Trecento concorrenti, trenta squadre, un solo paese vincitore. Giovedì 19 settembre in prima serata debutta su Canale 5 Eurogames, la nuova grande sfida tra nazioni europee, tratta dal format Jeux Sans Frontièrs condotto da Ilary Blasi con Alvin. A supervisionare sulla regolarità dei giochi sei arbitri guidati da Jury Chechi.

Eurogames è una competizione a squadre. Italia, Spagna, Russia, Grecia, Germania e Polonia gareggiano l’una contro l’altra in nove giochi, declinati sulla storia e le tradizioni delle sei nazioni.

In ogni puntata, per ciascun paese, gioca una compagine proveniente da una diversa città e composta da dieci concorrenti. Alla finalissima accede, per ogni Stato, il team che ha ottenuto il miglior punteggio durante le puntate eliminatorie.

Le squadre protagoniste di questo primo appuntamento sono: Otranto (Italia); Monaco (Germania); Salonicco (Grecia); Varsavia (Polonia); Sochi (Russia); Aranda de Duero (Spagna).

Tra i giochi fissi, il classico Fil Rouge (la cui classifica finale verrà svelata solo prima del gioco finale), il Pallodromo (una palla trasparente dentro la quale i concorrenti dovranno correre e affrontare un percorso a ostacoli) e il Muro dei campioni (una parete di 13 metri, inclinata a 32 gradi, da scalare unicamente con la forza delle braccia).
Le altre sei prove cambiano di puntata in puntata e, solo per una, le squadre possono scegliere di giocare il famoso jolly per veder raddoppiato il punteggio ottenuto in quella sfida.

La radio partner del programma è R101.
Il programma avrà anche un racconto parallelo online: sul web (www.mediasetplay.it), sull’applicazione App Mediaset Play e sui profili social ufficiali (Instagram – Facebook – Twitter: @MediasetPlay) sarà possibile accedere a contenuti inediti, curiosità, foto, backstage.
I diritti del format “Jeux sans frontières” sono detenuti dal gruppo internazionale Banijay. In Italia l’adattamento del formato è prodotto da Nonpanic Banijay per Mediaset con il titolo “Eurogames”.

La regia è affidata a Lele Biscussi.

Povertà e lavoro irregolare: le due facce del Reddito di cittadinanza. Sono oltre 960mila le domande accolte pari alla metà dei nuclei familiari in Italia in condizione di povertà assoluta. Il maggiore livello di copertura al Sud, con in testa Campania, Calabria e Sicilia, realtà che presentano, però, anche la più elevata presenza di occupati non regolari. È quanto emerge da un’anticipazione del Rapporto BCC Mediocrati sull’economia regionale realizzato da Demoskopika.

La misura bandiera del Movimento 5 stelle ha raggiunto in questi primi mesi esattamente 1 famiglia su 2 della platea potenzialmente più bisognosa. Su circa 1,8 milioni di famiglie stimate dall’Istat in condizione di povertà assoluta in Italia nel 2018, infatti, il numero dei nuclei percettori del Reddito di cittadinanza, ossia le domande accolte, – secondo gli ultimi dati disponibili aggiornati allo scorso 4 settembre – sono stati circa 960mila, coinvolgendo oltre 2,3 milioni di individui. Un maggiore successo si è generato principalmente nel Mezzogiorno con in vetta Campania, Calabria e Sicilia dove il livello di copertura del Reddito di cittadinanza ha raggiunto mediamente oltre l’80% dei nuclei familiari in povertà assoluta, incapaci di poter acquisire un paniere di beni necessari per vivere.

A fare da contrappeso al tasso di successo, però, il possibile “condizionamento” del lavoro irregolare al crescere del quale sembrerebbe aumentare anche il numero delle domande per il reddito di cittadinanza. Non è un caso che, ancora una volta, Calabria, Sicilia e Campania si posizionano sul podio delle realtà regionali anche con il più elevato tasso di irregolarità generato dalla presenza di ben 817mila occupati non regolari. È quanto emerge da un’anticipazione del Rapporto BCC Mediocrati sull’economia regionale realizzato da Demoskopika.

