Nel dover prendere atto di quanto le culture dell’intolleranza abbiano ormai legittimato l’insulto più volgare e quella violenza verbale che rischia sempre di essere prodromica a quella fisica, il Gruppo consiliare del Partito Democratico del Trentino, nello sbigottimento per un atto inqualificabile come quello omofobo accaduto a Mezzolombardo nei giorni scorsi, esprime la propria piena e convinta condanna nei confronti di simili atteggiamenti evidentemente squadristi e che nelle differenze credono di poter individuare le cause del difficile momento che stiamo attraversando. A poco servono le mostre e gli eventi sulla violenza di genere, se poi le Istituzioni dell’autonomia tacciono di fronte ad episodi che testimoniano l’avanzarsi di una cultura dell’odio anche fra le nostre comunità, che credevamo culturalmente immuni da certe vili bassezze.

Il Gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico del Trentino

Uffici Giudiziari: una sentenza che non cambia nulla. Anticipo dell’inquadramento nei ruoli regionali ma nessun riconoscimento economico.

Abbiamo appreso dalle notizie di stampa di oggi della sentenza che accoglie le richieste di alcuni lavoratori/trici degli Uffici giudiziari regionali.

Nell’affermare la piena vicinanza e sostegno all’istanza dei ricorrenti, respingiamo con forza le illazioni della Cgil che definisce “consenzienti con l’amministrazione” le altre organizzazioni sindacali, le quali avrebbero tenuto un atteggiamento che avrebbe prodotto un grave danno economico ai lavoratori della giustizia.

Vogliamo ricordare che la sottoscrizione del contratto collettivo regionale del 31 dicembre 2017, molto sofferta, ha consentito l’erogazione e l’aggiornamento dei tabellari (soldi veri!) di tutti i lavoratori regionali, e che nessun danno è stato riconosciuto in tal senso.

Infatti le considerazione del Giudice nella sentenza, che alleghiamo per conoscenza, affermano che risulta un qualche tipo di danno economico; nello specifico la sentenza dice:

1. Dichiara che ai sensi dell’art. 1 coma 8 del D.Leg.vo n. 16/2017 i ricorrenti sono da considerare inquadrati nei ruoli della Regione Autonoma TAA a decorrere dal 8.7.2017 data di scadenza del periodo di 120 giorni entro il quale i ricorrenti potevano esercitare il diritto di opzione;

2. Dichiara che il contratto collettivo al quale occorre fare riferimento è quella della Regione Autonoma TAA vigente a quella medesima data;

3. Dichiara che il contratto collettivo in vigore a tale data deve essere applicato per intero;

4. Dichiara applicabili in particolare gli artt. 31 e 95 del CCNL e le altre disposizioni di tale CCNL nel testo in vigore alla scadenza del periodo in cui i ricorrente avevano potuto esercitare il diritto di opzione;

5. Condanna la Regione Autonoma TAA a rifondere ai ricorrenti le spese del presente giudizi (….).

La questione più interessante però, è contenuta all’interno del dispositivo che dice:
“rigettata per eccessiva indeterminatezza la domanda, formulata dai ricorrenti, di richiesta di condanna della Regione a riconoscere quanto meno il trattamento economico previsto per la posizione economico professionale di inquadramento presso la Regione con riconoscimento dell’anzianità maturata presso l’ente di provenienza sia ai fini giuridici che economici.

Si tratta di una domanda nella quale non viene precisato per quale trattamento economico e per quale posizione di inquadramento la Regione dovrebbe essere condannata, quali sarebbero d’altra parte le eventuali indennità spettanti a norma di contratto collettivo.
La domanda non consente alla Regione Autonoma di approntare adeguatamente le proprie difese anche a voler mantenere la domanda circoscritta al solo profilo dell’”an debeatur”.

Né la domanda può trovare accoglimento quand’anche i ricorrenti ritengano di aver subito un pregiudizio economico.

Dagli atti di causa non si desume d’altronde che ai ricorrenti sia stato loro arrecato un qualche tipo di danno economico.”

