile di turismo sostenibile. Ma è anche una certificazione di processo: infatti Europarc verifica e certifica che le aree protette abbiano effettivamente implementato processi partecipativi inclusivi e trasparenti e che quindi abbiano condiviso un piano d’azione di turismo sostenibile dove diversi attori (non solo il Parco) sono responsabili per la sua attuazione.

“Il territorio delle valli di Rabbi e di Peio – sottolinea Tonina – è già, sotto questo profilo, esemplare, come dimostrano da una parte la crescita di una realtà turistica costituita da piccole strutture, compresa quella termale, molto attente alle esigenze del turismo delle esperienze; dall’altra la volontà di ricercare l’innovazione, testimoniata anche dall’impegno delle funivie, a partire da una realtà turistica già consolidata. Unisce le due realtà la resilienza degli allevatori di montagna, che hanno saputo trovare nuove prospettive di mercato proprio integrandosi fortemente con la proposta turistica. Per questo il riconoscimento va certamente a chi ha ideato, avviato e coordinato questa iniziativa. Un plauso particolare va al dirigente provinciale Claudio Ferrari, ed inoltre a due comunità locali molto impegnate sotto la guida dei loro sindaci: Lorenzo Cicolini che, come appassionato presidente del Comitato di indirizzo e coordinamento provinciale, ha seguito e condiviso tutto il percorso della certificazione, e Angelo Dalpez che, forte della sua esperienza, è impegnato nella “governance complessiva” del Parco come rappresentante dei sindaci della parte trentina. Crediamo molto – ha infine aggiunto Tonina – anche nella collaborazione con Federparchi e con Europarc, perché solo facendo sistema anche a livello nazionale ed europeo è possibile fare capire l’importanza delle aree protette proprio come opportunità di sviluppo sostenibile. La presenza nel Consiglio direttivo di Federparchi dell’albergatore trentino Marco Katzemberger testimonia, secondo me, la possibilità di coinvolgere ulteriormente gli operatori turistici trentini e dimostra che la condivisione degli obiettivi è già nei fatti”.

La Carta nel settore Trentino del Parco dello Stelvio

Nel settore trentino del Parco dello Stelvio il Servizio Sviluppo Sostenibile e Aree Protette ha coordinato il progetto, a cui hanno collaborato l’allora UMST per il supporto alla partecipazione e tsm-Trentino School of Management per la parte strategica. Il percorso partecipato si è svolto in 7 incontri nelle valli di Peio e Rabbi a partire da settembre 2017, in cui sono stati sviluppati e resi concreti alcuni progetti già emersi negli incontri precedenti del percorso partecipato dedicato al Piano del Parco.

Sono state elaborate in totale 28 azioni, per un valore complessivo di circa 3,5 milioni di euro di investimenti previsti:

– 14 del Parco stesso;

– 4 dei due Comuni di Peio e Rabbi;

– 3 della società Peio Funivie spa;

– 2 dell’Ecomuseo Val di Peio;

– 1 di Apt Val di Sole;

– 1 del Consorzio turistico Pejo3000;

– 2 delle Terme di Peio e Rabbi;

– 1 di tsm/Accademia della montagna;

– 1 di un privato.

Le azioni del Parco Nazionale dello Stelvio trentino si dividono in 7 gruppi:

1. Camminare nel parco: per corrispondere all’incremento del “turismo del camminare”, in grande espansione in tutta Europa, ben 12 azioni riguardano progetti di sviluppo della rete sentieristica, sia nel fondovalle che di collegamento con le alte quote.

2.Il masterplan Plan – Piazzola (Rabbi): azioni per valorizzare in modo sostenibile la frazione sopra Rabbi Fonti, che fino ad oggi è rimasta esclusa dai flussi turistici, dando valore alle attività agricole tradizionali e fornendo nuove opportunità di visita ai turisti.

3. Le strutture di visita: alcune azioni riguardano strutture volte ad una visita interessante e consapevole del parco: aree faunistiche, area del bramito del cervo, centro visite.

