Ufficialmente costituita dall’Aula la Commissione speciale d’indagine sull’affidamento dei minori: spiegate in Aula le ragioni della partecipazione e della non partecipazione. Giunta contraria alla mozione di Olivi sulle agevolazioni Irap per le imprese che entrano nei Bic

Buona parte dei lavori consiliari di questa mattina sono stati dedicati alla discussione della delibera letta dal presidente Kaswalder (e allegata) per la nomina della controversa Commissione speciale d’indagine in materia di affidamento di minori, organismo la cui istituzione era stata già decisa dall’Aula il mese scorso con l’approvazione a maggioranza di una mozione proposta dalla Lega.

Alla fine del lungo dibattito il Consiglio si è espresso a favore del documento che indica i compiti e gli obiettivi dell’organismo, testo molto criticato dalle opposizioni, con 19 voti a favore espressi dalla maggioranza e i 13 di astensione delle minoranze. Il testo comprende anche i nomi dei consiglieri designati ieri all’interno dell’organismo con un’apposita riunione dei capigruppo: Claudio Cia di Agire, Luca Guglielmi di Fassa, Mara Dalzocchio, Denis Paoli e Katia Rossato della Lega, oltre a Lucia Coppola di Futura,

Filippo Degasperi dei 5 Stelle, Sara Ferrari del Pd e Pietro De Godenz dell’UpT.
Subito dopo è iniziato l’esame delle mozioni con il no dell’assessore Spinelli al dispositivo della mozione di Olivi emendanto dallo stesso consigliere per subordinare l’Irap zero concesso alle imprese nei Bic all’operatività e alla presenza di personale.

 

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Ghezzi: parteciperemo alla nuova Commissione “mostro” perché non faccia danni.

Paolo Ghezzi di Futura ha ricordato il motivo per cui Futura, che il mese scorso aveva votato contro la creazione della Commissione d’indagine, ieri ha deciso di partecipare all’organismo. Il capogruppo ha spiegato di giudicare la Commissione “un mostro”, vale a dire un’iniziativa “abnorme” rispetto al suo oggetto perché formata da persone non competenti che per due anni rischiano di tenere in scacco un intero settore da cui dipende la vita di bambine, bambine, ragazze e ragazzi minorenni.

Ma proprio perché si tratta di minori le cui storie, in questi casi sempre dolorose, esigono di essere affrontate con estrema discrezione, assoluto rispetto e la massima sensibilità “non potevamo – ha detto – non entrare in questa Commissione. La presenza nell’organismo di Coppola garantisce per Ghezzi che vi sarà una grande attenzione a questi temi. L’obiettivo di Futura è evitare che la Commissione, anziché favorire una visione serena e costruttiva del settore, causi dei danni.

“Avete consapevolmente deciso di giocare con il fuoco”, ha aggiunto, “facendo un’operazione di propaganda sulla pelle dei minori”. Ghezzi ha poi passato al setaccio il testo della delibera istitutiva della Commissione, incaricata di “vagliare la qualità degli interventi”. Compito appunto abnorme secondo Ghezzi. La verità a suo avviso è che pur essendo tutti i dati nelle mani dall’assessora leghista al welfare, la Lega ritiene, alla trentina, che “no se sa mai” e che solo questo sospetto giustifica la Commissione speciale. Sarebbe auspicabile per il consigliere che grazie alla Commissione emergesse effettivamente qualche caso problematico, perché gli esperti che l’organismo ascolterà non potranno certo, per ovvi divieti di legge, fare nomi e cognomi di questo o quel minore. Ma stando alla delibera, inoltre, l’organismo dovrebbe individuare i minori da tutelare e verificare l’adeguatezza dei servizi rispetto ai bisogni affettivi dei soggetti da tutelare.

Ghezzi non ha escluso che nei due anni in cui dovrà lavorare la Commissione riesca a produrre qualche spunto di riflessione per migliorare le cose. Ma se ciò avverrà sarà solo grazie alla saggezza dei componenti di minoranza e anche della Lega, che consentirà di evitare perdite di tempo e la migliore gestione possibile di quest’organismo che non doveva neppure vedere la luce.

 

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Rossi: non entriamo perché siamo contrari all’esposizione mediatica dei minori.

Ugo Rossi ha chiarito perché il Patt, di cui è capogruppo, ha deciso invece di non far parte della Commissione. Una scelta, ha confessato, compiuta a malincuore perché la nascita di qualunque organismo consiliare che affronti una tematica importante è di per sé un fatto positivo. E quindi non farne parte è doloroso. Il fatto è per Rossi che tutto è partito dai fatti di Bibbiano, dall’effetto mediatico e dai riflessi politici della vicenda, in seguito alla quale il leader leghista Salvini ha proposto ad ogni regione italiana l’istituzione di una Commissione d’inchiesta dedicata all’affidamento dei minori.

