Alto Adige e Südtirol: disarmiamo le parole per una convivenza dialogica fra i gruppi. Con un gioco di prestigio che non poteva non innescare polemiche feroci, il Consiglio provinciale di Bolzano, all’articolo 1 del disegno di legge provinciale n.30/19 sui rapporti con l’Unione europea, ha cancellato l’aggettivo “altoatesino”, traducendo “Südtiroler Institutionen” con “istituzioni della provincia di Bolzano.

Il nome “Alto Adige” è tutelato dall’articolo 116 della Costituzione italiana e una legge provinciale di Bolzano non può certo modificare la Costituzione, come si è affrettato a chiarire lo stesso presidente della Provincia Kompatscher, riconoscendo l’errore. Il testo dell’articolo 116, “La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano” è sufficientemente limpido per essere il punto di riferimento linguistico e normativo di ogni nuova legge, nell’ambito del riconoscimento della Repubblica italiana della pari dignità dei gruppi linguistici (non dimentichiamo i ladini) della Provincia di Bolzano.

Non si può non dare ragione al ministro degli affari regionali Boccia che ha affermato: “Sarebbe opportuno continuare a discutere esclusivamente delle esigenze della comunità della Provincia autonoma di Bolzano e dell’intera Regione Trentino Alto Adige” (e qui il ministro si è sciaguratamente dimenticato la parola Südtirol), “anziché di questioni ideologico nominalistiche che riguardano lo scontro tra la destra tedesca e la destra italiana”.

Fratelli d’Italia da una parte, gli oltranzisti sudtirolesi dall’altra, sono riusciti molto bene, ancora una volta, a infiammare un dibattito nazionale usando la benzina delle parole: col risultato che, fuori dalla nostra Regione, si riaccendono le polemiche strumentali su quanto ci meritiamo la nostra autonomia speciale. Molto rumore per nulla. O forse, per rimettere in circolo i soliti veleni che da sempre inquinano la questione della toponomastica nella provincia di Bolzano.

Prendiamo atto con favore dei buoni propositi del presidente Kompatscher sul corretto utilizzo futuro della terminologia: “Quando ci si riferisce alle istituzioni è giusto parlare di Provincia di Bolzano in italiano e di Provinz Bozen in tedesco, mentre quando ci si riferisce al territorio la terminologia corretta è Alto Adige in italiano e Südtirol in tedesco”.

E non possiamo non condividere le parole del collega Riccardo Dello Sbarba del Gruppo Verde del Consiglio provinciale di Bolzano: “La convivenza passa anche attraverso il disarmo del linguaggio; evidentemente c’è chi lo vuole riarmare”.

A noi di FUTURA, che ci sentiamo cittadini del mondo ed europei, oltre che trentini fieri di appartenere a una Regione meravigliosa e speciale come il Trentino-Alto Adige/Südtirol, queste polemiche lasciano l’amaro in bocca perché la propaganda giocata sulle parole eccita i rancori del passato mentre nell’orizzonte europeo di oggi e di domani dovremmo considerare come un valore inestimabile la convivenza dialogica e pacifica tra la pluralità dei gruppi linguistici.

 

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PAOLO GHEZZI

LUCIA COPPOLA

consiglieri regionali del Trentino-Alto Adige/Südtirol

 

Gruppo Consiliare Provinciale Futura – Partecipazione e Solidarietà

Condanna dei fatti e solidarietà alla Voce del Trentino. I fatti di oggi dimostrano che non si deve abbassare la guardia perché la mamma dei cretini è sempre incinta.

Di questo si tratta: di un atto di cretinismo che va condannato senza se senza ma.

Solidarietà alla redazione della Voce del Trentino e a tutti i suoi componenti.

 

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Gruppo consiliare Patt
Ugo Rossi

Biancofiore -Fi-Alto Adige: felice Boccia abbia accolto nostro appello, è importante che l’Italia faccia squadra.

Ringrazio di cuore, prima da altoatesina poi da politico, il Ministro Boccia per aver accolto l’appello che Forza Italia ha fatto per prima tramite la mia persona, circa la necessità di impugnare da parte del governo la legge provinciale che cancella la dizione Alto Adige. É la dimostrazione, al di là delle appartenenze politiche, che quando si vuole umiliare l’Italia, una sua parte, suoi cittadini, i suoi confini, l’Italia sa fare squadra. Qui non si passa come disse il generale Pelloux divenuto poi il motto degli alpini .

L’Italia s’è desta sottolinea il nostro inno nazionale e sono felice che anche importanti esponenti della Svp che come noi fanno parte del PPE, come la capogruppo al Senato Julia Unterberger, abbiano ammesso il grave errore e che si debba immediatamente riparare. L’Alto Adige Südtirol deve guardare al futuro, essere l’avanguardia di una Europa dell’anima dei popoli europei, alla quale la storia l’ha destinata.

Io personalmente aggiungerei anche South Tyrol a dimostrazione della vocazione internazionale della mia terra.

