Insultano e spintonano la Polizia e vengono assolti. Paoloni (SA): «Questi sono i motivi per cui aumenta l’odio contro le Forze dell’Ordine»

«L’assoluzione dei due studenti di Milano, responsabili di aver insultato e opposto resistenza alla Polizia, all’esterno di Assolombarda è uno dei motivi per cui stanno aumentando le aggressioni in modo esponenziale, perché chi usa violenza, oltraggio e resistenza non ne risponde».

Commenta così Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), l’assoluzione dei due studenti che erano accusati di aver spintonato gli agenti, di averli colpiti con un casco e di avergli urlato contro gli appellativi “merde” e “bastardi”.

«Questa impunità dilagante, confermata da questa ennesima sentenza che parla di fatto tenue e poche parole oltraggiose neppure connotate da gratuita volgarità, sancisce che dopo gli sputi, adesso si può anche spintonare e chiamare “merda” o “bastardo” chi indossa una divisa. Come facciamo – conclude – a garantire la sicurezza dei cittadini se non siamo tutelati e il sistema ci avversa?»

La Consigliera Demagri ha presentato questa mattina in aula un’interrogazione con la quale ha chiesto all’Assessore Segnana se vi è l’intenzione con le Direttive 2019 di finanziare i posti letto dedicati per ospiti con disturbi del comportamento incardinati nei nuclei per Alzheimer delle APSP di Lavis, Borgo e Pinzolo.

Le tre APSP dal 2014 in totale autonomia e per rispondere ad un bisogno impellente di pazienti affetti da demenza hanno implementato i cosi detti “nuclei Alzheimer” adottando misure strutturali e organizzative dedicate. Ad oggi solo il 20% dei 44 posti letto dei 3 nuclei sono autorizzati e accreditati con finanziamento apposito, i restanti 30 posti letto sono finanziati con retta sanitaria per posto base ma di fatto accolgono al 100% utenti con gravi problemi cognitivi inseriti dalle Unità Valutative Multidimensionale di riferimento in quanto le stesse ritengono che sia il luogo più idoneo per la cura e l’assistenza dei pazienti affetti da demenza.

La risposta dell’Assessore del Dipartimento della Salute e Politiche sociali – secondo la Consigliera Demagri – è stata insoddisfacente in quanto si è limitata a confermare notizie già note che riguardato un Tavolo dedicato previsto dal Piano Provinciale Demenze. Il Tavolo istituito molti anni fa non ha ancora partorito un documento che indichi la distribuzione dei posti letto per ospiti con disturbi del comportamento sul territorio provinciale e i criteri di ammissione e dimissione. Solo a seguito di tale relazione l’Assessore Segnana prenderà decisioni.

Per la Consigliera Demagri rimane il fatto che oggi chi tocca con mano il problema ( APSP) si è già attivato in autonomia e chi dovrebbe programmare e decidere risulta l’eterno indeciso. La fase di ascolto deve terminare ed è ora necessario procedere, fra l’altro, con dati oggettivi a disposizione ( ISTAT, UPIPA, dati di letteratura); l’esito del Tavolo di Lavoro dovrebbe poi servire per indirizzare le restanti APSP ad adottare misure organizzative finalizzate alla presa in carico dei pazienti con disturbi del comportamento.

L’incremento di spesa per il finanziamento di questi posti letto ad alta intensità assistenziale è stimata di 300,000€/annuo in totale, somma davvero irrisoria per la quale è difficile pensare che non si possa trovare il finanziamento , rapportato all’impatto economico e sociale che oggi ha la gestione da parte dei familiari per la cura e l’assistenza di utenti con disturbi del comportamento.
in allegato l’interrogazione nr. 853.

 

Interrogazione 853

www.doveecomemicuro.it, portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane, ha realizzato un’indagine sui centri italiani più performanti per volume d’interventi per tumore maligno all’utero e per tumore maligno all’ovaio (nuovo indicatore da oggi presente sul sito). Fonte dei dati è il Programma Nazionale Esiti 2018 di Agenas, in base a cui il motore di ricerca è stato recentemente aggiornato.

In Trentino Alto Adige, a eseguire il maggior numero di interventi per tumore maligno all’ovaio è il Presidio Ospedaliero Santa Chiara di Trento, seguito dall’Ospedale Centrale Bolzano, dall’Ospedale Aziendale Merano (BZ) e dall’Ospedale di Brunico (BZ).

A livello nazionale, considerando le 183 strutture italiane che effettuano almeno 5 interventi annui, solo il 28% (poco più di 1 su 4) di esse arriva a quota 20 operazioni: soglia oltre la quale – secondo quanto viene riportato dal PNE 2018 – diminuisce marcatamente il rischio di residui tumorali (fattore associato a minori probabilità di sopravvivenza a cinque anni dall’operazione chirurgica per tumore ovarico). In Trentino Alto Adige il valore di riferimento di minimo 20 interventi l’anno è rispettato dal 25% delle strutture (1 su 4).

“Come per tutte le patologie complesse, anche per la gestione di questo carcinoma è fondamentale affidarsi a centri competenti e accreditati, in grado di garantire cure ed assistenza appropriate volte a prolungare la sopravvivenza e, al tempo stesso, a migliorare la qualità di vita”, spiega a www.doveecomemicuro.it Giovanni Scambia, Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma.
Quanto al volume d’interventi per tumore maligno all’utero, in prima posizione c’è il Presidio Ospedaliero Santa Chiara di Trento, seguito dall’Ospedale Aziendale Merano (BZ), dall’Ospedale Centrale Bolzano e dall’Ospedale di Brunico (BZ).

“L’alto numero di interventi eseguiti in un anno è il primo elemento di cui tenere conto al momento di scegliere la struttura in cui operarsi, perché indicativo dell’esperienza accumulata da un ospedale. Una vasta letteratura scientifica, infatti, dimostra come un importante volume di attività abbia un impatto positivo sugli esiti delle cure”, spiega Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e membro del comitato scientifico del portale www.doveecomemicuro.it.

 

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Tumore a ovaie e utero: dove operarsi in Trentino Alto Adige?