Ecco la ragione dell’organismo proposto anche in Trentino dalla capogruppo leghista Dalzocchio. Rossi ha contestato soprattutto l’esposizione mediatica che in tal modo si vuol dare al problema quando nel Trentino i centri specializzati che se ne occupano evitano questo rischio a tutela dei minori coinvolti e delle loro storie personali. “Quando queste vicende escono dalle mura dei servizi impegnati in questo settore – ha avvertito Rossi – si commette un’ulteriore violenza ai danni dei bambini e dei loro genitori”.

Il capogruppo del Patt ha citato l’esempio della bambina presa strumentalmente in braccio da Salvini sul palco durante una manifestazione per evocare i fatti di Bibbiano. Fatalmente, ha ripetuto Rossi, l’esposizione mediatica si trasforma in un’ulteriore violenza. “Per questo – ha concluso – come Patt abbiamo deciso di non partecipare alla Commissione”. Inoltre a suo avviso sarebbe stato meglio utilizzare, se proprio si voleva affrontare il tema degli affidi, la Commissione permanente del Consiglio incaricata di occuparsi del sociale. E solo dopo aver approfondito l’argomento in questa sede istituire eventualmente un organismo speciale con poteri particolari. Perché per Rossi né i bambini né le famiglie devono essere ridotti a merce di propaganda politica.

 

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Degasperi: ci sarò, ma non credo nei poteri di questo strumento.

Filippo Degasperi (5 Stelle) ha motivato la scelta di partecipare alla Commissione d’indagine “senza un particolare entusiasmo” per le stesse ragioni evidenziate da Rossi e il “fumus” con cui si è giustificata la creazione dall’organismo. Questo strumento è stato voluto basandosi su fatti che nulla hanno a che vedere con il Trentino perché nel nostro territorio problematiche del genere non sono state rilevate. Vero è che vi sono state segnalazioni di singoli casi sui quali la competenza è della magistratura mentre il Consiglio provinciale non ha alcun potere d’intervento. Non è quindi di singoli casi critici che potrà e dovrà occuparsi l’organismo. “Ho fatto anch’io qualche verifica sulla rispondenza dei servizi che si occupano di affido dei minori – ha ricordato Degasperi – ma francamente la risposta che ho ricevuto mi ha soddisfatto”. A suo avviso quindi la Commissione d’indagine non è lo strumento adeguato per approfondire la questione.

 

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Dalzocchio: il problema esiste anche da noi e per questo la Commissione servirà.

Mara Dalzocchio, capogruppo del Carroccio da cui la Commissione d’indagine era stata richiesta, ha ricordato che a proporre la creazione di quest’organismo consiliare sono state le donne della Lega. Con motivazioni nate dallo scandalo di Bibbiano che ha interessato tutto il Paese. Era giusto, quindi, chiedere di valutare anche la situazione del Trentino attraverso una Commissione d’indagine.

Dalzocchio ha tenuto a precisare che la Commissione non è contro qualcuno ma mira ad indagare il settore per fare il bene dei minori. Parlare della Commissione come di un mostro è quindi inaccettabile perché – ha aggiunto la capogruppo – qui si tratta di dare supporto alle persone impegnate e coinvolte nel settore. Questo è a suo avviso un preciso dovere di chi siede in quest’Aula. Dalzocchio ha apprezzato la scelta di Futuro di partecipare con Coppola alla Commissione ma ha respinto con forza le critiche di Ghezzi il quale da un lato contesta l’organismo ma dall’altro riconosce che su questa problematica non esiste una realtà perfetta.

Dunque, ha dedotto Dalzocchio, secondo lui anche nel Trentino può essere che vi sia qualcosa che non va. Tant’è vero, ha ricordato, cje tutti i giorni emergono casi di sottrazione di minori dannosi per loro e che non tutelano i loro interessi. Dalzocchio ha anche negato che la richiesta della Commissione sia frutto di un diktat di Salvini, perché la mozione era stata presentata prima della proposta del capo della Lega. Ha poi ricordato che la bambina presa in braccio sul palco da Salvini era sua figlia e che il caso è stato strumentalizzato fino a quando la verità non è emersa. “

Non c’è alcuna volontà da parte nostra di finire sui giornali – ha assicurato Dalzocchio – perché vogliamo salvaguardare i minori. Innanzitutto evitando che siano allontanati dai genitori se non per brevissimo tempo, perché le separazioni li danneggiano gravemente. Dopo la richiesta da noi avanzata in Aula con la mozione, ha concluso Dalzocchio, molti genitori si sono presentati da me, il che significa che questa Commissione potrebbe essere utile. Non c’è comunque da parte nostra alcuna volontà di strumentalizzazione – ha ribadito – perché l’argomento è molto delicato. E di questo siamo del tutto consapevoli. Tuttavia il problema esiste e di fronte ad esso non si può mettere la testa sotto la sabbia. Il desiderio della Lega è che si lavori serenamente nell’esclusivo interesse dei minori.

