Questa mattina alle ore 9 circa il corpo di Riva del Garda è stato allertato per un incidente nei pressi dell’Hotel Pier sulla gardesana orientale.

Giunti sul posto si rilevava che l’incidente aveva coinvolto una moto ed una autovettura.

La peggio è toccata al motociclista che, dopo aver ricevuto le prime cure sul posto, è stato elitrasportato con l’elicottero dei vigili del fuoco trentini all’ospedale.

Attualmente le squadre sono ancora sul posto.

Ulteriori dettagli possono essere assunti tramite le altre componenti del soccorso presenti in loco.

CNA Trentino Alto Adige, in linea con la posizione di Rete Imprese Italia, non condivide le proposte di legge all’esame della Commissione Lavoro della Camera che introducono criteri rigidi per la misurazione della rappresentatività delle organizzazioni datoriali.

“Si tratta di una materia delicata – afferma Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino Alto Adige – che non può nemmeno essere oggetto di negoziato con i sindacati dei lavoratori in quanto attiene alle relazioni tra le stesse organizzazioni datoriali sull’individuazione dei criteri per misurare la rappresentatività delle organizzazioni datoriali”.

Giudizio negativo sulla cosiddetta “perimetrazione dei contratti” (l’ambito di applicazione di un contratto per aree e categorie) che dovrebbe essere stabilita con un apposito decreto ministeriale. “Storicamente – sostiene CNA regionale – l’ambito di applicazione dei contratti di lavoro è definito dalle organizzazioni che lo sottoscrivono e quindi non serve un ulteriore intervento legislativo”.

Secondo CNA regionale “la mancata attuazione della seconda parte dell’art. 39 della Costituzione (la registrazione delle organizzazioni sindacali) ha favorito negli anni un modello di relazioni fondato sul principio del mutuo riconoscimento. E’ opportuno che il Parlamento trovi soluzioni per arginare i fenomeni di dumping contrattuale che distorcono la concorrenza e provocano un abbassamento delle tutele dei lavoratori.

La soluzione tuttavia non può che essere individuata, in prima battuta, nella capacità di autoregolazione del sistema di rappresentanza sindacale.

Eventuali interventi del legislatore possono essere valutati in modo positivo se mirati a confermare e sostenere l’autonomia delle organizzazioni firmatarie dei contratti di lavoro.

E in quest’ottica l’eventuale intervento del legislatore dovrà tener conto degli accordi e dei criteri individuati dalle organizzazioni datoriali che per storia, diffusione territoriale, dati associativi e attività svolta, sono tradizionalmente quelle più rappresentative”.

Militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il supporto operativo dei colleghi di Roma e Milano, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Capo Giovanni Bombardieri, hanno dato esecuzione al “Decreto di sequestro preventivo d’urgenza” emesso dal citato Ufficio di Procura, nelle persone del Procuratore

Aggiunto Dott. Gerardo Dominijanni e del Sostituto Procuratore Dott. Andrea Sodani, che ha disposto la misura cautelare reale del sequestro finalizzato alla confisca di somme di denaro pari a circa 2 milioni di euro nei confronti di professionisti indagati – a vario titolo – in concorso tra loro, per il reato di bancarotta fraudolenta (artt. 110 c.p., 216 comma primo n. 1 e comma 3, 219 commi primo e secondo n. 1, 223 commi primo e secondo n. 2 del R.D. 16.3.1942 n.

267) in quanto – con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso ed in tempi diversi, distraevano e dissipavano il patrimonio della società “Gestione Servizi Territoriale S.r.l.” (G.S.T. S.r.l.) in pregiudizio dei creditori, cagionandone dolosamente il fallimento.

