È con sincero stupore che oggi abbiamo appreso in aula la volontà della Giunta e della maggioranza di dire NO al coinvolgimento della popolazione nelle scelte relative all’ipotizzato ampliamento del demanio sciabile nel Parco Adamello Brenta.

Questo è infatti quanto prevede il primo punto del dispositivo che la Giunta ha dichiarato di voler bocciare.

Trincerandosi dietro giustificazioni difficilmente sostenibili in base alle quali nulla sarebbe ancora stato posto all’attenzione della Giunta (strano che esista una Vas per il PTC della Comunitá delle Giudicarie dedicato proprio al tema di cui l’assessore Tonina si dichiara all’oscuro) il governo delle retromarce sceglie di impedire partecipazione e coinvolgimento.

 

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Filippo Degasperi

La Federazione Trentina della cooperazione è accanto alle proprie cooperative associate, cantine Mezzacorona e Sant’Orsola, oggetto delle perquisizioni annunciate oggi dalla Guardia di Finanza per conto della Procura distrettuale antimafia in merito a possibili infiltrazioni mafiose.

La Federazione, anche attraverso la propria attività di vigilanza e controllo sulle cooperative, può testimoniare la serietà e il rigore nella gestione delle suddette cooperative, degli amministratori e dei manager.

“Abbiamo appreso la notizia delle perquisizioni annunciata attraverso un comunicato stampa – afferma la presidente Marina Mattarei – con molta sorpresa, in quanto non emergono fatti precisi o nomi di persone collegate al movimento cooperativo trentino coinvolti nell’inchiesta.

Fiduciosi nell’operato della magistratura nell’accertamento dei fatti a tutela dei soci e amministratori delle società coinvolte, raccomandiamo la massima prudenza nel diffondere, ad ogni livello, notizie che possono apparire allarmistiche e molto dannose per la reputazione e la credibilità di queste cooperative nei confronti di tutti gli stakeholder: soci, clienti, dipendenti, fornitori, sistema bancario”.

La Federazione tutelerà la serietà del movimento cooperativo dove sarà necessario, affinché in alcun modo venga messa in discussione la fiducia dei soci, la trasparenza e la correttezza delle azioni da parte degli amministratori e dei dirigenti”.

 

Qui di seguito una sintesi delle mozioni discusse in Consiglio provinciale nel pomeriggio. Accolti quattro documenti.

Denis Paoli (Lega)
Oculisti itineranti nelle valli periferiche (accolta)
La mozione di Denis Paoli della Lega, accolta con il parere favorevole della Giunta, impegna la Giunta a valutare, con la collaborazione delle associazioni disponibili con l’Unità mobile oftalmica, la programmazione di nuove campagne di prevenzione per le patologie visive tramite laboratori oculistici itineranti, in particolare nelle case di riposo, circoli anziani in zone distanti dagli ospedali.
L’assessora Stefania Segnana ha ringraziato il consigliere per la proposta in materia di prevenzione e ha annunciato il parere favorevole.

La consigliera Paola Demagri (Patt), che ha anticipato il voto di astensione, ha osservato che la volontà di portare alcuni servizi in maniera capillare nelle zone più distanti dal presidio ospedaliero non può che essere apprezzabile. Tuttavia, pur considerando la bontà degli obiettivi, permane qualche perplessità l momento che si tratta di servizi di screening per persone anziane, che già hanno delle patologie in corso.
Perplessità e astensione anche da parte di Luca Zeni (PD), secondo il quale varrebbe la pena considerare il contesto di riferimento e ricordarci che ci stiamo muovendo dentro un settore che già da anni ha impostato il proprio sviluppo in questa direzione. Fare prevenzione in una casa di riposo, anche a suo avviso, sembra poco utile.

Anche Filippo Degasperi (5 Stelle) ha espresso la volontà di astenersi: va benissimo sopperire a problemi burocratici e di distanza con l’unità mobile oftalmica, però se io oggi chiedo all’Azienda sanitaria una visita di controllo a fini preventivi, devo aspettare fino al gennaio 2021. Bene dunque rincorrere i trentini con il camper, però forse sarebbe bene che gli oculisti nel frattempo non rincorressero il fatturato. Occorre fare attenzione, ha denunciato il consigliere del 5 Stelle, perché c’è un sistema in grossa difficoltà che non riesce a rispondere alle necessità dei trentini.
Claudio Cia (Agire) ha chiesto alcuni chiarimenti su come funzionerà il rapporto tra queste realtà e l‘utenza che usufruirà del servizio. La prevenzione, ha aggiunto, è sicuramente importante, ma bene sarebbe risolvere anche i problemi di tempistica almeno per la prevenzione secondaria e terziaria, ovvero per monitorare la progressione di una malattia in corso.

Il consigliere Denis Paoli (Lega) ha chiarito che non è una proposta spot, bensì si tratta di offrire un servizio aggiuntivo al territorio ed alle persone anziane in difficoltà. Si parla in particolare riferimento ai centri anziani e alle case di riposo, però sarà l’assessorato a valutare gli ambiti di intervento, che potranno certamente essere più ampi. Ritengo, ha concluso, che campagne di questo tipo che intervengono con servizi a disposizione dei cittadini e concorrono a ridurre i costi a loro carico non possano che essere condivisibili.
In dichiarazione di voto sono intervenuti nuovamente Demagri, Zeni, Degasperi. Quest’ultimo ha auspicato che questa mozione non venga usata come foglia di fico per coprire le carenze del sistema mentre Zeni ha invitato l’assessora a rispondere alle domande emerse durante il dibattito, senza ottenere replica.

