Nei pressi del Bastione è stata accertata la presenza di una vasta area ricoperta da rifiuti che si estende per circa 1000 metri quadrati a valle del muro di sostegno del piazzale del Bastione ed a fianco dell’area di cantiere per la costruzione dell’ascensore.

Per questo abbiamo provveduto oggi a fare la doverosa segnalazione alla Polizia Locale Intercomunale e all’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente di Trento a cui abbiamo trasmesso anche una consistente documentazione fotografica.

Nella discarica incontrollata si trovano rifiuti di vario genere come bottiglie di vetro e plastica, lattine, vaschette per il gelato, bombolette di panna spray, materiali edili ed ingombranti assieme a numerosi sacchi per i rifiuti rovesciati nel pendio ed ormai quasi totalmente sbrindellati.

I rifiuti si trovano anche nella zona disboscata a seguito dei lavori per la realizzazione dell’ascensore del Bastione e pertanto appare molto probabile che siano venuti alla luce anche durante le operazioni del taglio del bosco.

La tipologia dei rifiuti porta a ipotizzare che gli stessi possano provenire anche dalle varie attività ricettive svolte in passato presso il Bastione vista la vicinanza e considerato che risulta altamente improbabile che qualcuno salga dalla città per abbandonare rifiuti in quei luoghi.

Per questo il consigliere Andrea Matteotti del MoVimento 5 Stelle assieme ai consiglieri Franca Bazzanella e Flavio Prada de L’Altra Riva P.D.T. e Stefano Santorum di Oltre hanno presentato una interpellanza al sindaco per sapere come mai l’Amministrazione comunale non è a conoscenza della situazione di estremo degrado e pericolo presente sotto il Bastione a causa dell’abbandono indiscriminato di rifiuti che ha contribuito a creare questa discarica abusiva a cielo aperto.

Inoltre è stato chiesto se l’area della discarica abusiva ha interessato o interessa anche la zona disboscata e/o il cantiere per la realizzazione dell’ascensore e se sono giunte segnalazioni di abbandono di rifiuti dalle imprese esecutrici dei lavori o dalla società Lido di Riva del Garda Immobiliare S.p.A titolare dei lavori.
Certo appare molto strano – se non del tutto incredibile – che nessuno abbia visto niente. Magari qualcuno ha pure visto, ma ha preferito tacere facendo finta di nulla nella più classica e deplorevole condotta omertosa tipica delle aree soggette alla varie mafie.

Per questo ci auguriamo che vengano tempestivamente individuati i responsabili dell’abbandono di rifiuti e perseguiti con la dovuta severità sia per il danno ambientale ma anche per il danno di immagine che ne deriva a tutta la comunità rivana.

Auspichiamo inoltre che le autorità competenti agiscano tempestivamente per mettere in sicurezza l’area e garantire l’assenza di ogni rischio per i residenti del centro storico di Riva del Garda a causa del dilavamento delle sostanze inquinanti e dell’eventuale percolato che sicuramente possono scendere verso valle e cioè proprio verso il centro abitato.

Chiediamo all’Amministrazione comunale di agire urgentemente per attenuare i rischi immediati dovuti al dilavamento delle sostanze inquinanti e dell’eventuale percolato e per mettere in atto la bonifica definitiva delle aree coinvolte dalla discarica abusiva.

A nostro parere è anche indispensabile che il Comune imponga alla società Lido di Riva del Garda Immobiliare S.p.A l’adozione di opportuni provvedimenti al fine di controllare il corretto smaltimento dei rifiuti nelle attività da essa date in gestione.

 

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Consigliere Comunale del MoVimento 5 Stelle
Andrea Matteotti

 

 

INTERPELLANZA CON RISPOSTA SCRITTA

OGGETTO: Discarica abusiva sotto il Bastione.

VISTO CHE:

− nella zona sottostante il Bastione è rinvenibile una vasta zona con la presenza di rifiuti di vario genere (contenitori di plastica, vetro, lattine ecc.) rovesciati sul pendio assieme a numerosi sacchi per i rifiuti ormai quasi totalmente sbrindellati (documentazione fotografica allegata);

− l’area coinvolta da questa discarica incontrollata si estende a valle del muro di sostegno del piazzale del Bastione ed a nord della costruenda via di corsa dell’ascensore per il Bastione in corso di realizzazione da parte della società Lido di Riva del Garda Immobiliare S.p.A ;

− i rifiuti si trovano anche nella zona disboscata a seguito dei lavori pertanto appare molto probabile che siano venuti alla luce durante le operazioni del taglio del bosco;

− la tipologia dei rifiuti (bottiglie di vetro e plastica, vaschette per il gelato, bombolette di panna spray, ecc.) porta a ipotizzare che gli stessi possano provenire anche dalle attività ricettive svolte in passato presso il Bastione vista la vicinanza e considerato che risulta altamente improbabile che qualcuno salga dalla città per abbandonare rifiuti in quei luoghi;

− sembra molto strano che durante gli attuali lavori per la realizzazione dell’ascensore non siano stati rinvenuti rifiuti dello stesso genere nell’area di cantiere.

