Il coordinamento provinciale del PSI del Trentino si è riunito per discutere della situazione politica nazionale e locale.

Nel corso dell’incontro sono emerse la preoccupazione per un quadro politico nazionale ancora incerto e a rischio di ulteriore instabilità, ma anche la fiducia nella possibilità che una nuova stagione possa veramente aprirsi, dopo l’anno infausto del governo dei “due Vice presidenti in rissa permanente”.

I primi passi della nuova maggioranza – alla quale il PSI ha aderito con atteggiamento leale, ma vigile – appaiono confusi e contraddittori. Infatti la revisione costituzionale, recentemente approvata dalla Camera, alla quale il PSI ha votato contro, potrà funzionare soltanto se accompagnata da tutta una serie di norme (dal ridisegno delle circoscrizioni e dei collegi elettorali fino alla revisione dei regolamenti di Camera e Senato): sarebbe infatti avvilente se il Parlamento venisse descritto soltanto come il luogo delle cosiddette “poltrone” e delle spese inutili.

Il PSI auspica altresì che il governo proceda al varo di una legge finanziaria equa ed espansiva, ma con un occhio sempre rivolto alla tenuta dei conti pubblici. I riformisti sanno bene che il progresso sociale anche dei ceti meno abbienti può costruirsi soltanto dentro una cornice di rigore: la spesa in deficit va sempre valutata con la massima attenzione. Il lavoro non si produce a tavolino, ma con piani di sviluppo di lungo periodo e con una tassazione maggiormente favorevole.

Venendo al Trentino, la Giunta provinciale, priva ormai di sponde romane, sembra viaggiare a vista con provvedimenti incapaci di andare oltre l’ordinaria amministrazione oppure dettati dall’ideologia perdente e alla fine controproducente del “Prima i trentini”. In questa situazione l’opposizione potrebbe avere maggiori margini di manovra. Anche se potrebbe essere più unita e presente.

Da sempre i socialisti, con esiti alterni, hanno cercato di pungolare la cosiddetta coalizione del centro sinistra autonomista, uscita disgregata e poi sconfitta alle elezioni provinciali dello scorso anno. Adesso però occorre ritrovarsi per offrire un’alternativa ai trentini. Cominciando dalle elezioni amministrative del prossimo anno, da Trento, Rovereto, Pergine e dagli altri comuni.

In questo senso il dialogo, che sta faticosamente riprendendo, deve essere fatto con maggiore convinzione, attraverso un rapporto aperto, disponibile e di pari dignità, pensando sempre di dover parlare ai cittadini, senza chiudersi in circoli inconcludenti e litigiosi. Le idee e le capacità non mancano. Forse dobbiamo crederci di più. Non avendo paura di aprirci ad altre forze che già ora sono al governo dei Comuni. Ascolto e fiducia: ecco due possibili parole d’ordine.

Questa mattina, durante la diretta di “Mattino Cinque” è intervenuta telefonicamente Belen Rodriguez.

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Belen e Stefano: matrimonio bis?
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L’antisemitismo circola ancora in Europa -. Non è purtroppo la prima volta che, sgomenti, assistiamo alla recrudescenza di quell’odioso sentimento dell’antisemitismo che, da secoli, accompagna la storia del vecchio continente, ma dover assistere all’attacco alla Sinagoga di una città della ex Germania est evoca fantasmi ben maggiori di quelli delle invettive antisemite di Lutero e di Voltaire o dell’”affaire Dreyfuss” o del dramma della famiglia Mortara, perché la storia tedesca più recente è ancora intrisa del sangue di sei milioni di innocenti.

Ma la tragedia di Halle ci ricorda anche quanto l’antisemitismo non conosca patrie e confini e quanto stia ancora fermentando dentro un’Europa frastornata, impaurita, impoverita e sempre più alla ricerca di qualcuno al quale addossare ogni responsabilità per gli accadimenti e le difficoltà quotidiane.

