Stando a quanto riportato oggi dal giornale on line “Il Dolomiti”, il presidente del Mart, Vittorio Sgarbi, si sarebbe lasciato andare un’altra volta ad una modalità di attacco polemico, cui il Trentino non è abituato, nè vuole assuefarsi.

Se i contenuti dell’intervista fossero confermati, mi correrebbe l’obbligo di dire che il tono, il merito, gli epiteti utilizzati dal celebre critico d’arte e parlamentare – per replicare alla legittima attività ispettiva del consigliere provinciale Luca Zeni – sono semplicemente inaccettabili.

L’auspicio è quello di un definitivo rientro nei termini di un corretto confronto istituzionale e di opinioni. Al consigliere Zeni va la solidarietà mia e dei colleghi consiglieri.

 

*Walter Kaswalder

Presidente del Consiglio provinciale di Trento

Conferenza stampa dei giovani Lega Trentino contro le azioni dei gruppi anarchici a Trento.

Da tempo Trento e il Trentino sono oggetto di azioni di gruppi anarchici, tra cui ieri l’ennesimo ostacolo creato allo svolgersi di una conferenza del giornalista Fausto Biloslavo presso la Facoltà di Sociologia, per spiegare le vicende della Libia.

Per contestare azioni di questo genere, che impediscono il normale svolgersi di attività in Università e nella città di Trento, si è svolta nella giornata odierna la conferenza del gruppo Lega Giovani del Trentino per stigmatizzare l’impunità con cui i gruppi di anarchici possono utilizzare anche strutture universitarie per contestare chi non condivide le loro idee.

La protesta è stata spiegata dal segretario dei Giovani Lega del Trentino, Marco Leonardelli, il quale aveva anche previsto un volantinaggio davanti alla Facoltà di Sociologia, sospeso per motivi di sicurezza; già la sola impossibilità di svolgere azioni democratiche di informazione dei cittadini “per motivi di sicurezza” spiega come la città di Trento stia perdendo la qualità di ambiente civile e di rispetto di tutte le idee.

Durante la conferenza è intervenuto il consigliere provinciale Devid Moranduzzo, ricordando i trascorsi anarchici della città e i numerosi fatti accaduti in città e non solo, negli ultimi anni, che hanno messo alla prova le forze dell’ordine, per ripristinare sicurezza e ordine dopo atti anche vandalici di forze anarchiche.

Il responsabile Lega Giovani per l’ambito delle scuole superiori, Leonardo Divan, ha quindi spiegato che il gruppo giovani non intende rinunciare alle sue iniziative e che chiede il ripristino delle condizioni per poter svolgere attività politica sia nelle scuole che nell’Università, ricordando che in quest’ultima vi è un’occupazione permanente di un’aula della Facoltà di Sociologia, cosa inaccettabile per un’istituzione che dovrebbe insegnare il rispetto e il diritto di tutti ad utilizzare le strutture pubbliche.

Durante la conferenza stampa la Lega Giovani ha espresso piena solidarietà al giornalista Biloslavo, barbaramente allontanato dalla sala Kessler della Facoltà di Sociologia, ritenendo inaccettabile il clima di odio creato e l’abuso dell’appellativo fascista usato da questi gruppi di facinorosi che si riconoscono in una certa sinistra, per cui è troppo facile essere brigatisti con il Rolex al polso.

Nei prossimi giorni il gruppo Giovani Lega sarà presente davanti a scuole e università con un volantinaggio dal tema “Fuori i brigatisti da Unitn”.

 

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Lega Giovani Trentino

 

Oltre duecento infermieri hanno partecipato oggi al convegno “Il nuovo codice deontologico al centro dell’agire professionale” organizzato dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento.

Un momento di approfondimento e confronto sulla nuova edizione del Codice deontologico che è arrivata a dieci anni di distanza dalla precedente, dopo un percorso lungo e partecipato. “Uno strumento innovativo che permette agli infermieri di prendersi cura delle persone, affrontando consapevolmente le sfide poste dalla contemporaneità” sostiene il presidente dell’OPI di Trento, Daniel Pedrotti. “Per questo abbiamo voluto aprire l’evento con un focus su un tema di estrema attualità: l’utilizzo consapevole da parte dei professionisti dei social network, sempre più pervasivi” prosegue Pedrotti.

