Da un recente comunicato stampa abbiamo appreso che le Assessore Segnana e Zanotelli sono state in visita alla cooperativa Conca D’Oro di Bassano, esempio di agricoltura sociale in cui sono impiegati circa una ventina di soggetti affetti da diverse disabilità. Conosco molto bene la Conca d’Oro, perché è la realtà a cui più mi sono ispirato per presentare in Consiglio provinciale il mio ddl in materia di agricoltura sociale, ora legge della Provincia Autonoma di Trento.

 

Nel comunicato diramato dall’Ufficio Stampa provinciale si legge che “l’assessore Segnana sta valutando di concerto con l’assessore Zanotelli di potenziare anche in Trentino la diffusione delle fattorie sociali didattiche con l’obiettivo di dare una risposta ai molti disabili che una volta terminata la scuola si trovano spesso a non avere accesso a percorsi dedicati e specifici per le loro singole abilità.” Mi preme svelare un segreto alle due Assessore: sull’agricoltura sociale non c’è nulla da inventare, ma basta scrivere i regolamenti attuativi delle disposizioni di legge già presenti nell’ordinamento provinciale.

Non siamo all’anno zero, perché su questa materia ci sono persone anche in Trentino che ci lavorano da anni, e realtà che operano in maniera virtuosa. Vorrei ricordare che il ddl avente ad oggetto “Modificazioni della legge provinciale sull’agriturismo 2001 e della legge provinciale sugli asili nido 2002 in materia di agricoltura sociale” è stato approvato dal Consiglio provinciale il 14/07/2016. Il 09/01/2017 ho depositato una mozione per l’”avvio di un percorso partecipato per la predisposizione del regolamento di esecuzione delle disposizioni in materia di agricoltura sociale”.

In data 08/02/2018 ho interrogato la precedente Giunta per chiedere aggiornamenti in merito all’”Istituzione e attività del tavolo di lavoro per l’avvio di un percorso partecipato sul tema dell’agricoltura sociale”, previsto dalla legge in materia. Il 06/06/2018 il Consiglio ha invece approvato una mia proposta di mozione avente ad oggetto il “Finanziamento di progetti in materia di agricoltura sociale”. Infine, a fronte di un totale immobilismo, il 27/03/2019 ho interrogato la nuova Giunta per avere novità in merito all’”adozione del regolamento attuativo della disciplina legislativa in materia di agricoltura sociale”.

Nella prassi non si è avuta nessuna novità, se non il succitato comunicato. Risulta evidente che in materia di agricoltura sociale non c’è nulla da inventare, che esiste già un impianto normativo congruo e che è sufficiente procedere con la stesura e l’adozione dei regolamenti attuativi. Per questo ho depositato una interrogazione, sapere se e quando la Giunta intendono adottare i regolamenti attuativi. Basta solo la volontà politica, che è cosa ben diversa dai proclami e dai comunicati.

Non serve ripartire da zero ogni volta che qualcosa ha una diversa e magari sgradita paternità. Portare avanti ciò che è stato prodotto prima, è anche questo un elemento caratterizzante la responsabilità del governare.

 

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Alessio Manica

Partito Democratico del Trentino<

 

Porta a porta. St 2019/20 Puntata del 03/10/2019. Paolo Bonolis conduttore televisivo, showman, ospite di Bruno Vespa. Porta a Porta – Programma di informazione e approfondimento sull’attualità politica e sociale, sui grandi fatti di cronaca e di costume c on ospiti politici, esperti e giornalisti, protagonisti della cronaca e dello spettacolo, chiamati a confrontarsi in studio sui diversi temi proposti nelle puntate.

 

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Di fronte alla decisione del Governo di impugnare, in alcune parti, la legge di assestamento di bilancio 2019 della Provincia autonoma di Trento, il Consigliere provinciale del Partito Democratico Luca Zeni ha presentato un’interrogazione per conoscere le motivazioni tecniche addotte a supporto di una tale decisione e per sapere cosa intende fare la Giunta provinciale davanti ad un atto di così evidente gravità: tutelarsi in giudizio anche accogliendo le osservazioni del Governo o resistere senza mediazione alcuna, esattamente come già ha fatto la Giunta provinciale in Aula durante la discussione della manovra finanziaria nello scorso luglio.

