L’Associazione Amici di Claudio Demattè, il Gruppo GPI, i Giovani Imprenditori di Confindustria Trento presentano il progetto Costruendo Futuro, ciclo di 3 appuntamenti per osservare, in prospettiva, temi di grande attualità.

LUNEDI’ 7 OTTOBRE 2019 – ORE 11.00
Comune di Trento, sala stampa di Palazzo Geremia, via Belenzani

Intervengono:
Michele ANDREAUS, Professore di Economia Aziendale, Università di Trento
Matteo SANTORO, Direttore Generale Gruppo GPI
Francesco OREFICE, Componente Consiglio Direttivo Giovani Imprenditori, Confindustria Trento

 

SAVE THE DATE - Conferenza stampa Costruendo Futuro

 

 

Il Garante Privacy non ha mai ostacolato la lotta all’evasione fiscale. E quella che si legge da giorni su diverse testate non è altro che un’intollerabile fake news.

Quest’idea del tutto falsa – che si rincorre, da un notista all’altro – è frutto di palese ignoranza dei provvedimenti adottati dal Garante, i quali hanno invece assicurato un contributo determinante per migliorare l’efficacia delle verifiche fiscali.

Sin dal novembre 2012, infatti, l’Autorità ha autorizzato le comunicazioni degli operatori finanziari all’Archivio dei rapporti finanziari, secondo le modalità proposte dall’Agenzia delle entrate. Sono state prescritte le misure per proteggere il patrimonio informativo dell’Agenzia da rischi di dispersioni, attacchi informatici, manipolazioni. Il Garante ha inoltre indicato le modalità per realizzare la profilazione del rischio fiscale individuale – prevista peraltro dalla legge – su criteri di calcolo affidabili, in modo tale che si potessero selezionare effettivamente potenziali evasori e non invece soggetti in piena regola con gli obblighi fiscali.

Tutt’altro che ostacolare, dunque. Il Garante Privacy ha semmai supportato la lotta all’evasione fiscale: basterebbe documentarsi”.

Il Comune si impegni maggiormente per rendere Trento una città inclusiva.

Il recente fatto accaduto a Mezzolombardo (l’attacco omofobo di un gruppo a una coppia) e il clima di scarsa tolleranza che ancora serpeggia in città verso il diverso o chi esprime liberamente il proprio orientamento di genete, sono dei campanelli d’allarme che devono farci riflettere.

Trento è una città che deve lavorare ancora sulla sua capacità inclusiva. Negli ultimi decenni si sono fatti passi avanti innegabili che sono dovuti sicuramente al lavoro fatto nelle scuole attraverso i percorsi sulla diversità di genere, ma è ancora radicato un sentimento di non accettazione della diversità.

A mio avviso il Comune di Trento deve spendersi maggiormente sia facendo pressione sull’ amministrazione provinciale per far riattivare i percorsi scolastici, che facendo interventi specifici sul tema attraverso le sue politiche sociali.

 

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Jacopo Zannini

Consigliere Comunale Altra Trento a Sinistra

A dirigere la musica che accompagnerà le star mondiali del pattinaggio sarà il Maestro Diego Basso.

Grandi campioni del pattinaggio internazionale e oltre 100 elementi dell’orchestra e del coro Roma Sinfonietta, un mix di musica, arte e sport che unisce le più celebri arie d’opera e uno spettacolo sul ghiaccio unico al mondo.

Tutto questo è Opera on Ice in programma il 4 e 5 ottobre nella cornice del Foro Italico di Roma. A dirigere coro e orchestra dello show kolossal sarà il Maestro trevigiano Diego Basso, già direttore d’orchestra nella scorsa edizione andata in scena in Piazza degli Scacchi a Marostica. Toccherà a lui il compito di guidare dal vivo le note che accompagneranno le performance di star internazionali come Evgeni Plushenko, la campionessa del mondo giapponese Miki Ando, gli azzurri della danza Anna Cappellini e Luca Lanotte, e la coppia di artistico Nicole Della Monica e Matteo Guarise.