 

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I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI COMUNALI CHIEDONO

1. se l’Amministrazione comunale è a conoscenza della situazione di estremo degrado e pericolo presente sotto il Bastione dove a seguito di abbandono di rifiuti è stata creata una discarica abusiva a cielo aperto;

2. a chi appartiene l’area interessata dalla discarica incontrollata;

3. quali e quanti controlli sono stati fatti negli anni scorsi e nel corrente anno nella stessa zona;

4. se l’area della discarica abusiva ha interessato o interessa anche la zona disboscata e/o il cantiere per la realizzazione dell’ascensore;

5. se sono giunte segnalazioni di abbandono di rifiuti dalle imprese esecutrici dei lavori o dalla società Lido di Riva del Garda Immobiliare S.p.A titolare dei lavori;

6. se ed eventualmente quante tonnellate di rifiuti sono state rinvenute durante i lavori per la costruzione dell’ascensore;

7. se è stata fatta denuncia alle autorità competenti per il reato penale di abbandono di rifiuti;

8. da quanti anni la società Lido di Riva del Garda Immobiliare S.p.A ha la proprietà del “Bar Ristorante Belvedere Bastione” e per quanto tempo ha dato in gestione detta attività ricettiva;

9. qual’è l’estensione delle aree con la presenza di rifiuti;

10. qual’è l’estensione delle aree interessate dall’inquinamento ambientale dovuto al dilavamento delle sostanze inquinanti ed all’eventuale percolato che sicuramente scendono verso valle e cioè verso il centro abitato di Riva del Garda;

11. se sussiste pericolo per i residenti del centro storico o per chiunque transita o staziona a valle della discarica abusiva;

12. cosa intende fare l’Amministrazione comunale per attenuare i rischi immediati dovuti al dilavamento delle sostanze inquinanti ed all’eventuale presenza di percolato;

13. cosa intende fare l’Amministrazione comunale per mettere in atto la bonifica definitiva delle aree coinvolte dalla discarica abusiva;

14. quali azioni intende attuare il Comune di Riva del Garda per evitare il ripetersi di situazioni analoghe in futuro;

15. quali azioni intende attuare l’Amministrazione comunale per imporre l’adozione di opportuni provvedimenti da parte della società Lido di Riva del Garda Immobiliare S.p.A al fine di controllare il corretto smaltimento dei rifiuti nelle attività da essa date in gestione.

Chiediamo cortesemente risposte punto per punto.

 

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Riva del Garda, 30/09/2019

I Consiglieri comunali:

Andrea Matteotti
Franca Bazzanella
Flavio Prada
Stefano Santorum

 

Discarica abusiva Bastione Allegato

CNA Trentino Alto Adige ha inviato oggi a tutti i parlamentari della Regione, e per conoscenza anche all’eurodeputato Dorfmann, una lettera nella quale chiede agli onorevoli di valutare il testo dell’emendamento sull’abrogazione dell’art. 10 del Decreto Crescita, presentandolo nel provvedimento “Conversione in legge (AS 1576) del decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, recante “Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali”, attualmente in discussione al Senato.

“CNA – spiega Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino Alto Adige – attraverso le sue articolazioni di mestiere CNA Installazione e Impianti, CNA Costruzioni e CNA Produzione, da mesi sta conducendo una battaglia per modificare l’articolo 10 del Decreto Crescita, rendendo di nuovo la norma a misura di micro e piccole imprese, che sono il tessuto produttivo per eccellenza del Paese”.

La scorsa settimana è stato depositato il ricorso al Tar di un gruppo di imprese aderenti alla CNA, operanti nella filiera dell’efficientamento energetico degli edifici, contro l’Agenzia delle entrate per ottenere l’annullamento del provvedimento sullo sconto in fattura, previsto dall’articolo 10 del Decreto Crescita e ritenuto un freno alle ristrutturazioni e ai risanamenti energetici con grave danno alle PMI del settore. Il provvedimento dell’Agenzia, che rende operativo lo sconto in fattura, rischia infatti di tagliare fuori dal mercato della riqualificazione energetica le piccole imprese, alle quali non si può chiedere di erogare l’importo degli incentivi pubblici recuperandolo nell’arco di ben cinque anni. Avvantaggia solo i grandi operatori del settore, distorcendo la concorrenza.