Una simile decisione di Palazzo Chigi non è certamente nuova e non può essere imputata ad occulte volontà di danneggiare il solo Trentino, visto che anche norme di altre Regioni sono state impugnate, ma essa testimonia la scarsa competenza tecnica della Giunta provinciale che non ha saputo valutare tutti i rischi connessi all’approvazione di quella legge, così come formulata con il voto della sola maggioranza del Consiglio provinciale.

 

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cons. Luca Zeni – Partito Democratico del Trentino

Sospendere l’applicazione degli ISA (Indici sintetici di affidabilità) per tutte le imprese che hanno una valutazione inferiore a sei fino a quando non sarà ultimata una efficace analisi sul funzionamento dello strumento che sta provocando molte difficoltà nelle valutazioni. È quanto ribadisce la CNA Trentino Alto Adige, chiedendo che, al tempo stesso, venga assicurata l’applicazione degli ISA e il relativo sistema di premialità per tutti i contribuenti con una valutazione sufficiente.

“Ricordiamo – afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA regionale – che la filosofia che ha portato all’introduzione degli ISA era il passaggio dal sistema di accertamento degli studi di settore a uno strumento finalizzato a offrire benefici alle imprese fiscalmente fedeli. Tuttavia l’applicazione degli Indici di affidabilità fiscale sta rivelando molte criticità. Dai primi dati che arrivano dal territorio emerge un’ampia percentuale di imprese, anche superiore al 10%, che si trovano con una valutazione inferiore a sei mentre l’anno scorso con gli Studi di settore mostravano ricavi congrui. Pertanto una valutazione che li espone all’accertamento sulla base di presunzioni”.
CNA Trentino Alto Adige ritiene che moltissimi di questi casi siano errori nella valutazione degli ISA e sollecita una approfondita rivisitazione del sistema di attribuzione dei punteggi.

Nella mattinata odierna, al termine di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – 3^ Sezione Criminalità Economica, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, su disposizione del competente Tribunale, hanno dato esecuzione a 7 misure cautelari personali degli arresti domiciliari nei confronti di 7 soggetti, nonché al sequestro preventivo per equivalente nei confronti di 20 persone fisiche e 17 persone giuridiche, di disponibilità bancarie, beni mobili ed immobili, per la somma complessiva di euro 1.527.308, pari al profitto dei reati commessi. Gli arrestati si sono resi responsabili di numerosi reati fiscali, quali dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

In particolare, l’operazione odierna, è stata portata a termine dai militari del I Gruppo Napoli, impegnati nell’esecuzione delle misure cautelari personali nei confronti di 6 uomini e 1 donna ed in 24 perquisizioni nelle province di Napoli, Caserta, Salerno, Torino e Sassari. L’operazione delle Fiamme Gialle è il frutto di complesse investigazioni iniziate nel 2016, che hanno svelato il modus operandi di una consorteria criminale, con base nella provincia di Napoli.

L’architettura fraudolenta ideata dai principali indagati è nota come “frode carosello” e prevedeva la produzione di un vorticoso giro di fatture per operazioni inesistenti, per un corrispettivo complessivo accertato pari ad oltre 5.000.000 di euro, tramite il coinvolgimento di società “cartiere” operanti nei più diversi settori merceologici,
legalmente amministrate da soggetti “prestanome”.

Oggetto della “frode carosello” era la compravendita di batterie per veicoli; in particolare, dall’analisi delle movimentazioni bancarie, i finanzieri hanno accertato che una società con sede in Napoli acquistava i beni da un operatore commerciale di Barcellona (Spagna), interponendo nella compravendita un soggetto giuridico “fantasma” con sede in Volla (NA), su cui sarebbe gravato l’onere del versamento dell’IVA, che mai veniva pertanto assolta. Tale meccanismo illecito ha permesso la commercializzazione nel territorio nazionale di merci (ricambi per auto) a prezzi concorrenziali.

