Biancofiore-FI-Autonomie: Ministro Boccia impugni subito legge provincia di Bolzano che abolisce nome Alto Adige.

Mi appello al Ministro Boccia e ovviamente al Commissario del governo di Bolzano, affinché la aberrante legge approvata ieri dal consiglio della provincia di Bolzano, a maggioranza etnica Svp-destre, che abolisce il nome Alto Adige,venga immediatamente impugnata. Un atto gravissimo di abolizione della toponomastica della toponomastica, un attentato vero e proprio alla costituzione nella quale il termine e gli tenuto, il non plus ultra della insita finalità secessionistica che lo Stato italiano deve coralmente e trasversalmente fermare.

Lasciar passare un tale affronto al sistema Paese sarebbe come accettare che una minoranza nazionale che assuma il controllo del governo nazionale, abolisca il termine Italia. Conoscendo il Ministro Boccia sono certa che interverrà immediatamente e che nella sua visita prevista nei prossimi giorni in Alto Adige, si accorga che da noi c’è una terza ITALIA che si sente altra, super, indipendente dall’Italia e dalle sue leggi fondanti come la Costituzione.

Alla quale si attenta praticamente ogni giorno. E’ triste pensare che con tutti i problemi che ormai hanno anche gli altoatesini, italiani, tedeschi, ladini, dalla sicurezza ai fallimenti, dal traffico alle tasse, la Provincia pensi solo a rinfocolare stupide tensioni .

 

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Michaela Biancofiore, parlamentare FI e Coordinatrice regionale del Trentino Alto Adige

La Polizia di Stato di Latina ha arrestato in flagranza di reato un 35enne imprenditore agricolo, resosi responsabile dei reati di sfruttamento del lavoro, minaccia aggravata con l’utilizzo di arma da fuoco (fucile a pompa), lesioni personali, detenzione abusiva di munizionamento, omessa denuncia di materie esplodenti, avendo sottoposto manodopera (braccianti agricoli di nazionalità indiana) a condizioni lavorative degradanti nonché corrispondendo loro retribuzioni difformi dalla normativa vigente.

 

 

Lo stesso si è avvalso di “caporali” deputati alla sorveglianza dei lavoratori e di situazioni alloggiative fatiscenti da destinare ai braccianti agricoli, avvalendosi della complicità di terze persone denunciate in stato di libertà nella stessa operazione di Polizia.

Per quanto ricostruito dalle indagini condotte dai poliziotti del Commissariato di Terracina, scaturite dalla segnalazione di cinque braccianti agricoli di origini indiane, questi, al pari di altri connazionali, venivano ripetutamente minacciati, dal datore di lavoro che utilizzava armi da fuoco esplodendo colpi all’indirizzo degli stessi per spronarli ad accelerare la raccolta e la lavorazione dei prodotti.

Alcuni braccianti avevano rinunciato all’impiego scatenando l´ira dell´imprenditore. Lo stesso, nella serata del 10 ottobre u.s., all’ennesimo licenziamento di uno dei suoi operai, peraltro in stato di clandestinità poiché privo di titolo a permanere su territori nazionale, ha reagito presentandosi presso l’alloggio dei braccianti ove determinato a dare un “lezione” ha fatto ripetutamente fuoco all´indirizzo di alcuni di essi, fortunatamente non attingendone nessuno. L’uomo, a dimostrazione della sua ferocia, ha minacciato gli attoniti stranieri puntandogli l’arma alla gola.

Gli uomini del Commissariato hanno predisposto l´operazione di polizia avvalendosi di unità della Squadra Volanti, della Squadra Anticrimine e della Polizia scientifica. Giunti sul posto hanno cinturato la villa padronale dell´imprenditore agricolo facendo irruzione.

L’uomo alla vista degli Agenti non ha opposto resistenza ma alla richiesta degli operatori di esibire il fucile a pompa legalmente detenuto, in un estremo quanto vano tentativo di eludere le investigazioni ha cercato di simulare il furto.

I successivi accertamenti hanno consentito di individuare soggetti grazie ai quali l’uomo si era disfatto dell´arma. Gli stessi sono stati rintracciati e deferiti all’A.G. per favoreggiamento personale e porto abusivo di arma, mentre l’arma rinvenuta è stata sottoposta a sequestro.