Il ricorso al Tar fa seguito a quello della Regione Toscana alla Corte costituzionale contro l’articolo 10 del Decreto Crescita. Dopo i ricorsi all’Antitrust e all’Unione europea presentati da CNA, anche le Regioni si stanno mobilitando a tutela delle piccole imprese. Anche la Regione Umbria ha deciso di costituirsi in giudizio e di ricorrere alla Corte Costituzionale per ottenere l’abrogazione dell’art. 10. La Regione Lazio recentemente ha approvato un ordine del giorno in materia. La petizione online su change.org per abolire l’articolo, 10 ha raccolto oltre 5.500 firme.

“Sul fronte parlamentare – prosegue Corrarati – sono già stati coinvolti nei mesi scorsi tutti i deputati e senatori del Trentino Alto Adige. L’auspicio è che il nuovo Governo e il Parlamento cancellino questo provvedimento iniquo alla prima occasione utile”.

La vittoria sonante in Austria del giovane Kaiser Sebastian KURZ non può che suscitare una forte preoccupazione in me che ne seguo attentamente l’operato. Troppe infatti le sue ingerenze sul mio Alto Adige sul quale Kurz mette costantemente bocca nonostante la quietanza liberatoria del 1972 all’ONU.

Nonostante l’Oevp – il partito di KURZ – sia componente del gruppo del Ppe al Parlamento europeo, sulla scia di Orban è molto più sovranista dei nostri sovranisti e ha pertanto inglobato le politiche di Strache crescendo vertiginosamente nel consenso e spesso ignorando gli obblighi derivanti dall’adesione all’UE.

Penso per esempio all’emendamento proposto dieci giorni fa che ha approvato il doppio passaporto per i sudtirolesi di lingua tedesca e ladina.Un atto gravissimo soprattutto perché l’Italia si era già espressa ufficialmente negativamente e che mira ad una riannessione sostanziale dell ‘Alto Adige alla sua Austria, in barba alla storia, ai trattati di pace, al trattato di Maastricht.

Per non parlare della proposta di costruire il muro di Brennero affinchè gli extracomunitari rimanessero imbottigliati in quell’Alto Adige italiano, quando è nell’interesse austriaco di tutelare i propri confini con gendarmi e carrarmati. D’altronde aiutato dall’UE che ha abbandonato l’Italia a stessa sul tema dell’accoglienza dei migranti, dimenticando che noi siamo il confine dell’Europa.

Stesso atteggiamento anche sul tema dell’economia con il blocco del passaggio dei Tir sul Brennero, violando ripetutamente il principio della libertà di circolazione delle merci in Europa attraverso l’arco alpino, dove transita la metà delle esportazioni italiane e oltre il 70% dei flussi import-export dell’Italia con l’Ue. Con un danno quantificato dai nostri operatori altoatesini in circa 80 milioni di euro l’anno se non più.

Insomma, la crescita esponenziale di Kurz, proprio perché facente parte della grande famiglia del popolarissimo europeo, dovrebbe far porre all’interno del PPE più di qualche domanda per gli interessi dell’Europa intera, che sembra aver perso il rispetto degli Stati membri migrati ideologicamente verso i Paesi di Visegrad.

Se prima governava con la destra, oggi non solo è lui la destra ma sarà il primo ad inglobare la religione politica verde profetizzata da Greta Turnberg le cui conseguenze si vedono nella crescita assolutamente prevedibile dei verdi, da non sottovalutare per le prossime tornate nei paesi europei.

 

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Michaela Biancofiore, parlamentare FI, segretaria della commissione affari esteri e Coordinatrice regionale del Trentino Alto Adige

L’assessore alla salute Stefania Segnana sta portando avanti un fitto ciclo di incontri all’interno delle Rsa della Provincia, con l’impegno di “visitare tutte le Rsa e di conoscere le realtà del territorio” (comunicato 2329 del 30/09/2019).

Durante i numerosi sopralluoghi fin qui svolti l’assessore ha sempre garantito un forte impegno della Giunta provinciale a favore delle strutture del territorio.