CISL FP e UIL FPL difendono il lavoro unitario fatto in questi anni e ribadiscono la gravità delle dichiarazioni dei colleghi della FP CGIL che mettono in dubbio la credibilità e correttezza delle scriventi e s’intestano battaglie contrattuali, compresa quella sull’orario e le assunzioni, sostenute insieme, anche con la dichiarazione unitaria dello stato di agitazione e dello sciopero.

Adesso riteniamo necessario incontrare la Regione per capire gli effetti di questa sentenza, ma soprattutto per chiudere al meglio il contratto collettivo regionale e avviare i percorsi di riqualificazione del personale e le nuove assunzioni.

 

*

 

Marcella Tomasi
La Segretaria generale
UIL FPL

 

Il Segretario generale
CISL FP
Beppe Pallanch

 

L’assessore Segnana: “Ci vuole rispetto per tutti”. L’episodio di Mezzolombardo.

“Si tratta di un episodio grave, che va denunciato e combattuto”. Così l’assessore provinciale alla salute e alle pari opportunità, Stefania Segnana, commenta la notizia di una aggressione omofoba che sarebbe avvenuta nei giorni scorsi a Mezzolombardo. “Dobbiamo impegnarci a contrastare ogni tipo di discriminazione, affermando la cultura del rispetto per tutti. Un impegno che parte anzitutto dalle famiglie e dalla società. È giusto al tempo stesso l’impegno delle istituzioni contro ogni forma di discriminazione”.

Oltre 14.000 clienti e tifosi a Universo Ferrari. Si chiude un evento storico della Casa di Maranello.

Si è concluso ieri con oltre 14.000 visitatori Universo Ferrari, un evento senza precedenti svoltosi nel corso del mese di settembre in una location creata appositamente a bordo della pista di Fiorano.

Il Gruppo ha accolto clienti e appassionati da tutto il mondo, riunendo a pochi passi dalla sede storica tutte le sue realtà, dalle vetture classiche a quelle contemporanee, dalle imprese del motorsport al lifestyle delle Gran Turismo.

Per 30 giorni la grande struttura di Universo Ferrari è stata il centro di ogni attività del Cavallino Rampante. Qui sono state svelate in anteprima mondiale la F8 Spider e la 812 GTS e sempre qui sono state mostrate le tre coppe vinte dalla Scuderia Ferrari nel corso dell’evento. A rendere l’esperienza ancora più memorabile è stata l’esposizione in via eccezionale dell’intera gamma, la più ricca e completa di sempre.

Universo Ferrari è stato un viaggio attraverso le sfide lanciate dal fondatore e raccolte oggi dalle donne e dagli uomini che lavorano in azienda: vincere in pista e lasciare un segno nel mondo automobilistico attraverso una continua ricerca della perfezione. Vivendo dall’interno la Casa di Maranello i visitatori hanno così potuto scoprire, fra i modelli storici e le presentazioni delle ultime vetture, come il costante impegno verso l’innovazione sia un patrimonio di oltre 70 anni.

Il percorso di visita non poteva che iniziare con un omaggio al 90° anniversario di Scuderia Ferrari e alle vetture iconiche come la 250 GTO, curate dal dipartimento Ferrari Classiche. Ha preso poi la scena la 488 GTE, coronata dal trofeo vinto lo scorso giugno alla 24 Ore di Le Mans. Cuore del racconto sono stati i valori intangibili del marchio, quale la passione che la comunità dei clienti coltiva in grandi manifestazioni come le Cavalcade, viaggi unici ed esclusivi all’insegna del piacere di guida e Corse Clienti & Competizioni GT. Nel corso dell’evento la Pista di Fiorano si è animata con tantissime attività, fra cui le primissime prove su pista delle Ferrari Monza SP1 e SP2, le capostipiti di “Icona” presentate lo scorso anno, per alcuni clienti in lista d’attesa.