 

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Ferrari: non ci si dovrà occupare di singoli casi ma della situazione generale.

Sara Ferrari per il Pd ha spiegato che il proprio gruppo pur non condividendo lo strumento scelto e il pregiudiziale obiettivo emerso dai proponenti, ha comunque deciso di partecipare alla Commissione d’indagine. Ha chiesto anche di votare per parti separate la delibera consiliare istitutiva dell’organismo, non condividendo le ragioni dell’incarico affidato alla Commissione, ma solo la sua composizione. Il fatto che siano emersi in Italia casi di anziani e di bambini maltrattati nelle strutture di assistenza, non ha portato a creare Commissioni consiliari d’indagine su questi temi. Una Commissione d’indagine – ha sottolineato Ferrari – analizza una situazione generale, il rispetto delle leggi, non si occupa di singole situazioni, perché questo non spetta al Consiglio provinciale. Altrimenti le persone che la Commissione ascolterà diventerebbero “indagati”.

Eppure, ha lamentato Ferrari, nella delibera istitutiva si legge che la Commissione dovrà valutare l’adeguatezza del servizio ai bisogni affettivi dei minori. Di chi ci si servirà – ha chiesto – per questa valutazione finale di adeguatezza? Forse di qualche consulente. Inoltre, ha concluso la consigliera, le situazioni dei minori in affido non sono standardizzabili con statistiche come invece emerge dalla delibera. Per Ferrari è necessario che i consiglieri componenti della Commissione non dimentichino la terzietà del loro ruolo. Proprio per evitare questo, ha concluso, ne farò parte.
Il presidente Kaswalder, rispondendo alla richiesta di Ferrari, ha ricordato che non sarà possibile votare il documento in questione per parti separate, perché in questo caso il testo in questione è una delibera e non una mozione.

 

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Cia: necessari dati e statistiche sul fenomeno.

Claudio Cia (Agire) ha giudicato legittime tutte le preoccupazioni emerse dalla discussione, così come l’auspicio che la Commissione non debordi rispetto al ruolo ad essa affidato, che dev’essere solo di analisi e verifica delle procedure per valutare la rispondenza dei servizi ai bisogni. Cia si è dichiarato quindi pienamente d’accordo con Ferrari sul fatto che la Commissione non deve diventare la succursale di un tribunale. “Se così fosse sarei il primo a dimettermi”, ha detto. A suo avviso l’organismo dovrà verificare piuttosto se è vero, ad esempio, che nella nostra provincia i figli minori possono essere sottratti alla famiglia quando i genitori non hanno mezzi sufficienti per dedicarsi a loro. Giusto quindi per Cia che alla Commissione sia affidato il compito di raccogliere dati. E non si vede perché, ha aggiunto, l’organismo non potrebbe ricorrere alla statistica sui casi di affidamento dei minori, dal momento che anche i dati sulla salute delle persone sono standardizzabili. Se poi fosse vero che questa Commissione sia un mostro formato da persone incompetenti come ha detto Ghezzi, allora secondo Cia bisognerebbe chiudere tutte le commissioni consiliari perché nessuno di noi è un tuttologo.

Ancora: non è vero che la Commissione terrà in scacco il settore degli affidi. Cia ha giudicato offensivo nei suoi confronti attribuire a chi ha proposto la Commissione di voler fare un’operazione di propaganda sulla pelle dei bambini. Il consigliere di Agire ha concluso auspicando che l’organismo accerti il buon funzionamento dei servizi che in Trentino operano nel settore ed introduca eventuali correttivi, perché le famiglie possano rapportarsi alla realtà degli affidi in modo sereno.

Marini: si garantisca qualche risultato e si affidi la presidenza alle minoranze.

Alex Marini (5 stelle) ha eccepito sul metodo adottato perché a suo avviso nell’istituire una Commissione speciale come questa è molto importante fissare bene gli obiettivi, in modo tale da garantire il raggiungimento di qualche risultato concreto. Per questo sarebbe a suo avviso fondamentale mettere in relazione, nella delibera istitutiva, la Commissione speciale con l’attività ordinaria del Consiglio.

A questo scopo Marini ha proposto di allargare nel testo il raggio d’indagine della Commissione prevedendo che si occupi, ad esempio, anche di altre problematiche sociali come quelle relative alle badanti, alle case di riposo e a tutto quello che riguarda le politiche di welfare e i servizi socio-assistenziali, per permettere poi di intervenire sulle eventuali criticità impegnando la Giunta ad adottare provvedimenti. Il consigliere ha infine sollevato la questione “che nessuno ha toccato” – ha osservato – della presidenza della Commissione. In questo caso, ha suggerito, proprio perché la proposta di istituire l’organismo è stata fatta dalla maggioranza, la presidenza andrebbe a suo avviso affidata alle minoranze consiliari, “per dare un segnale di apertura ad un confronto equilibrato”.

