Quattro le opportunità offerte dai soci della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nel prossimo fine settimana per godere delle meraviglie dell’autunno, alla scoperta delle tradizioni e delle specialità enogastronomiche del territorio.

Venerdì prende ufficialmente il via la 14° edizione della rassegna DiVin Ottobre, organizzata dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino in collaborazione con i propri soci e inserita nel calendario delle manifestazioni enologiche provinciali, denominate #trentinowinefest, promosse da Trentino Marketing.

Si parte con Ecofiera di montagna (link), tradizionale appuntamento in programma da venerdì 4 a domenica 6 ottobre a Tione di Trento, giunto ormai alla 20a edizione, che propone un’esposizione di prodotti locali, ma anche interessanti approfondimenti su vari settori tematici, dall’agricoltura alle attività tradizionali di montagna, e una golosa rassegna enogastronomica dedicata alle ricette tipiche del territorio denominata “Ecofiera al ristorante”. La manifestazione è organizzata dal Comune di Tione in collaborazione con il Comitato Fiere ed il Consorzio per il Turismo Giudicarie Centrali e vedrà la partecipazione di Cantina Toblino, La Corte dei Ciliegi, Naturgresta Laboratorio prodotti officinali e Solerbe Farm.

Nelle stesse giornate è possibile partecipare al Festival della polenta di Storo (link). Un weekend a cura del Consorzio Turistico Valle del Chiese in cui il centro storico della cittadina si anima di profumi, sapori e musica. Non mancano l’esposizione di colorati spaventapasseri, la degustazione e la vendita di prodotti locali all’insegna della ruralità e genuinità, dove regina assoluta sarà ovviamente la polenta cucinata in molte varianti. Ma anche attività didattiche, uno spettacolo di Mario Cagol e un interessante convegno dal titolo “Il patrimonio alimentare di montagna”. Gran finale la domenica, con la sfida all’ultima “trisa” tra dieci gruppi di “Polenter”.

Solo nella giornata di sabato 5 ottobre, invece, si svolge Enotrekking “Bollicine dell’Argentario” (link), alla scoperta dei masi immersi tra i vigneti sulla collina di Trento e degli spumanti metodo classico che qui nascono, attraverso un percorso di 6 km per 150 m di dislivello che toccherà un vigneto della Cantina Sociale di Trento, Maso Bergamini e Maso Martis. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Ecomuseo dell’Argentario, il Gruppo Alpini di Cognola, la SAT di Cognola, Albatros e Tavi Macos, si inserisce all’interno della tradizionale Festa del S. Rosario di Cognola e offre agli ospiti anche la possibilità di vistare l’Orrido di Ponte Alto nel pomeriggio. Il ritrovo è alle 10.00 a Cognola di Trento. Il costo è di 15 euro comprensivo di trekking guidato, tre calici di spumante abbinato a degustazioni food, visita a due cantine e un vigneto. È richiesta la prenotazione entro giovedì 3 ottobre chiamando il numero 0461 921863 o scrivendo a info@stradavinotrentino.com.

Domenica 6 ottobre, infine, è la Valsugana ad essere protagonista con la 14a edizione della Festa del radicchio di Bieno (link), promossa dall’Apt Valsugana. La varietà tardiva tipica di questa zona potrà dunque essere degustata, a partire dalle 11.30, in un’infinità di varianti, presso stand enogastronomici allestiti al Parco fluviale di Bieno. A corredo della giornata, inoltre, un ghiotto mercatino di prodotti locali, ma anche musica, giochi e intrattenimento. A disposizione per i più piccoli, gonfiabili e ponti tibetani, mentre per gli adulti uno spettacolo a cura del comico Mario Cagol.

DiVin Ottobre fa parte del calendario di manifestazioni enologiche denominato #trentinowinefest, organizzate con il supporto di Trentino Marketing ed è realizzato in collaborazione con BIM Adige, Comunità di Valle Alta Valsugana, Comunità di Valle Piana Rotaliana, Comunità di Valle Vallagarina, Comunità della Valle di Cembra. Durante alcune delle manifestazioni sarà possibile degustare anche le mele de La Trentina.

La faccenda del “nuovo” ponte sul Caffaro si trascina ormai da troppo tempo e per questo va risolta bene e senza ulteriori titubanze. L’opera è stata finita nel 2017 ma da allora non è mai stata aperta per problemi resi evidentissimi anche dalle prove di passaggio con mezzi pesanti effettuate in loco il 21 settembre scorso (per farsene un’idea basta guardare i video qui sotto…).