Messo ai voti il documento è stato approvato con 21 sì, 2 no e 11 astensioni.

 

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Luca Gugliemi (Lista Fassa)
Comunicazione della Pat in ladino, mocheno e cimbro (accolta all’unanimità in forma emendata)
La mozione di Luca Guglielmi (Lista Fassa), accolta in forma emendata, impegna la Giunta ad attivarsi affinché la Pat tenga conto anche dei mezzi di comunicazione delle tre minoranze linguistiche trentine e si attivi perché le comunicazioni vengano diffuse anche nelle lingue ladina, cimbra e mochena, secondo criteri di adeguatezza e sostenibilità finanziaria.

Il Presidente Maurizio Fugatti ha espresso parere positivo al documento nella forma emendata concordata. Devis Moranduzzo (Lega) è intervenuto a supportare la mozione ed ha espresso piena condivisione per i contenuti. E’ giusto a suo parere avvalersi dei mezzi di comunicazione per valorizzare in maniera paritaria le lingue delle minoranze linguistiche cimbra, mochena e ladina, per salvaguardarne l’identità.
Il consigliere Ugo Rossi (Patt) ha annunciato di votare la mozione, confortato dall’emendamento che concilia l’esigenza di comunicare nella lingua madre con esigenze di bilancio e di adeguatezza finanziaria: una scelta di responsabilità da parte della Giunta, ha detto.

Una proposta accoglibile anche per Lucia Coppola (Futura), per il grande rispetto nei confronti delle minoranze linguistiche, che rappresentano una ricchezza inestimabile. Gianluca Cavada (Lega) ha annunciato voto favorevole per un impegno di buon senso, positivo e costruttivo nel rafforzamento della tutela delle minoranze linguistiche da garantirsi tramite un adeguamento della comunicazione al pubblico.
Ha ringraziato il collega Guglielmi per la sensibilità dimostrata annunciando convintamente voto favorevole anche Giorgio Leonardi (Forza Italia).
Si è unita ai ringraziamenti Vanessa Masè (Civica): non è un passaggio scontato, ha osservato, per l’importanza che le minoranze rivestono anche per ragioni storiche di esistenza della nostra stessa autonomia.

Le minoranze sono il sale della nostra autonomia e tutelarle è sicuramente fondamentale, ha osservato Pietro Degodenz (UpT). Dello stesso parere anche Luca Zeni (PD), che ha però aggiunto che forse dovremmo mantenere toni non troppo enfatici visti i contenuti della mozione che non stravolge certo il sistema. Parere favorevole anche da parte di Claudio Cia (Civica), che ha apprezzato anche l’emendamento, augurandosi che lo stesso sia un passaggio di responsabilità e non impedisca di realizzare i nobili obiettivi della proposta.
Luca Guglielmi (Lista Fassa) ha ringraziato il Presidente e tutti i colleghi per la condivisione, ribadendo le ragioni e gli obiettivi del proprio documento.
La mozione è stata approvata all’unanimità.

 

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Pietro De Godenz (UpT)
Protezione civile, misure di semplificazione per gli acquisti (accolta in forma emendata)
La mozione del consigliere dell’UpT, Pietro De Godenz, approvata in forma emendata, impegna la Giunta, come è stato già fatto per i Vigili del fuoco volontari, a fare tutte le valutazioni giuridiche di merito per individuare la possibilità di estendere a tutte le associazioni che operano a favore della Protezione civile le misure di semplificazione nell’esercizio dell’attività contrattuale connessa all’acquisto di beni e servizi.

A nome del gruppo della Lega Gianluca Cavada ha espresso sostegno alla mozione nella forma emendata con la Giunta, osservando che sarebbe auspicabile, almeno per alcune associazioni, introdurre una forma di maggiore flessibilità nell’utilizzo della piattaforma Mepat.
Pur comprendendo le ragioni del collega Degodenz, il consigliere Filippo Degasperi, che ha annunciato il voto di astensione, ha obiettato che, anziché introdurre delle deroghe, si dovrebbe intervenire a correggere le rigidità dei meccanismi osservati relativamente al mercato elettronico.
Giorgio Tonini (PD), pur riconoscendo la fondatezza delle osservazioni del collega Degasperi, è intervenuto a sostegno della mozione, che va nella direzione giusta. Tuttavia il consigliere del PD ha evidenziato la diversità sostanziale tra le istituzioni e le realtà di volontariato ai quali non possiamo applicare indistintamente le stesse regole.

E’ proprio questo il ragionamento che ha ispirato il documento, ha chiarito Pietro Degodenz: semplificare e sburocratizzare dove possiamo. Uno spirito che è stato condiviso anche da Ugo Rossi e dal suo Patt.
Così il voto: due astensioni e 30 voti favorevoli.