Uno dei titolari della società, che svolgeva la funzione di missing trader, a seguito di ulteriori approfondimenti investigativi, è risultato altresì rappresentante legale di ulteriori 13 società “cartiere”, acquisite nel tempo quando oramai avevano accumulato debiti e prossime a procedure concorsuali.

Si trattava di società operanti in diversi settori commerciali (trasporti merci su strada, commercio di legnami, metalli ferrosi e non, società di costruzioni edili, commercio di molluschi), che, a richiesta, hanno emesso, per gli anni di imposta dal 2012 al 2016, fatture false nei confronti di 24 persone fisiche e/o giuridiche. Questo sistema fraudolento ha permesso la formazione di cospicui, non veritieri crediti I.V.A. e il contestuale abbattimento della imposizione fiscale realmente dovuta.

A fronte dei rilevanti importi fraudolentemente evasi, la misura patrimoniale del sequestro per equivalente, applicata in data odierna, ha consentito di porre un vincolo reale a disponibilità finanziare esistenti su conti correnti, immobili, autovetture e quote societarie, consentendo il recupero di somme indebitamente sottratte al fisco, da parte degli indagati.

L’operazione sviluppata dalla Guardia di Finanza di Napoli si inquadra nelle linee strategiche dell’azione del Corpo, volte a rafforzare l’azione di contrasto ai fenomeni illeciti più gravi e insidiosi, nonché ad incrementare ulteriormente la qualità degli interventi ispettivi, integrando le funzioni di polizia economico- finanziaria con le indagini di polizia giudiziaria e garantendo il perseguimento degli obiettivi di aggressione dei patrimoni dei soggetti dediti ad attività criminose, al fine di assicurare l’effettivo recupero di evasione fiscale.

Un passo dal cielo. St 5 Ep 8 2019 Il gigante e il bambino – Parte 2. Nappi è in grossa apprensione perché Valeria non è tornata a casa. Con l’aiuto di Francesco e di un cane molecolare, il corpo dell’agente viene ritrovato svenuto in un bosco con i segni di un’aggressione. Nel frattempo, Emma scopre che è possibile intervenire chirurgicamente per provare a risolvere il grave problema di salute di cui ha scoperto di soffrire.

 

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Un passo dal cielo. St 5 Ep 7 2019 Il gigante e il bambino – Parte 1. La violenta aggressione di un maestro di sci mette Valeria in una posizione scomoda, costringendo Vincenzo a decidere se procedere contro di lei e spingendolo a fare chiarezza sui suoi sentimenti. Le indagini, nel frattempo, portano ad uno sviluppo inaspettato che coinvolge anche Klaus.

 

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Avviati i lavori per l’allargamento della strettoia di Javrè: a breve la demolizione dell’immobile. Si concretizzano i progetti sulla viabilità giudicariese previsti dall’accordo di programma con la Provincia.

Sono stati consegnati in questi giorni da parte del Servizio Tecnico della Comunità delle Giudicarie i lavori di messa in sicurezza dell’attraversamento del centro abitato di Javrè, caratterizzato dalla “nota” strettoia che rende pericoloso e rallenta il traffico destinato alla Val Rendena.

Questa prima opera, pianificata anche attraverso una stretta sinergia tra la Comunità delle Giudicarie e il Comune di Porte di Rendena, è compresa nell’elenco definito dall’accordo di programma per il miglioramento della viabilità nel territorio giudicariese, stipulato tra Comunità stessa e la Provincia Autonoma di Trento nell’ottobre 2017. Tale protocollo prevede un elenco di undici opere per un totale complessivo di oltre 11 milioni di euro per rendere più sicuro e scorrevole il traffico in Giudicarie, finanziate in quota parte da Comunità, Consorzi BIM, Provincia e Comuni.

Per quanto riguarda la Val Rendena, in particolare, sono previsti i seguenti lavori: la realizzazione della rotatoria a Madonna di Campiglio, l’allargamento del ponte sul Sarca di Nambrone, la messa in sicurezza della parete rocciosa e del ponte S. Nicolò di Carisolo, la messa in sicurezza dell’attraversamento dei centri abitati di Pinzolo e Vigo Rendena. L’accordo prevede inoltre che la progettazione e la successiva realizzazione di questi lavori sia seguita in parte dai competenti uffici della Comunità e in parte da quelli della Provincia.