Da sempre ho denunciato questa situazione, che appare incresciosa ed incredibile anche in ragione delle ingenti quantità di denaro pubblico spese, sembra, per peggiorare la fluidità del traffico tra Trentino e Lombardia. Il 26 settembre scorso ho deciso però di fare un’azione ulteriore ed ho scritto una lettera aperta al ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia, nella speranza che un suo intervento possa velocizzare la pratica, contribuendo a risolverne le numerose criticità.

Le cose da fare sono tante, ma prima di guardare ai singoli problemi è necessario stabilire un metodo operativo efficiente. Un’opera come il secondo ponte sul Caffaro coinvolge infatti una miriade di enti e società. La mia impressione dopo essermi confrontato con loro è che sussista una certa difformità di vedute su come operare, figlia forse della cattiva comunicazione. Il primo passo da compiere è dunque riunire attorno a un tavolo comune tutti gli enti e società che a vario titolo sono interessate all’opera, in modo da affrontare e sperabilmente risolvere le varie criticità in maniera organica.

Passo immediatamente successivo deve invece essere la stesura di un cronoprogramma (la cosiddetta “road map”) che stabilisca priorità, tempistiche e modalità degli interventi da realizzare. A mio avviso, già iniziare a lavorare in questa maniera aiuterebbe a condurre la vicenda verso un approdo positivo ed è proprio per questo che ho deciso di scrivere al Ministro Boccia pregandolo di intervenire a riguardo.

La cittadinanza è stufa di questa situazione e più in generale non sopporta più che il denaro pubblico venga speso per dare risultati come quello che si può “apprezzare” al confine fra Bagolino e Storo. È compito delle Istituzioni, e in particolare degli uomini che le animano, fare di tutto perché si possa ristabilire la fiducia verso lo Stato e le sue articolazioni locali. In questo senso la vicenda del secondo ponte sul Caffaro può essere un ottimo banco di prova, anche perché se dovesse essere aperto senza le necessarie correzioni, il rischio che il traffico fra due intere Regioni vada in tilt è tutt’altro che remoto. Dovesse accadere i cittadini sarebbero più che giustificati a passare dallo scherno all’arrabbiatura feroce, per cui è nell’interesse di tutti che questa vicenda si concluda nel migliore dei modi, dando prova che chi amministra la cosa pubblica può, se vuole, risolvere i problemi, non solo crearli.

 

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A seguire il testo della lettera inviata al Ministro Boccia.

Trento, 26 settembre 2019

Onorevole Dott. Francesco Boccia
Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie

per conoscenza
Dott. Sergio Bettotti
Coordinatore della Segreteria Tecnica del Fondo Comuni Confinanti

Oggetto: Road map conclusione lavori per la realizzazione della rotatoria al Km 55.80 della SP 237 del Caffaro al confine tra Trento e Brescia

Gentile Ministro

Mi rivolgo a Lei in qualità di soggetto cui la legge assegna la presidenza del Fondo Comuni Confinanti o la facoltà di nominare un delegato e per le funzioni assegnate dal Regolamento del Comitato paritetico per la gestione dell’intesa.

Come le sarà di certo noto da ormai circa 2 anni fra il Comune lombardo di Bagolino (frazione Ponte Caffaro) e quello trentino di Storo (frazione Lodrone) è stato completato un ponte sul fiume Caffaro che nelle intenzioni di chi lo ha realizzato avrebbe dovuto facilitare il transito del traffico sulla SS 237 tra le province di Trento e di Brescia. Ad oggi detto ponte, per i cui lavori a base d’asta sono stati impegnati 2.550.285,78 euro, non è mai stato aperto. A garantire il passaggio del traffico sull’arteria stradale resta in funzione un antico ponte militare del 1906 che tuttavia denuncia preoccupanti segnali di consunzione ed abbisogna pertanto di un intervento urgente di sistemazione.

Lo scorso 21 settembre si sono svolte alcune prove di passaggio di mezzi pesanti che hanno reso evidente la difficoltà da parte di autoarticolati e corriere di linea ad effettuare la svolta su e dal nuovo ponte a causa degli angoli di curvatura angusti, imponendo forti decelerazioni per affrontare le operazioni di sterzo con i conseguenti, ovvi, rallentamenti destinati di conseguenza a riverberarsi sul traffico veicolare.

