Ritorna il voucher culturale per le famiglie. Le domande possono essere presentate presso il Centro Servizi culturali Santa Chiara dal 7 al 31 ottobre 2019.

Si chiama “voucher culturale per le famiglie” ed è un progetto che punta a favorire la fruizione nel corso dell’anno, di attività culturali da parte di figli minori di famiglie numerose o titolari del reddito di garanzia.

Dopo il parere della Quarta Commissione del Consiglio provinciale, il provvedimento è stato adottato in via definita oggi dalla Giunta, su proposta dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana. “Riteniamo si tratti di una formula positiva per le nostre famiglie e per i loro figli, per questo la decisione di tenerla e, anzi, di incrementarla, aggiungendo alle proposte già attive di cinema e teatro anche percorsi culturali attivati presso scuole musicali, bande e cori”, sono le parole dell’assessore Segnana.

Il provvedimento definisce i criteri e le modalità per la concessione dei contributi per il 2019/2020 e 2020/2021, le domande vanno presentate presso il Centro Servizi culturali Santa Chiara dal 7 al 31 ottobre sia per quest’anno che per il prossimo.

Si tratta di contributi per la partecipazione a percorsi attivati presso scuole musicali, bande, cori e per l’accesso a spettacoli teatrali, di filodrammatiche e al cinema. Fra le novità infatti si introduce la possibilità per le famiglie di usufruire del voucher anche per i percorsi culturali proposti dalla Federazione Cori del Trentino.

Nel dettaglio, il voucher culturale relativo al percorso “teatri/filodrammatiche/cinema” per ciascun minore è pari a 100 euro (il carnet è di 25 tagliandi del valore di 4 euro ciascuno), mentre per i minori interessati al percorso “scuole musicali/bande musicali/cori” corrisponde al al 70% della spesa effettivamente sostenuta per la frequenza della scuola.

Per ciascun periodo (2019/2020 e 2020/2021) sono destinati al progetto circa 160.000 euro, di cui 40.000 per il percorso “teatri/cinema/filodrammatiche” e 120.000 per il percorso “scuole musicali/bande musicali/cori”. Il progetto, finanziato nell’ambito del Fondo regionale per il sostegno della famiglia e dell’occupazione di cui alla legge regionale 4/2014, era stato pianificato per gli anni 2017 e 2018.

“URBAN NATURE”. Domenica 6 ottobre tutti al parco Gocciadoro alla ricerca della biodiversità urbana.

Al parco Gocciadoro di Trento, in una mattinata, gli studenti hanno effettuato 330 osservazioni e mappato oltre 80 specie animali e vegetali. Domenica 6 ottobre, alle 10, il secondo bioblitz aperto a tutti.

I dati raccolti saranno un valido strumento per il monitoraggio della biodiversità del polmone verde della città. Ed è per questo che il MUSE, aderendo per la prima volta all’iniziativa nazionale “Urban Nature”, domenica 6 ottobre proporrà, in collaborazione con WWF e ANMS (Associazione Nazionale Musei Scientifici) e con il patrocinio del
Servizio Sviluppo Sostenibile e aree protette della Provincia autonoma di Trento e del Comune di Trento, un “BioHunt”, ossia un momento partecipativo di rilevamento biologico per registrare tutte le specie viventi all’interno di una specifica area: in questo caso il parco Gocciadoro di Trento.

“E’ il primo anno – spiega Maria Bertolini, mediatrice culturale del MUSE – che il nostro museo aderisce alla campagna nazionale ‘Urban Nature’ con due appuntamenti, uno dedicato alle scuole e uno alla cittadinanza. Al primo bioblitz, che ha avuto luogo martedì mattina, hanno partecipato quattro classi dell’Istituto Manzoni e delle scuole Bresadola, per un totale di circa un centinaio di ragazzi e ragazze coinvolti nel progetto. Assieme a loro abbiamo raccolto dati scientifici, mappando le specie vegetali, i macroinvertebrati acquatici presenti nel Rio Salè, utilissimi per monitorare la qualità dell’acqua, e gli invertebrati ed invertebrati terrestri: in una mattina abbiamo effettuato 330 osservazioni, individuato più di 80 specie diverse e inserito poi i dati raccolti sulla piattaforma iNaturalist*”.