Andamenti: sono 960 mila le domande accolte con 2,3 milioni di persone coinvolte. Al 4 settembre 2019 risultano pervenute all’Inps 1,5 milioni di domande di cui 960mila sono state accolte, 90mila sono in lavorazione e 410mila sono state respinte o cancellate. Delle 960mila domande accolte, 843mila riguardano nuclei percettori del Reddito di cittadinanza con 2,2 milioni di persone coinvolte, e le restanti 117mila sono nuclei percettori di Pensione di cittadinanza con 134 mila persone coinvolte.

Al primo posto nella classifica regionale, ottenuta analizzando il peso percentuale sulla popolazione residente e consentendo in tal modo un confronto omogeno, si colloca la Calabria con un valore pari a 33,45 domande accolte per ogni 1.000 residenti e con 65.458 nuclei percettori in valore assoluto. Seguono, per incidenza delle domande accolte, altre due realtà del Mezzogiorno: Sicilia con 32,88 domande accolte (165.273 in valore assoluto) e Campania con 31,21 domande accolte (181.874 in valore assoluto). Una minore attenzione, in rapporto alla popolazione residente, si è verificata principalmente nelle regioni del Nord-est: Trentino Alto Adige con 2,76 domande accolte (2.945 in valore assoluto), Veneto con 6,00 domande accolte (29.440 in valore assoluto) e, infine, Emilia Romagna con 7,69 domande accolte (34.230 in valore assoluto).

 

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Povertà: al sud 7 famiglie su 10 raggiunte dal reddito di cittadinanza. Nel 2018, l’Istat stima oltre 1,8 milioni di famiglie in povertà assoluta per un totale di 5 milioni di individui. Non si rilevano variazioni significative rispetto al 2017 nonostante il quadro di diminuzione della spesa complessiva delle famiglie in termini reali. In gran parte questo si deve al fatto che soltanto le famiglie con minore capacità di spesa, a maggiore rischio di povertà, mostrano una tenuta dei propri livelli di spesa, con un conseguente miglioramento in termini relativi rispetto alle altre. Nel tentativo, infine, di comprendere una reale, seppur preliminare, risposta delle regioni italiane al reddito di cittadinanza – si legge nell’anticipazione del rapporto BCC Mediocrati sull’economia regionale realizzato da Demoskopika – si è pensato di rapportare i valori assoluti delle domande di reddito di cittadinanza accolte, nel periodo di riferimento, alla quota delle famiglie stimata per regione in condizione di povertà assoluta.

Le domande accolte al 4 settembre 2019 consentirebbero, già in questa prima fase il raggiungimento della metà (52,7%) dei nuclei familiari in Italia stimati da Istat in condizione di povertà assoluta. Nel solo Mezzogiorno, inoltre, la misura riguarderebbe ben 7 famiglie povere su 10: 579mila domande accolte su un universo di 824mila famiglie in povertà assoluta con un coinvolgimento di ben 1,5 milioni di individui. In questo caso sul podio, come era prevedibile, si collocano tre regioni meridionali.

E, in particolare, in Campania sarebbe pari all’86,9% il livello di copertura del reddito di cittadinanza sulle 209mila famiglie stimate in povertà, immediatamente seguita da Calabria con un’incidenza dell’84,7% sulle 77mila famiglie povere e la Sicilia con una copertura pari al 76,4% sui 216mila nuclei in condizione di grave disagio economico.

Un risultato sul versante del contrasto al disagio economico, ancora più evidente se si considera che soltanto nelle tre realtà regionali, appena menzionate, il numero delle persone coinvolte dalla misura – secondo i dai più recenti dell’Inps – è pari a oltre un milione di individui, circa la metà dell’intero universo ad oggi “interessato” dal provvedimento.

Sul versante opposto, un minor livello di copertura si verificherebbe in quasi tutte le realtà del nord dell’Italia con Trentino Alto Adige (12,2%), Veneto (26,8%), Valle d’Aosta (28,7%) e Lombardia (29,6%) a guidare la tendenza.

 

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“Relazioni pericolose”: la misura prevale dove è maggiore il lavoro irregolare. Nel 2016 – secondo gli ultimi dati disponibili dell’Istat – i lavoratori irregolari in Italia hanno registrato un incremento di oltre 188 mila unità, passando dai circa 3,1 milioni di lavoratori irregolari del 2011 ai 3,3 milioni del 2016. Se si sposta l’analisi sul livello regionale si scopre che, con il 22,3%, a presentare il tasso di irregolarità più alto, calcolato per occupati e unità di lavoro come rapporto tra la tipologia di occupazione non regolare e la corrispondente occupazione totale, moltiplicato per cento, è la Calabria generando circa 141 mila occupati non regolari.