Queste criticità sono peraltro note da tempo ed hanno suscitato lo sdegno e la rabbia di moltissimi cittadini, non solo residenti nelle zone limitrofe al manufatto. Nel tratto si stima un passaggio medio giornaliero di 7.000 veicoli, con punte superiori ai 10.000 transiti nei periodi di maggior afflusso, cosa che lo rende uno dei principali punti d’accesso dalla Lombardia al Trentino, senza dimenticare che consente di raggiungere la zona turistica delle Dolomiti del Brenta.

Come si vede, la vicenda del cosiddetto “raccordo anulare asimmetrico” sul fiume Caffaro (ma la vulgata popolare parla anche di “rotonda che non quadra”) si dilunga ormai da troppo tempo.

Se ne era iniziato a parlare già dal 2010, nell’ambito della discussione delle opere finanziabili con il fondo dei Comuni confinanti (ex fondi Odi). La gara d’appalto ha avuto luogo nel 2014 e i lavori di costruzione sono iniziati nel 2016 per concludersi nel 2017 ma, come detto, il raccordo non è ancora fruibile. Sul tema sono state presentate istanze di accesso agli atti, interrogazioni alla Camera dei Deputati (4-18687 del 30.11.17 e 4-18773 del 12.12.17), nei consigli della Provincia autonoma di Trento (l’ultima, 125/XVI, risale al 20.12.18) e della Regione Lombardia (ITR2340 del 27.03.18, unica ad aver ricevuto almeno una risposta interlocutoria), senza che tuttavia mai si ottenessero riscontri soddisfacenti e spiegazioni esaustive. A completamento di un quadro già di per sé fosco, risulterebbero inoltre in essere un controllo sulla gestione finanziaria e sulla contabilità pubblica degli enti coinvolti da parte della Corte dei Conti oltre a controversie giudiziarie in sede civile per il risarcimento reclamato da alcuni residenti per i danni sofferti in conseguenza alla costruzione dell’opera.

Tornando alla giornata di sabato 21 settembre 2019, per lodevole iniziativa della nuova amministrazione comunale di Bagolino, insediatasi nel maggio del 2018, sono state organizzate delle prove tecniche per il transito di autoarticolati e di corriere (il cosiddetto modello “biscione”). Erano presenti sindaci e assessori dei Comuni di Bagolino e di Storo, sui cui territori è stata costruita l’opera, i rappresentanti della società che ha eseguito i lavori, gli ingegneri della società di direzione lavori, i responsabili del progetto definitivo nonché personale di Trentino Trasporti Spa, la società che offre il servizio di trasporto pubblico della Provincia autonoma di Trento e che si interfaccia con la società che gestisce il trasporto pubblico nella provincia di Brescia. Assenti invece rappresentanti della Regione Lombardia e della Provincia autonoma di Trento e della segreteria del Fondo Comuni Confinanti. In qualità di Consigliere della Provincia autonoma di Trento ho voluto assistere personalmente alle prove di transito, anche per parlare vis à vis con i rappresentanti dei vari soggetti pubblici e privati interessati alla questione.

Al di là delle già menzionate criticità collegate agli angoli di curvatura, sono emerse altre problematiche che vanno affrontate con la massima sollecitudine per assicurare le necessarie rettifiche e rendere definitivamente disponibile un’opera pubblica incompiuta da troppo tempo che risulta oggetto dello scherno della cittadinanza, per tacere del malcontento crescente che ha ingenerato nella popolazione locale.

Le criticità sulle quali intervenire sono numerose: assetto delle fermate del trasporto pubblico su gomma e del relativo carico/scarico di passeggeri e del transito di pedoni; valutazioni in merito ai pagamenti attualmente sospesi per le imprese coinvolte nella costruzione dell’opera; risoluzione delle controversie giudiziarie tra pubblica amministrazione e privati per l’indennizzo dei danni derivanti dalla costruzione dell’opera; approvazione della perizia per la definizione dell’intervento sul vecchio ponte del 1906; verifica della validità tecnico-ingegneristica delle proposte progettuali sul medesimo antico ponte; tempi e modalità di svolgimento dei lavori di rettifica degli innesti stradali sul nuovo ponte; individuazione di procedure e tempi per l’approvazione della variante d’opera o per l’avvio di una nuova procedura d’appalto al fine di consentire le modifiche del vecchio ponte; conferma del finanziamento a valere sulle somme residue dello stanziamento di 3,8 milioni che fu messo a disposizione nel 2014.

Come si può constatare, è necessario pianificare urgentemente una road map degli interventi per dipanare le criticità sopra descritte, procedere finalmente alla definitiva esecuzione dell’opera e quindi alla sua apertura in maniera tale da non causare problematiche ulteriori alla circolazione dei veicoli e delle persone.