 

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Claudio Cia (Agire)
Via all’iter per la Val di Cembra patrimonio dell’umanità Unesco (accolta in forma emendata)
Accolta anche la mozione del consigliere Claudio Cia (Agire), che impegna la Giunta ad avviare l’iter per ottenere per la Valle di Cembra il riconoscimento da parte dell’Unesco di patrimonio dell’umanità. L’inserimento tra i siti Unesco della vallata, afferma Cia, è motivata dal suo paesaggio, frutto di un integrazione tra natura e uomo, e dal suo pregevole patrimonio culturale, storico ed artistico, mantenuto vivo dalla popolazione.

Il consigliere Luca Zeni (PD) ha esordito associandosi alla descrizione del collega Cia della bellissima valle di Cembra. Tuttavia, quello che preoccupa rispetto a questa mozione è l’iter seguito: questo testo non è frutto di un percorso di confronto con il territorio, che invece nel corso degli anni ha avviato un percorso concreto. A partire dal 2001 si è puntato molto nella valorizzazione dei paesaggi, dei muri a secco e nel 2018 in quella comunità è stato istituito un Comitato che sta realizzando un percorso che mira a registrare la valle tra i paesaggi storici d’Italia secondo una precisa politica di sviluppo.

Alessandro Savoi (Lega) ha ringraziato di cuore il collega Cia per avere proposto la mozione e richiamato i siti importanti della valle di Cembra, terra unica per le caratteristiche straordinarie del suo paesaggio, non ultimi i terrazzamenti costruiti con molta fatica a salvaguardia del territorio. Credo sia giusto che la valle venga inserita tra i siti patrimonio Unesco e la mozione va dunque condivisa e sostenuta.
Pietro Degodenz (UPT) ha apprezzato la proposta: le straordinarie caratteristiche e le potenzialità della valle giustificano l’iter e il percorso che già sta facendo la Comunità non è in contrasto con questa iniziativa. La valle di Cembra merita questa attenzione anche per le potenzialità collegate all’agricoltura che vanno promosse e condivise con il territorio.

Favorevole anche Ugo Rossi (Patt), pur con qualche perplessità: aldilà delle sensibilità politiche, la valle di Cembra fa scattare una sensibilità particolare, oltre che per la bellezza del territorio, anche per la genuinità e schiettezza dei suoi abitanti. Tuttavia, ha aggiunto, l’emendamento introdotto ammorbidisce il dispositivo, prevedendo di “dare corso ad una valutazione preliminare” e non indicando tempi di attivazione del percorso. Inoltre, occorrerebbe approfondire a suo avviso cosa significhi “allargamento della concessione di bene ambientale”, per capire bene se questo sia un aspetto vantaggioso ovvero se introduca qualche limitazione.

Nella replica il consigliere Claudio Cia ha fugato le perplessità di Zeni: questa proposta non è in contrasto con altri percorsi o iniziative già in corso. L’obiettivo unico di questo documento è quello di impegnare la Giunta ad avviare le verifiche e vedere se ci sono i presupposti per inserire la valle di Cembra nei siti dell’Unesco.

L’assessore Mario Tonina è intervenuto per esprimere il parere favorevole alla mozione, così come modificata nella premessa e nel dispositivo. Ci sono elementi peculiari e di eccellenza che da soli potrebbero sostenere l’iter di candidatura, ha detto, tuttavia la selezione delle candidature all’iscrizione nel patrimonio Unesco risulta particolarmente severa. Recentemente sono state inserite nel patrimonio aree come le colline del prosecco di Valdobbiadene, le 5 terre, la costiera amalfitana, la val d’Orcia, le ville dei giardini medicei, le Langhe e il Monferrato ecc. Ciò che Unesco deve riscontare è il ricorrere di un valore universale, che rappresenti un unicum a livello mondiale. Ecco perché dunque il dispositivo della mozione è stato modificato, introducendo una valutazione preliminare che indaghi se ci sono le condizioni, ovvero la verifica della sussistenza dei requisiti per avviare l’iter per questo importante riconoscimento.

Parere favorevole è stato espresso anche da Devid Moranduzzo a nome del gruppo Lega nord: la valle di Cembra ha sicuramente tutti i requisiti per essere inserita tra i siti Unesco, ha dichiarato.

Ugo Rossi è tornato sul tema del “bene ambientale”, chiedendo specificazioni su cosa questo potrà significare, ovvero se l’estensione della denominazione di questo concetto non allarghi le aree sottoposte a tutela e dunque comprometta le attività su quel territorio. La bellezza di quella valle è legata al fatto che quotidianamente ci si lavori e la tutela ambientale potrebbe compromettere questo patrimonio: siete consapevoli di questo, ha chiesto? Io non lo sono e dunque mi asterrò, ha concluso.

Voto favorevole da parte dei 5 stelle, espresso dal consigliere Alex Marini: la valorizzazione della valle di Cembra potrebbe estendersi alla tutela di zone come il lago Santo, il lago di Lases e le cave di porfido, ha detto.
Sì anche da Vanessa Masè (Civica Trentina) ad una proposta che da rilievo ai pregi materiali ed immateriali della valle di Cembra e delle sue genti.
La votazione ha dato il seguente esito: 23 sì, 5 astenuti e 2 non partecipanti al voto.

