La Mozione con cui ieri alla Camera abbiamo impegnato il Governo a sostenere alcune iniziative, tra cui l’istituzione di borse di studio in memoria di Antonio Megalizzi – dichiara la deputata Emanuela Rossini – ha assunto un significato particolarmente simbolico per il nostro Parlamento, vista la concomitanza in Aula del voto sulla Legge di Delegazione europea, a cui la nostra Componente Minoranze Linguistiche ha votato favorevolmente – uno dei provvedimenti più importanti per il nostro Paese, con cui abbiamo recepito alcune direttive europee su temi cruciali quali l’ambiente, la salute dei nostri alimenti, la sicurezza e l’interoperatività della fiscalità transfrontaliera, che incidono in maniera rilevante sulla vita dei nostri cittadini.

Far comprendere quanto l’Europa sia un’opportunità e non un obbligo, è stata anche la battaglia che Antonio Megalizzi faceva, col sorriso e la passione, la preparazione e lo studio, invitando a non fermarsi ai confini ma a ciò che stava al di là, ma anche raccontando quanto le direttive europee sono frutto di dibattiti, confronto, con al centro la difesa dei diritti dei nostri cittadini di avere ambiente e cibi salubri, sicurezza sui trasporti e tutele di giustizia nello spazio europeo e nel commercio transfrontaliero.

Se pensiamo che un gesto, come la riduzione del riciclo in discarica, previsto dall’articolo 15 del provvedimento che abbiamo approvato oggi, non porterebbe a nessun risultato se rimanesse confinato a una città, a un paese. È solo perché con le direttive europee moltiplichiamo quel gesto, in tutti i paesi dell’Unione, che esso produrrà cambiamento.

Per noi qui in Parlamento si apre ora una fase di lavoro su due fronti: da un alto, occuparci di inserire queste direttive nel nostro sistema, non sommando norme a norme, ma andando a costruire un quadro unico e razionale, snello e il più chiaro possibile di indicazioni e obblighi; dall’altro, rafforzare la nostra partecipazione come Paese alla costruzione delle direttive stesse, attraverso il confronto con i partner e le istituzioni europee. Dovremo fare questo lavoro -ha concluso la Rossini-senza dimenticarci di coinvolgere i nostri territori, assumendoci quel compito che Antonio ci ha passato, come un passaggio di testimone: raccontare e far comprendere che siamo cittadini europei e che solo insieme possiamo non solo affrontare le grandi sfide ma trasformarle in grandi opportunità per le nuove generazioni.

Più flessibilità per il ritiro dei presidi per diabetici. Con la presente interrogazione desidero evidenziare un disservizio che, stando a segnalazioni pervenutemi, sta creando disagi ai malati trentini di diabete.

Un diabetico ha diritto di ricevere in dotazione per la cura e controllo della sua patologia un presidio per diabetici e cioè lancette pungidito, aghi-penna, strisce per il controllo della glicemia e siringhe da insulina.

Fino a qualche mese fa il malato si recava ogni anno presso il Centro Diabetologico che rilasciava una ricetta valida per un anno, da sottoporre all’autorizzazione dell’APSS. L’Azienda con l’autorizzazione rilasciava dodici ricette che il malato gestiva personalmente, recandosi ogni mese in farmacia per il ritiro del suo kit.

Con la recente introduzione della ricetta elettronica, l’iter non cambia ma l’Azienda sanitaria con l’autorizzazione rilascia solo un promemoria con le date mensili di ritiro in farmacia del kit. E qui sorge il problema. Infatti le farmacie non hanno la possibilità di accedere al programma che permette di scaricare i prodotti prima della data segnata sul promemoria.

Se con il metodo precedente la farmacia era in grado di fornire in anticipo di qualche giorno la dotazione per il malato ora questo non è più possibile.

Tutto ciò può creare dei problemi a coloro che per lavoro o per motivi personali devono recarsi fuori provincia o all’estero e non possono ottenere il kit in maniera flessibile.