Su www.doveecomemicuro.it i dati aggiornati del PNE 2018 e le classifiche regionali dei centri più performanti per volume d’interventi per tumore maligno all’utero e per tumore maligno all’ovaio, nuovo indicatore da oggi presente nel portale. Al 1° posto, per numero di operazioni per tumore maligno all’ovaio c’è il Presidio Ospedaliero Santa Chiara di Trento, seguito dall’Ospedale Centrale Bolzano, dall’Ospedale Aziendale Merano (BZ) e dall’Ospedale di Brunico (BZ). Quanto al volume d’interventi per tumore maligno all’utero, in prima posizione c’è il Presidio Ospedaliero Santa Chiara di Trento, seguito dall’Ospedale Aziendale Merano (BZ), dall’Ospedale Centrale Bolzano e dall’Ospedale di Brunico (BZ)

Da oggi, è possibile confrontare i centri che effettuano interventi per tumore maligno all’ovaio. I dati sui volumi di attività delle strutture relativi a questo carcinoma, infatti, sono disponibili su www.doveecomemicuro.it, portale di public reporting in ambito sanitario che dal 2013 rappresenta un punto di riferimento per la ricerca della struttura in cui curarsi. Fonte dei dati è il Programma Nazionale Esiti 2018 di Agenas, edizione in cui è stato introdotto per la prima volta il nuovo indicatore. L’aggiornamento di doveecomemicuro.it ha riguardato anche gli indicatori precedentemente inseriti, compreso il volume d’interventi per tumore maligno all’utero, altra importante neoplasia ginecologica.

Alti volumi di attività sono sinonimo di esperienza
“L’alto numero di interventi eseguiti in un anno è il primo elemento di cui tenere conto al momento di scegliere la struttura in cui operarsi, perché indicativo dell’esperienza accumulata da un ospedale. Una vasta letteratura scientifica, infatti, dimostra come un importante volume di attività abbia un impatto positivo sugli esiti delle cure”, spiega Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e membro del comitato scientifico del portale www.doveecomemicuro.it. Ma quanti sono e come sono distribuiti i centri che si occupano di queste patologie nel nostro Paese?

Fotografia della realtà italiana
Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano almeno 5 interventi in un anno per tumore maligno all’ovaio sono 183: il 54,6% (100 strutture) si trova al nord, il 18,6% (34 strutture) al centro e il 26,8% (49 strutture) al sud. Della totalità degli interventi eseguiti, il 56% è stato effettuato al nord, il 22% al centro e il 22% al sud.

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano almeno 5 operazioni in un anno per tumore maligno all’utero sono, invece, 343: il 50,4% (173 strutture) si trova al nord, il 20,4% (70 strutture) al centro e il 29,2% (100 strutture) al sud. Della totalità degli interventi eseguiti, il 52% è stato effettuato al nord, il 23% al centro e il 25% al sud.

Tumore all’ovaio: solo circa un quarto dei centri raggiunge i 20 interventi annui
Secondo quanto riportato dal PNE 2018, la soglia oltre la quale diminuisce marcatamente il rischio di residui tumorali – fattore associato a minori probabilità di sopravvivenza a cinque anni dall’operazione chirurgica per tumore ovarico – è di 20 interventi annui. In Italia, questo valore di riferimento viene raggiunto solo dal 28% delle strutture: il 60% si trova al nord, l’11% al centro e il 29% al sud.

Diffusione dei due carcinomi e prevenzione possibile
Il tumore maligno all’utero è la più frequente neoplasia ginecologica dopo quella al seno. Sebbene si contino circa 8.000 nuove diagnosi ogni anno, di questo carcinoma si muore sempre meno grazie alle campagne informative e ai traguardi raggiunti nella diagnosi e nelle cure. L’esame utile per prevenirlo è il PAP test da ripetere una volta ogni 3 anni a partire dai 25 anni.

Il tumore ovarico rappresenta, invece, circa il 30% di tutti i tumori maligni dell’apparato genitale femminile. “Secondo l’AIOM, in Italia nel 2018 sono stati diagnosticati circa 5.200 nuovi casi. Nel complesso, si stima che il rischio di sviluppare questo tumore nell’arco della vita di una donna sia di 1 su 75”, spiega Giovanni Scambia, Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma.

“A causa delle diagnosi tardive dovute alla sintomatologia subdola – sfumata o del tutto assente nelle fasi inziali e più rilevante in uno stato avanzato, con distensione addominale, inappetenza e alterazioni della funzionalità intestinale tra le problematiche più comuni -, i dati AIOM 2018 stimano la sopravvivenza in Italia a 5 anni intorno al 40% e quella a 10 anni intorno al 30%.

Ad oggi, non esistono programmi di screening efficaci per la prevenzione del tumore ovarico sporadico, fatta eccezione di quelli per le pazienti portatrici di mutazione genetica (geni BRCA1-BRCA2), che predispone a questo tipo di carcinoma.
Ai test per identificare la presenza della mutazione dovrebbero sottoporsi le donne con familiarità per neoplasie ginecologiche. Mentre quante presentano una sintomatologia sospetta dovrebbero rivolgersi tempestivamente a uno specialista.

Come per tutte le patologie complesse, anche per la gestione di questo carcinoma è fondamentale affidarsi a centri competenti e accreditati, in grado di garantire cure ed assistenza appropriate volte a prolungare la sopravvivenza e, al tempo stesso, a migliorare la qualità di vita”, spiega Giovanni Scambia.

 

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Un portale aiuta i cittadini ad orientarsi
Uno strumento che facilita l’individuazione del centro più adatto alle proprie esigenze è www.doveecomemicuro.it, portale che vanta un database di oltre 2.300 strutture: tra ospedali pubblici, strutture ospedaliere territoriali, case di cura accreditate, poliambulatori, centri diagnostici e centri specialistici.