L’apertura dell’evento sarà un tributo al maestro Franco Zeffirelli recentemente scomparso, celebrato anche con preziosi costumi di scena indossati dai pattinatori per il ‘Brindisi della Traviata’ di Verdi ed altri pezzi.

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Opera on Ice conquisterà anche il piccolo schermo: sarà in onda su Canale 5 il giorno di Natale.

About Diego Basso
Diego Basso, direttore d’orchestra, è stato ed è protagonista di importanti progetti nelle principali reti televisive e in alcuni dei maggiori teatri nazionali ed internazionali. Oltre ad essere direttore musicale e direttore d’orchestra di Sanremo Young, il Maestro ha preso parte ad altre grandi produzioni come Viva Mogol! su RAI 1 e a due edizioni di Music di Canale 5, per le quali ha diretto l’orchestra ed ha trascritto e curato l’arrangiamento di brani interpretati dai più grandi artisti nazionali e internazionali che vi hanno preso parte. Ha diretto Opera on Ice in Piazza degli Scacchi a Marostica con campioni di pattinaggio artistico che hanno “danzato” sulle arie d’opera più famose; in palcoscenico i 100 musicisti dell’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana, il Coro Open House e i solisti della Fondazione Pavarotti.

Oltre al tradizionale appuntamento con il concerto AVA LIVE il maestro ha condotto l’Orchestra in diretta live su RAI 1 da piazzale Kennedy con “Una ballata per Genova”. È stato direttore d’orchestra del tour europeo “Notte Magica” e di alcune tappe del tour italiano e nordamericano de Il Volo, toccando le principali città e teatri europei. Oltre all’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana di cui è fondatore, Diego Basso ha diretto molte orchestre tra cui l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, OFI Orchestra Filarmonica Italiana, Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari, Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, Orchestra Giovanile di Roma, Orchestra Filarmonica Marchigiana, Orchestra Sinfonica Siciliana, Slovak Sinfonietta Zilina, la Guangzhou Symphony Orchestra Cina, per l’Omaggio a Ennio Morricone in occasione del Concerto di Natale nella stagione musicale 2015/2016, Detroit Symphony Orchestra le Orchestre delle città di Chicago, Boston, New York, Washington.

Odio social del Ministro Fioramonti contro Le FF.OO. Paoloni (Sap): «Viene a mancare il valore dell’esempio. Se confermato, ci aspettiamo seri provvedimenti»

«Apprendiamo dagli organi di stampa una serie di esternazioni che il Ministro dell’Istruzione Fioramonti, avrebbe affidato ai social network tempo fa, in cui esprime odio incondizionato nei confronti delle forze dell’ordine. Siamo senza parole».

A dichiararlo è Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), in merito agli articoli di giornale che riportano alcuni post pubblicati sui canali social dall’attuale Ministro dell’Istruzione.

«Meravigliarsi su facebook perché Luigi Preiti sparò solo al Carabiniere Giangrande e non ad altri militari, oppure scrivere che la Polizia di Stato sia più un corpo di guardia del potere che dei cittadini, denota un’avversione alle Istituzioni del tutto incompatibile con il ruolo che il Fioramonti ricopre.

Un Ministro dell’Istruzione – prosegue Paoloni – non può non tener conto dell’importanza del valore dell’esempio, quale principio cardine da infondere nelle scuole per educare i giovani al rispetto delle Istituzioni dello Stato che Fioramonti stesso rappresenta. Se tutto questo fosse confermato auspichiamo in seri provvedimenti nei suoi confronti. Non sono tollerabili – conclude – simili esternazioni da parte di un Ministro della Repubblica».