Il Codice deontologico degli infermieri – ha evidenziato Rosa Giuffrè, esperta di comunicazione e social education – dedica un intero capo al tema della comunicazione, focalizzando l’attenzione sul mantenimento della riservatezza degli assistiti, sul decoro della professione e sulla veridicità dei contenuti divulgati sul web, tema cruciale in un’epoca di fake news.

Gli infermieri trentini si sono poi confrontati sul sistema valoriale, sulle responsabilità professionali e sui rapporti con le persone assistite, grazie all’appassionato contributo di Pio Lattarulo, componente del gruppo di lavoro che ha steso il Codice deontologico, e Luigi Pais dei Mori, infermiere forense.

“Anche in questo caso il Codice degli infermieri mostra tutta la sua carica innovativa, al passo con i tempi e il dibattito bioetico in corso” afferma il presidente dell’OPI di Trento. Promozione di stili di vita sani e tutela ambientale. Non discriminazione, protezione e tutela dell’assistito. Centralità della relazione e valorizzazione del contributo dell’assistito, anche minore, nella relazione di cura.

Rispetto della volontà della persona, in particolare nel fine vita. Promozione della solidarietà attraverso la donazione degli organi. Equa allocazione di risorse sempre più scarse, per garantire anzitutto la sicurezza degli assistiti.

Questi i principali temi toccati. Alla presenza dell’Assessora Segnana il dibattito è proseguito concentrandosi sui temi eticamente più sensibili e sentiti come la contenzione e la clausola di coscienza. Tutti aspetti che mostrano molteplici complessità, sulle quali la professione infermieristica si sta interrogando, dimostrandosi vitale e in crescita.

Corridoio del Brennero: incontro fra Alto Adige, Tirolo e Baviera. Alfreider a Monaco incontra i colleghi di Baviera e Tirolo, Reichhart e felipe. Per il corridoio del Brennero si punta su digitalizzazione e passaggio del traffico da gomma a rotaia.

Le misure da attuare a breve e lungo termine per ridurre l’impatto del traffico di transito lungo il corridoio del Brennero. Questo il tema al centro dell’incontro di oggi (18 ottobre) a Monaco tra l’assessore provinciale alla mobilità, Daniel Alfreider, il ministro bavarese alla viabilità, Hand Reichhart e la vicepresidente del Land Tirolo, Ingrid Felipe.

Gestione digitale del traffico e intermodalità

Durante il vertice è stato ribadito come la società odierna si trovi di fronte ad una contraddizione in termini: da un lato c’è un sempre maggiore bisogno di mobilità e gli ordini online sono in continuo aumento, dall’altro è sempre più forte l’esigenza di un minor traffico. Sia i cittadini residenti lungo l’asse del Brennero, sia il mondo economico, chiedono interventi concreti. Secondo Alfreider, Felipe e Reichart, le risposte possono arrivare solo con soluzioni di respiro europeo e in un’ottica di collaborazione. Un progetto guida, da questo punto di vista, potrebbe essere il sistema di gestione digitale del traffico per i mezzi pesanti, che consentirebbe di intercettare per tempo i possibili problemi di “capacità” delle infrastrutture stradali. Inoltre, i territori situati lungo l’asse del Brennero dovrebbero richiedere a Bruxelles un maggiore sostegno al traffico intermodale e all’autostrada viaggiante RoLa.

Ruolo ponte dell’Alto Adige

L’Alto Adige, inoltre, vuole svolgere al meglio il suo ruolo di ponte fra nord e sud anche in tema di mobilità e traffico. “Vi sono troppe barriere nel traffico ferroviario, anche in quello passeggeri, che comportano ritardi e disagi – prosegue l’assessore provinciale alla mobiiltà – e per quanto riguarda i collegamenti internazionali è necessario un ampliamento dell’offerta”. Al termine del confronto con i colleghi di Baviera e Tirolo, Alfreider si dichiara convinto che “il ruolo dell’Euregio possa essere centrale. Durante il recente incontro delle assemblee legislative è stata approvata una mozione molto chiara che ora dovrà essere coerentemente attuata”.

Nulla di nuovo, purtroppo, nell’improvvisa tirata anti-autonomistica di alcuni interventi alla Camera, durante l’audizione del nuovo ministro Boccia. L’ha segnalata con preoccupazione l’onorevole Vanessa Cattoi e bene ha fatto.