Domenica il secondo appuntamento, aperto a tutta la cittadinanza, con l’obiettivo di raccogliere assieme un numero ancora maggiore di informazioni scientifiche su uno dei principali parchi della città e Sito d’Interesse Comunitario (SIC) della Rete Natura 2000.
Il ritrovo è alle 10 all’ingresso principale del parco (lato stazione del trenino della Valsugana), armati di smartphone e tanta curiosità. I cittadini che parteciperanno, infatti, saranno guidati dai ricercatori del MUSE e del WWF in un percorso di Citizen Science che li porterà a sperimentare in prima persona una campagna di monitoraggio della biodiversità urbana.

La Citizen Science, nata nel XIX secolo come pratica di coinvolgimento di volontari e non esperti nello studio scientifico dei fenomeni naturali, recentemente è stata potenziata grazie alla disponibilità di piattaforme informatiche mobili (smartphones, iPad etc…) e alla loro efficacia nel veicolare il concetto di scienza come bene comune, democratico, “aperto” e accessibile a tutti. Pratica su cui il MUSE sta credendo molto come punto di incontro tra cittadini e scienza con interessanti progetti di raccolta, analisi e interpretazione di dati a fini scientifici, come “Urban Nature”, “School of Ants: a scuola con le formiche” e “Un anno con le rondini”.

IL PROGRAMMA DI DOMENICA 6 OTTOBRE

10.00 – 10.15
Incontro degli organizzatori e registrazione dei partecipanti presso l’entrata principale del Parco cittadino di Gocciadoro (presso la stazione del treno della Valsugana)

10.15 – 10.30
Introduzione alla biodiversità urbana e alle tecniche di monitoraggio. I ricercatori del Muse e WWF formano i citizen scientist

I turno: 10.30 – 11.30
II turno: 11.30 – 12.30
Due turni di monitoraggio a tema:
Esploriamo il mondo vegetale e animale del Parco Gocciadoro
Monitoraggio dei macroinvertebrati bentonici del Rio Salè

12.30 – 13.00
Considerazioni finali
I ricercatori e i partecipanti si ritroveranno per fare una sintesi dei dati raccolti, selezionare le foto scattate durante le attività, e inserire i dati raccolti sulla piattaforma iNaturalist.
Considerazioni finali sullo status della biodiversità e dell’ambiente del sito analizzato. I partecipanti saranno invitati a proseguire nelle azioni di monitoraggio e raccolta dati in modo autonomo

Nuovo Plafond. Sostegno Imprese Trentine. Presentazione martedì 8 ottobre ore 11.

​Sostegno alle imprese attraverso la garanzia. E’ noto che una delle maggiori criticità per la ripresa delle piccole e medie imprese è dettata dall’accesso al credito.

Ebbene, uno degli strumenti per agevolare i professionisti e le piccole imprese nell’approccio con l’istituto di credito è la garanzia di Confidi, intermediario sempre di più forte e centrale per l’accesso al credito.

Ora, il Consiglio di Amministrazione di Confidi per sostenere ulteriormente le imprese del territorio ha deliberato il rilascio, a costi quasi azzerati, di garanzie a prima richiesta assistite dal Fondo di Garanzia per le PMI  per consentire l’ottenimento di mutui, concessi dagli istituti di credito convenzionati, con durata massima di 84 mesi.

Data la natura straordinaria dell’intervento il plafond potrà essere attivato sino al 31 dicembre 2019, salvo proroga.

 

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I dettagli verranno presentati nel corso di una conferenza stampa che si terrà:

martedì 8 ottobre

ore 11:00

sede Confidi Trentino Imprese

via Comboni, 7

Trento

All’Ecofiera di Tione la seconda edizione del Festival Trentino dell’Acqua. Nell’ambito dell’Ecofiera di Montagna, che si svolgerà questo fine settimana a Tione, il comitato Ec-qua propone la seconda edizione del “Festival Trentino dell’Acqua – Giudicarie Terra d’Acqua”.