Audizione del Commissario designato Paolo Gentiloni

La commissione per i problemi economici e monetari ha interrogato Paolo Gentiloni, candidato italiano per il portafoglio economico.
I coordinatori dei gruppi politici della commissione parlamentare si riuniranno entro 24 ore per valutare le prestazioni del Commissario designato Gentiloni.

Patto di stabilità e crescita, integrazione di ambiente e fiscalità

Nel suo intervento introduttivo, Gentiloni ha sottolineato come la crescita economica e la trasformazione delle economie non debbano andare contro le pressanti priorità ambientali e sociali. Si è impegnato a concentrarsi sulla riduzione del debito pubblico, incoraggiando al tempo stesso l’uso di qualsiasi spazio fiscale disponibile per gli investimenti. Anche la revisione del quadro fiscale a livello comunitario sarà fra le azioni prioritarie del suo mandato, ha aggiunto.

I deputati hanno mostrato particolare interesse nelle intenzioni di Gentiloni relative al Patto di stabilità e di crescita; alcuni per chiedere garanzie sull’applicazione delle regole UE, altri per capire il suo punto di vista su come il Patto potrebbe essere riformato. Molti deputati hanno inoltre sottolineato la necessità, per la Commissione, di affrontare in maniera più adeguata evasione fiscale e paradisi fiscali, in particolare introducendo un’aliquota minima UE dell’imposta sulle società, ampliando l’elenco dei paesi considerati paradisi fiscali e negoziando con gli Stati membri dell’UE che si comportano come paradisi fiscali.

I deputati hanno poi chiesto a Gentiloni come concretizzare la proposta per un regime europeo di riassicurazione delle indennità di disoccupazione e quali strumenti potrebbero essere utilizzati per gestire in maniera migliore le politiche anticicliche.

Nel corso dell’audizione, i deputati hanno infine sollevato la questione del rafforzamento della dimensione sociale del semestre europeo e hanno chiesto come poter avanzare sui dossier bloccati in seno al Consiglio dei Ministri UE.

Blocco Studentesco: gravissimo attacco al nostro movimento. La totalità delle pagine social network del Blocco Studentesco, Instagram e Facebook, hanno subito una chiusura ingiustificata da parte del colosso multinazionale di Mark Zuckerberg.

“Nel recente periodo – inizia la nota del movimento – la maggior parte delle pagine social del movimento, compresi molti profili e account privati, sono stati chiusi senza alcuna giustificazione o straccio di informazione. Più di cento pagine locali con centinaia di migliaia di follower hanno chiuso i battenti di punto in bianco. Una vera e propria offensiva ‘totale’ ad un movimento politico che da anni rappresenta liberamente gli studenti italiani all’interno delle scuole e che nell’ultimo anno si è confermato come primo movimento per numero di voti all’interno degli istituti della penisola”.

“Un attacco – continua la nota – che è arrivato in un momento ben preciso della storia del nostro paese: a pochi giorni dall’insediamento di un nuovo governo orientato politicamente a sinistra che ha tra i suoi principali sostenitori l’elite globalista e progressista dell’Unione Europea per arrivare fino al colosso Statunitense. Un attacco in odore di vero e proprio colpo di stato, orchestrato per mettere a tacere ogni forma di opposizione politica e libertà di pensiero. Un azione di censura che naturalmente ha trovato il plauso del segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti, a cui non è mancato quello dello stuolo di antifascismo militante che già si è riscoperto custode di uno status quo che nell’ultimo anno aveva miseramente perso”.

“La democrazia in Italia – conclude la nota del movimento – (se mai è esistita) è morta ufficialmente sotto i colpi di una multinazionale straniera. Il Blocco Studentesco vuole rispondere con un messaggio chiaro: la nostra libertà non sarà decisa da qualche nano nascosto dietro ad un computer e nemmeno da un governo fantoccio di interessi stranieri e nemico della Nazione. La libertà, quella vera, si conquista per strada. È lì che ci troveranno e vi promettiamo che dovranno sputare il sangue per metterci a tacere”.