Il mio personale auspicio è che Lei, in qualità di Ministro per gli Affari Regionali, possa invitare le pubbliche amministrazioni coinvolte a intraprendere le più adeguate iniziative in ordine alla risoluzione delle problematiche descritte nei paragrafi precedenti e ad assicurare un’attenta supervisione delle procedure affinché la vicenda si concluda in senso positivo per la collettività tutta.

 

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Alex Marini
Consigliere della Provincia autonoma di Trento

Dalzocchio su episodio di omofobia a Mezzolombardo. Il Gruppo Consiliare del Pd eviti di dare informazioni sbagliate.

Il Gruppo Consiliare del Partito Democratico prima di uscire con dichiarazioni come “le istituzioni dell’autonomia tacciono di fronte ad episodi che testimoniano l’avanzarsi di una cultura dell’odio anche fra le nostre comunità” – in merito al fatto di omofobia avvenuto a Mezzolombardo – dovrebbe consultare le agenzie di stampa, dato che 20 minuti prima l’Assessore Segnana aveva condannato quanto avvenuto, affermando di impegnarsi a contrastare ogni tipo di discriminazione, affermando la cultura del rispetto per tutti.

Con l’occasione ci tengo a voler ricordare che la cultura del rispetto per tutti non riguarda solamente un orientamento sessuale, ma riguarda il rispetto anche di visioni di pensiero diverso che, al fine di garantire uno stato democratico, deve essere parimenti riconosciuta a tutti e che eventuali atti di violenza in tal senso devono essere sempre condannati senza se e senza ma.

E’ questo quanto dichiarato in una nota dal Capogruppo della Lega Salvini Trentino Mara Dalzocchio

CNA Impresa Donna: femminicidio, sì alla Commissione parlamentare d’inchiesta. L’imprenditoria femminile come forma di protezione dagli abusi. CNA Impresa Donna Trentino Alto Adige accoglie con favore l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, sostenendo convintamente quanto affermato dalla presidente di CNA Impresa Donna, Maria Fermanelli, intervenuta in audizione di fronte ai membri della stessa commissione.

CNA Impresa Donna regionale ritiene che “il fenomeno continui a chiedere un’opera di prevenzione capillare e azioni di contrasto energiche, alla luce del suo carattere emergenziale, ma soprattutto perché il rispetto e la promozione della dignità umana all’interno dei luoghi di lavoro sono valori fondanti del nostro sistema”.

Da anni CNA si adopera a sostegno del lavoro femminile sia esso dipendente che autonomo. Specialmente nei confronti delle lavoratrici autonome sono necessarie azioni di sostegno attraverso una legislazione che tuteli e agevoli le imprenditrici.

CNA Impresa Donna è convinta che “la tutela dell’imprenditoria femminile sia un vero e proprio fattore di protezione e supporto della donna contro ogni forma di prevaricazione e abuso”.

Se 5 capigruppo su 6 della maggioranza non potevano partecipare si sarebbe dovuta scegliere un’altra data. L’impossibilità oggettiva di garantire una piena rappresentanza nella Conferenza dei Capigruppo era evidente già a partire dalla scorsa settimana quando si era deciso di posticipare i lavori della quarta commissione, lavori originariamente previsti nella giornata odierna.

La riunione dei Capigruppo si svolgerá nella giornata di domani con tutte le forze politiche che compongono il Consiglio provinciale.

Dichiarazione esclusiva di Matteo Salvini a Norcia sul taglio dei parlamentari: “Voteremo sì solo se non sarà oggetto di scambio tra PD e M5S per fregare gli italiani”.

 

LINK VIDEO

Consiglio della Salute congiunto di Fiemme e Fassa. L’assessora Segnana: “Il punto nascita non si tocca”. Gli amministratori locali: “Trovare soluzioni alla carenza di personale medico e infermieristico”.

Il presidente della Comunità Territoriale della Val di Fiemme Giovanni Zanon e la procuradora del Comun General de Fascia Elena Testor hanno congedato la delegazione provinciale salita in valle con soddisfazione: l’assessora alla Salute Stefania Segnana, il nuovo dirigente generale dell’assessorato Giancarlo Ruscitti e il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Paolo Bordon hanno ascoltato lunedì pomeriggio le richieste del territorio in ambito sanitario e socio-assistenziale, dando in alcuni casi risposte concrete e in altre rassicurazioni sul fatto che avrebbero analizzato la questione.

