Cavalcavia a Costa di Levico: consegnati i lavori per la barriera di sicurezza. Il cantiere rimarrà aperto quattro mesi, ecco le limitazioni al transito e le deviazioni.

Sono stati consegnati oggi dal Servizio Gestione strade della Provincia autonoma di Trento i lavori per il rifacimento della barriera stradale di sicurezza nel cavalcavia in località Costa di Levico Terme, lungo la SS 47 della Valsugana.

Per ragioni di sicurezza, nel corso della settimana, verrà chiusa la pista di svincolo in uscita dalla strada statale n. 47 della Valsugana, posta al Km 111,100, che conduce a Levico Terme e Caldonazzo, utilizzata per chi proviene da Bassano del Grappa ed è diretto a Trento; tale accorgimento di sicurezza produrrà per l’utenza stradale un disagio contenuto, grazie alle valide alternative viarie prossimali presenti, in particolare, gli svincoli in uscita dalla SS 47 ubicati: al km 105,900 in loc Campiello; al km 107,375 zona industriale di Levico Terme; al km 109,845 svincolo del per le Lochere-Zona Artigianale di Caldonazzo e al km 111,850 in loc. Brenta di Caldonazzo.

Durante il cantiere, il flusso di traffico lungo la SS 47 della Valsugana e lungo la SP 1 del Lago di Caldonazzo, durante le ore diurne, verrà ordinariamente mantenuto sulle due corsie presenti, riservando le limitazioni di circolazione, con gestione del flusso veicolare a senso unico alternato, a limitate fasi lavorative, comunque programmate nelle ore notturne comprese tra le ore 20.30 e le ore 05.30.

La durata contrattuale dei lavori è pari a 120 giorni.

 

Scrivo in qualità di insegnante e di formatrice, prima che in qualità di segretaria provinciale di Sinistra Italiana. Quella sotto trascritta è una lettera sulla nuova classe formata al liceo Rosmini e definita, secondo me impropriamente, una sfida didattica.

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Renata Attolini

 

È impossibile non condividere l’idea di “prendere per mano uno studente che viene da una bocciatura in un’altra scuola per portarlo a ritrovare fiducia ed entusiasmo”.

Questa è la sfida che don Milani lanciò da Barbiana nel 1967 con “Lettera ad una professoressa” e che gran parte degli insegnanti italiani raccolsero nelle proprie organizzazioni educative e praticarono in tantissime scuole dove si sperimentarono e si sperimentano soluzioni didattiche creative ed efficaci.
Su di loro, a partire dagli anni ’60, lasciarono un segno la pedagogia di Dewey, la didattica di Freinet e le teorie sulla psicologia dell’età evolutiva di Piaget e, più recentemente, la nuova scienza della mente che pone l’attenzione ai processi di apprendimento concettuale, la pedagogia istituzionale che tende a rileggere in chiave di contesto relazionale le diverse situazioni formative, il mastery learning dove si parla di “dare il tempo necessario”, di “diversificare le risorse”, e di individualizzare i “rinforzi positivi”.

Ben venga allora una scuola senza banchi, senza pareti, senza rigidi schemi, senza la obsoleta trilogia della lezione, libro di teso, interrogazione;
una scuola dove, invece di informare, si insegna ad apprendere, si forniscono cioè le capacità di riflettere sulle molteplici conoscenze, fornite da infinite fonti di informazione, per organizzarle e renderle funzionali;
una scuola dove si assumono come punto di partenza le conoscenze e le rappresentazioni del mondo che lo studente già si è costruito, per porlo in una situazione problematica, dove un fatto venga a contraddire il suo sapere, una situazione facile da padroneggiare, ma per la quale non esista una soluzione a priori;
una scuola che in questo modo stimola curiosità, favorisce una prima forma di rielaborazione dell’esperienza attraverso l’espressione spontanea della struttura cognitiva esistente, e promuove infine, attraverso la discussione, una rielaborazione cognitiva, durante la quale i fatti vengono compresi ed accedono al mondo dei significati attraverso la ricerca di un accordo tra tutti i significati possibili;
una scuola dove i saperi si costruiscono e si ristrutturano in continuazione a partire dai problemi e dal modo di interpretarli, dove la conoscenza non è univoca e dogmatica, ma cresce, si modifica, si evolve, cambia, e i suoi protagonisti cambiano con lei.