 

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Filippo Degasperi (5 Stelle)
Skiarea Campiglio più grande, la Giunta dica subito no
La mozione di Filippo Degasperi (5 Stelle), la cui discussione sarà completata nella prossima seduta, impegna la Giunta a coinvolgere per l’ampliamento delle piste da sci nel Parco Adamello–Brenta la popolazione delle Giudicarie e a orientare lo sviluppo del turismo invernale con modalità rispettose dell’ambiente, delle prerogative e delle peculiarità del Parco Adamello Brenta dichiarando da subito la propria contrarietà ad ipotesi in contrasto con gli obiettivi di salvaguardia dell’unicità ambientale e paesaggistica della skiarea Madonna di Campiglio. La Giunta, ha aggiunto Degasperi, non deve aspettare che siano i privati a decidere, ma indicare la linea da seguire, chiarendo il proprio orientamento.

La consigliera Lucia Coppola (Futura) ha ringraziato il Movimento 5 Stelle per aver presentato la mozione, del tutto condivisa dal suo gruppo. Si tratta di un documento a suo parere importante perché affronta il progetto dell’ampliamento del demanio sciabile fatto “in nome delle esigenze del mercato” su un’area strategica dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Coppola ha evidenziato il valore dell’ambiente che deve essere tenuto in primissima considerazione come il vero generatore di ricchezza del nostro Trentino, da preservare su tutti e da non sacrificare alle istanze economiche.

Il consigliere Ivano Job (Lega) ha sostenuto che l’invito a coinvolgere la popolazione della comunità delle Giudicarie, dovrebbe quanto meno essere allargato a quella della valle di Sole. Normale, a suo parere, che ci siano diverse visioni su un argomento come questo. Esistono delle procedure da rispettare, degli organismi da sentire ed ascoltare, ma in qualità di abitante delle valli posso dire che avere più piste da sci ed impianti di collegamento che garantiscano maggiore fluidità all’area sciistica e meno code, è senz’altro un valore aggiunto da difendere e promuovere, naturalmente con l’accordo degli interessati. Certo, ha aggiunto, è corretto controllare l’evoluzione del percorso, ma non partire prevenuti: un documento quindi, quello di Degasperi, a suo avviso da respingere.

Affrontare in maniera pregiudiziale o ideologica questo tema è sicuramente sbagliato, ha detto il consigliere Ugo Rossi (Patt). Su questo tema c’è però un silenzio assordante da parte del governo del Trentino: è fondamentale sapere quale sia l’approccio del governo su questo tema, ad un anno dal suo insediamento, visto che gli impianti ci sono da tanto tempo e chi va a chiedere il consenso ai cittadini deve avere le idee chiare: prevale la posizione di Failoni oppure quella di Tonina? ha chiesto. E’ certamente un tema che divide, che porta sensibilità diverse, però occorre fare chiarezza, assumendosi precise responsabilità.

L’assessore Tonina, ad una mia recente interrogazione, ha risposto che il programma di sviluppo provinciale persegue gli obiettivi di implementamento dell’offerta turistica del territorio e stante questo obiettivo non è stata assunta alcuna decisione o condotta alcuna considerazione in ordine all’ampliamento delle aree sciabili. Se tuttora non c’è chiarezza su quale sia l’orientamento, c’è da preoccuparsi, ha aggiunto.
Alessio Manica (PD) ha stigmatizzato una prassi, che si sta instaurando in quest’aula e che rappresenta una “sciatteria eccessiva” da parte della Giunta di non esprimere la posizione in merito ai documenti.

L’assessore Mario Tonina ha dichiarato non accoglibile la mozione, un orientamento condiviso con il collega Failoni. Su temi come questi c’è stata una condivisione e una risposta da parte della Giunta provinciale, ha detto rivolto a Rossi. Quando si vuole polemizzare o strumentalizzare, ha aggiunto, allora non si può intervenire. La mozione di Degasperi non la possiamo accogliere perché stiamo tuttora valutando attentamente. Se non si fa una revisione del Pup quelle aree non si toccano, ha precisato, e serve anche una condivisione con le Comunità delle valli di Sole e delle Giudicarie e queste ultime non lo hanno ancora fatto e dubito che lo faranno entro la fine della legislatura. Questo è un percorso importante perché quei territori possano completare un’offerta e distinguersi a livello mondiale: serve investire in innovazione per garantire standard di sicurezza e qualità, nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità, e proseguire l’opera di ammodernamento del comparto anche con riferimento a bacini di innevamento.

Il consigliere Alessio Manica (PD) ha ringraziato il collega Rossi per la provocazione che ha fatto sì che ci fosse chiarezza da parte dell’assessore vicepresidente Tonina. Si è chiarito ad esempio che c’è la volontà da parte della Giunta di porsi la sfida non tanto di riqualificare, ma di potenziare ulteriormente le aree sciistiche. La mozione chiedeva il coinvolgimento della comunità, di orientare lo sviluppo del turismo secondo modalità rispettose dell’ambiente: sembra difficile da respingere. Noi, ha concluso, la voteremo perché il chiarimento ricevuto dalla giunta non mi trasmette l’idea che mi sarei aspettato, quanto piuttosto una modalità dal basso in alto, ove il governo non indica la cornice all’interno del quale muoversi.