L’anno scorso Parco Naturale Adamello Brenta, Comune di Tione, Comunità delle Giudicarie, Consorzio Giudicarie Centrali, Consorzi Bim del Chiese e Bim Sarca Mincio Garda, Asm di Tione, Associazione Pescatori Alto Sarca avevano dato vita al Comitato Ec-qua, sottofirmando un Manifesto di intenti davanti al pubblico della conferenza sul clima di Luca Mercalli, proprio durante l’Ecofiera. A loro da poco si è unita anche la GEAS Spa di Tione, la società che si occupa proprio dell’analisi dell’acqua in Giudicarie.

Intento del Comitato è quello di sensibilizzare i cittadini sull’utilizzo consapevole delle risorse idriche, organizzando eventi che possano rappresentare spinte culturali per le comunità. Proprio le Giudicarie sono le maggiori fornitrici di acqua in Trentino ed è importante per il futuro di queste valli che le comunità locali si rendano conto del suo valore. L’acqua infatti non è affatto un bene perenne ma sta diminuendo, evidenziando periodi di siccità anche in Trentino.

Quattro sono, dunque, le proposte del Festival organizzate per questa edizione di Ecofiera, di cui tre sono novità.

Lungo il percorso fieristico nel padiglione A, sarà presente come l’anno scorso lo stand del Festival, dove le operatrici del Parco forniranno informazioni e consigli per evitare sprechi nell’utilizzo quotidiano dell’acqua, risparmiando così anche sulle bollette. Proprio qui sarà allestita anche la prima tappa della mostra interattiva “Acqua alla scoperta della molecola più preziosa” che si snoderà negli spazi espositivi del Centro Studi Judicaria.

La mostra, realizzata dal settore Educazione Ambientale dell’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente, sarà visitabile liberamente oppure con la guida sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 19.00. L’allestimento affronta tematiche diverse quali l’inquinamento, la depurazione, l’uso in agricoltura, le caratteristiche biologiche dei corsi d’acqua, i bio-indicatori e le buone pratiche. Si tratta di un’esposizione itinerante che vuole sensibilizzare i trentini in particolare sulla necessità di limitare il più possibile lo spreco e l’inquinamento dell’acqua.

Domenica pomeriggio, nello stand del Festival, si svolgerà una gara di degustazione tra acque pubbliche “Qual è l’acqua più buona delle Giudicarie?”, a cura di GEAS Spa e BIM Sarca Mincio Garda. La gara vedrà sfidarsi otto acque, e altrettante sorgenti, che provengono dagli acquedotti comunali, acque apparentemente identiche ma in realtà molto diverse per gusto e proprietà organolettiche. Chiunque potrà assaggiare le acque e lasciare il proprio voto. Al termine della fiera sarà decretata l’acqua vincitrice. La gara vuole porre l’attenzione sulla fortuna di godere di fonti vicine di approvvigionamento idrico di qualità, e sull’importanza della rete capillare che fornisce le abitazioni.

L’ultima proposta per la giornata di domani sarà “A tutta turbina”. Ovvero la possibilità di visitare la Centrale Elettrica “Il Bersaglio” di Tione, realizzata nel ’59 e rimessa a nuovo nel 2013. La ASM metterà a disposizione per tutto il giorno la navetta gratuita che collega la fiera alla centrale. Sarà possibile prenotarsi direttamente in fiera dalle 10.00 alle 18.00 presso la segreteria di Ecofiera, a fianco dello stand del Festival.

 

A Trento la XIX Conferenza nazionale dei Centri per i Servizi al Volontariato. Vicepresidente Tonina “in Trentino il volontariato e la solidarietà sono nel DNA”.

 

350 partecipanti provenienti da 62 Centri di servizio per il volontariato operanti in Italia, 4 plenarie, 10 gruppi di lavoro. Sono alcuni dei numeri della XIX Conferenza nazionale di CSVnet in svolgimento questi giorni a Trento. Tema di queste giornate di lavoro “La follia dei volontari – Pensare diverso, donare se stessi, cambiare il futuro”.