Già la malattia comporta un peso con cui convivere ogni giorno, in questo caso la burocrazia non aiuta ma anzi aggrava la situazione. E’ incredibile che una persona non possa muoversi liberamente in Italia o all’estero ma debba rimanere sempre in provincia di Trento durante i giorni della scadenza della ricetta. Infatti non è possibile ottenere il presidio per diabetici nemmeno con un giorno di anticipo e non al di fuori dalla provincia di Trento

 

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Tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia di Trento e l’assessora competente per sapere:

se siano a conoscenza di questo disservizio che sta creando non pochi disagi agli utenti interessati che non possono spostarsi fuori provincia liberamente nei giorni di scadenza della prescrizione;

se intendano provvedere il prima possibile a risolvere un problema che appare di natura meramente burocratica e tecnologica, per permettere ai malati diabetici di poter ritirare il kit mensile con una certa flessibilità.

 

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Lucia Coppola

consigliera provinciale FUTURA

Trento Laboriosa è un pacchetto di misure, sostenuto da tutta la maggioranza, a favore dei negozianti della città ma indirettamente a favore di tutta la cittadinanza, che depositerò  in consiglio comunale.

Questa proposta è il frutto di 10 mesi di lavoro fatti di confronti, studi e soprattutto è il risultato di un centinaio di interviste con i commercianti di Trento.

In città i negozi in affitto sono il 77 %, solo il 23% svolge il proprio lavoro in negozi di proprietà, un lavoro che viene svolto con esperienza: oltre l’83% infatti svolge questa professione da più di 10 anni! E’ una scelta, quella del lavoro nell’ambito del commercio fatta per tradizione familiare (46%), e per ricercare un’indipendenza lavorativa (43%).
I commercianti della nostra città si sentono attori importanti nella vita del territorio, ritengono che la loro presenza migliori lo stato urbano, lo pensa il 95% di loro, con un ruolo attivo per la vivacità socio culturale (l’89%) e per una maggiore pulizia ed illuminazione (il 29%). I negozianti ritengono di svolgere un ruolo di inclusione sociale con una scala da 1 a 10 si attribuiscono un 8.

Rimane difficile aprire una nuova attività: il 91 % ritiene che lo sia, a causa di un elevato investimento di capitale (67%), della difficoltà a recuperare finanziamenti (27%) e per la concorrenza (25%). Ma il problema maggiore che oggi si trovano ad affrontare è il costo degli affitti (il 75%) e la presenza di parcheggi vicini per facilitare la presenza in città (il 50%).

Trento laboriosa è:
1. Riduzione degli affitti: il comune sconterà l’imis pagato dai proprietari dei negozi se questi ultimi ridurranno il canone di affitto al negoziante.

2. Iniziative al di fuori del classico giro al Sas. Il comune si impegnerà a promuovere eventi nelle aree più periferiche della città attraverso partnership con i commercianti e gli altri attori della città, allo scopo di far vivere tutta Trento, rendendola così più sicura.

3. Riduzione traffico dei corrieri in città. Realizzazione, organizzazione di alcuni corner di smistamento merci a favore di negozianti e cittadini che potranno fruire di un servizio più semplice snello e veloce e soprattutto eco-sostenibile. Potremo vedere in città alcuni veicoli ecologici che smisteranno per tutti le merci, i pacchi ecc.

4. Amministrazione più vicina. Una città dove è più facile rapportarsi con il comune, per proporre, fare iniziative che migliorino la propria attività, attraverso la sburocratizzazione delle pratiche amministrative.

Rilanciare il commercio oggi significa sviluppare la città, significa nuove opportunità di lavoro, di relazione, vivere ogni zona. Commercio è avventura, cultura, sicurezza e relazione.