Nell’esprimere una sincera solidarietà alle Comunità ebraiche tutte, assicuriamo il nostro impegno al fine di combattere e respingere ogni forma d’odio e di intolleranza compiuta verso esseri umani a causa della loro identità culturale e religiosa, del colore della pelle e di quant’altre differenze costituiscono la ricchezza dell’umanità. Attendiamo anche di trovare piena condivisione da parte di tutte le forze politiche trentine per una condanna senza alcuna ritrosia.

 

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Il Gruppo consiliare provinciale
Partito Democratico del Trentino

In relazione alle dichiarazioni fatte a mezzo stampa dall’Assessore alla Sanità del Comune di Levico Terme, Patrick Arcais, Cisl medici del Trentino tiene a precisare che:

Attualmente non risulta determinata in convenzione, dall’APSS, né l’Otorinolaringoiatria né l’Ortopedia presso le Terme di Levico, per cui il medico di base non è autorizzato a rilasciare a tutt’oggi impegnative rosse per i propri pazienti che si rivolgono colà e neppure è stato mai invitato dall’APSS a muoversi in questo verso;

Per quanto riguarda la guardia medica, al momento, secondo quanto previsto dall’ACN della Medicina generale, non è percorribile la strada della riapertura della sede a Levico.

Manca infatti la convocazione nel Comitato istituzionalmente preposto a queste decisioni, (ex Art.24 ACN) e l’accettazione da parte del Sindacato della Medicina generale maggiormente rappresentativa riguardante qualsiasi aumento numerico rispetto a quello massimo previsto di 108 medici in Trentino. Prendiamo atto che l’Assessore provinciale alla salute, invece che dialogare con la Medicina generale, assicurerebbe il suo omonimo di Levico su materia di competenza di un Comitato provinciale.

Ricordiamo a tutti i cittadini che è in atto una vertenza sindacale presso il Giudice del lavoro di Trento proprio per verificare se la APSS,unilateralmente, può decidere il numero di medici di guardia da impiegare nelle sedi trentine come Levico Terme. Qualora si inserissero quattro medici di guardia a Levico prima della decisione del Giudice, e questa fossepoi sfavorevole alla Azienda, i medici inseriti verrebbero mandati via e la sede di Levico verrebbe chiusa,non certo per colpa del Sindacato.

Sconfessiamo quanto dichiarato dall’Assessore comunale di Levico in riferimento al numero dei medici di base che “a Levico non è adeguato per il nostro territorio”.

L’APSS di Trento, non più tardi di quattro mesi fa, ha inserito a Levico due nuovi medici di medicina generale, in aggiunta agli otto già presenti. Altri due medici avevano preso piede l’anno scorso. In totale, a Levico, lavorano attualmente 10 medici di base.I n un Comune che consta di 8084 residenti, con un rapporto medico paziente di 1:1275, se la matematica non è un’opinione, mi sa che ce ne sono di troppi.

Aggiungerne altri significherebbe creare dei disoccupati oppure spingere quelli che già ci sono ad andare altrove, tenendo conto che attualmente sei su dieci di loro possono accettare altre scelte nel Comune di Levico.

Un suggerimento finale ai due Assessori: decidete per l’apertura della aggregazione funzionale territoriale,già autorizzata sia dal contratto ultimo provinciale che dalla Giunta Provinciale, oppure per una unità complessa di cure primarie,previste dall’ACN dei medici di medicina generale. In questo modo, nella struttura di Levico già presente, potranno lavorare insieme H24 sia i medici di base che le guardie mediche oltre che altri settori professionali già presenti in loco.

 

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Dott. Nicola Paoli

Segretario generale Cisl medici del Trentino

Cons. Tonini – “10 anni per le case ITEA: una sconfitta per il Trentino”. Come tutti i leghisti, il presidente Maurizio Fugatti è molto bravo a fare propaganda. Ma ad esagerare con la propaganda si può anche finire male, come insegna la parabola di Salvini.