 

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Come eseguire la ricerca?
Per confrontare le strutture è sufficiente inserire nel “cerca” la parola chiave desiderata, ad esempio “tumore maligno all’ovaio” o “tumore maligno all’utero” e selezionare la voce che interessa tra quelle suggerite. In cima alla pagina dei risultati compariranno i centri ordinati per numero di interventi, per vicinanza o in base ad altri criteri selezionabili. Una barra di scorrimento mostra il posizionamento delle singole strutture nel panorama nazionale. La valutazione viene fatta considerando indicatori istituzionali di qualità come volumi di attività (dati validati e diffusi dal PNE – Programma Nazionale Esiti gestito dall’Agenas per conto del Ministero della Salute). È possibile anche inserire nel “cerca” uno specifico esame (PAP test, ecc..) o un determinato intervento, quindi restringere il campo alla regione o alla città di appartenenza. Per filtrare ulteriormente i risultati, basta spuntare le caselle della colonnina a sinistra relative, ad esempio, ai Bollini Rosa, il premio assegnato agli ospedali attenti alle esigenze femminili.

 

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CLASSIFICHE REGIONALI

(Fonte PNE 2018)

Interventi chirurgici per tumore maligno all’ovaio

Le strutture pubbliche o private accreditate che hanno effettuato questo tipo di intervento sono 4:

Presidio Ospedaliero Santa Chiara di Trento (n° interventi: 34)
Ospedale Centrale Bolzano (n° interventi: 14)
Ospedale Aziendale Merano (BZ) (n° interventi: 11)
Ospedale di Brunico (BZ) (n° interventi:10)

In Trentino il valore di riferimento di minimo 20 interventi l’anno è rispettato dal 25% delle strutture (1 struttura su 4).

 

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Interventi chirurgici per tumore maligno all’utero

Le strutture pubbliche o private accreditate che hanno effettuato questo tipo di intervento sono 4:

Presidio Ospedaliero Santa Chiara di Trento (n° interventi: 109)
Ospedale Aziendale Merano (BZ) (n° interventi: 36)
Ospedale Centrale Bolzano (n° interventi: 27)
Ospedale di Brunico (BZ) (n° interventi: 26)

Chi l’ha visto? La morte di Lisa Gabriele e la scomparsa di Daniele Potenzoni. “Sono un poliziotto onesto della Stradale. Per troppo tempo sono stato costretto al silenzio dalla paura…” Inizia così una lettera anonima che fa nuova luce sulla morte di Lisa Gabriele, la ragazza ventiduenne di Rose in provincia di Cosenza.

Sarà questo il primo dei due casi della puntata di domani, mercoledì 9 ottobre, di “Chi l’ha visto?”, in onda su Rai3 dalle 21.20. Nel corso della serata anche nuovi importanti indizi per ritrovare Daniele Potenzoni, il ragazzo autistico che si è perso nella metropolitana a Roma mentre andava all’udienza papale.

Prosegue l’azione di monitoraggio del territorio da parte dei Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale, con il prezioso ausilio dell’Arma territoriale, per contrastare il fenomeno degli accumuli di rifiuti di ogni tipologia (solidi urbani, speciali, pericolosi ecc.) che avvelenano le terre della capitanata come di altre aree della Puglia.

Nello specifico, nei giorni scorsi, erano stati notati accumuli di rifiuti bituminosi, in tre zone di Cerignola (FG). Pertanto, i Carabinieri del N.O.E. di Bari, d’intesa con l’Autorità Giudiziaria di Foggia e coadiuvati da militari della Compagnia Carabinieri di Cerignola, hanno effettuato un bliz nei tre siti individuati, trovandosi innanzi a vere e proprie colline nere, alcune anche poste in prossimità di oliveti e vigneti, con ogni probabilità, scarto di attività di rifacimento del manto stradale, con tanto di autocarri ed escavatori all’opera.

L’intervento, sotto il coordinamento d’indagine della locale Procura della Repubblica, ha consentito di:

denunciare complessivamente 13 persone, tutte residenti nelle province di Foggia e Bat – di cui tre già censurati per le medesime condotte – per concorso nel reato di gestione illecita di rifiuti speciali, nonchè per avere effettuato un deposito incontrollato degli stessi;

sottoporre a sequestro terreni e mezzi per un valore stimato di 2,3 milioni di euro,

Domani, mercoledì 9 ottobre, in prima serata su Retequattro, nuovo appuntamento con “Fuori dal Coro”, il programma di approfondimento e inchiesta condotto da Mario Giordano.

In apertura, ampio spazio al tema della sicurezza e dell’immigrazione, con gli ultimi aggiornamenti giudiziari sulla vicenda dei due agenti di polizia uccisi a Trieste. Attraverso documenti e testimonianze, si ricostruirà quanto è accaduto lo scorso venerdì, quando il 29enne domenicano Alejandro Meran ha sparato all’impazzata dentro la Caserma.

Nel corso della puntata, Mario Giordano torna sulla stretta attualità, approfondendo il discusso tema del disegno di legge costituzionale sul taglio dei parlamentari e sul business delle elemosine. Due inchieste esclusive mostreranno, da un lato i privilegi della Casta – politici ed ex parlamentari – dall’altro, cosa si nasconde dietro alle associazioni di beneficenza.

E ancora, come l’influenza dell’ideologia “green” ha colpito anche il nostro Paese: dalle abitudini alimentari ai vestiti, sono sempre di più le persone che manifestano in nome di questo “nuovo ambientalismo”, declinato in diverse forme.
È una moda dettata dal momento? Questi movimenti stanno facendo la cosa giusta o sono “follie” momentanee?

Valle del Chiese: nessun allarme per la qualità dell’acqua ma attento monitoraggio e azioni di risanamento.

Anche in Trentino, come nelle altre Regioni italiane, è stato condotto un monitoraggio sulla presenza di Pfas, ovvero di sostanze perfluoroalchiliche, nei principali corsi d’acqua. Una presenza, anche se modesta, di queste sostanze, è stata rilevata dall’Appa nel territorio del bacino del Chiese, come riferito anche da un quotidiano locale. Si tratta appunto di concentrazioni esigue. La Provincia autonoma continuerà a monitorare la situazione, attraverso una cabina di regia istituita già lo scorso agosto, per appurare la causa della contaminazione, conoscerne l’evoluzione nel tempo e in prospettiva avviare eventualmente un’attività di risanamento.