Nell’ultima visita del 30 settembre alle Rsa di Predazzo e San Giovanni di Fassa, l’assessore ha speso – come di consueto – parole di ringraziamento per i dipendenti delle strutture: “Vi ringrazio per l’impegno e la dedizione che ogni giorno riservate alla vostra professione. Da parte mia posso garantirvi tutto il supporto affinché possiate svolgere al meglio la vostra attività che ha un risvolto sociale molto importante”.

Al di là dei proclami, la vicinanza agli operatori del settore va manifestata con azioni concrete, che vadano oltre le promesse e i ringraziamenti.

A oltre dieci mesi dall’inizio della XVI Legislatura quest’operazione di “ascolto” deve lasciare spazio a vere progettualità, che il mondo della sanità chiede a gran voce.
Le RSA, sia singolarmente che attraverso UPIPA (Unione Provinciale Istituzioni per l’Assistenza), lamentano una carenza cronica di posti letti, che sono sufficienti a coprire solo una minima parte delle richieste degli utenti, obbligando gli stessi a pagare tariffe onerose nell’ambito dei posti non convenzionati.

L’auspicio è che l’operazione “ascolto” sia solo la prima fase di un coerente piano di azione, alla quale seguiranno azioni e interventi realmente incisivi.

 

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Tutto ciò premesso, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

1. in che modo verrà concretizzato il supporto morale dell’assessore Segnana, che viene manifestato in occasione delle diverse visite nelle RSA;

2. con quali strumenti la Giunta si sia attivata per rispondere alla istanze di UPIPA, in relazione alla richiesta di incremento dei posti letto convenzionati, alla modifica dei parametri e al potenziamento dell’organico.

 

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Paola Demagri

Il mondo della fotografia naturalistica diventa protagonista al MUSE con “Click di sera”, il ciclo di incontri che “dà la parola” alle spettacolari immagini di natura scattate dai più apprezzati fotografi naturalisti a livello nazionale. Protagonista del secondo appuntamento, in programma giovedì 3 ottobre alle 20.30, sarà Roberto Isotti, invitato a presentare il suo progetto fotografico dal titolo “Il popolo immobile”: un viaggio per immagini all’ombra delle sorprendenti e fragili foreste che lambiscono il Mare Nostrum.

Ingressi libero. Consigliata la prenotazione t. 0461270311.

 

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Il popolo immobile

Nessun territorio è legato alla storia dell’uomo come quello del bacino del Mediterraneo. A dispetto della lunga storia di espoliazione della natura, è sorprendente constatare quanta ricchezza e bellezza ancora conservino i pochi angoli di foresta mediterranea rimasti. Si stima che, nonostante la loro limitata estensione territoriale, ospitino circa il 20% dell’intera biodiversità presente sul nostro pianeta.

Questo progetto dal titolo “Il popolo immobile” è un cammino per immagini all’ombra dei grandi alberi che lambiscono il Mare Nostrum: alla scoperta delle ultime foreste del Mediterraneo. Aree preziose e fragili che custodiscono specie animali e vegetali uniche.

La vastità del materiale iconografico è frutto di una ricerca iniziata nel 2011, Anno internazionale delle foreste, e mai interrotta. Questo lungo viaggio – che va dall’Italia alla Spagna dalla Francia alla Slovenia, dal Marocco all’Egitto, dalla Tunisia alla Croazia, fino Turchia – ha prodotto una selezione di foto uniche per ricchezza e varietà. Durante l’incontro, oltre alla visione di immagini e video, ci sarà l’occasione di affrontare i temi relativi alla fotografia della conservazione della natura ed al futuro delle ultime aree forestali del Mediterraneo

 

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Roberto Isotti e l’Homo ambiens

“Quando oltre 20 anni fa abbiamo trasformato la nostra grande passione per la fotografia in una professione avevamo pochi mezzi, un grande entusiasmo e la consapevolezza che, ovunque ci avesse condotti questa nuova avventura, due cose il tempo non avrebbe cambiato: la nostra amicizia e il comune, grande amore per il mondo naturale”.
Roberto Isotti, Alberto Cambone e Micòl Ricci; naturalisti, fotografi e fondatori di Homo ambiens si dedicano da molti anni alla Conservation Photography, il settore della fotografia naturalistica che concentra la propria attenzione sulla salvaguardia della natura.

La fotografia ha portato Roberto e Alberto a viaggiare in tutto il mondo, documentando la bellezza e la fragilità degli ultimi paradisi rimasti sul nostro pianeta. Da alcuni anni si è unita al gruppo la giornalista e story-teller Micòl Ricci che arricchisce i risultati del gruppo con testi e ricerche editoriali.