 

 

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Ordine del giorno: Trento laboriosa

 

“Gli uomini giungono insieme nelle città allo scopo di vivere; rimangono insieme per vivere bene” Aristotele

 

 

Premesso che:

  • il commercio è il fulcro della struttura urbana; le città si sono sviluppate a partire dal luogo fisico dello scambio delle merci: sono il risultato di un sistema di sinergie tra i luoghi dello stare, del socializzare, del produrre e dello scambiare. Le botteghe sono luoghi privati, di produzione e scambio dei beni, che si configurano come una naturale prosecuzione dello spazio pubblico;
  • le aree destinate al commercio hanno giocato un ruolo chiave nella formazione delle comunità urbane, grazie alla loro vocazione di luoghi di socializzazione. Il commercio, intrecciandosi con la vita civile e religiosa, ha contribuito alla costruzione della piazza e della strada, luoghi d’incontro e di scambi materiali e immateriali, perno della struttura sociale;
  • tra commercio e spazio pubblico si instaura un rapporto necessario, fondamentale per la costruzione di reti sociali e di una comunità urbana: non vi può essere commercio senza spazio pubblico, se non altro perché quest’ultimo è il tessuto in cui circolano le persone e le merci, spazio di esibizione di queste ultime;
  • il commercio usa e connota lo spazio in cui si insedia, determinando processi di aggregazione, polarizzazione, ambientazione, tali da influenzare profondamente il modo di essere città. Non può essere trattato in modo settoriale, ma ha bisogno di essere riconosciuto nelle sue diverse forme, dimensioni e ruoli;
  • i cambiamenti correlati ai fenomeni di globalizzazione e alla crisi economica, e la continua innovazione tecnologica e digitale, ci spingono ad un continuo ripensamento delle strategie di sviluppo territoriale, con la consapevolezza che le città e i luoghi, per essere competitivi, devono continuamente guardare a nuovi scenari di futuro.

Considerato che:

  • la città di Trento è il principale fornitore di servizi commerciali della Provincia, ruolo che le compete sia come capoluogo, sia come naturale punto di confluenza dei flussi in transito da e verso le valli. Questo ruolo deve essere rafforzato: dal momento che gran parte delle Comunità di Valle hanno deciso di non potenziare la loro rete commerciale, Trento rimane il principale riferimento per gli acquisti non quotidiani dei trentini, il solo in grado di prevenire il turismo degli acquisti verso i territori confinanti;
  • la struttura commerciale della città si è aggregata attorno a tre poli: il nucleo storico e l’insieme dei centri commerciali nella zona a nord e a sud. Per fornire un adeguato servizio, e reggere la competizione extra-provinciale, questi poli devono riqualificarsi, specializzandosi e integrandosi;
  • il centro storico si sta evolvendo, con un continuo rinnovamento dell’offerta che richiede di essere accompagnato da politiche di coordinamento e supporto. Tuttavia, la gran parte delle grandi superfici di vendita, indispensabili per il rango commerciale della città, difficilmente può trovarvi collocazione;
  • se il tema della riqualificazione commerciale di Trento nord è di grande rilevanza per l’economia della città e di tutta la provincia, oltre che per le condizioni di vivibilità e sviluppo sociale ancor prima che economico, il centro storico gioca un ruolo cruciale non solo per la dimensione del commercio cittadino, ma anche e soprattutto per le vocazioni della città stessa: turistiche, dell’università e della conoscenza, dei centri di ricerca, dei festival ecc.;
  • è sempre più necessario un salto di qualità, una riorganizzazione – che dev’essere in primo luogo riqualificazione urbanistica – che sostituisca progressivamente i grandi contenitori isolati e monofunzionali (gli attuali centri commerciali), integri le grandi superfici di vendita nel tessuto urbano ed edilizio, consenta di muoversi al suo interno e di raggiungere comodamente il polo commerciale centrale senza l’uso dell’automobile, incrementando le ricadute sul sistema cittadino nel suo complesso;
  • le dinamiche del settore commerciale rappresentano un fattore rilevante di trasformazione dei territori: i punti vendita contribuiscono in modo essenziale alla vitalità e alla sicurezza dell’ambiente urbano; interventi di sostegno a questo tipo di attività possono rientrare a pieno titolo nelle politiche di promozione e rigenerazione urbana, ma non solo;
  • le città, in tutto il Pianeta, stanno vivendo cambiamenti epocali. Fra 30 anni l’80% della popolazione italiana vivrà in città e, secondo la Banca Mondiale, il 75% delle infrastrutture che ci saranno allora, oggi non ci sono ancora.