L’Appa ricorda che il monitoraggio delle sostanze perfluoroalchiliche o Pfas, una famiglia di composti chimici usati prevalentemente nell’industria, è stato condotto sul territorio trentino a partire dal 2018 su invito del Ministero dell’ambiente, rispondendo anche alle esigenze poste dalle normative europee. Questa ricognizione, condotta dalle Regioni e Province autonome, ha evidenziato una presenza diffusa di Pfas sul territorio nazionale. Le concentrazioni rilevate a livello nazionale, eccetto alcune aree con problematiche conclamate, consentono di anticipare che ci potrebbero essere alcuni problemi di classificazione “ambientale” delle acque, ma non di contaminazione acuta, ovvero con effetti sull’acqua potabile. Il monitoraggio in Trentino è stato condotto su tutti i corsi d’acqua principali. E’ stata registrata una presenza assai modesta di Pfas, nel territorio del bacino del Chiese.

Si presuppone un’origine non recente della contaminazione, a carico probabilmente di insediamenti industriali non più in esercizio. Di ciò è stata informata sia l’Azienda provinciale per i servizi sanitari sia l’Arpa della Lombardia. E’ stata avviata inoltre una collaborazione con l’Università di Trento centrata in particolare sulla molecola Pfos (appartenente alla famiglia delle Pfas). Le concentrazioni rilevate sono inferiori, come specificato, agli standard di qualità ambientali delle acque. Nonostante la contaminazione sia dunque molto debole la Provincia continuerà a monitorare la situazione attraverso approfondimenti di carattere idrogeologico e stratigrafico, per studiarne l’evoluzione nel tempo e la prospettiva di un suo definitivo risanamento. La valutazione di questa e altre analoghe misure è affidata ad una cabina di regia provinciale composta da esperti sanitari ed ambientali.

 

Foto: archvio Consorzio Turistico Valle del Chiese

Nell’ambito dei WeFree Days a cui partecipano oltre 2000 studenti da tutta Italia.

Il presidente Fugatti a San Patrignano per la presentazione del libro “Fotogrammi stupefacenti” di Federico Samaden.

“E’ la prima volta che vengo a San Patrignano e per me l’impatto è molto forte, sia per l’aspetto spirituale che per quello emotivo. Per noi è importante conoscere e capire la vostra realtà, anche alla luce dell’iniziativa che abbiamo avviato in Trentino, dando a Federico Samaden un incarico ad hoc sul tema delle droghe ed in generale del disagio giovanile. Federico è una persona che ha vissuto qui un’esperienza fondamentale, come racconta nel suo libro. Oggi è anche un esempio importante di come San Patrignano sappia ricondurre una persona ad una esistenza normale e al servizio della comunità. Federico è un punto di riferimento determinante in Trentino per queste problematiche, oltre che un apprezzato dirigente scolastico, e ci ricorda spesso che noi siamo ‘in guerra’ contro la droga. Io cerco di mantenere uno stretto contatto con le famiglie, ogni martedì incontro i cittadini nel mio ufficio in Provincia e spesso mi sottopongono, con molta dignità, situazioni e casi anche drammatici. I dati ci dicono che il consumo delle droghe non cala, e quindi l’amministrazione pubblica deve continuare ad impegnarsi al massimo in questa guerra, sia sul piano della prevenzione che della repressione”. Queste le parole del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, intervenuto stamani nella sede di San Patrignano, a Coriano, vicino Rimini, in occasione dell’apertura dei WeFree Days, una due giorni dedicata al tema della prevenzione a cui partecipano oltre 2000 studenti da tutta Italia. Con l’occasione è stato presentato il libro di Federico Samaden “Fotogrammi stupefacenti”, che racconta la sua esperienza di vita.

“Noi agiamo sul piano della repressione – ha detto ancora Fugatti –  assieme alle Forze dell’ordine e alla Guardia di finanza, con cui a breve rafforzeremo la nostra collaborazione per aumentare i controlli nelle scuole, utilizzando i cani antidroga. Non abbiamo paura di farlo anche se sappiamo che non tutti considerano le droghe qualcosa di negativo, in particolare quelle leggere. Noi siamo convinti del contrario. Siamo però anche convinti che si debba agire soprattutto sul versante della prevenzione e dell’educazione. Il nostro sforzo deve andare perciò nella direzione di spiegare ai giovani  qual è il pericolo reale a cui si espongono attraverso la droga. Il percorso che abbiamo elaborato con Federico riguarda proprio questo, ed è finalizzato a due obiettivi: spiegare ai giovani che dalla droga si può uscire ma soprattutto che è meglio non entrarci. Noi siamo una Provincia autonoma, e quindi disponiamo di strumenti molto ampi per agire anche su questo versante. Sappiamo che il tema è troppo ampio per affrontarlo da soli ma al tempo stesso che è nostro dovere impegnarci al massimo delle nostre possibilità, per i nostri giovani e per le loro famiglie.

I WeFree Days sono un evento che gode dell’Alto Patronato della Repubblica, del patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Comune di Rimini, ed è realizzato con il sostegno di sponsor e partner fra cui Conad e QN-Poligrafici editoriali. Nel corso della due giorni verrà anche assegnato il premio WeFree al professor Andrea Segrè, Fondatore e Presidente di Last Minute Market, importante iniziativa contro lo spreco alimentare, e presidente della Fondazione Mach di San Michele all’Adige.

La giornata di oggi si è aperta con lo spettacolo di prevenzione “Ragazzi Permale” che San Patrignano durante l’anno scolastico porta nei teatri di tutta Italia, e con la presentazione del libro di Federico Samaden nel quale l’autore ripercorre la sua storia, dall’infanzia al suo essere oggi dirigente scolastico, passando per gli anni “neri” della tossicodipendenza.

I Capigruppo si sono riuniti a margine dei lavori del Consiglio provinciale per parlare della composizione della Commissione consiliare d’indagine in materia di affidamento di minori a famiglie o a comunità familiari, di cui al punto 7 dell’ordine del giorno.

Hanno rinunciato a far parte dell’organismo PATT, Civica e Forza Italia e i componenti saranno 9, così indicati dai rispettivi gruppi: per la maggioranza ci saranno Dalzocchio, Paoli, Rossato, Cia e Guglielmi, per la minoranza Ferrari, Coppola, Degasperi e Degodenz.