 

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L’attività de qua segue la recente esecuzione:

– della misura custodiale nei confronti di COZZUPOLI Pietro cl. ’38, MAMONE Lauro cl. ’57, RECHICHI Giuseppe Rocco Giovanni cl. ’58, RECHICHI Antonino cl. ‘85, RECHICHI Giovanni cl. ‘85, RECHICHI Rosario Giovanni cl. ’61, TIBALDI Michelangelo Maria cl. ’67, TIBALDI Michele cl. ’87;

– del sequestro preventivo di disponibilità finanziarie – quale illecito profitto – per circa 5 milioni di euro, nei confronti delle imprese “Brick s.r.l.”, “Ingg. Demetrio, Pietro e Domenico Cozzupoli s.r.l.”, “Rec.Im. s.r.l.”, nonché degli amministratori TIBALDI Michelangelo e COZZUPOLI Pietro,
scaturite dagli esiti delle investigazioni svolte nell’ambito della citata operazione “Mala Gestio” che hanno permesso di accertare come le vicende fallimentari che hanno colpito le società “Multiservizi S.p.a.” e “G.S.T. S.r.l.” – dichiarate fallite tra il 2014 e il 2015 – erano da ricondursi ad un ingegnoso meccanismo fraudolento messo a punto da coloro i quali avevano ricoperto contemporaneamente cariche sociali nelle due imprese fallite e in altre ditte a favore delle quali venivano svolte le distrazioni di risorse economiche mediante il riconoscimento di compensi ancorati agli utili anziché alle prestazioni rese.

Tale sistema fraudolento, ha reso possibile l’accaparramento di svariati milioni di euro che, liquidati dal Comune di Reggio Calabria (unico finanziatore della Multiservizi di cui deteneva la quota del 51 % del capitale sociale), prima venivano introitati nelle casse della G.S.T. s.r.l. e poi da queste, confluivano nelle tasche degli indagati, alcuni dei quali ritenuti contigui a cosche di ‘ndrangheta operanti nel centro cittadino quali “Condello”, “Libri”, “Tegano” e “De Stefano”.

In relazione alle attività di cui sopra, venivano delegate dalla citata Procura della Repubblica al G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, apposite indagini anche a carattere economico/patrimoniale, all’esito delle quali sono state individuate ulteriori condotte distrattive in capo ad un’impresa di costruzioni edili (A.C. S.r.l.) – in persona dell’amministratore C.F. – ed a 6 professionisti che hanno ricevuto in maniera non dovuta e privilegiata, somme di denaro provenienti dalla fallita G.S.T. s.r.l..

Nel dettaglio, la quantificazione degli illeciti profitti conseguiti – che variano da euro 28.000 a circa 1 milione – riguardano plurime operazioni dissipative del patrimonio della G.S.T. S.r.l.
– assimilabili a “…una vera e propria donazione di denaro…” – tutte concluse a condizioni svantaggiose, in quanto la fallita – nella persona di M

ichelangelo TIBALDI – si obbligava a corrispondere ai citati professionisti, somme predeterminate e calcolate in base ad una percentuale dei ricavi della G.S.T. s.r.l., prescindendo dal valore delle prestazioni fornite dai predetti professionisti.

Al riguardo, è stata contestata alla Annadue Costruzioni. S.r.l., in persona del suo legale rappresentante pro tempore CATALANO Filippo cl. ‘38, una condotta distrattiva posta in essere nel 2010 “…allorché la G.S.T. s.r.l., in persona di Michelangelo TIBALDI, stipulava un contratto preliminare di acquisto mediante il quale (la fallita) si impegnava ad acquistare, entro il 31.12.2010 dalla società A.C. s.r.l., l’immobile sito a Reggio Calabria … per un valore di 3.400.000 € (IVA esclusa). Tale preliminare di vendita non veniva mai trascritto nei registri immobiliari e l’immobile oggetto della promessa di acquisto era costituito da una palazzina di quattro piani fuori terra e di un seminterrato. All’atto del preliminare G.S.T. s.r.l. versava un acconto di € 240.000, dei quali 40.000 € a titolo di IVA, senza che poi a detto preliminare facesse seguito la conclusione del contratto definitivo e senza che gli amministratori della GST si attivassero per richiedere la restituzione dell’anticipo”.