A seguire, con quote rilevanti di lavoratori irregolari in percentuale sul totale dei lavoratori, altre tre realtà territoriali del Mezzogiorno: Campania con un tasso di irregolarità pari al 20,1% (373mila occupati non regolari), Sicilia con un tasso di irregolarità pari al 19,8% (304mila occupati non regolari) e, infine, Puglia con un tasso di irregolarità pari al 16,7% (227mila occupati non regolari). Sul versante opposto, sono tutte al Nord le realtà meno esposte al fenomeno: Veneto con un tasso di irregolarità pari all’ 8,9% (198mila occupati non regolari), Trentino-Alto Adige con un tasso di irregolarità pari al 9,6% (52mila occupati non regolari) e, infine, Emilia-Romagna con un tasso di irregolarità pari al 10,0% (208mila occupati non regolari).

A questo punto, l’interesse dello studio è centrato a comprendere se la diffusione del fenomeno del lavoro irregolare può, in qualche modo, “condizionare” l’ammontare delle domande inoltrate per il reddito di cittadinanza. Nel tentativo di offrire una risposta, precisandone la sua non assoluta esaustività a causa della complessità delle variabili osservate, è stato costruito un grafico a dispersione (vedi grafico 4 in allegato statistico) per visualizzare, su uno spazio cartesiano, il modo in cui agiscono le due variabili prese in considerazione, ossia il tasso di irregolarità e il numero delle domande per il reddito di cittadinanza, su un insieme di elementi, nel caso specifico le regioni. Così facendo si è cercato di mostrare l’effetto di relazioni tra le due dimensioni osservate e quanto una variabile possa essere influenzata dall’altra.

Il valore del coefficiente pari a 0,8936 indica l’esistenza di una correlazione lineare significativamente positiva: al crescere del tasso di irregolarità aumenta il numero delle domande per il reddito di cittadinanza. Come si può facilmente notare, osservando lo scatter graph, a presentare una numerosità maggiore delle richieste di reddito di cittadinanza sono tutte le realtà territoriali del Mezzogiorno che, come già osservato, presentano anche i tassi di irregolarità più elevati.

In testa, in assoluto, la Calabria che il cui elevato tasso irregolarità, pari al 22,3% sembra condizionare anche il maggiore numero di domande presentate: 47,57 richieste di reddito di cittadinanza per ogni 1.000 residenti. A seguire la Sicilia e Campania rispettivamente con 44,72 e 43,13 domande presentate. In tutt’altra direzione, si posiziona, di fatto, l’intero Nord collocato nella parte bassa del diagramma di dispersione, nel quale a tassi di irregolarità bassi corrispondono anche minori richieste presentate per l’ottenimento del reddito di cittadinanza.

A Pensplan i fondi per studiare progetti per la non autosufficienza e informare i cittadini. In consiglio regionale è stato approvato il testo di legge, nato dalla volontà dello stesso Comune della Bassa Atesina, che cambia il nome di Salorno in “Salorno sulla Strada del Vino”. Approvato anche il disegno di legge che prevede il finanziamento per gli studi di fattibilità per progetti di Pensplan per la non autosufficienza. Parere favorevole anche al voto che impegna il Governo a firmare il Protocollo addizionale alla Carta Europea dell’Autonomia locale e al Bilancio consolidato della Regione.
Pensplan

Il Disegno di legge n. 6: Finanziamento a favore di Pensplan Centrum S.p.A. di studi di fattibilità finalizzati alla realizzazione di progetti in materia di welfare complementare regionale (presentato dalla Giunta regionale), ha aperto la seduta di settembre del Consiglio regionale. Il testo, approvato all’unanimità dalla Commissione, mette a disposizione di Pensplan centrum S. p.A. le risorse necessarie per la realizzazione di studi di fattibilità finalizzati alla realizzazione di progetti volti al finanziamento e/o alla copertura di misure in caso di non autosufficienza e ad attuare un programma di informazione, promozione e di educazione finanziaria, al fine di incrementare al massimo le adesioni ai Fondi pensione e raggiungere il maggior grado possibile di copertura di previdenza complementare per tutta la popolazione del Trentino e dell’Alto Adige. Dopo la lettura della relazione da parte del Presidente della Commissione, Helmuth Renzler, l’aula è passata all’esame del testo. Nessun intervento in discussione generale, nè in dichiarazione di voto. Il testo è stato approvato con 39 voti favorevoli e 15.