Dopo le visite alle RSA di Predazzo e Vigo di Fassa e al Centro Anffas di Pozza di Fassa, l’assessora e i dirigenti hanno partecipato ad un Consiglio della Salute congiunto tra Fiemme e Fassa nelle sale del Comun General. Zanon e Testor hanno parlato a nome dei sindaci – molti dei quali presenti all’incontro – e delle due comunità, sollevando alcune questioni urgenti.

Notizie positive sono giunte per quanto riguarda i lavori di adeguamento del pronto soccorso di Cavalese: inizieranno lunedì 7 ottobre per terminare prima dell’inizio della stagione turistica. A inizio 2020 verranno inoltre effettuati necessari lavori di adeguamento dell’impianto antincendio e gas-medicale. Rassicurazioni sono giunte anche sul nuovo ospedale, che gli amministratori si augurano possa essere pronto in tempo per l’appuntamento olimpico del 2026.

L’assessora ha confermato la volontà di mantenere attivo il punto nascita di Cavalese a prescindere dal numero di parti, vista la delega ministeriale e la distanza da Trento, nonostante le polemiche politiche delle ultime settimane sulla questione da parte delle opposizioni in Consiglio provinciale. Da alcuni giorni è in funzione la sala operatoria dedicata al punto nascita, cosicché l’ortopedia – una delle eccellenze dell’ospedale di Fiemme – ha nuovamente a disposizione la vecchia sala operatoria.

Su altre questioni le risposte sono state inevitabilmente meno concrete. Uno dei problemi più urgenti è la carenza di personale – medico, infermieristico e socio-sanitario. Una difficoltà cronica dovuta a questioni contrattuali (nel caso degli infermieri che lasciano le RSA per posti economicamente più appetibili), alla carenza di medici specializzati (le scuole di specializzazione ne laureano meno di quelli necessari) e anche alla difficoltà dei professionisti di trovare case in affitto in zone turistiche. A quest’ultima problematica la soluzione – che Segnana ha promesso di valutare confrontandosi con Patrimonio del Trentino – potrebbe essere quella di adibire alcune strutture a foresteria per il personale sanitario e scolastico.

Il presidente Zanon è tornato poi a sollevare il problema degli ospiti delle RSA cosiddetti “paganti in pieno”: la mancanza di alcuni posti per lungo degenza presso l’ospedale di Cavalese e l’impossibilità di utilizzare i posti per urgenze non procrastinabili, come in vigore fino a qualche anno fa, stanno creando notevoli problemi per le famiglie degli anziani che non riescono ad accedere ai posti con tariffa convenzionata e che si ritrovano a pagare rette davvero impegnative. Sono state chieste soluzioni, perlomeno temporanee: Zanon propone di istituire alcuni posti nelle RSA adibiti ad hospice (in attesa del nuovo ospedale che dovrebbe prevede posti per lungodegenza) e individuare strutture di “residenzialità leggera” per chi conserva ancora un po’ di autonomia.

Kompatscher domani a Roma: autonomia e A22. Domani Kompatscher a Roma per incontrare i ministri Boccia e De Micheli, la prossima settimana trasferta a Bruxelles per il Comitato delle Regioni della UE.

Doppio appuntamento istituzionale nei prossimi giorni per il presidente della Provincia, Arno Kompatscher. Domani (mercoledì 2 ottobre) il Landeshauptmann sarà a Roma per incontrare nel corso del pomeriggio il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, e la Ministra delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli.

Autonomia e concessione A22

Con il ministro Boccia, verranno affrontati alcuni passaggi del rapporto tra Stato e Provincia, in maniera particolare per quanto riguarda le tematiche di maggiore attualità per l’autonomia dell’Alto Adige. Tra i vari argomenti sul tavolo, Kompatscher cita “la nomina dei rappresentanti governativi all’interno della Commissione dei 6 e dei 12, che ci auguriamo arrivi il prima possibile”. Con la ministra De Micheli (all’incontro sarà presente anche il governatore trentino Maurizio Fugatti), invece, il tema sarà la concessione autostradale per A22. “L’obiettivo – ha spiegato il presidente altoatesino – è arrivare ad un cronoprogramma condiviso per chiudere in maniera definitiva la questione”.

Comitato delle Regioni a Bruxelles

Martedì e mercoledì della prossima settimana (8 e 9 ottobre), invece, Arno Kompatscher sarà a Bruxelles per partecipare al Comitato delle Regioni che tratterà temi legati alle politiche alimentari sostenibili e alla protezione civile nell’ambito dell’Unione Europa.