Inoltre, nei confronti dei professionisti, vengono complessivamente contestate operazioni di natura distrattiva per circa € 1.800.000, di cui gli stessi si sono avvantaggiati in modo consapevole – a vario titolo – attraverso l’affidamento di incarichi amministrativi, giuridici, finanziari e societari, con corrispettivo mensile predeterminato a monte, quale percentuale (tra l’1 e l’8%) dei ricavi annui di G.S.T., a prescindere dal servizio effettivamente prestato.

Le investigazioni hanno permesso di appurare che “non veniva eseguita alcuna attività di controllo finalizzata alla verifica della effettività delle prestazioni rese, tanto che la GST srl effettuava il pagamento delle fatture nello stesso giorno della loro emissione e/o, addirittura, con un giorno di anticipo”.

Emblematico, al riguardo, un contratto stipulato in relazione all’“elevato profilo e alla specifica esperienza professionale” di un avvocato, che, a quella data, non era iscritto all’albo.

Ed invero, come si legge negli atti d’indagine, si trattava di compensi relativi a consulenze delle quali non appare chiaro il reale oggetto, talvolta relative ad attività del tutto inutili o già svolte da personale della G.S.T. o dalla Multiservizi, per le quali non veniva esplicitato quali fossero i termini e le modalità di adempimento delle prestazioni d’opera.

In tale contesto è d’uopo evidenziare come lo stesso giorno della risoluzione della convenzione con la Multiservizi S.p.A. ed a distanza di pochi giorni dall’emissione dell’interdittiva antimafia, in un momento in cui era chiaro che la G.S.T. s.r.l. si sarebbe sciolta e non avrebbe più avuto la possibilità di riscuotere altre somme dal suo unico cliente (Multiservizi), il relativo Consiglio di Amministrazione, su proposta di TIBALDI Michelangelo, votava di provvedere al pagamento di individuate somme di denaro in favore di alcuni dei citati professionisti.

 

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Nel dettaglio, si riportano gli ingenti compensi riconosciuti ai predetti professionisti, negli anni:
– al commercialista PENSABENE Domenico, euro 978.521;
– all’architetto TROMBETTA Corrado, euro 475.056;
– all’avvocati PELLEGRINO Alessandro euro 133.643;
– all’’avvocato GIUFFRÈ Francesco euro 28.000;
– all’’avvocato BARBARO Lidia euro 52.000;
– al ragioniere ROGOLINO Antonio Francesco euro 104.196.

 

Alla luce di quanto sopra, la locale Procura della Repubblica, ha emesso nei confronti dei predetti un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza sulle disponibilità finanziarie a questi riconducibili per una somma pari a circa 2 milioni di euro.
Nell’ambito dell’operazione di servizio in rassegna, le disponibilità finanziarie sottoposte a sequestro preventivo, quali illecito profitto derivante da operazioni dissipative, raggiungono la somma complessiva di oltre 7 milioni di euro.

L’azione operativa del Corpo nel caso di specie è finalizzata a sostenere il tessuto economico legale ed a garantire ai cittadini adeguati livelli di vivibilità che sono messi a rischio da servizi pubblici di bassa qualità. Infatti, la lotta agli sprechi di denaro e la conseguente salvaguardia dei bilanci pubblici sono alla base di un efficiente gestione delle risorse, del buon andamento e dell’imparzialità della PA ma costituiscono soprattutto l’argine più forte all’interessamento della criminalità alla gestione della res pubblica.

Comunicato stampa congiunto della Procura Distrettuale della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Trento e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trento.

In data odierna personale del Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di Finanza di Trento ha effettuato numerose perquisizioni presso la sede di società del Trentino e della Sicilia, considerate tra le principali cooperative agricole italiane che operano nel settore della produzione e commercializzazione dei vini e dei piccoli frutti.