Per quanto riguarda l’attraversamento dell’abitato di Javrè, scarsa visibilità, restringimento della carreggiata, marcata irregolarità planimetrica stradale e mancanza di percorsi pedonali sono, in sintesi, le principali criticità che si cerca, per quanto possibile, di risolvere, o per lo meno di attenuare, con l’intervento in progetto.
L’intervento principale consiste nella demolizione dell’edificio identificato dalla p.ed. 112, che di fatto allo stato attuale invade con il proprio sedime la carreggiata stradale.

L’abbattimento dell’immobile, che versa in uno stato di abbandono e degrado, è propedeutica alla messa in sicurezza della viabilità, perché permetterà di rettificare l’andamento planimetrico, migliorare la visibilità, ampliare la sede stradale e allontanarla dalla cortina edilizia ad est creando a ridosso di quest’ultima una fascia di protezione, fruibile anche come percorso pedonale, che sarà rialzato di 15 cm rispetto al livello stradale per evitarne l’invasione da parte dei veicoli.

Nello specifico, il tratto di strada interessato dai lavori è di 100 metri, il raggio di curvatura esterno risulterà pari a 50 metri, in luogo degli attuali 65; ciò permette di raccordare i due rettifili spingendo la sede stradale verso ovest. La demolizione della p.ed. 112, in secondo luogo, comporterà la creazione di un nuovo spazio pubblico con una potenziale valenza urbana in quanto delimitato dalle cortine edilizie del tessuto storico di Javrè.

La p.ed. 112 sarà demolita completamente, ad eccezione dei muri perimetrali est ed ovest che saranno mantenuti in altezza fino al livello altimetrico delle adiacenti vie; consolidati, ripuliti e rifiniti con un nuovo corso sommitale di muratura, fungeranno da muri di contenimento oltre che da memoria storica delle preesistenze; memoria che invece sarà richiamata da una semplice geometria della pavimentazione, realizzata in acciottolato, per il muro perimetrale nord della p.ed. 112, che verrà completamente demolito per creare una continuità di percorsi urbani a connettere piazza delle Cavre a nord con piazza Manzoni a sud, attraverso il nuovo spazio pubblico creatosi.

La nuova piazza avrà quindi funzione di connessione tra spazi urbani, percorso e luogo di incontro, spazio di sosta temporanea per i mezzi pubblici che potranno accostare in sicurezza e senza intralcio per la viabilità.

Infine, saranno pavimentate in porfido anche le stradine contigue ad est e ad ovest della p.ed. 112, ora in asfalto, per una riqualificazione complessiva dello spazio pubblico. Nella stessa ottica, si procederà, sul lato opposto della strada, alla pavimentazione in cubetti di porfido della strada comunale in prossimità dell’innesto sulla S.S. 239, previa rimozione della attuale pavimentazione in conglomerato bituminoso.

Il costo dei lavori a base d’asta è stato stimato in euro 350.000, ai quali si aggiungono le somme a disposizione, per un totale di 500.000 euro. L’appalto è stato aggiudicato alla ditta Costruzioni Valentini di Porte di Rendena, con un ribasso del 27%.

Durante l’esecuzione dei lavori iniziali di demolizione, previsti dalla metà di ottobre a fine novembre, sarà installato un semaforo ed il traffico sarà regolato a senso unico alternato. La demolizione vera e propria dell’edificio avverrà durante le ore notturne, indicativamente all’inizio del mese di novembre, con la chiusura totale dell’arteria provinciale per tre notti in modo da limitare al massimo il disagio per la popolazione e gli automobilisti.

Il Presidente della Comunità delle Giudicarie Giorgio Butterini manifesta soddisfazione per l’inizio dei lavori: “Gli investimenti previsti nell’accordo di programma sottoscritto con la PAT e finanziati in buona parte dagli enti locali giudicariesi riguardano anche il miglioramento della viabilità di fondovalle, vero punto critico del nostro territorio. In attesa delle grandi opere ovvero delle circonvallazioni di Pinzolo e Comano, ci si è concentrati su interventi essenziali e urgenti, orientati a risolvere situazioni di oggettivo pericolo, come appunto il restringimento della carreggiata all’interno dell’abitato di Javrè.