Ben venga un ambiente che valorizzi ogni singola individualità e dove sia possibile una reale cooperazione tra individui che, mantenendo la propria identità, possano crescere e coevolvere.

Ben venga un insegnante che sia facilitatore del clima sociale e della complessiva attività didattica, che sia in grado di riflettere sulle proprie conoscenze e di tradurre la propria competenza in itinerari espliciti di organizzazione delle proposte didattiche per gli allievi, definendo strumenti, percorsi e attività, in modo flessibile, tale che l’apprendimento possa seguire anche percorsi non preventivati e che ognuno possa raggiungere, nei propri tempi, quelle che sono abilità irrinunciabili.

Ma cosa ha a che fare con tutto questo una classe prima di un liceo cittadino che raccoglie 23 ragazzi che provengono da bocciature in altri licei?
Cosa ha a che dare questa classe con l’integrazione, la cooperazione tra diversi, lo scambio culturale ed esperienziale, la crescita dell’individuo?
Cosa ha a che fare questo isolamento culturale con la motivazione ad apprendere?

Non possiamo creare isole di contenimento per tutto quello che ci disturba; dobbiamo saperlo accogliere e mettere in atto gli strumenti idonei per farlo interagire con quella che consideriamo la normalità. Questa è la condizione indispensabile per un arricchimento reciproco.
Invito il dirigente e i colleghi del Rosmini a lanciare la vera sfida, a buttare tutte le cattedre, a trasformare ogni locale della scuola in uno spazio vivo e in un laboratorio di idee, a dimenticare la lezione frontale e ad offrire a tutti gli studenti, bocciati o promossi, attenti o distratti, volonterosi o negligenti, un nuovo modo di apprendere, cooperativo e costruttivo.
In fin dei conti è questo che la legge ci chiede da tempo, sostituendo i programmi con le indicazioni e chiedendo di perseguire competenze, ossia il sapere, il saper fare e il saper essere.

Renata Attolini

Bisesti agli studenti: “Scienza e Tecnologia sono il presente nel quale investire. Voi rappresentate il futuro del Trentino”. Lo ha detto l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti incontrando gli studenti dell’ITT Buonarroti.

“Andate all’estero, arricchite il vostro bagaglio di vita e di esperienze, approfondite la cultura dei Paesi stranieri e le rispettive lingue, però poi tornate; il Trentino ha bisogno di voi”. Queste le parole dell’assessore all’istruzione Mirko Bisesti che, accompagnato dal dirigente generale del Dipartimento istruzione e cultura Roberto Ceccato e dalla dirigente scolastica Laura Zoller, ha incontrato studenti, docenti e personale ATA dell’Istituto Tecnico Tecnologico Buonarroti. In occasione della vista l’assessore ha voluto dialogare con gli studenti per parlare di scuola e di futuro.

Il contatto diretto con il mondo della scuola e il dialogo costante con docenti e studenti rappresenta una delle priorità che l’assessore Bisesti si è prefissato per questa legislatura. In quest’ottica continuano gli incontri territoriali, come quello avvenuto recentemente presso l’Istituto Tecnico Tecnologico Buonarroti di Trento.