 

La manutenzione della rete stradale cittadina, della rete idrica, dell’illuminazione, delle scuole e dei parchi dovevano essere assicurati dai milionari stanziamenti di fondi pubblici confluiti nella Multiservizi spa. Denaro che, piuttosto che essere destinato al soddisfacimento di primari interessi e bisogni della collettività, grazie al patto scellerato con politici e imprenditori collusi e disonesti, è finito invece nelle tasche delle cosche.

Un vero e proprio piano strategico diretto al controllo della cosa pubblica e all’accaparramento di ingenti profitti “…per far sì che la Multiservizi S.p.a. divenisse uno strumento funzionale al soddisfacimento degli interessi economici della ‘ndrangheta e di alcune famiglie di imprenditori ad essa legate…”.
Un fiume di denaro che, attraverso un meccanismo fraudolento, ha favorito società facenti capo a famiglie risultate avere stabili collegamenti con la criminalità organizzata reggina a discapito della collettività.

Sono queste le parole che si leggono nelle carte con cui l’Ag procedente ha sussunto l’attività di servizio in esecuzione da parte dei militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria coordinati dalla locale Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Capo Giovanni Bombardieri.

L’“Ordinanza di applicazione di misura cautelare”, eseguita dai Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria con il supporto operativo dei colleghi di Milano, Siena ed Agropoli, è stata emessa dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria, Dott.ssa Giovanna Sergi, su richiesta del Procuratore Aggiunto Dott. Gerardo Dominijanni e dispone l’applicazione della misura degli arresti domiciliari nei confronti degli imprenditori reggini:

1. COZZUPOLI Pietro cl. ’38;
2. MAMONE Lauro cl. ’57;
3. RECHICHI Giuseppe Rocco Giovanni detto ” Pino” cl. ’58;
4. RECHICHI Antonino cl. ‘85;
5. RECHICHI Giovanni cl. ‘85;
6. RECHICHI Rosario Giovanni cl. ’61;
7. TIBALDI Michelangelo Maria cl. ’67;
8. TIBALDI Michele cl. ’87,

poiché ritenuti responsabili – a vario titolo e in concorso tra loro – del reato di bancarotta fraudolenta (artt. 110 c.p., 216 comma primo n. 1, 219 commi primo e secondo n. 1, 223 commi primo e secondo n. 2 del R.D. 16.3.1942 n. 267) in quanto, quali titolari di cariche e/o qualifiche societarie, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso ed in tempi diversi, distraevano e dissipavano il patrimonio delle società “Multiservizi S.p.a.” e “Gestione Servizi Territoriale S.r.l.” (G.S.T. S.r.l.) in pregiudizio dei creditori, cagionandone dolosamente il fallimento.

Contestualmente è stato eseguito un “decreto di sequestro preventivo d’urgenza e contestuale richiesta di convalida” nei confronti di COZZUPOLI Pietro, TIBALDI Michelangelo, Brick srl e della Ingg. Demetrio, Pietro e Domenico Cozzupoli srl – che dispone il sequestro di somme di denaro per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro.
Le misure cautelari in esecuzione costituiscono l’epilogo delle indagini condotte dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del locale Nucleo di Polizia Economico

Finanziaria della Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione denominata “Mala Gestio” che hanno consentito di accertare come le vicende fallimentari che hanno colpito le citate società – dichiarate fallite tra il 2014 e il 2015 – ben lontane da contesti di ordinaria decozione, erano invece da ricondursi ad un ingegnoso meccanismo fraudolento che, messo a punto da coloro i quali ricoprivano contemporaneamente cariche sociali nelle due imprese fallite e in altre ditte a favore delle quali venivano svolte le distrazioni di risorse economiche, ha assicurato agli indagati l’accaparramento di ingenti somme di denaro che, liquidate dal Comune di Reggio Calabria (unico finanziatore della Multiservizi di cui deteneva la quota del 51 % del capitale sociale), prima venivano introitate nelle casse della G.S.T. s.r.l. e poi da queste confluivano nelle tasche dei singoli privati.

