In contemporanea europea, venerdì 27 settembre, si tiene l’edizione 2019 della Notte dei Ricercatori, occasione speciale per immergersi nel mondo della scienza, incontrarne i protagonisti, porre loro direttamente delle domande e divertirsi a ogni età con quiz, esperimenti, dimostrazioni e spettacoli.

A Trento l’evento è organizzato dalla Fondazione Bruno Kessler, la Fondazione Edmund Mach, l’Università di Trento, e il MUSE – Museo delle Scienze, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e con il patrocinio del Comune di Trento.

Il ricco programma delle iniziative e le informazioni pratiche per partecipare saranno illustrati durante la

conferenza stampa

di martedì 24 settembre alle ore 10.00

nella sede del MUSE (Aula Fossey)

Interverranno: Adolfo Villafiorita (ricercatore, Fondazione Bruno Kessler), Emanuele Eccel (tecnologo, Fondazione Edmund Mach), Alessandro Quattrone (professore ordinario, Università di Trento), Massimo Bernardi (conservatore per la Paleontologia e Geologia, MUSE).

Nella serata di ieri il primo incontro dell’assessore provinciale con le associazioni e le società sportive di Trento. Failoni: “Aiutiamo lo sport a crescere e a consolidare i suoi valori”.

“Investire nello sport significa investire innanzitutto sul futuro del Trentino, i giovani Sostenere lo sport significa anche dare delle risposte concrete alle migliaia di persone – dirigenti, allenatori e accompagnatori – che quotidianamente donano il loro tempo e le loro energie per mantenere vivo un movimento forte di valori universali”. L’assessore provinciale allo sport, Roberto Failoni ha riassunto così le ragioni delle nuove misure, volute dalla Provincia autonoma di Trento, a sostegno dello sport in Trentino.

L’appuntamento, il primo di otto sull’intero territorio provinciale, era per la serata a Sanbapolis, la cittadella universitaria che sorge alle porte del capoluogo. In sala erano presenti un centinaio tra atleti e responsabili del mondo sportivo di Trento e della provincia. Nel dettaglio, Failoni ha presentato le novità introdotte dal esecutivo provinciale: contributi per l’acquisto di pulmini e l’organizzazione di manifestazioni sportive, campagne di promozione dello sport, sostegno alle società e associazioni, premi a favore degli studenti-atleti, contributi per oneri assicurativi e, non ultimi, una maggiore attenzione ai disabili e il riconoscimento del Comitato italiano paraolimpico. Oggi Failoni è atteso ad un doppio incontro: alle ore 18.30 a Rovereto (Sala Urban Center) e alle 20.30 ad Arco (Palazzo Panni).

“In questa prima parte di legislatura – ha esordito l’assessore provinciale allo sport, Roberto Failoni – ho avuto modo di incontrare sul territorio associazioni e cittadini e raccogliere le loro istanze. La fase di ascolto ci ha permesso di raccogliere gli elementi necessari per decidere di aggiornare, così da renderli più efficaci, i contributi e le agevolazioni allo sport”.

Il Trentino parte da una base solida: è la provincia più sportiva d’italia: “Registriamo però un tasso di abbandono del 40% da parte di ragazzi attorno all’età dei 14 anni”. E’ anche da questo dato che si è mossa la Provincia autonoma di Trento nella nuova regolamentazione, con un obiettivo preciso: “Dobbiamo aiutare i ragazzi a praticare lo sport, perché lo sport consente di far propri valori e principi sani”.

L’assessore Failoni ha garantito il supporto degli uffici provinciali ad associazioni e società sportive: “Il nuovo assetto è articolato e prevede una serie di agevolazioni in diversi contesti. I nostri uffici sono a vostra disposizione per consigliarvi e dare tutte le informazioni necessarie per accedere alle nuove misure. Ci siamo resi conto che alcune società, anche importanti, non erano a conoscenza di tutte le opportunità a loro disposizione e questo non deve succedere”.