La visita è iniziata dal NetLab dell’istituto Buonarroti, dove Bisesti ha incontrato un gruppo di studenti rientrati da un tirocinio all’estero realizzato nell’ambito del progetto Internship Abroad, finanziato con fondi provinciali, che permette agli studenti di trascorrere 4 settimane presso aziende coerenti con il profilo di studi di ciascun ragazzo. I ragazzi hanno illustrato le loro esperienze manifestando grande apprezzamento per l’iniziativa. Bisesti si è detto estremo sostenitore di iniziative di questo genere in quanto, ha detto: “oltre a qualificare il progetto di studio di ciascuno studente, stimolano la crescita personale oltre che professionale e svolgono un’importante funzione orientativa”.

Di seguito l’assessore ha visitato la classe di digital science e i laboratori tecnico scientifici di chimica, elettronica-automazione, meccatronica e informatica complimentandosi con la dirigente scolastica e con tutto il personale scolastico riconoscendo il grande sforzo profuso per coordinare una scuola che rappresenta per numeri e offerta formativa una vera e propria cittadella dell’istruzione e della formazione tecnica.

L’istituto Buonarroti, dotato di strumentazioni all’avanguardia e di laboratori moderni, vanta numerose collaborazioni con aziende locali presso le quali gli studenti hanno la possibilità di sperimentare sul campo il contatto diretto con il mondo del lavoro grazie a stage mirati a seconda dell’indirizzo scelto.

La scuola offre aule dedicate alle discipline (lettere, matematica, lingue, diritto, LAB di scienze e chimica fisica – approccio integrato alle scienze) e laboratori flessibili dove poter proporre attività differenziate in team, con spazi di confronto per gli studenti e arredi modulari e riconfigurabili a seconda delle necessità. con la finalità di creare interconnessione fra tecnologie e stimolare il confronto fra pari. Il metodo adottato dalla scuola coniuga le lezioni frontali, le attività laboratoriali e l’attivismo pedagogico al fine di dare vita a un apprendimento arricchito e basato sulla collaborazione.

In occasione della visita dell’assessore Bisesti, la dirigente scolastica Laura Zoller ha reso noto il prossimo evento che la scuola organizzerà nell’ambito del mese europeo della cyber security: un convegno dal titolo Digital.Security@School che si terrà presso l’Aula Magna dell’Istituto venerdì 25 ottobre alle 10. In quell’occasione vi sarà un confronto-dibattito tra numerosi relatori a diverso titolo si occupano di sicurezza informatica con una particolare attenzione al ruolo della scuola e del nostro territorio.

I numeri
1575 studenti, 225 docenti, 80 unità di personale ATA, 75 classi, di cui 16 prime, 50 laboratori scientifici per una superficie totale di 24.000 metri quadrati.
L’offerta formativa prevede 5 indirizzi di studio:

Informatica e telecomunicazioni
Meccanica, Meccatronica e Energia
Elettrotecnica, Elettronica e Automazione
Chimica materiali – Biotecnologie sanitarie – Biotecnologie ambientali
Costruzione ambiente e territorio

Da quest’anno scolastico nell’indirizzo informatica è stato attivato il nuovo corso denominato Itt.Digital.Science, un percorso didattico quinquennale per studenti e studentesse desiderosi di immergersi nel futuro del mondo digitale. Il percorso di studi è fortemente innovativo e punta allo sviluppo del pensiero computazionale e al raggiungimento di competenze informatiche e scientifiche, in particolare matematiche. L’obiettivo è preparare tecnici di successo che possano operare per la continua evoluzione dei processi digitali del mondo del lavoro e della ricerca, oltre che affrontare gli studi universitari.

Itt.Digital.Science propone una didattica che privilegia l’area matematico scientifica e tecnologica, completata da una solida preparazione linguistica e umanistica. Fin dalla prima classe l’utilizzo di laboratori avanzati e ben attrezzati, assieme al potenziamento della matematica, fornisce allo studente gli strumenti idonei al raggiungimento delle competenze specialistiche.
L’Istituto prevede corsi diurni e serali

“Qualità e territorio”: il vice presidente Tonina a Venezia alla conferenza sul Pinot Grigio delle Venezie Doc.