 

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Salorno sulla Strada del Vino

Approvato anche il Disegno di legge n. 8: Modifica della denominazione ufficiale del Comune di “Salorno” in “Salorno sulla strada del vino” (presentato dalla Giunta regionale), che nasce dalla richiesta presentata dal Consiglio del Comune della Val d’Adige. In dichiarazione di voto, la consigliera Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha annunciato astensione del suo gruppo indicando due motivazioni: la prima è che al momento – ha detto – non c’è una normativa chiara sulla denominazione toponomastica in Provincia di Bolzano, la seconda è che non ritiene che sia opportuno che i Consiglieri del Trentino siano chiamati a votare sulla denominazione di un comune dell’Alto Adige. Il Consigliere Alessandro Urzì (Misto) ha spiegato che si tratta di una norma inserita nello Statuto d’Autonomia e che si giustifica con la necessaria riconoscibilità dei Comuni in ambito regionale. Ha quindi ricordato quanto accaduto con il Comune di San Giovanni di Fassa, dove la Corte Costituzionale è intervenuta per riaffermare il principio di bilinguismo. Ha quindi annunciato voto favorevole, ricordando che il bilinguismo è contenuto in questo disegno di legge che riporta il nome in entrambe le lingue e che la denominazione “sulla strada del Vino” permette una riconoscibilità anche turistica per il Comune stesso.

La votazione ha visto 48 voti favorevoli e 3 astenuti.

 

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Carta europea dell’Autonomia Locale

Il Consigliere Alex Marini (Movimento 5 Stelle) ha quindi presentato il Voto n. 3, presentato dai Consiglieri regionali Marini, Nicolini, Degasperi, Köllensperger, Staffler e Coppola, che impegna il Governo e il Parlamento italiano ad adottare tutte le iniziative di competenza allo scopo di ratificare il Protocollo addizionale alla Carta europea dell’autonomia locale sul diritto di partecipare agli affari delle collettività locali. Il Protocollo addizionale prevede che gli Stati che ne sono firmatari garantiscano, in uno strumento giuridico internazionale, il diritto di partecipare alla gestione degli affari di una collettività locale. Le parti contraenti a questo Protocollo sono invitate ad adottare provvedimenti giuridici e altre misure necessarie per facilitare l’esercizio di tale diritto e renderlo effettivo. Il Protocollo richiede inoltre che siano prese le misure necessarie per garantire che il diritto dei cittadini alla partecipazione non comprometta le norme etiche di integrità e trasparenza dell’esercizio dell’autonomia e delle responsabilità delle collettività locali. “L’Italia, ad oggi” – ha detto il Consigliere Marini – “non ha ancora sottoscritto il Protocollo addizionale, nonostante le sollecitazioni arrivate. La prima quella del Congresso dei Poteri locali e regionali. Il secondo sollecito arriva dalla Commissione di Venezia e per ultimo una iniziativa popolare giunta in Senato.ll Vicepresidente della Giunta regionale, Maurizio Fugatti, ha espresso parere favorevole. La votazione ha visto il testo approvato con 52 si e 1 astenuto.

 

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Bilancio Consolidato

La seduta si è chiusa Proposta di deliberazione n. 8: Approvazione del bilancio consolidato della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol per l’esercizio finanziario 2018 (su richiesta della Giunta regionale);

Il Punto è stato approvato senza discussione con 34 voti favorevoli e 19 voti di astensione.

La minoranza ha quindi indicato la Consigliera Brigitte Foppa (Verdi) come componente del Comitato regionale dei Garanti per il Fondo a sostegno della famiglia e dell’occupazione

Intervista al Presidente del CONI Paola Mora. L’ultimo weekend di settembre a Riva del Garda si svolgerà Trentino Sport Days, la manifestazione dedicata allo sport che avvicina i giovani a questa attività. Sulla scia dell’evento, il Presidente del CONI di Trento Paola Mora manifesta la sua approvazione per gli obiettivi perseguiti dalla manifestazione, dall’educazione sportiva fino alla disabilità nello sport.