È un fenomeno trasversale ai Governi che si succedono, questo degli attacchi alle autonomie. E’ capitato ripetutamente negli ultimi anni e si spiega con la conoscenza gravemente superficiale della storia, delle radici, dell’attualità che contraddistinguono realtà istituzionali come la nostra, come quella altoatesina, come quelle dove gli Statuti speciali riconosciuti dalla Costituzione hanno consentito crescita, coesione sociale, saggio autogoverno e anche compartecipazione alle difficoltà del bilancio statale.

Lo stesso presidente della Corte Costituzionale Giorgio Lattanzi, nella sua lectio di ieri al teatro Sociale, ha espresso perplessità di fronte agli atteggiamenti ondivaghi della politica italiana verso il regionalismo e l’autonomismo: fino a pochi anni si demonizzavano a senso unico i territori speciali, oggi si tende a celebrare il regionalismo differenziato e si vuole esportare ed allargare il modello a tutto il Paese. La verità è che è ancora carente la cultura regionalistica e autonomistica, nonostante i chiari e illuminati riferimenti costituzionali, nonostante una lunga storia che merita rispetto.

Invito chi ha preso la parola a Montecitorio a venire a Trento, perché occorre toccare con mano e vedere, prima di rinnovare giudizi affrettati, tanto infondati quanto dannosi per l’immagine di territori come il nostro, seriamente impegnati in un autogoverno responsabile e solidale.

Viabilità destra Adige e ponte con la tangenziale: la proposta Lega da sempre la più sensata.

Da molto tempo la discussione sull’importanza di una revisione della viabilità in destra Adige a Nord di Trento ha attraversato le aule dei consigli sia circoscrizionale (Centro storico – Piedicastello) che comunale, con a più riprese la richiesta di impegno, da parte dei rappresentanti della Lega, per trovare non solo soluzioni per i residenti, ma anche per le attività presenti in zona Laghetti.

Già nel settembre 2017, la proposta della allora consigliera di circoscrizione Martina Loss, di intervenire con adeguate valutazioni sulla viabilità in destra Adige valutando anche la realizzazione di un collegamento tra l’arginale e l’area corrispondente in altra sponda (ovvero la nuova rotatoria della tangenziale a Campotrentino) aveva trovato parere positivo da parte del consiglio ed era stata inoltrata al Comune.

Il Consiglio comunale ha poi ricevuto un ordine del giorno all’assestamento di bilancio dell’aprile 2018 e uno al bilancio di fine anno 2018, presentati dal gruppo Lega a prima firma Gianni Festini Brosa, recanti la medesima richiesta, inoltrata a gennaio 2019 all’attenzione della Commissione Urbanistica per un percorso di esame e ragionamento in materia, nonché predisposizione di una concertazione adeguata con la Provincia.

La proposta non riguarda il costoso ponte immaginato per il collegamento con galleria e inceneritore ad Ischia Podetti, che oggi è ancora presente nel PRG vigente, bensì un più snello (e meno costoso) collegamento dall’area artigianale in destra Adige con la tangenziale, all’altezza della nuova rotatoria. Non si preoccupi quindi il Presidente Geat, il progetto realistico e tanto atteso, sempre sostenuto dalla Lega anche in Circoscrizione, è tutt’altro che dimenticato in un cassetto e a breve potrà essere oggetto dell’esame della commissione Urbanistica del Comune, come richiesto dalla Lega.

 

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Gruppo consiliare Lega Nord Trentino
Gianni Festini Brosa, Martina Loss, Bruna Giuliani, Claudia Postal, Stefano Osele,Vittorio Bridi

Domani “porte aperte” dalle 10.00 alle 17.00 al Nucleo Elicotteri e alla caserma dei Vigili del fuoco del Corpo permanente.

Domani, 19 ottobre, dalle 10.00 alle 17.00 i cittadini sono invitati a visitare sia il Nucleo elicotteri che la caserma del Corpo permanente dei vigili del fuoco della Provincia autonoma di Trento. Le “porte aperte” sono state organizzate per la ricorrenza dei 60 anni del Nucleo elicotteri della Provincia autonoma di Trento. Sarà l’occasione per vedere da vicino alcuni dei protagonisti della Protezione Civile del Trentino e i mezzi che hanno in dotazione.