“Il mercato, ci confermano gli esperti, ci dice che i clienti cercano la qualità e sono disposti a pagarla il giusto; e che nel vino si vuole trovare l’identità e la specificità di un territorio. E’ un segnale che conferma l’importanza di avere una filiera produttiva attenta al territorio e alla sostenibilità e che va fatta una promozione che sia in grado di raccontare i valori della terra che ha prodotto un determinato vino”: con queste parole il vice presidente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina ha commentato la sua partecipazione, questa mattina a Venezia, alla conferenza sui valori del Pinot Grigio delle Venezie Doc.

L’appuntamento, che ha visto la partecipazione di numerosi esperti, era dedicato alla stampa di settore nazionale e internazionale, sul tema del Pinot grigio nei mercati di riferimento. E’ stato organizzato dal Consorzio Vini DOC delle Venezie.

Erano presenti anche Luca Rigotti presidente del Gruppo Mezzacorona e Graziano Molon direttore del Consorzio Vini del Trentino.

“Per il Trentino – ha sottolineato il vice presidente Tonina – è quindi fondamentale valorizzare la formazione, che avviene in scuole come quella di S. Michele all’Adige, in cui si preparano i tecnici e gli esperti di domani che nel settore vitivinicolo saranno chiamati a consolidare il lavoro fatto dalle generazioni che li hanno preceduti.

Determinante è anche la ricerca scientifica, chiamata a dare il suo contributo per un’agricoltura sempre più qualitativa e rispettosa dell’ambiente. Si sta già facendo con successo in centri di ricerca come la Fondazione Edmund Mach e si deve proseguire su questa strada. Per noi è importante anche coltivare le relazioni e le collaborazioni con i territori vicini che possono aprire opportunità e mercati nuovi per i nostri produttori”. La denominazione di origine controllata delle Venezie, istituita nel marzo 2017, interessa l’area nord-orientale italiana includendo i territori delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e della Provincia autonoma di Trento.

Sarà presente anche il Segretario della Lega Salvini Trentino, Mirko Bisesti, alla serata organizzata da Roberto Leoni della Sezione Lega di Dro in occasione delle elezioni comunali. “La Lega – ha affermato il Segretario Bisesti – punta con forza anche alle amministrative di Dro, un comune che merita un cambio di passo e che con le elezioni del 2020 può cambiare con un’amministrazione del Buonsenso.

Mercoledì sarò felice di incontrare e confrontarmi con i militanti e i nuovi sostenitori che hanno deciso di abbracciare, tesserandosi, le idee della Lega e di Matteo Salvini”. L’evento inizierà alle 20.30 presso la casa sociale di Piazza Mercato in Pietramurata a Dro. La sezione e il Segretario nazionale invitano i cittadini interessati a partecipare.

È questo quanto dichiarato in una nota dall’ufficio stampa della Lega Salvini Trentino.

 

Gentile Direttore,

le scrivo da “forestiera”, da chi vive lontano dalle vostre montagne ma che ha avuto la grande fortuna di frequentarle ogni anno per quasi sei decenni: sento di avere il diritto di esprimere la mia opinione dato che conosco e amo profondamente il vostro territorio.

Più di un anno fa, navigando banalmente su Facebook, feci un salto sulla sedia quando mi imbattei nel gruppo “Giù le mani dal Lagorai”. Fui profondamente allarmata dallo scoprire che il Lagorai è oggetto di mire di “valorizzazione” ed anche molto sorpresa considerando che la bellezza di questa catena risiede proprio nella mancanza di valorizzazione, ovvero nella quasi totale assenza dell’intervento umano.

Il Lagorai è un “luogo dell’anima” per molti, dov’è possibile perdersi nella sua vastità senza incontrare nessuno: un’area cosiddetta poco antropizzata. Penso alla sua fauna e alla sua flora, all’idea di un territorio dove per una volta entriamo realmente solo in punta di piedi, ospiti transienti che hanno la fortuna di una finestra ancora esistente su di un ambiente incontaminato.