 

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Quanto ritiene importante la partecipazione di bambini e ragazzi a una manifestazione di questo tipo? “Tantissimo. È importante la presenza di bambini e ragazzi, ma soprattutto quella di genitori e insegnanti. Trentino Sport Days permette ai suoi visitatori di provare tante discipline diverse, di conoscere le alternative che il territorio offre e sperimentare ogni sport in forma giocosa ma anche tecnica. Il tutto in un ambiente di festa.”

Venerdì 27 settembre l’evento sarà dedicato esclusivamente al progetto di Alfabetizzazione Sportiva: un percorso sportivo che mette a confronto federazioni sportive e studenti di quinta elementare. Perché CONI e Provincia Autonoma di Trento hanno scelto di realizzare un progetto di questo tipo proprio con bambini di quell’età? “La quinta elementare è l’età del passaggio, l’età in cui i ragazzini diventano più autonomi nelle scelte e nella vita, l’età in cui sono proiettati verso le medie e pronti ad affrontare la transizione da scolari a studenti. In questa fase è fondamentale intercettare le loro passioni e predisposizioni, fargli capire quanto lo sport è e sarà importante al di là dei risultati e favorire così la loro crescita nella società.”

La quarta edizione dell’evento è dedicata a talento e libera espressione delle attitudini e degli interessi dei più piccoli, in che modo ritiene che le famiglie possano, dentro e fuori la fiera, contribuire al raggiungimento di questi obiettivi? “Lasciando giocare liberamente i bambini allo sport fino a quando non saranno loro a decidere di mettersi alla prova e puntare al successo sportivo. L’imperativo è accompagnare senza forzare.”

Il punto di forza della manifestazione è la presenza diretta di molte federazioni sportive e dei loro tecnici federali. Quanto contano empatia e competenze tecniche nelle prime fasi di avvicinamento di un bambino allo sport? In che modo il CONI di Trento si assicura che queste qualità, unite all’entusiasmo, rimangano vive nei suoi tecnici? “Empatia e conoscenze tecniche sono determinanti. Se un allenatore non riesce a far innamorare un bambino dello sport e favorisce solo sensazioni negative, probabilmente quel bambino non praticherà mai alcuna disciplina.

La preparazione tecnica non è trascurabile per imparare a fare gesti tecnici ma la parte psicologica è imprescindibile, soprattutto nelle fasi di costruzione della persona. Il CONI di Trento, in collaborazione con la Scuola dello Sport, sta promuovendo dei corsi finalizzati alla formazione dei tecnici, anche di alto livello. Sono stati istituiti inoltre degli incentivi per la formazione fuori regione per assicurare aggiornamento e stimolo continuo. Non dobbiamo infatti dimenticare che la mancanza di stimolo e l’incompatibilità caratteriale con l’allenatore sono tra le principali motivazioni dell’abbandono sportivo intorno ai 16 anni di età”.

Trentino Sport Days si propone come la più completa vetrina dello sport trentino perché garantisce a tutte le federazioni di promuovere la propria disciplina all’interno di un contesto assolutamente paritario. In che misura ritiene fondamentale un’adesione a Trentino Sport Days per tutte le federazioni del territorio e soprattutto per quelle minori? “Questo evento è importante per mettersi in mostra davanti al territorio, fare rete e condividere progetti, incentivare l’evoluzione degli sport più tradizionali e favorire la diffusione di quelli meno conosciuti attraverso la creazione di nuove società sportive territoriali. Non dobbiamo infatti dimenticarci che in Italia esiste il più alto numero di discipline sportive praticate.”