Ieri il presidente della Provincia ha spacciato come una “vittoria politica” la mancata impugnazione, da parte del Governo, della norma che introduce il requisito dei dieci anni di residenza in Italia per accedere alle graduatorie ITEA e al bonus bebè. “A Roma – ha addirittura aggiunto Fugatti – hanno riconosciuto una serie di aspetti positivi nella norma.

Abbiamo fatto scuola”. È bene che i trentini sappiano che le cose non stanno così. Il Governo non ha impugnato la legge provinciale, semplicemente perché essa non stabilisce esplicitamente che per l’accesso a quei benefici serva il requisito dei dieci anni. L’articolo 38 della legge provinciale si limita a prescrivere che siano richiesti anche i requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno previsti dalla normativa (statale) sul reddito di cittadinanza. Per impugnare la norma provinciale il Governo avrebbe dunque dovuto impugnare davanti alla Corte costituzionale una norma statale, cosa che ovviamente non poteva fare. Un espediente tecnico abile, quello scelto dalla Giunta provinciale.

Ma tutt’altro che una “vittoria politica”. Per due ragioni. Primo: perché se Governo e Parlamento correggeranno la norma statale sul reddito di cittadinanza, abolendo o ridimensionando il requisito dei dieci anni, la nuova norma si applicherà in automatico anche alla nostra legge provinciale. Secondo: perché questo è e resta l’orientamento politico del Governo “giallo-rosso”, come dimostra la richiesta, avanzata dal Governo e accolta da Fugatti, di correggere i requisiti di residenza in Trentino per il bonus bebè, portandoli da cinque a due anni.

Sul piano politico quindi, Fugatti ha incassato una sonora sconfitta, che nessuna propaganda può riuscire a nascondere. Purtroppo, nella sua sconfitta, ha trascinato anche la nostra autonomia, che anch’essa ha incassato due brutti colpi: perché si è vista impartire dal Governo una lezione di umanità e ragionevolezza, con la richiesta, che Fugatti ha dovuto accogliere, di correggere la brutta e cattiva norma “trentina” sui cinque anni per il bonus bebè; e perché ha consegnato a Governo e Parlamento la parola decisiva sui dieci anni, creando le condizioni di una nuova sconfitta, politica e morale, del Trentino autonomo.

 

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Giorgio Tonini

Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo. Domenica 13 ottobre al S.A.S.S., al Museo Retico e al Museo delle Palafitte di Fiavé. Domenica 13 ottobre porte aperte alle famiglie al S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas a Trento, al Museo delle Palafitte di Fiavé e al Museo Retico di Sanzeno in occasione di F@MU Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo.

L’iniziativa, che quest’anno giunge alla settima edizione, ha come filo conduttore “C’era una volta al museo”.

Una giornata speciale per visitare in autonomia i musei in modo diverso, interattivo e coinvolgente.

Un’opportunità per scoprire o riscoprire attraverso giochi, indovinelli e una caccia agli indizi le vicende più antiche del Trentino, utilizzando i materiali predisposti dai Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali provinciale.

La Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo è stata ideata dall’Associazione Culturale Famiglie al Museo. All’edizione dello scorso anno hanno aderito circa 800 luoghi espositivi. Informazioni www.famigliealmuseo.it

Le famiglie che visiteranno il S.A.S.S., lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, sotto piazza Cesare Battisti a Trento, oltre ad avere l’ingresso gratuito (ore 9-13/14-17.30) riceveranno il kit “A spasso per Tridentum” per esplorare il sito archeologico in autonomia e scoprire passo dopo passo, in maniera giocosa e divertente, curiosità e aspetti inediti sulla vita al tempo dei Romani sulle sponde dell’Adige. Il Museo delle Palafitte di Fiavé, visitabile dalle ore 14 alle 18, propone “Gioca e scopri”.