La serata ha visto la presentazione puntuale dei nuovi criteri. La novità maggiore – sempre secondo l’assessore Failoni – riguarda il contributo (50% fino ad un massimo di 15 mila euro) per l’acquisto dei pulmini da parte delle società. “La sicurezza dei nostri ragazzi – ha sottolineato Failoni – è la nostra priorità. I ragazzi devono poter viaggiare su mezzi idonei e sicuri”.

A seguire è stato presentato il riconoscimento del Comitato italiano paraolimpico: “Tutti i ragazzi devono avere pari dignità”, ha ribadito Failoni.

Le società sportive potranno contare su contributi per l’organizzazione di manifestazioni sportive, con un aumento delle sovvenzioni del 10% di base a cui si aggiungeranno altri punti in base alla valenza sul territorio della manifestazione e alla caratteristiche della stessa.

Lo sport giovanile beneficerà di specifiche campagne di promozione. “Queste attività – ha spiegato Failoni – serviranno ad attrarre i giovani verso la pratica sportiva, così da aumentare la coesione sociale e coinvolgere il mondo della scuola, altro elemento centrale della vita dei ragazzi. Scuola e sport devono coesistere perché concorrono, in ambiti diversi, alla formazione e alla crescita del ragazzo”. A questo proposito sono stati introdotti premi a favore degli studenti-atleti sulla base dei loro risultati sportivi.

Il sostegno alle società e alle associazioni sportive passerà attraverso l’incremento del contributo pubblico dagli attuali 20 euro ai 25 euro per ogni iscritto di età compresa tra i 6 e i 18 anni.

I finanziamenti riguarderanno anche gli impianti sportivi. Qui le società sportive potranno contare sull’appoggio pubblico per la costruzione o il riammodernamento delle strutture: sono stati ridotti i tempi per la concessione dei contributi da 3 anni a 6 mesi dall’ultimo pagamento della Provincia, così come l’entità del finanziamento dipenderà anche da criteri quali la riqualificazione energetica, la valenza come presidio della montagna e la valenza turistico-sportiva dell’impianto.

Dopo l’esordio di ieri a Trento e il doppio incontro di oggi (Rovereto ed Arco), l’assessore Failoni sarà lunedì 23 a Cles alle 18.30 (Cassa Rurale Val di Non), martedì 24 alle 18.00 a Mezzolombardo (Sala Civica del Comune) e alle 21.00 a Borgo Valsugana (Sala Auditorium della Comunità di Valle). Mercoledì 25, l’assessore provinciale incontrerà le realtà sportive alle 18.30 a Predazzo (Aula Magna – Municipio), mentre concluderà il tour giovedì 26 settembre alle 20.30 a Tione (Sala riunioni della Comunità delle Giudicarie).

Necessità di un collegamento ferroviario diretto Trento – Milano. Premesso che: una petizione popolare, lanciata da Alto Adige Innovazione sulla piattaforma Change.org, chiede l’istituzione di una linea ferroviaria diretta tra Bolzano e Milano. Ad oggi la raccolta è arrivata ad oltre 5 mila firme;

La richiesta riguarda un diretto Frecciargento o Frecciabianca senza cambio treno a Verona;

Considerato che:

la necessità di un collegamento diretto si basa su dati forti:

l’afflusso di potenziali fruitori del direttissimo è considerato in continuo incremento, vista la grande attrattività sul piano economico del capoluogo lombardo;

le Frecce garantirebbero la possibilità di modulare orari e giornate in base al verificabile afflusso di passeggeri, più importante nei giorni feriali e meno in quelli festivi;

Visto:

il bacino turistico, di grande rilevanza strategica, che Milano e il suo hinterland e più in generale la Lombardia sono in grado di far confluire sul Trentino e l’Alto Adige;

la questione ambientale: con il collegamento diretto si potrebbe alleggerire in maniera significativa il traffico automobilistico che percorre l’A22, con uscita ad Affi, transito sulla bretella fino a Peschiera e poi sulla A4 nel classico tragitto su gomma Bolzano-Trento- Milano.

l’esperienza del Flixbus, mezzo di trasporto richiestissimo, è un altro dato a sostegno della necessità di un collegamento ferroviario diretto;

l’assessore provinciale ai trasporti di Bolzano ha incontrato i vertici di RFI e di Trenitalia e sembra che ci siano delle aperture a tale opportunità;

l’assessore altoatesino ha inoltre annunciato che la Provincia di Bolzano potrebbe inserirsi nell’operazione favorendo anche finanziariamente l’avvio di una linea ferroviaria diretta sulla tratta Bolzano-Milano