Verificato che

  • da un’indagine conoscitiva (si veda il report allegato) presso un campione rappresentativo degli esercizi commerciali del centro cittadino emerge una fotografia interessante, non solo per l’aspetto identitario e per la consapevolezza del ruolo proprio del commercio, inteso in senso ampio: bisogni, sollecitazioni, esigenze si inseriscono nei diversi contesti zonali del centro, con fattori comuni rispetto ai quali è necessario dare puntali, serie e fattive risposte in tempi brevissimi.

Ritenuto che

  • il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo economico sia fattore di sviluppo fondamentale per la città, e che per questo sia necessaria l’adozione di miglioramenti organizzativi e di nuove forme di sostegno e di incentivo, specialmente focalizzate su un processo di rigenerazione del tessuto commerciale urbano, che integri misure per imprese di nuova costituzione o insediamento a misure di contenimento del costo delle locazioni per le imprese, di valorizzazione degli immobili ad uso commerciale, di concreto aiuto per le realtà imprenditoriali più antiche e rappresentative del territorio, di creazione di opportunità per i settori economici in difficoltà.

Tutto ciò premesso, il Consiglio comunale impegna la Giunta a

  1. Elaborare un pacchetto di strumenti di sostegno (“Trento laboriosa”) finalizzati a perseguire obiettivi di sviluppo del tessuto economico e sociale del Comune di Trento.

Tali strumenti saranno indirizzati alle seguenti finalità:

  • start-up di impresa: sostegno alla fase di avviamento di nuove imprese o di nuove localizzazioni operative che contribuiscano in modo diretto e virtuoso alla valorizzazione del Centro storico e dei sobborghi, alla promozione dello sviluppo occupazionale nel territorio comunale e allo sviluppo di imprenditoria giovanile;
  • vivacità e sicurezza: salvaguardia e rilancio della vivacità e della diversificazione delle aree commerciali, a contrasto dei fenomeni di chiusura di piccole botteghe locali e di desertificazione, in particolare attraverso incentivi al contenimento dei canoni di affitto di locali a destinazione commerciale o produttiva e della riattivazione, anche temporanea, di immobili non occupati da imprese attive;
  • botteghe storiche: sostegno alle botteghe storiche iscritte all’Albo comunale.

I contributi economici dovranno avere un meccanismo di incentivo progressivo alla riduzione dei canoni di affitto, a fronte della quale il Comune di Trento propone un contributo calcolato sulla base dell’IMU pagata ai proprietari che accorderanno alle imprese conduttrici (commercio al dettaglio – esercizi di vicinato e di artigianato di servizio aperto al pubblico) una riduzione del canone di affitto non inferiore al 20%. A titolo esemplificativo, l’ammontare del contributo per i proprietari è pari all’intero importo dell’IMU pagata se la riduzione del canone di locazione annuo del nuovo contratto risulta superiore al 29%; è pari al 50% dell’importo dell’IMU, se la riduzione è compresa tra il 20% e il 29%. Si dovrà prevedere che il conduttore sia un’impresa attiva da almeno 3 anni oppure che l’immobile abbia ospitato attività della stessa categoria per almeno 5 anni negli ultimi 8, anche se con denominazioni, insegne o gestioni diverse.

I proprietari di negozi sfitti che concederanno i locali a Enti del Terzo settore, stabilmente operanti nel territorio comunale, avranno una restituzione parziale dell’Imu (restituzione progressiva in base alle giornate di messa a disposizione degli immobili), secondo quote proporzionali al tempo concesso dell’uso dell’immobile. In tal modo si favorirà l’utilizzo, anche temporaneo di locali sfitti.