60 anni fa la Provincia ha dotato i vigili del fuoco di un primo elicottero, un Agusta Bell 47 a pistoni, utilizzato prevalentemente per lo spegnimento degli incendi. Da allora il Nucleo si è sviluppato fino a disporre oggi di una flotta di cinque mezzi, tre dei quali dedicati al soccorso sanitario. Sono 42 i professionisti che nelle diverse mansioni compongono lo staff operativo 24 ore al giorno, tutti i giorni dell’anno. Mediamente le missioni annuali sono circa 3700, delle quali 2700 sono di tipo sanitario.

La conduttrice a ‘Un Giorno da Pecora: ora sono single anzi zitella, ripubblicherei la foto con noi due sul letto; se un giorno mi piacerebbe fare ministro Agricoltura? Non sarebbe male, Bellanova bravissima, le faccio i complimenti

“Se con Matteo siamo rimasti amici? Si si, i nostri rapporti sono rimasti civili e cordiali. Se l’altro giorno quando non è stato bene gli ho scritto? Certo, ci mancherebbe”. A ‘Un Giorno da Pecora’, su Rai Radio1, Elisa Isoardi, ospite in studio della trasmissione condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, ha parlato della relazione col suo ex, il leader della Lega Matteo Salvini, raccontando alcuni aneddoti e spiegando come la sua vita, oggi, non sia cambiata. “La mia vita è come prima: ho sempre fatto quel che dovevo fare, ho sempre lavorato. Le storie finiscono e si va avanti, non è un problema”. Quando si è personaggi pubblici come lei e Salvini è quasi impossibile non sapere che l’altro si è di nuovo fidanzato. “Secondo me se è pubblico fai ancora più attenzione, e specie uno come lui”.

Non è parso che abbia fatto proprio mola attenzione…”E vabbé, le ho portate bene, cosa volete che vi dica…”, ha detto scherzando la Isoardi a ‘Un Giorno da Pecora’. Quando eravate insieme, le capitava mai di ‘spiare’ il telefono di Salvini? “Beh si, conoscevo la sua password ma lui non lo sapeva”. E cosa ci ha trovato dentro? “Ci ho trovato quel che dovevo trovare e ho fatto le scenate che dovevo fare, come fanno tutte le coppie e come fanno le donne gelose”. E lui? “Calmo…” Ha anche ‘spaccato’ qualcosa quella volta? “Di tutto. A me quando vengono i cinque minuti…” Il telefonino glielo ha mai spaccato? “Si, troppe volte”. Oggi ripubblicherebbe sui social quella foto con lei e il leader leghista sdraiati sul letto? “Certo, era un momento normalissimo che è stato interpretato male”. Non si è pentita di quello scatto quindi.

“Assolutamente no – ha detto la Isoardi a Rai Radio1 – non c’era nessuna malizia da parte mia”. Attualmente lei è fidanzata? “No, vi pare? Giro con un cane in borsa (Zen, il barboncino che ha portato con sé in studio, ndr) è proprio il simbolo della zitella!”. Ora che è single chissà quanti uomini la corteggeranno.

“Veramente quella che ci prova, che sceglie sono io. Forse faccio paura”. Nella prefazione del suo ultimo libro ‘Buonissimo’, appena pubblicato da Rai Libri, lei parla del suo grande legame con l’agricoltura. Le piacerebbe una volta nella vita fare il ministro dell’Agricoltura? “Non sarebbe male”. Cosa ne pensa dell’attuale titolare dell’Agricoltura, Teresa Bellanova?non è a me che dovete chiederlo”, ha chiosato al conduttrice a ‘Un Giorno da Pecora’.

Orario servizio sostitutivo funivia Trento – Sardagna da lunedì 21. Per far fronte al periodo di interruzione di attività dell’impianto funiviario decorrente da lunedì 21 ottobre fino a data imprecisata di fine lavorazioni (presumibilmente inizio dicembre) sono stati inseriti due collegamenti (in giallo) Trento/Sardagna e ritorno, richiesti dai residenti.

 

 

Foto: Agenzia Opinione

 

L’Autonomia va difesa. Il Presidente del Consiglio regionale e Coordinatore del Tavolo delle Speciali dei Presidenti delle Assemblee delle Regioni e delle Province autonome, interviene sugli esiti dell’audizione alla Camera del Ministro Francesco Boccia.