 

si interroga il presidente della Provincia autonoma di Trento per sapere:

se sia a conoscenza della petizione lanciata da Alto Adige Innovazione sulla piattaforma Change.org, con la quale si chiede un collegamento ferroviario diretto tra Bolzano e Milano;

se ravvisi l’importanza strategica di un tale collegamento diretto;

se ritenga utile rafforzare la richiesta della Giunta provinciale di Bolzano, sollecitando Trenitalia e a RFI in tal senso;

se ritenga fattibile, al pari della Provincia di Bolzano, un supporto finanziario all’avvio del collegamento ferroviario diretto.

 

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Lucia Coppola

consigliera provinciale FUTURA

Rosato (Italia Viva): “Noi non vogliamo fare né screzi né dispetti. Mi diverto quando dicono che Renzi ha il pallino del governo in mano, il pallino ce l’hanno anche gli altri. Noi sul programma di governo che è stato sottoscritto ci siamo, non c’è discussione su questo. Senza di noi il PD potrà aprirsi meglio a sinistra, magari anche con i rientri di chi era antirenziano.

Adesso non hanno più quest’alibi, il PD faccia la sua corsa e noi faremo la nostra e penso sarà utile per combattere i populisti. Noi lasciamo degli amici nel PD, non dei nemici, è chiaro che la nostra strada è molto diversa, abbiamo gli stessi avversari, faremo insieme le campagne elettorali e lavoreremo insieme per sconfiggere la destra e tenere forte in campo questo governo. Non vogliamo neanche sapere chi sia il candidato per l’Umbria, trovate uno che possa vincere e noi veniamo lì a fare campagna elettorale con convinzione. Proporzionale? L’accordo c’è, vediamo se vorranno andare avanti”

Il vicepresidente della Camera Ettore Rosato, esponente di Italia Viva, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sull’uscita dal PD. “In qualsiasi momento venisse fatta sarebbe stata considerata un errore da chi non aderisce –ha affermato Rosato-. L’abbiamo fatta perché c’è un grande pezzo di elettorato che non trova più rappresentanza ed è quello che vede che non esiste più un centrodestra, perché esiste solo la destra di Salvini e Meloni, e che il PD ha spostato marcatamente il suo baricentro a sinistra. Noi ci candidiamo a rappresentare gli elettori che vogliono un progetto riformista per il Paese. L’abbiamo fatto adesso perché nel PD non c’era più spazio per questo dialogo perché saremmo andati in continuo conflitto cosa che non sarebbe andata bene né per noi né per chi guida il PD adesso”.

Sull’appoggio al governo. “Noi non vogliamo fare né screzi né dispetti. Mi diverto quando dicono che Renzi ha il pallino del governo in mano, il pallino ce l’hanno anche gli altri. Noi sul programma di governo che è stato sottoscritto ci siamo, non c’è discussione su questo. Avremmo potuto fare l’annuncio alla Leopolda, ma abbiamo messo le condizioni per partire subito, per non mettere alcun ostacolo all’attività del governo”.

Sul rapporto tra Italia viva e PD. “Se io vedo le adesioni di queste ore a Italia viva dico che è possibile che noi e il PD potremo viaggiare in parallelo. Per noi era molto più semplice restare nel PD, far pesare i nostri voti in Parlamento, non l’abbiamo fatto per chiarezza e per realtà. Senza di noi il PD potrà aprirsi meglio a sinistra, magari anche con i rientri di chi era antirenziano. Adesso non hanno più quest’alibi, il PD faccia la sua corsa e noi faremo la nostra e penso sarà utile per combattere i populisti.

Noi lasciamo degli amici nel PD, non dei nemici, è chiaro che la nostra strada è molto diversa, abbiamo gli stessi avversari, faremo insieme le campagne elettorali e lavoreremo insieme per sconfiggere la destra e tenere forte in campo questo governo. Non vogliamo neanche sapere chi sia il candidato per l’Umbria, trovate uno che possa vincere e noi veniamo lì a fare campagna elettorale con convinzione. Alla Leopolda parleremo dei contenuti della nostra agenda”.