Ma non è solo per le sue caratteristiche spirituali e ambientali che va tutelato. La sua wilderness è una risorsa unica, grazie agli avi che ce l’hanno consegnata intonsa, la potenziale punta di diamante di un turismo di qualità che vuole natura, genuinità e l’opportunità di un reale stacco dal resto del mondo, ormai dilaniato dalla nostra ingordigia e arroganza.

Voi trentini siete tanto fortunati, ma sembra che non lo sappiate: il vostro territorio e la vostra cultura sono meravigliosi e questo è tutto ciò che vi serve per essere vincenti. Dovete lottare per difendere ciò che vi rende unici, non uniformarvi al turismo superficiale che banalizza tutto.

Credo sia perciò essenziale fare tutto il possibile per fermare il progetto della valorizzazione della Translagorai e in particolare l’intervento su Malga Lagorai, esageratamente invasivo e oneroso (naturalmente tutto a carico del contribuente), insostenibile dal punto di vista economico e ben oltre la mera comprensibile manutenzione ad uso malga e bivacco.

È inutile nascondere ciò che sembra ovvio: si tratta di opere volte ad aprire uno spiraglio per poi, in futuro, spalancare la porta all’assalto commerciale dell’ultimo territorio vergine rimasto.

Il Lagorai deve essere tutelato così com’è e come ci è stato tramandato: non tradite il passato e il futuro.

 

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Con profonda e sincera preoccupazione
Silvana Lauria, Londra, Regno Unito

Anche a Pergine Valsugana la Lega scalda i motori in vista delle elezioni comunali del 2020. Forte dei risultati eccellenti ottenuti alle scorse elezioni politiche, alle provinciali del 21 ottobre e alle europee di maggio la Lega di Pergine sta costruendo un gruppo che dovrà rispondere alle istanze di cambiamento che i tanti cittadini di Pergine Valsugana chiedono a gran voce.

Per questo, a fianco del Segretario cittadino e credendo fortemente nell’importanza della sfida amministrativa del terzo comune del Trentino, la Lega si avvarrà anche del contributo del Consigliere provinciale Roberto Paccher e dell’Onorevole Mauro Sutto per la fase di programmazione e attività in vista delle elezioni amministrative.

Questo quanto dichiarato in una nota da Mirko Bisesti, Segretario Nazionale della Lega Salvini Trentino, e da Giancarlo Leonardelli, Segretario della Sezione Lega di Pergine Valsugana.

Ferma condanna contro gli atti incivili e violenti subiti della redazione. Il Gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico del Trentino esprime ferma condanna contro gli atti incivili e violenti subiti della redazione de La Voce del Trentino. La libertà di informazione è un bene che va tutelato al di là di qualsiasi appartenenza e al di sopra di ogni colore politico.

Giorgio Tonini – Presidente del Gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico del Trentino

Isera, svelati i vincitori de La Vigna Eccellente. Il miglior vigneto è di Franco Galvagni. La 18a edizione del concorso nato per premiare il più bel vigneto di Marzemino, sia da un punto di vista etico che estetico, ha visto primeggiare un appezzamento di Brancolino, comune di Nogaredo. Secondo posto per Stefano Berti e terzo per Sandra Parisi. Il premio letterario intitolato a Francesco Graziola va invece alla giornalista e scrittrice di origine roveretana Isabella Bossi Fedrigotti.

Domenica pomeriggio, presso la Sala della Cooperazione di Isera, sono stati annunciati i vincitori della 18a edizione de La Vigna Eccellente, concorso nato nel 2001 con l’obiettivo di premiare la cura dei viticoltori in vigna e il loro lavoro quotidiano che contribuiscono così fortemente a caratterizzare il paesaggio vitato della Vallagarina.