Anche la passione della più ampia famiglia di tifosi è stata una parte centrale di questa grande celebrazione di Ferrari, grazie alle aperture a loro dedicate nel corso di due fine settimana.

Trofeo CONI Kinder + Sport 2019. Vince il Veneto, Trentino sul podio in cinque discipline.

In Calabria la sesta edizione della rassegna multisportiva nazionale under 14 ha visto competere oltre 3.800 ragazze e ragazzi. La delegazione trentina conquista il primato nel torneo dello sport orientamento e nella palla tamburello. Piazza d’onore nell’atletica leggera, medaglia di bronzo nella vela e nell’arrampicata sportiva.

Cala il sipario sulla sesta edizione del Trofeo CONI Kinder + Sport 2019 andata in scena dal 26 al 29 settembre tra Crotone, Cutro, Isola Capo Rizzuto, Catanzaro e Palmi. 21 delegazioni regionali, assieme alle rappresentative di Canada e Svizzera, hanno dato vita a 43 competizioni coordinate dalle rispettive Federazioni Sportive e Discipline Associate riconosciute dal CONI. Giovedì 26, alle ore 18:30, 3.800 atleti hanno aperto la rassegna allo stadio “Ezio Scida” di Crotone salutati dal presidente del CONI Giovanni Malagò affiancato dai presidenti dei Comitati Regionali e dai rappresentati delle autorità locali con Annalisa Minetti, poliedrica atleta paralimpica ad intonare le note dell’Inno di Mameli.

La delegazione provinciale composta da 98 ragazze e ragazzi tesserati per 31 società ed associazioni sportive trentine ha preso parte a ben 19 competizioni conquistando la medaglia d’oro nello sport orientamento e nella palla tamburello. A podio anche i giovani dell’atletica leggera che hanno conquistato la medaglia d’argento alle spalle del Friuli Venezia Giulia. Terza piazza per gli atleti della vela e dell’arrampicata sportiva. Il Trentino ha inoltre conquistato la “top 10” grazie a: nuoto (5°), triathlon (6°), tennistavolo (8°), hockey (8°) e badminton (10°).

«Coniugare sport, giovani e divertimento. Questa è la missione del Trofeo CONI – ha precisato la presidente del Comitato Provinciale Paola Mora -. Obiettivo raggiunto anche quest’anno dato l’entusiasmo condiviso da tutte le delegazioni. Vivere quattro giorni lontano da casa, in un contesto residenziale, permette ai nostri giovani di allenare non solo le abilità tecnico-sportive, ma anche quelle relazionali. Il Trofeo CONI si conferma occasione di crescita non solo per atleti under 14, ma anche per i loro tecnici che grazie a questo contesto hanno l’opportunità di vivere momenti informali di confronto e scambio di competenze. Entrare in uno stadio, sfilare per la bandiera del proprio territorio, ascoltare le note del nostro inno nazionale: parliamo di esperienze che saranno per sempre parte del bagaglio umano dei nostri giovani al di là del loro futuro atletico».

La cerimonia di chiusura andata in scena sabato 28 al Porto Kaleo Resort di Steccato di Cutro (Kr) non si è rivelata semplice occasione di festa ed allegria: «La scelta di questo villaggio, non è un caso – ha sottolineato il sindaco di Crotone Ugo Pugliese -; il titolare di Porto Kaleo ha denunciato le mafie ed abbiamo voluto concludere qui la rassegna per dare un segnale forte».

Leggo ora quanto scritto dal collega Ghezzi. Noto con dispiacere che lo stesso non riesca ad avere la sensibilità minima necessaria, nel rispetto dei colleghi, pur di mietere qualche consenso in più.

Ritengo convintamente che le Istituzioni meritino rispetto, compreso il Presidente Kaswalder, a prescindere dai voli pindarici del consigliere Ghezzi.

Non si fa retorica, non si fa politica, attaccando e buttando poche frasi, pochi concetti alla stampa, delegittimando anche quei consiglieri che per motivi più che comprensibili (e peraltro comunicati alla Presidenza, come vuole il regolamento, con tanto di documentazione allegata) non hanno potuto essere presenti oggi.