4. Parco e benessere: i due stabilimenti termali, che già propongono occasioni di benessere e cura, hanno presentato azioni per offrire nuove opportunità di vivere la natura del Parco come fonte di benessere, vitalità, rigenerazione, creando percorsi virtuosi tra terme e ambiente naturale.

5. La mobilità: alcune azioni riguardano la mobilità sostenibile, elemento decisivo per la qualità della vacanza in un parco, per dare la possibilità di muoversi comodamente nel territorio senza usare l’auto propria.

6. e 7. Formazione e comunicazione: azioni legate alla formazione del personale ed alla comunicazione, sia rivolta agli attori del territorio sia esterna, verso visitatori e turisti.

L’attribuzione del riconoscimento è intervenuta in seguito alla visita finale di verifica di Stefano Santi, verificatore di Europarc, svoltasi nei giorni 27-29 giugno 2019. Santi ha incontrato i dirigenti dei tre settori del Parco Nazionale – Stanchina, Gunsch e Nardo – ma anche buona parte degli operatori e amministratori che si sono impegnati con delle azioni di turismo sostenibile.

Maltrattamenti in famiglia: cittadino macedone allontanato dalla casa familiare. La Squadra Mobile della Questura di Trento, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trento, ha eseguito una misura cautelare personale a carico di L.E., 39 anni nato nella Repubblica di Macedonia, ma residente nel capoluogo trentino.

Le attività d’indagine hanno permesso di far venire alla luce una serie di vessazioni compiute dal cittadino macedone nei confronti della moglie e dei figli.

Venivano, pertanto, raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo, scanditi in diversi episodi che raccontavano una lunga serie di vessazioni fisiche e psicologiche patite dalla moglie e dei figli dell’uomo ed avvenute in Italia ed in Macedonia.

In particolare, nella regione una volta appartenente alla ex Jugoslavia, l’indagato aggrediva la consorte picchiandola e prendendola a schiaffi minacciando di cacciarla di casa. Allo stesso modo, durante una vacanza in patria, nel corso di un diverbio la colpiva con uno schiaffo in volto, davanti ai figli minori.

Nel 2009, l’uomo, trasferitosi in Italia, lanciava per futili motivi una bottiglia di plastica piena di liquido contro la moglie incinta, colpendola sulla pancia. Durante l’estate, rientrando da una vacanza trascorsa a Rimini, il cittadino macedone aveva dapprima impedito alla consorte ed ai propri figli di entrare in casa, per poi minacciarli gravemente di morte, apostrofandoli anche con epiteti irripetibili. Infine, alla fine di settembre lanciava il telefono sempre contro la consorte, minacciandola anche questa volta di volerla uccidere. Pertanto, si è reso necessario da parte della Procura della Repubblica di Trento, procedere ad un ordine di allottamento dalla casa familiare, eseguito dalla Squadra Mobile.

Spinelli ai dirigenti d’azienda: “Puntare ad elevare le competenze dei lavoratori”. L’assessore è intervenuto ieri all’assemblea di Manageritalia.

“Manageritalia per il futuro – Trasformazione del lavoro”, è il titolo dato all’incontro che si è svolto ieri nel tardo pomeriggio a Mezzocorona, presso la sede della Cassa Rurale di Lavis – Mezzocorona – Valle di Cembra e che è stato preceduto dall’assemblea ordinaria e straordinaria degli associati di Manageritalia Trentino-Alto Adige, associazione dei dirigenti, quadri e professionali del commercio, trasporti, turismo, servizi e terziario avanzato.