Purtroppo i “tempi della burocrazia” e la carenza di risorse umane all’interno degli enti da dedicare alla progettazione impongono scadenze che non sempre sono in linea con le prerogative degli amministratori, ma è motivo di orgoglio e piacere poter annunciare che, a distanza di due anni esatti dalla sottoscrizione dell’accordo, il primo intervento è finalmente iniziato”.

Puntata del 3 ottobre. Italia 1. Un uomo senza scrupoli e le sue fake news; Potito, il bimbo e il Ministro; Il giallo dei bronzi di Riace.

 

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“Affidàti al Vangelo”: ripartono domani (sabato 5 ottobre) da Dro le Assemblee nelle Zone pastorali. Un cammino in otto tappe con l’arcivescovo Lauro, in ascolto delle comunità.

Dopo la novità assoluta dello scorso anno, anche nel 2019 la Chiesa di Trento dà avvio all’anno pastorale con le Assemblee guidate dall’arcivescovo Lauro, in ciascuna delle otto Zone in cui è suddiviso il territorio diocesano.

Si inizia domani, sabato 5 ottobre, dalla Zona pastorale Alto Garda e Valli dei Laghi. Appuntamento al teatro oratorio di Dro alle ore 9.00.

Dopo “Passi di comunità”, in cui si sottolineava la sfida legata alla nuova organizzazione territoriale (con la cessazione dei decanati e la valorizzazione delle Zone pastorali) le Assemblee hanno quest’anno come titolo “Affidàti al Vangelo”, per evidenziare la sorgente di ogni azione ecclesiale.

Rispetto alla prima edizione, cambiano le modalità di organizzazione dell’evento, affidate maggiormente alla regia di ogni singola Zona. Si punta così ad accentuare l’ascolto del territorio da parte dell’Arcivescovo, a cui non spetterà l’intervento introduttivo ma la conclusione della mattinata. Prima di monsignor Tisi, testimonianze e provocazioni cercheranno di focalizzare le esperienze – in atto o potenziali – di comunità credenti e celebranti.

Gruppi di cristiani che si impegnano a testimoniare il Vangelo nel concreto della vita quotidiana. E provano a farlo ritrovandosi attorno alla Parola e in comunità fraterne sempre più “allargate”, anche in relazione al costante calo dei parroci. Alla riflessione, contribuiranno – fin dalla prima Assemblea di Dro – anche i lavori di gruppo, dove si confronteranno persone di età e contesti diversi, considerata anche la vastità delle Zone pastorali. A Dro, ad esempio, convergeranno fedeli dalla Val di Ledro alla Valle dei Laghi, passando per Riva, Arco e tutto il Basso Sarca.

Le otto Assemblee pastorali di Zona avranno anche quest’anno un’appendice pomeridiana riservata in particolare agli operatori volontari negli ambiti seguiti dalla Caritas e agli animatori degli oratori. Con inizio alle ore 14 l’incontro a Dro sarà introdotto dal vicario generale don Marco Saiani. Gli operatori volontari che sono impegnati negli ambiti Caritas della zona Alto Garda e Valli dei Laghi si incontreranno per condividere un’analisi di bisogni e fragilità rispetto ai quali poter avviare iniziative coordinate.

Dopo Dro, le tappe successive delle Assemblee pastorali saranno: 12 ottobre – Fiemme e Fassa (Oratorio di Moena); 19 ottobre – Valsugana e Primiero (Auditorium intercomunale di Fiera di Primiero); 9 novembre – Valli del Noce (Teatro parrocchiale di Cles); 16 novembre – Mezzolombardo – Oratorio di Mezzocorona (al mattino); Trento – Chiesa di San Pio X (nel pomeriggio); 23 novembre – Giudicarie (Cinema-teatro di Tione); 30 novembre – Rovereto.

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