Ringrazio invece il collega Tonini che nel proprio comunicato ha avuto l’accortezza politica e la sensibilità umana di ricordare come, per motivi preventivamente giustificati, alcuni colleghi fossero assenti per giusto causa alla conferenza dei Capigruppo di questa mattina.

Ironico vedere che chi, come il collega Ghezzi, critica questa maggioranza di seminare discordia sia il primo, per una manciata di voti, a concretizzare i comportamenti soggettivamente indirizzati alla coalizione che governa la Provincia Autonoma di Trento.

Per questo, pur comprendendo che politica è politica, ringrazio nuovamente la sensibilità del collega Tonini, mentre ricordo che nel comunicato del collega Ghezzi, questo, si dimentica di ricordare e di scrivere che anche per le minoranze (magari con giustificazione) mancasse qualche pezzo.

Biasimo per il collega “essere umano”.

Tristezza per come l’essere aulico della Politica scada, nella propaganda e nel misero nulla.

Giovani e salute, buone le relazioni sociali, ma difettano sui comportamenti salutari. Gli adolescenti hanno un’alta percezione della loro qualità di vita e un buon rapporto con i compagni e gli insegnanti.

Tuttavia, tre su 10 non fanno la prima colazione e appena uno su 10 svolge attività fisica. Quasi tutti si relazionano tra loro attraverso i social media. Nella fotografia dell’ISS i comportamenti degli adolescenti italiani

Gli adolescenti italiani hanno un’alta percezione della loro qualità di vita, anche se le loro abitudini non sono poi così corrette. Dal 20 al 30% degli studenti tra 11 e 15 anni, infatti, non fa la prima colazione nei giorni di scuola, solo un terzo dei ragazzi consuma frutta e verdura almeno una volta al giorno e meno del 10% svolge almeno un’ora quotidiana di attività motoria, come raccomandato dall’Oms, mentre un quarto di loro supera le due ore al giorno (il massimo raccomandato) davanti ad uno schermo.

La fotografia a tutto tondo dei comportamenti degli adolescenti è stata scattata dalla rilevazione 2018 del Sistema di Sorveglianza HBSC Italia (Health Behaviour in School-aged Children – Comportamenti collegati alla salute dei ragazzi in età scolare), promosso dal Ministero della Salute/CCM (Centro per il Controllo e la prevenzione delle Malattie), coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità insieme alle Università di Torino, Padova e Siena e svolto in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, le Regioni e le Aziende Sanitarie Locali.

L’indagine, i cui risultati vengono illustrati oggi nell’Aula Pocchiari dell’ISS, mostra oltretutto che aumentano i fenomeni estremi quali il binge drinking e la preferenza, soprattutto tra le ragazze, di trascorrere tempo online con gli amici piuttosto che incontrarsi. Di contro, l’Italia risulta essere tra i paesi meno interessati dal fenomeno del bullismo. Gli studenti, perdipiù, si sentono supportati da amici e compagni di classe e hanno un buon rapporto con gli insegnanti.

 

*

Alimentazione e stato ponderale

Sulla base di quanto auto-dichiarato da 58.976 ragazzi i dati 2018 evidenziano che il 16,6% dei ragazzi 11-15 anni è in sovrappeso e il 3,2% obeso; l’eccesso ponderale diminuisce lievemente con l’età, è maggiore nei maschi e nelle Regioni del Sud. Rispetto alla precedente rilevazione effettuata nel 2014 tali valori sono tendenzialmente stabili.

Tra i comportamenti alimentari scorretti, l’HBSC ha evidenziato nel 2018 l’abitudine frequente a non consumare la colazione nei giorni di scuola, con prevalenze che vanno dal 20,7% a 11 anni, al 26,4% a 13 anni e al 30,6% a 15 anni; tale percentuale è maggiore nelle ragazze in tutte le fasce d’età considerate. Questa abitudine, rispetto al 2014, ha subìto un lieve peggioramento.