 

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VIA ALL’ESAME DELLE MOZIONI: NO AL TESTO DI OLIVI PER CHIEDERE DI SUBORDINARE A DUE CONDIZIONI L’ACCESSO DELLE IMPRESE AI BIC TRENTINI

Subito dopo l’Aula ha iniziato la discussione delle proposte di mozione all’ordine del giorno, respingendo con 8 voti a favore, 19 contrari e 5 di astensione la prima, presentata da Alessandro Olivi del Pd, che chiedeva di subordinare a due condizioni l’azzeramento dell’Irap alle imprese entrate nell’incubatore di Manifattura e negli altri Bic del Trentino.

Olivi ha illustrato i due punti del dispositivo della mozione da lui emendato, il primo dei quali impegna la Giunta a presentare annualmente alla commissione consiliare competente un report sul numero delle nuove imprese che si sono insediate nei Bic, con una evidenza sul corrispondente ambito di attività e sul numero di occupati. In secondo luogo il consigliere chiedeva di impegnare l’esecutivo a prevedere nella prossima manovra di bilancio provinciale una modifica della vigente disciplina dell’Irap, che limiti espressamente l’attuale azzeramento dell’imposta nei primi 5 anni di lavoro a favore delle nuove attività, alle sole imprese che risultino dotate di un’effettiva operatività sul territorio provinciale, e almeno una unità di personale impiegato in modo continuativo.

L’assessore Spinelli ha ringraziato Olivi della mozione proposta. Giusto infatti, ha detto, dimostrare attenzione e avere cautele nei confronti di queste imprese, come previsto da un ordine del giorno già approvato dall’Aula. Spinelli ha ricordato che su questo punto sono in corso appositi controlli. Tuttavia l’assessore ha respinto l’emendamento di Olivi al dispositivo, rinviando la possibilità di presentare proposte di modifica alla disciplina provinciale sull’Irap durante l’esame della manovra finanziaria.

Olivi, dichiarandosi sorpreso dalla bocciatura, ha chiesto all’assessore quale sia il problema, perché non si capisce che difficoltà abbia la Giunta ad impegnarsi ad informare la Commissione competente sul numero (“non sui nomi”) delle imprese arrivate nei Bic del Trentino. Quanto al secondo punto “dire no a questo requisito – ha lamentato Olivi – significa solo attirare nel Trentino imprese senza personale”.
Il capogruppo del Patt Ugo Rossi, ha chiesto di chiarire meglio le motivazioni del no della Giunta all’emendamento di Olivi, visto che l’obiettivo è condivisibile da tutti.

Ghezzi (Futura) ha motivato il suo voto di astensione chiedendo i dati delle imprese interessate. Spinelli ha risposto che si tratta di 80 casi e che non si ha notizia di un’impennata di insediamenti recenti. La situazione, ha aggiunto, va sicuramente indagata e per questo ha ricordato di aver incaricato Trentino Sviluppo di un continuo monitoraggio. Tuttavia, ha concluso, la Provincia pur prestando attenzione alle imprese sul proprio territorio non può certo diventare un poliziotto fiscale.
Degasperi (5 Stelle) ha condiviso la posizione dell’assessore preannunciando la propria astensione. A suo avviso non è compito della Pat verificare la legittimità dell’insediamento di un’impresa sul nostro territorio, fatto salvo un monitoraggio e una costante attenzione.

La discussione delle mozioni proseguirà fino alle 18.30.

In merito alle notizie divulgate dai mezzi di informazione riguardo ad una indagine della Guardia di Finanza su un presunto coinvolgimento del Gruppo Mezzacorona in fatti illeciti e associazioni mafiose in Sicilia, il Gruppo Mezzacorona respinge con forza tali addebiti e precisa quanto segue:

 

-la totale estraneità del Gruppo Mezzacorona a collegamenti e attività mafiose in Sicilia;

-il Gruppo Mezzacorona ha sempre agito correttamente e seriamente nel proprio impegno imprenditoriale a tutela dei propri soci, azionisti e collaboratori;

-il Gruppo ha ricevuto unicamente una richiesta da parte della Guardia di Finanza di documentazione rispetto alle proprie attività in Sicilia;

-nessuna persona del Gruppo Mezzacorona risulta indagata;

-l’azienda ha dato la massima disponibilità e la totale collaborazione all’indagine conoscitiva, riponendo piena fiducia nell’operato dell’autorità giudiziaria.