Sulla legge elettorale. “Proporzionale? PD, M5S e Leu hanno raggiunto un accordo di un sistema che consenta la rappresentanza dei territori anche delle formazioni più piccole. Noi su quell’accordo ci attestiamo. Il PD ha già votato il proporzionale nella scorsa legislatura, prima che il M5S cambiasse idea. Non è che il proporzionale arrivi senza che nessuno ne abbia parlato prima. Adesso bisogna capire se ci sia la volontà di andare avanti sul taglio dei parlamentari e sulla legge elettorale”.

Dalle prime luci dell’alba di questa mattina la Polizia di Stato sta effettuando una vasta operazione internazionale denominata “Eclissi”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e, a livello internazionale, dalle Agenzie europee Eurojust ed Europol. L’operazione mira a smantellare ed oscurare il fenomeno delle cd IPTV, sistema che, convertendo il segnale analogico della paytv, lo trasforma illegalmente in segnale web-digitale.

L’attività ha visto la cooperazione delle Polizie e delle Autorità giudiziarie anche di Francia, Paesi Bassi, Germania, Bulgaria e Grecia, impegnate contestualmente in tutta Europa a supporto degli uomini della Polizia Postale. Un’ indagine tecnico informatica estremamente accurata sulla diffusione dei segnali in streaming effettuato dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni che ha consentito di individuare le sorgenti estere dalle quali parte il segnale “pirata”. Significativi i numeri complessivi relativi sia alle persone coinvolte, circa 5.000.000 di utenti solo in Italia, sia per il volume di affari stimato di oltre 2 milioni di euro al mese.

 

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LA PIÙ VASTA OPERAZIONE DI POLIZIA MAI CONDOTTA NEL SETTORE DEL CONTRASTO AL FENOMENO DELLE IPTV ILLEGALI.

Si è conclusa nella mattinata odierna, all’esito di complesse investigazioni della Polizia di Stato, la più vasta operazione di polizia mai condotta nel settore del contrasto al fenomeno delle IPTV illegali.

L’Operazione coordinata a livello nazionale dalla Procura della Repubblica di Roma, e a livello internazionale dalle Agenzie europee Eurojust ed Europol ha puntato a disarticolare direttamente la complessa infrastruttura tecnologica operante a livello internazionale, responsabile della diffusione via Internet, attraverso numerosi siti, del segnale illegalmente captato di numerose emittenti televisive a pagamento. (Sky; DAZN; Mediaset; Netflix etc.)
Un’ indagine tecnico informatica estremamente accurata sulla diffusione dei segnali in streaming effettuato dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni ha consentito di individuare le sorgenti estere dalle quali parte il segnale “pirata”.

Potentissimi Server allocati all’estero che consentono la diffusione capillare in tutta Europa del segnale, al punto che le risultanze operative hanno coinvolto le Autorità giudiziarie e le Polizie di Francia; Paesi Bassi; Germania; Bulgaria e Grecia.

Significativi i numeri complessivi relativi sia alle persone coinvolte, circa 5.000.000 di utenti solo in Italia; sia alle Iptv bloccate 30, per un volume di affari stimato di oltre 2 milioni di euro al mese, che hanno portato all’individuazione di circa 200 tra conti PayPal, postepay, conti correnti bancari e wallet bit coin, tutt’ora oggetto di indagine. Inoltre sono stati sequestrati oltre 200 Server e 80 domini e sono state effettuate 20 perquisizioni in tutta Europa presso sedi di società e provider.

Estremamente complessa l’infrastruttura criminale smantellata dalla Polizia di Stato, sia sotto il profilo organizzativo che tecnologico. Il sistema criminale per approntare, su scala internazionale, una architettura per la cattura e riproiezione così articolata, si basa su uno schema piramidale, e vede il sinergico operare di diversi soggetti i quali, non necessariamente residenti nel medesimo Paese, né personalmente noti gli uni agli altri, si legano stabilmente per costruire i vari tasselli della struttura illecita.