Dando il benvenuto a tutti i partecipanti il vicepresidente e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione Mario Tonina ha voluto ringraziare, anche a nome della Giunta provinciale, il presidente del CSV Trentino Giorgio Casagranda. “Questo convegno – ha detto il vicepresidente Tonina – è un motivo di soddisfazione e riconoscimento di quanto fatto in questi anni da CSVTrentino all’interno del nostro territorio. Il ruolo del volontariato è importante, soprattutto se fatto con passione, disponibilità e vicinanza. È significativo vedere una partecipazione così numerosa a questo convegno. In queste 4 giornate sono certo che attraverso il contributo di tante persone portate a Trento un messaggio di impegno e di confronto”.

“In Trentino – ha aggiunto il vicepresidente – il volontariato è sempre stato di casa da ogni punto di vista. Sono infatti numerose le associazioni ed i volontari. In particolare la realtà del CSV Trentino è significativa e di aiuto per le persone in difficoltà. Tra gli obiettivi strategici prioritari inseriti nell’Agenda 2030” ha concluso, “ce n’è uno in particolare che riguarda il mondo del volontariato ed è quello riferito alle persone. Questo obiettivo riguarda la promozione di una dimensione sociale che garantisca una vita dignitosa a tutta la popolazione, affinché tutti gli esseri umani possano realizzare il proprio potenziale, in un ambiente sano. Scelte strategiche queste che riguardano il sociale e che vanno nella direzione del contrastare la povertà e l’esclusione sociale. Questi valori devono essere a carico di ciascuno e vi invito a portarli in tutte le vostre realtà regionali”.

A conclusione del processo contabile avviato a seguito di accertamenti condotti dalla Guardia di Finanza di Campobasso, la Sezione Giurisdizionale per la Regione Molise della Corte dei Conti ha condannato quattro dirigenti della locale Azienda Sanitaria Regionale per danni erariali quantificati in circa trecentomila euro.

La vicenda si riferisce alla elargizione a pioggia di retribuzioni accessorie a favore del personale dirigente contestata dalla Procura Regionale della Corte dei Conti di Campobasso che delegava nel 2014 accertamenti al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza.

Le Fiamme Gialle così, nell’ambito della operazione rain awards, hanno spulciato la documentazione amministrativa della A.S.R.E.M. constatando che quattro posizioni apicali della Dirigenza avevano elargito le cd. indennità di risultato a partire dall’anno 2009 indistintamente a tutto il personale dirigente, senza alcun collegamento con la valutazione di rendimento dei singoli ovvero del raggiungimento degli obiettivi di periodo.

Le attività istruttorie, che interessavano l’arco temporale dal 2009 al 2011, condotte in stretta sinergia con il Procuratore Regionale Dr. Stefano Grossi ed il Sostituto Procuratore Generale Dr. Roberto D’Alessandro, portavano così i finanzieri molisani a segnalare un possibile danno erariale quantificato in complessivi dieci milioni di euro e, relativamente al solo 2009, di circa 1.800.000.

A conclusione dell’istruttoria condotta dalla Procura Regionale a seguito dei conseguenti “inviti a dedurre”, veniva disposta la citazione in giudizio dei dirigenti.
Su quei fatti, si esprimeva la Sezione Giurisdizionale con il collegio presieduto dal Dr. Tommaso Viciglione, che, con la sentenza n. 22/2019 accogliendo sostanzialmente le tesi della Procura Regionale, condannava i quattro dirigenti al risarcimento del danno erariale.

È importante rimarcare come l’attività della Procura Regionale della Corte dei Conti, oltre ad accertare il danno erariale, abbia prodotto il cosiddetto “effetto conformativo” ovvero l’attitudine dell’azione repressiva a provocare l’interruzione di comportamenti dannosi e l’adozione di condotte conformi ai canoni di economicità, trasparenza, efficacia ed efficienza della Pubblica Amministrazione.