Esprimo a nome mio e del Gruppo Consiliare che rappresento in Consiglio Provinciale, la massima solidarietà e la vicinanza alla Redazione de “La Voce Del Trentino” per quanto accaduto poche ore fa.

L’importanza della libera informazione, sancita dalla Costituzione, all’articolo 21, non può e non deve trovare limiti o tantomeno spauracchi vigliacchi e soprattutto notturni nella propria attività.

L’augurio e lo stimolo, diretti alla Redazione colpita è di perseverare nel suo lavoro, ma in generale questo è lo stimolo e l’auspicio che rivolgo a tutti i professionisti del settore; oltre le idee e oltre le parti.”

 

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Consigliere Luca Guglielmi

Martedì 15 ottobre 2019 ore 12.00. Fondazione Caritro, Via Calepina, 1 a Trento. Domani, martedì 15 ottobre 2019 alle ore 12.00, presso la sala conferenze di Fondazione Caritro (via Calepina, 1 – Trento), è prevista una presentazione pubblica del progetto Avvocati per la solidarietà, sportello di tutela giuridica gratuita per i senza dimora per la sola fase stragiudiziale.

Il progetto, nato a Trento nel 2006 su iniziativa di Fondazione Caritro, si pone l’obiettivo di garantire tutela giuridica, mediante un servizio di assistenza legale gratuita, ai senza dimora. Si tratta di persone che, oltre a non essere in grado di sostenere i costi della giustizia, sovente non hanno neppure cognizione dei propri diritti, degli strumenti a disposizione, delle strutture a cui rivolgersi per chiedere assistenza.

Intervengono:

– Avv. Mauro Bondi, Presidente Fondazione Caritro
– Avv. Michele Russolo, Presidente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Trento
– Avv. Monica Aste, Presidente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Rovereto
– Prof. Puppo Federico, Dipartimento Facoltà di Giurisprudenza, Università di Studi di Trento
– Rappresentanti della cooperativa sociale Punto d’Incontro e Caritas Diocesana di Trento
– Dott.ssa Marta Tomasi, Dott.ssa Lucia Busatta e Avv. Diego Berti – Coordinatori degli sportelli

Sarà l’occasione per illustrare tutte le realtà coinvolte e firmare l’accordo di partnership.

Questa mattina i dipendenti della “Voce del Trentino”, il nostro quotidiano locale più seguito, recandosi in redazione, si sono ritrovati di fronte uno spettacolo spaventoso. Coperti dal buio della notte, ignoti, hanno sparato colpi di arma ad aria compressa contro le vetrate di ingresso, fortunatamente solo danneggiandole, con l’intento di intimidire una voce libera e spesso fuori dal coro. È è quanto si apprende proprio dalle pagine del quotidiano La Voce del Trentino.

Questo episodio, purtroppo, è stato solo l’ultimo di una lunga escalation iniziata da tanto tempo partita con lettere di insulti e minacce, anche di morte come nel caso della direttrice Elisabetta Cardinale e dell’editore, che però non hanno mai trovato un colpevole.

Mi aspetto una ferma e unanime condanna dal mondo delle istituzioni perchè la libertà di stampa, che abbiamo tanto combattuto per affermare, non diventi vittima della censura di chi pensa di poterla regolamentare con la violenza e gli atti intimidatori.

La mia solidarietà e vicinanza alla direttrice e a tutti i giornalisti…

Lo dichiara in una nota Elena Testor, senatrice e vice coordinatrice di Forza Italia Trentino.

“Sarà depositato già in giornata il disegno di legge, per cui richiederò la trattazione urgente, per ripristinare la denominazione ufficiale Alto Adige nella legge europea approvata nei giorni scorsi con l’unico voto contrario del sottoscritto in Consiglio provinciale”. Così in una nota Alessandro Urzì, Consigliere regionale e provinciale de L’Alto Adige nel cuore Fratelli d’Italia.

“Se le dichiarazioni di ieri del Presidente della giunta provinciale Kompatscher, che ha tardivamente parlato di errore per gettare acqua sul fuoco, sono sincere non avrà difficoltà ad approvare la norma e a riparare al danno compiuto”, osserva Urzì. “Se ciò non dovesse avvenire con i nostri esperti stiamo valutando l’opportunità di presentare alla Corte dei Conti un esposto per danno di immagine subito dall’Alto Adige in tutto il territorio nazionale.

Del resto – aggiunge Urzì – la Provincia ha creato addirittura agenzie di immagine per curare la buona percezione del territorio investendo centinaia di migliaia di euro. Anni di campagne di promozione dell’Alto Adige e delle sue bellezze turistiche ed enogastronomiche rischiano ora di venire danneggiate da una incomprensibile e gretta impuntatura legata all’idea di un primato culturale e linguistico di partiti dichiaratamente secessionisti come Suedtiroler Freiheit e del Suedtiroler Volkspartei, che ha abbandonato la linea della moderazione per inseguire quella della antistorica provocazione”.