In particolare, nel 2004 il Comune di Reggio Calabria, previo esperimento di apposita procedura ad evidenza pubblica per l’individuazione del Socio privato, procedeva alla costituzione della “Multiservizi Reggio Calabria S.p.A.”, società mista con capitale pubblico maggioritario – il cui socio privato, detentore del 49% del capitale sociale, era la citata società di scopo G.S.T. S.r.l. – al fine di assicurare le pubbliche attività di
– Manutenzione dei servizi a rete stradale;
– Manutenzione del servizio idrico integrato;
– Manutenzione Opere edili: patrimonio edilizio, edifici istituzionali, aree mercatali, lido
comunale;
– Manutenzione impianti sportivi: palasport, palestre, campi, gradinate, aree gioco;
– Manutenzione parchi, giardini, viali, parchi giochi ed aree a verde pubblico;
– Manutenzione uffici giudiziari;
– Manutenzione e controllo segnaletica stradale, Pubblica illuminazione;
– manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni demaniali e patrimoniali comunali nonché
alcune attività ad esse connesse, quali la pulizia dei locali e la sorveglianza.

Lo stesso giorno, con la sottoscrizione di un incomprensibile patto parasociale – contrariamente a quanto previsto dall’appena stipulato atto costitutivo e pur essendo il Comune detentore del 51 % del capitale sociale della Multiservizi – il Sindaco SCOPELLITI di fatto abdicava dal controllo della partecipata, assegnando in via esclusiva tutti i poteri di gestione al socio privato di minoranza G.S.T. S.r.l..

Le risultanze investigative di cui all’operazione “Mammasantissima”, forniscono in parte spiegazione a tale circostanza.
In tal senso milita una conversazione censurata in data 14.05.2002, nel corso della quale era proprio ROMEO Paolo, destinatario di misura cautelare in quel procedimento penale, nel compiacersi per una possibile vittoria di SCOPELLITI, a fare riferimento all’appoggio elettorale dell’imprenditore COZZUPOLI e di Giuseppe RECHICHI (“vince lo stesso – perché c’è Cozzupoli che deve incassare delle somme, che praticamente è in uno stato di bisogno attualmente” mentre “dall’altro c’è Pino che sta partecipando a queste gare per la esternalizzazione”) e quindi proprio degli imprenditori che avrebbero avuto col tempo il controllo della partecipata.

Nel 2007 le due società, la Multiservizi S.p.a. – nella persona dell’Amministratore Delegato MAMONE Lauro – e la G.S.T. s.r.l. – nella persona dell’Amministratore Delegato TIBALDI Michelangelo – stipulano una convenzione ed un disciplinare per lo svolgimento delle prestazioni previste dal contratto di servizio tra Comune e Multiservizi S.p.a., consistente nella prestazione di generici servizi (studio dei dati e controllo di gestione; progettazioni ed elaborazione di manuali di sicurezza; sviluppo di procedure amministrative, gestionali, di sicurezza; auditing legale, etc.) che la G.S.T. S.r.l. poteva assumere e definire in modo del tutto autonomo ed il cui compenso era determinato a priori – a favore della citata GST – prescindendo del tutto dalla valutazione del costo dei servizi resi, come quota percentuale dei ricavi di Multiservizi.

Tale convenzione si rivelava un utilissimo strumento fraudolentemente predisposto dagli indagati per accaparrarsi ingentissimi e immeritati ricavi che avrebbero svuotato le casse di Multiservizi ai danni del Comune di Reggio Calabria e portato la società partecipata al fallimento.