Dal loro lavoro sono nati numerosi servizi fotografici pubblicati su importanti riviste italiane ed internazionali, libri, mostre e materiali divulgativi messi a disposizione delle organizzazioni ambientaliste per promuovere decisive battaglie in difesa dell’ambiente.

Il materiale raccolto in questo sito racconta la grande passione di Alberto e Roberto per la natura, passione che li ha spinti a dedicare migliaia di ore di appostamenti, decine di spedizioni e innumerevoli stratagemmi più o meno innovativi per cogliere in tutta la sua bellezza e complessità la vita sul nostro pianeta. Il loro archivio conta oltre 200.000 immagini e oltre 30.000 video raccolti in 30 anni di attività, durante i quali è stata prodotta una documentazione di grande valore scientifico e fotografico, straordinaria per varietà e ricchezza.

Appuntamenti successivi di “Click di sera”

14 novembre 2019, ore 20.30. Polvere di stelle. L’arte dell’astrofotografia di Luca Fornaciari.

21 novembre 2019, ore 20.30. L’occhio del fotografo. Fotografia di viaggio e naturalistica con gli scatti di Marco Urso.

19 dicembre 2019, ore 20.30. Una vita selvaggia. Stefano Unterthiner racconta la sua vita da fotografo naturalista.

Su Il Gazzettino di oggi 30 settembre, sono riportate le dichiarazioni del sindaco di Rocca Pietore Andrea De Bernardin in merito alla manifestazione di Passo Fedaia in difesa della Marmolada.

Così il sindaco: “Quale era il fine degli ambientalisti? Dove vogliono andare a parare?”

Con il comunicato in allegato, Mountain Wilderness risponde al Sindaco e ribadisce la propria posizione sulle politiche di tutela e di sviluppo della Marmolada.

Oggetto: lettera aperta sul ruolo di Mountain Wilderness in Marmolada.

 

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Egregio sig. Sindaco,

Lei ha affermato sulla stampa di non comprendere l’azione di Mountain Wilderness in Marmolada. Arriva a sostenere che probabilmente vogliamo danneggiare la società di Vascellari (la funivia che porta in vetta a Punta Rocca) e i gardenesi che hanno comprato la cestovia di Pian dei Fiacconi.

Per smentirla, sempre nel quadro di un dialogo costruttivo, Le ricordiamo solo alcune delle tappe che hanno caratterizzato l’agire di Mountain Wilderness in Marmolada. Va anticipato come Mountain Wilderness abbia sempre inteso la Marmolada come un territorio privo di confini amministrativi che meritava un rilancio, anche turistico, basato sulla qualità. Siamo l’unica entità associativa o istituzionale ad aver sempre avuto presente una progettazione complessiva del gruppo Marmolada, ad aver lavorato senza interessi di parte e senza farci coinvolgere nelle assurde e improduttive guerre sui confini.

– dopo la farsa del protocollo fra Veneto e Trentino in Marmolada del 2002, Mountain Wilderness ha contribuito a lavorare (2003) al piano di rilancio gettato al vento dalle scelte di allora della società Funivie Marmolada Tofane, della Regione Veneto e della provincia autonoma di Trento, firmatarie assieme a noi del documento;

– abbiamo ripreso la collaborazione nel 2005 in Trentino con il Museo di Scienze naturali cercando di forzare la situazione per comprendere nel progetto il territorio Veneto. Non siamo stati ascoltati, l’allora giunta provinciale di Trento aveva messo sul banco 50 milioni di euro che per lo più venivano spesi per una assurda nuova funivia Alba di Canazei, Fedaja – Punta Rocca. Ci siamo opposti, il progetto è saltato oltre che per la insostenibilità ambientale e economica anche perché sarebbe stato incompatibile con il patrocinio Dolomiti UNESCO;

– abbiamo sempre insistito, in ogni tavolo di lavoro partecipativo di Dolomiti UNESCO, affinché si avviasse con urgenza una pianificazione certa della riqualificazione di tutta l’area di passo Fedaja, oggi impresentabile;

– siamo l’unica associazione ambientalista ad aver sottoscritto un patto di sviluppo sostenibile con una società impiantistica, Marmolada – Tofane, 2013;

– inoltre, oggi siamo contrari al rifacimento della cestovia per come quel progetto è stato presentato: verrebbe potenziato nella lunghezza e servirerebbe come base all’ultimo e definitivo assalto a Punta Rocca. Abbiamo sempre detto che di Marmolada se ne discute solo all’interno di una pianificazione complessiva interregionale e con progetti che dovranno essere condivisi anche da soggetti portatori di interessi collettivi.