Obiettivi realizzabili attraverso il rafforzamento dell’attività di contrasto agli abusi e agli sprechi nel settore della spesa pubblica – con particolare riferimento al comparto della sanità – che, inevitabilmente, incidono fortemente sui bilanci degli Enti pubblici locali, per i quali la Guardia di Finanza rappresenta il principale referente operativo della magistratura contabile proprio in quei procedimenti tesi al risarcimento dei danni cagionati alla Pubblica Amministrazione.

Nel solo anno 2018, le Fiamme Gialle molisane hanno segnalato n. 49 soggetti accertando danni erariali per oltre 16 milioni di euro.

I Carabinieri del NOE di Napoli, nel corso delle attività finalizzate al contrasto dei reati ambientali legati al ciclo dei rifiuti urbani e speciali, hanno intensificato i controlli volti a verificare situazioni di inquinamento ambientale nel tratto di costa “Vigliena-Pietrasa” del comune di Napoli, con particolare riferimento agli scarichi industriali provenienti dalle aziende private.

Nel corso delle verifiche i militari del NOE hanno accertato che le acque reflue industriali di un cantiere nautico, utilizzate nel ciclo lavorativo, venivano immesse in assenza di autorizzazione allo scarico, e senza alcun trattamento o depurazione, nella pubblica fognatura. Inoltre, all’atto del controllo erano in corso operazioni di dragaggio del fondale marino, in prossimità della scogliera antistante il cantiere navale, senza alcuna autorizzazione da parte degli Enti competenti, con stoccaggio dei fanghi di dragaggio in area non autorizzata.

Al termine degli accertamenti il cantiere nautico – composto da un capannone di circa 1.000 mq ed un piazzale esterno di circa 150 mq, unitamente alla gru semovente utilizzata per il dragaggio ed i fanghi rimossi, circa 15 mc – è stato sottoposto a sequestro.
I gestori dell’attività sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Napoli per:
scarichi non autorizzati;

gestione illecita di rifiuti;

operazioni di dragaggio non autorizzate ed inquinamento ambientale.

Il valore complessivo del sequestro ammonta a circa 500.000,00 Euro.

Il bilancio della Provincia autonoma di Trento nella parte che prevede la stabilizzazione del personale precario della scuola, viene impugnato per incostituzionalità dall’avvocatura dello Stato

 

L’IMPUGNATIVA

Viene impugnata la modifica introdotta all’articolo 19 della legge provinciale n. 15 del 2018, “Misure per la stabilizzazione del personale insegnante delle scuole dell’infanzia”, nella parte in cui per il concorso straordinario per l’accesso a posti di lavoro con contratto a tempo indeterminato per il personale delle scuole dell’infanzia provinciali con più di tre anni di servizio si annullava qualunque tipo di prova, riducendo il concorso straordinario ad una pura e semplice domanda e successiva verifica dei requisiti.

 

LA NS POSIZIONE : IL PRINCIPIO MERITOCRATICO DA SALVAGUARDARE

Ci preme ricordare che lottiamo da anni per il riconoscimento del servizio prestato come credito principale per l’inserimento in graduatorie ad immissione in ruolo, ma è vero anche che il servizio da solo non può tracciare un quadro limpido delle differenze di qualità professionali che obiettivamente ci sono tra lo stesso personale. Qualità che possono derivare da tanti fattori, quali anche una formazione teorica acquista in corso di servizio, una attitudine maggiore o minore rispetto a colleghi con la stessa anzianità di servizio ed altro. Tutto questo non può non essere oggetto di un minimo di differenziazione tra un dipendente ed un altro, altrimenti ci ridurremmo ad esasperare ancora di più il piattume meritocratico che caratterizza le carriere del personale docente.

Tutto ciò è evidentemente corollario del principio meritocratico costituzionalmente vincolante nelle assunzioni della pubblica amministrazione; ecco perché ci eravamo prefissi di intervenire con una proposta di modifica di quell’emendamento troppo scioccamente e frettolosamente depositato e fatto approvare questa estate da chi era solo in cerca di facile consenso, illudendo docenti che da anni aspettano la stabilizzazione. Devio anche dire purtroppo che scelgono male i loro referenti, visto gli esiti recenti.