Fugatti ad Innsbruck: “Euregio, esperienza da far crescere sempre più”. “Siamo consapevoli della responsabilità che questa eredità storica e culturale comporta. Per questo riteniamo che questa nostra Euroregione abbia bisogno di rafforzarsi ed evolversi, di farci compiere insieme ulteriori passi avanti.”

Lo ha detto il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, partecipando questa mattina ad Innsbruck al passaggio di testimone della presidenza dell’Euregio che dopo due anni di reggenza altoatesina torna ora in capo al Land Tirol.

Cerimonia suggestiva, inserita nell’ambito della chiusura dell’anno dedicato all’imperatore Massimiliano e conclusasi con la consegna da parte del presidente uscente Arno Kompatscher di una chiave simbolica nelle mani del capitano del Tirolo Günther Platter.

Il presidente Fugatti si è rivolto inizialmente in tedesco e ha ringraziato per l’impegno il collega Kompatscher, augurando buon lavoro a Günther Platter, che reggerà la carica nel prossimo biennio.

Significativo che questo passaggio di consegne sia avvenuto durante la Cerimonia per le celebrazioni dell’imperatore Massimiliano I. Fugatti ha ricordato l’incoronazione di Massimiliano I avvenuta a Trento il 4 febbraio 1508. “Trento era il punto di incontro tra il mondo germanico e il mondo latino, tra l’impero e il Papato. E questa eredità di terra di confine ha segnato profondamente la nostra identità ed oggi costituisce la base della nostra collaborazione euroregionale”.

In chiusura Fugatti ha anche citato i nuovi cartelli stradali che indicheranno i confini dell’Euregio: “Un primo fatto concreto e simbolicamente importante – ha detto – che va nella direzione di trasmettere consapevolezza e senso di appartenenze alle popolazioni che vivono nell’Euregio”.

Nel corso della cerimonia ad Innsbruck il presidente uscente, Arno Kompatscher, ricorda i numerosi progetti realizzati durante il suo mandato. La presidenza passa ora al Tirolo.

Nell’ambito della cerimonia di chiusura dell’anno dedicato all’imperatore Massimiliano si è svolto oggi ad Innsbruck anche il passaggio di consegne della presidenza Euregio dal presidente della Provincia, Arno Kompatscher, al presidente del Tirolo, Günther Platter. Presente alla cerimonia anche il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti.

Il presidente uscente dell’Euregio, Arno Kompatscher, ha definito il suo biennio alla guida dell’Euregio come “un’esperienza intensa e ricca di soddisfazioni nel corso della quale sono stati realizzati oltre 60 progetti con un obiettivo comune: rendere l’Euregio sempre più tangibile per la popolazione, un percorso comune ed un progetto concreto”.

Tra i vari “progetti faro” realizzati nel corso del suo biennio il presidente Arno Kompatscher ha quindi menzionato l’”EuregioFamilyPass” e le “Giornate della mobilità dell’Euregio” che hanno consentito di far conoscere in maniera tangibile l’Euregio alla popolazione. Nella prima confluiscono le tre carte vantaggi esistenti nei rispettivi territori ed il titolare può usufruire dei vantaggi offerti dai partner convenzionati non solo nel territorio di residenza ma anche negli altri territori dell’Euregio. Le Giornate della mobilità consentono due volte all’anno, a tutti coloro in possesso di un abbonamento, di utilizzare i mezzi pubblici gratuitamente in tutto il territorio dell’Euregio.

 

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60 progetti hanno avvcinato l’Euregio alla popolazione

Anche la ricerca e l’amministrazione sono sempre più in rete. Il progetto “Fit4Co” si concentra sulla collaborazione transfrontaliera e trasmette competenze e know-how fornendo gratuitamente alle amministrazioni interessate degli esperti che le supportino nello sviluppo di un progetto transfrontaliero. L’Euregio Master è rivolto al personale delle amministrazioni pubbliche dell’Euregio. Il corso biennale si concentra sulla creazione di una rete di esperti amministrativi con una visione euroregionale che svolgerà un ruolo importante nella futura cooperazione tra le tre province.

“Anche il progetto “Historegio”– ha proseguito Kompatscher – è stato avviato con successo ed ha un importante significato per l’obiettivo di valorizzare le ricerca storica regionale delle tre università del Tirolo storico e di avviare una proficua cooperazione in questo settore”.