Questa è la sintesi del lavoro che Mountain Wilderness svolge dal 1988 in poi sulla Marmolada.

Eravamo in pochi sabato a difendere la montagna? Certo, ma noi siamo volontari, tante nostre energie erano impegnate altrove, su altri ghiacciai (dallo Stelvio al Monte Rosa) e altre ancora a confrontarci sui cambiamenti climatici e sul futuro delle nostre foreste (Dobbiaco e non solo). Per noi era doverosa una presenza della associazione mentre anche in altre località alpinisti e cittadini salivano verso i ghiacciai per chiedere politiche di tutela e la possibilità di vivere ancora, pensando alle generazioni prossime, questo pianeta. Lei non era presente, nonostante il ruolo istituzionale che porta.

Un ultimo doveroso passaggio. I cambiamenti climatici ci sono sempre stati dice. Chi ha mai detto diversamente? Se Lei frequentasse almeno qualche nostro convegno, fosse almeno stato presente a Dobbiaco dal 27 al 29 settembre, avrebbe sentito da voci della scienza spiegare come non sia mai accaduto che sul nostro pianeta si superassero le 400 parti su milione di anidride carbonica sul pianeta (328 era il record) e che tale gas, sommato ad altri, è diretto responsabile della velocità con il quale i cambiamenti climatici stanno sconvolgendo anche nel profilo sociale, la vita sul pianeta. Ormai tutto il mondo della scienza condivide che gli attuali cambiamenti climatici siano responsabilità piena dell’agire umano e delle scelte che vengono imposte all’ambiente naturale, quindi anche alle montagne dolomitiche.

Per chiudere, noi rinnoviamo il nostro percorso di collaborazione con i sindaci che accettano il dialogo, come Lei ha fatto. Ma Le chiederemmo di riflettere con una visione più ampia su quanto sta avvenendo sul pianeta, sul perché di tanta violenza della tempesta Vaia che ha quasi distrutto l’ambito amministrativo che Lei governa. Con un simile semplice passo, ne siamo certi, sarà più semplice fra noi condividere percorsi che rilancino la Marmolada, in modo sobrio, intelligente, proiettato al futuro e in modo condiviso con le popolazioni dell’agordino oltre che del Trentino.

 

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Giancarlo Gazzola
vicepresidente di Mountain Wilderness Italia

Luigi Casanova
presidente onorario di Mountain Wilderness Italia

Questa sera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35) Valerio Staffelli consegna il Tapiro d’oro a Paolo Maldini per lo scarso rendimento del Milan in campionato: la squadra rossonera ha conquistato solo 6 punti in 6 gare e si trova al 16esimo posto in classifica. L’ex capitano del Milan dichiara: «Son tanti anni che non siamo al livello di una volta. È una sofferenza per chi ama questa squadra».

L’Associazione Transdolomites e il Comitato di cittadini “Un Tram per Trento” organizzano una serata pubblica dedicata alla presentazione di una proposta per una linea tramviaria nella città di Trento.

LINK VIDEO

L’evento avrà luogo venerdì 4 ottobre 2019, alle ore 19.00, nella Sala Conferenze del MUSE in Corso del Lavoro e della Scienza a Trento. Oltre che l’occasione per presentare l’ipotesi di una nuova linea tramviaria per il capoluogo trentino, la serata vuole essere un momento per illustrare buone pratiche di mobilità urbana e discutere idee progettuali funzionali alla mobilità urbana su ferro, coinvolgendo culturalmente tutta la cittadinanza. La pianificazione della mobilità urbana ed extraurbana sarà la sfida che dovrà essere affrontata sin da subito.

La riduzione delle emissioni prodotte dal settore dei trasporti, la riqualificazione delle aree urbane, la riduzione dell’uso del consumo del suolo in funzione dei trasporti, gli investimenti in funzione della realizzazione di nuove infrastrutture e servizi per la mobilità pubblica secondo gli orientamenti del Libro Bianco dei Trasporti della Commissione Europea sono tematiche attorno alle quali tutti devono ritrovarsi a discutere e confrontarsi la Società civile, gli stakeholder e i rappresentati delle Istituzioni.

Non solo discutere ma anche decidere in favore di soluzioni che possano rappresentare il vero cambiamento nella pianificazione e gestione della mobilità in ambito urbano ed anche extraurbano.

Nelle vere scelte orientate al cambiamento va letto l’autentico concetto di città smart il cui significato è legato solo in parte a quello di urbe dove è diffusa l’offerta di tecnologie come ad es la banda larga ed i sistemi di informatica.