Vanessa Masè (Civica) ha dichiarato di non avere un approccio ideologico, ma che però ci vuole cautela nelle decisioni che condizionano le sorti di una comunità. Questo non significa svendere il territorio, ma nemmeno ingessare il territorio e mettere sulla bilancia i pro e i contro, con progetti sensati e ragionevoli. Dobbiamo essere consapevoli delle ricchezze e anche dei limiti delle nostre valli, trovando un equilibrio tra economia ed ambiente, tra prudenza ed esigenze del territorio.

Pietro Degodenz (UpT) ha colto con soddisfazione nella Giunta, come in quella della scorsa legislatura, una sensibilità al turismo invernale e la volontà di riqualificarlo. Per evitare lo spopolamento e incentivare la voglia di investire si passa necessariamente per gli impianti a fune, ha detto, che sono il volano dell’economia della montagna. Riconvertire il turismo in un turismo slow non è pensabile, ha aggiunto. Può stare in piedi come prodotto di nicchia, ma non come principale attività turistica. Deve esserci attenzione all’ambiente, ha precisato, anche nella gestione delle acque.

Alle 18.30 il Presidente Kaswalder ha chiuso la seduta, aggiornando la conclusione della discussione della mozione di Degasperi alla prossima convocazione.

Sinceramente non abbiamo parole nel commentare quanto affermato dal Consigliere Ghezzi in merito all’istituzione di una Commissione d’indagine sugli affidi dei minori. Nel corso del suo intervento questi ha, nei fatti, affermato che solamente le donne di minoranza hanno la sensibilità corretta per far fronte ad un argomento di questo tipo e che il tema non può essere sviluppato da parte dei Consiglieri di maggioranza. Parole che, sinceramente, sono offensive così come è offensivo il fatto che questi abbia insinuato che l’intenzione della Lega per aver proposto la Commissione d’indagine sull’affido dei minori sia per meri scopi propagandistici.

I lavori della Commissione si devono svolgere sotto il profilo dell’apartiticità, dell’imparzialità e del rispetto nei confronti del prossimo così come del resto previsto anche dalla legge, ovvero in modo totalmente diverso da quanto detto dal collega Ghezzi con la sua triste espressione “che possa esserci l’intenzione di compiere mostruosità”.

Aggiungiamo anche – in replica a quanto detto da Ugo Rossi- che questa Commissione è nata per una richiesta delle Donne Lega Trentino che hanno esortato noi Consiglieri ad attivarci alla luce di quanto avvenuto a Bibbiano e in altre località italiane. Non pare quindi che il tutto sia partito da un ipotetico ordine di Salvini, anzi, proprio a riguardo, si invita Ugo Rossi a fornirci documentazione in merito a questa presunta richiesta in cui il Segretario federale Matteo Salvini ha ordinato perentoriamente al Segretario della Lega Salvini Trentino, Mirko Bisesti, di attivarsi nella costituzione di una Commissione d’indagine sui minori in Trentino.

Crediamo che, invece, questa Commissione d’inchiesta sia un’occasione propositiva per migliorare un settore che richiede sensibilità ed attenzione o anche, semplicemente, avere un chiaro quadro della situazione in merito al lavoro attualmente svolto da parte del sistema degli affidi, tranquillizzando in tal modo i tanti Trentini che hanno – alla luce di quanto avvenuto a Bibbiano – posto domande legittime cui la politica – e non certamente i diretti soggetti coinvolti – è obbligata a rispondere.

A tal proposito la nostra speranza è che ci sia alla fine da parte di tutti i consiglieri la voglia di rassicurare i cittadini e di essere propositivi, senza dover danneggiare il lavoro di una Commissione che ha, di fatto, tutte le carte in regola per far un buon lavoro perché l’interesse prioritario deve essere per tutti la tutela del minore.

E’ questo quanto dichiarato in una nota dai Consiglieri della Lega Salvini Trentino Dalzocchio, Paoli e Rossato

“Settimana nazionale della Protezione civile”, aderisce anche quella trentina. La Protezione civile trentina aderisce alla “Settimana nazionale della Protezione civile”, che si terrà da domenica 13 a sabato 19 ottobre. Sono stati organizzati, in collaborazione con tutti i soggetti del sistema di Protezione Civile e con altri Enti locali, numerosi eventi, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della protezione civile e della resilienza.

La “Settimana nazionale della Protezione civile” è stata istituita dal Presidente del Consiglio dei Ministri in corrispondenza del 13 ottobre di ogni anno, data della Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali proclamata dal’ONU.

Si tratta di una campagna di iniziative volte alla diffusione sul territorio della conoscenza e della cultura della protezione civile, allo scopo di promuovere e accrescere la resilienza delle comunità attraverso l’adozione di comportamenti consapevoli e misure di autoprotezione da parte dei cittadini.

Anche la Provincia autonoma di Trento, come le altre Regioni italiane, aderisce all’iniziativa ed ha organizzato, in collaborazione con tutti i soggetti del sistema di Protezione Civile e altri Enti locali, una serie di eventi che avranno luogo nel corso della settimana dal 13 al 19 ottobre.