I lavori riprendono alle ore 15.00 con la comunicazione del Presidente Fugatti in materia di affidamento dei servizi socio-assistenziali, chiesta dai consiglieri Ghezzi, Olivi, Degasperi, Coppola, DeGodenz, Marini e Ferrari.

Consiglio provinciale in Aula oggi e domani. Il question time di stamattina. La prima sessione di ottobre in Aula del Consiglio provinciale, si è aperta stamane con il question time. Eccone una sintesi.

 

*Claudio Cia (Agire):
Contro la cimice asiatica meglio prodotti di sintesi

Cia chiedeva se, considerati i possibili rischi per l’uomo e altri animali costituiti dall’immissione di un insetto antagonista come la vespa samurai per combattere la cimice asiatica che danneggia gravemente i frutteti del Trentino, non convenga orientare la ricerca verso prodotti di sintesi che possano ridurre la popolazione delle cimici con un minore impatto sulla biodiversità.
La risposta. L’assessora Zanotelli ha spiegato che per limitare i danni causati dalla cimice asiatica, la Fondazione Mach intende affiancare all’insetto antagonista individuato anche i prodotti di sintesi più conosciuti. E ha informato che sono stati promossi incontri con i rappresentanti del mondo agricolo, che è stato creato un apposito tavolo tecnico e che è stata inviata una lettera al ministro da parte di 7 regioni e province autonome per sollecitare l’emanazione di linee guida nazionali senza le quali non è possibile l’utilizzo dell’insetto antagonista. Le linee guida del ministero dovrebbero essere emanate entro 6 mesi e poi si potrà procedere alla sperimentazione.

 

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Paola Demagri (Patt)
Sono previsti i finanziamenti per i nuclei Alzheimer?

La consigliera Demagri voleva sapere se la Provincia, con l’adozione delle direttive delle Rsa entro il 30 novembre, intende prevedere un adeguato finanziamento di tutti i posti letto base inseriti nei “Nuclei Alzheimer” attualmente attivi nelle Rsa di Borgo, Lavis e Pinzolo.
La risposta. L’assessora Segnana ha ricordato che è in corso di aggiornamento il piano provinciale demenze cui sta lavorando un apposito tavolo che coinvolge tutte le parti e un nucleo di lavoro che sta concludendo le valutazioni in queste settimane. I risultati del gruppo di lavoro permetteranno una programmazione provinciale alla luce della quale sarà possibile ragionare sulle direttive per il 2019
La replica. Demagri ha giudicato del tutto insoddisfacente la risposta perché non informa sulla tempistica dei dati che il tavolo dovrà fornire. Ha poi ricordato che i criteri di base per intervenire già esistono e ha ribadito che tra i posti letto in questione le Uvm inseriscono pazienti con disturbi del comportamento, quindi il nucleo già risponde in maniera adeguata ai bisogni dei pazienti che rimarrebbero, altrimenti, a carico dei familiari.

 

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Michele Dallapiccola (Patt)
Protocollo Provincia: Primiero, quali i passi avanti?

Il consigliere Dallapiccola chiedeva quali siano le novità (finanziamento, tempi di progettazione e realizzazione) relative al procedimento che dovrebbe portare al completamento del programma contenuto nel protocollo firmato nel 2015 dalla Pat e l’area del Primiero San Martino, protocollo che prevedeva ora, dopo la realizzazione di primi step del progetto, solo il collegamento sci ai piedi tra l’area Tognola Val Cigolera e il Passo Rolle. Tutto ciò per tenere alta l’attenzione sull’opera che permetterebbe lo sviluppo di un’area sciistica già consolidata.
La risposta. L’assessore Failoni ha ricordato che Trentino sviluppo spa ha predisposto il progetto già depositato presso la competente struttura provinciale. Seguirà la valutazione d’impatto ambientale. Quanto al finanziamento dell’opera sarà previsto nel nuovo piano triennale 2020-2022. Questa, ha concluso Failoni, sarà una delle grandi opere previste dai piani della Provincia e ora si tratta di concludere la Via per la piena sostenibilità del collegamento. Si trattava per la Giunta attuale di trovare il finanziamento che in precedenza era pari a zero, ma la volontà di realizzare l’opera c’è ed è molto determinata.
La replica. Dallapiccola, pur apprezzando la volontà dell’assessore, ha negato che la Giunta precedente non avesse pensato a finanziare l’opera, perché erano 9 milioni e mezzo erano stati collocati nel fondo di riserva e queste risorse potevano essere utilizzati a questo scopo. Dalla risposta, ha osservato Dallapiccola, non emergono certezze, per cui il consigliere si è riservato di tornare nuovamente sull’argomento nella prossima primavera per sollecitare la Giunta a dare qualche certezza in più.

 

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Pietro Degodenz (UpT)
Ischia Podetti strada dissestata la Giunta che fa?

Il consigliere De Godenz chiedeva all’assessore ai lavori pubblici come intenda procedere la Provincia per rimediare allo stato critico in cui si trova il tratto di strada verso la discarica (troppo stretto, congestionato dal traffico soprattutto per il transito di mezzi pesanti, privo delle necessarie piazzole di manovra, segnato da fratture e buche e interessato da incidenti) che da Ponte San Giorgio collega Trento a Ischia Podetti.
La risposta. L’assessore Gottardi ha ricordato che sono già stati avviati contatti con il Comune per trovare una soluzione. Il Comune ha definito una soluzione progettuale che la Provincia si è impegnata a finanziare. La realizzazione degli interventi è prevista per il primo semestre 2020.
La replica. De Godenz, soddisfatto dell’impegno, ha auspicato che i lavori prevedano l’allargamento della sede stradale e soprattutto le piazzole necessarie alla manovra.