Così, i contenuti protetti da copyright, vengono dapprima acquistati lecitamente, come segnale satellitare, dai vertici dell’organizzazione (le c.d. “Sorgenti”). Successivamente, attraverso la predisposizione di una complessa infrastruttura tecnica ed organizzativa, vengono poi trasformati in dati informatici e convogliati in flussi audio/video, messi quindi a disposizione di una fitta intelaiatura criminale, di una rete capillare di rivenditori ed utenti finali, dotati semplicemente di connessione internet domestica ed apparecchiature idonee alla ricezione (come l’ormai noto “Pezzotto”).

Schematicamente, l’organizzazione criminale si articola sui seguenti 4 livelli:

 

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• Ad un primo livello vi è la stipulazione di abbonamenti regolari per l’acquisizione dei contenuti protetti da copyright e predisposizione e gestione delle infrastrutture tecniche necessarie alla ricezione dei segnali legittimi ed alla trasformazione del segnale video in segnale-dati (c.d. “sorgenti”).

• Ad un secondo livello vi è la preposizione e gestione delle infrastrutture tecniche necessarie alla ritrasmissione e diffusione dei segnali video su larga scala, attraverso l’acquisto di spazi informatici presso provider attestati in vari Paesi esteri. Con questo accorgimento, l’organizzazione criminale mira ad ostacolare le indagini, facendo leva sulla criptazione delle informazioni, sul “rimbalzo” delle tracce informatiche in diversi Paesi, e sulla altissima difficoltà tecnica per le diverse forze di polizia, legata anche alla complessità dell’infrastruttura tecnologica ed alla diversità dei sistemi legali presenti nei diversi Paesi (Olanda, Francia, Germania).

• Ad un terzo livello – vera particolarità della presente indagine e punto più avanzato delle investigazioni in tema di IPTV illegale – è stata rivelata la
presenza di un soggetto “centrale” per il complessivo sistema criminoso, la società di diritto bulgaro Xtream Codes Ltd., gestita dai due cittadini greci. Il ruolo ricoperto da detta Società è essenzialmente quello di mettere a disposizione dell’infrastruttura criminale i cosiddetti “PANNELLI”. Il pannello è un software di amministrazione che offre la possibilità di creare da zero il proprio servizio IPTV illegale, utilizzando un’interfaccia sicura finalizzata alla gestione dei contenuti (live stream, VOD, EPG, ecc.). E’ quindi possibile, attraverso detta Società, acquistare i pannelli sia in una versione-base, sia in una versione professionale più evoluta, che consente di porre in essere una sistema di “multilevel marketing”: in questo modo, chi acquista il servizio è non solo in grado di rivendere direttamente il segnale abusivo, ma anche di approntare una rete di rivenditori sotto di sé, trattenendo una percentuale dei ricavi

• Ad un quarto livello, opera infine una fitta rete di soggetti, molti dei quali ancora in corso di identificazione, dediti all’acquisto di pacchetti di contenuti ed alla rivendita dei servizi di IPTV illegale (i c.d. reseller), i quali si fanno carico di distribuire il prodotto, sia al cliente finale che ad ulteriori reseller minori.

 

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Quello dell’IPTV illegale è un mondo criminale complesso ed assai insidioso, gestito dalla criminalità organizzata nazionale ed estera, della cui dimensione e pericolosità non sempre chi le utilizza è avveduto e la cui dimensione criminale effettiva è dettata soprattutto dall’utilizzo dei proventi verso diversificate modalità criminali direttamente lesive degli interessi dei cittadini.

Nel sentire comune si ritiene che in fondo fruire di un sistema pirata non è un crimine, al massimo si sottraggono pochi soldi ad un colosso della comunicazione. Ma se si guarda il fenomeno nella sua complessità, e non solo nel singolo utilizzo, ci si rende conto che nella realtà un intero sistema produttivo può essere messo in crisi. Le più recenti stime parlano infatti di danni per più di 800 milioni di euro.