Un altro progetto ambizioso, secondo Kompatscher, è rappresentato dalla “Cartina Euregio” rivolta alle quinte classi delle scuole primarie e le prime classi delle scuole secondarie di primo grado. “Questa carta geografica – ha affermato il presidente – che riproduce il territorio dell’Euregio rende tangibile agli alunni il superamento dei confini”. Il contatto tra la popolazione è stato inoltre incentivato dai “Giochi dell’Euregio” e dalla “Festa dell’Euregio”. Altri progetti faro menzionati nel corso dell’intervento sono “ALBINIA”, il bollettino delle valanghe relativo ai tre territori che compongono l’Euregio e “TINIA” che introdurrà un bollettino meteorologico comune per i tre territori. “L’Euregio Tirolo – Alto Adige – Trentino ci consente di vivere la nostra molteplicità e nel contempo di essere uniti” ha concluso Kompatscher.

 

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Platter ha ricordato la figura dell’imperatore Massimiliano

Nel suo intervento il presidente del Tirolo Günther Platter ha ricordato in particolare la figura dell’imperatore Massimiliano definito “un tirolese nel cuore ed un europeo nello spirito” caratteristiche queste che hanno ispirato anche la cerimonia odierna nella quale vi è stato appunto il passaggio di consegne della presidenza dell’Euregio. Analoghe considerazioni sono state quindi espresse dall’assessora tirolese alla cultura, Beate Palfrader, e dal sindaco di Innsbruck, Georg Willi.

La cerimonia odierna ha coinciso anche con la “Giornata della mobilità Euregio” e quindi tutti i possessori di abbonamenti ai trasporti pubblici come, ad esempio, l’”EuregioFamilyPass Alto Adige”, hanno potuto viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici in tutta l’Euregio.

Lunedì entrerà ufficialmente in carica il nuovo difensore civico, l’avv. Gianna Morandi. In questi mesi ho potuto verificare sul campo le competenze della dottoressa Morandi, ogni qual volta mi sono confrontato con lei a causa dell’attività che svolgeva presso il servizio legislativo del Consiglio provinciale. L’impressione che ne ho tratto è stata molto buona e sono sicuro che ella saprà svolgere il delicato incarico della difesa civica con la medesima professionalità dimostrata in questi anni. L’Ufficio e i cittadini che vi si rivolgeranno potranno dunque contare su una persona estremamente qualificata che sono sicuro non li deluderà.

Insieme alla dottoressa Morandi lavoreranno le altre due figure di garanzia nominate dal consiglio provinciale: il giudice Fabio Biasi in qualità di Garante dei Minori e la professoressa Antonia Menghini riconfermata come garante dei diritti dei detenuti dopo la nomina sul finale della scorsa legislatura. Anche loro posseggono un’ esperienza notevole maturata nel loro specifico ambito d’azione cui consegue un’ indubbia e riconosciuta professionalità. Per entrambe la sfida non sarà facile poiché quelli a loro affidati sono due incarichi di nuova concezione in due settori sensibili ma ho buone speranze sulle possibilità che abbiano successo.

Augurando a tutti e tre e al personale che li affiancherà un doveroso in bocca al lupo per il lavoro che svolgeranno per la salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini nel corso di questa legislatura, non posso non ringraziare il Difensore Civico e Garante dei Minori uscente, l’avvocato Daniela Longo. In questi anni ha lavorato con dedizione e serietà dimostrando doti umane e una capacità di ascolto non comuni e nient’affatto scontate. Per i temi a me più cari, ovvero quelli della trasparenza e della partecipazione popolare, ha lasciato in eredità un lavoro di analisi considerevole, del quale tutti beneficeranno. Il valore del lavoro metodico e puntuale, benché svolto lontano dai fari del clamore mediatico, resterà nel tempo e sarà la base per un ulteriore arricchimento della qualità della difesa civica.

 

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Alex Marini (M5S)
Consigliere della Provincia autonoma di Trento

Sui giornali impazza il toto-nomine per il Centro Santa Chiara. Il capogruppo di Futura chiede alla presidente della V Commissione (Cultura) Alessia Ambrosi di “audire” Bisesti sui criteri della scelta dei tre nomi di competenza della giunta provinciale.