Al riguardo, tra il 2007 e il 2012, Multiservizi ha pagato alla G.S.T., un importo complessivo di € 11.901.400 prevedendo in contabilità il pagamento di ulteriori € 5.848.087.
A tal proposito, nel 2007, poco dopo la stipula della predetta convenzione, la G.S.T. s.r.l. era composta ed amministrata – tra gli altri – da Pietro COZZUPOLI, legale rappresentante e presidente del c.d.a., Michelangelo TIBALDI, amministratore delegato, Michele TIBALDI e Antonino RECHICHI.

Seguendo lo stesso schema fraudolento attuato per la Multiservizi, gli indagati stipulavano tra la G.S.T. e le società – a loro riconducibili – che ne detenevano il capitale sociale (REC.IM S.r.l., Ingg. Demetrio Pietro Domenico Cozzupoli s.n.c. e Brick S.r.l.) una serie di contratti di servizi nei quali, a fronte di generiche prestazioni d’opera in favore della G.S.T. s.r.l., erano stabiliti enormi compensi costituiti da una percentuale sui ricavi di quest’ultima, nonché rimborsi spese del tutto avulsi dal reale valore delle prestazioni fornite.
Tutti i citati contratti venivano conclusi dal legale rappresentante di G.S.T. s.r.l. Michelangelo TIBALDI, rispettivamente con Antonino RECHICHI (per RE.CIM. s.r.l.), con Michele TIBALDI – figlio di Michelangelo – (per BRICK s.r.l.) e Pietro COZZUPOLI (per Ingg. Demetrio Pietro Domenico Cozzupoli s.n.c.) assicurando alle imprese ai medesimi riconducibili, tra il 2008 e il 2011, profitti complessivamente pari a € 5.854.974; venivano, inoltre, iscritti in bilancio ulteriori debiti per fatture da pagare per € 3.906.219.

Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno evidenziato il meccanismo criminale messo a punto dagli indagati che, ricoprendo contestualmente cariche all’interno delle società coinvolte, si prodigavano per introitare indebitamente le risorse pubbliche che, attraverso contratti fraudolentemente predisposti, garantivano ai soci di G.S.T., quindi agli indagati, di beneficiare di enormi somme di denaro.

A completare il quadro, si riportano le risultanze emerse a carico di alcuni degli odierni indagati nell’ambito di altri procedimenti:
Giuseppe RECHICHI, cui erano riconducibili le società G.S.T. S.r.l. e REC.IM. S.r.l. –, che nel 2008 era stato addirittura nominato direttore tecnico di Multiservizi S.p.a. – in seno all’indagine “Astrea” è stato ritenuto personaggio di vertice della cosca “Tegano” e destinatario nel 2011 di provvedimento restrittivo personale per il reato di cui all’art. 416 bis c.p.. Nel medesimo contesto investigativo, TEGANO Giovanni, BARBARO Carmelo e RECHICHI Rosario Giovanni sono stati ritenuti responsabili – tra l’altro – di aver fittiziamente attribuito la titolarità della società SICA s.r.l. ai fratelli RECHICHI Antonino e RECHICHI Giovanni mediante la partecipazione nella

società REC.IM s.r.l., che veniva successivamente sottoposta a confisca, unitamente alla SICA s.r.l., anche se le imputazioni formulate nei confronti dei citati germani non trovavano riscontro in sede processuale. Secondo le risultanze d’indagine, la cosca “Tegano”, attraverso la famiglia RECHICHI era quindi riuscita ad infiltrarsi e a controllare completamente il flusso di danaro che, dalle casse comunali, affluiva alla Multiservizi infiltrando un loro uomo fidato (Pino RECHICHI) nel ruolo di direttore operativo con ampia capacità decisionale. Altresì, RECHICHI Giuseppe emerge con ruolo di spicco anche nell’ambito del procedimento denominato “Gotha”.