Novità 2019 dell’evento sarà “Una notte in fiera”, un’iniziativa riservata a soli 25 bambini che punta a mixare sport, animazione e aggregazione. Quanto considera importante lo sport per istaurare relazioni importanti e allontanare, soprattutto in età adolescenziale, da scelte di vita negative per il loro benessere e la loro salute? “Lo sport è una delle vie maestre perché trattiene i ragazzi in una passione positiva. Un tempo l’aggregazione era il più importante motivo per iniziare a fare sport, oggi il web impera e sono sempre di più i giovani che passano il tempo incollati ai loro smartphone. La sfida è quindi quella di riuscire a riconquistare l’amicizia reale a discapito di quella virtuale. In questo difficile contesto, un’attività divertente come lo sport può dare una grande mano insieme a iniziative brillanti come “Una notte in fiera”. La prima notte di autonomia nella vita di un bambino è infatti spesso legata a una trasferta sportiva.”

Altra iniziativa importante realizzata da Trentino Sport Days è Sport Libera Tutti, un percorso a tappe dedicato al binomio sport e disabilità. Che cosa ne pensa di questa iniziativa che, alla sua terza edizione, è arrivata a coinvolgere tre federazioni sportive (FIP, FIPAV e CIP) e otto cooperative sociali del territorio? “Per la disabilità lo sport è una sorta di percorso normalizzante. Permette di provare emozioni nuove, sperimentare momenti di crescita e superare la diffidenza alla fisicità e all’imbarazzo. Inserire progetti come Sport Libera Tutti all’interno di Trentino Sport Days è la strada maestra verso uno sport più inclusivo”.

Il weekend del 27,28 e 29 settembre non potrà presenziare a Trentino Sport Days per la sua partecipazione al Trofeo CONI in Calabria. Quale augurio rivolge alle federazioni, agli enti di promozione e alle società sportive che appartengono al Comitato di Trento e che parteciperanno all’evento? “Le nostre federazioni e società sono gestite da volontari. Questo comporta competenze ma anche passione e tante emozioni. A tutti loro auguro di riuscire a trasmettere ai più piccoli la passione sportiva che anima loro in modo che i ragazzi abbiano l’opportunità di crescere nello sport.”

“Basta polemiche sui parlamentari e tra i parlamentari di Forza Italia”.

Così chiosa il Sen. Giancarlo Serafini (FI) dopo che nel Trentino non si sopiscono le critiche alla Senatrice Conzatti rea di essersi astenuta nel giorno della fiducia al Governo Conte.

“Sebbene siano passati ormai giorni, leggo e sento che le critiche alla Senatrice continuano. Da senatore che ha affetto verso il Trentino e che ha votato contro il Governo Conte 2 credo che Forza Italia con la Senatrice Conzatti offra professionalità, competenza e capacità di analisi, importanti requisiti per una seria ed efficace attività politica sia in Senato che sul territorio.

Qualità che sono proprie anche della Senatrice Elena Testor, anche lei eletta in Trentino.

Con loro, persone apprezzate e stimate dai colleghi di tutti i gruppi parlamentari, Forza Italia ha la possibilità di superare la stagnazione in cui versa in quella Regione.

Dobbiamo finirla con le polemiche e pensare a come invertire la tendenza negativa dei consensi in Trentino dove il nostro partito è in fortissima crisi da anni.

Mi auguro quindi che la senatrice Conzatti lavori per contribuire alla crescita del centro-destra e di Forza Italia.”

Con l’arrivo dell’autunno e della prima neve sulle montagne, mandrie e greggi sono state portate a valle. Ma mancavano le pecore arrivate dal modenese il 6 luglio in Val di Borzago, in Rendena, affittate con la formula del “prestito”, come fossero attrezzi, per i contributi assegnati dalla Pac europea e dal Piano di sviluppo rurale provinciale. Del gregge di 600 pecore ne erano morte 200 in poco tempo, facendo scattare un’indagine da parte della Stazione forestale di Spiazzo Rendena, condotta dall’ispettore Bruno Todeschini. Indagine che ha portato la vicenda in Procura e che rischia di scoperchiare un vaso di Pandora di interessi economici che si realizzano sulla pelle di poveri animali sfruttati, nell’indifferenza totale per le loro sofferenze.

Per questo ENPA chiederà di costituirsi parte civile nel processo che auspica si concluda con condanne esemplari. Per Carla Rocchi, presidente nazionale dell’ENPA “Questo caso conferma che chi agisce contro gli animali pone al tempo stesso in essere comportamenti lesivi dei diritti della comunità. Se verranno confermati i sospetti relativi alla gestione dei fondi pubblici saremmo di fronte ad una catena di reati che si aggiungeranno a quelli contro gli animali configurando comportamenti da criminalità organizzata.”