 

Ecco la lettera spedita stamattina da Ghezzi, componente anch’egli della V Commissione provinciale.

Gentile presidente della Quinta Commissione Permanente,

dopo avertelo segnalato a voce, ti chiedo formalmente di voler considerare l’opportunità (per me: un’esigenza/dovere) di una convocazione urgente ad hoc della quinta commissione legislativa, per audire l’assessore provinciale alla cultura in merito alle imminenti nomine, da parte della giunta provinciale, dei componenti del consiglio d’amministrazione del Centro Servizi Culturali Santa Chiara, tra cui il/la presidente in pectore dell’ente. Senza nulla togliere alla piena “sovranità” della giunta provinciale su tali nomine, infatti, solo dalla viva voce dell’assessore la commissione cultura potrà apprendere e valutare i criteri che verranno seguiti per individuare chi guiderà l’ente più importante, in provincia di Trento, per la programmazione degli spettacoli dal vivo.

Sarebbe curioso che la commissione competente del Consiglio provinciale dovesse apprendere solo dai giornali e dalle polemiche da essi ospitate qual è il pensiero dell’assessore alla cultura e quali sono le sue strategie al riguardo.

Sarebbe curioso che la nostra quinta commissione si occupasse della petizione di alcune famiglie per un autobus da Cognola (come è accaduto alla seduta di mercoledì scorso) e invece si trovasse di fronte al fatto compiuto sul futuro del Centro Santa Chiara, senza la possibilità di interloquire con l’assessore provinciale.

Fiducioso dunque nell’accoglimento di questa mia richiesta, ti ringrazio per la tua attenzione, che sono certo non mancherà.

 

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Paolo Ghezzi,

Componente della Quinta commissione provinciale Pat

A Forte dei Marmi (Lu) ennesima tragedia sfiorata causa fondine difettose. Paoloni (Sap): «I colleghi rischiano di morire ogni giorno e c’è chi urla allo sciacallaggio».

«Lo abbiamo denunciato esattamente una settimana fa, dopo l’omicidio dei nostri due colleghi a Trieste e siamo stati chiamati speculatori. Intanto, le criticità nelle nuove fondine che segnaliamo al Dipartimento da dicembre 2018, sono la pura e cruda e verità – lo dichiara Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) – Ieri a Forte dei Marmi ennesima tragedia sfiorata.

Un collega si è imbattuto in un uomo armato di due grossi coltelli da cucina e, nell’affrontarlo, la fondina si è rotta sempre nello stesso punto, ovvero il supporto che lega l’arma al cinturone, lasciando cadere per terra la pistola. Il collega – prosegue Paoloni – ha rischiato seriamente di morire ed è riuscito a salvarsi allontanando il balordo con l’utilizzo dello sfollagente in dotazione. Abbiamo rischiato di piangere l’ennesimo collega e chi dovrebbe assumersi le responsabilità di quanto accade – conclude -, pensa bene di puntare il dito verso chi ha il dovere di denunciare la reale situazione in cui siamo costretti ad operare».

 

 

 

Impresadomani
Il futuro delle imprese: al via il percorso di Confcommercio Trentino. Un incontro al mese per approfondire temi essenziali per lo sviluppo e la crescita delle aziende. A maggio l’incontro con il filosofo Umberto Galimberti.

Gli strumenti per affrontare il futuro. È questo il sottotitolo della serie di eventi “La tua impresa domani” organizzato da Confcommercio Trentino in collaborazione con la propria società di servizi Servizimprese CAF srl, dedicato alle imprese del terziario. Un incontro al mese per approfondire temi tecnici ma con un approccio anche “umanistico”, poiché al centro di ogni impresa c’è sempre il fattore umano e le relazioni tra gli individui. A maggio l’incontro conclusivo sarà affidato al filosofo Umberto Galimberti, che a Trento parlerà di economia, giovani e futuro.

Gestire un’impresa, oggi, è un mestiere tutt’altro che semplice: occorrono competenze legate al proprio ramo di attività ma anche una serie di specializzazioni trasversali, che vanno dalla conoscenza delle leggi alle tecniche di comunicazione, dalla gestione propriamente aziendale alle nozioni in campo lavoristico e fiscale. In più, serve coltivare una rete di relazioni e saper cogliere le informazioni davvero rilevanti per il proprio mercato in un mondo in cui l’offerta informativa è elevatissima e il più delle volte anche confusa.