Lo scopo è quello di avvicinare i cittadini agli uomini e alle donne che ogni giorno operano per garantire la loro sicurezza.

Si va dall’incontro a Castel Pietra, a Calliano, con le donne della Protezione civile trentina (il 14 ottobre dalle 18.00 alle 20.00) alla presentazione del nuovo Progetto “La cultura è Protezione civile” (15 ottobre al Liceo da Vinci di Trento, ore 10.30).

Vi saranno inoltre momenti con gli esperti in tema di rischi naturali, presenti al Muse (il 15, il 16 e il 18 ottobre dalle ore 15.00 alle 18.00), ed un convegno organizzato dall’Università di Trento in tema di rischio sismico e di apporto della scienza alla Protezione civile (Mesiano, 16 ottobre dalle ore 9.50).

In programma per giovedì 17 ci sono iniziative informative e formative dell’Associazione Psicologi per i Popoli Trentino presso la loro sede di Lavis, dove in contemporanea si svolgerà la giornata di “Porte Aperte” dell’Associazione Protezione Civile A.N.A. Trento.

Il giorno 19 “Porte Aperte” anche alla sede del Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco di Trento, al Nucleo Elicotteri, di cui ricorre il sessantesimo dall’istituzione, e alla sede di Trento ed altre sedi periferiche dell’Associazione Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale di Trento.

Nell’ambito dell’iniziativa “Io non rischio”, a Trento, in via Oss Mazzurana, il 12 e 13 ottobre, dalle 9.00 alle 18.00, verranno fornite informazioni ai cittadini su come prevenire i danni da alluvioni e affrontare le situazioni di emergenza e su cosa si può fare per contribuire a ridurre il rischio di alluvione.

Il programma completo della “Settimana nazionale della Protezione civile” sarà pubblicato sul sito della Protezione Civile della Provincia autonoma di Trento.

Rafforzamento della tutela del lavoro negli appalti pubblici. Il lavoro va tutelato. E non deve subire il massimo ribasso. Arriva la clausola forte. Serve l’esperienza dei Comuni.

Audizione in Commissione

In vista dell’audizione concessa dalla Prima Commissione permanente del Consiglio provinciale DDL n. 29 “, il Cal ha preso in esame l’integrazione dell’articolo 32 della legge provinciale di recepimento delle direttive europee in materia di contratti pubblici 2016, per il rafforzamento della tutela del lavoro negli appalti pubblici”.

Il Presidente Paride Gianmoena ha aperto i lavori introducendo l’Assessore provinciale agli Enti Locali Mattia Gottardi che ha illustrato il DDL. Un articolato che interviene con l’inserimento della “clausola forte” per evitare ripercussioni negative sui dipendenti nel caso di appalti al massimo ribasso, con il passaggio da una realtà lavorativa all’altra.

In particolare, il Ddl incide sui meccanismi concorrenziali, attualmente lasciati alle regole di mercato, che comprimono i margini economici, ma anche l’organizzazione del lavoro. Si tratta di un mondo che coinvolge migliaia di lavoratrici e lavoratori che necessita di maggior attenzione occupazionale. Le nuove disposizioni, con la clausola sociale, prevedono, tra l’altro, non solo il mantenimento del posto di lavoro, ma anche del trattamento economico, del livello e dell’orario di lavoro.

Roberto Oss Emer, Assessore del Cal, condividendo il principio, ha evidenziato alcune problematiche che potrebbero sorgere in caso di contenziosi. Ha, quindi, chiesto che la delibera attuativa della futura norma venga tratta dal Cal.

Il Sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, ha auspicato che venga tutelato il lavoro in un equilibrio complessivo, tenendo monitorati nel tempo i numeri, le esperienze e le modalità di chi fornisce il servizio lavorativo alla stazione appaltante.

Alcune osservazioni emerse verranno definite all’interno del provvedimento attuativo. Le osservazioni sono frutto dell’esperienza maturata sul campo dai Comuni come stazioni appaltanti.

Questa sera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35) Marco Columbro riceve il Tapiro d’oro per la lite con Barbara d’Urso durante la puntata di Live – Non è la d’Urso di domenica scorsa.

Il conduttore, intercettato da Valerio Staffelli a Basiglio (Milano), dichiara: «Approfitto per scusarmi con il pubblico che domenica guardava la trasmissione per il mio comportamento. Mi dispiace e vi chiedo scusa».

E continua: «Mi sono sentito truffato perché gli autori mi avevano detto che avremmo parlato del mio cambio di vita. E invece sono arrivato là e hanno tirato fuori un articolo di 4 mesi fa che diceva che ero pieno di debiti. Era un fake, non so come sono arrivati a raccontare queste fandonie. Io mi sono arrabbiato perché mi hanno chiamato per una cosa e poi ne hanno fatta un’altra. Mi sono sentito usato per fare ascolti. Barbara io ti voglio bene, ma questa volta hai toppato, mi spiace!».