MAMONE Lauro, è stato ritenuto essere soggetto vicino alla cosca “Libri” secondo le risultanze dell’operazione “Rifiuti Spa 2” quale responsabile dei reati di partecipazione ad associazione di stampo mafioso, associazione a delinquere semplice, aggravata dal metodo mafioso e di truffa aggravata.

Nel 2012 la Prefettura di Reggio Calabria, anche alla luce degli elementi emersi nell’ambito delle indagini sopra indicate, tenuto conto che la REC.IM s.r.l. deteneva una parte rilevante del capitale di G.S.T. s.r.l., emetteva interdittiva antimafia nei confronti della G.S.T. s.r.l.. a seguito della quale il Comune di Reggio Calabria deliberava lo scioglimento della Multiservizi Reggio Calabria S.p.a. e la stessa veniva posta in liquidazione.

Entrambe le società, tra il 2014 e il 2015, sono state dichiarate fallite.

Sono state svolte indagini a carattere economico/patrimoniale, volte all’individuazione del patrimonio finanziario e immobiliare riconducibile ai componenti del suddetto sodalizio e valorizzando le risultanze delle pregresse indagini, sono state ricostruite le acquisizioni patrimoniali e finanziarie – dirette o indirette – effettuate nell’arco temporale d’interesse, definendo il profilo reddituale e quello patrimoniale degli indagati e dei relativi nuclei familiari.

L’azione operativa del Corpo nel caso di specie è finalizzata a sostenere il tessuto economico legale ed a garantire ai cittadini adeguati livelli di vivibilità che sono messi a rischio da servizi pubblici di bassa qualità. Infatti, la lotta agli sprechi di denaro e la conseguente salvaguardia dei bilanci pubblici sono alla base di un efficiente gestione delle risorse, del buon andamento e dell’imparzialità della PA ma costituiscono soprattutto l’argine più forte all’interessamento della criminalità alla gestione della res pubblica.

Il testo della richiesta presentata da Ghezzi e sottoscritta da altri sei consiglieri provinciali. Allarme per la riforma dell’affidamento dei servizi socio-assistenziali. Martedì comunicazione in Aula.

“Riforma appalti sociali e cooperative: allarme sociale”: questo il titolo della richiesta di comunicazione in Aula del presidente della Provincia, presentata il mese scorso dal capogruppo di Futura Paolo Ghezzi, in base all’articolo 140 del Regolamento del Consiglio, e sottoscritta anche da Olivi (Pd), Degasperi (5 stelle), Coppola (Futura), De Godenz (UpT), Marini (5 stelle) e Ferrari (Pd). La comunicazione della Giunta è in programma la mattina di martedì 8 ottobre, nella prima delle due giornate consiliari convocate in Aula dal presidente Kaswalder, subito dopo il question time da cui saranno aperti i lavori.

Ecco il testo della richiesta.

«Desta un vivo allarme, in città e nelle valli, la riorganizzazione del settore delle politiche sociali in Trentino. Le linee guida in materia di affidamento dei servizi socio-assistenziali, in attuazione della legge provinciale 13/2007 sulle politiche sociali e in adeguamento al nuovo codice nazionale degli appalti, nel corso dell’estate sono state presentate agli enti locali e alla Consulta delle politiche sociali che rappresenta il mondo delle cooperative.
I tempi stringenti dettati dalla giunta e dalla dirigenza provinciale per il confronto su una materia estremamente complessa non sembrano consentire il necessario approfondimento del sistema degli strumenti previsti (procedure di coprogettazione, accreditamento libero, procedure concorrenziali) per arrivare, non oltre il 30/6/2021, a definire un nuovo regime degli affidamenti prorogati ex art. 38 comma 5 bis, LP 14/91 e la definitiva stesura del cosiddetto catalogo dei servizi sociali.
Il mancato approfondimento sulle nuove procedure rischia di “appiattire” la scelta di funzionari e dirigenti di Comuni e Comunità di Valle sugli strumenti consolidati delle gare d’appalto, procedure che risultano poco adattabili alle necessità di continuità del servizio, qualità dello stesso e attenzione alle particolarità dei vari ambiti territoriali tipiche dei servizi sociali (siano esse bandite sotto o sopra la soglia comunitaria di riferimento). La settimana scorsa, i sindacati hanno rilanciato la preoccupazione per la sorte di 9mila lavoratori trentini, affermando in un comunicato: “No alle gare di appalto dei servizi sociali costruite sulla pelle dei lavoratori”. Un’interpretazione “morbida” delle clausole sociali crea gravi disagi, come si è visto con la vicenda del portierato dell’Università. La logica del massimo ribasso, anche nel terzo settore, rischia di produrre conseguenze micidiali sulla dignità del lavoro degli operatori ma anche sulla qualità dei servizi, per le famiglie e in particolare per i soggetti sociali deboli.