I beneficiari di tali contributi saranno le imprese regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle Imprese che hanno sede legale ed operativa ubicata nel Comune di Trento e che soddisfanno la normativa di riferimento; i proprietari di immobili a destinazione commerciale, ubicati nel Comune di Trento, che non vi esercitano direttamente alcuna attività di produzione di beni o servizi; Enti del Terzo Settore stabilmente operanti nel territorio, tramite la disponibilità a titolo gratuito di spazi in locali commerciali.

Non potranno ottenere contributo le imprese che esercitano, anche in misura non prevalente, attività quali: messa a disposizione del pubblico di apparecchi da gioco automatici, sale vlt; centri scommesse, compro oro o attività con finalità similari; vendita effettuata tramite distributori o apparecchi elettronici; vendita di tabacchi o sigarette elettroniche; vendita di armi, munizioni o materiale esplosivo; attività finanziarie e assicurative; money change o money transfer, phone center e internet point; commercio su aree pubbliche; attività artigianali o industriali di preparazione e vendita di prodotti alimentari ad eccezione delle specialità tipiche locali e provinciali; centri massaggi; night club.

  1. Indirizzare la pianificazione urbanistica considerando le seguenti indicazioni:
  • in ciascun atto politico e di indirizzo, programmatorio e di sistema, porre un’attenzione specifica rispetto la fruibilità e l’accessibilità urbana nell’ottica di un potenziamento commerciale e del miglioramento della qualità dello spazio pubblico (arredo urbano, immobili dismessi…);
  • nei prossimi interventi o atti politici programmatori e/o di indirizzo, privilegiare la costruzione di percorsi, il riuso di spazi vuoti per eventi, citylab, store temporanei, rendere permeabili e fruibili spazi inaccessibili, per esaltare le potenzialità culturali che un centro storico offre;
  • definire modalità e atti di indirizzo affinché, soprattutto nella città consolidata, si creino le occasioni e le condizioni perché il flusso delle persone sia diffuso su tutto il territorio urbano. Tale metodo andrà applicato in particolare in occasione dei grandi eventi (es. Festival) o manifestazioni (es. Trento città del Natale, Feste Vigiliane ecc.) che vedono la città ospitare un gran numero di persone. Le modalità sopra richiamate potranno trovare maggiore efficacia in base a quanto l’amministrazione saprà coinvolgere stakeholder diversi e organizzazioni, soggetti, enti che operano a livello comunale e zonale; a titolo esemplificativo identificare forme innovative di interesse per creare nelle zone più limitrofe ai passaggi “classici” (Giro al Sas) attrazioni di vario tipo e natura.
  1. Ridefinire l’organizzazione urbana riguardante la logistica integrata, in particolare in zona Ztl. Trasporti, mobilità e servizi nell’area urbana, soprattutto in centro storico, hanno bisogno di un modello organizzativo e di governance innovativo e sostenibile. Consegne, resi e tutte le attività quotidiane di rifornimento degli esercizi commerciali, pongono sotto stress il sistema urbano, in particolare nella zona a traffico limitato. Inoltre, l’urbanizzazione e la rivoluzione digitale cambiano la domanda e le modalità di acquisto e utilizzo di beni e servizi da parte del cittadino. Trento è chiamata a rivedere il modello organizzativo ed il suo “disegno” tanto in un’ottica di miglioramento del servizio verso le attività commerciali, quanto continuando a perseguire un modello di sostenibilità ecologica, economica e sociale, finalizzata al benessere dei suoi cittadini. Insieme a Trentino Mobilità, ed in rete con gli altri attori territoriali che potranno dare un valore aggiunto sia in termini di know how che di filiera di innovazione (es. Trentino Sviluppo, Progetto Manifattura ecc.), è necessario realizzare uno studio che, confrontando diversi modelli praticabili, identifichi quello migliore per la città in collaborazione con leader del settore, perseguendo la strada realizzativa anche attraverso fondi europei.
  2. Sburocratizzazione. L’amministrazione ed i diversi soggetti impegnati nell’ambito del commercio siglino un patto di reciproco coinvolgimento affinché le diverse iniziative, sia per migliorare la propria attività economica che per favorire il commercio come aggregazione/vivacità socio-culturale, soprattutto se realizzate da più soggetti, vedano una facilitazione nelle diverse pratiche amministrative comunali (concessioni, autorizzazioni, tempistiche, costi ecc.).