 

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Lucia Coppola (Futura)
Villa Angerer: il progetto sarà sostenibile?
La consigliera Coppola chiedeva rassicurazioni alla Giunta circa la sostenibilità ambientale del futuro progetto alberghiero per il recupero ad Arco di villa Angerer (vista la previsione approvata nell’agosto scorso di nuovi volumi con una cubatura maggiore dell’esistente), perché si tratta di un edificio di grande pregio affacciato su un parco in cui vivono ancora piante rare ed esotiche di estremo interesse naturalistico e estetico.
La risposta. L’assessore Tonina ha confermato l’interesse culturale riconosciuto al compendio di Villa Angerer al quale per questo si è deciso di garantire la conservazione attraverso un progetto di recupero approvato dal Comune di Arco e dal Consiglio provinciale con una mozione, la 187, della scorsa legislatura, volta a valorizzare il bene. La proposta approvata nell’agosto di quest’anno di dare della Villa una struttura alberghiera, è finalizzata proprio ad assicurare la conservazione dei valori storico-artistici del compendio qualificando l’area con una ricettività qualificata. A questo scopo saranno ricercati investimenti privati che permettano di perseguire questo utilizzo del compendio in modo tale che esso permetta di perseguire uno sviluppo economico attento alle ricadute territoriali. L’assessore ha assicurato che verrà garantita la tutela cui è assoggettato l’intero compendio, per cui ogni intervento sarà subordinato ai pareri della sovrintendenza dei beni culturali. Vi sono tuttavia tutti i presupporti per il recupero del compendio dal punto di vista culturale e storico, salvaguardando al tempo stesso il valore del bene e la sua fruizione pubblica. Tonina ha concluso sottolineando che lasciare un bene del genere abbandonato così com’è oggi non servirebbe a nessuno.

 

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Alex Marini (5 Stelle)
Par condicio  silenzio sulle presunte violazioni
Il consigliere Marini chiedeva di conoscere le cause del ritardo della Giunta nel dare riscontro alle sollecitazioni di Agicom e del Corecom con le quale si sono chieste spiegazioni sulle presunte violazioni della par condicio da parte della governo provinciale e della Presidenza del Consiglio in occasione di alcune recenti tornate elettorali.
La risposta. L’assessore Gottardi per quanto riguarda i comunicati stampa del 4 e 6 giugno scorso, ha precisato che sono state rispettati vincoli e regole stabiliti dalla legge sulla par condicio. L’ufficio stampa ha seguito scrupolosamente le prescrizioni normative. In due casi si era riscontrata l’indispensabilità della comunicazione istituzionale. Si trattava delle comunicazioni fornite dall’ufficio stampa della Giunta in occasione di turni di ballottaggio a livello comunale, quando la collettività doveva essere informata circa un provvedimento legislativo relativo a queste elezioni.
La replica. Marini ha replicato che dovrebbe essere l’Agicom ha giudicare se queste comunicazioni della Giunta siano state caratterizzate dall’indispensabilità e dall’impersonalità prescritte dalla legge sulla par condicio. Oggi per il consigliere serve una regola che valga nei prossimi appuntamenti elettorali, ad esempio sulla diretta streaming delle sedute del Consiglio in Aula, che tra l’altro nelle altre regioni vengono garantite anche quando i cittadini sono chiamati al voto. Inoltre il comunicato 1378 della Giunta contiene rilievi e giudizi sull’accaduto in Aula che sono andati palesemente oltre l’informazione impersonale con valutazioni politiche anche molto forti.

 

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Giorgio Leonardi (FI)
Progettone a che punto siamo con il contratto?
Il consigliere Leonardi chiedeva a che punto si trovi la trattativa della Provincia per il rinnovo del contratto, scaduto a giugno, dei lavoratori del Progettone che nei giorni scorsi hanno manifestato in piazza Dante per ottenere una risposta dalla Giunta.
La risposta. L’assessore Spinelli ha ricordato la disponibilità già data dalla Giunta a trattare prima dello sciopero anche con due incontri. Le risorse dovranno permettere il recupero del potere d’acquisto ma anche tenendo presente i rinnovi contrattuali nei comparti analoghi. Le strutture competenti hanno già inoltrato alle organizzazioni sindacali una richiesta di incontro che dovrebbe avvenire o questo fine settimana o la prossima.
La replica. Leonardi ha aggiunto che a suo avviso occorrerà mettere mano ad un’azione che introduca anche una meritocrazia che fin’ora non c’è mai stata.

 

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Giorgio Tonini (Pd)
Dazi Usa, la Giunta cosa intende fare per le nostre aziende?
Il consigliere Tonini voleva sapere quali siano i settori dell’export trentino più a rischio in seguito all’annuncio da parte del Presidente degli Usa Trump dell’introduzione di dazi anche nei confronti di alcune merci italiane. E chiedeva quali iniziative il governo provinciale metterà in campo per sostenere le nostre aziende.
La risposta. L’assessore Spinelli ha condiviso la preoccupazione visto che i dazi costeranno alle aziende italiane 7,5 miliardi di euro, e ha ricordato i prodotti colpiti dal problema. Al momento, in base ai documenti ufficiali, l’assessore ha segnalato che sembra che per quanto riguarda i prodotti trentini siano colpiti solo i formaggi e in particolare il Trentingrana, la cui esportazione non raggiunge il valore di un milione di euro. Aumenta tuttavia, ha avvertito Spinelli, la concorrenza tra i produttori di formaggio in Europa. In ogni caso, ha concluso, fino al 18 ottobre vi potrebbero essere delle novità sul fronte dei dazi. Nel frattempo la Giunta è impegnata a verificare insieme ai consorzi dei produttori come compensare gli eventuali effetti negativi.
La replica. Tonini, soddisfatto per la risposta dell’assessore, ha però evidenziato il problema politico sotteso alla questione dei dazi, del quale vorrebbe discutere in un’altra occasione con il presidente della Provincia. Il punto sul quale riflettere e confrontarsi è per Tonini come sia possibile conciliare un’economia all’avanguardia per le aziende attive nel settore dell’export come quella italiana e del Trentino con la una politica di stampo trumpiano orientata ad innalzare barriere e alla chiusura dei confini. Per favorire lo sviluppo delle nostre imprese che dimostrano di non temere certo la concorrenza, abbiamo infatti – ha concluso – una vitale esigenza di mercati aperti.