 

LA PROPOSTA

Non abbiamo fatto in tempo, vista la celerità con cui è intervenuta l’avvocatura di stato, ma il ns intento e la soluzione al problema è seguire la strada del nazionale un colloquio non selettivo ma che dia la possibilità a chi vuole di far valere competenze e professionalità acquisite nel corso della propria carriera per ottenere un miglior punteggio in graduatoria.

Va precisato, a tal proposito, che vanno necessariamente riconosciute come valide le procedure concorsuali sostenute in altre parti d’Italia, perché certificano l’assolvimento di quell’obbligo costituzionale che impone un percorso concorsuale per l’ingresso nei ruoli delle pubbliche amministrazioni.

Altra cosa sono poi le situazioni di precari di lunghissimo periodo, 20 ed oltre anni di servizio, per i quali francamente sarebbe un paradosso oggi pretendere di mettere in discussione le loro qualità professionale quindi per essi una conversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato per decreto.

Concludiamo precisando e rispondendo evidentemente a chi esprime tanta meraviglia e stupore per questa impugnativa, che quando si opera in campi sconosciuti e di cui si ignorano anche solo le basi tecniche oltre che il cursus storico della materia si finisce, come in questo caso, a fare del male anziché del bene, oltre che una meritata figuraccia!

 

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Mauro Pericolo

Delsa Sindacato Autonomo

 

 

 

Foto: archivio Pat

Scuola: Confronto tra il dipartimento della conoscenza e i sindacati. Temi: Reclutamento, Chiamata Unica, Avvio anno scolastico.

Ieri 3 ottobre 2019 si è tenuto l’incontro presso il dipartimento della conoscenza tra le organizzazioni sindacali rappresentative del mondo della scuola ed il i dirigenti del dipartimento della conoscenza: dottor Ceccato, dott.ssa Mussino e dott.ssa Maino della APRAN.

L’incontro, indetto dal dipartimento, aveva come temi le problematiche relative all’avvio dell’anno scolastico in modo particolare il sistema di reclutamento, la chiamata unica e alcuni aspetti organizzativi delle segreterie scolastiche.

Per la nostra organizzazione DELSA ha partecipato Mauro Pericolo :“Ho trovato molto utile l’incontro sia per la disponibilità manifestata dai dirigenti del dipartimento ad affrontare le tematiche relative al reclutamento nella scuola e gli aspetti lacunosi di talune procedure utilizzate proprio per il reclutamento stesso; in modo particolare la Chiamata Unica, sulla quale, nei giorni scorsi, avevamo espresso tutte le ns perplessità riguardo alla correttezza della stessa in ordine all’assegnazione degli incari rispettando le posizioni in graduatoria, oltreché all’assenza di uno strumento di trasparenza che renda verificabili le operazioni compiute dal sistema.”

Si è riscontrata la disponibilità ad avviare un tavolo di confronto sul riordino del sistema di reclutamento che è ormai estremamente datato e non risponde più ne alle esigenze del sistema scolastico, ne alla situazione del personale disponibile per il funzionamento della scuola, cambiata anch’essa.

 

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Concorso straordinario primaria.

Abbiamo tantissimi docenti ormai con decine di anni di precariato che vanno stabilizzati, in particolare nella scuola primaria con un concorso straordinario già previsto da una legge del 2018 e che va indetto quanto prima ma non oltre marzo 2020.
Riguardo alla modalità di espletamento di tale procedura, lo abbiamo ribadito al tavolo, riteniamo sia importante che segua il percorso del nazionale; cioè una prova di valutazione non selettiva ma, che miri a riconoscere particolari competenze dei docenti che intendono sostenerla, migliorando la loro posizione in graduatoria e che al tempo stesso garantisca il principio del merito costituzionalmente vincolante.

Ciò ci garantirebbe anche da eventuali impugnative per incostituzionalità da parte di esterni alla provincia o dello Stato stesso.