A ogni famiglia sarà consegnato il memory delle Palafitte di Fiavé, che aiuterà a conoscerela vita degli antichi abitanti del villaggio palafitticolo e condurrà alla ricerca degli oggetti raffigurati sulle carte: mestoli, frullini e falcetti in legno, vasi di argilla e di legno, perle in ambra e asce in bronzo, ma non solo… Un gioco di osservazione e memoria per capire come venivano costruite le palafitte e quali erano le attività quotidiane praticate durante l’età del Bronzo dai nostri antenati a Fiavé.

Al Museo Retico di Sanzeno, aperto dalle ore 14 alle 18, le famiglie avranno a disposizione il “Diario del giovane archeologo” per visitare il museo viaggiando lungo il pozzo del tempo. Saranno invitate a compiere 5 missioni che attraverso giochi, indovinelli e una caccia agli indizi porteranno a scoprire la storia antica del territorio e a conoscere tante curiosità sulla vita, gli usi e i costumi dei misteriosi Reti e delle popolazioni che vissero in Val di Non dalla preistoria al medioevo.

 

Trentingrana, un prodotto locale di appeal internazionale. Da Anuga la conferma del valore riconosciuto a questa eccellenza 100% Trentino. Presente in fiera il Presidente Marchesi e una delegazione di membri del CdA.

Anche quest’anno la presenza di Trentingrana ad Anuga è stata segnata da un grande successo.

Immancabile appuntamento per il Gruppo Formaggi del Trentino da ormai 11 edizioni, la fiera di Colonia è certamente uno degli eventi internazionali dedicati al food più importanti, luogo di incontro e condivisione per milioni di visitatori, tutti altamente qualificati, e 7500 espositori di cui circa 400 del settore lattiero caseario.

Il primo giorno allo stand era presente una delegazione istituzionale composta da membri del CdA del Consorzio Concast – Trentingrana, guidati dal Presidente in carica, Renzo Marchesi. Proprio l’essere in fiera, mettendosi a disposizione di buyer e visitatori interessati, è stato un segno forte e preciso dell’attenzione che l’attuale presidenza vuole dedicare alla parte commerciale.

“Siamo contenti di aver visitato la fiera e di aver potuto così “toccare con mano” la realtà commerciale e in particolare quella del mercato estero. La partecipazione a manifestazioni come Anuga è molto importante per realtà come la nostra, che hanno così occasione di aprirsi a proficui contatti con l’estero, necessari affinché l’eccellenza italiana (e trentina) del food continui a fare da traino per la nostra economia e in particolare per quella del territorio”.
L’export per il Gruppo Formaggi del Trentino corrisponde a una percentuale piccola (circa 5%) ma significativa per una realtà come la nostra. I Paesi più ricettivi, in cui Trentingrana è da tempo presente e continua a registrare feedback positivi, sono quelli di area germanica.

Anuga ha confermato questa reciproca attenzione e ha permesso di consolidare i numerosi contatti in essere. L’interesse dimostrato in occasione dei giorni di fiera da parte di buyer tedeschi soprattutto, ma anche austriaci e svizzeri, è un segno importante che conferma le previsioni nel breve-medio termine relative all’export in questa zona. Avviati contatti interessanti anche con clienti canadesi e del nord Europa. Da sottolineare inoltre la presenza allo stand di importatori dei Paesi asiatici (Giappone e Corea del Sud in primis), che hanno apprezzato la dolcezza di Trentingrana.

I motivi del successo ormai storico sono da rintracciare non solo nella vicinanza fisica, elemento che certamente facilita le esportazioni, ma anche in una contiguità in termini di gusto. Le caratteristiche di naturalità di Trentingrana, che deriva da alimentazione NO OGM delle bovine ed è totalmente privo di conservanti, lo rendono particolarmente apprezzato in queste aree dove c’è una radicata abitudine di spesa di prodotti “naturali”.

Oltre a Trentingrana ad ANUGA, con uno spazio più ampio rispetto alle scorse edizioni, erano esposti anche gli altri formaggi Tradizionali del Consorzio: eccellenze casearie che rappresentano le specificità e la tradizione delle nostre Valli e che condividono con Trentingrana lo stesso radicamento al territorio, la stessa naturalità, lo stesso rigore nel controllo di filiera.