Si chiede perciò una COMUNICAZIONE urgente, ai sensi dell’articolo 140 del regolamento consiliare, da parte del presidente della Provincia autonoma di Trento, sui tempi e sulle modalità con cui abbia intenzione di procedere nella delicatissima materia della riforma dell’affidamento dei servizi socio-assistenziali.

Cons. Paolo Ghezzi (Gruppo Futura)

Cons. Lucia Coppola (Gruppo Futura)

Cons. Filippo Degasperi (Gruppo M5S)

Cons. Alex Marini (Gruppo M5S)

Cons. Sara Ferrari (Gruppo PD)

Cons. Alessandro Olivi (Gruppo PD),

Cons. Pietro Degodenz (Gruppo Upt).»

Stasera, giovedì 3 ottobre, in diretta e in prima serata, alle ore 21.25 su Italia 1, il secondo appuntamento settimanale con “Le Iene Show”. Alla conduzione il trio inedito e tutto al femminile formato da Nina Palmieri, Roberta Rei e Veronica Ruggeri.

Tra i servizi della puntata:

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte incontra Alice Martinelli, dopo l’incursione di martedì della nostra iena.

Dopo essere sceso in piazza da solo manifestando al Fridays for Future di venerdì 27 settembre in favore dell’ambiente, il 12enne Potito Ruggiero intervisterà il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Servizio di Francesco Priano e Maurizio Keffer.

Parte un’inchiesta di Antonino Monteleone e Marco Occhipinti che racconta la storia di quella che si potrebbe rivelare una delle sparizioni più clamorose di opere d’arte dell’antichità. Stiamo parlando dei Bronzi di Riace e della controversa storia del loro ritrovamento. Un mistero lungo quasi mezzo secolo e tutto ancora da risolvere.

Alessandro Politi racconta le drammatiche storie di ragazzi tra la vita e la morte a causa dello “svapo” della sigaretta elettronica.

Corti e Onnis hanno raggiunto l’allenatore del Milan, Marco Giampaolo, nel pieno di una crisi di risultati che fa scricchiolare la sua panchina per farsi raccontare questo momento delicato.

I nostri inviati quest’anno sono: Andrea Agresti, Niccolò Bello, Cizco, Michele Cordaro, Stefano Corti, Alessandro De Giuseppe, Nicolò De Devitiis, Sebastian Gazzarrini, Giulio Golia, Giulia Innocenzi, Ismaele La Vardera, Alice Martinelli, Antonino Monteleone, Mitch, Alessandro Onnis, Nina Palmieri, Cristiano Pasca, Gaetano Pecoraro, Luigi Pelazza, Alessandro Politi, Roberta Rei, Filippo Roma, Veronica Ruggeri, Alessandro Di Sarno, Silvio Schembri, Niccolò Torielli, Matteo Viviani, Gaston Zama.

Ideatore de “Le Iene” e capo-progetto è Davide Parenti.

In regia Antonio Monti.

Il programma può essere seguito all’estero in streaming su www.iene.it .

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