Tali attività rientrano in un fascicolo, allo stato, contro ignoti.

Le ragioni di questa operazione sono fondate su gravi indizi che hanno denotato una infiltrazione di cosa nostra, effettuata attraverso riciclaggio di beni, terreni e fornitura di merce da parte della criminalità organizzata di stampo mafioso siciliana.

L’inizio dell’infiltrazione nelle società trentine risale al 2001 e continua a tutt’oggi.

La Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza di Trento stanno compiendo indagini per accertare i responsabili del riciclaggio, il loro coinvolgimento eventuale in associazioni per delinquere di stampo mafioso, a tutela degli imprenditori trentini virtuosi che, inconsapevoli dell’infiltrazione predetta, operano nell’ambito della produzione di vino (oltre 1500 soci conferitori di uve che lavorano su oltre 2.500 ettari di vigneto) e di piccoli frutti.

 

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Il Procuratore della Repubblica
Sandro Raimondi

 

Il Comandante Provinciale
Col. Mario Palumbo

Soccorso Alpino – Servizio Provinciale Trentino. Ritrovato incolume questa mattina il fungaiolo disperso da ieri nei boschi di passo Vezzena

È stato raggiunto verso le 7.15 di questa mattina da una squadra del Soccorso Alpino dopo essere stato avvistato dai droni messi a disposizione dai Vigili del Fuoco, l’uomo che ieri sera non aveva fatto rientro a casa da un’uscita nei boschi di passo Vezzena per cercare funghi. È stato trovato nella zona fra malga Marcai e Malga Sassi.

Le ricerche erano partite verso le 21.45 dopo che i familiari avevano dato l’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 non vedendolo rientrare. L’uomo, 75 anni di Carrè (Vi), ha raccontato di essersi ritrovato in mezzo agli schianti della tempesta Vaia e, con il sopraggiungere del buio, di aver deciso di fermarsi per trascorrere la notte nel bosco, non potendo avvisare nessuno poiché nella zona non c’era campo.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino centrale del Soccorso Alpino ha organizzato le operazioni di ricerca facendo intervenire le squadre di terra delle Stazioni di Altipini e di Levico, le unità cinofile del Soccorso Alpino e della Scuola Provinciale Cani da Ricerca e Catastrofe. Sul posto anche le squadre di Asiago e di Arsiero del Soccorso Alpino del Veneto e i Vigili del Fuoco con i droni. Dopo il ritrovamento della macchina nei pressi di passo Vezzena verso le 22.45, le ricerche si sono concentrate nei boschi attorno al passo e verso il pizzo di Levico. Fino all’esito positivo di questa mattina.

I Carabinieri del NOE di Udine, nell’ambito dell’attività di controllo nello specifico settore disposta dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale, hanno effettuato una serie di ispezioni finalizzate al monitoraggio delle attività impegnate nel “ciclo della plastica”, ad esito delle quali hanno accertato violazioni penali nei confronti di una società sita in Pradamano (UD) operante nel settore del recupero della plastica.
Il controllo ha portato, infatti, al deferimento in stato di libertà del presidente del consiglio di amministrazione della società proprietaria e gestore di uno stabilimento destinato allo stoccaggio e recupero di materiale plastico ed ingombrante.

A seguito delle risultanze investigative emerse, i militari del NOE di Udine hanno inoltre sottoposto a sequestro preventivo, successivamente convalidato dall’ufficio GIP del Tribunale di Udine, il citato stabilimento ed il relativo impianto di aspirazione polveri, poiché risultati privi delle necessarie autorizzazioni ambientali alla gestione dei rifiuti ed alle conseguenti emissioni in atmosfera.

Il sequestro ha interessato uno stabilimento dalle ingenti dimensioni di 18.000 mq e di 1.400 mc di rifiuti in esso stoccati, per un valore complessivo di 2.5 milioni di euro.