Due anni fa il referendum per l’indipendenza della Catalogna, Cia (AGIRE): “Ricordiamo oggi quella lezione di democrazia”. 1 ottobre 2017, sono passati due anni dal referendum promosso dalla Generalitat de Catalunya per votare sull’indipendenza della Catalogna. In quell’occasione, si ricorderà, il Governo centrale di Madrid presieduto da Mariano Rajoy, mobilitò le forze di polizia per impedire un voto considerato illegale. Durante la giornata ci sono stati momenti di tensione tra le forze dell’ordine e i cittadini, con oltre 800 persone ferite nei tafferugli, secondo alcune fonti.

In quell’occasione i cittadini catalani riuscirono a dare una vera lezione di democrazia al Governo centrale spagnolo recandosi ordinatamente alle urne e organizzando manifestazioni pacifiche. E’ da considerare il fatto che – come raccontato dal documentario “Due Catalogne” – molti cittadini, pur essendo contrari all’indipendenza della regione catalana, si recarono alle urne votando a favore della stessa proprio a causa dell’atteggiamento repressivo del Governo Centrale.

I dati ufficiali, trasmessi al termine della giornata di referendum, parlano di 2.286.217 di votanti (43,03% degli aventi diritto), con 2.044.038 SÌ (90,18%) e 177.547 NO (7,83%) e 770.000 voti non classificabili perché sequestrati. Il Governo centrale spagnolo ha negato ogni validità della consultazione. Il 27 ottobre, dopo la dichiarazione d’indipendenza catalana, il Senato spagnolo ha approvato l’applicazione dell’art. 155 con il conseguente commissariamento della Regione, e ha indetto nuove elezioni nella Comunità Autonoma per il 21 dicembre 2017, vinte dalla coalizione indipendentista.

Da allora molti leader dei movimenti politici e culturali catalani sono costretti all’esilio o rinchiusi in carceri spagnole. Ad essi va oggi il nostro pensiero, perché possano tornare al più presto in Catalogna e riprendere le loro attività. E’ bene essere consci del fatto che, comunque la si pensi sulla questione dell’indipendenza catalana, il comportamento di repressione tenuto in quell’occasione dal Governo spagnolo non è degno di una delle maggiori democrazie del nostro tempo.

 

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Cons. Claudio Cia

Confindustria regionale del Trentino-Alto Adige: cambio al vertice. Cambio al vertice della Confindustria regionale del Trentino-Alto Adige. Nel corso della riunione di ieri, nella sede di Confindustria Trento, si è svolto il passaggio di consegne tra Stefan Pan, che prosegue nel suo mandato di vicepresidente di Confindustria nazionale con delega alle regioni, e Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento.

La presidenza della federazione regionale, infatti, prevede un’alternanza tra i vertici delle associazioni industriali di Trento e Bolzano.

L’incontro – che ha visto la partecipazione dei Consigli di Presidenza delle associazioni di Trento e Bolzano, quest’ultima guidata dal Presidente Federico Giudiceandrea – ha rappresentato l’occasione per fare il punto sull’economia delle due province, il cui PIL è ancora previsto in crescita, così come l’occupazione, ma c’è preoccupazione per le tensioni sullo scenario internazionale e in particolare per il rallentamento della Germania. Il partner tedesco rappresenta il 34% delle esportazioni altoatesine e il 17% di quelle trentine.
Tra gli altri temi toccati, si è parlato delle prossime manovre finanziarie provinciali e del sistema del credito regionale.

Attraverso la Confindustria regionale, gli industriali di Trento e Bolzano si terranno aggiornati sugli sviluppi del confronto con i rispettivi governi locali in relazione alle finanziarie provinciali, a cominciare dalla materia fiscale, con le decisioni che verranno prese sulle aliquote IRAP, IMIS/IMI e sull’addizionale regionale IRPEF.

Grande interesse anche per la partita dell’eventuale cessione delle quote pubbliche di Mediocredito Trentino-Alto Adige. Gli industriali di Trento e Bolzano ritengono che vi sia bisogno di soggetti creditizi forti a carattere regionale, in grado di finanziare i progetti di sviluppo delle imprese locali. La banca potrebbe rappresentare un player importante nello scacchiere del credito regionale. La Confindustria regionale seguirà con attenzione e nell’interesse delle aziende associate gli sviluppi relativi alle intenzioni delle Province autonome sulla cessione delle proprie quote e l’interesse dei gruppi bancari regionali sull’eventuale acquisizione.

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