“Se l’obiettivo finale del Presidente della giunta Kompatscher è quello annunciato di dettare agli Italiani l’uso della denominazione “Sudtirolo”, senza alcun rispetto per le sensibilità della componente italiana e della sua identità, noi non resteremo a guardare. La comunità italiana – conclude il coordinatore regionale di Fdi – non un corpo estraneo in Alto Adige come vorrebbero alcuni, ma è parte integrante di un territorio che si fonda sul bilinguismo è che è a tutti gli effetti un pezzo d’Italia che si riconosce, come il resto del Paese, nella Costituzione italiana”.

Lo comunica in una nota l’Ufficio Stampa di Alessandro Urzì, Consigliere regionale e provinciale de L’Alto Adige nel cuore Fratelli d’Italia.

Massima solidarietà alla redazione de La Voce del Trentino che è stata vittima stanotte di un’azione vandalica violenta presso la loro sede in centro a Trento a opera di soggetti ignoti che – stando quanto appurato – hanno usato vere e proprie armi per tentare di far irruzione all’interno della sede del giornale online.

Fatti come questi sono l’emblema di come in Italia sia necessario ancora una volta condannare simili atteggiamenti che minano la libertà di stampa e di espressione, libertà che non dovrebbero essere in alcun modo messe in discussione in un Paese occidentale come il nostro.

Eppure la strada per un’effettiva tutela del diritto ad informare e ad essere informati è ancora lunga.Secondo l’Indice della libertà di stampa, una classifica annuale di nazioni compilata e pubblicata da Reporter senza frontiere, l’Italia è posizionata fra gli ultimi Paesi europei e dopo il Ghana, il Burkina Faso e la Namibia.

La strada da fare in merito alla tutela della libertà di stampa è ancora lunga, ma noi della Lega ci siamo e difendiamo tanti editori da attacchi di soggetti, anche pubblici, che, anche in Italia, non si fanno scrupoli nell’intimorire e minacciare chi si occupa di informare in modo libero e indipendente.

Massima solidarietà alla direttrice Elisabetta Cardinali e a Roberto Conci, vittime di quest’odio becero e pericoloso, e a tutta la direzione e a chi collabora con la Voce del Trentino.

È questo quanto dichiarato in una nota dal Segretario della Lega Salvini Trentino Mirko Bisesti

Cgil Cisl Uil si schierano dalla parte del popolo curdo. Anche i sindacati aderiscono al presidio di protesta mercoledì 16 ottobre alle 17 in Piazza Pasi a Trento.

Anche Cgil Cisl Uil del Trentino saranno in piazza Pasi dopo domani, mercoledì 16 ottobre alle 17, per manifestare solidarietà al popolo curdo. I curdi sono stati prima usati per combattere contro i fondamentalisti dell’Isis e adesso lasciati soli di fronte all’attacco della Turchia. Artefici di tutto questo gli Stati Uniti che hanno ritirato i propri soldati dal confine turco-siriano, dando il via libera, di fatto, all’esercito turco. Un vero e proprio tradimento che sta già costando molte vite umane.

L’Europa e l’Italia non possono restare in silenzio di fronte a quanto sta accadendo in Siria; non si può cedere al meschino ricatto di Erdogan scegliendo di non vedere l’oppressione di un popolo solo per tenere lontano dai propri confini profughi e rifugiati. Nel rispetto dei valori di libertà e democrazia l’Europa e tutta la comunità internazionale devono avere il coraggio di intervenire con misure efficaci per fermare la guerra turca, serve un’efficace azione diplomatica per trovare una soluzione pacifica che rispetti il popolo curdo e i diritti umani.

Pur non avendo alcuna simpatia e comprensione per il modo parziale e schierato con cui “La Voce del Trentino” interpreta la funzione di mezzo di informazione e pur essendo stato più volte attaccato con virulenza da tale testata per la mia attività politica,  da giornalista e da consigliere provinciale non posso che condannare senza esitazioni e senza distinguo l’attacco notturno (vetri infranti, insulti e minacce anonime) alla redazione della Voce a Trento. Non è con la violenza, con l’odio e con l’intolleranza che si lotta contro chi fa opera di propaganda e di avvelenamento ideologico, al fianco della destra di governo.

Al di là dei dubbi sulla matrice del gesto e al di là della inevitabile strumentalizzazione che si ritorce contro i “rivoluzionari rossi” (quali? chi? come li hanno identificati?) ogni attacco a un mezzo di informazione (sia pure fortemente contestabile) è una bruttissima pagina per la democrazia e per la dialettica democratica delle idee e delle parole.
Un gesto inaccettabile. Solo con la nonviolenza si può esercitare la libertà di critica e di dissenso, ci si può opporre davvero a questi tempi feroci di “odiocrazia”.

 

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Paolo Ghezzi, capogruppo FUTURA

consigliere provinciale del Trentino e regionale/Regionalratsabgeordneter
Trentino-Alto Adige/Südtirol, presidente del gruppo provinciale e regionale
FUTURA 2018

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