 

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presidente Ivana Sandri

ENPA del Trentino

 

Comunali di Trento 2020, Corazza (AGIRE): “Importante riconoscere il giusto peso alle realtà territoriali. AGIRE può essere ponte con il mondo civico che ha radici nei valori del centrodestra”.

In questa fase importante per la definizione delle possibili alleanze delle prossime elezioni comunali che interesseranno la città di Trento, riteniamo importante rimarcare il ruolo delle liste territoriali e in particolare di quelle che si posizionano nell’area di centrodestra, come AGIRE per il Trentino.

Il segretario della Lega è stato incaricato di aprire un dialogo con il PATT e lo farà a nome e per conto di tutte le liste che appartengono all’attuale coalizione al governo provinciale. Questa scelta è avvenuta in considerazione del fatto che la Lega esprime attualmente il partito con maggiori consensi in termini elettorali. Ma le percentuali di voto non sono tutto, soprattutto se si tratta di elezioni comunali: sebbene le ultime provinciali abbiano indicato scelte ben precise da parte degli elettori, nell’ottica dei Comuni le cose possono essere anche molto diverse, in particolare con la possibilità che l’elettore dia più volentieri fiducia a movimenti locali rispetto ai nazionali, o che si possano riportare ad un voto territoriale coloro che si erano astenuti alle nazionali.

Per questo è importante rimarcare che quando Lega e PATT si parleranno, i primi dovranno presentarsi e parlare a nome di una coalizione e i secondi dovranno capire di avere davanti una delegazione che rappresenta più partiti e anime. AGIRE per il Trentino intende mettersi a disposizione in prima linea come ponte tra due realtà che hanno molti intenti comuni, ma anche molti sui quali possono divergere.

Riconoscere il giusto peso alle realtà territoriali è fondamentale per dare equilibrio alle attività politiche. Siamo inoltre consapevoli che per il PATT in questo momento sia importante tenere una posizione quanto più possibile “libera” per almeno due motivi: il primo che riguarda strettamente i numeri, che lo possono rendere determinante per gli esiti della tornata elettorale, il secondo per riuscire a tenere compatto il proprio movimento, in quanto eventuali apparentamenti dall’una o dall’altra parte potrebbero portare a rotture interne.

Per tutti questi motivi è fondamentale far capire che esiste un importante mondo civico, purtroppo ad oggi troppo frastagliato, che ha le proprie radici nei valori del centrodestra.

 

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Mauro Corazza
Coordinatore di “AGIRE per il Trentino” per la città di Trento

Oltre 100 militari del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e dei reparti territoriali della Guardia di Finanza stanno eseguendo, in queste ore, provvedimenti di perquisizione locale, informatica e conseguente sequestro nei confronti della più rilevante organizzazione clandestina mondiale ideatrice e principale responsabile della capillare diffusione illegale via Internet delle emittenti televisive a pagamento. (Sky; DAZN; Mediaset; Netflix, Infinity).

L’indagine, diretta dal Procuratore della Repubblica di Napoli, dott. Giovanni Melillo e coordinata dal Procuratore Aggiunto, dott. Vincenzo Piscitelli e dal sostituto procuratore Dott.ssa Valeria Sico ha consentito di individuare e disattivare la piattaforma internazionale di IPTV (Internet Protocol Television) più diffusa tra i pirati informatici.
Oltre 5 milioni di utenti solo in Italia, per un giro d’affari stimato in circa 60 milioni di Euro annui; la piattaforma Xtream Codes, ideata da 2 cittadini greci, consente agevolmente la trasformazione in dati informatici dei flussi audiovisivi protetti da copyright.
I membri dell’ Organizzazione, predisponevano e gestivano all’ estero idonei spazi informatici attraverso i quali ritrasmettevano i segnali su larga scala, anche in Italia.

Una fitta rete commerciale, diffusa su tutto il territorio nazionale e con basi prevalentemente in Lombardia, Veneto, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia riceveva il segnale grazie a questa tecnologia acquisendo illegalmente interi pacchetti di contenuti per la successiva rivendita al cliente finale ad un prezzo di 12 Euro circa consentendo di vedere tutti i principali palinsesti TV con un unico abbonamento.