 

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Sara Ferrari (Pd)
Dentista gratis  per le fasce deboli: quali novità?
La consigliera Ferrari, ricordando che il vicepresidente Tonina al congresso degli odontoiatri italiani di Riva del Garda, aveva annunciato modifiche alla legge 22 del 2007 che ha introdotto le cure odontoiatriche gratuite per i meno le fasce deboli della popolazione, chiedeva in cosa consistano queste novità per una legge che ha ha svolto degnamente le funzioni a favore di un miglioramento dello stato di salute odontoiatrica della popolazione, contribuendo a ridurre le spese per le famiglie.
La risposta. L’assessora Segnana ha ricordato che sono in fase di rinnovamento le linee di assistenza in questo settore. Sono emerse irregolarità commesse da studi convenzionati. L’impianto legislativo così com’è presenta delle criticità che vanno eliminate dalla normativa anche per evitare sprechi di risorse pubbliche. Si punterà a migliorare la qualità e soprattutto la sostenibilità delle misure correttive della legge.
La replica. Ferrari si è detta confortata dalla fase di aggiornamento delle linee guida auspicando che sia in dirittura d’arrivo. Fa piacere a suo avviso che si voglia migliorare la legge rafforzando il principio del servizio gratuito alla base di questa normativa. Sorprende sentire che vi sono state irregolarità che non risultavano dalle relazioni precedenti e di cui la Giunta darà auspicabilmente conto prossimamente. Sarà sui risultati delle valutazioni della commissione incaricata di approfondire la legge che la Giunta dovrà prendere le decisioni conseguenti per modificare la legge.

 

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Filippo Degasperi (5 stelle)
Quali iniziative per reperire  infermieri e Oss in Fiemme e Fassa?

Degasperi chiedeva quali iniziative concrete la Giunta intende adottare e con quali tempistiche per reperire infermieri e Oss nelle Apsp delle valli ed in particolare in quelle di Fiemme e di Fassa, magari offrendo alloggi di servizio e adeguando i contratti di lavoro oggi penalizzanti rispetto a quelli utilizzati dall’Apss per le stesse mansioni.
La risposta. L’assessora competente Stefania Segnana ha ringraziato Degasperi per aver posto il tema ed ha informato il Consiglio che si stanno attivando dei canali per indurre i professionisti a trasferirsi nella valli trentine. Le difficoltà riguardano tutte le regioni italiane e non solo la nostra provincia, ha aggiunto: coinvolgendo diverse strutture della provincia, si stanno valutando iniziative attrattive, corsi di formazione professionale nelle scuole ed altre soluzioni per rendere appetibile il trasferimento nelle valli. Il problema non nasce oggi, ha concluso, ma è presente da tempo e la situazione non sarebbe così critica se si fosse affrontata prima.
La replica. Manca la risposta al problema, che è alla radice, ha osservato Degasperi: se sono gli stessi interessati ad affermare che il turn over è dovuto al passaggio da Rsa a Azienda sanitaria che offre condizioni contrattuali migliorative, è chiaro che occorre parlare di contratto e nella risposta dell’assessora non se ne fa cenno alcuno. Deduco quindi che non c’è l’intenzione di intervenire su una tematica fondamentale e molto delicata. Il risultato sarà inevitabilmente il continuo migrare da situazioni in cui si sta peggio ad altre in cui si sta meglio.

 

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Lorenzo Ossanna (Patt)
Catasto, previsto il concorso per le funzioni direttive?

Il consigliere Ossanna chiedeva se la Giunta intende bandire il corso–concorso riservato al personale interno del Libro fondiario e al Catasto per l’abilitazione alle funzioni direttive.
La risposta. L’assessore Mario Tonina ha chiarito che la possibilità del conferimento di incarichi di cui all’interrogazione è una norma transitoria che riguarda il solo personale inquadrato alle dipendenze della Pat, fatta salva l’unica eccezione della specifica procedura che prevede il conferimento di incarichi speciali esclusivamente a personale con la qualifica di direttore, che si acquisisce per concorso pubblico. Quindi è esclusa la possibilità di attivare un corso-concorso interno per coprire quella funzione, come rischeisto dall’interrogante.
La replica. Preso atto della risposta dell’assessore, il consigliere Ossanna ha chiesto lo sforzo della Giunta nel risolvere questa questione, perché è necessario trovare delle figure dirigenziali affinché le sedi periferiche rimangano attive.

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Luca Zeni (Pd)
Welfare anziani in che consiste la sperimentazione?

Zeni voleva sapere quali siano i contenuti, le tempistiche e gli obiettivi della sperimentazione sul welfare per gli anziani annunciata dall’assessora alle politiche sociali in quello che l’esponente del Pd ha definito l’”ennesimo valzer di dichiarazioni”. Un tema molto rilevante, oggetto nella scorsa legislatura di una riforma molto articolata, il cui impianto è urgente sia applicato.
La risposta. L’assessora Stefania Segnana ha chiarito che la Giunta ha tra le sue priorità l’obiettivo di migliorare la salute delle persone anziane in tutto il territorio trentino. Saranno oggetto della citata sperimentazione tre territori rappresentativi della provincia che hanno dato la loro disponibilità: le comunità della valle dell’Adige, il Primiero e le Giudicarie. La sperimentazione, che sarà monitorata e il cui impatto sarà attentamente valutato da un gruppo di lavoro guidato dalla provincia, sarà avviata a partire dall’inizio dei primi mesi del 2020 ed avrà una durata di 12-18 mesi.
La replica. Purtroppo ho l’impressione che manchi chiarezza su dove si voglia andare, ha replicato Zeni. Se è vero che sono stati ribaditi i contenuti della legge di riforma approvata nel 2017, adesso occorre attuarla. Quella legge fu il frutto di una lunga mediazione tra moltissimi soggetti, portatori di diverse e parziali visioni. Il compito della politica è di fare sintesi, mentre oggi pare che si cerchi di tornare a mediare tra spinte contrapposte. Una sperimentazione su tre comunità significa che a regime si andrà nel 2022: a suo avviso si sta perdendo troppo tempo.

