Le nuove prassi dell’APSS in tema di trasparenza?

Premesso che
da diversi mesi pare che l’APSS abbia abbandonato la prassi di pubblicare gli elenchi dei nominativi dei partecipanti ai concorsi pubblici e/o agli avvisi pubblici una volta scaduti i termini di partecipazione, arrivate le domande e valutata l’ammissibilità;
i dati anagrafici (nome, cognome, data di nascita) dei concorrenti ai concorsi e/o agli avvisi pubblici non rientrano nei dati personali sensibili e pertanto non esiste alcuna giustificazione giuridica per la mancata pubblicità dell’elenco dei partecipanti, non configurandosi alcuna violazione della privacy e come peraltro sancito dallo stesso Garante;
tale omissione, al di là di distaccarsi da una consuetudine delle Aziende sanitarie pubbliche, crea opacità nell’iter procedurale delle selezioni pubbliche, costituisce una violazione e disapplicazione del principio della trasparenza amministrativa.

Posto che
la legge 33/2013 e il decreto legislativo del 25 maggio 2016, n. 97 “Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza”, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell’articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (GU n.132 del 8-6-2016), impone alla P.A. la pubblicazione dei dati da essa detenuti e, tra questi dati, particolare interesse possono rivestire proprio i concorsi e/o avvisi pubblici. Essi infatti rientrano nella fattispecie per la quale prevale l’interesse pubblico a conoscere, rispetto alla presunta, e già ritenuta infondata, violazione della tutela della privacy del singolo. Il concorrente infatti, partecipando ad una selezione pubblica, accetta che alla stessa venga data la pubblicità e l’evidenza, che sono requisiti imposti dalla legge;
al termine delle prove concorsuali viene in ogni caso elaborata una graduatoria, con cognome, nome dei partecipanti e punteggi conseguiti, che viene resa nota con la pubblicazione sul sito istituzionaledell’APSS. Conseguentemente, appare ancora più assurda ed inaccettabile la volontà di non rendere noti i nominativi degli ammessi ai concorsi e alle selezioni pubbliche, una volta scaduti i termini di adesione;

nei numerosi bandi di concorso emessi dall’APSS (cfr. a titolo esemplificativo ma non esaustivo, Concorso pubblico per esami per assunzioni a tempo indeterminato nel profilo professionale di Dirigente medico – Anestesia e Rianimazione, scaduto il 19 agosto 2019) non c’è alcun riferimento all’identità del partecipante che viene semplicemente numerato con un ordine peraltro sconosciuto, non ottemperando, in tal modo, alle norme sulla trasparenza;

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

  1. se sia al corrente di questa nuova prassi adottata dall’APSS nella pubblicazione di concorsi e avvisi pubblici, in caso positivo quali iniziative intenda intraprendere affinché il rispetto dei principi della trasparenza e pubblicità sia ripristinato;
  2. a quale centro decisionale dell’APSS è riconducibile la decisione di modificare ed eliminare i dati anagrafici nella pubblicazione dei partecipanti dei concorsi e degli avvisi pubblici e quale è la motivazione sottesa a tale inziativa;
  3. se vi sia l’intenzione di rendere noti i dati anagrafici ed i punteggi dei partecipanti a concorsi e i dati personali degli avvisi pubblici pregressi.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

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Cons. prov. Filippo Degasperi Cons. prov. Alex Marini

 

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Autonomie, Boccia (ministro affari regionali): “Il tentativo della Lega sulle autonomie è fallito ancor prima che arrivassi io. L’autonomia differenziata ha senso su alcune competenze, ma ha senso se lo Stato garantisce gli interventi anche alle aree più arretrate a livello sviluppo. Vorrei costruire questo meccanismo condiviso con il ministro del sud Provenzano, ma le intese devono passare dal Parlamento. Polemiche Zaia? Basta letture false, se qualcuno ha la tentazione di fare polemiche strumentali, sappia che ci sono gli atti che dimostrano che quel tentativo fatto nel precedente governo era fallito”.

Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia (PD) è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sulle autonomie regionali. “Il vecchio tentativo sulle autonomie è fallito perché erano stati detti dei no non solo all’interno della vecchia maggioranza, ma anche all’interno della stessa Lega –ha affermato Boccia-. Il progetto sulla scuola del presidente Fontana l’ho trovato smontato dall’ex ministro dell’istruzione, sempre della Lega. Una cosa sono le parole, la propaganda, la narrazione, altra cosa sono i contenuti. Ho detto sin dal primo giorno: vorrei ripartire, non per azzerare il lavoro fatto, ma il contesto generale di autonomia differenziata proposto in precedenza era già fallito prima che arrivassero noi. Io sono partito dal fatto che ci sono grandi diseguaglianze nel nostro Paese, non solo tra nord e sud ma anche tra nord e nord e sud e sud. Tutto questo deve rientrare in una legge quadro come quella che io ho proposto, che deve garantire a tutto il Paese lo sviluppo. I livelli essenziali delle prestazioni non possono essere fissati dopo che l’autonomia è partita. L’autonomia differenziata ha senso su alcune competenze, ma ha senso se lo Stato garantisce gli interventi anche alle aree più arretrate a livello sviluppo. Vorrei costruire questo meccanismo condiviso con il ministro del sud Provenzano, ma le intese devono passare dal Parlamento. Non so quanto costerà in più questa riforma, io penso che vadano redistribuite meglio le risorse esistenti.