La Divisione “Automation” (sistemi di automazione per la logistica del farmaco) del Gruppo GPI prosegue la propria espansione internazionale: dopo l’Area del Golfo sono stati stipulati 2 contratti per un valore complessivo superiore a 1,3 mln Euro in Cina e Austria.

E’ stato stipulato un contratto di circa 0,9 milioni euro con KIMAUTO, società cinese specializzata nei sistemi di robotizzazione per la Sanità con sede a Suzhou. Il contratto prevede la fornitura di sistemi robotizzati (20 pinze, tecnologie e quadri comandi) per la gestione delle farmacie degli ospedali cinesi che saranno assemblati dalla stessa Kimauto, con la quale GPI ha anche sottoscritto un contratto di distribuzione. Questa è la prima di una serie di operazioni previste nella regione di Shanghai, una delle più popolose (oltre 30 milioni di abitanti) ed economicamente dinamiche della Cina.

In Austria, un secondo contratto del valore di circa 0,5 milioni Euro, è stato stipulato attraverso la controllata austriaca PCS con AKH (Allgemeines Krankenhaus der Stadt Wien), ospedale generale della città e sito dell’Università medica di Vienna. Con circa 10.000 dipendenti e 2.200 posti letto, l’AKH è l’ospedale più grande dell’Austria e il quinto più grande d’Europa.

Il contratto prevede la fornitura e l’installazione di un sistema Riedl per la farmacia centrale. Dotato di 6 pinze, una centrale di carico automatico capace di immagazzinare circa 300 confezioni/ora, un sistema automatico riempi-ceste per la distribuzione dei farmaci nei reparti, il sistema è il prodotto di punta della Divisione “Automation”, all’altezza di un’organizzazione di tale importanza.

La strategia di internazionalizzazione adottata dal Gruppo si sviluppa su due direttrici: i sistemi per l’automazione della logistica farmaceutica e le soluzioni per la gestione dei centri trasfusionali e le banche del sangue. Questo approccio sta dando i suoi frutti: GPI esporta componenti e soluzioni industrializzate ad elevato contenuto tecnologico costruendo un mix tra presenza diretta e partnership di distribuzione con selezionate realtà locali.

Oggi il Gruppo è presente con sede diretta in Austria (PCS GMBH), Germania (RIEDL GMBH), Polonia (GPI POLSKA), Russia (INFORMATICA GROUP), Spagna (HEMASOFT SOFTWARE SL), Stati Uniti (HEMASOFT AMERICA CORP) e Cile (GPI CHILE).
Con la soluzione per i centri trasfusionali della nostra controllata Hemasoft siamo presenti in oltre 60 paesi del mondo. Attraverso distributori e partner raggiungiamo e installiamo i sistemi di logistica farmaceutica in oltre 20 nazioni.
L’automazione della filiera del farmaco nel suo senso più ampio, ossia il ciclo prescrizione-somministrazione dal magazzino centrale al letto del paziente, è un fiore all’occhiello del Gruppo.

I magazzini robotizzati, adottati dagli ospedali come dalle farmacie private, utilizzano una tecnologia molto sofisticata. Il gruppo di presa (pinza) RIEDL PHASYS rappresenta il meglio oggi disponibile sul mercato, in termini di prestazioni, precisione e affidabilità: il sistema è wireless, la pinza viaggia a 5 metri al secondo, il picking è estremamente preciso.
La crescente diffusione dei sistemi di automazione GPI all’estero è la conferma concreta della qualità della nostra tecnologia. A oggi GPI conta oltre 20 installazioni di magazzini ospedalieri in Israele, Svizzera, Austria, Russia, Polonia, Messico, Arabia Saudita, Cina e Italia; le installazioni in farmacie sono oltre 200, in UK, Germania, Austria, Svizzera, Ungheria, Egitto, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita, Messico, Colombia.