Solo un terzo dei ragazzi consuma frutta e verdura almeno una volta al giorno (lontano dalle raccomandazioni) con valori migliori nelle ragazze. Rispetto al 2014 aumenta il consumo, almeno una volta al giorno, di verdura ma diminuisce quello di frutta in tutte le fasce d’età e per entrambi i generi. Pane, pasta e riso sono gli alimenti più consumati in assoluto (1 ragazzo su 2).

Le bibite zuccherate/gassate sono consumate maggiormente dagli undicenni e dai maschi (le consumano almeno una volta al giorno: il 14,3% degli undicenni; il 13,7% dei tredicenni; il 12,6% dei quindicenni). Il trend è però in discesa, già dal 2014, per tutte le fasce d’età e senza differenza di genere.

 

*

Attività fisica e sedentarietà

L’OMS raccomanda almeno 60 minuti di attività motoria moderata-intensa tutti i giorni per i giovani (5-17 anni) includendo il gioco, lo sport, i trasporti, la ricreazione e l’educazione fisica praticate nel contesto delle attività familiari, di scuola e comunità. Nel 2018, la frequenza raccomandata di attività motoria moderata-intensa quotidiana è rispettata dal solo 9,5% dei ragazzi 11-15 anni, diminuisce con l’età (11 anni: 11,9%; 13 anni: 6,5%; 15 anni: 6,8%) ed è maggiore nei maschi; tale comportamento risulta in diminuzione rispetto al 2014.

Le linee guida internazionali raccomandano di non superare due ore al giorno in attività dedicate a guardare uno schermo (videogiochi/computer/internet). Dai dati 2018 si evince che circa un quarto dei ragazzi supera questo limite, con un andamento simile per entrambi i generi e valori in aumento dopo gli 11 anni. Rispetto al 2014 non si riscontra un cambiamento sostanziale.

 

*

Fumo, alcol, cannabis e gioco d’azzardo

La quota totale (11-15anni) dei non fumatori negli ultimi 30 giorni si mantiene stabile: 89% nel 2018 rispetto al 88% del 2014. Le 15enni italiane fumano di più rispetto ai coetanei maschi; infatti il 32% delle ragazze rispetto al 25% dei ragazzi ha fumato almeno un giorno nell’ultimo mese.

Il 16% dei 15enni italiani (e il 12% delle 15enni) ha fatto uso di cannabis nel corso degli ultimi 30 giorni.

Aumentano i fenomeni estremi legati al consumo di alcolici tra i giovani. Nel 2018, il 43% dei 15enni (38% nel 2014) e il 37% delle 15enni (30% nel 2014) ha fatto ricorso al binge drinking (assunzione di 5 o più bicchieri di bevande alcoliche, in un’unica occasione) negli ultimi 12 mesi.

Più di 4 studenti su 10 hanno avuto qualche esperienza di gioco d’azzardo nella vita, con i ragazzi 15enni che risultano esserne coinvolti maggiormente (62%) rispetto alle coetanee (23%). La quota di studenti a rischio di sviluppare una condotta problematica o che possono già essere definiti problematici (presentano almeno due sintomi del disturbo da gioco d’azzardo come per esempio aver rubato soldi per scommettere) è pari al 16%, con un +10% rispetto al 2014.

Il rapporto tra pari, il contesto scolastico, il bullismo e il cyberbullismo

L’HBSC indaga anche alcuni aspetti del contesto di vita familiare e scolastico, come ad esempio il rapporto con i genitori, con i compagni di classe, gli insegnanti, i pari, il bullismo e il cyberbullismo. Nel 2018 più del 70% dei ragazzi (11-15 anni) parla molto facilmente con i genitori; più dell’80% dichiara di avere amici con cui condividere gioie e dispiaceri e più del 70% di poter parlare con loro dei propri problemi. Infine, oltre il 60% dei ragazzi ritiene i propri compagni di classe gentili e disponibili. Un ragazzo su 2 dichiara che gli insegnanti sono interessati a loro come persone e il 62,4% dei ragazzi dichiara di avere fiducia negli insegnanti.