8 Ordini europei di indagine emessi dalla Procura di Napoli che, tramite l’Agenzia Europea per il coordinamento investigativo e la cooperazione giudiziaria ’Eurojust’, sono stati eseguiti simultaneamente questa mattina in Olanda, Francia, Grecia, Germania e Bulgaria dalle rispettive polizie giudiziarie con l’ausilio dei militari del Nucleo Speciale nei confronti di 3 aziende e 5 persone fisiche oltre al sequestro ed all’oscuramento della intera piattaforma Xtream Codes, di 80 siti internet e di 183 server dedicati alla riproduzione e diffusione dei flussi audiovisivi, erogati, al momento del sequestro, ad oltre 700.000 utenti online.

25 gli obiettivi delle perquisizioni odierne sul territorio nazionale che, oltre a smantellare vere e proprie centrali adibite alla divulgazione abusiva del segnale ricevuto grazie alla piattaforma Xtream Codes mirano ad aggredire i proventi illecitamente conseguiti dall’organizzazione mediante il sequestro di 197 rapporti finanziari tra account paypal, postepay e conti corrente.
Nei confronti dei responsabili dell’ organizzazione si procede per Associazione a delinquere finalizzata alla riproduzione e commercializzazione illecita di IPTV con la circostanza aggravata del reato trasnazionale; nei confronti dei fruitori del servizio è prevista la reclusione da sei mesi a 3 anni e la multa fino a 25.822 Euro.

I Carabinieri del NOE di Genova, anche nel corso di questa estate, hanno continuato ad effettuare controlli presso siti che effettuano gestione, raccolta, trasporto, recupero e smaltimento di rifiuti, volti all’accertamento della loro corretta conduzione, nonché alla prevenzione ed al contrasto del fenomeno degli incendi presso gli stessi impianti.

 

Tale incessante azione si colloca nell’ambito di una più ampia strategia di monitoraggio e verifica della gestione dei rifiuti indicata dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale di Roma.

In tale contesto, al termine degli accertamenti derivanti dall’accesso in una società genovese del settore, è emerso che in quel sito non venivano completamente rispettate le prescrizioni imposte dall’atto autorizzativo rilasciato dalla città Metropolitana di Genova.

Nel dettaglio, i militari del NOE hanno riscontrato una mancata corrispondenza del layout aziendale con l’attuale situazione, nonchè promiscuità tra rifiuti, sia pericolosi che non, accatastati con evidente rischio di caduta e posti in area aperta e a diretto contatto con il suolo, determinando il concreto pericolo di danno alle risorse ambientali.

Gli illeciti emersi sono stati riferiti all’Autorità Giudiziaria ed Amministrativa per gli aspetti di rispettiva competenza.

Analoghe verifiche sono state condotte in provincia di Genova nel corso dell’estate presso altri 12 siti, senza tuttavia rilevare criticità.

Militari del NOE durante controlli.

Esattamente come previsto dal Codacons, la situazione dell’Arabia Saudita si è traslata in modo diretto sui prezzi di benzina e gasolio, con le compagnie petrolifere che hanno iniziato ad aumentare i listini praticati alla pompa. Una speculazione evidente che non trova giustificazione alcuna e che potrebbe portare ad una raffica di denunce alla magistratura da parte del Codacons.

“Mentre il petrolio nelle ultime 24 ore ha fatto registrare sensibili cali, con le quotazioni che ieri chiudevano segnando un -5,7% grazie alle rassicurazioni sulla produzione da parte dell’Arabia Saudita, oggi tutti i marchi di carburante applicano rincari dei prezzi – spiega il presidente Carlo Rienzi – Aumenti che non trovano giustificazione alcuna, sia perché le quotazioni petrolifere stanno tornando alla normalità, sia perché il carburante venduto oggi ai distributori è stato acquistato mesi fa, quando ancora non si erano verificati tagli alla produzione”.

Per tale motivo, se i listini di benzina e gasolio dovessero proseguire la corsa al rialzo, sarà inevitabile una denuncia del Codacons per aggiotaggio contro i petrolieri, considerati gli effetti a cascata prodotti dai rincari dei carburanti sulle tasche delle famiglie e sull’economia nazionale.

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