Sant’Orsola Sca, Villaggio dei Piccoli Frutti  – Pergine Valsugana 9 ottobre 2019.

INDAGINI SU INFILTRAZIONI MAFIOSE. TOTALE ESTRANEITA’ DELLA COOPERATIVA

In giornata sono apparse notizie anche sui media regionali circa iniziative della Procura distrettuale della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Trento tese a scoprire eventuali attività  riconducibili a strutture associative di stampo mafioso in Trentino, con particolare attenzione a cooperative agricole nel settore della produzione e commercializzazione dei vini e dei piccoli frutti. Tali iniziative della detta Procura hanno riguardato anche la Sca Sant’Orsola dove, nel corso della mattinata, addetti del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Trento hanno compiuto delle verifiche nulla trovando e/o sequestrando.

La Sca Sant’Orsola dichiara qui di essere del tutto estranea alle attività al centro delle attenzioni investigative in corso.

Le citate Procura e Guardia di Finanza

stanno compiendo indagini per accertare eventuali responsabilità, come si legge in un comunicato stampa emesso dai due organi dello Stato in data odierna, .

La Sca Sant’Orsola coglie l’occasione per ringraziare gli organi dello Stato all’opera ritenendo le iniziative in corso di importanza vitale per le attività produttive e per il tessuto socio economico virtuoso del Trentino e nazionale.

 

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Il Presidente della Sca Sant’Orsola

Silvio Bertoldi

“Ieri pomeriggio ho avuto il piacere di ospitare in Senato il magistrato Cuno Tarfusser, che in questi mesi sta portando a compimento il suo mandato di Giudice della Corte Penale Internazionale.”

Così in una nota la senatrice della SVP e Presidente del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger.

“È stata un’occasione importante per confrontarsi su una serie di temi per me di grande interesse, in virtù anche del mio ruolo come componente della Commissione Giustizia e della Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei Diritti Umani.

Ci siamo confrontati anche sul respingimento da parte della CEDU del ricorso italiano in merito alla sentenza che già aveva condannato l’Italia per le norme sull’ergastolo duro e cioè senza benefici né sconti di pena per chi si è macchiato di reati gravissimi. Una vicenda che sta generando grande indignazione nell’opinione pubblica italiana, perché il carcere duro venne introdotto nell’ordinamento giudiziario per combattere la mafia.

La Giustizia è un tema particolarmente sentito nel dibattito italiano, ma è chiaro che non si ferma solo all’ambito nazionale. Organismi come la Corte Penale Internazionale sono stati determinanti per perseguire crimini di guerra e contro l’umanità, ma anche nello stimolare le giurisprudenze di tanti paesi a dotarsi di norme per il pieno rispetto della vita umana.

Per questo il confronto con Cuno Tarfusser è stata per me di grande stimolo e interesse, e spero davvero che una volta conclusa la sua attività alla Corte Penale Internazionale, potrà portare la sua grande esperienza a servizio dell’Italia.”

 

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SVP-SENATORIN JULIA UNTERBERGER TRIFFT CUNO TARFUSSER, RICHTER AM INTERNATIONALEN STRAFGERICHTSHOF

„Gestern Nachmittag hatte ich die Gelegenheit, Cuno Tarfusser, dessen Amtszeit als Richter am Internationalen Strafgerichtshof in Den Haag in wenigen Monaten zu Ende geht, im Senat begrüßen zu dürfen.“

Dies teilt die SVP-Senatorin und Vorsitzende der Autonomiegruppe, Julia Unterberger, in einer Aussendung mit.