Il bullismo continua a vedere l’Italia tra i paesi meno interessati dal fenomeno rispetto al complesso di quelli coinvolti nella rilevazione. Gli atti di bullismo subìti a scuola nel corso degli ultimi due mesi decrescono con l’età: coloro che dichiarano di essere stati vittima di bullismo almeno una volta negli ultimi 2 mesi sono il 16,9% degli undicenni (erano il 23% nel 2014), il 13,7% dei tredicenni e l’8,9% dei quindicenni. Rispetto al 2014 tale fenomeno è quindi complessivamente in riduzione. La percentuale di coloro che dichiarano di aver subìto azioni di cyberbullismo negli ultimi due mesi diminuisce con l’età (11 anni: 10,1%; 13 anni: 8,5% e 15 anni: 7%).

 

*

L’uso problematico dei social media

La diffusione e l’uso dei social media, soprattutto tra i più giovani, richiede un’attenzione particolare; per tale motivo nei questionari HBSC 2018 è stata introdotta un’intera sezione su questo fenomeno. I risultati mostrano che i giovani che fanno uso problematico dei social media sono l’11,8% delle ragazze e il 7,8% dei ragazzi. La preferenza per le interazioni sociali online rispetto agli incontri faccia a faccia è frequentemente considerato un comportamento che contribuisce al rischio di sviluppare un uso problematico dei social media. Infatti, soprattutto le ragazze di 13 anni (19%) dichiarano di essere d’accordo o molto d’accordo nel preferire le interazioni online per parlare dei propri sentimenti. La maggioranza delle ragazze (86,9%) e dei ragazzi (77%) ha dichiarato di avere contatti giornalmente o più volte al giorno con la cerchia di amici stretti che frequentano anche faccia a faccia.

 

*

Le abitudini sessuali

Il 21,8% dei 15enni (26,2% maschi vs 17,6% femmine) dichiara di aver avuto rapporti sessuali completi. Il tipo di contraccettivo prevalentemente utilizzato è il preservativo (70,9% dei maschi e il 66,3% delle femmine), seguito dal coito interrotto (37% maschi vs 54,5% femmine), dalla pillola (11,1% maschi vs 11,5% femmine) e poco meno del 6,5% riferisce l’uso di metodi naturali.

 

*

L’indagine

Il sistema di Sorveglianza HBSC raccoglie importanti informazioni sulla salute e gli stili di vita degli adolescenti di 11, 13 e 15 anni (studenti delle scuole primarie di II grado e scuole secondarie). L’età pre-adolescenziale e adolescenziale rappresenta una fase cruciale per lo sviluppo dell’individuo e la comprensione dei determinanti dei comportamenti a rischio, frequenti in questa fascia d’età, può contribuire alla definizione di politiche e interventi in grado di promuovere l’elaborazione di valori positivi e che facilitino l’adozione di stili di vita salutari.

Nella rilevazione 2018, i ragazzi di 11, 13 e 15 anni che hanno risposto al questionario sono stati 58.976 distribuiti in tutte le Regioni italiane (con un tasso di rispondenza complessivo pari al 97,1%); le classi campionate sono state 4.183, distribuite anch’esse in tutte le Regioni d’Italia (con un’adesione pari all’86,3%). L’elevata partecipazione, sia dei ragazzi che delle classi, è indicativa di un buon livello di sinergia tra il settore scolastico e il settore sanitario, nonché di una sensibilità particolare delle famiglie dei ragazzi verso i temi affrontati.