Una cinquantina gli appezzamenti a concorso quest’anno, per circa 225 mila metri quadrati di vigneti, analizzati con attenzione, dall’inizio della fase vegetativa fino alla vendemmia, dalla giuria di esperti presieduta dal Professor Attilio Scienza, Docente di Viticoltura alla Facoltà di Agraria dell’Università di Milano, e composta da Marco Stefanini, Duilio Porro e Bruno Mattè, tecnici della Fondazione Edmund Mach – Istituto Agrario di San Michele all’Adige, Enzo Merz, giornalista e Gran Maestro della Confraternita della Vite e del Vino di Trento, Nereo Pederzolli, giornalista, Carlo Rossi che, nel 2001, ha tenuto a battesimo il concorso in qualità di Sindaco di Isera, Franco Nicolodi e Paolo Benvenuti, rispettivamente coordinatore regionale e direttore dell’Associazione Italiana Città del Vino.

A distinguersi, quest’anno, un vigneto di Franco Galvagni sito a Brancolino, Comune di Nogaredo, coltivato a guyot, sistema che, per il Marzemino, non è ancora molto diffuso. La giuria ha premiato gestione, regolarità, cura della spalliera, tra l’altro molto luminosa, ma anche equilibrio della fertilità. Il vigneto presentava inoltre strati fogliari non eccessivi, corretta cura fitosanitaria e regolarità nella produzione.

Secondo posto per Stefano Berti e il suo vigneto a Marano di Isera, caratterizzato da omogeneità dei grappoli e da una dimensione delle bacche piuttosto importante. Terzo posto per Sandra Parisi che a Brancolino coltiva un vigneto a pergola doppia che ha colpito la giuria per regolarità e penetrazione della luce al suo interno, oltre che per l’equilibrio produttivo.

In generale, come hanno commentato i tecnici della Fondazione Mach, in tutte le zone osservate si è rilevata una costanza di qualità della gestione, a riprova di quanto gli agricoltori della zona abbiano recepito le indicazioni emerse nel corso degli anni grazie al premio stesso.

La Sindaca Enrica Rigotti, che nel corso del suo intervento ha ricordato anche il premio ricevuto da La Vigna Eccellente al concorso Euregio Il turismo incontra l’agricoltura, ha sottolineato come la manifestazione quest’anno abbia voluto coinvolgere attivamente anche le scuole, attraverso una mostra di disegni dedicata alla manifestazione, nella consapevolezza che sia fondamentale trasferire ai più giovani le peculiarità del territorio che vivono e aiutarli a riscoprire il ritmo della terra, da rispettare per poter ottenere risultati di eccellenza.

Attilio Scienza, che ha definito il premio come una sorta di “eucarestia”, intesa nel suo senso più generale di “ringraziamento”, ha voluto ricordare come sia importante essere grati agli agricoltori, visto che è anche grazie al loro lavoro che Isera è conosciuta e, in tal senso, ha ribadito come l’introduzione di una docg per il Marzemino potrebbe essere un’occasione per dare futuro alla coltivazione di questo vitigno, valorizzando le zone più vocate per la sua produzione che incidono fortemente sul risultato finale.

Collegata a questo anche la scelta della giuria di conferire il premio letterario Francesco Graziola alla giornalista e scrittrice di origine roveretana Isabella Bossi Fedrigotti, nei cui libri si percepisce molto spesso un grande amore per la sua terra. “Sono davvero commossa di ricevere questo riconoscimento – ha commentato la scrittrice – anche perché è il primo premio che ricevo nella mia regione. Ritengo bellissima – ha proseguito – l’idea del concorso dedicato ai viticoltori poiché è un premio al paesaggio, alla cura, alla bellezza. La viticoltura è la religione dei miei padri, dei nostri padri e, come ha detto giustamente il Sindaco, vorremmo diventasse anche la religione dei nostri figli”.