 

Qualsiasi altra illazione o speculazione è assolutamente falsa e il Gruppo Mezzacorona diffida chiunque a pubblicare o divulgare notizie non corrispondenti al vero, con la più ampia riserva di tutela della propria immagine e reputazione nelle sedi giudiziarie competenti.

 

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Il Presidente del

Gruppo Mezzacorona

Dott. Luca Rigotti

 

 

 

1-COMUNICATO STAMPA-GRUPPO MEZZACORONA-9 OTTOBRE 2019

Nella mattinata odierna, presso l’Aeroporto Internazionale di Roma Fiumicino, personale del Raggruppamento Operativo Speciale e della POLARIA ha tratto in arresto FATHALI Aymen in forza del Mandato di arresto europeo emesso il 28.01.2019 dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo.

Il FATHALI, localizzato in Germania sulla scorta delle informazioni fornite dal R.O.S., ed oggi estradato, era ricercato dall’inizio del 2019, poiché si era sottratto all’esecuzione di un Fermo di Indiziato di Delitto emesso dalla Procura Distrettuale di Palermo nei suoi confronti e di altri nr. 14 indagati, ritenuti a vario titolo responsabili di istigazione a commettere più delitti in materia di terrorismo, associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al contrabbando di T.L.E, plurimi episodi di ingresso illegale di migranti clandestini nel T.N. ed esercizio abusivo di attività di intermediazione finanziaria.

L’indagine denominata “ABIAD” aveva permesso di individuare un sodalizio criminale transnazionale prevalentemente formato da cittadini tunisini e particolarmente dinamico nell’organizzazione, in cambio di ingenti corrispettivi di denaro contante[1], di traversate di ristretti gruppi di cittadini tunisini dalle coste maghrebine a quelle trapanesi, attraverso trasporti marittimi con natanti off-shore, capaci di garantire trasferimenti rapidi e tendenzialmente in grado di eludere gli ordinari dispositivi di controllo.

L’associazione, stabilmente operante in territorio italiano e tunisino attraverso una rete logistica alimentata con gli ingenti proventi delle attività delittuose perpetrate, curava anche l’espatrio dalla Tunisia di soggetti ricercati dalle locali Autorità e Forze di Polizia e incrementava i propri illeciti guadagni implementando la descritta condotta delittuosa con costanti attività di contrabbando di tabacchi lavorati esteri, distribuiti nel territorio palermitano attraverso la preziosa mediazione esperita dagli associati italiani.

Gli ingenti guadagni ricavati dalla struttura associativa, dopo essere confluiti nella “cassa comune” del sodalizio custodita da partecipi precipuamente incaricati allo scopo dai vertici dell’organizzazione, venivano in parte riutilizzati per il rifinanziamento della struttura operativa e logistica – tra l’altro per l’acquisizione di nuovi natanti in caso di fuori uso e/o sequestro dovuto alle attività repressive delle FF.PP. ovvero per il pagamento delle spese legali dei membri sottoposti a processo – e in altra considerevole parte per alimentare e gestire l’attività d’intermediazione finanziaria esercitata abusivamente nei confronti dei connazionali tunisini.

In tale quadro, le investigazioni svolte avevano consentito di acquisire diretto riscontro delle attività delittuose perpetrate, in particolare permettendo di rintracciare, fermare e identificare alcuni gruppi di clandestini trasportati via mare in territorio trapanese.

La gestione di tali illeciti servizi di trasporto da parte dell’organizzazione indagata (connotati da innovative e peculiari modalità di realizzazione, quali rapidità di trasferimento, selezione ed esiguità dei gruppi trasportati), oltre ad alimentare i gruppi di clandestini presenti sul territorio nazionale, aveva rappresentato una più grave minaccia alla sicurezza dello Stato in ragione delle posizioni radicali pro “DAESH” rilevate in capo a un esponente di vertice del sodalizio.

Infatti, le attività d’indagine, effettuate anche attraverso un mirato monitoraggio di alcuni profili social, avevano permesso di verificare che uno degli indagati, oltre a svolgere mansioni direttive del sodalizio e a custodirne la “cassa comune”, gestiva, mediante lo strumento informatico, una intensa attività d’istigazione e di apologia del terrorismo di matrice islamista, inserendosi nel network globale della propaganda e promuovendo gli efferati messaggi dell’organizzazione terroristica “DAESH”.

Detto indagato, operando in perfetta coerenza con le attuali caratteristiche della cosiddetta “Jihad 2.0” – che vede nell’operatività dei “mujaheddin virtuali” un formidabile strumento di radicalizzazione delle masse e propaganda dei dettami del terrore di matrice islamista – si adoperava per la diffusione e condivisione tramite social network di documenti e di materiale video-fotografico volti al proselitismo e alla promozione dello Stato Islamico “DAESH”.