 

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Luca Gugliemi (Lista Fassa)
Possibile destinare due alloggi agli infermieri Rsa?
Guglielmi voleva sapere se l’assessore alle politiche sociali ritenga di poter destinare due alloggi della ex casa cantoniera di S. Giovanni di Fassa/Sèn Jan, destinati ai richiedenti asilo ma oggi vuoti, ad infermieri non residenti in valle come richiesto dalla Rsa Cèsa de Paussa di Sèn Jan.
La risposta. L’assessora Segnana ha spiegato che solo nei giorni scorsi, nell’ambito di una visita alle Rsa del territorio, è venuta a conoscenza della disponibilità del citato immobile ed ha quindi subito attivato gli uffici affinché si adoperino a fare le valutazioni del caso. Nello specifico la ex casa cantoniera è adesso in parte usata dal servizio foreste della Pat, mentre un’altra parte è adibita a locali tecnici e cantine. L’immobile necessita di alcuni interventi straordinari e la norma vigente ne consente la cessione d’uso ai comuni per motivi di pubblico interesse. L’immobile potrebbe quindi essere ceduto come bene inalienabile o dato in uso gratuito alla casa di riposo. Si individuerà la soluzione più opportuna d’intesa con il comune.
La replica: Il consigliere Guglielmi ha ringraziato l’assessora per l’attenzione e la sensibilità su questo tema e per la visita in valle, che è stata molto apprezzata.

 

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Paolo Ghezzi (Futura)
Cosa fa la Giunta per il dibattito  democratico dei Prg?
Ghezzi voleva sapere quali strumenti la Giunta provinciale, coordinandosi con quella regionale, intende mettere in atto per salvaguardare l’esercizio del libero dibattito democratico nella discussione dei Prg o delle varianti ai Prg nei comuni trentini.
La risposta. Nella sua risposta l’assessore Mattia Gottardi ha richiamato la disciplina vigente e chiarito che l’obbligo di astensione dall’attività deliberativa ed istruttoria degli atti è disciplinato con legge e rimanda ai principi di imparzialità e trasparenza sanciti dalla Costituzione. La giurisprudenza amministrativa ricorda che questa regola si applica quando gli stessi amministratori non siano in assoluta “serenità o obiettività” a causa di interessi individuali che potrebbero essere in contrasto con le decisioni da adottare.
La replica. Il consigliere Ghezzi ha preso atto dei richiami dell’assessore ai già noti principi generali, e che non viene considerata una situazione tale da prevedere un intervento.

 

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Alessandro Olivi (Pd)
Rovereto, perché i soldi per la tangenziale non li stanzia la Pat?
Il consigliere Olivi voleva sapere se la Giunta, ritenendo sicuro il contributo per la realizzazione della tangenziale di Rovereto da parte di A22, non ritenga, per un motivo di chiarezza nei confronti della città, di stanziare direttamente i 90 milioni di euro per realizzare l’opera identificando con il Comune l’ipotesi progettuale più adeguata.
La risposta. L’assessore Spinelli ha spiegato che il protocollo stipulato tra Comune e Provincia prevede che la soluzione avvenga in modo graduale in relazione alle risorse disponibili. Ad oggi sono stati concordati una serie di interventi prioritari e per la circonvallazione di Rovereto si sono tenuti due incontri, uno con i consiglieri presso la sede del Comune, l’altro con i comuni confinanti con la città di Rovereto che hanno voluto rappresentare la loro posizione. Il Presidente Fugatti ha assicurato il coinvolgimento di tutti nelle scelte future.
La replica. Difficile se non impossibile replicare a quella che non è una risposta, ha detto Olivi: l’assessore ha illustrato per metà le opere che sono state già programmate e per metà ha fatto la cronaca degli incontri con i consiglieri comunali e i comuni limitrofi. La domanda era: che garanzie ci sono che i soldi per la tangenziale arrivino e perché la Pat non li anticipa? A questo non è stata data risposta.

 

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Alessio Manica (Pd)
Cantina “Revì” perché un sì in 24 ore?
Manica chiedeva all’assessore Tonina quale sia l’interesse pubblico prevalente rispetto a quello perseguito dalla pianificazione per l’autorizzazione, nonostante due pareri negativi della Commissione urbanistica provinciale e del Servizio urbanistica Pat, per la costruzione della cantina Revì, di 10 mila metri cubi, in una zona agricola di pregio ad Aldeno. L’esponente del Pd, infine, voleva sapere come sia stato possibile valutare la questione nel giro di 24 ore dalla data del ricorso del proprietario contro i pareri negativi di Cup e Servizio urbanistica.
La risposta. L’assessore Mario Tonina ha evidenziato che la Giunta, nell’ambito delle sue prerogative, pur tenendo presenti le considerazioni della Cup, ha ritenuto di consentire un intervento funzionale alla sopravvivenza e alla crescita di un’azienda radicata nel territorio di Aldeno, verificato che la società richiedente ha cercato soluzioni localizzative alterative che non sono risultate percorribili per le caratteristiche delle aree o per la sostenibilità economica dell’intervento. Ha infine chiarito che la Giunta ha potuto assumere con sollecitudine la propria decisione, acquisiti gli elementi del Servizio tutela urbanistica e tutela del paesaggio, posto che la richiesta di autorizzazione era stata ampiamente discussa in fase istruttoria per la verifica di una possibile risoluzione delle problematiche rappresentate.
La replica. Non posso che ritenermi insoddisfatto perché non si va oltre quanto già letto nella delibera, ha detto Manica ed è impressionante la velocità con cui la provincia abbia sconfessato le dichiarazioni del Pup.

 

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Vanessa Masè (Civica)
Cimice asiatica cosa si fa per contrastarla
La consigliera Masè ha chiesto alla Giunta quali iniziative stia mettendo un atto per rispondere alla grave situazione per la frutticoltura e l’orticoltura causata dalla comparsa in Trentino della cimice asiatica.
La risposta. L’assessora Zanotelli ha risposto all’interrogazione tornando sulle azioni che la Giunta sta mettendo in atto, già illustrate nella risposta all’interrogazione di Claudio Cia in apertura di Consiglio. Nei giorni scorsi si è tenuto un vertice per far il punto sulla situazione e sui danni che la cimice sta provocando e si è convenuto che si dovrà intervenire su più livelli e con interventi mirati ad hoc per contrastare questo fenomeno. In data 26 settembre si è tenuto un importante incontro con il ministro all’agricoltura nel quale si è affrontato anche questo tema e sono stati chiesti interventi specifici di ristoro economico.
La replica. Il problema è importante e va tenuto sotto controllo, anche se la soluzione non può certo essere immediata, ha replicato Masè.

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