Non tutti considerano inoltre che l’inserimento di uno strumento quale il “Pezzotto” posizionato all’interno delle nostre abitazioni, on line nella Wifi domestica, rappresenta l’introduzione di un potenziale “cavallo di troia” all’interno di un sistema informatico. Non si può escludere, infatti, la possibilità che questo tipo di apparecchiatura possa effettuare un’intrusione nei sistemi informatici connessi o che possa spiare le nostre azioni. Amministrato da remoto dai malfattori potrebbe consentire di operare sui vari sistemi domestici di gestire il sistema di video sorveglianza, l’antifurto se non addirittura la complessa domotica di un’abitazione.
Roma, 18 settembre 2019

 

 

Porta a porta. St 2019/20 Puntata del 17/09/2019. Porta a Porta – Programma di informazione e approfondimento sull’attualità politica e sociale, sui grandi fatti di cronaca e di costume con ospiti politici, esperti e giornalisti, protagonisti della cronaca e dello spettacolo, chiamati a confrontarsi in studio sui diversi temi proposti nelle puntate.

 

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La DIA di Palermo ha eseguito un sequestro di beni e conti correnti nei confronti di Michele GIANDALONE, 44enne, imprenditore originario di Corleone.
Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal locale Tribunale di Palermo – Sezione I Penale e Misure di Prevenzione, su proposta congiunta del Direttore della DIA, Generale di Divisione Giuseppe Governale, e della Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, Procuratore Aggiunto dr.ssa Marzia Sabella e Sostituto Procuratore dott.ssa Claudia Ferrari.

Lo stesso Tribunale, a novembre del 2010, lo aveva già ritenuto “portatore di una pericolosità sociale generica” legata alla commissione di truffe, acclarate nel corso di precedenti indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, che avevano evidenziato l’esistenza di meccanismi finalizzati a realizzare frodi all’IVA comunitaria nel settore del commercio di auto, posti in essere da imprese operanti in Italia e all’estero mediante l’interposizione di “società cartiere” (frodi carosello), ritenute nella disponibilità di GIANDALONE.

Inoltre, verifiche fiscali svolte dalla Guardia di Finanza sulle stesse società accertavano un’evasione di IRES e IVA di quasi 5 milioni di euro, parzialmente recuperati con l’emissione di decreti di sequestro per equivalente, nonché un debito fiscale pari a 17 milioni di euro.
All’epoca dei fatti, fu significativo un post pubblicato da GIANDALONE sul suo profilo facebook, riguardante un video-parodia dal titolo “La vita com’è”, in cui due comici palermitani recitavano la parte di due contribuenti che ricevevano cartelle esattoriali da Equitalia. Mentre il primo si disperava, il secondo sbeffeggiava il Fisco poiché, essendo formalmente nullatenente, si sentiva inattaccabile. GIANDALONE commentava con un amico di riconoscersi nel secondo personaggio (…Mi si addice a pennello… Quello sono io ah ah…).

Il debito con il Fisco, infatti, non impediva a GIANDALONE di acquistare, intestandola ad una sua società, una Porsche MACAN di cui faceva esclusivo uso.
L’odierno decreto di sequestro si fonda sugli accertamenti patrimoniali compiuti dalla DIA per il periodo 1999-2008, basati sul suo bilancio familiare, sul suo tenore di vita e sui flussi finanziari che hanno evidenziato una netta sproporzione con i redditi dichiarati e quindi dimostrato la provenienza illecita di tali capitali.

La DIA ha dunque proceduto al sequestro:
– della società “Auto e passioni” s.r.l.;
– dell’intero capitale sociale e complesso dei beni aziendali della “Chantilly” s.r.l., nonché della “Chantilly 2” s.r.l., con sede legale a Palermo (si tratta dei noti bar situati rispettivamente all’interno del centro commerciale di via Ugo La Malfa e all’angolo tra via De Gasperi e via Strasburgo);
– di una Porsche MACAN S del valore di quasi 90.000 euro;
– di un’abitazione e 2 magazzini siti in Palermo e Corleone;
– di libretti nominativi ordinari, conti correnti bancari, depositi a risparmio, investimenti assicurativi e rapporti finanziari,
tutti direttamente riconducibili a GIANDALONE o ai suoi familiari, per un valore complessivo stimato in oltre 2 milioni di euro.

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