L’uomo, risultato in grado di sollecitare i fruitori dei messaggi alla condivisione dei macabri ideali promossi dalla rete globale del terrorismo, ha perpetrato detta condotta apologetica ed istigatrice tramite una pluralità di fittizie identità virtuali, al fine di tentare di sfuggire ai consueti strumenti di controllo.

Attraverso i vari profili riconducibili all’indagato, oltre alla diffusione dei descritti efferati messaggi, erano chiaramente esaltate le più crudeli attività terroristiche condotte in Tunisia, Iraq, Siria, Medioriente, Europa e Stati Uniti, così come erano curati i contatti con altri profili di altri utenti impegnati nella promozione delle medesime attività terroristiche.
In tale contesto, la pericolosità del sodalizio investigato era altresì esponenzialmente amplificata in ragione del fatto che i proventi custoditi nella “cassa comune” dell’organizzazione potevano anche essere utilizzati per fini diversi rispetto a quelli strettamente connessi alle attività delittuose perpetrate dalla associazione criminale transnazionale.

Le risorse economiche in parola venivano infatti in parte occultate in proprietà immobiliari e in altra parte depositate in banche tunisine su conti fittiziamente intestati a soggetti residenti in Tunisia, circostanza questa che, per quanto emerso grazie alle intercettazioni svolte, avrebbe suscitato l’attenzione del Battaglione Anti-Terrorismo Tunisino il quale starebbe svolgendo delle investigazioni volte ad accertare la finalità di sospette operazioni finanziarie che vedrebbero coinvolto uno degli odierni fermati.

Dalle investigazioni svolte è altresì emerso che il sodalizio criminale, dopo alcuni interventi repressivi subiti sia in Tunisia che in Italia, si è sempre dimostrato in grado di rigenerare la propria struttura logistica attraverso l’acquisizione di nuovi recapiti cellulari fittiziamente intestati a terzi e da destinare alle comunicazioni riservate tra gli associati, il reperimento/acquisto di nuovi potenti natanti off-shore da utilizzare per gli illeciti servizi di trasporto e il ripristino dei canali di commercializzazione dei tabacchi contrabbandati dalla Tunisia, attività questa ultima operata con la preziosa collaborazione di fedeli sodali palermitani.

L’operazione ABIAD, volta alla disarticolazione della descritta organizzazione criminale dimostratasi potenzialmente capace – nel corso delle indagini – di trasferire dalla Tunisia all’Italia e viceversa individui e risorse economiche eludendo i consueti strumenti di controllo, ha costituito un significativo contributo al contrasto delle attuali minacce alla Sicurezza Nazionale e ciò anche in considerazione della posizione radicale pro “DAESH” rilevata in capo a un esponente di vertice del sodalizio disarticolato.

“Il Trentino Alto Adige regione che subisce meno il taglio dei parlamentari? Si, sono contento, perché noi come minoranza dobbiamo difenderci con questi pochi parlamentari. Non mi lamento, noi stiamo bene, la nostra autonomia funziona ed è forte. Speriamo di andare avanti cosi”.

A parlare, a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, è Reinhold Messner, il celebre alpinista nato nel Trentino Alto Adige. Le piace, in generale, il provvedimento? “Si, i parlamentari erano troppi e ora dovrebbe essere tutto più veloce nelle decisioni”. Il governo ‘giallorosso’ le piace? “I grillini hanno poca esperienza, speriamo imparino visto che sono giovani. Diciamo che la maggior parte di loro non hanno sanno nemmeno organizzare la loro vita privata, come possono organizzare l’Italia?”

E’ stato rintracciato dalla Polizia Stradale di Massa Carrara il conducente della Volkswagen bianca che, alcuni giorni fa, stava percorrendo contromano un tratto dell’A/15 e, dopo essersi accorto dello sbaglio, per guadagnare tempo ha pure pericolosamente invertito la marcia. Lui, un 20enne di Pietrasanta e residente a Stazzema, quella mattina aveva preso l’autostrada per recarsi verso Parma e, giunto al casello di Aulla, si è confuso impegnando la carreggiata riservata alle auto che si stavano immettendo in A/15. Anziché fermarsi e chiedere assistenza ha proseguito e, giunto alla fine del guard-rail, ha fatto una rischiosa inversione.

Gli automobilisti che se lo sono visti davanti si sono spaventati e hanno allertato la centrale operativa della Polizia Stradale che, poco distante, stava perlustrando quella zona con una pattuglia della Sottosezione di Pontremoli. I poliziotti hanno fermato il giovane che, alla richiesta di spiegazioni, ha provato a farfugliare qualcosa ma poi, di fronte alle immagini riprese dalle telecamere piazzate a ridosso del casello, ha ammesso la sua manovra scellerata. La Polstrada lo ha sanzionato con una multa da 8.000 euro, sospendendo la circolazione del veicolo per 3 mesi e segnalando l’accaduto alla Prefettura per la revoca della patente.