“Sono sorpreso da quanto accaduto nel corso dell’audizione del Ministro Francesco Boccia alla Camera. Quanto riportato dalla deputata trentina Vanessa Cattoi, dopo l’incontro avvenuto a Roma, è un quadro desolante che ci mostra ancora una volta come vi sia una certa superficialità, anche a livello istituzionale, su un tema invece dovrebbe essere ben noto a chi si assume la responsabilità del governo del paese. Ancora oggi c’è chi dice che l’Autonomia è un privilegio e tra gli stessi deputati di altre Regioni si è visto come vi siano più detrattori che sostenitori. Ma queste persone ignorano prima di tutto che Autonomia è responsabilità. Questo dovrebbe essere il punto di partenza di qualsiasi discussione che riguardi l’Autonomia delle Regioni.

Da parte di alcuni sembra infatti esservi una demonizzazione senza precedenti di un qualcosa che a noi appartiene da molto tempo e del quale, talvolta, diamo per scontata l’esistenza. L’Autonomia di cui noi godiamo è un diritto che abbiamo ereditato dalla storia e ne possiamo godere grazie alla lungimiranza di chi, tra i padri costituenti, ha compreso come governare un territorio con un passato come il nostro, e una articolazione territoriale così complessa, si possa fare solo con una effettiva capacità decisionale sul territorio stesso.

In settant’anni, abbiamo dimostrato come l’Autonomia sia un bene per le Comunità, di come poter legiferare significhi poter prendere le decisioni più efficaci per il benessere dei cittadini. Alcide De Gasperi, nel 1948, pronunciò parole profetiche: “Io che sono pure autonomista convinto e che ho patrocinato la tendenza autonomista, permettete che vi dica che le autonomie si salveranno, matureranno, resisteranno, solo ad una condizione: che dimostrino di essere migliori della burocrazia statale, migliori del sistema accentrato statale, migliori soprattutto per quanto riguarda le spese”. Ebbene, settant’anni dopo io credo di poter dire che abbiamo raggiunto questo obiettivo e stiamo ancora lavorando, giorno per giorno, per migliorarci.

Il Trentino-Alto Adige/Südtirol è oggi innegabilmente un esempio di buona amministrazione, dove certamente nel passato non sono mancati errori, ma dove proprio la capacità di essere immediatamente operativi ci permette di giorno per giorno di correggere e intervenire dove vi sia più bisogno. Eppure sembra che il nostro modello, che vede il nostro sistema ai vertici delle classifiche nazionali dall’istruzione alla sanità, non sia preso in considerazione nel parlare di Autonomia. La richiesta legittima di maggiore capacità decisionale da parte delle Regioni non deve essere vista come un indebolimento dello Stato, ma semmai come un nuovo modello, dove ciascun territorio viene responsabilizzato.

Veneto, Lombardia e Emilia Romagna, hanno chiesto di poter essere in grado di contribuire alla crescita della nazione migliorando il proprio sistema con una gestione diretta delle risorse e la facoltà legislativa in settori chiave. Non posso che vedere qualcosa di positivo in questo. Concordo dunque con chi dice che deve essere possibile applicare un regionalismo differenziato a tutti coloro che ne fanno richiesta, purché si tengano sempre a mente le parole di De Gasperi, che hanno segnato l’inizio del nostro percorso e ricordando sempre che essere autonomi non significa essere isolati.

E l’esempio più chiaro è la nostra terra: non abbiamo mai fatto mancare, fieri della Specialità che ci caratterizza, il sostegno allo Stato, né dal punto di vista economico, né tantomeno organizzativo. Basti pensare solo a quanto fa la nostra macchina della Protezione civile dove vi sia necessità. La crescita di un sistema che valorizzi quei territori che dimostrano di essere in grado di saper gestire al meglio le proprie risorse, è dunque qualcosa che dobbiamo sostenere per difendere la nostra stessa Autonomia, ma dobbiamo sempre ricordare a chi manifesta queste istanze che essere Regione a Statuto speciale offre sì delle straordinarie opportunità, ma comporta anche dei doveri. Noi contribuiamo alle finanze dello Stato sia con la parte del nostro gettito fiscale che rimane a Roma, sia gestendo noi stessi le spese per le competenze che ci competono. E a coloro che parlano contro questo sistema io dico che provino loro stessi ad amministrare con eguale autonomia il proprio territorio, piuttosto che attaccare chi invece ha saputo dimostrare l’efficienza di questo sistema”.

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