Per aiutare le imprese del terziario Confcommercio Trentino ha messo in campo una serie di incontri mensili da ottobre 2019 a maggio 2020. Incontri in cui i relatori saranno professionisti ed esperti nelle varie materie affrontate anche se il taglio delle serate – gli incontri si svolgono dalle 20 alle 22 nella nuova sala conferenze della sede di via Solteri 78 a Trento – non sarà esclusivamente “tecnico” ma consentirà agli imprenditori di valutare in modo interdisciplinare le migliori opportunità per la propria azienda.

Non è un caso, infatti, che a conclusione del ciclo di incontri sia previsto l’intervento di Umberto Galimberti, filosofo, sociologo e psicanalista, apprezzato osservatore dei fenomeni di cambiamento nella nostra società. Uno sguardo acuto in grado di fornire interessanti spunti anche in un ambito complesso come quello economico.

Il primo incontro, il 29 ottobre prossimo, è dedicato al difficile rapporto tra banca e impresa: un rapporto che negli anni si è reso sempre più problematico, soprattutto per le piccole e medie imprese che hanno perso un partner importante nello sviluppo della propria attività. La banca, infatti, un tempo era a fianco dell’imprenditore e cooperava in un orizzonte di obiettivi comuni; oggi invece gli istituti di credito lavorano con altre prospettive, indebolendo di fatto la comunità ed il territorio.

Relatori del primo appuntamento saranno l’avvocato Alberto Guareschi, il prof. Michele Andreaus e il dott. Francesco Dalla Sega. Modererà gli interventi il direttore di Confcommercio Trentino, dott. Giovanni Profumo.

 

Impresadomani

La Guardia di Finanza di Arezzo, dall’inizio dell’anno, ha avviato un’analisi delle graduatorie del personale della scuola (cosiddetto “A.T.A. di III fascia”), che raggruppa i profili professionali dei collaboratori scolastici e degli assistenti amministrativi e tecnici.

Lo screening, innescato dopo aver constatato un anomalo trend positivo di domande presentate nella provincia di Arezzo, da parte di candidati provenienti da altre aree geografiche, principalmente del Sud Italia, si è incentrato sulla ricostruzione della carriera scolastica e lavorativa di circa quaranta persone, accertando che, in 2 casi su 3, le domande di inserimento o di conferma dei titoli “autodichiarati”, erano viziate da dati falsi.

In base alla disciplina di settore, infatti, i candidati dichiarano titoli di studio e di servizio, che, per quantità e qualità, consentono di maturare punteggi per l’utile collocazione nelle graduatorie di circolo o d’istituto.

Proprio i diplomi e gli attestati fittizi conseguiti con voti altissimi ovvero le esperienze di servizio vantate in improbabili scuole paritarie hanno consentito ad un gruppo di candidati di “superare”, in modo illecito, nella graduatoria, coloro che avevano, invece, dichiarato titoli realmente conseguiti.

Le irregolarità più comuni riscontrate hanno riguardato inesistenti esperienze di servizio prestate in varie scuole, agevolmente scoperte dai militari poiché è stata rilevata l’assenza di contribuzione I.N.P.S., in grado di dimostrare l’effettività del rapporto di lavoro.

In 3 dei 16 casi individuati, i candidati hanno “autocertificato” periodi di servizio prestati in una scuola friulana, senza essersi, di fatto, mai spostati dalla città di origine, come appurato con gli accertamenti delegati dall’Autorità Giudiziaria aretina; peraltro, la scuola friulana era già stata al centro di una separata inchiesta giudiziaria, che aveva acceso i riflettori sull’istituto, qualificato come “diplomificio”.

Infine, le indagini sui titoli di studio “autodichiarati” hanno permesso di individuare casi in cui il diploma indicato nella “domanda” non era mai stato conseguito dal candidato.

Grazie alle false attestazioni, gli indagati sono stati assunti ed hanno percepito la prevista retribuzione, a scapito dei legittimi aventi diritto.

A conclusione delle investigazioni, i Finanzieri della Compagnia di Arezzo hanno denunciato, a vario titolo, all’Autorità Giudiziaria, complessivamente, 16 soggetti, per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e di falso in atto pubblico, e quantificato un danno all’Erario di oltre 100 mila euro, determinato sulla base delle retribuzioni illecite percepite.