Il vero concetto di città smart sta nel modo intelligente di far uso del proprio territorio delle risorse energetiche, la riduzione dello stato di degrado che condiziona la vita di molte città.

Una coraggiosa e innovativa politica dei trasporti orientata sulla mobilità pubblica, è testimoniato in tante città del mondo, è stata base del rilancio di città anche molto famose che sono uscite dalla recessione proprio partendo da importanti investimenti in mobilità pubblica. Ciò ha permesso non solo il loro ripopolamento, ma anche la riqualificazione ambientale del loro tessuto, la riduzione della criminalità, e forti risparmi nella gestione delle città.

Importante ribadire che nei progetti che prevedono in alcune parti del mondo la costruzione ex novo di città , il modello di mobilità con auto privata non è previsto. Tutto grava sulla spazio destinato all’uomo , qualità della vita , mobilità pubblica , bici a piedi.

Conviene investire in questo modello di monilità? Si ne siamo più che convinti . IL Libro Bianco dei Trasporti della Commissione Europea entra tra l’altro nel merito dei costi del settore in oggetto. Si legge che gestire mobilità pubblica costa 17 volte meno che spendere in mobilità privata.

Il costo che semmai l’Italia e le nostre realtà locali stanno pagando è il forte ritardo nella progettualità e realizzazione delle infrastrutture destinate alla mobilità pubblica , un ritardo che ci sta ponendo al di fuori della storia e che in più di una occasione ha portato la Corte dei Conti italiana ( es. rapporto del 04/04/2010) ad intervenire condannando tale immobilismo sugli investimenti in tema di infrastrutture dedicate alla mobilità pubblica di massa.

 

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Interverranno alla serata:
Massimo Girardi | presidente di Transdolomites
Massimo Pegoretti | coordinatore del Comitato “Un tram per Trento”
Stefano Giorgetti | assessore alla Mobilità del Comune di Firenze
Gianni Scarfone | direttore Tramvie Elettriche Bergamasche
Luca Urbani | collaboratore dello studio Willi Hüsler di Zurigo
Marialaura Lorenzini | assessora alla mobilità del Comune di Bolzano
Ivan Moroder | direttore dell’Ufficio Mobilità del Comune di Bolzano
Alberto Salizzoni | assessore all’urbanistica e mobilità del Comune di Trento

Moderatore: arch. Alessandro Franceschini

Cordialmente
Massimo Girardi
Presidente Associazione Transdolomites

 

 

L’AD Matteo Del Fante ha inaugurato la nuova struttura in corso Vittorio Emanuele II. Poste Italiane torna nel “cuore” dell’Aquila. L’Amministratore Delegato di Poste, Matteo Del Fante, ha inaugurato oggi il nuovo ufficio postale “L’Aquila Centro Storico”, in corso Vittorio Emanuele II, alla presenza del Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, del Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Bondi.

“Siamo felici – ha dichiarato l’AD di Poste – di aver riaperto un nostro ufficio postale in pieno centro storico, contribuendo così alla rinascita di una bellissima città e in particolare del suo nucleo urbano più antico. Ampliare e rinnovare la presenza di Poste Italiane nella città capoluogo abruzzese è coerente con la nostra strategia industriale, che ha il suo cardine nella presenza capillare dei servizi postali ed è soprattutto in linea con i valori di inclusione e vicinanza ai cittadini e alle comunità che da sempre caratterizzano l’azienda”.

“L’Aquila Centro Storico” si sviluppa su una superficie di 300 metri quadrati ed è stato realizzato con l’aiuto delle più moderne tecnologie per coniugare sicurezza e qualità del servizio: sono sei gli sportelli polifunzionali a disposizione dei cittadini, due sale consulenza con personale qualificato per fornire informazioni sui prodotti di risparmio e investimento offerti da Poste Italiane e uno sportello automatico “Postamat” di nuova generazione, disponibile 24 ore al giorno per prelievi di contante e altre operazioni. Inoltre, grazie ad un accordo con la Croce Rossa Italiana, l’ufficio sarà dotato anche di un defibrillatore per assicurare un adeguato intervento di soccorso in caso di necessità.

L’ufficio offre a tutti i clienti la connessione Wi-Fi gratuita ed è dotato di un innovativo gestore delle attese, che permette di prenotare il proprio turno allo sportello, sia per il giorno corrente sia per quello successivo, direttamente dal proprio smartphone o tablet tramite l’app “Ufficio Postale”, disponibile gratuitamente per dispositivi iOS e Android. L’ufficio sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle 8:20 alle 13.35.