Tra i temi esaminati al tavolo e proposti dalla federazione per il piano operativo 2020-2024, il welfare, la conoscenza e la trasformazione del lavoro, quest’ultimo approfondito grazie alla partecipazione di illustri relatori. Presente al dibattito Achille Spinelli, assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento. Sono intervenuti, fra gli altri, Andrea Simoni, segretario generale di Fbk e Mario Mantovani, presidente della Confederazione nazionale dei Dirigenti d’Azienda (CIDA) e vicepresidente nazionale di Manageritalia. “La Provincia deve generare condizioni in cui le aziende siano a proprio agio e dare le tutele necessarie” ha detto l’assessore Spinelli. “I manager cercano elementi formati; purtroppo tanti lavoratori hanno una formazione tradizionale quando invece servirebbe maggiore capacità di affrontare l’evoluzione digitale, meccatronica e informatica. Dobbiamo puntare a elevare la competenza dei lavoratori. Il nostro sistema della formazione deve cercare di garantire al mondo produttivo risorse umane adeguate, monitorando l’evoluzione del mercato del lavoro, senza sprecare risorse pubbliche” ha commentato Spinelli.

Intelligenza artificiale, lavoro, economia, formazione e scuola: tematiche complesse e dalle molte implicazioni, che rischiano di ingenerare incertezza nei lavoratori; secondo Spinelli però non bisogna aver paura della tecnologia. “L’intelligenza artificiale è un sistema di elaborazione potente, ma non ha una coscienza: le macchine non sono ancora arrivate ad avere la capacità di scelta umana. Come Provincia e assessorato al lavoro e ricerca siamo attenti a cosa succede per avere delle prospettive su cui investire”. Spinelli ha ricordato il Forum per la ricerca che si è svolto nei mesi scorsi e ha sottolineato anche che “La Provincia crea le condizioni di contesto, l’ente pubblico non genera lavoro, è il mondo produttivo che genera posti di lavoro”.

Riguardo alla problematica dei Neet, l’acronimo che indica i giovani che non studiano né lavorano, l’assessore ha detto che si tratta di una conseguenza del disorientamento che investe la società e le famiglie: “I ragazzi stanno a casa perché non sperano in possibilità di lavoro. Questo purtroppo crea necessità di interventi della mano pubblica, alla quale viene richiesto di erogare sussidi, e purtroppo sottrazione di manodopera alle aziende”. Rispondendo alle domande dei manager presenti in sala l’assessore ha ribadito che la scuola resta fondamentale e che c’è necessità di un “sistema di formazione strutturato in modo efficace.

Le soft skills aiutano i giovani ad adattarsi al mondo che cambia, senza temere le trasformazioni. Forse in un prossimo futuro i giovani saranno formati in modo diverso rispetto a quanto fatto finora, per questo il sistema trentino cerca di rendere osmotico lo scambio tra impresa scuola e ricerca”. Infine un accenno a come poter accrescere l’attrattività del Trentino per le imprese: “Stiamo rivedendo la Legge unica sull’economia. Uno degli obiettivi è l’inserimento di un “pacchetto manager”, per far arrivare elevate competenze sul nostro territorio attraverso specifiche agevolazioni per le imprese”.

Pronto soccorso e accessi impropri: le parole in libertà del dott. Ruscitti.

Apprendiamo dalla stampa che il dott. Ruscitti ritiene i malcapitati cui viene assegnato il codice verde e che, disponendo di molto tempo libero, decidono di accedere al Pronto Soccorso dell’ospedale di Trento, lo farebbero “impropriamente”.

Ora, i codici verdi identificano situazioni meritevoli di controllo (a detta del professionista del triage e non dell’apprendista stregone) ma che riguardano pazienti in condizione né critica né acuta. Per esempio rientrano nei codici verdi la stragrande maggioranza delle fratture.

Preso atto delle convinzioni di chi dirige il Dipartimento salute della Provincia autonoma di Trento, immaginiamo che per chi si trova, suo malgrado, con una frattura da trattare, lo stesso Dipartimento abbia predisposto un’alternativa che gli consenta di evitare di essere etichettato quale “accesso improprio” al Pronto Soccorso.

Sempre dalle parole del nuovo vertice della Sanità trentina veniamo a sapere che chi avesse la disavventura di aver bisogno del Pronto Soccorso di Trento (“sotto organico di tre-quattro figure professionali”) potrebbe finire tra le mani di un “praticante”, laureato ma ancora privo della specializzazione. Questo, oltre a riportare la Sanità trentina indietro di decenni, a quando la specializzazione non era requisito indispensabile, solleva qualche perplessità che merita attenzione.

Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per conoscere:

1. se il dirigente generale del Dipartimento salute, una volta entrato in servizio, è stato edotto sulle casistiche che competono ai reparti di Pronto Soccorso dell’APSS;
2. presso quale struttura, servizio o unità operativa del servizio sanitario provinciale dovrebbe rivolgersi un cittadino che dovesse subire una frattura;

3. se i pazienti saranno informati dell’assenza di specializzazione in chi li cura ed eventualmente come;

4. se le prestazioni del medico privo di specializzazione saranno sottoposte a supervisione di personale in possesso dei titoli previsti dalla legge per esercitare all’interno degli ospedali pubblici italiani.

 

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

 

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Cons. Filippo Degasperi

In questo periodo assistiamo alla completa letargia della Giunta provinciale di Trento, che contrariamente a quello che sta avvenendo nella vicina Provincia di Bolzano ed a livello nazionale, non ha stanziato nemmeno un euro per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego relativi al periodo 2019/2021. Infatti la vicina provincia di Bolzano ha già stanziato in assestamento di bilancio 195 milioni di euro nel bilancio provinciale, per garantire un aumento a tutti i pubblici dipendenti pari al 4,8%, adottando un Ipca locale più favorevole a quello previsto a livello nazionale, del 3%.

È poi notizia di questi giorni che il governo nazionale stanzierà circa 3 miliardi di euro per iniziare le trattative dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego relativi al periodo 2019/2021.E la giunta provinciale di Trento cosa ha fatto a tal proposito? Praticamente nulla, già nel corso dell’assestamento di bilancio in primavera avevamo sollecitato a più riprese l’individuazione di adeguate risorse economiche per i futuri rinnovi contrattuali, in analogia a quanto realizzato dalla vicina provincia di Bolzano. Per non parlare poi del fatto che il tavolo per la chiusura del contratto del comparto sanità 2016/2018 non è più stato convocato ed i nostri professionisti sono ancora in attesa del riconoscimento del disagio della turnistica e della loro professionalità, che si articola ormai in percorsi universitari sempre più evoluti e complessi, per dare al cittadino una qualità di cura sempre più elevata.

Per quanto ci riguarda, il tempo ormai sta per scadere, i nostri professionisti sanitari stanno vivendo un momento di grande difficoltà all’interno dell’Azienda sanitaria e delle Apsp , come organizzazione sindacale inizieremo a valutare tutte le forme di mobilitazione necessarie a sbloccare una situazione di grave stasi e disinteresse per settori tra l’altro nevralgici come quello della Sanità e delle Apsp, che meriterebbero ben altra attenzione

 

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Cesare Hoffer

Coordinatore provinciale Nursing up Trento

I Carabinieri della Compagnia di Trento hanno denunciato per furto aggravato E.C., 23enne di origine veneta abitante a Trento, perché ritenuta responsabile di un furto aggravato con  destrezza avvenuto nei giorni scorsi in un noto esercizio commerciale di Trento.

La donna, che si era impossessata di un portafogli dopo essersi assicurata di non essere notata da nessuno, a seguito di approfonditi accertamenti, è stata identificata e successivamente rintracciata dai militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Trento e quindi denunciata alla locale Procura.

All’interno dei negozi e nei luoghi affollati, le borse e gli zaini dei clienti distratti sono sempre più il bersaglio preferito dei borseggiatori, complici anche i vestiti più pesanti e la minore sensibilità delle vittime, pertanto è bene cercare di averli sempre sott’occhio, magari tenendo le borse davanti a se e riponendo i portafogli in una tasca anteriore degli indumenti, evitando di estrarlo in luoghi facilmente osservabili, anche da lontano e soprattutto maneggiandolo soltanto al momento in cui si deve pagare.

Queste semplici precauzioni, il più delle volte, possono aiutare non diventare facile preda dei borseggiatori in cerca di vittime.

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