“Sono davvero soddisfatto per l’avvenuta approvazione, oggi in Consiglio provinciale, della Proposta di mozione – la n. 43/XVI – che impegna la Giunta provinciale a programmare, appoggiandosi ad associazioni che risultassero già attive e sul territorio e disponibili con l’Unità Mobile Oftalmica , di nuove campagne di prevenzione di patologie visive tramite gli ambulatori oculistici itineranti, con particolare riferimento a case di riposo, circoli anziani e zone che risultano meno prossime a presidi ospedalieri.

I motivi della mia soddisfazione, oltre ad essere politici – e legati quindi all’ennesima dimostrazione che la Lega offre di concreta vicinanza ai territori – sono umani, dal momento che quello proposto dal sottoscritto ed approvato è un documento centrato sulla “prevenzione”, parola chiave per una sanità davvero degna di questo nome, e sulla virtuosa alleanza tra istituzioni e associazioni, ingrediente fondamentale per migliorare i servizi al cittadino.

Tutto ciò, per quanto concerne la proposta, con una soluzione economica e in grado anche di velocizzare i tempi di attesa, come agevolmente consente di fare una Unità Mobile Oftalmica, che come noto è un camper adibito ad ambulatorio oculistico itinerante per lo screening visivo, esame che consente di rilevare precocemente le principali patologie visive. Essendo appunto mobile, oltre che essere veloce il mezzo può raggiungere anche le zone più decentrate del Trentino, con benefici per molti cittadini anche anziani.

L’approvazione della Proposta di mozione è quindi un successo di tutti: della politica, della sanità, della Lega, dei territori e dei cittadini con difficoltà motorie e spesso costretti a lunghe liste d’attesa per visite rilevanti. Tutto ciò mi rende oltre che soddisfatto, come ho già detto, anche profondamente orgoglioso e fiducioso per il futuro del Trentino”.

E’ quanto affermato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Denis Paoli

“Le regionali? Abbiamo risolto quasi tutto, secondo me ci siamo. Salvini ha detto che in Emilia la candidata è la Borgonzoni? Sono chiuse tutte, ma ora ci dovremo rivedere”. A parlare, ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, è Giorgia Meloni, fondatrice e leader di Fratelli d’Italia. Lei però in Emilia voleva il ‘suo’ Galeazzo Bignami. “Galeazzo sarebbe stato un ottimo candidato”. Ma ora c’è la Borgonzoni. “Vediamo nelle prossime ore”. Lei aveva detto che con l’ex sottosegretaria alla Cultura non si vince…”No, non l’ho mai detto. Noi faremo del nostro meglio per farla vincere, lo speriamo”, ha concluso la Meloni a Rai Radio1.

Una commissione inutile e dannosa, mostruosa (per dare la caccia ai presunti mostri) dal punto di vista politico e giuridico, che dovrebbe verificare, tra l’altro, “l’adeguatezza del servizio sul piano delle risposte al bisogno affettivo”.
E come mai faranno, i nove commissari (5 di maggioranza, 4 di minoranza)? Saranno dotati di poteri magici? Faranno gli psicologi improvvisati con centinaia di minorenni?
FUTURA ha detto NO, in Consiglio provinciale, alla commissione speciale di indagine in materia di affidamento dei minori, voluta dalla Lega Salvini Trentino per rilanciare la propaganda “Bibbiano” senza alcun fatto concreto o “fumus” di  abuso, nel sistema dell’affidamento in Trentino, che lo giustificasse, per ammissione della stessa capogruppo salvinista.
Però noi di FUTURA (a differenza di quanto ha legittimamente scelto di fare il Patt, che come noi peraltro ha votato contro l’istituzione della commissione) ci saremo nella commissione, con la competenza l’esperienza e la sensibilità della collega Lucia Coppola, proprio per evitare che la maggioranza salvinista – che ha avuto questa pessima idea dopo la richiesta delle “donne della Lega” – compia mostruosità sulla pelle delle bambine e dei bambini, invadendo il campo dei servizi sociali e della magistratura, esponendo storie individuali delicatissime a DUE ANNI di commissione d’indagine. 
Con questa sconcertante convinzione espressa esplicitamente dalla capogruppo salvinista: i bambini stanno COMUNQUE meglio nelle loro famiglie. Domanda: anche con genitori che li maltrattano? 
Materia altamente infiammabile su cui la Lega Salvini Trentino soffia in modo irresponsabile.
Stando dentro questa commissione inutile e dannosa, cercheremo almeno di limitare i danni e di opporci a speculazioni partitiche vergognose.
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PAOLO GHEZZI capogruppo provinciale FUTURA

Il consigliere Alessio Manica ha depositato una interrogazione sulla situazione dei lavoratori del Centro Servizi Santa Chiara che hanno proclamato lo stato di agitazione in difesa del contratto e per conoscere le intenzioni della Giunta sulla prossima organizzazione del centro culturale.