L’attività delle Fiamme Gialle aretine si incardina nel più vasto ambito del contrasto agli sprechi di denaro pubblico, al fine di realizzare un utilizzo trasparente ed efficiente delle risorse e di assicurare la tutela dei diritti dei cittadini onesti.

I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Udine restituiscono all’Ufficio Beni Archivistici, Librari e Archivio della Provincia Autonoma di Trento documenti di notevole interesse storico/artistico appartenenti principalmente al Comune di Nago Torbole (TN).

Nei giorni scorsi, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Udine, la cui competenza territoriale dall’aprile del 2016 si estende anche sulla Regione Trentino Alto Adige, hanno restituito all’Ufficio Beni Archivistici, Librari e Archivio Provinciale, documenti cartacei di natura storico/artistica afferenti in misura prevalente il Comune di Nago Torbole. Il rinvenimento del materiale archivistico – che consta di 12 documenti manoscritti comprensivi di mappe catastali acquerellate risalenti ad un periodo compreso tra il XVII ed il XVIII secolo – si concretizzava nel marzo del 2018 a seguito di un’indagine scaturita dal monitoraggio delle piattaforme commerciali di vendita on-line di beni culturali. I militari dello speciale Reparto dell’Arma impegnato nel contrasto dei reati commessi in danno del patrimonio culturale avevano, infatti, notato l’inserzione posta su Subito.it da parte di un anonimo privato inerente la vendita dei summenzionati beni che apparivano di tipo archivistico e di natura pubblica, condizioni tali da farli pienamente rientrare tra quelli tutelati dal Codice del Beni Culturali e del Paesaggio. Una prima valutazione tecnica rilasciata da esperti del settore sul materiale posto in vendita aveva restituito parere positivo in ordine all’originalità ed alla culturalità dello stesso consentendo ai Carabinieri del Nucleo TPC di richiedere alla Procura della Repubblica di Rovereto, territorialmente competente, l’emissione di un decreto di sequestro dei beni culturali in argomento nei confronti di una persona residente in quel comune, nel frattempo identificata e deferita all’Autorità Giudiziaria per i reati di “impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato” e “ricettazione”.

Il provvedimento veniva tempestivamente eseguito anche per evitare eventuali dispersioni dei beni successive ad una potenziale vendita delle stampe: l’inserzionista roveretano, classe 1962, consegnava quanto richiesto dai militari dichiarandosi inconsapevole del valore culturale dei beni dallo stesso posti in commercio. La presunta buona fede veniva ulteriormente confermata dalla consegna spontanea di ulteriori 4 documenti datati 1799 e 1848 di derivazione ecclesiastica e pubblica, relativi al territorio di Trento e quello di Rivolta di Gera d’Adda, area ricompresa tra le province di Milano, Bergamo e Cremona, tutti espertizzati come autentici e di interesse storico, artistico e culturale dagli specialisti dell’Ufficio Beni Culturali della PAT a seguito di esame de visu.

Tre dei 12 documenti sequestrati dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Udine

Successivi accertamenti consentivano di determinare la provenienza dei beni sequestrati che derivavano da un lascito ereditario e che risultavano nella disponibilità dell’asse familiare dell’indagato da generazioni.

Al termine del procedimento, che veniva archiviato, non essendo possibile risalire alle modalità con le quali tali documenti erano andati dispersi, il Tribunale di Rovereto ne disponeva la confisca e l’assegnazione “in forma unitaria” all’Ufficio Beni Archivistici, Librari e Archivio Provinciale della Provincia Autonoma di Trento, anche a seguito del parere favorevole nel senso espresso sia dalla dall’Archivio di Stato di Trento sia dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia.

L’evento evidenzia, ancora una volta, come il costante monitoraggio del mercato antiquariale on-line, nonché la perseveranza dimostrata dai militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Udine consenta, anche a distanza di anni, il ritorno di importante documentazione in prevalenza fondante la memoria storica del territorio trentino, del Comune di Nago Torbole e della sua comunità che può oggi riappropriarsi, per il tramite dell’Ufficio Beni Culturali provinciale, del prezioso materiale archivistico dall’elevato valore artistico e culturale.

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