L’inviato di Striscia gli chiede: «Lei a un certo punto l’ha presa così male che ha detto che voleva strappare il vestito della signora d’Urso. Come mai?» e Columbro risponde: «Ho fatto una battuta! Volevo sdrammatizzare, non volevo essere maschilista o violento, non è nelle mie corde».

Valle di Cembra: approvata la mozione di Claudio Cia (AGIRE) per verificare le condizioni per l’attivazione del percorso di candidatura UNESCO.

Nella giornata di oggi è stata approvata la proposta mozione del consigliere provinciale Claudio Cia (AGIRE per il Trentino) volta a dare corso ad una valutazione preliminare per verificare le condizioni per l’attivazione di un percorso di candidatura della Valle di Cembra per la sua iscrizione nella lista dei siti che costituiscono il Patrimonio dell’Umanità UNESCO o nei Programmi UNESCO. Non hanno partecipato al voto Rossi e Dallapiccola (PATT), astenuti i consiglieri di PD e Futura.

Già nella scorsa legislatura Cia aveva provato a far includere la valle nella lista dei beni patrimonio dell’umanità, tuttavia la maggioranza di centrosinistra l’aveva dichiarata, per voce dell’allora Assessore Mauro Gilmozzi, “non abbastanza unica”.

Quest’anno il consigliere Cia è tornato alla carica con una proposta più completa che richiama: le piramidi di Segonzano (ricordando che la petizione da lui lanciata nel 2015 su Change.org ha raccolto oltre mille firma in poche ore), i 708 chilometri di muretti a secco e uno dei paesaggi viticoli più fortemente identitari e riconoscibili d’Italia, le numerose Chiese antiche, la storia di questa Valle che è la culla della viti-enologia trentina, che mostra – tramite l’Urbario di Cembra e Lisignago del 1288 d.C. – le “prime e più antiche forme di libertà aziendale e personale dell’Europa Medievale”, che è stata meta di artisti come Albrecht Dürer e Joanna von Isser Grossrubatscher e teatro di invasioni napoleoniche, le molte tradizioni e feste (Cia richiama la Canta dei mesi, il “Trato marzo”, i riti dei coscritti e il Palio Raglio).

“Sono contento – commenta il consigliere di AGIRE – che il Consiglio abbia compreso l’importanza che riveste l’attivazione di questo iter per il rilancio della Valle di Cembra. E’ da notare che da secoli i cembrani vivono, amano, dissodano e lavorano la terra con grandi sforzi sviluppando modelli di gestione del paesaggio, di cooperazione e di autogoverno. Credo che un tale riconoscimento possa essere a portata di mano, anche alla luce del recente inserimento delle colline del Prosecco tra i beni dell’umanità”.

 

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Cons. Claudio Cia

 

proposta di mozione 105

Rivoluzione tecnologica ed economia sostenibile, serve un patto tra parti sociali e governi. Un centinaio di delegati trentini a Milano per l’assemblea unitaria di Cgil Cisl Uil Ianeselli, Pomini e Alotti: questi temi diventino priorità anche per la giunta provinciale.

Anche un centinaio di delegati e delegate sindacali trentine hanno partecipato questa mattina all’assemblea nazionale indetta da Cgil Cisl Uil al Forum di Assago di Milano. Al centro del confronto tra i lavoratori – erano presenti 9mila persone – i temi del lavoro, della sanità, degli investimenti, dell’ambiente, ma anche le questioni legate a giovani, fisco e pensioni.

Sulla base del riavviato confronto con il governo i segretari generali di Cgil Cisl Uil hanno ribadito dal palco la necessità di un concreto “cambio di passo e di interventi tangibili che vadano nella direzione di migliorare la vita delle persone”. Per il sindacato, dunque, è il momento di passare dalle parole ai fatti.
Negli interventi è stato dato ampio spazio anche ai temi della rivoluzione tecnologica e della riconversione, in chiave ambientalmente sostenibile, dei sistemi di produzione. “Abbiamo davanti un cambiamento importante – hanno commentato a margine i tre segretari provinciali Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti – e dobbiamo avere consapevolezza che la transizione, seppur indispensabile, non è semplice.

Per questa ragione serve uno sforzo congiunto di parti sociali e governi per affrontare questa sfida. Questi temi devono diventare una priorità per tutti, non solo nel resto del Paese ma anche in Trentino, a cominciare dalla giunta provinciale che dovrebbe porre queste tra le questioni strategiche da affrontare per la crescita e la tenuta della nostra comunità”.

Presentiamo il nuovo Rive di Campea Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Millesimato 2018 Bisol1542. L’idea di questo vino nasce dal desiderio di valorizzare sempre di più l’aromaticità dell’uva coltivata nelle ripide colline da poco divenute parte del Patrimonio Unesco, oltre che di sottolineare l’immediatezza di bevibilità di questo nostro Prosecco Superiore, una delle bollicine più note e desiderate al mondo da ogni tipo di pubblico.

Un raffinato Prosecco Superiore che nasce dal più grande vigneto di proprietà della Famiglia Lunelli a Valdobbiadene, una delle “Rive” -i cru locali- più pregiate della DOCG: 8 ettari di vigna nella frazione di Campea sapientemente coltivati a mano su suolo calcareo, che godono di una perfetta esposizione solare e di un eccellente microclima.