Già oggi ci sono fondi pluriennali sullo sviluppo, però succede che molto spesso alla fine anche le risorse pubbliche che dovrebbero privilegiare le aree più povere finiscono per essere concentrate nelle aree più ricche del Paese. Ad esempio l’alta velocità è stata costruita con fondi derivanti dalle tasse degli italiani e le tasse le pagano al nord come al sud, ma se l’86% dell’alta velocità è concentrata negli snodi più ricchi del Paese, i cittadini di Reggio Calabria cosa devono dire? Io penso che abbiano diritto a viaggiare su treni veloci. Lo dico anche per le aree che sono degli hub del nord che non sono a più ampia demografia. Penso che lo Stato debba garantire a tutte le altre province italiane lo stesso livello di servizio e per servizio intendo anche la scuola. Se è autonomia vera ha senso farla perché è dentro il binario della Costituzione. I veneti hanno ragione a rivendicare alcune cose, si passa nel torto quando si inizia a denigrare un’altra parte del Paese. Sullo spreco di fondi al sud si può e si deve intervenire, ma è inaccettabile che si faccia di tutta l’erba un fascio”.

Zaia: ‘Pronti a scendere in piazza, non ci tratteranno da colonia’. “Non so se Zaia l’abbia detto davvero o sia una ricostruzione di Libero, ma è una lettura falsa. Ho sempre detto che non avrei accettato provocazioni, che avrei avuto un atteggiamento gandhiano e così sarà. Ieri sono stati trasmessi formalmente gli atti al Presidente, ma se qualcuno ha la tentazione di fare polemiche strumentali, sappia che ci sono gli atti che dimostrano che quel tentativo fatto nel precedente governo era fallito. In questo primo mese noi abbiamo avviato un altro percorso con tappe certe”.

La notizia confermata ieri dal Presidente della Circoscrizione centro storico e Piedicastello  è stata accolta con soddisfazione dalla nostra associazione. Ribadisce che per gli edifici realizzati negli anni 50, adiacenti la stazione ferroviaria di Trento (cavalcaferrovia di San Lorenzo e sotto passo di via F.lli Fontana) le barriere  risolvono il problema del rumore ma non quello delle vibrazioni.  Anzi rischiano di aggravarlo perchè una volta realizzata l’opera i conduttori dei treni merci sisentiranno autorizzati ad aumentare la velocità di transito nel centro città.

Il direttivo chiede all’Amministrazione Provinciale:

1) di contrastare le vibrazioni, che sono il problema più importante per questo tratto cittadino, intervenendo con la sperimentazione del posizionamento di materassini elastici sottotravesa nei binari 1 e 2 e 3 della stazione dei treni di Trento. Tale sperimentazione adottata in alcuni tratti cittadini della Provincia Autonoma di Bolzano ha portato una notovole riduzione della fonte sorgente delle vibrazioni.

2) di proseguire in tempi rapidi con il posizionamento delle barriere nel tratto di via Lavisotto zona analogamente penalizzata dal frastuono dei treni merci.

 

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Il Comitato ferrovia vivibile – Trento

 

L’assessore Failoni: “Festival dello Sport, il Trentino è pronto”. Inaugurata al Palazzo delle Albere la mostra dedicata a Michael Schumacher.

Taglio del nastro ieri pomeriggio al Palazzo delle Albere di Trento per la mostra dedicata a Michael Schumacher, un viaggio nel tempo attraverso i successi del più grande campione della Formula 1.

L’inaugurazione del primo appuntamento del Festival dello Sport, che partirà domani, ha visto la presenza dell’assessore provinciale, Roberto Failoni, del vicedirettore vicario di Gazzetta dello Sport, Gianni Valenti, del Ceo di Trentino Marketing, Maurizio Rossini, oltre ai curatori della mostra, Aldo Drudi e Paolo Buroni e a Greta Gamba e Luciano Alban di Benetton Group.

“Il Trentino è pronto – ha detto l’assessore Roberto Failoni, prima del taglio del nastro – ad accogliere i tanti visitatori che raggiungeranno Trento per questo Festival e i grandi campioni, con le loro storie, che saranno di esempio per i tanti giovani che assisteranno agli eventi. Siamo la provincia più sportiva d’Italia e vogliamo dimostrare di esserlo anche nell’organizzare le grandi manifestazioni sportive”.

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