„Das Treffen war für mich eine willkommene Gelegenheit des Austausches über Themen, die für mich von großer Wichtigkeit sind, zumal ich Mitglied der Justizkommission und der Kommission für Menschenrechte bin.“

„Wir haben unter anderem über die jüngste Abweisung eines italienischen Rekurses durch den Europäischen Gerichtshof für Menschenrechte in Straßburg, gegen eine erstinstanzliche Entscheidung, die eine lebenslängliche Gefängnisstrafe ohne Rechtswohltaten und Strafminderungen als Verstoß gegen den Artikel 3 der Menschenrechtscharta gewertet hatte, gesprochen. Eine Entscheidung, welche in der öffentlichen Wahrnehmung in Italien zu großer Empörung geführt hat, da eine Gefängnisstrafe ohne Möglichkeit der vorzeitigen Entlassung immer ein wesentlicher und strategischer Bestandteil im Kampf gegen die Mafia war.“

„Die Gerichtsbarkeit ist ein Thema, das in der öffentlichen Diskussion in Italien einen besonders hohen Stellenwert einnimmt. Dies gilt auch für jene, die über das eigene Staatsgebiet hinausgeht. Der Internationale Strafgerichtshof ist entscheidend bei der Verfolgung von Kriegsverbrechen und Verstößen gegen die Menschenrechte. Darüber hinaus hat er viele Länder dazu animiert, ihre Rechtsprechung an allgemeine Grundsätze des Schutzes der Menschenrechte anzupassen.“

„Die Aussprache mit Cuno Tarfusser war für mich sehr interessant. Ich hoffe, dass er – wenn er seine Tätigkeit am Internationalen Strafgerichtshof beendet hat – seine große Erfahrung in Italien einbringen kann.“

Di fronte all’impellente esigenza di agire per arginare l’emergenza dell’inquinamento da plastica, risulta fondamentale il sostegno dell’amministrazione pubblica, quale promotore di ogni azione possibile di contrasto a questo fenomeno. Un modo inoltre per rispondere, con azioni concrete, ai ragazzi ed agli studenti che nella settimana dal 20 al 27 settembre 2019 hanno manifestato chiedendo una maggiore sensibilità e rispetto verso il territorio e l’ambiente.

Si ritiene che anche tra i banchi di scuola la sostenibilità debba diventare una priorità. Un segnale è l’eliminazione anche negli istituti scolastici trentini delle bottigliette di plastica a favore di borracce di alluminio, igieniche e riutilizzabili.

Iniziative in tal senso sono state promosse in molte città e paesi italiani. Capofila è stata Milano che, all’inizio dell’anno scolastico, ha distribuito centomila borracce in alluminio agli studenti delle scuole elementari e medie. A ruota sono seguite, con vari progetti, città come Brescia dove sono state distribuite in ventinove scuole pubbliche e paritarie 7500 borracce in alluminio e 17 mila saranno destinate alle matricole dell’Università degli Studi di Brescia. Poi Modena, Firenze, Forlì Cesena e moltissimi comuni da nord a sud dell’Italia. Molte di queste iniziative hanno trovato come sponsor le società di erogazione di luce, acqua e gas, con l’idea di promuovere contemporaneamente l’uso dell’acqua pubblica, buona e controllata.

L’obiettivo di questi progetti è quello di migliorare la sensibilità ambientale dei giovani e avviare un processo mirato alla progressiva riduzione dell’utilizzo della plastica monouso. Sensibilizzare quindi le future generazioni di adulti a partire dai banchi di scuola, con iniziative che si inseriscono in un piano di educazione ambientale.

 

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Tutto ciò premesso

il Consiglio della provincia autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale a:

valutare la possibilità, anche di concerto con i Comuni del Trentino, di provvedere alla distribuzione di bottiglie di alluminio agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado della Provincia di Trento;

valutare la possibilità con l’Università di Trento di provvedere annualmente alla distribuzione di bottiglie di alluminio a tutti i nuovi immatricolati;

a valutare la possibilità di trovare degli sponsor che intendano investire nella sostenibilità ambientale, a sostegno di questa iniziativa.

 

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Lucia Coppola

consigliera provinciale Futura 2018

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