Con “L’Aquila Centro Storico” sono diciassette gli uffici postali attivi nel Comune, dodici dei quali dotati anche di sportello Postamat per le operazioni automatiche di prelievo e pagamento.

Da sempre Poste Italiane esprime i valori di vicinanza ai territori e di attenzione alle esigenze dei cittadini. Questa tradizionale peculiarità dell’azienda è ribadita anche dal piano di interventi a favore dei piccoli Comuni italiani, con il potenziamento dei servizi postali e finanziari e con iniziative di pubblica utilità per contribuire allo sviluppo economico e sociale dei piccoli centri.

L’assessore Segnana in visita alle Rsa di Predazzo e San Giovanni di Fassa. Continua il ciclo di incontri tra la responsabile alla sanità e gli amministratori delle strutture per anziani sul territorio.

Inizio settimana dedicato agli anziani per l’assessore provinciale alla salute, Stefania Segnana che, accompagnata dal dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali, Giancarlo Ruscitti, ha visitato le Rsa di Predazzo e San Giovanni di Fassa. “L’attenzione verso il territorio e i suoi fabbisogni – ha sottolineato l’assessore Segnana nel corso delle due visite – è prioritaria per questa giunta provinciale.

Vi ringrazio per l’impegno e la dedizione che ogni giorno riservate alla vostra professione. Da parte mia posso garantirvi tutto il supporto affinché possiate svolgere al meglio la vostra attività che ha un risvolto sociale molto importante”. Ad attendere l’assessore Segnana c’erano i responsabili delle strutture – i presidenti Francesco Delugan (Rsa di Predazzo) e Barbara Bravi (Rsa San Giovanni ) -, gli amministratori locali. La visita a Predazzo è stata anche l’occasione per incontrare il nuovo direttore, Maurizio Bellone, che da domani inizierà il suo mandato in val di Fiemme.

Le Rsa di Predazzo e San Giovanni rappresentano, al pari delle altre strutture delle valli trentine, i presidi fondamentali nelle valli di Fiemme e Fassa per i servizi agli anziani. Per questa ragione, l’assessore provinciale alla sanità, Stefania Segnana, ha continuato oggi il ciclo di incontri sul territorio nelle case di riposo. L’impegno dell’assessore è di visitare tutte le Rsa e di conoscere le realtà di ogni territorio.

La giornata si è aperta in mattinata con l’incontro di Predazzo dove la casa di riposo ospita 90 anziani ed occupa 100 persone, tra medici, infermieri e personale ausiliario. Il presidente Francesco Delugan ha accompagnato la delegazioni in visita alla struttura e ne ha presentato i piani di sviluppo, come l’ampliamento della casa di riposo con la creazione dei “nuclei casa” per anziani autosufficienti.

Ad accompagnare l’assessore c’erano il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali, Giancarlo Ruscitti; il direttore per l’integrazione socio sanitaria di Apss, Enrico Nava; il sindaco di Predazzo, Maria Bosin; e il presidente della Comunità di valle, Giovanni Zanon.

Dopo Predazzo è stata la volta della Rosa di San Giovanni. Ad accogliere l’assessore c’erano la responsabile Barbara Bravi e la procuradora del Comun General de Fascia, Elena Testor. In val di Fassa la residenza accoglie ad oggi 65 anziani, assistiti da 62 dipendenti. Realizzata agli inizi degli anni 2000, la Rsa di San Giovanni ha visto nel tempo una crescita sia in termini di ospiti che di servizi erogati.

I due incontri hanno permesso ad assessore e dirigenti sanitari di confrontarsi sulle problematiche che di fatto sono comuni per le due strutture.

L’aspetto più critico, secondo i responsabili di Fiemme e Fassa, riguarda la carenza di addetti e il turn over, dovuto al passaggio del personale dalle Rsa all’Azienda sanitaria provinciale, che offre condizioni contrattuali migliori. “Trovare personale in loco – hanno aggiunto i responsabili – è molto difficile e così dobbiamo attingere a risorse di altre zone, anche fuori provincia”. Trasferirsi in val di Fiemme e Fassa significa però fare i conti con il caro vita e la carenza di alloggi, destinati in larga parte a soddisfare la domanda turistica a canoni di gran lunga superiori.

La visita dell’assessore Segnana e della delegazione è continuata nel primo pomeriggio al centro Anffas Trentino di Pozza di Fassa, inaugurato proprio due anni fa nei locali messi a disposizione dal Comun General de Fascia.

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