Davvero è clamorosa e ingiustificabile (nonostante l’arrampicata sui vetri del presidente Kaswalder) l’assenza di tutti i capigruppo di maggioranza, ad esclusione di Masé de La Civica con bimbo Alberto al seguito (viva la politica a misura di mamma!) e collega assessore Gottardi al fianco, dalla conferenza dei presidenti dei gruppi per la programmazione dei lavori del Consiglio provinciale, convocata stamattina alle 9.30 nella Sala Lenzi. C’eravamo invece: Pd, Patt, M5S e noi di Futura. Avremmo avuto, per una volta, la maggioranza assoluta… se non fosse mancato il numero legale per la validità della seduta.

“Uno ha una visita medica, l’altro si è giustificato, quelli della Lega sono tutti a Milano” ha borbottato il presidente Kaswalder constatando l’assenza del numero legale. Non tutti, visto che io personalmente ne ho visto uno ed altri ne hanno visto altri, aggirarsi intorno al palazzo. Dunque, se anche la capogruppo salvinista fosse corsa dal suo capo politico lombardo, poteva benissimo farsi sostituire da un suo collega.

In ogni caso, un brutto episodio di strafottenza istituzionale e di non rispetto delle minoranze, in coerenza con il fugattismo che delle proposte e critiche delle opposizioni non tiene mai conto, un esecutivo che schiaffeggia il legislativo e a cui non faremo più alcuno sconto, alcuna concessione (corsie d’emergenza per le leggi, tempi non contingentati…).

Complimenti comunque alla Lega Salvini Trentino, il gruppone del Consiglio, 14 componenti e tutti assenti!

 

*

Paolo Ghezzi, capogruppo Futura

Gli alambicchi del Trentino sono ufficialmente accesi. Con la vendemmia leggermente posticipata rispetto allo scorso anno, anche l’attività di distillazione nelle oltre venti distillerie dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino è cominciata e ormai da una ventina di giorni; giorno e notte si lavora per ottenere uno dei prodotti più rappresentativi d’Italia nel panorama dei distillati.

L’Istituto di Tutela, il più longevo e il primo in Italia per il settore, fa il punto della situazione sull’annata in corso. «Come sempre un commento più specifico può essere fatto soltanto a fine lavoro, tuttavia la materia prima che sta arrivando in distilleria è di ottima qualità e fa presagire a una annata di grande livello per la grappa del Trentino – spiega il presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, Mirko Scarabello – in questo momento siamo all’inizio del lavoro, anche se come noto il nostro disciplinare rispetto agli altri in Italia prevede la chiusura degli alambicchi entro il 31 dicembre, ma per novembre le vinacce trentine saranno senz’altro già distillate».

L’annata che verrà. Sarà leggermente in calo la produzione, di circa il 10-15% rispetto al 2018 quando invece si era avuto un importante incremento rispetto alla precedente, il 2017, annata in linea con quella di quest’anno. I presupposti per un’ottima annata ci sono in quanto si è verificata una acidità delle uve mediamente alta, fattore questo che determina la sanità e qualità delle vinacce in fase di fermentazione e conservazione e come sempre sarà la mano del distillatore a dare il plus che la grappa col Tridente riserva.

Dopo circa due mesi dalla fine della distillazione la grappa si sarà “riarmonizzata” e a quel punto sarà possibile fare un bilancio organico. L’annata è particolarmente favorevole per le uve a bacca rossa, visto l’andamento climatico e il buon grado di maturazione raggiunto, ma anche nelle valli dove si vendemmiano in prevalenza vitigni a bacca bianca le rese sono buone e la qualità della vinaccia notevole, con profumi di grande livello.

Rispetto agli anni precedenti è in continua crescita la disponibilità di vinaccia da uve biologiche che quindi daranno origine a grappa bio, un fenomeno questo dato soprattutto dalla conformità del territorio che prevede un clima che agevola questo tipo di coltivazione. Il KM 0 previsto dal disciplinare, insieme all’obbligo di utilizzare vinacce trentine ed entro il 31 dicembre per le grappe a marchio Grappa del Trentino, resta un sinonimo di unicità e qualità assoluta della grappa prodotta in questa provincia d’Italia, unico caso nel mondo.