 

Elisabetta Bozzarelli

 

Report indagine questionari commercio

 

QUESTIONARIO

 

Per rivedere la puntata clicca QUI.

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“LE IENE SHOW”
UNA REUNION DI 100 IENE IN STUDIO PER NADIA TOFFA

Luciana Littizzetto, Simona Ventura, Claudio Bisio, Alessandro Cattelan, Geppi Gucciari, Luca e Paolo, Enrico Lucci, Fabio Volo, Enrico Brignano, sono solo alcune delle 100 iene che hanno deciso di venire in studio per salutare la nostra amata Nadia, questa sera alle 21,25 su Italia 1, per la prima puntata de “Le Iene Show”.

Un’unica grande famiglia pronta a stringersi nell’ abbraccio più caloroso prima di tornare in scena con questa nuova stagione.

Una reunion di tutti quelli che in questi 23 anni hanno vestito i panni da iena. Una bellissima iniziativa, a cui hanno deciso di aderire (in ordine alfabetico):

Agnello Fabio, Agresti Andrea, Argentero Luca, Baccaglini Paul, Bello Nic (Bugs), Bertolino Enrico, Berry Marco, Bisio Claudio, Bizzarri Luca, Blasi Ilary, Boschin Liza , Brignano Enrico, Cabello Victoria, Calabresi Paolo, Canino Fabio, Capatonda Maccio, Casciari Mauro, Cattelan Alessandro, Chiabotto Cristina, Cizco, Cordaro Michele, Corti Stefano, Cucciari Geppi, De Devitiis Nicolò, De Giuseppe Alessandro, De Luigi Fabio, Di Cioccio Elena, Di Sarno Alessandro, Duro Angelo, Facchetti Gianfelice, Fubini Marco, Gabri Gabra, Gialappa’s Band, Gauthier Laura, Gazzarrini Sebastian, Gerardi Antonio, Giarrusso Dino, Golia Giulio, Granieri Francesco, Griffith Clive, Herbert Ballerina, Jnifen Afef, Kessisoglu Paolo, Lastrico Maurizio, Lamberti Tiziano (Bugs), Laudadio Max, La Vardera Ismaele, Lillo e Greg, Littizzetto Luciana, Lorenzini, Alberto, Lucci Enrico, Maisano Marco, Mago Forest, Mangalaviti Giovanni, Marcuzzi Alessia, Martinelli Alice, Matano Frank, Mitch, Monteleone Antonino, Monti Gianfranco, Morelli Giampaolo, Morini Jacopo (Bugs), Nardi Filippo, Nobile Sabrina, Onnis Alessandro, Ornano Antonio, Palmieri Nina, Parenti Alessio, Pasca Cristiano, Pecoraro Gaetano, Pelazza Luigi, Pellizzari Andrea, Pif, Pio e Amedeo, Politi Alessandro, Pulcini Pietro, Quintale Peppe, Rafanelli Angela, Rei Roberta, Roma Filippo, Rosanova Rosario, Rovazzi Fabio, Ruggeri Veronica, Sarnataro Mary, Savino Nicola, Schembri Silvio, Sortino Alessandro, Sparacino Pietro, Torielli Niccolò, Trincia Pablo, Trio Medusa, Trombetta Riccardo, Ventura Simona, Vergassola Dario, Villa Debora, Viviani Matteo, Volo Fabio, Yang Shi.

Conducono il programma stasera e tutti martedì Alessia Marcuzzi e Nicola Savino, accompagnati dalle voci della Gialappa’s band.

Ideatore de “Le Iene” e capo-progetto è Davide Parenti.

In regia Antonio Monti

 

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