Fabio Rossi, Direttore Commerciale International GPI: “L’avvio di una commessa così importante in Cina ed avere tra i propri clienti uno dei più grandi ospedali europei conferma quanto la qualità della nostra tecnologia sia apprezzata, worldwide. Un riconoscimento che rafforza la nostra convinzione: l’attenzione alla salute delle persone attraverso un uso intelligente delle tecnologie è il fattore che determina quale sia il prodotto vincente”.

“L’automazione permette di garantire una gestione più efficace della catena logistica del farmaco,
– commenta Massimiliano Rossi, Direttore Automation GPI – “solo seguendo la somministrazione del farmaco fino al letto del paziente si assicura la terapia corretta al paziente giusto e si riducono i possibili errori”.

Taglio parlamentari, Tabacci: “Il valore della democrazia non può essere conteggiato sul risparmio, altrimenti quando c’è uno solo che comanda si risparmia di più. Non mi rassegno all’idea che si passi da una finta battaglia alla casta ad un sinedrio ancora più ristretto. Qualche decennio fa nessuno si sarebbe posto il problema se Moro, Berlinguer e Almirante fossero dei pigia bottoni. Nella Prima Repubblica il collegamento tra elettore ed eletto era fortissima, dalla seconda Repubblica in poi questa cosa si è via via slabbrata. Con partiti sempre più personali, il rapporto profondo con i cittadini è venuto meno”

Bruno Tabacci, deputato di Centro democratico, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sul taglio dei parlamentari. “Il problema non è il taglio in sé, il problema è la coerenza dell’impianto costituzionale –ha affermato Tabacci-. Il valore della democrazia non può essere conteggiato sul risparmio, altrimenti quando c’è uno solo che comanda si risparmia di più. Il punto è se si crede alla democrazia parlamentare oppure no. Io vedo che ci sono pulsioni sul punto specifico. Non mi rassegno all’idea che si passi da una finta battaglia alla casta ad un sinedrio ancora più ristretto.

Questo taglio riduce la rappresentanza. Germania, Inghilterra e Francia hanno una presenza parlamentare rispetto al numero di cittadini che è superiore in confronto a quella a cui stiamo andando noi. Qualche decennio fa nessuno si sarebbe posto il problema se Moro, Berlinguer e Almirante fossero dei pigia bottoni. Nella Prima Repubblica il collegamento tra elettore ed eletto era fortissima, dalla seconda Repubblica in poi questa cosa si è via via slabbrata e c’è stata una rappresentanza parlamentare sempre meno qualificata. Con partiti sempre più personali, il rapporto profondo con i cittadini è venuto meno.

I partiti così sono lontani dalla gente perché rispondono all’uomo solo al comando, che non sono Fausto Coppi, sono un po’ arruffoni. Ora le leggi le fa il governo non le fa più il parlamento, il parlamento esegue. Il controllo parlamentare si è ridotto nel corso di questi anni. E’ normale che la gente si allontani, basti guardare la partecipazione dei cittadini alle urne. Siamo passati dal 92% del 1948 al 72% di partecipazione degli elettori”

Puntata dell’8 ottobre. Italia 1. La sigaretta elettronica uccide?; Emergenza rifiuti; Omicidio poliziotti a Trieste; Scherzi a Raf e Alvin.

 

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La Polizia di Stato di Potenza, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha disarticolato un’associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. L’indagine, condotta dai poliziotti della Squadra Mobile, ha permesso di accertare l’esistenza del fenomeno del c.d. “caporalato” anche nella provincia di Potenza e ha visto coinvolte numerose persone.

L’associazione operava nei comuni di Lavello, Venosa, Montemilone, Maschito, Palazzo San Gervasio e Banzi, tutti centri interessati dalla raccolta di frutta e pomodoro da parte di cittadini extracomunitari di origine magrebina e dell’Africa Subhariana.

I dettagli saranno forniti nel corso della conferenza stampa che si terrà alla Procura di Potenza, alle ore 12, alla presenza del Procuratore della Repubblica, dr. Francesco Curcio.

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