L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è stato fondato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 25 soci dei quali 22 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”.

Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 7.500 ettanidri di grappa (il 10% del totale nazionale in bottiglie da 70 cl) vale a dire circa 2,5 milioni di bottiglie equivalenti, distillando 130 mila quintali di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve bianche e aromatiche (60% del totale) e il restante 40% uve a bacca rossa.

Cia sulle affermazioni di Faustini: “Scorretto. Io ho espresso un pensiero politico, lui mi attacca a livello personale, dimostrando disonestà intellettuale e di non essere informato”.

Ho letto con delusione la risposta che il direttore del quotidiano “l’Adige”, Alberto Faustini, somministra oggi ad un lettore che, nello spazio dedicato alle lettere, critica la pubblicazione di una mia lettera il giorno precedente, a suo dire troppo lunga.

Faustini scrive che il lettore ha ragione, che “la lettera era troppo lunga e andava tagliata”, e aggiunge: “Ho pensato che Cia mi avrebbe accusato d’essere un censore e mi sono trattenuto”. No caro direttore, lei è scorretto. Io ho chiamato il suo giornale, chiedendo espressamente di lei, per avvisare che avrei spedito una lettera più lunga del normale, chiedendo cortesemente di valutarne la pubblicazione su l’Adige. Questa è la verità. Perché a differenza di altri politici, magari ex direttori di quotidiani, io non ho mai chiamato in redazione per lamentarmi della non pubblicazione di quanto invio, o per contestare articoli di altri.

Ma il direttore va oltre e, dopo aver vantato la sua risposta contro il sottoscritto, si inerpica a rispondere al lettore in merito a quella che è una vera e propria leggenda metropolitana: Cia che rincorre e fa “arrestare un innocente solo perché di pelle nera”. Faustini scrive che il ragazzo “non aveva colpe” ma, gli “pare di ricordare” che alla fine venne archiviata anche la presunta diffamazione di Cia, “consigliere che avrebbe comunque potuto gestire in modo diverso la vicenda, se non altro cospargendosi il capo di cenere”. Niente meno! Caro direttore, anche qui si dimostra scorretto. Invece che nascondersi dietro ai “pare di ricordare” le riassumo io la vicenda: il procedimento è stato archiviato perché gli elementi acquisiti non sono stati ritenuti idonei a sostenere l’accusa. Addirittura il P.M. ha evidenziato come il soggetto aveva una situazione “già compromessa per una precedente denuncia di spaccio e per alcuni comportamenti di violazione delle regole cui seguì l’arresto”, e non certo per la pubblicazione di alcune foto su Facebook da parte del sottoscritto, che non hanno in alcun modo danneggiato l’imputato, ma addirittura, scrive il P.M., “aumentarono il suo prestigio criminale”. Lei difenda pure queste persone, ne ha tutto il diritto e ha fatto la sua scelta, ma non si permetta di dirmi che dovrei anche cospargermi il capo di cenere.

Ma non è finita qui, Faustini chiude la sua replica scrivendo che “Cia, per quanto possa sembrare assurdo, ha una certa coerenza in merito: ce l’ha da sempre con gli stranieri e persino con la Chiesa che osa accoglierli, mi par d’aver capito”. Anche qui, nascosto dietro un “mi par d’aver capito”, Faustini spara la sua sentenza, il suo giudizio, forse più un pregiudizio: Cia ce l’ha con stranieri e Chiesa, da sempre. Non ci si scappa, così ha sentenziato. Ovviamente è una sua considerazione personale, non sostenuta da alcun elemento oggettivo, che però ferisce e infastidisce. Io nella mia lettera del giorno precedente e nei miei interventi esprimo un pensiero politico, lui mi attacca invece a livello personale, dimostrando disonestà intellettuale e di non essere informato, e questo preoccupa, perché dalla sua posizione di direttore di giornale contribuisce con le sue uscite a fare “opinione”, facendo passare un messaggio non veritiero.

Claudio Cia

(Pagina 3 di 5)