Un vigneto estremamente sfaccettato, i cui filari raggiungono altitudini tra le più marcate della Denominazione, dove la lavorazione e la vendemmia sono realizzate secondo l’arte della viticoltura eroica.

Importante è per noi rendere sempre più protagonista questa etichetta, nuova icona dello stile Bisol1542.

A supporto di tale missione, abbiamo quindi deciso di presentarlo al pubblico attraverso un tour di 8 eventi nelle principali città italiane, quale etichetta sempre più protagonista nei locali di tendenza.

Tali eventi saranno enfatizzati da una campagna di comunicazione soprattutto sui canali digitali e da numerose presenze da protagonista in happening di prestigio nazionale quali la Vendemmia di via Monte Napoleone e la Vendemmia di Via Condotti, oltre che di eventi che si terranno durante la Milano Wine Week.

 

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Verrà presentato sul mercato, con una serie di eventi, il nuovo Bisol1542 Rive di Campea Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Millesimato 2018. Con questa etichetta, l’azienda veneta del Gruppo Lunelli vuole raccontare una nuova sfumatura del Prosecco Superiore e della viticoltura eroica che caratterizza le ripide colline da poco divenute parte del Patrimonio Unesco.

IL VINO
Questo raffinato Prosecco Superiore è creato con uve coltivate nel più grande vigneto di proprietà del Gruppo Lunelli a Valdobbiadene, all’interno di una delle “Rive” -i cru locali – più pregiate della DOCG: 8 ettari di vigna nella frazione di Campea, sapientemente coltivati a mano su suolo calcareo, che godono di una perfetta esposizione solare e di un eccellente microclima. Un vigneto estremamente sfaccettato, i cui filari raggiungono altitudini tra le più marcate della Denominazione.
La Glera Tonda di Rive di Campea Dry Millesimato è una varietà di uva di cui sul territorio si inizia già a parlare nel 1500, secolo in cui si attesta anche che la famiglia Bisol praticasse la viticoltura a Valdobbiadene.
Storicamente, nel mondo delle bollicine, la tipologia Dry viene riservata ai vini più carezzevoli: la scelta di tale dosaggio per Rive di Campea Millesimato rinnova perfettamente questa tradizione arricchendo l’esperienza più tipica del Prosecco Superiore con il tocco e lo stile Bisol1542. Questo vino, insomma, racconta il desiderio di riscoprire la pienezza delle sensazioni del passato e contaminarle di modernità.
La scelta di evidenziare in etichetta il termine Millesimato vuole sottolineare come questo vino rappresenti la cultura di un territorio e delle persone che vi lavorano, giorno dopo giorno, con dedizione. L’identità di questo nuovo Metodo Charmat sta anche nel Millesimo 2018, un’annata che in Bisol1542 sarà ricordata per l’eleganza e la capacità di unire in un gradevole contrasto la piacevolezza gustativa e la verve dell’acidità dell’uva di alta collina.
Rive di Campea Dry Millesimato è la versione più profumata della linea dei Prosecco Superiore Bisol1542; ha un posizionamento premium ed è dedicato esclusivamente al canale HORECA. Ha un perlage stuzzicante e cremoso al gusto, è armonico nel mix di freschezza e morbidezza e colpisce per la sua ricchezza olfattiva e stilistica. Il suo fascino distintivo si nota nel bouquet delicato, setoso, fruttato. Rive di Campea Dry Millesimato è la quintessenza della convivialità: è territoriale, autentico, irresistibile.
Perfetto come aperitivo, per profumi e intensità, è la bollicina ideale per essere degustata sempre e ovunque; è versatile e consente a tutti di divertirsi abbinandolo anche in modo audace e insolito.

GLI EVENTI
Questa etichetta, nuova icona dello stile Bisol1542, verrà presentata al pubblico attraverso un tour di 8 eventi aperti al pubblico nelle principali città italiane, da Padova a Roma, da Milano a Treviso e si propone come una bollicina che vuole essere sempre più protagonista nei migliori locali di tendenza.
Il nuovo Bisol1542 Rive Di Campea Millesimato sarà inoltre protagonista a La Vendemmia di via Monte Napoleone e di via Condotti, oltre che in eventi che si terranno durante la Milano Wine Week, come il press lunch presso Palazzo Bovara del 9 ottobre alle 13 e la degustazione presso il flagship store Arclinea Durini del 10 ottobre alle 16, in collaborazione con Caffarel e lo chef-narratore Stefano Caffarri.
In occasione de La Vendemmia di via Monte Napoleone di giovedì 10 ottobre, in particolare, le bollicine di Bisol1542 saranno in degustazione alla boutique Isaia, sartoria napoletana d’eccellenza dagli anni ’20 dallo stile sofisticato, eclettico, irriverente quanto basta, ma sempre inconfondibilmente elegante e Made in Italy, proprio come il nostro Prosecco Superiore. La settimana successiva, il 17 ottobre, a Roma, è invece da non perdere l’appuntamento con La Vendemmia di via Condotti, durante la quale Bisol1542 confermerà la partnership con il marchio di abbigliamento di lusso Isaia.

 

 

 

Bisol Rive di Campea Millesimato 2018, Dry Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G
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