Precari Santa Chiara

La seconda mattinata di lavori consiliari in Aula si è aperta con l’approvazione con 32 voti a favore e uno di astensione espresso da Luca Guglielmi (Fassa), dell’unico ordine del giorno (odg) collegato al disegno di legge proposto da Lucia Coppola, di Futura, sul riconoscimento da parte della Provincia di alcune valli da  valorizzare turisticamente perché senza barriere, senza auto e del silenzio. Il testo dell’odg, della stessa consigliera, la cui premessa è stata sostituita da una nuova versione concordata con l’assessore all’ambiente Tonina, impegna la Giunta Fugatti a collaborare con i Comuni, i Parchi naturali, tutti gli enti deputati e in condivisione con la popolazione che vive e lavora sui territori, a valutare l’opportunità di tre iniziative. La prima prevede la proposta di soluzioni anche innovative che favoriscano l’accessibilità dei luoghi di montagna ai disabili e agli anziani con difficoltà motorie e intellettive. La seconda consiste nell’individuare ulteriori esperienze di limitazione del traffico, già in corso nel Trentino, ad esempio nei Parchi Adamello Brenta e dello Stelvio, offrendo mezzi alternativi ai veicoli a motore. Terza iniziativa: proporre idonee soluzioni innovative per promuovere aree che per loro natura presentano caratteristiche peculiari di silenzio e tranquillità dove fare un’esperienza rigenerante di contatto più intimo con l’ambiente.

Coppola ha commentato con favore l’intesa con l’assessore sul documento che – ha spiegato soddisfatta – riprende anche i contenuti del ddl.

Ugo Rossi per il Patt ha apprezzato la qualità dell’intesa raggiunta che riflette lo stesso impegno volto a mitigare il traffico e promuovere il silenzio in val di Rabbi con bus navetta graditi sia ai visitatori sia a quasi tutti gli operatori.

Hanno poi ringraziato Coppola apprezzando molto il suo odg Giorgio Tonini del Pd, Pietro De Godenz dell’Upt, Mara Dalzocchio della Lega e Claudio Cia di Agire.

A seguire il disegno di legge di Coppola è stato invece respinto con 19 no, 4 sì (di Coppola, Ghezzi Degasperi e Marini) e 9 astenuti.

Via libera al bilancio consolidato Pat 2018. Tonini: manca un passaggio in Commissione.

A seguire l’Aula ha approvato con 20 voti favorevoli e 13 di astensione il bilancio consolidato consolidato della Provincia per il 2018.

Ugo Rossi, capogruppo del Patt, ha chiesto al presidente Fugatti di illustrare brevemente il provvedimento tenuto conto, in particolare, di due questioni: la preannunciata riduzione dei finanziamenti provinciali alla sanità e la richiesta di chiarire la posizione della Giunta sul valore attribuito alle società di sistema come Cassa del Trentino.

Giorgio Tonini per il Pd ha preannunciato l’astensione del suo gruppo perché – ha spiegato – di fronte ad un bilancio consolidato chi ha governato prima non può votare contro. Tonini ha poi lamentato il mancato passaggio del bilancio dalla Commissione consiliare competente, perché la mancanza di questa valutazione preliminare, pur non prevista dal regolamento, è sbagliata dal punto di vista democratico, in quanto impedisce al parlamento del Trentino di esercitare la propria primaria funzione di controllo sul potere di spesa dell’esecutivo.

Il presidente della Giunta, Maurizio Fugatti, ha risposto a Rossi affermando che gli importanti interrogativi sollevati dal consigliere (finanziamenti alla sanità e società di sistema) saranno più opportunamente discusse in occasione dell’esame della prossima manovra finanziaria. Quanto alla critica di Tonini, il governatore ha ricordato che la questione è di competenza del presidente del Consiglio provinciale, dando tuttavia piena disponibilità a ragionare sul ruolo che in questi casi deve avere l’assemblea legislativa.

Dal canto suo il presidente del Consiglio Kaswalder ha segnalato che il regolamento consiliare non prevede il passaggio del bilancio consolidato in Commissione.

Su questo punto Rossi ha ipotizzato una possibile modifica del regolamento consiliare, ha preso atto a malincuore del rifiuto di Fugatti di pronunciarsi sui temi da lui evidenziati auspicando che ciò possa avvenire in un’altra circostanza.

Alex Marini ha annunciato l’astensione del M5stelle condividendo la posizione di Tonini e proponendo di prevedere un’audizione in Commissione sul bilancio consolidato per promuovere un confronto prima dell’Aula. Secondo Marini andrebbe comunque potenziato il personale tecnico a disposizione del Consiglio provinciale in modo da garantire un’adeguata assistenza ai consiglieri su argomenti come questo.

 

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