 

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Sostegno e Lingue
Abbiamo evidenziato anche l’urgenza di individuare criteri per incoraggiare la permanenza degli insegnanti di lingue nel loro specifico ruolo così come quelli di sostegno ed evitare quindi flussi continui di docenti specializzati verso la scuola comune, generando situazioni come l’attuale carenza di docenti di sostegno e di lingue.
Infatti, a ns avviso, l’assenza di meccanismi di incentivazione sia per le lingue che per il sostegno, e per converso la presenza di un grave disagio che queste figure vivono sul posto di lavoro, è una situazione che va immediatamente arginata con strumenti normativi e contrattuali incentivanti.
Gli insegnanti di lingue sono costretti a gestire moltissime classi addirittura abbiamo casi di 10-11 classi assegnate ad un solo docente con tutte la conseguente responsabilità e carico di lavoro che ne consegue.

Gli insegnanti di sostegno, invece, vengono utilizzati frequentemente per le supplenze anziché per il loro necessario supporto didattico nella classe, oppure gli si chiede di gestire il bambino o i bambini ad essi affidati in ambienti fuori dalla classe per non “disturbare le lezioni della classe”. Tutto questo genera evidentemente una squalificazione della figura generando una scarsa attrattiva verso l’insegnamento delle lingue e del sostegno.

Delsa già tre anni fa aveva depositata in dipartimento una richiesta di ripristino della norma contrattuale che ripristinasse il limite delle classi ed il numero di ore dirette da assegnare agli insegnanti di lingue. Oggi trovare una soluzione ad un problema ormai urgente è una necessità improcrastinabile.
Sebbene i temi principali siano stati questi, sì e poi accennato ad altre questioni importanti della scuola; anche su questi temi il dottor Ceccato ha assunto l’impegno di aprire un tavolo di confronto a breve.

Rinvio della manifestazione del 12 ottobre
La disponibilità di aprire un tavolo di confronto su queste tematiche ci ha indotto a rimandare per il momento, la manifestazione fissata per il 12 ottobre presso il Palazzo della Provincia, speranzosi che gli incontri programmati saranno utili e proficui per trovare soluzioni alle problematiche trattate.

 

Convegno Benci 3 ottobre 2019 sulla problematica della contenzione in sanità. Molto partecipato e di grande successo l’evento gratuito organizzato ieri a Trento da Nursing up tramite il provider Ideasgroup dal titolo “la contenzione manuale, fisica, farmacologica ed ambientale dopo la sentenza 50597/2018″

La sala era gremita da 200 partecipanti, sempre attenti per seguire l’intervento di grande rilievo del relatore Prof. Luca Benci, che il 5 febbraio 2019 è stato nominato membro del Consiglio Superiore di Sanità, in qualità di esperto qualificato nell’ambito del diritto sanitario.

L’argomento ha destato grande interesse nei professionisti sanitari presenti, provenienti in prevalenza dall’ Apss trentina e dalle Apsp della nostra provincia, infermieri, terapisti della riabilitazione psichiatrica, educatori professionali e fisioterapisti le principali professionalità presenti.

Nel corso della giornata, è stata analizzata la vicenda che ha coinvolto il maestro elementare Franco Mastrogiovanni morto nel 2009 dopo 82 ore di contenzione nell’ospedale di Vallo di Lucania, che tanto scalpore ha destato a livello nazionale nei professionisti sanitari e nell’opinione pubblica.

Il prof. Benci ha analizzato la complessa sentenza della Cassazione – V sezione, sentenza 20 giugno 2018, n. 50497 – concentrandosi sulla “natura della contenzione” esaminata per la prima volta in modo approfondito dai giudici di legittimità, sul reato di sequestro di persona e sulle conseguenze nei confronti di medici e infermieri coinvolti e infine sul concetto di falso in atto pubblico.

La sentenza ha avuto una fondamentale importanza ed influenza, innescando un ripensamento di molte prassi medico-assistenziali che apparivano consolidate nelle organizzazioni sanitarie, sancendo nel contempo il principio che la contenzione non è un atto terapeutico e non ha natura di atto medico.

Acceso e appassionante il dibattito finale che ha coinvolto il docente ed i partecipanti, ringraziamo entrambi per la bella giornata passata assieme.

 

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Cesare Hoffer
Coordinatore provinciale Nursing up Trento

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