Il pomeriggio è stato anche occasione per fare il punto sulla stagione viticola appena trascorsa che, come ha spiegato Bruno Mattè, da un punto di vista fitosanitario è stata abbastanza normale e senza criticità, sia considerando le malattie fungine che gli insetti, nonostante la forte piovosità primaverile che tra aprile e maggio ha visto cadere metà dei millimetri di pioggia che si registrano mediamente in un anno. Si è evidenziata, però, una marcata recrudescenza di Flavescenza dorata conseguente all’altissima presenza del vettore, la cicalina Scafoideus titanus, che desta preoccupazione ai tecnici della Fondazione Mach. Germogliamento e fertilità sono stati intorno alla media, anche se lievemente inferiori all’anno precedente, per cui la vendemmia ha subìto, nel caso specifico del Marzemino, solo una leggera riduzione in termini quantitativi.

Soddisfazione infine per il cartellone di eventi correlati al concorso, che ha visto la città di Isera animata da quattro giorni di iniziative, tra degustazioni, laboratori teatrali, cene a tema, ecc. Tra le apprezzate novità, la cena itinerante organizzata dai soci lagarini della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino che ha attratto a Palazzo de Probizer oltre un centinaio di appassionati.

“La Vigna Eccellente…ed è subito Isera” è stata organizzata dal Comune di Isera, Città del Vino, APT Rovereto e Vallagarina con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest.

Controlli sui mezzi di trasporto internazionale merci su gomma. Quasi 5.600 euro di sanzioni comminate.

Giovedì scorso si sono svolti – presso i capannoni della Trentino Trasporti in via Innsbruck – i controlli nell’ambito del trasporto nazionale e internazionale di merci su gomma condotti dal Nucleo Autotrasporto della Polizia Locale di Trento unitamente a personale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nove i veicoli controllati per un totale di dodici sanzioni.

Un’attività con la duplice finalità di migliorare la sicurezza in ambito stradale nell’ambito delle principali arterie del capoluogo e di reprimere la concorrenza sleale di quei vettori che, non rispettando le regole, finiscono con anteporsi agli autotrasportatori in regola della nostra provincia.

10 ottobre 2019 – controllo congiunto con Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Questo il resoconto in sintesi del controllo:

1) PERSONALE OPERANTE:
– 3 ingegneri della Direzione Compartimentale Nord Est del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti con
qualifica di polizia stradale;
– 1 coordinatore di Polizia Locale;
– 4 operatori di Polizia Locale
– in affiancamento il comandante della Polizia Locale di Fassa e 3 agenti della stessa

2) VEICOLI IMPEGNATI:
– 1 ufficio mobile del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;
– 1 ufficio mobile Polizia Locale Trento;
– 2 pattuglie della Polizia Locale

3) VEICOLI CONTROLLATI, totali: 9
– veicoli italiani controllati n.°: 2
– veicoli comunitari controllati n.°: 6
– veicoli extra UE controllati: 1

4) INFRAZIONI CONTESTATE, totale n.°: 12
Codice della Strada:
– art. 79 (caratteristiche o dispositivi alterati o non funzionanti: 7
– art. 78 (emulatore ad blue) : 1
– art. 179 (circolazione con tachigrafo alterato perché oggetto di interventi tendenti a falsarne le registrazioni): 2
Leggi Speciali in materia di autotrasporto di merci: art. 46 ter Legge 298/1974 (trasporto internazionale di merci con prove documentali non conformi): 1

5) SANZIONI ACCESSORIE CONTESTATE, totale n.°: 4
– patenti ritirate ai fini della sospensione: 2
– carte di circolazione ritirate: 2
– sospensioni dalla circolazione per motivi di sicurezza: 1

6) SANZIONI ELEVATE CON MODALITÀ “DIFFERITA” ALLA FILIERA DEL TRASPORTO:
Codice della Strada:
– art. 179 (tachigrafo – infrazioni del titolare della licenza): 1

TOTALE IMPORTO VERBALI CONTESTATI: 5.598,80 euro

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